DIRITTO PRIVATO
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![]() DIRITTO PRIVATO Description: SCIENZE POLITICHE E SOCIALI ECAMPUS |



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Gli atti aventi forza di legge sono: solo i decreti legislativi. i decreti legge e le leggi. solo i decreti legge. i decreti legge e i decreti legislativi. Una consuetudine contaria alla legge: è sempre efficace. richiama la legge. è sempre inefficace. deve essere rimessa alla Corte Costituzionale. Una legge costituzionale: può modificare le disposizioni della Costituzione, ma non la forma repubblicana e i principi supremi e fondamentali. segue il procedimento di formazione della legge ordinaria. può modificare tutte le disposizioni della Costituzione, anche i principi fondamentali. è una categoria non prevista dalla nostra Costituzione. Nel caso di contrasto tra un regolamento europeo ed una legge ordinaria: il giudice nazionale disapplica il regolamento europeo ed applica la legge ordinaria. il giudice nazionale rimette la questione alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. il giudice nazionale disapplica il regolamento europeo e la legge ordinaria ed applica una consuetudine. il giudice nazionale disapplica la normativa ordinaria ed applica il regolamento europeo. Secondo il criterio gerarchico: la fonte di grado subordinato non può contrastare con la fonte di grado sovraordinato. la consuetudine prevale sulla legge ordinaria. la legge ordinaria prevale sulla Costituzione. gli atti aventi forza di legge sono esenti dal controllo di costituzionalità. Il decreto legge: è approvato dal Governo e non perde efficacia laddove non venga covertito dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. è una fonte di secondo grado. è approvato dalla Corte Costituzionale in caso di inerzia da parte del Governo su materie inerenti la sicurezza dello Stato. è approvato dal Governo e perde efficacia ex tunc se non viene convertito dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ai sensi dell'art. 288 TFUE le istituzioni europee possono emanare: regolamenti, direttive, sentenze interpretative. solo direttive. solo regolamenti. regolamenti, direttive, pareri, decisioni, raccomandazioni. Le fonti di produzione: sono le sentenze del giudice amministrativo. sono gli atti o i fatti che originano o innovano un ordinamento giuridico. sono le sentenze del giudice ordinario. sono esclusivamente gli atti che innovano un ordinamento giuridico (leggi, atti aventi forza di legge). La dottrina e la giurisprudenza: non sono fonti del diritto. sono fonti di cognizione. sono fonti sulla produzione. sono fonti di produzione. Le fonti di cognizione: equivalgono alle fonti di produzione. hanno forza costituzionale. sono gli atti aventi forza di legge. sono mezzi per prendere conoscenza della norma. Le codificazioni moderne: sono opera del giurista bolognese Irnerio. si collegano con l'illuminismo, con la necessità di ridurre complessità e oscurità per garantire la certezza del diritto. propongono l'introduzione di sole norme che hanno una formulazione casistica e non generale ed astratta. si diffondono a partire dalla seconda metà del Novecento. Le norme del codice civile: possono porsi in contrasto con la Costituzione, in quanto il codice civile è entrato in vigore prima della Costituzione. non possono porsi in contrasto con la Costituzione, in quanto la Costituzione è entrata in vigore successivamente al codice. disciplinano l'organizzazione degli enti pubblici. non possono porsi in contrasto con la Costituzione, in quanto il codice è fonte primaria mentre la Costituzione nella scala gerarchica è una fonte di grado superiore. Il Codice Napoleonico: ristabilisce il feudalesimo. è considerato il codice della proprietà. è considerato il codice dell'impresa. non ha influenzato codificazioni successive. Oggi, la distinzione tra diritto privato e diritto pubblico: si fonda sul tipo di rapporto, nel senso che se il rapporto si svolge su un piano di parità si applica il diritto pubblico. si fonda sul tipo di rapporto, nel senso che se il rapporto si svolge su un piano di parità si applica il diritto privato. si fonda sugli interessi tutelati. si fonda sui soggetti del rapporto. Con il termine "novellazione": si fa riferimento alla legislazione speciale. si fa riferimento alla interpretazione costituzionalmente orientata del codice civile. si fa riferimento a nuove leggi che sostituiscono norme del codice civile. si fa riferimento ai regolamenti dell'UE. Tra le più importanti fonti del diritto privato romano si annovera: il Codice di Hammurabi. il Corpus Iuris Civilis. il BGB. il Codice Napolenico. All'indomani della caduta del fascismo, si decise: di mantenere il codice civile del 1942, completamente inalterato nella sua versione originaria. di mantenere il codice civile del 1942, ma di eliminare immediatamente alcune norme "indegne" presenti nel codice (come quelle sulla discriminazione razziale). di abrogare il codice civile del 1942 e di procedere con una nuova codificazione più rispondente ai nuovi tempi. di abrogare il codice civile del 1942 e di ritornare al codice civile liberale del 1865. Il codice civile del 1942: è considerato il codice della proprietà. riconosce i diritti fondamentali dell'individuo. è considerato il codice dell'impresa. pone al centro la persona. Il codice civile attualmente vigente in Italia: è del 1865, si compone di 3 libri e di 2969 articoli. è del 1942, si compone di 6 libri e di 2969 articoli. è del 1882, si compone di 1 libro e di 430 articoli. è del 1942, si compone di 3 libri e di 1527 articoli. Il primo codice civile dell'Italia unita fu approvato nel: 1865. 1861. 1882. 1942. L'analogia iuris: è vietata nel nostro ordinamento. si identifica con l'interpretazione letterale. consente di applicare le disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe. consente di applicare i principi generali dell'ordinamento giuridico nel caso in cui il caso concreto non possa essere deciso facendo riferimento a casi simili e materie analoghe. Le clausole generali: sono parti dell'enunciato linguistico che necessitano di concretizzazione da parte dell'interprete. non sono atti aventi forza di legge, in quanto fonti secondarie (regolamenti di esecuzione). sono state abrogate in seguito all'introduzione della Costituzione. sono parti dell'enunciato linguistico che non necessitano di concretizzazione da parte dell'interprete. Il criterio funzionale dell'interpretazione: intende ricercare l'intento obiettivo della legge. equivale all'interpretazione estensiva. equivale all'interpretazione restrittiva. equivale alla analogia iuris. Per lacuna si intende: il fatto che un caso non venga ricompreso in alcuna norma, così aprendosi l'interpretazione restrittiva. il fatto che un caso non venga ricompreso in alcuna norma, così aprendosi il ricorso all'equità. il fatto che un caso non venga ricompreso in alcuna norma, così aprendosi il procedimento analogico. il fatto che un caso non venga ricompreso in alcuna norma, così aprendosi il ricorso alle clausole generali. . Ai sensi dell'articolo 14 delle Preleggi, il divieto di applicazione analogica: sussiste solo per le norme penali. sussiste per le norme penali e per quelle eccezionali. sussiste solo per le norme eccezionali. non sussiste per le norme penali e per quelle eccezionali. L'equità: è sconosciuta dal nostro ordinamento. si tratta della giustizia del caso concreto e può costituire criterio di giudizio nelle decisioni secondo equità. non trova applicazione in ambito contrattuale. è fonte del diritto. Per lacuna si intende: è composto da due premesse maggiori e da una conclusione. smentisce la teoria dell'interpretazione. deriva dal sillogismo aristotelico e consente di applicare il diritto. consente di eludere l'applicazione della norma. Il criterio evolutivo dell'interpretazione: stabilisce che la disposizione vada interpretata sulla base delle norme che regolano materie analoghe. stabilisce che la disposizione vada interpretata sulla base delle altre disposizioni disciplinanti la materia. stabilisce che la disposizione vada interpretata sulla base delle conseguenze sociali derivanti dalla scelta interpretativa. stabilisce che la disposizione vada interpretata nel suo significato attuale, adeguando l'enunciato alla nuova fisionomia assunta dal sistema. L'analogia legis: consente di applicare ad un caso non regolato una norma che regola un caso simile o una materia analoga. consente di applicare ad un caso non regolato i principi generali dell'ordinamento giuridico. consente di applicare ad un caso non regolato le norme del codice civile tedesco, così aprendo il nostro ordinamento al sistema internazionale. consente di applicare ad un caso non regolato le regole del buon costume. La giurisprudenza: può, se la sentenza proviene da un organo di vertice, indirizzare l'interprete ma non vincolarlo. vincola gli interpreti in quanto nel nostro ordinamento vige la dottrina del precedente. ha valore normativo. è fonte del diritto. Non è tra le situazioni soggettive passive: l'onere. l'aspettativa. l'obbligo. la soggezione. Sono situazioni giuridiche attive: nessuna delle risposte è corretta. la potestà, la facoltà, l'onere. il diritto soggettivo, la potestà, la facoltà, lo status. il diritto soggettivo. I diritti soggettivi possono essere: sostantivi o atipici. assoluti o parziali. relativi o assoluti. relativi o irrilevanti. Al diritto potestativo si contrappone: l'onere. l'obbligo. la soggezione. il dovere. Le norme di applicazione necessarie: sono i criteri di collegamento. equivalgono all'ordine pubblico. sono disposizioni transitorie ed attuative. sono norme di diritto interno che devono trovare applicazione anche se le norme di diritto internazionale privato richiamano una legge straniera. L'abrogazione della legge ordinaria: può essere disposta da un regolamento. non si può verificare. dipende dal fatto che le norme possono essere modificate o espunte dall'ordinamento. consiste nella novellazione. L'ordine pubblico: è una clausola che non persegue la salvaguardia della coerenza dell'oridInamento interno. non trova applicazione nel diritto internazionale privato. si identifica con le norme di applicazione necessaria. declina i principi costituzionali e rappresenta un limite all'applicazione della legge straniera. La legge: entra in vigore dopo un periodo di vacanza della legge (generalmente di quindici giorni). entra in vigore l'anno successivo a quello della sua promulgazione. entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione. entra in vigore dopo l'approvazione preventiva della Corte Costituzionale. La prescrizione acquisitiva: comporta l'acquisto di una situazione giuridica soggettiva per il decorso del tempo (ad es., usucapione della proprietà). non è prevista nel nostro ordinamento. comporta la perdita di una situazione giuridica soggettiva. è il trasferimento, a titolo gratuito, del diritto potestativo da un soggetto ad un altro. Il referendum popolare: non concerne l'abrogazione della legge. non è previsto dalla Costituzione ma dalla legge istitutiva della Corte Costituzionale. consente l'abrogazione, totale o parziale, della legge. è una fonte secondaria del diritto. L'illegittimità costituzionale di una norma: è pronunciata dalla Corte Costituzionale, organo deputato a giudicare della contrarietà della legge a Costituzione. è disposta dalla Corte dei Diritti dell'Uomo. viene dichiarata dal giudice ordinario. si riferisce esclusivamente ai regolamenti. Il principio della irretroattività della legge: è un principio relativo nel diritto privato e assoluto nel diritto penale. è un principio assoluto nel diritto privato e relativo nel diritto penale. è un principio assoluto nel diritto privato. è un principio relativo nel diritto penale. Il diritto internazionale privato: è disciplinato esclusivamente dal diritto dell'Unione Europea. è disciplinato oggi dalle Preleggi. è il diritto che regola i rapporti tra Stati sovrani. ha la funzione di disciplinare, tra l'altro, la legge applicabile e il giudice competente in casi connotati da internazionalità. La prescrizione estintiva: determina la perdita del diritto per mancato esercizio dello stesso per un determinato periodo di tempo. può riguardare anche i diritti imprescrittibili e indisponibili. concerne le facoltà. consente l'acquisto di una situazione giuridica soggettiva. La capacità naturale: viene meno solo con la morte. equivale alla capacità legale. è sempre presente, una volta computi i diciotto anni di età. è la capacità di intendere e di volere. La capacità giuridica: si acquista con la maggiore età. si acquista al compimento del diciottesimo anno di età. si acquista al momento della nascita. equivale alla capacità d'agire. La capacità legale di agire: è la capacità di intendere e di volere. corrisponde alla capacità naturale. la acquisisce la persona fisica, ex lege, al raggiungimento della maggiore età. non può mai essere limitata. Il minore emancipato: può compiere in autoniami dell'assitenza del curatore per quelli di ordinaria amministrazione. ha sempre bisogno dell'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. può compiere in autonomia sia gli atti di ordinaria amministrazione sia gli atti di straordinaria amministrazione. ha necessità dell'assitenza del curatore sia per gli atti di ordinaria amministrazione sia per gli atti di straordinaria amministrazione. Se lo stato di infermità non è grave e la persona sperpera il patrimonio, può essere chiesta: l'inabilitazione. l'interdizione giudiziale. l'interdizione legale. solo l'amministrazione di sostegno. L'interdizione può essere: discrezionale o involontaria. assoluta o relativa. analogica o ereditaria. legale o giudiziale. L'amministratore di sostegno: può compiere gli atti di ordinaria amministrazione. può compiere gli atti indicati nel provvedimento giudiziale di nomina. può compiere gli atti di ordinaria o straordinaria amministrazione. può compiere gli atti di straordinaria amministrazione. Gli atti di ordinaria amministrazione di un minore: possono essere compiuti dai genitori anche disgiuntamente tra essi. possono essere compiuti dal minore stesso o dai genitori disgiuntamente tra essi. possono essere compiuti dai genitori solo congiuntamente tra essi. possono essere compiuti dal minore stesso. Tra le ipotesi di incapacità legale relativa si annovera: il maggiorenne. il minore. l'inabilitato. l'interdetto. L'interdizione può essere: analogica o ereditaria. assoluta o relativa. discrezionale o involontaria. legale o giudiziale. L'interdetto e l'inabilitato sono accomunati: l'essere soggetti incapaci di agire. l'esistenza di un curatore. la minore età. la sostituzione del tutore. All'interdetto viene nominato: il curatore. il tutore. l'amministrazione di sostegno. l'assistente. La fondazione: è sempre caratterizzata dalla presenza di un'assemblea. è un ente di fatto. non è un soggetto di diritto. è la destinazione di un patrimonio ad uno scopo. Nel comitato non riconosciuto, per i debiti del comitato: risponde solo il comitato. risponde il comitato e chi ha agito in nome e per conto del comitato. rispondo solo il sottoscrittore. risponde il comitato ed i componenti il comitato. Gli organi dell'associazione sono: l'assemblea e gli amministratori. il patrimonio. il collegio dei probiviri. i componenti l'associazione. L'organo amministrativo: è sempre presente ed è deputato ad amministrare il patrimonio dell'ente. manca solo nelle fondazioni. è presente solo nelle persone giuridiche. non è presente negli enti non riconosciuti. Negli enti di fatto: non vi è un organo amministrativo. non vi è un'incomunicabilità assoluta tra patrimonio dell'ente e patrimonio dei componenti l'ente. gli amministratori non rispondono mai di eventuali debiti dell'ente. vi è un'incomunicabilità assoluta tra patrimonio dell'ente e patrimonio dei componenti l'ente. L'iscrizione al RUNTS: consente agli enti qualificabili come enti del terzo settore (ad es., associazioni e fondazioni) di acquisire la personalità giuridica. consente alle società di persone di acquisire la personalità giuridica in deroga al sistema normativo. consente a tutti gli enti, anche non qualificabili come enti del terzo settore, di acquisire la personalità giuridica. consente alle società di capitali di acquisire la personalità giuridica. Le persone giuridiche: hanno autonomia patrimoniale imperfetta. non hanno autonomia patrimoniale. hanno autonomia patrimoniale perfetta. hanno autonomia patrimoniale semi-perfetta. Sono soggetti di diritto: le persone fisiche, le persone giuridiche, gli enti di fatto. le persone fisiche e le persone giuridiche. solo le persone fisiche. solo le persone giuridiche. Nell'associazione non riconosciuta, per i debiti dell'associazione: risponde solo l'associazione con il fondo comune. risponde l'associazione con il fondo comune e tutti i componenti l'associazione. risponde solo chi ha agito in nome e per conto dell'associazione. risponde l'associazione con il fondo comune e anche le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione. Lo straniero: è titolare dei diritti della personalità in Italia a condizione che analoghi diritti siano riconosciuti dal suo Stato al cittadino italiano (cd. condizione di reciprocità). è titolare dei diritti della personalità in Italia in quanto sono diritti che spettano all'uomo quanto tale non trovando applicazione la condizione di reciprocità. è titolare dei diritti della personalità in Italia a condizione che lo straniero nomini un rappresentante di nazionalità italiana. non è titolare dei diritti della personalità in Italia. La rinunzia totale alla propria libertà di pensiero: è valida. può essere convalidata dal giudice. è giuridicamente invalida in quanto tale rinunzia non è compatibile con il rispetto della dignità della persona umana. non presenta profili di criticità. Il codice civile del 1942: non contiene alcun diritto della personalità. contiene una disciplina organica dei diritti della personalità. disciplina espressamente il diritto all'identità sessuale. contiene solo alcuni diritti della personalità (diritto al nome, diritto all'immagine, diritto allo pseudonimo, diritto morale d'autore). I diritti della personalità: non sono riconosciuti oggi dalle fonti internazionali. sono oggi caratterizzati dalla tipicità. non sono stati oggetto di una rilettura costituzionalmente orientata. sono oggi caratterizzati dalla atipicità. Il diritto al nome: si prescrive per il non uso. si prescrive per il non uso decennale. non si prescrive perchè il diritto al nome è un diritto della personalità e come tale è imprescrittibile. si prescrive per il non uso quinquennale. Il nascituro: è titolare dei diritti della personalità anche se non nasce. è titolare solo del diritto all'immagine. è titolare dei diritti della personalità nei limiti della compatibilità e a condizione della sua nascita. non è titolare dei diritti della personalità. In sede civile, i diritti della personalità sono tutelati: dalla tutela inibitoria e dalla tutela risarcitoria. esclusivamente dalla tutela risarcitoria. esclusivamente dalla tutela inibitoria. esclusivamente dal diritto di rettifica. Gli enti: non possono chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale per lesione del diritto della personalità. non sono titolari dei diritti della personalità perchè spettano solo alle persone fisiche. sono titolari dei diritti della personalità nei limiti della compatibilità. sono titolari esclusivamente dei diritti della personalità di nuova generazione. Tra le caratteristiche dei diritti della personalità si annovera: necessarietà, non patrimonialità, assolutezza, imprescrittibilità, atipicità, indisponibilità. necessarietà, non patrimonialità, relatività, imprescrittibilità, atipicità, disponibilità. necessarietà, non patrimonialità, assolutezza, imprescrittibilità, tipicità, indisponibilità. necessarietà, patrimonialità, assolutezza, prescrittibilità, atipicità, indisponibilità. In relazione al trasferimento della proprietà dei beni: per i beni immobili è necessaria la forma scritta mentre per i beni mobili non sono previsti requisiti formali. i beni mobili necessitano della scrittura privata mentre i beni immobili dell'atto pubblico. non vi sono differenze sui requisiti formali tra beni mobili e beni immobili. tanto per i beni mobili quanto per quelli immobili è sufficiente l'oralità per il trasferimento. I frutti: civili sono i parti degli animali. naturali sono quelli che provengono direttamente dalla cosa, i frutti civili sono prodotti attraverso rapporti giuridici relativi alla cosa. naturali sono i canoni di locazione. naturali e civili non sono caratterizzati dalla periodicità. Tra i beni immobili rientrano: le universalità di mobili. gli aeromobili. gli edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva. le energie naturali. Per il codice civile, gli animali sono: essere senzienti. beni mobili registrati. soggetti di diritto. beni mobili. Ai sensi dell'articolo 810 del codice civile: beni sono solo i beni mobili registrati. beni sono tutte le cose. beni sono solo le cose che possono formare oggetto di diritti. non sono beni i beni immateriali. I beni mobili: le univeristas iuris. sono tutti i beni che non sono considerati immobili. i beni iscritti in pubblici registri. le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di altra cosa. La patrimonialità della prestazione significa: che la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione deve corrispondere ad un interesse patrimoniale del creditore. che la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione può anche non essere suscettibile di valutazione economica. che la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione può anche non soddisfare un interesse del creditore. che la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica. Il titolare del diritto reale: è sempre gravato da un'obbligazione reale. esercita il suo diritto tramite la intermediazione del soggetto passivo. è in rapporto mediato con la cosa. esercita il suo diritto direttamente e immediatamente sulla cosa. Le obbligazioni naturali: sono debiti che derivano da imperativi di coscienza e di onore. Il "creditore" non può agire in giudizio per ottenere l'adempimento del dovere morale e sociale. non sono previste dal nostro ordinamento. corrispondono alle obbligazioni civili. sono debiti che derivano da imperativi di coscienza e di onore. Il "debitore" se ha spontaneamente pagato può però chiedere la restituzione di quanto ha pagato. Il diritto reale: è un diritto assoluto. è un diritto di credito. è un diritto relativo. è una situazione giuridica soggettiva passiva. E' diritto reale di godimento: la detenzione. il possesso. la superficie. la locazione. Il diritto di credito: è un diritto assoluto. è la proprietà. è un diritto reale di godimento. è un diritto relativo. l debitore si libera dal vincolo giuridico che lo lega al creditore: dichiarando di non voler adempiere alla prestazione. solo tramite l'adempimento. adempiendo non esattamente la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione. adempiendo esattamente la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione. Se l'obbligazione civile non esiste: chi ha ricevuto la prestazione non deve restituire il valore. chi ha ricevuto la prestazione deve restituirla o restituirne il valore. il creditore può agire in giudizio per conseguire ciò che gli è dovuto. chi ha ricevuto la prestazione non deve restituirla. Nell'obbligazione civile, se il debitore non adempie: il creditore non può agire in giudizio per ottenere il soddisfacimento del suo credito. il creditore può aggredire il patrimonio del debitore. l'obbligazione si estingue. il creditore può aggredire la persona del debitore. L'acquisto a titolo derivativo: riguarda solo i diritti reali. può riguardare tanto i diritti reali quanto i diritti di credito. riguarda solo i diritti di credito. determina l'acquisto del diritto senza trasmissione del diritto dal precedente titolare. Il diritto che consente al titolare di godere temporaneamente o al massimo per tutta la propria vita di un bene altrui, rispettandone la destinazione economica e facendo propri i frutti si chiama: usufrutto. abitazione. uso. superficie. I diritti reali: possono essere sempre fatti valere solo nei confronti di un soggetto determinato. sono caratterizzati da un rapporto immediato tra il titolare del diritto e la cosa. necessitano della cooperazione del soggetto passivo. sono esperibili erga omnes in quanto diritti relativi. L'ipoteca: attribuisce al creditore ipotecario il diritto di sequela solo se previsto da una convenzione sottoscritta tra le parti. non attribuisce al creditore ipotecario il diritto di sequela in quanto tale profilo è escluso per i diritti reali di garanzia. attribuisce al creditore ipotecario il diritto di sequela poichè l'ipoteca è un diritto reale e come tale è caratterizzata dalla sequela. Pertanto, il creditore ipotecario ha il diritto di espropriare il bene, anche se esso viene alienato, nei confronti del terzo acquirente. non attribuisce al creditore ipotecario il diritto di sequela in quanto il diritto di sequela è riconosciuto solo al creditore pignoratizio. La prestazione che forma oggetto dell'obbligazione: può consistere solo in un'azione. può consistere sia in un'azione sia in un'omissione ed avere il contenuto più vario. ha sempre e solo un contenuto predeterminato dalla legge che non può essere stabilito dalle parti. può consistere solo in un'omissione. Nei diritti di credito, la pretesa da parte del creditore: sorge, fin dall'inizio del rapporto, nei confronti di uno o più soggetti determinati (debitore/i). non è tutelata giudizialmente laddove il debitore non adempia la prestazione. sorge nei confronti di tutti i consociati. non necessita della cooperazione del debitore. Il debitore si libera dal vincolo giuridico che lo lega al creditore: adempiendo esattamente la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione. dichiarando di non voler adempiere alla prestazione. non adempiento la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione. adempiendo non esattamente la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione. Il diritto di credito: è un diritto assoluto. è un diritto reale. è un diritto relativo. è un diritto reale di godimento. Il pegno: è un modo di estinzione dell'obbligazione. è un mezzo in virtù del quale per effetto del possesso protratto del bene si acquisisce la proprietà. è un diritto reale assoluto, concesso dal debitore su un bene immobile, a garanzia di un credito, che non comporta il trasferimento materiale del bene al creditore. è un diritto reale di garanzia, ossia un diritto concesso dal debitore (o da un terzo) su cosa mobile a garanzia di un credito. In presenza di usufrutto su una cosa, la nuda proprietà: può essere venduta solo con il consenso dell'usufruttuario. può sempre essere venduta; tuttavia il diritto di usufrutto si estingue con la vendita della nuda proprietà. può essere venduta solo con l'autorizzazione del giudice. può sempre essere venduta; tuttavia il diritto di usufrutto permane in virtù della sequela che caratterizza i diritti reali. Il diritto reale di superficie comporta: il diritto di servirsi di una cosa altrui per i bisogni propri e della famiglia. una relazione di fatto con il bene tenuto in custodia. il diritto di fare propri i frutti di un fondo rustico. il diritto di erigere e mantenere una costruzione su terreno altrui. Il diritto reale minore che consente di utilizzare la cosa altrui per un determinato periodo di tempo facendo propri solo i frutti necessari ai bisogni propri e della propria famiglia si chiama: superficie. uso. abitazione. usufrutto. È diritto reale di godimento: la detenzione. la superficie. il possesso. la locazione. Non è un diritto reale di godimento. l'uso. l'enfiteusi. la proprietà. l'abitazione. Come è classificabile un diritto reale?. Onere. Diritto potestativo. Diritto assoluto. Diritto relativo. Quale, tra questo, non è un diritto reale di godimento?. l'enfiteusi. il pegno. la servitù. l'usufrutto. I diritti reali sono: diritti di credito. diritti atipici. diritti assoluti. diritti relativi. Per elasticità del diritto di proprietà si intende: che il diritto di proprietà può essere "compresso" per costituire diritti reali a faovre di altri soggetti (diritti su cosa altrui); tuttavia, quando costituito, il diritto reale altrui diviene imprescrittibile. che il diritto di proprietà non può essere ceduto. che il diritto di proprietà può essere "compresso" per costituire diritti reali a favore di altri soggetti (diritti su cosa altrui); tuttavia, quando il diritto reale altrui si estingue per una qualsiasi causa, il diritto di proprietà si "riespande". che il diritto di proprietà è imprescrittibile. i diritti reali sono diritti: indisponibili. misti. assoluti. relativi. il proprietario ha diritto: solo di godere delle cose. di godere e disporre delle cose. solo di disporre delle cose. di non godere e non disporre delle cose. È azione petitoria: la rappresentazione. la delazione. la revocazione. la rivendicazione. I diritti reali costituiscono: una categoria ampliabile tramite l'autonomia contrattuale. una categoria appartenente ai diritti a contenuto non patrimoniale. una categoria caratterizzata dal numero chiuso e dalla tipicità. una categoria di diritti relativi. Il mancato rispetto del requisito pubblicitario in seguito all'acquisto di beni immobili determina: rescissione dell'acquisto. nullità dell'acquisto. inopponibilità dell'acquisto a terzi. annullabilità dell'acquisto. In relazione al trasferimento della proprietà dei beni: non vi sono differenze sui requisiti formali tra beni mobili e beni immobili. per i beni immobili è necessaria la forma scritta mentre per i beni mobili non sono previsti requisiti formali. i beni mobili necessitano della scrittura privata mentre i beni immobili dell'atto pubblico. tanto per i beni mobili quanto per quelli immobili è sufficiente l'oralità per il trasferimento. Cos'è il diritto di ritenzione?. E' previsto dal codice in favore del beneficiario di un diritto di pegno. E' il diritto dell'usuario di rifiutarsi di restituire la cosa al nudo proprietario fintanto che questi non gli abbia pagato le migliorie. E' il diritto dell'usufruttuario di rifiutarsi di restituire la cosa al nudo proprietario fintanto che questi non gli abbia pagato le indennità. E' il diritto dell'usufruttuario di rifiutarsi di restituire la cosa al nudo proprietario fintanto che questi non gli abbia pagato interamente migliorie e addizioni. Le riparazioni straordinarie sul bene oggetto di usufrutto sono a carico: in ragione del 50% a carico dell'usufruttuario e in ragione del 50% al nudo proprietario. in ragione del 20% a carico dell'usufruttuario e in ragione dell'80% a carico del nudo proprietario. integralmente a carico dell'usufrutturario. integralmente a carico del nudo proprietario. Cosa accomuna il diritto d'uso al diritto di abitazione?. Sono entrambi diritti reali di garanzia. La nozione di famiglia: entrambi diritti tendono a soddisfare le esigenze del titolare e della sua famiglia. Si relazionano entrambi con nudi proprietari. Sono entrambi appendici dell'usufrutto. L'usufrutto è: un diritto relativo. un diritto reale di godimento. un diritto reale di garanzia. un diritto personale. L'usufrutto costituito a favore di persona giuridica: non può essere costituito. può essere costituito, senza limiti di durata. può essere costituito per un periodo massimo di venti anni. può essere costituito per un periodo massimo di trenta anni. Il quasi usufrutto: ha ad oggetto esclusivamente beni di proprietà dello Stato. ha ad oggetto beni consumabili. ha ad oggetto beni immobili. ha una durata illimitata. Se muore l'usufruttuario, persona fisica: l'usufrutto si estingue ed il nudo proprietario diviene proprietario pieno. l'usufrutto si trasforma in un diritto personale di godimento. l'usufrutto si trasmesse agli eredi dell'usufruttuario. l'usufrutto deve essere alienato entro tre mesi dall'apertura della successione, pena la responsabilità civile dei chiamati all'eredità. I diritti di usufrutto e uso: possono avere ad oggetto beni demaniali. possono avere ad oggetto solo beni mobili. possono avere ad oggetto beni immobili e beni mobili registrati. possono avere ad oggetto beni immobili e beni mobili. Come si classifica l'usufrutto?. Diritto reale di garanzia. Diritto relativo. Diritto potestativo. Diritto reale di godimento. Quale è il limite di durata per un usufrutto costituito a favore di una persona giuridica?. 10 anni. 20 anni. 30 anni. 50 anni. Per consolidazione si intende: la nascita del diritto di usufrutto tramite contratto. la estinzione del diritto si usufrutto quando nella stessa persona si riuniscono le qualità di usufruttario e nudo proprietario. la estinzione del diritto di usufrutto per scadenza del termine. la estsinzione del diritto di usufrutto per abuso da parte dell'usufruttuario. Un esempio di usufrutto legale è quello: che nasce a favore dei figli minori sui beni dei genitori. che nasce dall'usucapione. che nasce dal contratto costitutivo di usufrutto. che nasce a favore dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale sui beni dei figli minori. Il diritto di uso e il diritto di abitazione: sono diritti reali che tendono a soddisfare le esigenze del titolare e della sua famiglia. sono diritti reali atipici. sono diritti reali che consentono ai loro titolari di fare propri i frutti della cosa senza limiti. sono diritti reali di garanzia. L'usufruttuario è obbligato: a pagare un canone. ad alienare la cosa. a restituire le cose alla scadenza dell'usufrutto. ad apporre migliorie al bene. Se l'usufruttuario non effettua le manutenzioni ordinarie: sono a suo carico le spese per le riparazioni straordinarie rese necessarie a causa dell'inadempimento degli obblighi manutentivi. il diritto di usufrutto non può comunque mai estinguersi prima della scadenza del termine. queste sono a carico del nudo proprietario. viene nominato dall'autorità giudiziaria un amministratore di sostegno all'usufruttuario. Il concedente può chiedere la devoluzione del fondo enfiteutico: in nessun caso. solo se previsto dal contratto. senza motivazione. se l'enfiteuta deteriora il fondo. L'affrancazione: consente all'enfiteuta di acquistare la proprietà del fondo enfiteutico con il pagamento di una somma di denaro al concedente. può essere impedita dal concedente. consente al concedente di estinguere il diritto di enfiteusi gravante sul fondo riottenendo il dominio utile. consente al superficiario di acquistare la proprietà della costruzione. L'estinzione del diritto di superficie per scadenza del termine comporta: l'estinzione del diritto di superficie con l'acquisto della costruzione da parte del proprietario del suolo. l'estinzione immediata dei contratti di locazione stipulati dal superficiario sulla costruzione. il trasferimento della proprietà della costruzione al successore a titolo particolare del superficiario. l'ultrattività dei diritti reali costituit dal superficiario sulla cosa che forma oggetto del diritto di superficie. Nell'ambito del diritto di superficie, il diritto di fare la costruzioni sul suolo altrui: si estingue per effetto del non uso protratto per dieci anni. non si estingue. si estingue per effetto del non uso protratto per venti anni. non si prescrive. Il concedente può chiedere la devoluzione del fondo enfiteutico: in caso di inadempimento all'obbligo di miglioramento del fondo o di pagamento del canone enfiteutico. esclusivamente in caso di inadempimento all'obbligo di miglioramento del fondo. esclusivamente in caso di inadempimento all'obbligo di pagamento del canone enfiteutico. solo se previsto dal titolo costitutivo. Quale durata minima deve avere l'enfiteusi?. 15 anni. 20 anni. non vi è durata minima. 10 anni. L'enfiteuta è obbligato a: deteriorare il fondo. non pagare il canone. migliorare il fondo. non effettuare migliorie. Il diritto di enfiteusi: può essere perpetuo o a termine, ma in quest'ultimo caso non può avere una durata inferiore a venti anni. può essere solo perpetuo. può essere perpetuo o a termine, ma in quest'ultimo caso non può avere una durata inferiore a trenta anni. può essere solo a termine. Nelle servitù prediali, il peso grava: sui proprietari dei fondi dominante e servente. sul fondo servente. sui terzi. sul fondo dominante. Il contratto costitutivo di servitù: richiede la forma scritta sotto pena di nullità se il fondo dominante ha un valore inferiore a 500.000 euro. richiede la forma scritta ai fini della prova in giudizio della stessa. richiede la forma scritta sotto pena di nullità se fondo servente ha un valore superiore a 500.000 euro. richiede la forma scritta sotto pena di nullità. La differenza tra servitù prediali e servitù personali: le servitù prediali costituiscono diritti personali di godimento, le servitù personali costituiscono diritti reali di godimento. non ha rilevanza pratica. le servitù prediali costituiscono diritti reali di godimento, le servitù personali costituiscono diritti personali di godimento. non incide sulla opponibilità nei confronti dei terzi. I tratti caratteristici delle servitù prediali: i fondi possono appartenere anche allo stesso proprietario, i fondi devono essere vicini, il contenuto della servitù si sostanzia in un peso o in un divieto a carico del titolare della situazione servente. i fondi devono appartenere a proprietari diversi, i fondi devono essere vicini, l'utilità che reca il peso in favore del fondo dominante deve necessariamente essere attuale. i fondi devono appartenere a proprietari diversi, i fondi devono essere vicini, il contenuto della servitù si sostanzia in un peso o in un divieto a carico del titolare della situazione servente. i fondi devono appartenere a proprietario diversi, i fondi non devono essere vicini, il contenuto della servitù di sostanza in un comportamento positivo da parte del titolare della situazione servente. A tutela della servitù è preordinata: l'azione surrogatoria. l'azione successoria. l'azione petitoria. l'azione confessoria. Nelle servitù positive: sono necessarie opere visibili e permanenti per l'esercizio della servitù. non è ammessa l'estinzione della servitù per prescrizione estintiva. è sempre necessaria la costituzione coattiva da parte del giudice o dell'autorità amminsitrativa. il titolare del fondo dominante ha il potere di compiere un'attività gravante sul fondo servente. Le servitù non apparenti: possono sorgere per contratto, testamento, usucapione ventennale e destinazione del buon padre di famiglia. possono nascere solo per contratto o testamento. possono sorgere per usucapiopne ventennale. possono sorgere per destinazione del buon padre di famiglia. In quali di questi casi non si estingue la servitù?. Per prescrizione estintiva decennale. per confusione. per scadenza del termine. per prescrizione estintiva ventennale. Le servitù coattive: sono costituite esclusivamente dall'atto amministrativo. il titolare della situazione dominante ha il diritto di ottenere la costituzione della servitù dal titolare della situazione servente ma, in mancanza di accordo, il titolare della situazione dominante ha il diritto potestativo di ottenere la costituzione della servitù tramite sentenza. vengono costituite tramite testamento. sono costituite esclusivamente dal giudice tramite sentenza. Il diritto di superficie: può essere solo a termine, ma non superiore alla vita del beneficiario. può essere perpetuo o a termine. può essere solo perpetuo. può essere solo a termine, ma non inferiore ai venti anni. Il diritto di superficie: può essere solo a termine, ma non superiore alla vita del beneficiario. può essere perpetuo o a termine. può essere solo perpetuo. può essere solo a termine, ma non inferiore ai venti anni. Il diritto di fare e mantenere oggetto del diritto di superficie può riguardare: solo le costruzioni al di sotto del suolo. tanto le costruzioni al di sopra quanto quelle al di sotto del suolo. solo le costruzioni al di sopra del suolo. anche le piantagioni. La differenza tra enfiteuta ed usufruttuario è che: l'enfiteuta può modificare la destinzione economica del bene purché non la deteriori, l'usufruttuario non può farlo. solo l'enfiteuta è titolare di un diritto reale di godimento, l'usufruttuario, invece, è titolare di un diritto personale di godimento. l'enfiteuta non può mai cedere a terzi il suo diritto, l'usufruttuario può sempre farlo. l'usufruttuario può modificare la destinazione economica del bene, l'enfiteuta non può farlo. La superficie: può essere solo a termine e non superiore alla vita del beneficiario. può essere solo a termine non superiore a trenta anni. può essere perpetua o a termine. può essere solo perpetua. La superficie: può essere solo a termine e non superiore alla vita del beneficiario. può essere solo a termine non superiore a trenta anni. può essere perpetua o a termine. può essere solo perpetua. Modi di acquisto della superficie sono: la destinazione del buon padre di famiglia. il contratto e il testamento. il contratto, il testamento, l'usucapione. solo il contratto, sia oneroso che gratuito. Il diritto di superficie si costituisce per: testamento e contratto con forma scritta ad probationem. contratto. testamento; contratto con forma scritta ad substantiam; usucapione (per lo meno della proprietà superficiaria). testamento; contratto con forma scritta ad substantiam; usucapione (per lo meno del diritto di edificare). Oggetto del diritto di superficie sono: le costruzioni al di sopra o al di sotto del suolo. le piantagioni. gli alberi sul terreno. lo spazio aereo sopra gli edifici. Cosa distingue l'enfiteuta dall'usufruttuario: il secondo, a differenza del primo, può modificare la destinazione del bene. il primo, a differenza del secondo, può sempre modificare la destinazione del fondo. solo il primo gode di un diritto reale di godimento. il primo, a differenza del secondo, può modificare la destinazione del fondo, purchè non la deteriori. L'enfiteusi può essere: perpetua o a termine, ma non può essere inferiore a dieci anni. perpetua o a termine, ma non può essere inferiore a cinquanta anni. perpetua o a termine, ma non può avere mai durata inferiore a venti anni. perpetua o a termine, ma non può essere inferiore a trenta anni. Il possesso legittimo non va confuso con quello illegittimo. Infatti: nel possesso legittimo l'esercizio di fatto corrisponde con la situazione di diritto, nel possesso illegittimo l'esercizio di fatto non corrisponde con la situazione di diritto. il possesso legittimo equivale alla proprietà, il possesso illegittimo equivale al diritto reale minore. il possesso legittimo concerne un possesso pieno mentre il possesso illegittimo concerne sempre un possesso minore. nel possesso illegittimo l'esercizio di fatto corrisponde con la situazione di diritto, nel possesso legittimo l'esercizio di fatto non corrisponde con la situazione di diritto. Il possessore illegittimo di buona fede: deve restituire al proprietario rivendicante i frutti maturati dopo la domanda giudiziale, mentre può far propri i frutti civili e naturali maturati fino al giorno della domanda. può far propri tutti i frutti del bene. deve restituire tutti i frutti del bene al proprietario rivendicante. non ha diritto ai frutti del bene. Il possesso è: la titolarità del diritto reale minore. il potere di fatto sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà o altro diritto reale. la titolarità del diritto di proprietà. una mera relazione materiale con la cosa. La buona fede del possessore: deve essere sempre provata in quanto non è mai presunta. è una buona fede oggettiva. sussiste solo se il possessore è anche proprietario del bene. è sempre presunta, salvo prova contraria. Secondo la presunzione possessoria (art. 1141, comma 1, c.c.): dal potere di fatto esercitato su una cosa si presume il possesso, mentre la detenzione deve essere provata. la detenzione conferisce maggiori poteri rispetto al possesso. il possesso e la detenzione sono considerati equivalenti. dal potere di fatto esercitato su una cosa si presume la detenzione, mentre il possesso deve essere provato. Il possessore mediato: non ha la materiale disponibilità della cosa. è sempre di mala fede. ha la materiale disponibilità del bene. è il detentore. La detenzione: è il comportarsi come proprietario o come titolare di un diritto reale minore. è la mera relazione materiale tra il soggetto e il bene. è la titolarità del diritto. non corrisponde ad alcuna delle risposte proposte. La differenza tra possessore pieno e possessore minore è che: il possessore pieno si comporta come se fosse proprietario, il possessore minore si comporta come se fosse titolare di un diritto reale minore. il possessore pieno può esercitare le azioni possessorie, il possessore minore non può esercitarle. il possessore pieno è anche proprietario, il possessore minore è anche titolare del diritto reale minore in fatto esercitato. il possessore pieno si comporta come se fosse titolare di un diritto reale minore, il possessore minore si comporta come se fosse proprietario. Marco ha la detenzione di un bene. A dun certo punto, Marco solleva opposizione contro il diritto del proprietario. Si verifica: mutamento del possesso in detenzione. accessione del possesso. mutamento della detenzione in possesso. successione nel possesso. La regola del possesso vale titolo ai sensi dell'art. 1153 c.c., nel consentire l'acquisto immediato della proprietà a non domino di un bene mobile, quali tra questi requisiti reputa necessario?. che l'acquirente del bene fosse in buona fede. che il titolo d'acquisto sia stato trascritto nei pubblici registri. che il bene sia stato alienato secondo un titolo astrattamente idoneo al trasferimento della proprietà. che il bene sia stato alienato da chi non era proprietario. Requisiti dell'usucapione sono: il possesso e la detenzione. la detenzione e il tempo. la sola detenzione. il tempo e il possesso. L'usucapione ordinaria per i beni immobili si compie in: venti anni. venticinque anni. cinque anni. dieci anni. L'usucapione abbreviata per i beni immobili si compie in: cinque anni. venti anni. dieci anni. quindici anni. L'usucapione abbreviata per i beni mobili registrati si compie in: tre anni. dieci anni. cinque anni. un anno. Le azioni possessorie sono: l'azione di reintegrazione e l'azione di manutenzione. l'azione di denunzia di nuova opera e di danno temuto. l'azione di reintegrazione e l'azione di spoglio. l'azione di rivendicazione e l'azione negatoria. L'azione di reintegrazione può essere esercitata contro: chi esegue una nuova opera, che può recare danno al fondo del possessore. chi ha molestato il possessore nel possesso del bene. chi ha spogliato il possessore di un bene in modo violento o clandestino. chi ha spogliato il possessore di un bene, anche in modo non violento o clandestino. Se lo spoglio non è stato clandestino o violento: il possessore spogliato può eserciare l'azione di danno temuto. il possessore spogliato può esercitare l'azione di reintegrazione. il possessore spogliato può esercitare l'azione di manutenzione. il possessore spogliato può esercitare l'azione confessoria. Le azioni petitorie: tutelano il titolare del diritto reale. tutelano il detentore, anche non qualificato. tutelano il detentore qualificato. tutelano il possessore. l possessore di mala fede: può essere molestato. non può essere spogliato o molestato, avendo diritto a non essere spogliato o molestato. può essere spogliato. può essere spogliato, ma non in modo violento o clandestino. Il proprietario che sia anche possessore: può esercitare solo le azioni petitorie. può esercitare le azioni petitorie, le azioni possessorie, le azioni di nunciazione. può esercitare solo le azioni di nunciazione. può esercitare solo le azioni possessorie. L'azione di denunzia di nuova opera può essere esercitata: se la nuova opera non è ancora terminata e non sia trascorso un anno dal suo inizio. se il possessore è spogliato violentemente o clandestinamente nel possesso. anche se la nuova opera è terminata, purchè non sia trascorso un anno dal suo inizio. se il possessore è stato spogliato non violentemente o clandestinamente nel possesso. L'azione di manutenzione può essere chiesta se: il possesso dura da oltre un anno, non è interrotto, può essere stato acquistato violentemente o clandestinamente. il possesso dura da oltre sei mesi, non è interrotto, non è stato acquistato violentemente o clandestinamente. il possesso dura da oltre un anno, non è interrotto, non è stato acquistato violentemennte o clandestinamente. ricorrono le stesse condizioni previste per l'azione di reintegrazione. L'azione di reintegrazione può essere esercitata: dal possessore e dal detentore qualificato. dal possessore, dal detentore qualificato e dal detentore non qualificato. dal solo possessore. dal proprietario non possessore. L'azione di manutenzione: è soggetta al termine prescrizionale decennale. è soggetta al termine di decadenza quinquennale dall'avvenuto spoglio. è imprescrittibile, al pari dell'azione di rivendicazione. è soggetta al termine di decadenza annuale dall'avvenuto spoglio. Con l'obbligazione di consegnare un bene di specie: sorge l'obbligazione accessoria di verificare l'assenza di difetti della cosa. sorge l'obbligazione accessoria di deteriorare la cosa. sorge l'obbligazione accessoria di custodire la cosa sino alla consegna. sorge l'obbligazione accessoria di assicurare la cosa. Chi è tenuto a dare una garanzia senza che ne siano determinati il modo e la forma: deve prestare, a sua scelta, un'idonea garanzia personale o reale. deve necessariamente prestare una garanzia personale. deve prestare, a scelta del creditore, un'idonea garanzia personale o reale. deve necessariamente prestare una garanzia reale. La differenza tra obbligazioni di mezzi e di risultato: le prime sono obbligazioni civili, mentre le seconde sono obbligazioni naturali. seppur contestata da parte della dottrina e della giurisprudenza, nelle obbligazioni di mezzi il debitore adempie adoperando la diligenza necessaria indipendentemente dal risultato, mentre nelle obbligazioni di risultato il debitore deve far ottenere al creditore il risultato. le prime sono obbligazioni naturali, mentre le seconde sono obbligazioni civili. non vi è differenza alcuna in quanto esprimono il medesimo fenomeno giuridico. Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti l'esercizio di attività professionali: il debitore è obbligato a realizzare un risultato. il debitore deve esclusivamente comportarsi correttamente. il debitore deve comportarsi con la diligenza del buon padre di famiglia. il debitore deve comportarsi con la diligenza richiesta dalla natura dell'attività esercitata. Affinché liberi il debitore, l'adempimento: può essere anche parziale. non deve essere esatto. deve essere esatto. può essere esatto o parzialmente inesatto. L'estinzione dell'obbligazione: si verifica esclusivamente con la novazione. si verifica esclusivamente con l'adempimento. si verifica generalmente con l'adempimento ma esistono anche altri modi di estinzione dell'obbligazione diversi dall'adempimento. si verifica esclusivamente con la compensazione. L'adempimento parziale: non può mai essere rifiutato dal creditore. non può essere rifiutato dal creditore se la prestazione è divisibile. non libera il debitore e può essere sempre rifiutato dal creditore a meno che la legge o gli usi dispongano diversamente. libera sempre il debitore. Se il debitore paga con cose altrui: può impugnare il pagamento su autorizzazione del giudice. può sempre impugnare il pagamento. non può impugnare il pagamento, a meno che non offra immediatamente di eseguire la prestazione con cose proprie. non vale come adempimento. Quando esegue la prestazione, il debitore deve comportarsi: come ritiene più opportuno. con la diligenza richiesta all'agente modello. scorrettamente. con la diligenza del buon padre di famiglia. Se l'obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate solo nel genere, il debitore deve: prestare cose della migliore qualità. prestare cose di qualità indicata dagli usi normativi. prestare cose di qualità indicata dagli usi negoziali. prestare cose di qualità non inferiore alla media. La novazione determina l'estinzione dell'obbligazione originaria: non si estinguono mai i rapporti giuridici accessori all'obbligazione originaria. al pari della modificazione oggettiva del rapporto obbligatorio. si estingue, generalmente, anche il pegno costituito dal debitore a garanzia del credito originario, a meno di una diversa volontà delle parti. si estingue, automaticamente e in ogni caso, anche il pegno costituito dal debitore a garanzia del credito originario. Tra i modi di estinzione dell'obbligazione diversi dall'adempimento non satisfattori, si annovera: la remissione del debito. la compensazione. la novazione soggettiva. la novazione oggettiva. Se il debitore dichiara al creditore di non voler profittare della remissione del debito: si estingue solo il credito. l'obbligazione si estingue. l'obbligazione non si estingue. è necessario l'intervento del giudice. La novazione soggettiva ha una struttura: trilaterale. bilaterale. bifasica. unilaterale. La novazione oggettiva è senza effetto: se l'obbligazione originaria è fondata su un titolo nullo o inesistente. se l'obbligazione originaria aveva per oggetto un non fare e quella nuova ha per oggetto un fare. se l'obbligazione originaria aveva per oggetto un dare e quella nuova ha per oggetto un fare. se l'obbligazione originaria aveva per oggetto un fare e quella nuova ha per oggetto un dare. La remissione del debito: determina l'estinzione della precedente obbligazione e la contestuale costituzione di una nuova obbligazione con oggetto diverso. comporta sempre l'estinzione dell'obbligazione. determina l'estinzione del rapporto obbligatorio per prescrizione. comporta l'estinzione del rapporto obbligatorio, a meno che il debitore dichiari al creditore di non volerne profittare. Generalmente, l'obbligazione non si estingue: con la novazione. con la compensazione. con la remissione del debito. con la morte del debitore. L'obbligazione si estingue: solo con l'adempimento. con l'adempimento e con i modi di estinzione dell'obbligazione diversi dall'adempimento sia satisfattori che non satisfattori. con l'adempimento e con i modi di estinzione dell'obbligazione diversi dall'adempimento esclusivamente non satisfattori. con l'adempimento e con i modi di estinzione dell'obbligazione diversi dall'adempimento esclusivamente satisfattori. La rinunzia da parte del creditore alle garanzie dell'obbligazione: fa presumere l'estinzione dell'obbligazione per remissione del debito solo se il creditore rinunzia alle garanzie reali. fa presumere l'estinzione dell'obbligazione per remissione del debito. non fa presumere l'estinzione dell'obbligazione per remissione del debito in quanto l'estinzione dei rapporti accessori non comporta l'estinzione del rapporto principale. fa presumere l'estinzione dell'obbligazione per remissione del debito solo se il creditore rinunzia alle garanzie personali. Le parti estinguono l'obbligazione originaria con la contestuale costituzione di una nuova obbligazione diversa per oggetto o per titolo con: la compensazione legale. la novazione oggettiva. la novazione soggettiva. la confusione. Il principio nominalistico nelle obbligazioni pecuniarie: non è temperato da istituti quali gli interessi moratori e le clausole di rivalutazione monetaria. consente di tenere conto della inflazione. non è previsto dal codice civile. non si tiene conto dell'eventuale aumento o diminuzione del valore della moneta tra il momento della nascita dell'obbligazione e quello della estinzione della stessa. L'obbligazione è in solido quando: il debitore può liberarsi eseguendo una delle due prestazioni dedotte in obbligazione. il debitore ha facoltà di eseguire una prestazione diversa da quella dedotta nel rapporto obbligatorio. più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione. ciascun debitore è obbligato ad adempiere soltatnto per la sua quota. Il debitore di un'obbligazione alternativa si libera eseguendo: parte dell'una e parte dell'altra prestazione. una delle due prestazioni dedotte in obbligazione. una prestazione non dedotta in obbligazione. entrambe le prestazioni dedotte in obbligazione. E' necessaria la costituzione in mora del debitore tramite intimazione o richiesta fatta per iscritto (mora ex persona): quando il debitore è una Pubblica Amministrazione. quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler eseguire l'obbligazione. quando è scaduto il termine per l'adempimento se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore. quando il debito deriva da fatto illecito. Le disposizioni sulla mora del debitore: si applicano alle obbligazioni di non fare, a meno che dal titolo risulti una contraria volontà delle parti. si applicano sempre alle obbligazioni di non fare. non si applicano alle obbligazioni di non fare, a meno che dal titolo non risulti una contraria volontà delle parti. non si applicano alle obbligazioni di non fare ex art. 1222 c.c. Il risarcimento del danno per il ritardo nell'adempimento o per l'inadempimento dell'obbligazione comprende: solo la perdita subita dal creditore, purché ne sia conseguenza immediata e diretta. la perdita subita dal creditore e il mancato guadagno, anche se non ne siano conseguenza immediata e diretta. la perdita subita dal creditore e il mancato guadagno, purché ne siano conseguenza immediata e diretta. solo il mancato guadagno del creditore, purché ne sia conseguenza immediata e diretta. Se il ritardo o l'inadempimento non dipende da dolo del debitore: il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi al tempo in cui è sorta l'obbligazione. il risarcimento non è dovuto. il risarcimento è sempre liquidato con valutazione equitativa dal giudice. il risarcimento è ridotto del cinquanta per cento. Il patto preventivo di esonero di responsabilità per i casi in cui il fatto del debitore costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico: è nullo, tranne nel caso di colpa lieve del debitore. è sempre nullo. è valido. è annullabile. Il danno è liquidato dal giudice con valutazione equitativa: quando il creditore prova di aver subito il danno ma non riesce a provare il preciso ammontare del pregiudizio subito. quando il creditore non prova il pregiudizio subito. quando il debitore confessa di essere responsabile. quando il creditore prova nel suo preciso ammontare il pregiudizio subito. Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno: il risarcimento del danno da parte del debitore è diminuito secondo la gravità della colpa e l'entità delle conseguenze che ne sono derivate. al risarcimento del danno da parte del debitore si sostituisce una pena privata. il risarcimento del danno da parte del debitore si liquida come se il creditore non avesse concorso a cagionare il danno. il risarcimento del danno da parte del debitore non è dovuto. Il patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave: è annullabile. è valido. è nullo. è inesistente. ll debitore è costituito in mora: mediante comunicazione orale. sempre mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto. mediante trascrizione nei registri del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza. mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto (cd. mora ex persona), tranne le ipotesi nelle quali il debitore è costituito automaticamente in mora (cd. mora ex re). La responsabilità civile del debitore si verifica se: il debitore viola la situazione soggettiva di diritto assoluto di proprietà. il debitore viola la situazione soggettiva di obbligazione. il debitore viola la situazione soggettiva di dovere. il debitore viola la situazione soggettiva di possesso. L'offerta al pubblico: è una proposta contrattuale indirizzata a destinatari indeterminati. non può essere revocata. è un patto di prelazione. è una modalità di accettazione. Nel contratto concluso mediante l'inizio dell'esecuzione: alla proposta segue l'accettazione da parte dell'oblato. il contratto è concluso quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione. il contratto è concluso con l'inizio dell'esecuzione. Tuttavia, l'oblato è tenuto a dare pronto avviso dell'avviata esecuzione al proponente per non incorrere in responsabilità. può essere utilizzato se la richiesta di utilizzare tale schema proviene dall'oblato. Nel contratto reale: per il perfezionamento è necessario e sufficiente il consenso. per il perfezionamento è necessario ma non sufficiente il consenso in quanto occorre anche la consegna (cd. traditio). si verifica l'astrazione processuale. si verifica il trasferimento della proprietà. . Quando le parti concludono un contratto e convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione mentre l'altra ha facoltà di accettarla o meno, si è in presenza di: proposta irrevocabile. patto di prelazione. patto di riservato dominio. patto di opzione. Se l'accettazione perviene al proponente dopo il termine da quest'ultimo fissato nella proposta (cd. accettazione tardiva): l'accettazione è inefficace, a meno che il proponente non dichiari di volerla considerare efficace. l'accettazione è sempre inefficace. determina sempre e comunque la conclusione del contratto. l'accettazione è inefficace, a meno che l'accettante la voglia considerare efficace. Se la proposta viene fatta da persona capace legale di agire, ma successivamente, prima della conclusione del contratto il proponente muore: la proposta è privata di efficacia, a meno che la proposta provenga da imprenditore commerciale o la proposta sia stata dichiarata irrevocabile. il contratto è comunque concluso. la proposta è privata di efficacia. saranno i legittimari a stabilire la sorte della proposta. Secondo la "presunzione di conoscenza" di cui all'art. 1335 c.c.: la proposta, l'accettazione, la loro revoca e ogni altro atto recettizio si reputano conosciuti quando giungono all'indirizzo del destinatario. non viene temperata l'applicazione pura della tesi della cognizione. la proposta, l'accettazione, la loro revoca e ogni altro atto recettizio si reputano conosciuti quando giungono all'indirizzo del destinatario ma quest'ultimo può provare di non averne avuto conoscenza. la causa è elemento accidentale del contratto. Il contratto si considera concluso: quando l'oblato spedisce la sua accettazione al proponente. quando il proponente spedisce la sua proposta all'oblato. quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte. quando l'oblato riceve la proposta e la accetta. La proposta di un contratto: è sempre irrevocabile. è generalmente revocabile, a meno che la proposta sia irrevocabile. è un atto negoziale. è un atto non recettizio. Non è un elemento essenziale del contratto: l'oggetto. il termine. la causa. l'accordo. Nella donazione, l'onere illecito o impossibile: è un elemento essenziale del contratto di donazione. si considera non apposto, ma se costituisce l'unico motivo determinante della disposizione nulla la donazione. non determina mai la nullità del contratto. si considera sempre non apposto. Se l'evento non può verificarsi, con o senza l'intervento dell'uomo, la condizione è: potestativa mista. illecita. impossibile. potestativa. L'onere è: un evento futuro e incerto. consiste in un peso ed è fonte del rapporto obbligatorio in forza del quale l'onerato è debitore di una prestazione nei confronti di taluno. un evento futuro e certo. un particolare manifestarsi della condizione del contratto. I negozi giuridici puri (actus legitimi): tollerano l'apposizione degli elementi accidentali. non tollerano l'apposizione di condizione e termine. tollerano l'apposizione della condizione ma non del termine. tollerano l'apposizione di condizione e termine. Il termine è: un evento futuro e certo. un evento passato. un evento futuro e incerto. un evento presente. Gli elementi accidentali incidono su: forma. risoluzione. validità. efficacia. Rende nullo il contratto: la condizione positiva. la condizione negativa. la condizione sospensiva impossibile. la condizione risolutiva impossibile. Il contratto nel quale è presente una condizione illecita: è valido se ha un valore inferiore a 1.000 euro. è sempre valido. è nullo. è valido se il contratto è una donazione. Nell'ambito della disciplina del contratto, la condizione ha efficacia: retroattiva, salvo che, per volontà delle parti o per la natura del rapporto, gli effetti del contratto o della risoluzione debbano essere riportati ad un momento diverso. retroattiva se lo stabilisce il giudice. retroattiva solo se le parti lo hanno espressamente previsto. dal momento in cui si verifica l'evento dedotto in condizione. Si considera "condizionale" il contratto: nel quale le parti hanno subordinato la efficacia o la risolzione del contratto o di un singolo patto a un avveimento futuro e incerto. nel quale le parti hanno subordinato la efficacia o la risoluzione del contratto o di un singolo patto a un avvenimento passato e certo. nel quale le parti hanno subordinato la efficacia o la risoluzione del contratto o di un singolo patto a un avvenimento futuro e certo. nel quale le parti hanno convenuto un termine per l'adempimento. Nella clausola penale: il creditore, per ottenere la prestazione promessa, non deve provare il danno subito. il creditore può ottenere la prestazione promessa, con dispensa dall'onere di provare il danno subito solo nel caso del ritardo da parte del debitore. il creditore, per ottenere la prestazione promessa, deve provare il danno subito. il creditore può ottenere la prestazione promessa, con dispensa dall'onere di provare il danno subito solo nel caso del ritardo da parte del debitore nell'adempimento. Se colui che ha ricevuto la caparra confirmatoria è inadempiente: l'altra parte può recedere, potendo esigere la restituzione della caparra. l'altra parte può recedere, potendo esigere il doppio della caparra versata. l'altra parte può recedere, potendo esigere il triplo della caparra versata. l'altra parte non può recedere e non può chiedere il doppio della caparra. Se colui che ha versato la caparra confirmatoria è inadempiente: l'altra parte può recedere, esigendo il triplo della caparra ricevuta. l'altra parte può recedere, trattenendo la caparra ricevuta. l'altra parte non può recedere e deve restituire la caparra ricevuta. l'altra parte può recedere, esigendo il doppio della caparra ricevuta. La caparra penitenziale: non è applicabile ai contratti che prevedono il diritto di recesso. non è disciplinata dal codice civile ma dal codice del consumo. ha la funzione di corrispettivo del recesso. si applica in caso di inadempimento. In caso di adempimento, la caparra confirmatoria: ha la funzione di corrispettivo del recesso. deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta. deve essere sempre restituita. non può mai essere imputata alla prestazione dovuta. Una differenza tra clausola penale e caparra confirmatoria è che: solo la caparra confirmatoria ha efficacia vincolante. la clausola penale ha la funzione di liquidazione preventiva del danno mentre la caparra confirmatoria consente alla parte non inadempiente di liberarsi dal vincolo contrattuale, accontentandosi di trattenere la caparra ricevuta o di esigere il doppio di quella versata. solo la clausola penale ha efficacia vincolante. la clausola penale è una pattuizione accessoria mentre la caparra confirmatoria corrisponde all'adempimento. La riduzione equitativa della penale: dipende dalla volontà del creditore. può essere disposta anche d'ufficio dal giudice. è soggetta a domanda di parte. non è ammessa. La riduzione equitativa della prestazione prevista nella clausola penale: è ammessa se l'obbligazione principale è stata eseguita in parte o se l'ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto riguardo all'interesse che il debitore aveva all'adempimento. è sempre ammessa. non è ammessa. è ammessa se l'obbligazione principale è stata eseguita in parte o se l'ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto riguardo all'interesse che il creditore aveva all'adempimento. Il danno ulteriore, laddove sia prevista una clausola penale: non è ammissibile. è inesistente. può essere richiesto solo se è stata espressamente convenuta la risarcibilità del danno ulteriore. non può mai essere richiesto in quanto la penale limita sempre il risarcimento alla prestazione prevista dalla penale. Il creditore può domandare insieme la prestazione principale e la penale: sempre. solo se la penale è stata stipulata per il semplice ritardo. solo se la penale è stata stipulata per l'inadempimento definitivo. mai. La forma del contratto preliminare: è orale. è scritta. deve essere, a pena di nullità, quella prevista per il contratto definitivo. è libera. Se l'opzione non contiene un termine per l'accettazione da parte dell'opzionario: l'opzione è annullabile. l'opzione è nulla. il giudice può stabilire il termine per l'eventuale accettazione da parte dell'opzionario. il concedente è obbligato a vita. Se il proprietario di un immobile condotto in locazione ad uso commerciale vende a terzi l'immobile senza consentire al conduttore di esercitare il diritto di prelazione previsto dalla legge, il conduttore: ha diritto ad un'indennità. non ha tutela alcuna. ha diritto al risarcimento del danno. può esercitare il diritto di riscatto nei confronti del compratore. Il preliminare di preliminare: non esiste. è sempre nullo per mancanza di causa. è valido se ha una causa concreta autonoma dal secondo preliminare e risponde ad un interesse meritevole di tutela (interesse ad una formazione progressiva del vincolo). è sempre valido. La prelazione legale: non differisce dalla prelazione convenzionale. ha efficacia obbligatoria. non ha effetti, in quanto l'ordinamento conosce solo la prelazione convenzionale. ha efficacia reale. Se una delle parti del contratto preliminare si rifiuta di addivenire alla stipula del contratto definitivo, l'altra parte: può chiedere al giudice solo il risarcimento del danno. deve subire l'inadempimento e non può chiedere il risarcimento del danno. può chiedere al giudice che emetta una sentenza la quale si sostituisca al consenso mancante dell'altro contraente e produca, pertanto, gli effetti del contratto definitivo. può chiedere al giudice il risarcimento dell'interesse negativo in quanto l'inadempimento del preliminare genera responsabilità precontrattuale e non contrattuale. L'accordo con cui le parti si obbligano reciprocamente a stipulare un futuro contratto è: contratto preliminare. patto di prelazione. patto di opzione. caparra confirmatoria. L'opzione si differenzia dalla proposta irrevocabile in quanto: l'opzione è una dichiarazione unilaterale, mentre la proposta unilaterale è un accordo. l'opzione è un accordo, mentre la proposta irrevocabile è una dichiarazione. l'opzione è il diritto di essere preferiti a parità di condizioni, mentre la proposta irrevocabile obbliga le parti a concludere un contratto definitivo. l'opzione è la liquidazione convenzionale del danno, mentre l'opzione è il corrispettivo per l'esercizio del diritto di recesso. Il contratto preliminare è: un contratto ad effetti obbligatori. un contratto ad effetti reali. un contratto privo di obblighi giuridici per le parti in quanto non è propriamente un contratto. un contratto reale. La trascrizione del contratto preliminare di vendita di beni immobili: è possibile se risulta da atto pubblico o da scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente. non è possibile. è sempre possibile. è possibile solo se risulta da atto pubblico. Al momento della conclusione del contratto una parte può riservarsi la facoltà di nominare successivamente la persona che deve assumere gli obblighi ed acquisire i diritti scaturenti dal contratto stesso: si, è il contratto per persona da nominare. si, è la rappresentanza diretta. no, mai. no, a meno che le parti siano autorizzate dal giudice. Nel contratto per persona da nominare, nel caso di mancata dichiarazione di nomina del terzo: il contratto annullabile. il contratto è nullo. il contratto produce i suoi effetti tra promittente e stipulante. il contratto è inefficace. Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto di interessi con il rappresentato: è annullabile se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo contraente e solo su istanza del rappresentato. è annullabile se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo contraente anche d'ufficio dal giudice. è nullo. è sempre annullabile, a prescindere dalla conoscenza o riconoscibilità del conflitto da parte del terzo contraente. La ratifica del contratto concluso dal falsus procurator: ha effetto retroattivo, e travolge i diritti dei terzi. ha effetto dal momento in cui è stata posta in essere. non ha effetto alcuno. ha effetto retroattivo, e sono salvi i diritti dei terzi. Il contratto concluso dal rappresentante che abbia agito oltre i limiti delle facoltà conferitegli dalla procura: è nullo. è inefficace, ma è prevista la possibilità per il falsamente rappresentato di ratificare l'operato del rappresentante tramite la ratifica. è inesistente. è annullabile. Nel mandato senza rappresentanza (cd. rappresentanza indiretta), il mandatario: agisce in nome e per conto proprio. agisce in nome e per conto del mandante. non può agire. agisce in nome proprio e per conto del mandante, dovendo ritrasferire gli effetti del contratto sul mandante. Nel mandato con rappresentanza (cd. rappresentanza diretta), il mandatario: può agire oltre i limiti dei poteri stabiliti nella procura. agisce in nome proprio e per conto del mandante/rappresentato. agisce in nome e per conto proprio. agisce in nome e per conto del mandante/rappresentato. Nella rappresentanza volontaria, la procura: deve essere conferita con scrittura privata autenticata. deve essere conferita per atto pubblico. deve essere conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere. è a forma libera. Il contratto concluso dal rappresentante in nome e per conto del rappresentato: produce direttamente effetti in capo al rappresentato, purchè si rispettino determinate condizioni. è annullabile. produce effetti in capo al rappresentante. è nullo. La procura: può essere sempre revocata, ma deve essere portata a conoscenza dei terzi con mezzi idonei perchè in mancanza non è opponibile ai terzi se non si prova che questi erano a conoscenza della revoca. non può mai essere revocata. può essere revocata solo dal giudice. può essere sempre revocata e non deve essere portata a conoscenza dei terzi, essendo sempre opponibile nei loro confronti. La nullità di protezione: corrisponde alla nullità strutturale, prevista dall'art. 1418, comma 2, c.c. si ha quando la nullità è prevista a tutela di una parte e non di interessi generali (si pensi, per esempio, alle nullità previste nei contratti del consumatore). si ha quando la valutazione dipende dalla compatibilità del medesimo con una norma imperativa che fissa un limite all'autonomia dei privati. corrisponde alla nullità testuale prevista dall'art. 1418, comma 3, c.c. Il contratto nullo: può essere sempre convalidato. non può essere rinnovato. può essere convertito in altro contratto del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma se, tenuto conto dello scopo perseguito dalle parti, debba ritenersi che esse lo avrebbero voluto se avessero conosciuto la nullità. può sempre essere convertito in altro contratto del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma. La mancanza di uno degli elementi essenziali del contratto è causa di: nullità. rescissione. annullabilità. risoluzione. La nullità del contratto: può essere rilevata d'ufficio dal giudice solo nel giudizio di primo grado. può essere fatta valere solo dalla parte nel cui interesse è stata disposta. non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. può essere rilevata anche d'ufficio dal giudice. Non è una caratteristica propria della nullità: la rilevabilità d'ufficio. l'imprescrittibilità. la testualità. la natura di accertamento della sentenza che la dispone. Ai sensi dell'art. 1419 c.c., la nullità di singole clausole: importa, di regola, la nullità dell'intero contratto a meno che la parte adempiente voglia diversamente. importa la nullità dell'intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita da nullità. importa la annullabilità del contratto. importa in ogni caso la nullità dell'intero contratto. L'azione per far dichiarare la nullità del contratto: è imprescrittibile, salvi gli effetti dell'usucapione e della prescrizione dell'azione di ripetizione. si prescrive in venti anni. si prescrive in dieci anni. si prescrive in cinque anni. Il contratto che si pone in contrasto con una norma imperativa: è di regola annullabile, salvo che la legge disponga diversamente. è di regola nullo, salvo che la legge disponga diversamente. è sempre annullabile. è sempre nullo in quanto il contrasto con l'ordinamento è radicale. Se il contratto costituisce il mezzo per eludere l'applicazione di una norma imperativa: la causa è reputata illecita e il contratto rescindibile ai sensi dell'art. 1447 c.c. la causa è reputata illecita e il contratto annullabile ai sensi dell'art. 1427 c.c. la causa è reputata lecita e il contratto valido. la causa è reputata illecita e il contratto nullo ai sensi dell'art. 1418, comma 2, c.c. La nullità del contratto può essere fatta valere: da chiunque vi abbia interesse. solo dalle parti del contratto. solo dalla parte che abbia per prima eseguito la prestazione. solo dagli aventi causa delle parti. Ai fini dell'annullabilità del contratto concluso dall'incapace naturale: è sufficiente dimostrare lo stato di incapacità di intendere o di volere. è necessario dimostrare lo stato di incapacità di intendere o di volere e il pregiudizio per l'incapace. è sufficiente dimostrare la conclusione del contratto. è necessario dimostrare lo stato di incapacità di intendere o di volere, il pregiudizio per l'incapace e la malafede della controparte. Nella violenza contrattuale, la minaccia: può essere esercitata anche da un terzo ma deve essere indirizzata necessariamente alla controparte. deve provenire esclusivamente dalla controparte. può essere esercitata anche da un terzo e può indirizzata anche contro la persona o i beni del coniuge del contraente o di un discendente o ascendente di lui. non può essere esercitata da terzi. Il dolo contrattuale consiste in: falsa rappresentazione della realtà autoindotta. violenza fisica. artifizi o raggiri utilizzati da una parte che determinano nella controparte una falsa rappresentanzione della realtà. minaccia verbale. Il contratto annullabile: non può essere convalidato. può essere convalidato e la convalida può essere solo espressa. essendo valido non deve essere convalidato. può essere convalidato e la convalida può essere espressa o tacita. L'errore di diritto: non è causa di annullamento del contratto, a meno che non cada su una norma imperativa. è sempre causa di annullamento del contratto. è causa di annullamento del contratto, a condizione che sia riconoscibile, sempre che sia stata la ragione unica o principale del contratto. è sempre causa di annullamento del contratto, a condizione che sia riconoscibile. L'errore è causa di annullamento del contratto: quando è essenziale e riconoscibile dalla parte che è caduta in errore. quando è riconoscibile dalla parte che non è caduta in errore, anche se l'errore non è essenziale. sempre. quando è essenziale e riconoscibile dalla parte che non è caduta in errore. Il contratto concluso a causa della violenza psichica altrui: è annullabile e l'azione di annullamento può essere proposta nel termine di cinque anni dal giorno della conclusione del contratto. è annullabile e l'azione di annullamento può essere proposta nel termine di cinque anni da quando è cessata la violenza. è nullo e l'azione di nullità può essere proposta nel termine di cinque anni da quando è cessata la violenza. è annullabile e l'azione di annullamento può essere proposta nel termine di cinque anni da quando è stata posta in essere la violenza. Il timore reverenziale: è causa di annullamento del contratto se è fatto valere entro un mese dalla conclusione del contratto. è causa di annullamento del contratto se è essenziale e riconoscibile. è causa di annullamento del contratto se è fatto valere entro un anno dalla conclusione del contratto. non è causa di annullamento del contratto. Il dolo incidente: è causa di nullità del contratto. è causa di risarcimento del danno. è causa di rescindibilità del contratto. è causa di annullamento del contratto. Il contratto è annullabile: per vizi del consenso e per incapacità. solo per vizi del consenso. solo per incapacità. per mancanza dei requisiti essenziali. Tra le parti, la risoluzione per inadempimento: ha effetto retroattivo, salvo che il giudice disponga diversamente. ha sempre e comunque effetto retroattivo. ha effetto retroattivo, salvo il caso di contratti ad esecuzione continuata e periodica. non ha mai effetto retroattivo. Una volta proposta domanda di adempimento: può essere comunque chiesta la risoluzione ex art. 1447 c.c. può essere comunque chiesta la risoluzione e il risarcimento danni ex art. 1453 c.c. non può essere chiesta la risoluzione ex art. 1453 c.c. non può essere chiesta la risoluzione ma può essere chiesto il risarcimento danni ex art. 1453 c.c. Una volta proposta domanda di risoluzione: può comunque essere chiesto l'adempimento ex art. 1453 c.c. può comunque essere chiesto l'adempimento ex art. 1418 c.c. l'inadempiente può comunque adempiere la propria prestazione. non può più essere chiesto l'adempimento ex art. 1453 c.c. La diffida ad adempiere: è un'ipotesi di risoluzione per eccessiva onerosità. è un'ipotesi di violenza psichica. è un'ipotesi di risoluzione giudiziale. è un'ipotesi di risoluzione di diritto. Se scade il termine essenziale: per la risoluzione del contratto è necessaria la domanda giudiziale. la parte nel cui interesse il termine è fissato non può esigerne l'esecuzione. la sentenza che eventualmente pronuncia la risoluzione è costitutiva. la parte nel cui interesse il termine è fissato può comunque esigerne l'esecuzione dando notizia all'altra parte entro tre giorni dalla scadenza del termine. La risoluzione giudiziale, nei contratti con prestazioni corrispettive, può essere pronunciata: se l'inadempimento è di non scarsa importanza (cd. inadempimento grave), avuto riguardo all'interesse della parte non inadempiente. se l'inadempimento è superiore del cinque per cento del valore della prestazione non adempiuta. anche se si verifica un inadempimento lieve. a semplice richiesta di una delle parti. Nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, se la prestazione è divenuta eccessivamente onerosa: la parte può chiedere la risoluzione se l'eccessiva onerosità sia dovuta al verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili. la parte può sempre chiedere la risoluzione. la parte non può mai chiedere la risoluzione in ossequio al principio della intangibilità del vincolo contrattuale. la parte non può chiedere la risoluzione, salvo che l'eccessiva onerosità sia imputabile a colpa della parte. Se uno dei contraenti non adempie le proprie obbligazioni, l'altro: può, a sua scelta, chiedere l'adempimento o il risarcimento del danno. può, a sua scelta, chiedere la rescissione o la risoluzione, salvo in ogni caso il risarcimento del danno. può, a sua scelta, chiedere l'adempimento o la risoluzione, ma non il risarcimento del danno. può, a sua scelta, chiedere l'adempimento o la risoluzione, salvo in ogni caso il risarcimento del danno. La riconduzione ad equità del contratto: è prevista con riferimento alla risoluzione per impossibilità sopravvenuta. non è mai prevista dal codice civile con riferimento alla risoluzione. è prevista con riferimento alla risoluzione per inadempimento. è prevista con riferimento alla risoluzione per eccessiva onerosità. Il contratto può essere risolto: per inadempimento, per impossibilità sopravvenuta, per eccessiva onerosità. per incapacità, per vizi del consenso, per stato di bisogno. per stato di bisogno, per stato di pericolo, per inadempimento, per eccessiva onerosità. per inadempimento e per eccessiva onerosità. La crisi del rapporto giuridico relativo: non è logicamente concepibile. non può mai determinare alcun obbligo risarcitorio. può determinare responsabilità civile del debitore. può determinare responsabilità civile per fatto illecito. Il rapporto giuridico assoluto: è il rapporto tra obbligazione e diritto soggettivo assoluto. è il rapporto tra dovere e diritto soggettivo relativo. è il rapporto tra obbligazione e diritto soggettivo relativo. è il rapporto tra dovere e diritto soggettivo assoluto. In caso di accertamento della responsabilità civile: solo nel caso di responsabilità civile per fatto illecito sorge l'obbligo risarcitorio. il danno prodotto non è mai risarcibile. solo nel caso di responsabilità civile del debitore sorge l'obbligo risarcitorio. a prescindere dalla natura della responsabilità (per fatto illecito o civile del debitore) la conseguenza è sempre la medesima: l'obbligo di risarcire il danno prodotto. La responsabilità civile per fatto illecito: è nata per tutelare il rapporto giuridico assoluto ma si è progressivamente evoluta, per il tramite dell'interpretazione di dottrina e giurisprudenza, a tutela di altri rapporti giuridici (come il rapporto giuridico relativo). è disciplinata dall'art. 1218 c.c. è posta, anche oggi, esclusivamente a tutela del rapporto giuridico assoluto. è nata per tutelare il rapporto giuridico relativo ma si è progressivamente evoluta, per il tramite dell'interpretazione di dottrina e giurisprudenza, a tutela di altri rapporti giuridici (come il rapporto giuridico assoluto). L'elemento soggettivo della responsabilità civile per fatto illecito si compone di: imputabilità. colpevolezza. fatto, danno ingiusto, nesso di causalità. imputabilità e colpevolezza. Alla situazione favorevole di diritto soggettivo relativo corrisponde la situazione sfavorevole di: dovere. obbligo / obbligazione a seconda del contenuto non patrimoniale o patrimoniale della prestazione. onere. soggezione. L'accertamento della responsabilità civile comporta l'obbligo da parte del danneggiante di risarcire il danno al danneggiato. Pertanto: il danneggiante diviene titolare di una situazione giuridica soggettiva di obbligazione e il danneggiato di una situazione giuridica soggettiva di diritto soggettivo relativo (di credito). il danneggiante diviene titolare di una situazione giuridica soggettiva di soggezione e il danneggiato di una situazione giuridica soggettiva di diritto potestativo. il danneggiante diviene titolare di una situazione giuridica soggettiva di dovere e il danneggiato di una situazione giuridica soggettiva di diritto soggettivo assoluto. il danneggiante diviene titolare di una situazione giuridica soggettiva di obbligazione e il danneggiato di una situazione giuridica soggettiva di diritto soggettivo assoluto. La lesione di un diritto della personalità (ad es., del diritto al nome): può determinare responsabilità civile per fatto illecito. determina esclusivamente responsabilità amministrativa. non può mai determinare responsabilità civile per fatto illecito. determina la nascita di un'obbligazione naturale. Con il termine "responsabilità speciali": si fa riferimento alla responsabilità amministrativa. si fa riferimento alla responsabilità penale. si fa riferimento ad ipotesi di responsabilità civile per fatto illecito che derogano rispetto al modello generale rappresentato dall'art. 2043 c.c. (ad es., per via di un criterio di imputazione del fatto diverso). si fa riferimento alla responsabilità civile del debitore. Il fatto illecito di cui all'art. 2043 c.c.: è contraddistinto dalla tipicità. si incentra esclusivamente su condotte predeterminate. è contraddistinto dalla atipicità. equivale al fatto illecito previsto e puntio dal diritto penale. Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona: è tenuto sempre e solo alla restituzione dell'indebito. ha ricevuto una donazione che può essere revocata per ingratitudine. è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare il depauperato della correlativa diminuzione patrimoniale. deve nominare chi lo ha arricchito quale erede universale. L'esecuzione di un pagamento privo di giustificazione, cioè privo di titolo, costituisce: un indebito oggettivo. un atto di liberalità. una donazione. un indebito soggettivo. La promessa di pagamento: non può essere rivolta ad un soggetto determinato. dispensa colui a favore del quale è stata fatta dell'onere di provare il rapporto fondamentale. è priva di effetti se non viene accettata dal destinatario. è un contratto bilaterale. Un soggetto, rivolgendosi al pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione. Si è in presenza di: promessa al pubblico. ricognizione del debito. promessa di pagamento. gestione di affari. Se un soggetto, senza esservi obbligato, assume scientemente la gestione di un affare altrui: non è obbligato a compiere diligentemente gli atti. compie un fatto illecito ed è tenuto a risarcire il danno all'interessato. è tenuto a continuarla e a portarla a termine finché l'interessato non sia in grado di provvedervi da se stesso. non è tenuto a continuarla. Il gestore di un affare altrui è soggetto alle stesse obbligazioni che deriverebbero: da un contratto di donazione. da un contratto di mandato. da un contratto di compravendita. da un contratto di agenzia. Se, nell'ambito di una gestione di affari altrui, l'interessato muore prima che l'affare sia terminato: permane, in capo al gestore, l'obbligo di continuare la gestione fin quando l'erede possa provvedervi direttamente. l'obbligo di continuare la gestione permane solo se vi sono eredi. la gestione di affare altrui si trasforma in un contratto di mandato. termina, automaticamente, l'obbligo di continuare la gestione. Quando la gestione di affari altrui è utilmente iniziata, l'interessato: deve pagare al gestore un corrispettivo pari a dieci volte l'opera dallo stesso prestata. può annullare tutti i contratti stipulati nel suo interesse. deve adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto in nome di lui. non deve adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto in nome di lui. |




