didattica e pedagogia speciale
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![]() didattica e pedagogia speciale Description: 2a parte Triacca |



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La Corte Costituzionale, con la sentenza n.215 del 1987, stabilisce che la frequenza alle scuole superiore per i ragazzi con disabilità deve essere non solo "facilitata", ma "assicurata". Quale principio afferma questa pronuncia?. conferma la legittimità delle scuole speciali separate. esclude la radicale irrecuperabilità dei soggetti con disabilità e riconosce il valore dell'integrazione scolastica per il loro sviluppo. limita il diritto all'istruzione alla sola scuola dell'obbligo. subordina l'integrazione alla disponibilità di insegnanti di sostegno. Pur nella sua portata avanzata, la Legge 104/1992 lascia aperto un problema rilevante. Quale?. abolisce il Piano Educativo Individualizzato. esclude la collaborazione tra scuole e servizi socio-sanitari. reintroduce le classi differenziali per gli allievi con DSA. concentra la tutela sugli allievi con disabilità certificata, lasciando senza tutela gli studenti con difficoltà non riconducibile a disabilità certificate. Un allievo presenta un disturbo di apprendimento ma non una disabilità certificata. Quali strumenti e quale norma di riferimento sono previsti per lui?. strumenti compensativi e misure dispensative tramite un Piano Didattico Personalizzato, con la Legge 170/2010 come riferimento primario. il Profilo di Funzionamento redatto dal GLO. un supporto limitato, in assenza di certficazione. un insegnante di sostegno e un PEI, secondo la Legge 104/1992. Perchè il Bisogno Educativo Speciale è definito da d'Alonzo un "termine ombrello"?. perchè corrisponde a una sindrome clinica riconosciuta dall'OMS. perchè indica un'unica categoria diagnostica precisa. perchè si riferisce principalmente agli allievi con disabilità certificata, che possono essere strettamente diversi fra loro. perchè comprende tre macro-tipologie diverse tra loro: disabilità, disturbi evolutivi specifici e svantaggio socio-culturale e linguistico. Nel predisporre il Piano Annuale per l'Inclusività, una scuola concentra il lavoro soprattutto sulla ricognizione dei PDP già presenti. Quale criticità può emergere, secondo Cottini, da questa impostazione?. come una scelta organizzativa neutra, con ricadute limitate sulla cultura inclusiva. come un'impostazione prevalentemente amministrativa, che consente di sostituire la pianificazione con la documentazione individuale. come un'impostazione pienamente coerente, perchè il PAI deve limitarsi a raccogliere in modo ordinato i PDP presenti nella scuola. il rischio di ridurre il PAI a una raccolta di situazioni individuali, perdendo la sua funzione di progettazione inclusiva a livello di contesto scolastico. Quale concetto introduce per la prima volta il Rapporto Warnock del 1978?. il concetto di Qualità della Vita. il concetto di Profilo di Funzionamento su base ICF. il concetto di Piano Educativo Individualizzato. il concetto di Special Educational Needs (bisogni educativi speciali). Che cosa stabilisce la Legge 170/2010?. fornisce una definizione con valore legislativo dei Bisogni Educativi Speciali e ne disciplina le modalità di riconoscimento. abolisce le scuole speciali e le classi differenziali. definisce la persona con disabilità e introduce il PEI. fornisce una definizione con valore legislativo dei DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) e ne disciplina le modalità di riconoscimento. Quale strumento introduce il D.lgs. 66/2017 sul piano degli strumenti per l'inclusione?. la Diagnosi Funzionale come unico documento di base. il Piano Didattico Personalizzato per gli allievi con DSA. il Profilo di Funzionamento, redatto secondo i criteri dell'ICF, che sostituisce la Diagnosi funzionale e il Profilo dinamico funzionale. il Piano Annuale per l'Inclusività al posto del PEI. Qual è la premessa fondamentale del modello sociale della disabilità?. la disabilità dipende principalmente dalla condizione clinica della persona. la disabilità non è la caratteristica di un individuo, ma una complessa interazione di condizioni, molte delle quali create dall'ambiente sociale. la disabilità è una mancanza del singolo da compensare. la disabilità coincide con la menomazione organica permanente. Che cosa caratterizza il modello individuale della disabilità, noto anche come modello medico?. pone al centro la libertà di scelta e l'autodeterminazione della persona. considera la disabilità come prodotto delle barriere ambientali e sociali. sposta l'attenzione dalla persona al contesto. concepisce la disabilità come una mancanza funzionale da compensare, per avvicinare l'individuo a una vita il più possibile vicina a quella tipica. Qual è il limite del modello individuale e quale quello del modello sociale della disabilità?. sono uno dei due modelli presenta limiti significativi. il modello individuale ignora il contesto riducendo la disabilità a un attributo della persona, il modello sociale rischia di ignorare la dimensione corporea e i bisogni individuali. il modello individuale ignora il deficit, il modello sociale il contesto. entrambi ignorano la dimensione sociale dell'esperienza. Perchè la prospettiva bio-psico-sociale non è una semplice somma del modello individuale e di quello sociale della disabilità?. perchè coincide in larga parte con una versione aggiornata del modello sociale. perchè abbandona in larga misura la dimensione biologica della disabilità. perchè il cambiamento è qualitativo: il funzionamento emerge dall'interazione dinamica tra funzioni e strutture corporee, attività, partecipazione e fattori contestuali. perchè elimina il riferimento ai fattori ambientali. Un insegnante è convinto che le difficoltà di un allievo dipendano esclusivamente da condizioni interne a quest'ultimo, cioè dalla presenza di uno o più deficit. Quale modello della disabilità riflette questo atteggiamento?. il modello sociale. il modello delle capacità. il modello bio-psico-sociale. il modello individuale (medio). Qual è il concetto centrale del modello delle capacità (Capability Approach) di Sen?. la disabilità è una sequenza casuale che parte dalla menomazione. la qualità della vita non dipende tanto dalle risorse disponibili, quanto dalla capacità di trasformarle in realizzazioni concrete e dalla libertà di scelta. le difficoltà risiedono unicamente nelle barriere fisiche dell'ambiente. l'intervento deve mirare ad adeguare la persona a una norma di "normalità". In ambito scolastico si assume che le difficoltà emergono dall'incontro tra caratteristiche personali e condizioni ambientali, e che il BES non coincida con una diagnosi ma con una configurazione dinamica di funzionamento. Quale cornice esprime questa lettura?. la cornice della didattica differenziale per categorie. la cornice dell'ICIDH a sequenza cusale. la cornice dell'ICF, che propone una lettura sistemica del funzionamento orientata a individuare gli ostacoli alla partecipazione. la cornice del modello individuale centrato sul deficit. Di che tipo di strumento si tratta, propriamente, l'ICF?. un sistema di classificazione. un metodo di progettazione didattica per la classe. una scala di valutazione del quoziente intellettivo. uno strumento diagnostico che certifica la disabilità. Qual è la funzione dei qualificatori nell'ICF?. trasformano l'ICF da strumento descrittivo a strumento valutativo. trasformano l'ICF da strumento diagnostico a strumento valutativo. trasformano l'ICF da strumento valutativo a strumento diagnostico. trasformano l'ICF da strumento valutativo a strumento descrittivo. Quali sono le componenti dell'ICF e i relativi prefissi?. funzioni corporee (b), attività e partecipazione (d) e fattori ambientali (e). funzioni corporee (b), strutture corporee (s), attività e partecipazione (d) e fattori ambientali (e). funzioni corporee (b), strutture corporee (s), attività (d) e fattori ambientali (e). funzioni corporee (b), strutture corporee (s), partecipazione (d) e fattori ambientali (e). il Profilo di Funzionamento è redatto su base ICF-CY dall'unità multidisciplinare del Servizio Sanitario Nazionale, con il coinvolgimento di famiglia e scuola, ed è propedeutico al PEI. Quale norma lo ha introdotto?. Il Rapporto Warnock del 1978. La Legge 170/2010. La Legge 104/1992. Il D.Lgs. 66/2017, modificato dal D.Lgs 96/2019. Nella componente attività e partecipazione, qual è la differenza tra i due qualificatori previsti?. il primo indica il grado della menomazione, il secondo la natura del cambiamento strutturale. il primo registra la performance, cioè ciò che la persona realizza nel proprio ambiente reale con gli ausili disponibili; il secondo la capacità, cioè l'abilità di eseguire il compito senza assistenza. il primo registra la barriera, il secondo il facilitatore. i due qualificatori esprimono entrambi la sola condizione clinica. Un alunno nello spettro autistico mostra forte disagio per il brusio della classe e per il ronzio del proiettore. Quale orientamento educativo è coerente con questa ipersensibilità?. proporre esperienze che coinvolgano intensamente il corpo per attivarlo. ignorare la reazione per favorire una rapida abituazione spontanea. ridurre il carico sensoriale e sviluppare progressivamente l'autogestione dello stimolo. eliminare in modo definitivo e totale ogni fonte di stimolazione. Per sviluppare la comprensione dei testi narrativi in un bambino sordo, quale scelta risulta più efficace?. limitare la lettura ai soli testi già noti per non aumentare il carico. fornirgli sistematicamente versione ridotte e semplificate dei brani. sostituire i testi narrativi con esercizi di sola memorizzazione lessicale. esporlo a testi articolati e ricchi, accompagnandolo nella comprensione. Che cosa descrive il processo definito "vicarianza" nelle disabilità visive?. la capacità del non vedente di costruire immagini mentali simultanee. il recupero spontaneo della funzione visiva grazie a stimolazioni precoci. la cooperazione degli altri sensi per supplire alla mancanza o carenza della vista. la progressiva perdita di acuità visiva tipica dell'ipovisione evolutiva. A che cosa serve l'approccio della "Lingua facile" nel disturbo dello sviluppo intellettivo?. a sostituire il testo scritto con materiali esclusivamente visivi. a tradurre i contenuti in una lingua dei segni semlificata. a intervenire su lingua e veste grafica per rendere il testo più leggibile e comprensibile. a ridurre la quantità di contenuti disciplinari proposti all'alunno. A proposito della socialità nel disturbo dello spettro dell'autismo, quale lettura è più accurata?. molti desiderano la relazione ma faticano ad avviarla e mantenerla senza mediazione. il desiderio di relazione esclude la presenza di sintomi interferenti. le persone nello spettro non desiderano stare con gli altri. la socialità è compromessa solo nei quadri di livello 1. Nel lavoro con un alunno con disabilità motoria, perchè il calendario è considerato un campo di esperienza utile per il significato ordinale del numero?. perchè allena la coordinazione fine-motoria nella scrittura delle cifre. perchè sostituisce integralmente l'uso della retta dei numeri in ogni attività. perchè elimina la necessità di ancorare il numero e esperienze concrete. perchè la scansione dei giorni rende visibile e padroneggiabile una successione ordinata. Quale tra queste è una manifestazione tipica nell'area della disattenzione nell'ADHD?. scarsa tolleranza per le posizioni sedentarie e attività motoria afinalistica. tendenza a interrompere gli altri e a non rispettare il proprio turno. esagerazione nell'agire e nel reagire, con sottostima dei pericoli. difficoltà a concentrarsi sul compito e facile distraibilità da uno stimolo all'altro. Un allievo con DSA ha difficoltà significative nella scrittura manuale ma riesce a esprimersi bene oralmente. Quale strumento compensativo ad alta tecnologia, tra quelli elencati da Pinnelli (2024), risponde direttamente a questa difficoltà?. il riconoscimento vocale (speech recognition), che converte il parlato in testo digitale aggirando la difficoltà nella scrittura. il segnariga e i quaderni ad anelli, strumenti a bassa tecnologia che supportano l'organizzazione visiva del testo. la calcolatrice parlante, che fornisce riconoscimento uditivo delle operazioni e dei risultati numerici. il font ad alta leggibilità (easyreading), che riduce la confusione tra lettere simili nella lettura. Secondo la classificazione di Pinnelli (2024), quale criterio distingue gli strumenti a bassa tecnologia da quelli ad alta tecnologia?. gli strumenti a bassa tecnologia servono per la lettura, quelli ad alta tecnologia per il calcolo. gli strumenti a bassa tecnologia sono ausili non digitali, quelli ad alta tecnologia sono dispositivi e software digitali. gli strumenti a bassa tecnologia sono compensativi, quelli ad alta tecnologia sono dispensativi. gli strumenti a bassa tecnologia sono economici, quelli ad alta tecnologia sono costosi. Un docente decide di non far leggere a voce alta un lungo brano a un alunno con dislessia, perchè l'esercizio non ne migliorerebbe la prestazione. Di quale tipo di intervento si tratta?. di una modifica degli obiettivi formativi. di una misura dispensativa. di un intervento di didattica individualizzata. di uno strumento compensativo ad alta tecnologia. Qual è la differenza tra strumenti compensativi e misure dispensative secondo le Linee Guida DSA del 2011?. gli strumenti compensativi si applicano solo alla scrittura; le misure dispensative unicamente la lettura ad alta voce. gli strumenti compensativi facilitano la prestazione senza alleggerire il carico cognitivo; le misure dispensative consentono di non svolgere prestazioni che non produrrebbero alcun reale beneficio per l'apprendimento. gli strumenti compensativi modificano gli obiettivi di apprendimento; le misure dispensative li sostituiscono con obiettivi alternativi. gli strumenti compensativi sono sempre tecnologici; le misure dispensative sono esclusivamente di tipo organizzativo. Un docente di sostegno propone di acquisire il software più avanzato disponibile per un allievo con DSA, sostenendo che "più tecnologia uguale più inclusione". Sulla base di quanto studiato, quale obiezione fondata si può sollevare?. l'obiezione non ha fondamento: la letteratura dimostra che i software più avanzati producono sempre risultati migliori per tutti i profili di DSA. gli strumenti ad alta tecnologia sono controindicati per alunni con DSA perchè aumentano il carico cognitivo e la distrazione. la scelta deve derivare dal profilo specifico dell'allievo (difficoltà, risorse, contesto), non dalla complessità tecnologica: il continuum di Pinnelli prevede strumenti a bassa tecnologia che possono essere altrettanto efficaci di quelli ad alta tecnologia. il docente di sostegno non ha competenza per scegliere strumenti tecnologici: la decisione spetta esclusivamente al neuropsichiatra infantile. Che cosa stabilisce la contitolarità dell'insegnante specializzato per il sostegno?. che opera esclusivamente in spazi separati dal resto della classe. che è l'unico responsabile del percorso dell'alunno con disabilità. che interviene solo in assenza dei docenti curricolari. che è docente della classe a pieno titolo, partecipe di progettazione, gestione e valutazione. Qual è il compito principale del Gruppo di Lavoro Operativo per L'Inclusione (GLO)?. Elaborare il Piano per l'Inclusione di tutto l'istituto. coordinare le reti territoriali tra più scuole. redigere e monitorare il PEI, verificandone l'efficacia nel corso dell'anno. rilasciare la certificazione di disabilità dell'alunno. Il GLI opera a livello di: servizio sanitario. ufficio scolastico regionale. singola classe. istituto. Il PDP è obbligatorio in presenza di: richiesta del dirigente scolastico. valutazione negativa in pagella. certificazione medico-sanitaria di DSA. decisione autonoma dello studente. Il Profilo di Funzionamento si fonda su: prospettiva bio-psico-sociale ICF. criteri esclusivamente sanitari. valutazione disciplinare. modello esclusivamente clinico. Nel modello nazionale del PEI, su quali dimensioni si distribuisce l'osservazione dei punti di forza dello studente?. socializzazione e interazione, comunicazione e linguaggio, autonomia e orientamento, area cognitiva e dell'apprendimento. barriere fisiche, organizzative, relazionali e tecnologiche. lettura, scrittura, calcolo e comportamento. socializzazione e interazione, comunicazione e linguaggio, autodeterminazione, area cognitiva e dell'apprendimento. Quale prospettiva esprime l'idea di un PEI "strabico", che guarda con un occhio all'oggi e con l'altro al futuro?. Mira all'espansione completa dello studente nel presente scolastico e insieme alla vita adulta attraverso il Progetto di Vita. privilegia il raggiungimento immediato degli obiettivi, rinviando ogni prospettiva futura. concentra la progettazione solo sugli aspetti clinici della condizione. separa nettamente il percorso scolastico dal contesto extra-scolastico. Un alunno con DSA ha raggiunto una sufficiente autonomia nell'uso di uno strumento compensativo. Quale principio del PDP si applica in questo caso?. la necessità di ridurre contestualmente gli obiettivi formativi. il carattere flessibile del documento: lo strumento può essere abbandonato o sostituito se poco efficace. l'obbligo di mantenere ogni strumento indicato fino alla fine del ciclo. il principio di immodificabilità del piano fino al termine dell'anno. Secondo Fogarolo, quale caratteristica devono avere le indicazioni di qualità di un PDP?. devono essere il più possibile minuziose e dettagliate. devono limitarsi all'elenco degli strumenti compensativi. devono restare immodificabili per l'intero anno scolastico. devono essere significative, realistiche, coerenti e concrete. Per un alunno ipovedente l'obiettivo "analizzare testi di vario genere" viene reso accessibile proponendo testi scritti in Braille. A quale livello di adattamento corrisponde questo intervento?. facilitazione, con intervento sul contesto. sostituzione, con intervento sull'imput. semplificazione, con intervento sulla comprensione. scomposizione nei nuclei fondanti. Per un alunno con disabilità intellettiva medio l'obiettivo didattico legato allo studio della storia viene reso accessibile con mappe concettuali, limitando ai principali eventi di alcune civiltà. A quale livello di adattamento corrisponde?. sostituzione, intervento sull'output. semplificazione, con intervento su comprensione ed elaborazione. partecipazione alla cultura del compito. facilitazione, con intervento sui rapporti. Che cosa richiede il principio di parsimonia nel percorso di adattamento degli obiettivi?. anticipare il maggior numero possibile di adattamenti fin dall'inizio del pervorso. introdurre il minor numero possibile di modifiche, mantenendo la naturalità del contesto. mantenere invariato l'obiettivo della classe senza alcun intervento. privilegiare sempre il livello di adattamento più intenso disponibile. Il livello della partecipazione alla cultura del compito prevede: la sostituzione sistematica del compito. la condivisione dell'esperienza culturale anche come spettatore. l'uscita dell'aula. l'esonero completo dall'attività. La facilitazione interviene principalmente su: contesto, tempi, spazi e supporti. nuclei fondanti. contenuti disciplinari. curricolo differenziato. Il primo livello di adattamento degli obiettivi è: la sostituzione. la semplificazione. la scomposizione. la partecipazione alla cultura del compiuto. Secondo quale logica sono organizzati i cinque livelli di adattamento degli obiettivi?. dal più intenso al più breve, riducendo via via l'intervento del docente. in ordine libero, scegliendo il livello in base alla disciplina coinvolta. in ordine consequenziale, interrompendo il percorso al livello in cui l'adattamento risulta sufficiente. applicandoli tutti contemporaneamente a partire dall'obiettivo curricolare. Nella progettazione di materiali didattici digitali, l'uso di titoli descrittivi e semanticamente significativi è rilevante soprattutto perchè: serve solo agli studenti con disabilità visiva. favorisce orientamento, organizzazione concettuale e navigione dei contenuti. migliora prevalentemente l'aspetto estetico del materiale. riduce la quantità di testo necessario. Considerare l'accessibilità come una proprietà intrinseca di uno strumento è problematico perchè: uno strumento accessibile elimina la necessità di progettazione didattica. l'accessibilità dipende dal contesto d'uso e dalle caratteristiche dell'utente. le tecnologie digitali sono sempre accessibili per definizione. gli strumenti determinano automaticamente l'inclusione. L'idea di accessibilità come "condizione situata" implica che: un contenuto accessibile lo sia automaticamente per tutti. la presenza di molte funzionalità garantisca l'accessibilità. l'accessibilità dipenda dalla relazione tra persona, contesto, strumento e compito. l'accessibilità coincida con il rispetto di standard tecnici. L'accessibilità in ambito educativo è definita principalmente come: una caratteristica intrinseca degli strumenti digitali. un intervento rivolto esclusivamente a studenti con difficoltà. un insieme di requisiti tecnici da applicare a materiali già pronti. una qualità strutturale della progettazione didattica, da costruire e mantenere nel tempo. Nella riflessione pedagogica sull'accessibilità, l'interpretazione proposta da Mangiatordi sottolinea soprattutto che: l'accessibilità coincide con l'uso delle tecnologie digitali. l'accessibilità non è solo accesso tecnico, ma dimensione educativa legata a partecipazione e autonomia. l'accessibilità elimina la necessità di adattamenti individuali. l'accessibilità riguarda esclusivamente i contesti digitali. La Progettazione Universale nasce principalmente con l'obiettivo di: adattare ambienti standard a posteriori per utenti con bisogni speciali. progettare ambienti e prodotti utilizzabili dal maggior numero possibile di persone fin dall'origine. eliminare la necessità di tecnologie assistive. sostituire le normative sull'accessibilità. Il superamento del modello dell'utente medio, alla base del Design Universale, implica che: la variabilità umana sia considerata una condizione strutturale della progettazione. gli utenti debbano adattarsi agli ambienti progettati. la progettazione possa basarsi su profili standardizzati. le differenze individuali siano eccezioni da gestire separatamente. Quale situazione rappresenta meglio il principio di flessibilità d'uso del Design Universale?. un prodotto pensato per un solo profilo di utilizzatore. un'interfaccia con molte funzioni ma senza possibilità di scelta. un oggetto o ambiente che consente più modalità di interazione in base alle preferenze dell'utente. un sistema che richiede una procedura standard uguale per tutti. Il principio di uso semplice e intuitivo del Design Universale sottolinea l'importanza di: ridurre le informazioni disponibili all'utente. rendere il funzionamento comprensibile indipendentemente dall'esperienza o dalle competenze dell'utente. affidare la comprensione a istruzioni tecniche dettagliate. progettare interfacce avanzate per utenti esperti. Nella prospettiva proposta da Ronald L. Mace, il Design Universale può essere inteso come: un approccio preventivo che sposta l'attenzione dall'adattamento individuale alla progettazione dell'ambiente. una strategia specifica per le persone con disabilità. un'alternativa alle politiche di inclusione. un insieme rigido di regole tecniche. una differenza concettuale rilevante tra Design Universale e Universal Design for Learning è che: L'UDL è specificamente orientato ai processi di insegnamento-apprendimento. L'UDL riguarda principalmente studenti con disabilità. L'Ud è specificamente orientato ai processi di insegnamento-apprendimento. non vi è differenza sostanziale tra UD e UDL. Nel quadro dell'Universal Design for Learning, le reti affettive sono principalmente associate a: percezione e comprensione delle informazioni. valutazione sommativa degli apprendimenti. coinvolgimento, motivazione e persistenza nello studio. organizzazione ed espressione delle conoscenza. Nel modello dell'Universal Design for Learning, la variabilità degli studenti è considerata: una condizione strutturale dell'apprendimento. un'eccezione da gestire con adattamenti successivi. un problema riconducibile prevalentemente alla disabilità. un limite da ridurre attraverso la standardizzazione. Il modello UDL si fonda sull'integrazione di: strategie motivazionali e valutattive. metodologie compensative e strumenti digitali. evidenze neuroscientifiche, ricerca educativa e progettazione didattica. normative sull'accessibilità e tecnologie assistive. Cosa significa l'acronimo UDL?. Universal Design for Learning. User-Driven Learning. Universal Design for Learning. Universal Didactic Learning. Nel modello dell'Universal Design for Learning, il principio del coinvolgimento riguarda principalmente: la motivazione, l'interesse e la persistenza degli studenti. la valutazione degli apprendimenti. l'organizzazione e l'espressione delle conoscenze. la comprensione delle informazioni disciplinari. Nel principio del coinvolgimento dell'Universal Design for Learning, sostenere lo sforzo e la persistenza significa: ridurre le sfide per evitare frustrazione. favorire la continuità dell'impegno attraverso obiettivi chiari, feedback e supporti adeguati. aumentare il carico di lavoro per stimolare la motivazione. premiare esclusivamente il risultato finale. Nel modello UDL, il lavoro è considerato funzionale al coinvolgimento perchè: rafforza il senso di appartenenza e il sostegno reciproco. garantisce uniformità nei risultati. semplifica automaticamente i contenuti. riduce la necessità di valutare i singoli apprendimenti. Nel quadro dell'Universal Design for Learning, l'autoregolazione è rilevante perchè: consente allo studente di gestire in modo consapevole motivazione, emozioni e strategie. sostituisce la necessità di progettazione didattica. riguarda esclusivamente studenti con difficoltà. è una capacità innata e non educabile. Quale scelta progettuale è coerente con il principio della rappresentazione dell'Universal Design for Learning?. privilegiare sempre il canale visivo. utilizzare un unico formato per garantire uniformità. evitare materiali complessi. integrare testo, immagini e supporti audiovisivi in modo intenzionale. Nel modello UDL, chiarire strutture, relazioni e concetti chiave contribuisce a: eliminare la necessità di studio autonomo. ridurre la complessità dei contenuti. uniformare i livelli di apprendimento. ridurre il carico cognitivo non essenziale e favorire la comprensione. Nel modello dell'Universal Design for Learning, il principio della rapresentazione riguarda principalmente: le modalità con cui le informazioni vengono presentate e rese comprensibili. la valutazione degli apprendimenti. l'organizzazione e l'espressione delle conoscenze. la motivazione e il coinvolgimento emotivo. Nel quadro dell'Universal Design for Learning, offre molteplici modalità di rappresentazione significa: ridurre la quantità di contenuti disciplinari. consentire allo studente di scegliere un solo formato preferito. semplificare sempre i concetti complessi. presentare i contenuti attraverso forme diverse per ridurre le barriere alla comprensione. Nel quadro dell'Universal Design for Learning, il principio della rappresentazione contribuisce all'inclusione perchè: sostituisce la mediazione didattica. garantisce automaticamente il successo formativo. riduce le barriere cognitive e percettive che ostacolano la comprensione. elimina le differenze individuali. Nel quadro dell'Universal Design for Learning, il principio dell'azione e dell'espressione contribuisce all'inclusione perchè: garantisce automaticamente il successo formativo. elimina le differenze individuali. riduce le barriere legate ai modi standardizzati di esprimere l'apprendimento. sostituisce la mediazione didattica. Nel modello dell'Universal Design for Learning, il principio dell'azione e dell'espressione riguarda principalmente: la motivazione e il coinvolgimento emotivo. la valutazione sommativo degli apprendimenti. la presentazione e la comprensione delle informazioni. le modalità con cui gli studenti agiscono sull'ambiente di apprendimento ed esprimono ciò che sanno. Una differenza significativa tra valutazione tradizionale e approccio UDL all'azione e all'espressione è che: la valutazione tradizionale è sempre più inclusiva. L'UDL valorizza processi e modalità diverse di dimostrare l'appendimento. l'espressione è irrilevante ai fini dell'apprendimento. L'UDL elimina la necessità di criteri di valutazione. Il principio dell'azione e dell'espressione dell'Universal Design for Learning è centrale perchè: tutti gli studenti utilizzano le stesse strategie espressive. l'espressione riguarda esclusivamente la comunicazione orale. le difficoltà di espressione dipendono solo dalla motivazione. gli studenti differiscono nei modi di pianificare, organizzare ed esprimere l'apprendimento. Il Profilo 2022 dell'Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali e l'Educazione Inclusiva colloca lo sviluppo professionale inclusivo in una dimensione: limitata alla politica educativa. ecosistema. limitata alla scuola. principalmente individuale. La specializzazione per il sostegno si configura come: competenza aggiuntiva dentro una responsabilità collegiale. delega esclusiva dell'inclusione. separazione professionale dalla classe. sostituzione dei docenti curricolari. Tra i quattro valori del profilo del docente inclusivo definiti dall'Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali e l'Educazione Inclusiva, quale si può ritrovare?. delegare l'inclusione al docente specializzato. standardizzare le modalità di valutazione. uniformare i percorsi di apprendimento. valorizzare la diversità degli alunni. Secondo Cottini, una scuola inclusiva si costruisce principalmente sulla: qualità professionale del personale. disponibilità di risorse tecnologiche. presenza di certificazioni formali. docenza specialistica separata. Le competenze personali del docente inclusivo comprendono: uso esclusivo delle TIC. gestione amministrativa. capacità comunicative, decisionali ed etiche. conoscenze principalmente normative. Quale tra le seguenti NON rientra tra le competenze interconnesse che l'insegnante è chiamato a sviluppare per la gestione della classe?. conoscere le tecniche di riabilitazione cognitiva per allievi con disabilità intellettiva. riconoscere i bisogni individuali degli allievi e promuoverne la partecipazione. essere consapevole del valore educativo dello stile comunicativo. saper agire sull'ambiente fisico dell'aula. Secondo d'Alonzo (2024), la gestione della classe comprende tutte le azioni che un insegnante compie per: pianificare le unità didattiche e valutare i progressi degli studenti. gestire i rapporti con le famiglie e con il personale di supporto. promuovere il coinvolgimento e la cooperazione degli allievi e stabilire un ambiente di lavoro produttivo. mantenere il controllo disciplinare e prevenire i comportamenti devianti in aula. In una prospettiva di didattica speciale per l'inclusione, la gestione della classe è considerata: il presupposto da cui muove ogni progetto inclusivo, non una competenza accessoria. una funzione delegabile al docente di sostegno, specializzato in tal senso. una competenza accessoria che si sviluppa spontaneamente con l'esperienza. un aspetto secondario rispetto alla progettazione curricolare e alla valutazione. Quale criterio fondamentale deve guidare l'azione dell'insegnante in una classe inclusiva?. nessun allievo in difficoltà deve percepirsi come elemento estraneo al contesto classe. gli allievi con BES devono ricevere un'attenzione straordinaria e differenziata rispetto ai compagni. la classe deve essere omogenea per livello di apprendimento per favorire l'inclusione. il docente deve ridurre al minimo le interazioni tra allievi con e senza disabilità. Un insegnante deve svolgere attività diverse in una stessa mattinata: spiegazione frontale, lavoro di gruppo e riflessione individuale. Qual è l'approccio più coerente con i principi della didattica inclusiva riguardo alla disposizione dei banchi?. scegliere una sola disposizione all'inizio dell'anno e mantenerla costante per abituare gli allievi. modificare la disposizione dei banchi in base all'attività prevista, poichè non esiste una configurazione ottimale in assoluto. usare sempre la disposizione frontale per le spiegazioni e poi lasciare agli allievi la libertà di spostarsi. consultare il dirigente scolastico prima di modificare la disposizione dei banchi. Un'insegnante di scuola primaria accoglie un nuovo alunno con autismo. Prima del suo arrivo, quale azione è prioritaria in una prospettiva di didattica speciale per l'inclusione?. delegare al docente di sostegno la responsabilità della conoscenza del profilo dell'alunno. attendere le prime settimane di osservazione prima di consultare qualsiasi documentazione. riorganizzare immediatamente la classe in modo da isolare il bambino per ridurre le distrazioni. leggere la certificazione, il PEI e i resoconti degli specialisti per programmare un intervento davvero rispondente ai suoi bisogni. Qual è la differenza principale tra la disposizione dei banchi a ferro di cavallo e quella a gruppi?. il ferro di cavallo richiede una gestione più attiva del rumore rispetto alla disposizione a gruppi. il ferro di cavallo favorisce la discussione frontale e il confronto con l'insegnante; i gruppi orientano verso la collaborazione tra pari e il peer tutoring. il ferro di cavallo è adatto al lavoro individuale silenzioso; i gruppi sono adatti alle spiegazioni dell'insegnante. il ferro di cavallo riduce il livello di attenzione rispetto ai gruppi perchè allontana alcuni allievi dalla cattedra. La disposizione dei banchi ad anfiteatro si distingue dalla configurazione frontale classica perchè: garantisce che nessun alunno sia troppo lontano dalla cattedra, aumentando mediamente l'attenzione. favorisce il lavoro cooperativo tra piccoli gruppi riducendo l'intervento dell'insegnante. orienta la classe verso attività di peer tutoring tra tutor e tutee. permette agli allievi di dialogare tra pari senza la mediazione del docente. Durante il passaggio da un'attività di gruppo a una individuale, la classe va in confusione per diversi minuti. Quale concetto di Kounin descrive meglio il problema e come potrebbe risolverlo l'insegnante?. il ripple effect negativo ha causato la diffusione del disordine: serve un intervento verbale diretto. il problema è riconducibile a un uso eccessivo dell'overlapping che ha disorientato gli allievi. manca la smoothness: le transizioni non sono fluide; l'insegnante dovrebbe pianificare con cura i passaggi tra attività per preservare la concentrazione del gruppo. manca il momentum: l'insegnante non riesce a mantenere il coinvolgimento costante durante le spiegazioni. Cosa indica il concetto di "withtness" teorizzato da Jacob Kounin?. la capacità di mantenere la disciplina attraverso un sistema di premi e punizioni strutturato. la competenza nel pianificare più unità didattiche in contemporanea per classi diverse. la capacità dell'insegnante di essere presente in modo autentico ed efficace, facendo percepire agli allievi di essere visti senza trasformare ciò in sorveglianza. la tecnica di dividere la classe in gruppi omogenei per gestire le differenze di apprendimento. Quale distinzione fondamentale emerge dagli studi di Brophy tra insegnanti che ottengono risultati migliori e quelli che ne ottengono di inferiori nella gestione della classe?. i migliori utilizzano esclusivamente strategie comportamentiste; i meno efficaci adottano approcci costruttivisti. i migliori intervengono solo sui comportamenti positivi; i meno efficaci si concentrano su quelli negativi. i migliori delegano la gestione al docente di sostegno; i meno efficaci gestiscono tutto individualmente. i migliori concepiscono la gestione come percorso continuo di cura dell'ambiente educativo; i meno efficaci la riducono a controllo disciplinare. Secondo le ricerche di Brophy, Jones e Kounin richiamate da d'Alonzo 82024), quale fattore influenza più di ogni altro l'apprendimento e la maturazione personale degli allievi?. la conduzione della classe da parte dell'insegnante. la dimensione della classe e il rapporto numerico alunni/insegnante. la qualità dei materiali didattici utilizzati nelle attività. il livello socioeconomico delle famiglie degli allievi. |




