dipedaspec 41-48
|
|
Title of test:
![]() dipedaspec 41-48 Description: marangi 2021 |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
L’adattamento degli obiettivi didattici e dei materiali di apprendimento è parte integrante: soltanto del PEI. del PDP ma non del PEI. del PEI ma non del PDP. del PEI (piano educativo individualizzato) e del PDP (Piano didattico personalizzato). Quale, tra le seguenti, NON è una strategia di adattamento didattico: relazione. facilitazione. sostituzione. semplificazione. Nella classe inclusiva le strategie di adattamento: sono utili soprattutto ai docenti. sono destinate soltanto agli allievi con bisogni educativi speciali. tornano utili a tutti gli allievi. tornano utili soprattutto alla dirigenza scolastica. Una delle seguenti NON è una strategia di adattamento didattico: partecipazione alla cultura del compito. sostituzione. inversione. facilitazione. La strategia didattica della facilitazione prevede: l’offerta di attività libere. la riduzione del contenuto dell’attività. una aggiunta di informazioni per svolgere l’attività. un esonero dallo svolgimento dell’attività. Nella strategia didattica della sostituzione, si vanno a sostituire: i metodi. i materiali. le consegne. gli obiettivi. Nel caso di ipoacusia, il banco va posto di fronte: alla finestra. alla foresta. alla cattedra. ai compagni. In presenza di deficit uditivo, la compromissione dell’udito si può compensare con: appositi strumenti. la voce. la vista. il tatto. In presenza di deficit visivo si possono utilizzare: mappe. schemi. audiolibri. riassunti. Per quanto riguarda la comprensione del testo per un allievo ipovedente, si può utilizzare del materiale di lettura: in Braille. LIS. alternativo. speciale. In caso di disabilità sensoriale, a carico della vista e dell’udito, il PEI suggerisce: scomposizione dei nuclei fondanti della disciplina. sostituzioni o semplificazioni. partecipazione alla cultura del compito. semplificazioni o facilitazioni. Nell’ambito dei disturbi generalizzati dello sviluppo, la strategia didattica della facilitazione prevede il ricorso al mediatore: globale. verbale. testuale. iconico. In caso di disturbi di attenzione, concentrazione e iperattività, i materiali didattici vanno presentati con: rapidità e tempestività. appositi strumenti. semplicità e ordine. complessità e disposizione. Le strategie di facilitazione nei disturbi oppostivi provocatori e comorbilità con ADHD si possono strutturare mediante la modalità: di e learning. scritta. di visual learning. on line. Un esempio di sostituzione, nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, è: la scomposizione dei nuclei fondanti della disciplina. la partecipazione alla cultura del compito. a facilitazione. la comunicazione aumentativa alternativa. La LIM può essere parte del generale processo di semplificazione delle attività didattiche, specialmente per quanto riguarda la semplificazione: dell’espressione grafico-pittorica. dell’espressione corporea. della sostituzione. della complessità concettuale. Lo schermo della LIM diviene per gli alunni spazio condiviso: di calcolo e concettualizzazione automoma. di concettualizzazione e azione indiretta. di elaborazione e azione pregressa. di elaborazione e azione diretta. La LIM scardina la centralità: ella voce umana. dell’insegnante. del testo scritto. el testo scritto. Secondo l’approccio dell’Universal Design for Learning, “quello che è necessario per qualcuno, finisce per diventare utile: “per alcuni”. “per la maggioranza”. “per nessuno”. “per tutti”. L’approccio dell’Universal Design for Learning si fonda sulla consapevolezza che gli allievi hanno: abilità uguali e stili di apprendimento differenti. abilità e stili di apprendimento differenti. disabilità differenti. livelli di giudizio differenti. Secondo l’Universal Design for Learning, includere significa promuovere: tutti i portatori di disabilità. tutti gli allievi. la creatività. tutte le intelligenze. Secondo il criterio della tolleranza dell’errore, la proposta didattica è tanto più efficace quanto più è pensata per: facilitare l’espressione corporea. limitare l’insuccesso. contenere gli errori. favorire la semplificazione. I principi dell’Universal Design for Learning sono in tutto: quattro. tre. sei. due. Le linee Guida elaborare dal CAST circa l’Universal Design for Learning risalgono al: 2011. 2016. 1999. 2021. La possibilità di attività coinvolgenti e motivanti per lo studente si può attuare mediante: lavori individuali. verifiche individuali. lavori di gruppo. verifiche di gruppo. Secondo il principio “fornire molteplici mezzi per manifestare impegno”, l’apprendimento in classe è un processo di: costruzione di significato. costruzione di gruppi di lavoro. implementazione. valutazione. |





