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didattica della lingua madre

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didattica della lingua madre

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lezione 2

Creation Date: 2026/08/30

Category: Others

Number of questions: 30

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1. La grammatica può essere definita. Astrazione di un sistema di norme che ipotizzano i meccanismi di funzionamento della lingua. Un insieme di norme e strutture fisse della lingua. Un insieme di norme e strutture fisse del linguaggio. Rappresentazione di un sistema di norme che descrivono i meccanismi di funzionamento della lingua.

2.La grammatica pedagogica. Rappresenta il concetto più comune che in generale si attribuisce al concetto di grammatica. Rappresenta delle selezioni parziali di tematiche ed elementi grammaticali a uso didattico. Fornisce un quadro di interpretazione dei fenomeni linguistici. Nessuna delle tre risposte è corretta.

3. La tripletta docente-testo-studenti. È stata superata dalla didattica italiana. È ancora alla base della didattica italiana. Nessuna delle tre risposte è corretta. Ha origini molto recenti, frutto della pedagogia del Novecento.

4. La glottodidattica e la linguistica acquisizionale. Hanno rifiutato il modello tradizionale di lezione. Hanno creato un nuovo modello di lezione, in linea con la tradizione. Hanno confermato il modello tradizionale di lezione. Hanno rifiutato ogni nuovo modello di lezione.

5.Il progresso tecnologico, rispetto alla lezione tradizionale. Ha reso possibile una esclusività delle forme di sapere. Nessuna delle tre risposte è corretta. Ha reso possibile una democratizzazione delle forme di sapere. Non ha reso possibile una democratizzazione delle forme di sapere.

6. La lezione-lettura tradizionale. Ritiene il testo unica via ed ogni sua comprensione Verità. Pone al centro di tutto l'inconfutabilità dell'Assemblea. Pone al centro di tutto l'inconfutabilità del Docente. Tutte e tre le risposte sono corrette.

7.La lezione-lettura è stata ed è tipica. Tutte e tre le risposte sono corrette. Dell'istruzione filosofica greco-romana. Dell'istruzione religiosa cattolica. Dell'istruzione rabbinica.

8.La parola “lezione”. Deriva dal latino Laectio. Deriva dal latino Lezio. Deriva dal latino Lectio. Deriva dal latino Letio.

9.L'impiego della grammatica valenziale. Si presta bene per sviluppare la competenza morfo-sintattica. Si presta bene per sviluppare la competenza metatestuale. Si presta bene per sviluppare la competenza orale. Si presta bene per sviluppare la competenza testuale.

10.Il modello valenziale viene anche definito. Sulfureo. Innato. Tomistico. Atomico.

11. La monografia di Andreose “Grammatiche dell'italiano”. Rifiuta la questione grammaticale. Tratta dell'innatismo della lingua. Contestualizza le diverse grammatiche dell'italiano rispetto alla Scuola. Contestualizza le diverse grammatiche dell'italiano rispetto all'Università.

12.La letteratura scientifica di carattere glottodidattico. Vanta numerosi contributi di ricerca per quanto riguarda la dimensione della grammatica. Non è in grado di prevedere la disciplina grammaticale. Predilige l'aspetto pragmatico della disciplina. Non tratta la grammatica.

13.La suddivisione delle grammatiche. È tripartita in motivazionale, pedagogica e descrittiva. È tripartita in normativa, pedagogica e motivazionale. È tripartita in normativa, pedagogica e descrittiva. È tripartita in normativa, motivazionale e descrittiva.

14. L'analisi logica. Si occupa di definire la frase sulla base dell'enunciato in esame. Tutte e tre le risposte sono corrette. Si occupa di definire la frase sulla base del soggetto e del predicato. Si occupa di definire la frase sulla base del soggetto, del complemento e del predicato.

15.La verifica. Si configura come momento definitivo di controllo dell'operato. Si configura come momento di controllo dell'operato. È tradizionalmente posta all'inizio dell'operato. È tradizionalmente posta in corso d'operato.

16.La prospettiva valenziale. Pone al centro il contesto. Pone al centro il verbo. Pone al centro il lessico. Pone al centro il testo.

17. La grammatica descrittiva. Nessuna delle tre risposte è corretta. Rappresenta il concetto più comune che in generale si attribuisce al concetto di grammatica. Fornisce un quadro di interpretazione dei fenomeni linguistici. Rappresenta delle selezioni parziali di tematiche ed elementi grammaticali a uso didattico.

18. L'analisi valenziale. Tutte e tre le risposte sono corrette. Permette un netto miglioramento del parlato in L2. Permette una democratizzazione dei programmi ministeriali. Permette di lavorare in maniera critica sui testi.

19. La definizione della grammatica. Dipende strettamente dal concetto di deduzione. Dipende strettamente dal concetto di norma. Dipende strettamente dal concetto di induzione. Dipende strettamente dal concetto di lezione.

20. Le fasi dell'unità didattica sono. Motivazione, analisi e sintesi. Analisi, sintesi e verifica. Globalità, analisi e sintesi. Globalità, motivazione e verifica.

21. Il termine grammatiche, declinato al plurale. Viene usato in via preferibile dalla tradizione scolastico-religiosa. Viene usato in via preferibile dalla tradizione scolastica tradizionale. Nessuna delle tre risposte è corretta. Viene usato in via preferibile dalla tradizione accademica.

22.La rigidità dei programmi e delle indicazioni ministeriali. È un falso mito, dal momento che riguarda gli obiettivi e non i percorsi formativi. Mette in difficoltà i docenti, in particolare quelli di lettere straniere. È la motivazione dei ritardi rispetto ai modelli esteri. È un falso mito, dal momento che riguarda i percorsi formativi e non gli obiettivi.

23.Il termine “lezione” ha iniziato, all'interno delle indicazioni ministeriali. Ad essere sottolineato per mantenere la rigidità della programmazione. Ad essere sostituito da altri sintagmi con accezioni meno rigide. Ad essere sostituito da terminologia straniera, come learning object. Ad essere sottolineato per mantenere la centralità degli obiettivi.

24. I modelli tematici, in glottodidattica. Tutte e tre le risposte sono corrette. Si focalizzano sulla matetica di un enunciato. Si focalizzano sull'analisi valenziale di un enunciato. Si focalizzano sulla pragmatica di un enunciato.

25.Progettare un intervento didattico si traduce. Nessuna delle tre risposte è corretta. Nella rigida osservazione della programmazione. Nel coinvolgimento di un set di costanti da incardinare all'interno di uno specifico obiettivo. Nel coinvolgimento di un set di variabili da incardinare all'interno di uno specifico obiettivo.

26. Per l'attuale glottodidattica, lo studente. È figura passiva di apprendimento per emanazione. È spettatore del docente e come tale ne imita gli usi. È protagonista del processo di apprendimento, come il docente. È protagonista assoluto del processo di apprendimento.

27.Rispetto alla progettazione di un corso, la pianificazione di una lezione. È definita microprogettazione. È definita macroprogettazione. È definita esoprogettazione. È definita endoprogettazione.

28.La grammatica delle costruzioni. Non vanta molti studi tematici in Italia. Vanta molti studi tematici in Italia. Nessuna delle tre risposte è corretta. Ha un nutrito seguito nella comunità scientifica locale.

29.La grammatica normativa. Rappresenta delle selezioni parziali di tematiche ed elementi grammaticali a uso didattico. Fornisce un quadro di interpretazione dei fenomeni linguistici. Rappresenta il concetto più comune che in generale si attribuisce al concetto di grammatica. Nessuna delle tre risposte è corretta.

30. Un'unità didattica. Rappresenta una sequenza di fasi, generalmente sviluppate in 4-8 ore, e comprende anche il tempo dello studio individuale o delle attività di gruppo extrascolastiche sul tema oggetto di trattazione. Nessuna delle tre risposte è corretta. Rappresenta una sequenza di fasi, generalmente sviluppate in 4-8 ore, e comprende anche il tempo dello studio individuale. Rappresenta una sequenza di fasi, generalmente sviluppate in 4-8 ore, e non comprende anche il tempo dello studio individuale o delle attività di gruppo extrascolastichesul tema oggetto di trattazione.

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