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Diritto Romano

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Diritto Romano

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domande diritto Romano

Creation Date: 2026/08/16

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Number of questions: 87

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Il ius civile (diritto civile): È il diritto consuetudinario, arricchito dall’interpretazione dei giuristi. È il diritto applicabile nelle transazioni commerciali tra cittadini romani e stranieri. È un diritto di creazione giurisprudenziale e coincide con il diritto onorario. È soltanto il diritto scritto, proveniente dalle leggi.

La ‘iurisprudentia’ giurisprudenza romana: È il prodotto dell’attività dei soli pontefici, nelle cui mani rimase per tutta l’età classica. È il prodotto dell’attività dei giuristi, prima sacerdoti e poi laici, e costituisce una fonte di produzione del diritto romano. È il prodotto dell’attività dei tribunali e dei giudici che emanano sentenze. È il prodotto dell’attività svolta da giuristi e imperatori, e assunse esclusivamente una forma scritta.

Il diritto onorario: ha una funzione adiuvante, correttiva e integrativa rispetto al diritto civile. Non ottenne mai una fissazione, conservando una funzione creativa sino all’epoca giustinianea. Era un diritto ‘chiuso’ nel testo dell’editto e non poteva essere arricchito da nuove forme di tutela. Ha una funzione residuale rispetto al diritto civile e non può in nessun caso sostituirlo.

Quale imperatore incaricò il giurista Salvio Giuliano di cristallizzare il testo dell’editto del pretore?. Costantino. Adriano. Augusto. Giustiniano.

Il Digesto di Giustiniano: è una raccolta di leggi, ossia di costituzioni imperiali. è una raccolta mista di leggi e di iura, con una finalità meramente pratica. è una raccolta di iura, ossia di pareri giurisprudenziali. è una raccolta di soli rescritti degli imperatori.

La prima raccolta ufficiale di costituzioni imperiali: prese il nome di codice Ermogeniano. fu realizzata da Giustiniano nel 534. prese il nome di codice Gregoriano. fu realizzata nel 438 d.C. da Teodosio II.

Le Novellae di Giustiniano: rappresentano una sorta di manuale istituzionale. raccolgono pareri giurisprudenziali. sono provvedimenti emanati da Giustiniano e dai suoi successori. sono le nuove leggi volute da imperatori precedenti a Giustiniano.

Il Codice giustinianeo: contiene pareri giurisprudenziali dal II secolo all’età di Costantino. contiene pareri giurisprudenziali dall’età di Augusto all’età dei Severi. contiene costituzioni imperiali dall’età di Adriano all’età di Giustiniano. contiene costituzioni imperiali dall’età di Augusto all’età di Giustiniano.

I commissari giustinianei, nella redazione del Digesto, intervennero sui testi: Solo laddove necessario per renderne attuale i contenuti, con interventi detti ‘interpolazioni’. Sempre e sistematicamente, al fine di rendere più armoniche le posizioni dei singoli giuristi. Mai, perché avevano indicazione di non modificarne in nessun modo i contenuti. Sempre e sistematicamente, eliminando qualunque residuo di discipline più antiche.

La ‘legis actio sacramento in personam’: Ha natura esecutiva ed è utilizzata per rapporti connessi al diritto sacro. Ha natura dichiarativa ed è utilizzata per la tutela di un diritto reale. Ha natura dichiarativa ed è utilizzata per la tutela di un diritto di obbligazione. Ha natura esecutiva ed è utilizzata se il convenuto condannato non avesse pagato la somma di denaro entro trenta giorni.

Il ‘sacramentum’ della legis actio sacramento: era un rametto di legno, una festuca, simboleggiante la lancia. era presente esclusivamente nella legis actio sacramento in personam. era una promessa solenne, accompagnata dalla consegna di una somma di denaro. era una solenne cerimonia che si svolgeva davanti al rex.

Il processo ‘per legis actiones’: si basava sullo schema flessibile della formula, approntata dal pretore. venne regolamentato dalla giurisprudenza, che enucleò i cinque schemi processuali. comprendeva un numero potenzialmente infinito di schemi processuali. si basava su un rigido formalismo e prevedeva la pronuncia di certa verba.

La legis actio per manus iniectionem: veniva utilizzata per la tutela di un diritto reale o di un diritto obbligatorio. si applicava ai debiti aventi ad oggetto una somma certa di denaro o una cosa determinata. aveva natura esecutiva e si utilizzava quando il convenuto, condannato nella sentenza, non avesse pagato nei trenta giorni successivi. veniva utilizzata per i debiti in denaro nascenti dal contratto di sponsio.

L’’eccezione’ (excéptio): è lo strumento di difesa del convenuto, che paralizza la pretesa dell’attore. è strutturata quale condizione negativa della demonstratio. è presente soltanto nelle formule delle azioni divisorie. racchiude la pretesa fatta valere dall’attore.

L’effetto devolutivo della litis contestatio: determina il passaggio della causa dalla fase dinanzi al magistrato alla fase davanti al giudice. esclude che l’azione possa essere ripetuta. cristallizza la situazione tra le parti, e su di essa il giudice avrebbe dovuto esprimersi. esclude che eventi successivi possano pregiudicare la pretesa dell’attore.

La clausola restitutoria: viene mantenuta nel processo cognitorio. è presente soltanto nelle azioni ‘in personam’. rappresenta un espediente con cui ottenere la restituzione della cosa, superando il principio della pecuniarietà della pena. compare nella formula come una condizione negativa della ‘intentio’.

Il cognitor: è un rappresentante processuale privo di mandato, un mero gestore di affari. doveva prestare una stipulazione di garanzia che il rappresentato ratificasse il suo operato. è un rappresentante processuale nominato ‘in iure’ con un solenne conferimento di poteri. è un rappresentante processuale nominato anche in assenza della controparte.

L’azione Publiciana: è un’azione utile. è un’azione con trasposizione di soggetti. è un’azione di buona fede. è un’azione fittizia.

Le azioni ‘in factum’: si caratterizzano per una divergenza tra il soggetto indicato nella intentio e quello indicato nella condemnatio. rientrano nella più ampia categoria delle azioni civili. rientrano nella più ampia categoria delle azioni pretorie o onorarie. rientrano nella categoria delle azioni fittizie.

Nei giudizi di stretto diritto: le formule sono fondate su rapporti già riconosciuti dal diritto civile. il giudice poteva valutare le ragioni delle parti con grande libertà. il giudice valutava se le parti avessero posto in essere comportamenti dolosi o minatori. il giudice è vincolato alla formula in modo rigido e il suo apprezzamento è vincolato a criteri fissi.

La differenza tra azioni ‘in rem’ e azioni ‘in personam’: È una distinzione che rileva esclusivamente sulla configurazione della formula, ma non ha una corrispondenza nel diritto sostanziale. Si applica esclusivamente ai contratti consensuali. Attiene alla natura del diritto soggettivo tutelato, reale o obbligatorio. È la traduzione processuale della distinzione tra contratti di stretto diritto e contratti di buona fede.

La bonorum distráctio: è il sistema più antico di vendita dei beni del debitore. era la vendita in blocco dei beni del debitore condannato. era la vendita dei singoli beni del debitore condannato. prevedeva la vendita di tutti i beni del debitore, anche oltre la somma non pagata.

Gli interdetti esibitori: normalmente prevedono il pagamento di una penale in denaro. sono destinati a ripristinare una precedente situazione di fatto. normalmente non prevedono il pagamento di una penale in denaro. sono finalizzati a vietare una condotta.

Il processo formulare: venne abolito tra il I e il II secolo d.C. venne formalmente abolito nel VI secolo con una costituzione di Giustiniano. venne formalmente abolito nel 342 d.C. con una costituzione di Costante e Costanzo. non venne mai formalmente abolito.

Le cognitiones extra ordinem: nascono come procedimenti speciali per singole materie. conservano la struttura bifasica del processo di età classica. nascono come sistema processuale generale. nascono come sistema processuale generale.

La teoria generale del negozio giuridico: venne recepita dai codici di tradizione romanistica. emerge dalla disciplina del codice civile italiano del 1942. emerge dalla disciplina del codice civile italiano del 1865. venne elaborata dalla Pandettistica sulla base delle fonti romane.

Il fatto giuridico: è una situazione di fatto tipica, dalla quale l’ordinamento fa derivare effetti giuridici. è una situazione di fatto sfornita di conseguenze giuridiche. è il prodotto della volontà umana valutato negativamente dall’ordinamento giuridico. è il prodotto della volontà umana valutato positivamente dall’ordinamento giuridico.

Quale tra le seguenti affermazioni descrive correttamente i fatti giuridici in senso stretto?. comprendono esclusivamente fenomeni naturali, come il decorso del tempo. sono eventi giuridici rilevanti solo se prodotti volontariamente. sono atti giuridici che derivano sempre da un’intenzione umana. sono situazioni in cui l'ordinamento giuridico tiene conto solo del risultato, indipendentemente dalla volontà umana.

La diffida: è un atto illecito. è un mero fatto. è un atto lecito non negoziale. è un atto lecito negoziale.

La procura: è un atto lecito non negoziale. è un atto lecito negoziale. è un atto illecito. è un mero fatto.

Il prestito di denaro o di altre cose fungibili: è lo scopo pratico tipico del contratto di compravendita. è lo scopo pratico tipico del contratto di mutuo. è lo scopo pratico tipico del contratto di deposito. è lo scopo pratico tipico del contratto di locazione.

è lo scopo pratico tipico del contratto di locazione. è la competenza del soggetto a ottenere gli effetti giuridici del predisposto regolamento agli interessi. è la funzione socialmente utile che ne caratterizza il tipo. è il regolamento precettivo di interessi. è la determinazione di volontà che si sia manifestata.

La forma del negozio giuridico: c’è in ogni caso in cui non rileva il silenzio ai fini negoziali. c’è sempre, ma solo in taluni casi ne viene prescritta una specifica. c’è soltanto quando la manifestazione di volontà è un comportamento. c’è soltanto quando la manifestazione di volontà è una dichiarazione.

Le forme ad probationem: sono richieste come mezzo per documentare l'esistenza della dichiarazione. rendono il negozio produttivo di effetti giuridici. hanno un valore costitutivo. sono sempre forme generiche.

L’apposizione di un termine a un ‘actus legitimus’: rende annullabile l’atto. si ha come non effettuata. è sempre ammessa. rende nullo l’atto.

Gli elementi accidentali o accessori del negozio giuridico: sono le normali conseguenze che l’ordinamento giuridico trae dal regolamento di interessi. modificano la causa del negozio giuridico. sono sempre previsti dalle parti. modificano il contenuto del regolamento di interessi negoziale.

La condizione: può essere iniziale o finale. è la previsione di un evento futuro e certo. è apponibile a qualunque tipo di negozio. è la previsione di un evento futuro e obbiettivamente incerto.

I contratti: sono sempre unilaterali. possono essere negozi giuridici unilaterali o negozi giuridici bilaterali, dipende dalla manifestazione di volontà. sono sempre negozi giuridici bilaterali. sono sempre bilaterali.

La mancipatio: è un negozio causale. è un negozio astratto. è un negozio informale. è un negozio ‘mortis causa’.

La stipulatio: è un negozio giuridico unilaterale. è un contratto bilaterale. è un negozio giuridico bilaterale. è un negozio a titolo gratuito.

L’occupazione: è un diritto reale. è un negozio dichiarativo. è un contratto reale. è un negozio reale.

Il legato: è un negozio bilaterale. è un negozio ‘inter vivos’. è un negozio ‘mortis causa’. è un contratto unilaterale.

Nei negozi astratti: la causa è assente. la causa può essere diversa e non emerge dalla struttura del negozio stesso. la causa è sempre la stessa per i negozi di quel tipo. la causa emerge dalla struttura medesima del negozio.

Cosa si intende per "negozio claudicante"?. un negozio che, anche se nullo, produce effetti positivi per entrambe le parti coinvolte. un negozio che produce effetti solo a carico della controparte e non del soggetto che lo ha concluso, come nel caso di un contratto firmato da un pupillo senza l'auctóritas del tutore. un negozio che non è efficace e che può essere dichiarato nullo con una specifica azione. un negozio che può produrre effetti positivi solo per il soggetto che lo ha concluso.

Qual è la definizione di inefficacia in senso lato di un negozio giuridico?. il negozio che è sempre valido, ma improduttivo di effetti per motivi interni. il negozio che, per qualsiasi causa, non è idoneo a spiegare in modo durevole tutti gli effetti che il diritto obbiettivo ricollega al tipo cui esso appartiene. il negozio che non possiede alcun elemento costitutivo. il negozio che produce effetti temporanei per una causa esterna.

Che cosa si intende per invalidità di un negozio giuridico?. quando il negozio è valido, ma non produce effetti a causa di circostanze estrinseche. quando un contratto è sempre privo di valore legale. quando il negozio è inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene a causa di un difetto intrinseco. quando un negozio giuridico manca di qualsiasi elemento accessorio.

Quale di questi è un esempio di revoca del negozio nel diritto classico?. la rescissione del negozio concluso dal minore di venticinque anni. la dichiarazione di inefficacia degli atti di disposizione compiuti dal debitore in frode dei propri creditori. la stipulazione di un nuovo contratto che annulla il precedente. la modifica consensuale di un testamento.

Quale di questi è un esempio di rescissione del negozio?. l’annullamento del negozio concluso dal minore di venticinque anni. la revoca degli atti di disposizione compiuti in frode ai creditori. la querélla inofficiósi testaménti contro un testamento ingiusto. la restituzione di un bene per accordo tra le parti.

Quale delle seguenti situazioni negoziali rappresenta un’ipotesi di inefficacia in senso stretto?. l'azione diretta a constatare la nullità del negozio. la mancanza di un elemento costitutivo del negozio. la presenza di un vizio in uno degli elementi costitutivi del negozio. il mancato avverarsi dell'evento elevato a condizione sospensiva.

Quali erano gli strumenti a disposizione del pretore per intervenire su un negozio valido, ma viziato?. il pretore poteva dichiarare nullo il negozio valido ‘iure civili’. il pretore poteva concedere eccezioni, remissioni in pristino, denegátio actionis e, in certi casi, una vera azione. il pretore non poteva intervenire su negozi validi, ma solo su quelli nulli. il pretore poteva annullare il negozio senza che fosse richiesta alcuna azione.

Quale tra le seguenti situazioni impedisce la produzione degli effetti giuridici di un negozio giuridico a causa di una mancanza nei presupposti?. la mancanza della capacità di agire del soggetto, come ad esempio nel caso di un atto giuridico compiuto da un minore di età. la situazione in cui l'oggetto del negozio è di natura esclusivamente commerciale. il caso in cui il negozio sia redatto in una lingua straniera. l’ipotesi in cui l'oggetto del negozio risulti troppo costoso.

In quale caso un negozio giuridico è invalido perché non configura un precetto dell'autonomia privata?. quando il negozio è concluso con una condizione sospensiva. quando il negozio è conforme alle tipologie previste dal diritto classico. quando una vendita è contratta senza prezzo effettivo. quando un contratto viene stipulato con tutte le formalità richieste dalla legge.

Qual è la conseguenza in caso di violazione di una lex detta ‘perfécta’?. nessuna conseguenza. l'irrogazione di una pena pecuniaria. la nullità del negozio. la validità del negozio sul mero piano del diritto pretorio.

Che cosa accade quando manca la forma solenne prescritta dall'ordinamento giuridico per il riconoscimento di un negozio?. il negozio è valido, ma non produce effetti giuridici. la pena pecuniaria è applicata. la nullità ‘iure civíli’ del negozio. il negozio diventa valido solo sul piano del diritto pretorio.

Quale tra i seguenti casi descrive una manifestazione di volontà che appare esteriormente come tale, ma che in realtà non corrisponde a una volontà idonea?. una manifestazione compiuta in stato di ipnosi o sonnambulismo. una manifestazione di volontà come risultato di un contratto firmato volontariamente. una manifestazione di volontà effettuata liberamente e consapevolmente. una manifestazione di volontà in risposta a una proposta negoziale chiara.

Quale delle seguenti situazioni descrive una discrepanza inconsapevole tra la determinazione del volere e la manifestazione della volontà?. incongruenza tra manifestazioni reciproche di volontà (dissenso o malinteso). un errore ostativo, o errore sulla manifestazione. la manifestazione imposta da violenza fisica. errori dovuti a riserva mentale.

Quali sono i presupposti del negozio giuridico che, se mancanti o insufficienti, causano la nullità del negozio?. la volontà del soggetto e la capacità di fare testamento. determinazione di volontà, contenuto e causa. capacità di agire, idoneità dell'oggetto e legittimazione. la validità dell’oggetto e della manifestazione di volontà.

Quale tipo di errore si verifica quando un soggetto confonde l'identità della persona con cui sta contrattando?. error in negótio. error in persóna. error in córpore. error in causa.

Che conseguenza ha l’errore nella determinazione del volere?. il negozio è nullo, poiché la volontà non è stata determinata correttamente. il negozio è sempre nullo, indipendentemente dalla gravità dell'errore. il negozio è valido solo se il motivo perturbante è molto grave. il negozio è valido, poiché il motivo perturbante non influisce sulla validità del negozio.

In quale situazione si verifica un errore sull'oggetto del negozio, come nel caso in cui si indichi il fondo sbagliato per una vendita?. error in córpore. error in negótio. error in documento. error in persóna.

Che cosa caratterizza l’errore in substantia?. l’errore riguarda solo il prezzo della cosa. l’errore riguarda l'identificazione materiale della cosa. l’errore riguarda solo la dimensione fisica dell’oggetto. l’errore riguarda una qualità essenziale della cosa che determina la sua funzione economico-sociale.

In quale situazione l'errore ostativo diventa rilevante in un negozio inter vívos?. quando l'errore non può essere rettificato in alcun modo. quando l'errore è comune a entrambe le parti, ma non riconoscibile. quando l'errore è esternamente riconoscibile e plausibile. quando entrambe le parti hanno commesso lo stesso errore.

Come venivano trattati dolo e violenza nel diritto giustinianeo?. non venivano considerati in alcun modo. venivano considerati vizi della volontà, ma i negozi restavano validi. i negozi erano considerati viziati e nulli. erano considerati atti illeciti, con annullamento automatico del negozio.

Quale era il ruolo del ‘procurator omnium rerum’ nel diritto romano?. gestiva tutti gli affari e il patrimonio del dominus. si occupava esclusivamente di atti singoli, non di tutta la gestione del patrimonio. era incaricato di rappresentare l’interessato in un processo legale. gestiva solo gli acquisti effettuati dai soggetti a potestà.

Nel caso della responsabilità adiettizia, chi è responsabile per le obbligazioni assunte dalle persone sotto la sua potestà?. lo schiavo. il pretore. il paterfamilias. il filiusfamilias.

Nelle ipotesi di sostituzione negoziale, qual è il sistema, elaborato dal diritto pretorio, che determina la produzione di effetti giuridici sia in capo al sostituto che in capo all’interessato?. il sistema della responsabilità adiettizia. il sistema della rappresentanza. il sistema della responsabilità naturale. il sistema della responsabilità civile.

Qual è la principale differenza tra il nuncius e altre figure di sostituzione nel negozio giuridico?. Il nuncius è un semplice intermediario che trasmette la volontà dell'interessato, senza influire direttamente sulla conclusione del negozio. Il nuncius è responsabile dei presupposti del negozio e delle sue eventuali anormalità. Il nuncius conclude il negozio in modo autonomo, prendendo decisioni per conto dell'interessato. Il nuncius assume la paternità del negozio e regolamenta gli interessi in modo indipendente.

Cosa accade quando un atto illecito lede sia un interesse pubblico sia un interesse privato?. si applicano sia le sanzioni del diritto pubblico sia quelle del diritto privato. si annulla l’effetto dell’illecito privato. si applicano esclusivamente le sanzioni del diritto pubblico. si considera l’atto illecito solo nel contesto pubblico.

Qual è la funzione principale della sanzione repressiva?. ripristinare lo stato di fatto conforme al precetto violato. eliminare le conseguenze lesive dell’atto illecito. garantire l’equivalenza economica in caso di perdita di un bene. infliggere un male al trasgressore senza preoccuparsi di riparare la lesione economica dell’interesse leso.

Qual è la differenza principale tra dolo e colpa nell'imputabilità?. dolo e colpa hanno significati identici come criteri di imputabilità. il dolo si basa su un nesso causale, mentre la colpa riguarda la coscienza del torto. la colpa presuppone la previsione delle conseguenze lesive, mentre il dolo riguarda solo il nesso causale. il dolo implica la volontarietà dell’azione e la previsione delle conseguenze lesive, mentre la colpa presuppone solo la volontarietà dell’azione senza la previsione delle conseguenze.

Qual è una delle principali differenze tra illecito pubblico e illecito privato nel diritto romano e moderno?. il tipo di sanzione e il modo con cui viene applicata. l’illecito pubblico è deciso unicamente dal titolare dell’interesse leso. l’illecito privato coinvolge solamente interessi economici. l’assenza di una sanzione per l’illecito privato.

Qual è la differenza tra un atto illecito e un atto semplicemente illegale?. l'atto illecito si riferisce a violazioni di norme internazionali, mentre l'atto illegale riguarda solo norme locali. l'atto illecito è contrario alla morale, mentre l'atto illegale è contrario alle norme religiose. l'atto illecito comporta una sanzione giuridica, mentre l'atto illegale è privo della protezione del diritto senza prevedere sanzioni. l'atto illecito non prevede conseguenze giuridiche, mentre l'atto illegale comporta sempre una sanzione.

06. Quale tra le seguenti affermazioni definisce correttamente un atto illecito?. un atto semplicemente contrario alle norme di buona educazione, senza rilevanza giuridica. un atto che è sempre legittimo in presenza di consenso da parte del titolare dell'interesse leso. un atto riprovato dal diritto perché viola un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. un atto che non produce conseguenze giuridiche per inosservanza di un onere.

Nel diritto romano, come si differenziano gli illeciti pubblici (crimina) dagli illeciti privati (delicta)?. per il tipo di sanzione, il modo di applicarla e la persona che prende l'iniziativa dell'applicazione. per il numero di parti coinvolte e l'età dei responsabili. per il tipo di reato e la gravità del danno. per il tipo di interesse coinvolto e la durata della sanzione.

L’actio legis Aquiliae, ossia l’azione basata sulla legge Aquilia: è un’azione penale, ma avente anche una funzione risarcitoria. è un’azione esclusivamente penale, dovendosi ricorrere a un’azione reipersecutoria concorrente per ottenere il risarcimento del danno. è un’azione onoraria. è un’azione tipicamente reipersecutoria.

In seguito al matrimonio: tra marito e moglie si instaura un rapporto di affinità. tra marito e moglie si instaura un rapporto di coniugio, che non è una parentela. tra marito e moglie si instaura un legame di agnazione. tra marito e moglie si instaura un legame di cognizione.

L’agnazione: è un rapporto basato sulla parentela naturale. è la relazione parentale prevalente in età postclassica. viene meno in caso di emancipazione e adozione. è un vincolo che acquista rilevanza a partire dal IV secolo d.C.

La capacità di agire: non è in alcun modo dipendente dall’età. schiavi e figli di famiglia ne sono privi. non è mai posseduta da soggetti giuridicamente capaci. sottintende la capacità di intendere e di volere.

Il liberto: è detto anche ‘ingenuo’. non ha alcuna aspettativa successoria nei riguardi del patrono e viceversa. conserva un legame con il patrono, regolamentato solo in età giustinianea. conserva una serie di obbligazione nei confronti del patrono.

La legge Aelia Sentia: riconosceva lo status di Latini Iuniani. stabiliva un numero massimo di schiavi che si potevano manomettere per testamento. vietava le manomissioni in frode ai creditori. vietava le manomissioni compiute in favore di schiavi colpiti da pene infamanti.

Le manomissioni informali o pretorie: sono così definite perché la liberazione avveniva dinanzi al pretore e senza formalità. garantivano comunque l’acquisto dello stato di libero e di cittadino romano. sono così dette perché il pretore negava le azioni volte a riportare i manomessi nello stato servile. comprendono le manomissioni vindicta, censu e testamento.

L’editto di Caracalla o costituito Antoniniana: concede la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero. concede la cittadinanza romana a tutte le categorie di latini. concede la cittadinanza romana e la libertà a tutti gli abitanti dell’impero. concede la cittadinanza romana agli schiavi liberati informalmente.

I latini prisci: godevano di una posizione privilegiata, avevano ius conubii e ius commercii. non godevano né dello ius conubii né dello ius commercii. erano coloro che si erano iscritti alla lista dei partecipanti alle colonie latine. erano i liberti manomessi in forme non solenni.

L’adoptio: è compiuta nei confronti di un soggetto ‘sui iuris’. si verifica se un soggetto alieni iuris passa dalla patria potestas del padre naturale alla patria potestas di un altro soggetto. se ‘minus plena’ determina la rottura completa dei vincoli di parentela con la famiglia originaria. prevede che la patria potestà resti in capo al padre naturale.

Le persone ‘alieni iuris’: all’interno della famiglia romana, sono le persone sottoposte a un potere altrui, prive di capacità giuridica. all’interno della famiglia romana, sono le persone prive di capacità di agire, ma dotate di capacità giuridica. all’interno della famiglia romana, sono le persone che detengono tanto la capacità giuridica, quanto la capacità di agire. all’interno della famiglia romana, sono le persone dotate di autonomia giuridica e patrimoniale.

La coëmptio: si realizzava con il decorso di un anno dalle nozze. era una cerimonia religiosa che si svolge alla presenza di dieci testimoni. era una compravendita reale della moglie o della nuora. era una compravendita fittizia della moglie o della nuora.

Il ‘tempus lugendi’: se non rispettato, rendeva nullo il secondo matrimonio contratto dalla vedova. era una forma di regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi. aveva una durata di dodici mesi. era finalizzato a evitare l’incertezza della paternità di un eventuale figlio nato dopo lo stato vedovile.

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