didattica della pedagogia speciale
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![]() didattica della pedagogia speciale Description: 4a parte Triacca |



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Quale principio distingue il cooperative learning dal semplice lavoro di gruppo?. L'interdipendenza positiva: i comportamenti del gruppo maturano la consapevolezza che il raggiungimento dell'obiettivo comune richiede il contributo attivo di tutti e non è possibile individualmente. la presenza di un prodotto finale comune da consegnare all'insegnante, che viene valutato con un unico voto assegnato a tutti i membri del gruppo. l'assenza di valutazione individuale, che riduce la competizione tra gli alunni e favorisce la solidarietà del gruppo classe. la disposizione degli alunni in piccoli gruppi durante l'attività didattica, indipendentemente dal livello di interazione e collaborazione effettiva. Quali sono i tre tipi principali di peer tutoring distinti da Cottini (2017)?. tutoraggio spontaneo, tutoraggio strutturato e tutoraggio assistito da tecnologie digitali. tra pari di pari livello, tra allievi di livello diverso, e con insegnante nel ruolo di supervisione attivo. tra pari della stessa età, tra allievi di età diverse, e con allievi in difficoltà nel ruolo di tutor. tutoraggio individuale, tutoraggio a piccoli gruppi e tutoraggio tra classi diverse dello stesso istituto. Perchè consentire agli alunni con disabilità o BES di ricoprire il ruolo di tutor ha un valore educativo specifico?. perchè riduce il carico di lavoro dell'insegnante, che può così dedicarsi agli alunni con maggiori difficoltà durante l'attività di tutoraggio. perchè sperimentare il ruolo di chi aiuta rafforza l'autostima, alimenta una percezione più positiva delle proprie capacità e favorisce il consolidamento delle competenze attraverso la spiegazione. perchè i pari con BES conoscono meglio le difficoltà dei compagni con problemi simili e possono spiegare in modo più empatico. perchè consente di evitare la stigmatizzazione degli alunni con BES, che normalmente ricoprono solo il ruolo passivo di tutee riceventi aiuto. Un insegnante di scuola primaria osserva che durante un'attività di peer tutoring un alunno con DSA riesce a spiegare a un compagno una procedura matematica che sembrava aver compreso solo parzialmente. Quale spiegazione è più coerente con la ricerca sul tutoraggio?. l'alunno stava fingendo di non saper fare quella procedura durante le verifiche; il peer tutoring ha semplicemente rimosso l'ansia da prestazione. l'insegnante aveva selezionato erroneamente il tutee: l'alunno con DSA non era il soggetto corretto per il ruolo di tutor e il risultato è casuale. la presenza di un compagno ha ridotto il carico cognitivo del compito perchè il tutee ha svolto la parte più complessa del lavoro al posto del tutor. il processo di spiegazione (learning by teaching) ha attivato un'elaborazione metacognitiva più profonda, consolidando le acquisizioni parziali dell'alunno e affinando il suo senso di autoefficacia. In un programma di peer tutoring, l'insegnante deve scegliere il tutor per un alunno con disabilità. Un compagno si propone spontaneamente perché è il più bravo della classe. Quale variabile dovrebbe essere valutata prioritariamente secondo la letteratura?. le competenze relazionali e comunicative del tutor potenziale, tra cui la capacità di ascolto, la pazienza, il saper dare feedback e gestire i momenti di difficoltà del tutee. il rendimento scolastico del tutor, che deve essere sufficientemente superiore a quello del tutee per garantire un trasferimento efficace delle conoscenze. la disponibilità dei genitori del tutor a supportare il programma anche a casa, garantendo continuità tra l'ambiente scolastico e quello familiare. la volontà spontanea del tutor, che è il fattore più predittivo del successo del programma indipendentemente dalle altre caratteristiche personali. Un insegnante di liceo vuole utilizzare una metodologia cooperativa per un'unità di storia su un tema complesso. Gli alunni devono acquisire conoscenze specifiche su diverse aree geografiche e poi confrontarle. Quale modello è più adatto e perché?. il modello STAD, perchè la competizione tra gruppi omogenei stimola la motivazione e le classifiche pubbliche rendono visibile il progresso di ciascun gruppo. il modello Complex Instruction, perchè assegna ruoli di esperto agli alunni più svantaggiati, correggendo gli squilibri di status che si formano nei gruppi eterogenei. il modello Jigsaw, perchè ciascun alunno diventa esperto di un'area specifica nei gruppi tecnici e ne diventa responsabile nel gruppo base, creando indipendenza di ruolo di conoscenza. la struttura Talking Chips, perchè garantisce la partecipazione di tutti durante la discussione finale attraverso l'uso fisico dei gettoni che regolano i turni di parola. In che cosa consiste la struttura "Think, pair, share" dello Structural Approach?. ogni alunno pensa individualmente a una risposta, la confronta in coppia arrivando a una risposta condivisa, poi un membro della coppia la presenta alla classe. l'insegnante pone una domanda e gli alunni si alzano, trovano un compagno, discutono e tornano al posto con la risposta elaborata insieme. ogni alunno scrive la propria risposta su un foglio, le condivide con il vicino e poi la presenta al gruppo con le modifiche concordate. ogni gruppo si divide in coppie che lavorano separatamente sullo stesso compito, poi confrontano i risultati per trovare la risposta migliore. Qual è la caratteristica principale del modello Student Team Learning di Slavin rispetto agli altri modelli di cooperative learning?. si basa esclusivamente su compiti aperti e complessi che non ammettono una sola risposta corretta, valorizzando la pluralità delle intelligenze. prevede la competizione tra gruppi omogenei per abilità e l'uso di ricompense come leva motivazionale, considerando la motivazione estrinseca un elemento fondamentale specialmente per alunni a rischio. esclude qualsiasi forma di valutazione individuale, attribuendo solo punteggi collettivi al gruppo per rafforzare il senso di solidarietà. privilegia la ricerca autentica come motore dell'apprendimento, partendo dall'interesse genuino degli studenti per i temi da investigare. Qual è la caratteristica fondamentale del modello Learning Together di Johnson nel cooperative learning?. utilizza strutture di lavoro predefinite e replicabili in qualsiasi disciplina, garantendo l'uguale partecipazione di tutti attraverso ruoli fissi. prevede la suddivisione di ogni alunno come esperto di una sola parte dell'argomento, che poi spiega ai compagni del gruppo base. si fonda su interdipendenza positiva, interazione promozionale, responsabilità individuale e di gruppo, e valutazione continua del lavoro svolto. si basa sulla competizione tra gruppi omogenei per abilità, con classifiche pubbliche che stimolano la motivazione estrinseca degli studenti. Cos'è la struttura "Jigsaw" nel cooperative learning?. ogni gruppo riceve una domanda, formula una risposta sul retro del foglio e lo passa a un altro gruppo che elabora una risposta alternativa. l'insegnante assegna a ciascun membro del gruppo un numero progressivo e chiama a rispondere solo chi ha quel numero, garantendo la responsabilità individuale. gli studenti si suddividono in coppie e uno verifica il lavoro dell'altro con il ruolo di istruttore, poi i ruoli vengono invertiti. la classe è divisa in gruppi eterogenei ("gruppi base"); ciascun alunno diventa esperto di una parte del tema nei "gruppi tecnici", poi insegna ai compagni del gruppo base. Un insegnante di scuola secondaria avvia per la prima volta un percorso cooperativo con una classe poco abituata a collaborare. Quale dimensione del gruppo dovrebbe scegliere inizialmente e perché?. gruppi di 5 o 6 componenti, perchè la maggiore diversità di risorse cognitive garantisce risultati più ricchi e riduce il rischio che il lavoro dipenda da un singolo membro. gruppi di 2 o 3 componenti, perchè con pochi componenti gli alunni possono lavorare efficacemente anche senza abilità sociali elevate; si aumenta progressivamente il numero man mano che si acquisisce padronanza collaborativa. gruppi sociali ogni volta che si utilizza la metodologia cooperativa, per abituare gli alunni a collaborare con compagni diversi senza costruire abitudini relazionali rigide. gruppi di 8 componenti, perchè la dimensione numerosa aumenta la varietà dei punti di vista e stimola il conflitto sociocognitivo fin dall'inizio del percorso. Qual è il principio guida per la disposizione dei banchi in una lezione cooperativa?. l'ordine e la simmetria visiva dell'aula, che favorisce un clima disciplinare adeguato e riduce le distrazioni durante il lavoro cooperativo. la centralità dell'insegnante: i banchi devono essere disposti in modo che il docente possa essere visto da tutti i gruppi contemporaneamente durante la spiegazione. la distanza regolarmente tra i gruppi, per evitare che le conversazione si sovrappongano e che i contenuti del lavoro di un gruppo vengano condivisi involontariamente con altri. la prossimità fisica: i membri del gruppo devono potersi vedere, comunicare e scambiare materiali senza ostacoli, perchè la prossimità favorisce l'interdipendenza positiva e il sentirsi parte di un gruppo. Perchè la distribuzione dei ruoli all'interno del gruppo cooperativo non è una semplice formalità organizzativa?. perchè i ruoli servono a valutare individualmente i progressi di ciascun membro del gruppo in relazione alle competenze trasversali sviluppate durante l'attività. perchè i ruoli consentono all'insegnante di monitorare chi ha svolto effettivamente il lavoro e attribuire le responsabilità in caso di insuccesso del gruppo. perchè i ruoli (lettore, segretario, responsabile del tempo, portavoce) rendono operativa l'interdipendenza positiva: ciascun membro diventa funzionalmente necessario al risultato collettivo. perchè la rotazione dei ruoli garantisce che tutti gli studenti sviluppino le stesse competenze in modo equilibrato lungo il percorso scolastico. Qual è il ruolo del docente nel modello di cooperative learning elaborato da Johnson e Johnson?. il docente è un esperto di contenuti che risponde alle domande dei gruppi durante l'attività, senza occuparsi delle dinamiche relazionali tra i componenti. il docente delega la progettazione dell'attività cooperativa ai gruppi stessi, intervenendo solo in caso di conflitti che impediscano il completamento del compito. il docente è il progettista dell'intera esperienza cooperativa: prende decisioni preliminari, spiega il compito, monitora i gruppi in itinere e valuta i risultati. il docente è un facilitatore neutrale che osserva l'interazione tra i gruppi senza intervenire, lasciando che i processi cooperativi si sviluppino autonomamente. Quali sono i tre tipi di gruppi cooperativi distinti da Johnson, Johnson e Holubec?. gruppi informali (temporanei per micro-obiettivi) gruppi formali (stabili per settimane su progetti estesi) e gruppi cooperativi di base (eterogenei e a lungo termine, almeno un anno). gruppi di classe intera, gruppi di piccolo gruppo (4-6 alunni) e coppie, distinti principalmente per la dimensione e non per la durata. gruppi omogenei per livello, gruppi eterogenei misti e gruppi per interesse o affinità, scelti dagli studenti sulla base delle preferenze personali. gruppi strutturati, gruppi semi-strutturati e gruppi non strutturati, in base al grado di formalizzazione dei ruoli e delle procedure di lavoro. Come si raccorda la fase di monitoraggio in itinere con la progettazione preliminare nel modello di Johnson e Johnson?. il monitoraggio è una fase separata dalla progettazione e dalla valutazione, riservata all'insegnante di sostegno per gli alunni con BES presenti nel gruppo. il monitoraggio sostituisce la progettazione iniziale quando emergono difficoltà impreviste, consentono all'insegnante di ridefinire completamente obiettivi e struttura dell'attività. il monitoraggio permette di osservare difficoltà emergenti e intervenire in modo mirato, anche programmando interventi espliciti per insegnare abilità cooperative laddove siano carenti, correggendo la progettazione iniziale. il monitoraggio serve esclusivamente a rilevare comportamenti scorretti durante il lavoro di gruppo, per intervenire con misure disciplinari appropriate. Un insegnante ha una classe di 26 alunni e vuole formare gruppi eterogenei per livello di rendimento. Come procede correttamente secondo le indicazioni della lezione?. forma gruppi omogenei per rendimento, affiancando alunni di pari livello per evitare che gli studenti più bravi svolgano il lavoro al posto degli altri. divide la classe per 4 e assegna a ciascuno un numero progressivo da 1 a 4, poi raggruppa chi ha lo stesso numero indipendentemente dal livello di rendimento. divide la classe in quattro livelli (basso, medio, alto, eccellente), compone ciascun gruppo con un rappresentante per livello e forma coppie di livelli vicini (basso/medio e alto/eccellente) per facilitare il tutoraggio reciproco. lascia che gli alunni scelgano autonomamente i compagni di gruppo, verificando solo in seguito la variabilità della composizione per garantire l'eterogeneità. Quale funzione svolge l'attenzione nei processi di apprendimento?. codifica e conservazione delle informazioni a lungo termine. selezione degli stimoli, organizzazione delle informazioni e controllo dei comportamenti. attivazione della motivazione intrinseca dello studente. trasferimento delle conoscenze della memoria a breve a quella a lungo termine. Quale dei seguenti sistemi di memoria mantiene le informazioni per un tempo brevissimo attraverso i canali sensoriali?. memoria sensoriale. memoria di lavoro. memoria episodica. memoria a breve termine. In che cosa consiste la strategia didattica della "mediazione" per sostenere la memoria?. utilizzo di un concetto noto come tramite tra due concetti nuovi da memorizzare. connessione di un termine a un altro per facilitarne il ricordo. utilizzo di strutture logiche come schemi e mappe per fissare le conoscenze. ripetizione mentale del materiale da memorizzare. Maria, studentessa con bassa autoefficacia, tende ad abbandonare i compiti al primo ostacolo e a evitare le situazioni valutative. Quale strategia didattica risulta più coerente con la letteratura per intervenire su questa dinamica?. proporre compiti calibrati e progressivi che consentano esperienze di successo significative. incrementare la motivazione estrinseca attraverso premi e riconoscimenti pubblici. ridurre le richieste per evitare ulteriori insuccessi e preservare la sua autostima. aumentare il confronto con i pari per stimolare la competizione positiva. Un insegnante si accorge che durante le spiegazioni frontali molti studenti si distraggono facilmente. Considerando le caratteristiche dell'attenzione, quale intervento è più efficace?. ridurre il numero di contenuti proposti per abbassare il carico cognitivo complessivo. privilegiare la modalità uditiva poichè garantisce tempi di elaborazione più brevi. variare le modalità di presentazione per assecondare selettività, stabilità e flessibilità attentiva. aumentare il ritmo della lezione per mantenere alta la stimolazione. Secondo Bandura, con l'espressione "self efficacy beliefs" si intende: la valutazione delle proprie abilità nel far fronte a compiti specifici o sfide. la stima globale del valore che una persona attribuisce a sè stessa. il livello di motivazione intrinseca legato al piacere dello studio. la capacità di regolare le emozioni in situazioni di difficoltà. A quale competenza chiave europea fa riferimento l'approccio metacognitivo, come ribadito dalla Raccomandazione del Consiglio UE del 2018?. imparare a imparare. spirito di iniziativa e imprenditorialità. competenza digitale. competenza in materia di cittadinanza. Un insegnante vuole favorire lo sviluppo delle strategie motivazionali nei propri studenti. Quale delle seguenti azioni è più coerente con la didattica metacognitiva?. guidare gli studenti a definire obiettivi personali, suddividere compiti complessi e utilizzare l'auto-ricompensa per i progressi raggiunti. aumentare la competizione positiva tra studenti per stimolare l'impegno e il desiderio di eccellere. proporre frequenti verifiche sommative per mantenere alta la motivazione attraverso la consapevolezza dei risultati. ridurre la difficoltà dei compiti per garantire il successo immediato e sostenere l'autostima. Nel modello di Borkowsky e Muthukrishna, quale relazione intercorre tra uso efficace delle strategie e stile attributivo?. un buono stile attributivo garantisce automaticamente l'uso corretto delle strategie senza necessità di feedback. lo stile attributivo determina a priori la selezione delle strategie, indipendentemente dall'esito dei compiti. le conoscenze strategiche generali si sviluppano autonomamente rispetto alle credenze motivazionali. l'uso efficace delle strategie forma un corretto stile attributivo e motivazionale che sostiene il desiderio di apprendere. Flavell ha definito la metacognizione come: la capacità di trasferire conoscenze da un contesto di apprendimento a un altro. una cognizione di secondo ordine, ossia un pensiero che ha per oggetto i propri stessi processi cognitivi. un processo automatico di regolazione dell'attenzione durante lo svolgimento dei compiti. un insieme di strategie per migliorare la memorizzazione dei contenuti disciplinari. Cosa distingue il "buon utilizzatore di strategie" secondo il modello di Borkowsky e Muthukrishna?. conosce le strategie, ne comprende l'utilità, sa selezionarle e controllarne l'efficacia, ed è intrinsecamente motivato. si affida prevalentemente all'insegnante per la selezione delle strategie più adeguate al contesto. utilizza principalmente strategie di reiterazione e memorizzazione che si sono rivelate efficaci in passato. applica sistematicamente le stesse strategie indipendentemente dal tipo di compito per massimizzare l'efficienza. Una studentessa utilizza sempre le stesse strategie di studio indipendentemente dal tipo di compito, e fatica a trasferire quanto appreso a nuovi contesti. Quale intervento metacognitivo è più indicato?. intervenire sulla motivazione estrinseca attraverso ricompense differenziate per ogni compito completato. aumentare la frequenza di reiterazione dei contenuti per consolidare la memoria a lungo termine. lavorare sulla conoscenza delle strategie disponibili e sulla comprensione di quando e perchè è opportuno usarle. proporre compiti sempre più semplici per ridurre il carico cognitivo e favorire il successo immediato. Un insegnante chiede agli studenti: "Come hai fatto a risolvere questo problema? Avresti potuto usare un approccio diverso?" Quale dimensione della didattica metacognitiva sta attivando?. la motivazione intrinseca, valorizzando l'autonomia dello studente nella scelta del metodo. il controllo metacognitivo, stimolando la riflessione sui processi e la valutazione delle strategie utilizzate. la conoscenza metacognitiva dichiarativa, richiedendo la sola descrizione del procedimento seguito. la strategia cognitiva dell'inferenza, invitano lo studente a ricavare regole generali da casi specifici. Quali sono i due grandi settori in cui si articola la metacognizione?. strategie cognitive e strategie metacognitive. pianificazione e autovalutazione. motivazione intrinseca e motivazione estrinseca. conoscenza metacognitiva e processi cognitivi di controllo. Qual è la differenza tra emozione e sentimento secondo la distinzione concettuale proposta nella lezione?. le emozioni sono condizioni effettive durature; i sentimenti sono risposte brevi e transitorie a stimoli specifici. L'emozione comprende l'insieme delle reazioni corporee, cognitive e comportamentali; il sentimento emerge quando l'individuo diventa consapevole del legame tra queste alterazioni e lo stimolo emotigeno, attribuendogli un nome. i sentimenti precedono le emozioni e le orientano verso risposte comportamentali adeguate al contesto. emozione e sentimento sono costrutti equivalenti, utilizzati in modo interscambiabile nella letteratura psicologica. Quale dei cinque domini di Goleman riguarda la capacità di orientare le proprie emozioni verso il raggiungimento di un obiettivo cognitivo o relazionale?. controllo delle emozioni. automotivazione. autoconsapevolezza delle proprie emozioni. riconoscimento delle emozioni altrui (empatia). Perchè l'insegnante non può decidere quale emozione deve provare un allievo, ma può intervenire sulle modalità espressive?. Perché le emozioni hanno tutte diritto di esistere, e la mente emotiva è assai più veloce di quella razionale; l'intervento educativo può agire sui comportamenti che ne conseguono. perchè qualsiasi tentativo di modificare le emozioni degli allievi risulta controproducente per lo sviluppo dell'intelligenza emotiva. perchè le emozioni secondarie, essendo culturalmente condizionate, sono le uniche su cui è possibile intervenire educativamente. perchè le emozioni primarie sono completamente determinate dall'amigdala e non possono essere modificate da influenze esterne. Come Goleman descrive l'intelligenza emotiva?. come la capacità esclusivamente cognitiva di comprendere le emozioni altrui per adattare il proprio comportamento sociale. come la soppressione delle emozioni negative in funzione del raggiungimento degli obiettivi personali. come un insieme di capacità che consentono di riconoscere i propri sentimenti e quelli altrui, di motivarsi e di gestire positivamente le emozioni nella dimensione individuale e relazionale. come un'abilità innata e non modificabile che determina il livello di adattamento sociale dell'individuo. Una classe mostra un clima teso e poco collaborativo. L'insegnante vuole intervenire sull'autoregolazione emozionale degli studenti. Quale combinazione di strategie, coerente con i tre livelli descritti nella lezione, appare più efficace?. intervenire solo sul terzo livello attraverso esercizi di rilassamento fisico, evitando le cause profonde del clima negativo. proporre esclusivamente attività di gruppo per stimolare la motivazione estrinseca e ridurre i comportamenti inadeguati. Lavorare sulle situazioni antecedenti riducendo i fattori di tensione, proporre attività di ristrutturazione cognitiva degli episodi conflittuali, e insegnare tecniche di controllo della respirazione per gestire le reazioni acute. concentrarsi esclusivamente sulla soppressione delle emozioni negative attraverso regole di comportamento chiare e condivise. In che cosa distingue il modello di Bar-On rispetto a quello di Goleman sull'intelligenza emotiva?. Bar-On propone cinque domini specifici articolati in autoconsapevolezza, controllo, automotivazione, empatia e gestione relazionale. Bar-On la intende come un insieme di competenze emozionali e sociali con funzione essenzialmente adattiva, orientata al benessere psicofisico e alla risposta alle pressioni ambientali. Bar-On considera l'intelligenza emotiva come una competenza principalmente cognitiva, senza componenti sociali. Bar-On nega la possibilità di sviluppare l'intelligenza emotiva attraverso percorsi formativi, ritenendola determinata biologicamente. Quale comportamento caratterizza "l'insegnante emotivamente competente" secondo Cottini (2017)?. è in grado di regolare la propria vita interiore, accogliere le emozioni degli allievi, aiutarli a riconoscerle e nominarle, e guidare i comportamenti che da esse scaturiscono. interviene sulle emozioni degli allievi solo in presenza di episodi di aggressività o conflitto conclamato. mantiene una posizione neutrale rispetto alle emozioni per garantire obiettività nella valutazione degli allievi. si limita a proporre attività strutturale di educazione emotiva senza coinvolgere la propria sfera emotiva personale. Quale acronimo indica l'approccio internazionale che mira a integrare lo sviluppo delle competenze socio-emotive nell'educazione scolastica?. PATHS (Promoting Alternative Thinking Strategies). SEL (Social and Emotional Learning). RCCP (Resolving Conflict Creatively Program). STEP (Sentire, Tollerare, Elaborare, Pianificare). Quale metafora narrativa viene usata nel programma PATHS per stimolare l'autocontrollo di fronte a emozioni intense come la rabbia?. il gioco del termometro emotivo e la ruota dei sentimenti. la storia della tartaruga e quella del semaforo. la metafora del vulcano e della diga. il racconto dello specchio e dell'eco. Quali sono i due elementi aggiuntivi che Cottini individua come fondamentali per l'educazione socio-emotiva accanto ai programmi SEL?. contatto con il concreto e generalizzazione. esplicitamente e automatizzazione. motivazione e autoefficacia. pianificazione e autoregolazione. Un insegnante di scuola primaria assiste a una lite tra due bambini durante la ricreazione. Ispirandosi al "contatto con il concreto" del programma PATHS/SEL, quale azione è più coerente?. proporre un'attività di roleplay in cui i bambini recitano la stessa situazione con esiti diversi senza riflessione guidata. rimandare la discussione a un momento successivo per non rinforzare il comportamento negativo con attenzione aggiuntiva. Utilizzare l'episodio come punto di partenza per una riflessione guidata sulla gestione della rabbia e il valore del rispetto, collegandolo ai contenuti dell'educazione socio-emotiva. intervenire immediatamente con una punizione per scoraggiare il comportamento aggressivo e ristabilire l'ordine. Il programma PATHS si articola in quattro unità concettuali. Quale delle seguenti le elenca correttamente?. comprensione delle emozione, autocontrollo, risoluzione di problemi sociali, relazione tra pari e autostima. sentire, tollerare, elaborare, pianificare. autoconsapevolezza, controllo delle emozioni, automotivazione, gestione delle relazioni. riconoscimento, denominazione, regolazione, trasferimento. Un insegnante dichiara: "Io in classe non mostro mai le mie emozioni: devo essere imparziale e professionale." Quale valutazione è più pertinente?. l'atteggiamento è accettabile per gli insegnanti della scuola secondaria, ma inadeguato per quelli della scuola dell'infanzia. Questo atteggiamento è controproducente: un insegnante che non verbalizza le proprie emozioni riduce la propria credibilità come modello emotivo e ostacola la creazione di un clima aperto e inclusivo. l'atteggiamento è pienamente corretto perchè la neutralità emotiva garantisce maggiore equità nella gestione della classe e nella valutazione. l'atteggiamento è comprensibile come strategia difensiva in classi con alto carico emotivo, ma dovrebbe essere superato solo attraverso percorsi di supervisione clinica. Quale azione concreta dell'insegnante emotivamente competente favorisce maggiormente l'obiettivo inclusivo di costruire un ambiente in cui tutti abbiano uguali opportunità di stare bene?. selezionare le attività SEL da proporre esclusivamente agli studenti con fragilità emotiva certificate, per non disturbare il percorso degli altri. limitare l'espressione emotiva in classe ai momenti dedicati per evitare che interferisca con le attività disciplinari. valorizzare esclusivamente le emozioni positive per mantenere un clima sereno e orientato alla produttività. rendere gli allievi consapevoli che le emozioni vanno riconosciute e accolte indipendentemente dalla loro valenza, regolando i comportamenti che ne conseguono. Quale tra i seguenti è rinforzatore di tipo "simbolico" secondo l'approccio ABA?. la consapevolezza di aver eseguito correttamente un compito. carezze e stimolazioni sensoriali piacevoli. cibo o bevande gradite all'allievo. gettoni o punti accumulabili per ottenere una ricompensa. Che cosa si intende con il termine "prompting" nell'approccio ABA?. un sistema di rinforzamento simbolico basato su gettoni scambiabili. l'introduzione di stimoli aggiuntivi per facilitare le risposte dell'allievo. la riduzione progressiva degli aiuti fino alla loro eliminazione. una tecnica di osservazione sistematica dei comportamenti in contesti naturali. Confrontando il video modeling standard con il video self-modeling, quale differenza operativa è rilevante?. nel video modeling standard la durata dei filmati è illimitata; nel video self-modeling è fissata a non più di 30 secondi. il video self-modeling utilizza modelli virtuali; quello standard prevede sempre la presenza di un adulto che guida l'azione in tempo reale. nel video self-modeling l'allievo imita se stesso mentre esegue correttamente il comportamento, attraverso un montaggio che seleziona solo le azioni positive. il video modeling standard si applica solo ad abilità comunicative; il video self-modeling è riservato alle abilità di vita quotidiana. Quale aree applicative sono documentate in letteratura per il video modeling?. comportamenti-problemi di tipo auto-lesivo e stereotipie, in abbinamento obbligatorio con il riforzo continuo. abilità sociali e di gioco, abilità funzionali di vita quotidiana, abilità comunicative e di conservazione. solo abilità di autonoma personale in contesti riabilitativi residenziali per adulti con disabilità grave. esclusivamente abilità accademiche come lettura, scrittura e calcolo in contesti scolastici strutturati. Quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra prompting e fading?. il fading introduce stimoli aggiuntivi nella fase avanzata; il prompting li elimina in quella iniziale. sono i due momenti di un'unica metodologia: il prompting introduce gli aiuti, il fading li riduce progressivamente. sono due tecniche distinte: il prompting si usa con allievi con autismo, il fading con allievi con disabilità intellettiva. il prompting si applica solo ai supporti fisici; il fading riguarda esclusivamente verbali. Qual è il principale vantaggio del programma di rinforzamento intermittente rispetto a quello continuo?. garantisce risposte più immediate nella fase iniziale dell'intervento grazie alla somministrazione sistematica. consente di eliminare completamente il comportamento-problema senza passare per fasi intermedie. produce comportamenti più resistenti all'estinzione perchè genera apprendimento più graduale. è preferibile nelle gravi compromissioni cognitive perchè non richiede la motivazione dell'allievo. Un allievo con autismo mostra ansia all'arrivo a scuola perché non sa cosa accadrà. L'insegnante espone ogni mattina una sequenza di immagini con le attività previste. A quale componente TEACCH corrisponde questa scelta?. video modeling, che illustra la modalità corretta di comportamento nelle diverse situazioni scolastiche. articolazione dei compiti, che rende concreta la partecipazione del tempo con strumenti come timer o clessidre. organizzazione degli spazi, che consente l'orientamento nel contesto fisico attraverso simboli ambientali. predisposizione di schemi visivi anticipatori, che aiutano l'allievo da anticipare le attività riducendo l'ansia da imprevedibilità. Che cos'è la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)?. un approccio didattico centrato sull'insegnamento della Lingua Italiana dei Segni (LIS). un programma di riabilitazione linguistica riservato a persone con afasia acquisita in età adulta. un insieme integrato di strategie, strumenti e tecnologie per sostenere la comunicazione quando il linguaggio verbale non è adeguatamente funzionale. una metodologia esclusivamente tecnologica che sostituisce completamente il linguaggio verbale. Con quale espressione si definisce la condizione in cui le modalità comunicative disponibili di una persona risultano insufficienti o poco comprensibili, rendendo necessario il ricorso a sistemi strutturati di supporto?. deficit comunicativo funzionale da disabilità acquisita. ritardo del linguaggio espressivo-ricettivo in età evolutiva. disturbo specifico del linguaggio (DLS). bisogni comunicativi complessi. Quale differenza metodologica distingue la CAA "assistita" da quella "non assistita"?. la CAA non assistita richiede sempre la presenza di un partner comunicativo formato; quella assistita funziona in autonomia. la CAA assistita è riservata a bambini con autismo; quella non assistita si applica a persone con disabilità motoria. la CAA assistita è sempre ad alta tecnologia; quella non assistita utilizza esclusivamente tabelle cartacee e fotografie. la CAA assistita richiede strumenti esterni al corpo; quella non assistita si avvale esclusivamente delle risorse corporee come gesti, segni manuali o espressioni. Un bambino con autismo impara a comunicare che vuole il succo d'arancia consegnando all'insegnante la foto della bottiglietta. Di quale operante verbale (Skinner) e di quale strumento CAA si tratta?. comportamento ecoico (il bambino imita il gesto dell'insegnante); CAA non assistita. Tact (il bambino nomina un oggetto presente); CAA a bassa tecnologia con VOCA. Comportamento intraverbale (risposta semanticamente connessa a uno stimolo verbale); sistema ad alta tecnologia. Mand (la richiesta è motivata dal desiderio del bambino); PECS (scambio fisico di immagine con il partner comunicativo). Un allievo usa il PECS efficacemente con la logopedista ma non comunica con i compagni né a casa. Quale principio della CAA non è stato ancora applicato adeguatamente e cosa richiede?. il principio di gradualità: occorre attendere che l'allievo completi tutte e sei le fasi del PECS prima di estendere l'uso ad altri contesti. il principio dell'ecoico: occorre insegnare all'allievo a imitare il modello verbale dei compagni prima di generalizzare. il principio di selezione tecnologica: occorre sostituire il sistema cartaceo con uno ad alta tecnologia per facilitare la generalizzazione. Il prerequisito della partecipazione comunicativa: occorre formare tutti i partner comunicativi (familiari, compagni, insegnanti) e creare concrete opportunità di comunicazione reciproca in diversi contesti di vita. Quale principio fondante del programma PECS lo distingue da altri approcci CAA?. il PECS richiede obbligatoriamente supporti tecnologici ad alta tecnologia per la presentazione degli stimoli visivi. la comunicazione non si insegna in astratto ma attraverso atti comunicativi reali, motivati e orientati a uno scopo, basati sullo scambio fisico di immagini. il PECS si fonda sull'imitazione di modelli video scelti tra i compagni di classe del bambino. il PECS insegna prima la discriminazione tra simboli, poi la richiesta spontanea, e infine lo scambio fisico. Che cos'è la "token economy" come strategia di gestione comportamentale?. un sistema di rinforzamento basato su rinforzatori simbolici (token/gettoni) scambiabili per ottenere privilegi o ricompense. una procedura che prevede l'ignoramento sistematico del comportamento-problema per ridurne la frequenza tramite estinzione. una tecnica di rinforzamento differenziale in cui si rinforza qualsiasi comportamento diverso da quello inadeguato. un programma di insegnamento naturalistico centrato sulla motivazione intrinseca dell'allievo. Perchè, secondo Cottini (2017), i comportamenti-problema hanno spesso uno scopo preciso per chi li mette in atto?. perchè dipendono esclusivamente da fattori neurobiologici dall'ambiente educativo. perchè sono sempre il risultato di rinforzi positivi erogati erroneamente dagli insegnanti nella fase iniziale dell'intervento. perchè rappresentano un tentativo di influenzare l'ambiente e di comunicare esigenze, anche se la persona non ne è consapevole. perchè vengono appresi per imitazione da altri allievi con comportamenti inadeguati presenti nella stessa classe. Quale distinzione metodologica emerge dallo studio di Pelizzoni et al. (2020) tra una token economy ben progettata e l'uso di semplice cartellonistica con regole comportamentali?. la cartellonistica è riservata agli alunni con BES; la token economy si applica solo agli alunni con diagnosi i DSM. la token economy richiede sempre la presenza di un secondo adulto in classe; la cartellonistica può essere gestita dall'insegnante da sola. le due strategie hanno efficacia equivalente; la scelta dipende unicamente dall'età degli alunni coinvolti. La token economy si distingue per la sistematicità nella pianificazione e nell'applicazione; la cartellonistica, pur visivamente simile, risulta inefficace proprio per la mancanza di questa sistematicità. Quale principio fondamentale, secondo Cottini (2017), deve orientare qualsiasi intervento educativo sui comportamenti problematici?. l'intervento deve non solo ridurre i comportamenti inadeguati, ma promuovere competenze alternative socialmente accettabili che possano sostituirli funzionalmente. l'intervento deve partire sempre dalla punizione del comportamento inadeguato come segnale chiaro per l'allievo. l'intervento deve privilegiare il contenimento fisico immediato per garantire la sicurezza del contesto scolastico. l'intervento deve concentrarsi esclusivamente sulla riduzione e sull'eliminazione dei comportamenti problematici, come obiettivo prioritario. In una classe, un allievo con BES tende a urlare per ottenere l'attenzione dell'insegnante. Quest'ultima decide di non rispondere agli urli, mantenendo un atteggiamento calmo e impassibile. Quale strategia sta applicando?. token economy: l'insegnante eroga gettoni ogni volta che l'allievo non urla per un periodo stabilito. estinzione: il comportamento-problema non viene rinforzato dall'attenzione dell'adulto, riducendone progressivamente la frequenza. rinforzamento differenziale di comportamenti adeguati: l'insegnante rinforza i momenti in cui l'allievo è in silenzio. rinforzamento differenziale di comportamenti incompatibili: l'insegnante propone un'attività che impedisce fisicamente di urlare. Un allievo con ADHD tende ad alzarsi continuamente e a disturbare i compagni. L'insegnante progetta un sistema in cui l'allievo guadagna un adesivo ogni volta che rimane seduto per 10 minuti e può scambiare 5 adesivi per scegliere un'attività preferita. Quale strategia viene applicata?. rinforzamento differenziale di comportamenti adeguati: si rinforza sistematicamente il comportamento opposto a quello problematico senza un sistema di accumulo. rinforzamento continuo: ogni emissione del comportamento desiderato è seguita immediatamente da una ricompensa materiale. token economy individuale: rinforzatori simbolici (adesivi) scambiabili per una ricompensa,. estinzione selettiva: il comportamento di alzarsi viene ignorato sistematicamente mentre le permanenza al posto sono già rinforzate naturalmente. |




