option
Questions
ayuda
daypo
search.php

Disabilità Visiva File Marco

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
Disabilità Visiva File Marco

Description:
Disabilità visiva

Creation Date: 2026/01/31

Category: Others

Number of questions: 10

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

1) Quando si deve alfabetizzare in Braille un bambino ipovedente?. sempre, perché può rivelarsi utile. quando le difficoltà nella lettoscrittura compromettono la comprensione del testo. mai, perché potrebbe risultare discriminante nei confronti dei compagni. mai, perché vi è comunque un residuo visivo.

2) I bambini ciechi tardivi (divenuti tali dopo i 3 anni) generalmente non presentano i medesimi problemi cognitivi dei bambini ciechi precoci (divenuti tali prima dei 3 anni), grazie all’instaurarsi di : modalità di sviluppo tattile potenziate. sincronismi tra tatto e olfatto. coordinazioni intermodali precoci tra le diverse modalità percettive. organizzazioni motorie.

Nei bambini ciechi, il ritardo nello sviluppo cognitivo che si manifesta in fase preverbale e nelle prime fasi dello sviluppo verbale può essere pienamente compensato quando essi: sviluppano le proprie capacità motorie. comprendono verbalmente e cognitivamente i principi della classificazione. sviluppano le proprie capacità uditive. imparano ad imitare.

4) Nell’esperienza di apprendimento di una persona con deficit visivo ricorrono quasi ciclicamente 3 momenti essenziali: “dipendenza cognitiva”, scoperta guidata, scoperta autogestita. scoperta autogestita, scoperta guidata, autonomia. “dipendenza cognitiva”, scoperta autogestita, scoperta guidata. autonomia, “dipendenza cognitiva”, scoperta guidata.

5) All’interno di un corretto itinerario per la creazione di libri tattili (vedi modello di Paola Bonanomi), quale di queste fasi non è contemplata?. esperienza concreta, con raccolta e manipolazione di oggetti sul posto. creazione della “scatola dei ricordi”. creazione del “libro realtà ed immagini semplici” riferito ai vissuti. creazione di immagini astratte, di fantasia.

1. Indicare tra i comportamenti sotto riportati quello che non si configura come conseguenza della cecità: il dondolio del capo o di tutto il busto. la ricercatezza nel parlare. la deambulazione con le mani protese in avanti. il saltellare sul posto.

2. I condizionamenti secondari della cecità, detti anche “ciechismi”, sono generalmente imputabili: a specifiche patologie oculari. a disturbi della personalità. alla volontà di richiamare su di sè l’attenzione altrui. al disagio provocato da una cognizione spaziale carente.

3. Progettare l’intervento educativo nelle classi frequentate da alunni con disabilità visiva compete: al Consiglio di Classe in collaborazione con l’insegnante di sostegno. all’insegnante di sostegno. all’eventuale facilitatore se e quando ne è prevista la presenza a scuola. all’insegnante che svolge settimanalmente il maggior numero di ore di docenza nella classe 4.

4. L’intervento educativo nei confronti dell’alunno ipovedente va pensato e predisposto: tenendo conto della sua acuità visiva certificata. osservando le sue reazioni ai contrasti cromatici. riferendosi alla diagnosi dello specialista, nonchè alle risultanze emerse dall’osservazione accurata dei suoi comportamenti visivi. riferendosi alla dimensione dei caratteri che riesce a leggere più facilmente.

5. Indicare tra le seguenti affermazioni quella priva di fondamento: grazie al suo potere risolutivo, il tatto permette di riconoscere immediatamente qualsiasi forma. l’olfatto è particolarmente sensibile ad alcuni fenomeni atmosferici. l’udito è senso a distanza. l’apprendimento dell’uso corretto dei sensi vicarianti costituisce parte fondamentale dell’educazione degli alunni ciechi e ipovedenti gravi.

Report abuse