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Diritto del lavoro - Da lez. 10 a lez. 24

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Diritto del lavoro - Da lez. 10 a lez. 24

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ROCCHI - eCampus

Creation Date: 2026/01/03

Category: Others

Number of questions: 72

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Il lavoratore può chiedere un'anticipazione del TFR?. si, dopo 6 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e soltanto entro il 50% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta. si, dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e soltanto entro il 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta. no, mai. solo se il datore di lavoro ha la disponibilità economica.

I lavoratori parasubordinati possono richiedere gli assegni per il nucleo familiare?. si, qualora sia previsto dal contratto. si, se iscritti alla Gestione separata dei lavoratori autonomi INPS. no, soltanto i lavoratori subordinati possono farne richiesta. si, qualora il contratto di lavoro sia stato certificato.

Dopo quanti anni di servizio è possibile richiedere l'anticipazione del TFR?. dopo 8 anni consecutivi presso lo stesso datore di lavoro. dopo 3 anni consecutivi presso lo stesso datore di lavoro. può essere richiesta in ogni momento. dopo 10 anni consecutivi presso lo stesso datore di lavoro.

Che cos'è la tredicesima mensilità?. è un compenso corrisposto una volta l'anno tra aprile e settembre di entità pari a una mensilità dell'ordinaria retribuzione. è un compenso corrisposto una volta l'anno in occasione delle festività natalizie di entità pari a una mensilità dell'ordinaria retribuzione. spetta agli operai a tempo determinato appartenenti al settore dell'agricoltura. è un elemento accessorio della retribuzione che costituisce un incremento individuale o collettivo corrispondente a quella parte di retribuzione che supera i minimi tariffari stabiliti dalla contrattazione collettiva.

In che cosa consiste il cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria sui crediti di lavoro?. quando il giudice pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro deve determinare d'ufficio gli interessi nella misura legale e anche il danno da svalutazione monetaria condannando il datore al pagamento della relativa somma dalla data di maturazione del diritto. quando il giudice pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per i crediti di lavoro deve determinare il danno da svalutazione monetaria subito dal lavoratore. quando il giudice pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro deve determinare anche gli interessi moratori. quando il giudice pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per i crediti di lavoro deve determinare d'ufficio gli interessi nella misura legale.

Le sentenze che pronunciano condanna per i crediti di lavoro: sono provvisoriamente esecutive. possono essere azionate esecutivamente soltanto dopo il deposito delle motivazioni. non sono esecutive. sono immediatamente esecutive e all'esecuzione si può procedere anche con la sola copia del dispositivo.

Come può essere definita la retribuzione?. diritto del lavoratore, a parità di mansioni e anzianità, a un trattamento economico, senza possibilità per il datore di trattamenti preferenziali. la prestazione fondamentale a cui è obbligato il datore di lavoro nei confronti del lavoratore in cambio della sua prestazione lavorativa. l'unico obbligo a cui è tenuto il datore di lavoro a fronte del lavoro del prestatore. diritto potestativo del prestatore di lavoro.

Il principio di sufficienza della retribuzione indicato dall'art. 36 della Costituzione: impone un livello retributivo correlato al minimo vitale. impone che la retribuzione sia determinata dai CCNL o in mancanza dal giudice secondo equità. deve essere inteso come la retribuzione che permette al lavoratore e alla sua famiglia un tenore di vita socialmente adeguato al suo contesto storico e ambientale (esistenza dignitosa e libera). impone l'equivalenza dello scambio tra lavoro e retribuzione.

Gli importi accantonati nel trattamento di fine rapporto sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso..: che viene determinato sommando un coefficiente fisso, pari all'1,5%, ed uno variabile, stabilito ogni anno dall'INPS. che viene determinato sommando un coefficiente fisso, pari all'1,5%, ed uno variabile, pari al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo fissato dall'ISTAT. che viene determinato dall'ISTAT. che viene determinato sommando due coefficienti fissi pari rispettivamente all'1,5% e al 60%.

In caso di decesso del lavoratore, il trattamento di fine rapporto accantonato è liquidato: al coniuge, ai figli e, se erano a suo carico, ai parenti entro il secondo grado e agli affini entro il primo; in mancanza di tali eredi, le indennità sono accantonate in un fondo gestito dall'INPS. al coniuge ovvero ai figli. al coniuge, ai figli e, se erano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo; in mancanza di tali eredi, le indennità sono attribuite secondo le norme della successione legittima. in caso di decesso il TFR rimane in azienda.

Il trattamento di fine rapporto si determina accantonando, per ciascun anno, una somma pari ad una percentuale della retribuzione lorda. Gli importi sono rivalutati?. si, gli importi sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni cinque anni. si, gli importi sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni due anni. si, gli importi sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno. no, gli importi non sono rivalutati.

Le lavoratrici parasubordinate possono richiedere l'indennità di maternità?. si, qualora il contratto di lavoro sia stato certificato. si, qualora sia prevista dal contratto di lavoro. no, soltanto le lavoratrici subordinate ne hanno diritto. si, se iscritte alla Gestione separata INPS.

C'è un limite massimo alla richiesta di anticipazione del TFR?. si, l'anticipazione non può superare il 70% del trattamento cui avrebbe diritto il lavoratore nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta. si, l'anticipazione deve essere non superiore all'80% del trattamento cui avrebbe diritto il lavoratore nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta. no, mai. si, l'anticipazione deve essere non superiore al 50% del trattamento cui avrebbe diritto il lavoratore nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta.

Al lavoratore assunto a tempo determinato spetta il TFR come al lavoratore assunto a tempo indeterminato?. no, al lavoratore assunto a tempo determinato non spetta il TFR. si, in proporzione al periodo lavorato, secondo il principio di non discriminazione. no, salvo diversamente pattuito in sede di assunzione. no, salvo che sia diversamente pattuito in sede di contrattazione aziendale.

La richiesta di anticipazione del TFR deve essere motivata?. soltanto in alcuni casi individuati dai contratti collettivi. si, deve essere giustificata dalla necessità di far fronte alle spese di matrimonio del lavoratore. no, mai. si, deve essere giustificata dalla necessità di eventuali spese sanitarie per terapie o per interventi straordinari ovvero acquisto della prima casa per sé o per i figli.

L'anticipazione del TFR: può essere ottenuta per due volte in tutto l'arco del rapporto di lavoro. può essere ottenuta una sola volta dal lavoratore. può essere sempre richiesta. non può essere ottenuta in caso di procedimenti disciplinari.

Ai fini del calcolo del TFR, per retribuzione lorda onnicomprensiva si intende: la retribuzione che include tutte le somme corrisposte in occasione del rapporto di lavoro incluso quanto corrisposto a titolo di rimborso spese. la retribuzione che include tutte le somme corrisposte in costanza di rapporto di lavoro a titolo non occasionale. la retribuzione che include tutte le somme corrisposte in occasione del rapporto di lavoro anche di carattere sporadico. la retribuzione che include tutte le somme corrisposte in occasione del rapporto di lavoro a titolo non occasionale ad eccezione dell'equivalente delle prestazioni in natura.

Come può essere definita la struttura della retribuzione?. erogazioni retributive costituite dalla paga base, dagli scatti di anzianità e dall'indennità di contingenza. gli emolumenti accessori previsti dalla contrattazione collettiva. le varie voci che compongono la retribuzione e che determinano nel loro insieme il trattamento economico del lavoratore. erogazioni retributive costituite dalla paga base e dagli scatti di anzianità.

Come viene definita la retribuzione commisurata, sotto forma di percentuale, a determinati risultati raggiunti dal lavoratore nell'ambito della trattazione di affari nell'interesse del datore di lavoro?. retribuzione con partecipazione ai prodotti. retribuzione con partecipazione agli utili. retribuzione a cottimo. retribuzione a provvigione.

La retribuzione può essere determinata a cottimo?. si, può essere determinata anche a cottimo. la retribuzione solo sulla base della durata della prestazione lavorativa. no, mai. si, ma solo nei casi stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Quale forma di retribuzione è legata al risultato d'impresa?. a cottimo. retribuzione con provvigioni. partecipazione agli utili e/o al capitale. retribuzione a tempo.

Il prestatore di lavoro può essere retribuito con partecipazione agli utili o ai prodotti?. si, purché gli sia garantito il minimo indispensabile per sopravvivere. no, mai. si, in tutto o in parte. si, purché sia previsto dalla contrattazione collettiva di settore.

Il criterio della proporzionalità della retribuzione esige: la parità di trattamento retributivo dei lavoratori che svolgono identiche mansioni. la corrispondenza della retribuzione alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. la determinatezza o determinabilità della retribuzione. l'idoneità della prestazione a garantire al lavoratore e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

Quale elemento della retribuzione costituisce il corrispettivo della prestazione lavorativa?. il minimo tabellare e gli scatti di anzianità. il minimo tabellare, l'indennità di contingenza e gli scatti di anzianità. solo in minimo tabellare. l'indennità di contingenza.

Ci sono delle ipotesi in cui la disciplina del rapporto subordinato non applica alle nuove forme collaborazione?. no, si applica anche ai rapporti di collaborazione in essere alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 81/2015. no, si applica a tutti i rapporti di collaborazione istaurati dopo il 1° gennaio 2016. la nuova disciplina non trova applicazione ai datori di lavoro che abbiano alle loro dipendenze meno di 15 dipendenti. la nuova disciplina non trova applicazione, ad esempio, con riferimento alle collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore.

Quali sono le condizioni affinchè, dal 1° gennaio 2016, ai applichi la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione?. ogni volta in cui la prestazione del collaboratore abbia carattere esclusivamente personale, sia resa in maniera continuativa e le modalità di esecuzione della stessa siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. il collaboratore deve avere una postazione fissa presso la sede del committente per un periodo superiore ai sei mesi. qualora la durata del rapporto sia superiore agli otto mesi e/o il fatturato verso un unico committente superi l'80% del volume d'affari in un anno solare. ogni volta in cui il collaboratore sia sottoposto alle direttive del committente.

E' una forma speciale di retribuzione: la retribuzione a cottimo. solo la retribuzione in natura. la retribuzione in natura, la retribuzione con provvigione, la partecipazione agli utili. la retribuzione a tempo.

La preventiva contestazione dell'addebito al lavoratore: impone al datore di lavoro di redigere un regolamento aziendale che contempli le infrazioni e le relative sanzioni. esige che il datore di lavoro ascolti il lavoratore che ne faccia richiesta. esige che il datore di lavoro non possa adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e specificato i fatti imputati con precisione in modo che egli si possa difendere. impone al datore di lavoro di rendere pubblico il codice disciplinare affinchè sia accessibile a tutti.

La pubblicità del codice disciplinare: impone al datore di lavoro di redigere un regolamento aziendale che contempli le infrazioni e le relative sanzioni. impone al datore di lavoro di rendere pubblico il codice disciplinare affinchè sia accessibile a tutti. impone al datore di lavoro di contestare pubblicamente i fatti di cui si è reso responsabile il lavoratore. impone al datore di pubblicare sul sito aziendale il codice disciplinare.

Le sanzioni disciplinari possono essere impugnate?. no. no, ad eccezione del licenziamento. si, se previsto dal contratto collettivo. si, sempre.

Dopo la contestazione dell'addebito, il datore di lavoro è obbligato a sentire il lavoratore a sua difesa?. si, sempre. soltanto se il lavoratore chieda l'intervento di un rappresentante sindacale. si, qualora il lavoratore ne faccia richiesta. no, non ha nessun obbligo.

Quali sono i limiti procedurali al potere disciplinare?. sussistenza e imputabilità del fatto, adeguatezza della sanzione, limite di rilevanza della recidiva. non vi sono limiti al potere disciplinare. divieto di interferenza e indagini sulle opinioni dei lavoratori. predeterminazione e pubblicità del codice disciplinare, preventiva contestazione dell'addebito, diritto di difesa del prestatore di lavoro.

La sanzione della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione: non può essere disposta per un periodo superiore a 20 giorni. può essere disposta per un periodo superiore a quello stabilito dalla legge purché sia indicato dal contratto collettivo nazionale. non può essere disposta per un periodo superiore a 10 giorni. può essere disposta senza limiti quantitativi.

La sanzione della multa: non può essere comminata per un importo superiore a 6 ore della retribuzione base. può essere comminata senza alcun limite quantitativo. non può essere comminata per un importo superiore a 4 ore della retribuzione base. può essere comminata entro il limite massimo di 10 ore della retribuzione base.

Ai fini del legittimo esercizio del potere disciplinare si esige, innanzitutto, la sussistenza e imputabilità del fatto, in che cosa consistono?. soltanto condotte dolose del lavoratore possono essere punite con le dovute sanzioni disciplinari. ci si riferisce alla condotta colpevole del lavoratore anche con riferimento ai comportamenti che attengono alla sfera privata dello stesso. si tratta di un presupposto di fatto consistente nella colpevole violazione dei doveri contrattuali imposti al lavoratore dal vincolo della subordinazione. si tratta, in sostanza del requisito della proporzionalità tra infrazione agli obblighi contrattuali e sanzione disciplinare.

Quale articolo dello Statuto dei Lavoratori è dedicato alle sanzioni disciplinari?. art. 3. art. 8. art. 5. art. 7.

In quali modi è possibile impugnare le sanzioni disciplinari?. accordandosi bonariamente con il datore di lavoro. azionando la procedura di conciliazione preventiva prevista dalla legge n. 92/2012. ricorso al Tribunale Lavoro, procedura arbitrale presso la DTL, procedure previste dai contratti collettivi. le modalità di impugnativa sono stabilite soltanto dai contratti collettivi.

Quali sono le sanzioni disciplinari?. richiamo verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, il licenziamento disciplinare. soltanto il licenziamento è una sanzione disciplinare. soltanto le sanzioni conservative. non sono predeterminate, vengono stabilite a livello di contrattazione aziendale.

Entro quali limiti temporali rileva la recidiva nelle infrazioni?. entro 3 anni. entro 5 anni. entro 1 anno. entro 2 anni.

Alle collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali e' necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato qualora sia resa in maniera continuativa verso un solo committente?. no, è escluso dal comma 2, dell'art. 2 del decreto legislativo n. 81/2015. si applica soltanto qualora le modalità di esecuzione della prestazione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. si, si applica. si applica soltanto nel caso in cui il rapporto sia di durata pari o superiore ai 15 mesi consecutivi.

La disciplina sulle nuove collaborazioni organizzate dal committente ex D.lgs n. 81/2015: non trova applicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni. trova applicazione anche nei confronti dei contratti di lavoro sottoposti alla certificazione delle commissioni istituite ai sensi dell'art. 76 del D. Lgs. n. 276/2003. è applicabile alle collaborazioni stipulate con i titolari di trattamento pensionistico. trova applicazione anche con riferimento alle pubbliche amministrazioni.

I lavoratori parasubordinati possono richiedere gli assegni per il nucleo familiare?. si, se iscritti alla Gestione separata dei lavoratori autonomi INPS. si, qualora sia previsto dal contratto. no, soltanto i lavoratori subordinati possono farne richiesta. si, qualora il contratto di lavoro sia stato certificato.

Le lavoratrici parasubordinate possono richiedere l'indennità di maternità?. no, soltanto le lavoratrici subordinate ne hanno diritto. si, qualora il contratto di lavoro sia stato certificato. si, qualora sia prevista dal contratto di lavoro. si, se iscritte alla Gestione separata INPS.

In che cosa consiste il potere disciplinare?. indica la facoltà del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai suoi doveri contrattuali. indica il diritto del datore di lavoro di organizzare l'attività lavorativa dei dipendenti dell'impresa. indica il potere del datore di effettuare dei controlli sull'attività lavorativa dei suoi dipendenti. compendia una serie di facoltà e poteri finalizzati ad assicurare l'esecuzione e la disciplina del rapporto di lavoro.

Quali sono i requisiti essenziali per il legittimo esercizio del potere disciplinare?. non vi sono requisiti per l'esercizio del potere disciplinare. requisiti sostanziali e procedurali. requisiti formali. requisiti di fatto.

Quali sono i limiti sostanziali al potere disciplinare?. pubblicità del codice disciplinare. sussistenza e imputabilità del fatto, adeguatezza della sanzione, limite di rilevanza della recidiva. non vi sono limiti al potere disciplinare. preventiva contestazione dell'addebito e diritto di difesa del lavoratore.

Quali sono i limiti procedurali al potere disciplinare?. non vi sono limiti al potere disciplinare. divieto di interferenza e indagini sulle opinioni dei lavoratori. pretedeterminazione e pubblicità del codice disciplinare, preventiva contestazione dell'addebito e diritto di difesa del prestatore di lavoro. sussistenza e imputabilità del fatto, adeguatezza della sanzione, limite di rilevanza della recidiva.

Ai sensi dell'art. 2099 c.c. la misura della retribuzione può essere determinata: dalla contrattazione collettiva e dalle parti. dalla contrattazione collettiva, dalle parti e dal giudice. solo dalle parti. solo dalla contrattazione collettiva.

Quali sono i principi costituzionali in tema di retribuzione sanciti dall'art. 36?. principi di proporzionalità e sufficienza della retribuzione. principi di proporzionalità della retribuzione e adeguatezza della stessa. principio di tutela della professionalità acquisita. principi di equità e giustizia della retribuzione.

Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto: il coniuge divorziato non ha diritto ad alcun emolumento dell'ex coniuge. ad una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro solo se l'indennità è maturata prima della sentenza. ad una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza. ad una percentuale pari al 50% dell'indennità di fine rapporto riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.

Quale principio in materia di retribuzione è sancito dall'art. 37 Cost.?. il principio di proporzionalità e sufficienza della retribuzione. il principio di proporzionalità della retribuzione. il principio di sufficienza della retribuzione. il principio di parità della retribuzione tra uomo e donna.

La busta paga o cedolino: non può essere trasmessa al lavoratore telematicamente. non deve essere consegnata obbligatoriamente dal datore di lavoro al lavoratore. consiste in un prospetto paga analitico che, sottoscritto dal lavoratore, ha valore di quietanza. consiste in un prospetto paga, consegnato mensilmente al lavoratore unitamente alla retribuzione in cui sono indicate in modo analitico tutte le voci che compongono la retribuzione, le ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali.

In caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità previste dagli articoli 2118 e 2119 c.c. possono essere corrisposte alla parte dell'unione civile?. si, devono corrispondersi anche alla parte dell'unione civile. no, mai. no, salvo che non sia stato disposto dal prestatore nel suo testamento. soltanto se non ci sono altri parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo.

Il principio di corrispettività tra retribuzione e prestazione di lavoro può essere derogato qualora il lavoratore sia assente dal lavoro?. no, fatta solo eccezione nel caso in cui l'assenza sia autorizzata dalla DTL. no, in nessun caso. si, in alcuni casi tassativamente previsti di assenze dal lavoro autorizzati dalla legge o dai contratti collettivi. si, qualora vi sia accordo tra datore e lavoratore.

Di quali elementi si compone la retribuzione?. paga base, maggiorazioni lavoro straordinario, gratifiche, compensi per ferie non godute. paga base e attribuzioni patrimoniali accessorie. la retribuzione è composta unicamente dalla paga base. la retribuzione si compone di varie voci o elementi che unitamente determinano il complessivo trattamento economico del lavoratore.

Che cosa è l'indennità di contingenza?. è un elemento accessorio della retribuzione. è il minimo contrattuale, il cui ammontare è determinato dai contratti collettivi e che varia in base alla qualifica attribuita al lavoratore. è un elemento della retribuzione che fino al 31.12.1991 aveva la funzione di adeguare il salario al costo della vita. un elemento della retribuzione corrisposto alla generalità dei lavoratori e pari a Euro 10,33 per 13 mensilità, ha lo scopo di compensare il mancato adeguamento dei salari al costo della vita.

Che cosa è l'E.D.R. (elemento distintivo della retribuzione)?. un elemento della retribuzione corrisposto alla generalità dei lavoratori del settore privato e pari a Euro 10,33 per 13 mensilità, ha lo scopo di compensare il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. è un elemento della retribuzione che fino al 31.12.1991 aveva la funzione di adeguare il salario al costo della vita. è un elemento accessorio della retribuzione. è un elemento accessorio della retribuzione che costituisce un incremento individuale o collettivo corrispondente a quella parte di retribuzione che supera i minimi tariffari stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Che cosa è il premio di produzione?. un elemento accessorio della retribuzione che ha la finalità di far partecipare il lavoratore ai benefici della produttività aziendale. è un elemento accessorio della retribuzione che costituisce un incremento individuale o collettivo corrispondente a quella parte di retribuzione che supera i minimi tariffari stabiliti dalla contrattazione collettiva. è un'attribuzione non retributiva. un elemento della retribuzione corrisposto alla generalità dei lavoratori del settore privato e pari a Euro 10,33 per 13 mensilità, ha lo scopo di compensare il mancato adeguamento dei salari al costo della vita.

Che cosa è il superminimo?. è un elemento accessorio della retribuzione che costituisce un incremento individuale o collettivo corrispondente a quella parte di retribuzione che supera i minimi tariffari stabiliti dalla contrattazione collettiva. è un elemento fisso della retribuzione. un elemento della retribuzione corrisposto alla generalità dei lavoratori del settore privato e pari a Euro 10,33 per 13 mensilità, ha lo scopo di compensare il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. è il minimo contrattuale, il cui ammontare è determinato dai contratti collettivi e che varia in base alla qualifica attribuita al lavoratore.

Dopo la contestazione dell'addebito, il datore di lavoro è tenuto a ricevere le eventuali difese scritte del lavoratore entro un dato termine?. il datore di lavoro può, a sua insindacabile scelta, concedere al lavoratore il termine che ritenga più opportuno per le sue eventuali difese scritte od orali. si, il datore deve concedere al lavoratore per le sue eventuali difese un termine non inferiore a 10 giorni. si, il datore deve concedere al lavoratore per le sue eventuali difese un termine non inferiore a 5 giorni. no, il datore può irrogare la sanzione disciplinare anche subito.

La retribuzione può essere determinata dal giudice?. si, in mancanza di accordo tra le parti, tenuto conto ove occorra del parere delle associazioni professionali. no, mai. no, è sempre stabilita dalla contrattazione collettiva. no, è sempre determinata dall'accordo tra le parti.

L'erogazione del trattamento di fine rapporto da parte del Fondo di Garanzia avviene in caso di: fallimento e concordato preventivo dell'impresa. fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria dell'impresa in crisi. fallimento dell'imprenditore. fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria ed esecuzione forzata dell'imprenditore.

Che cos'è il Fondo di Garanzia?. è un Fondo tesoreria dello Stato per l'erogazione del trattamento di fine rapporto istituito presso l'INPS che si occupa di rivalutarlo e renderlo disponibile al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. è una forma di previdenza complementare. è un Fondo privato alimentato dal datore di lavoro che eroga il trattamento di fine rapporto in caso di fallimento dell'imprenditore. è un Fondo istituito dalla legge n. 297/1982 presso l'INPS che si sostituisce al datore di lavoro nel pagamento del trattamento di fine rapporto e delle ultime tre mensilità in caso di sua insolvenza.

Nel caso di insolvenza accertata in sede fallimentare, la domanda al Fondo può essere presentata: entro dodici mesi dal deposito dello stato passivo. trascorsi 15 giorni dal deposito dello stato passivo, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni allo stato passivo per cui i 15 giorni decorrono dalla sentenza che decide su di esse. entro 15 giorni dal deposito dello stato passivo, anche nel caso in cui siano proposte opposizioni. entro cinque anni dal deposito dello stato passivo.

Il trattamento di fine rapporto: non spetta in caso di fallimento dell'azienda. spetta in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro. non spetta in caso di licenziamento disciplinare. non spetta in caso di dimissioni.

Le sentenze che pronunciano condanna per i crediti di lavoro: possono essere azionate esecutivamente soltanto dopo il deposito delle motivazioni. non sono esecutive. sono esecutive. sono esecutive e all'esecuzione si può procedere anche con la sola copia del dispositivo.

I crediti retributivi, in caso di insolvenza del datore di lavoro: sono crediti chirografari. sono assistiti da privilegio generale sui beni mobili e non sono posposti alle spese di giustizia. sono assistiti da privilegio generale sui beni immobili. sono assistiti da privilegio generale sui beni mobili.

Che cosa sono gli scatti di anzianità?. aumenti periodici che sono erogati a richiesta del lavoratore. aumenti periodici che maturano in maniera automatica ogni due o tre anni in relazione al raggiungimento dell'anzianità di lavoro presso lo stesso datore. aumenti della retribuzione determinati dal giudice in base all'anzianità di servizio del lavoratore. aumenti periodici che maturano in maniera automatica ogni due o tre anni in relazione al raggiungimento dell'anzianità di lavoro presso lo stesso datore ma che non possono essere determinati dalla contrattazione collettiva.

E' una forma ordinaria di retribuzione: la retribuzione con partecipazione agli utili dell'impresa. la retribuzione con provvigione. la retribuzione a tempo. la retribuzione in natura.

La partecipazione alle assemblee durante l'orario di lavoro dà diritto alla retribuzione?. no, le assemblee tenute durante l'orario di lavoro non danno diritto alla retribuzione. le assemblee non possono essere tenute durante l'orario di lavoro. si sempre, senza limiti di orario. si, purché si rientri nelle dieci ore annue previste dall'art. 20 dello St. Lav.

Come si calcola il TFR?. si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. si calcola moltiplicando la retribuzione per ogni anno di servizio. si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 12,5. non comprende eventuali mensilità aggiuntive e la tredicesima mensilità.

In caso di trasferimento d'azienda, chi ha l'obbligo del pagamento dei crediti di lavoro?. soltanto il cessionario. previsioni del contratto collettivo possono consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro. il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. soltanto il cedente.

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