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Domande Disabilità 2

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Title of test:
Domande Disabilità 2

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Domande Disabilità solo Visiva

Creation Date: 2026/01/31

Category: Others

Number of questions: 25

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1. Nei bambini ciechi, il ritardo nello sviluppo cognitivo che si manifesta in fase preverbale e nelle prime fasi dello sviluppo verbale può essere pienamente compensato quando essi: Sviluppano le proprie capacità motorie. Comprendono verbalmente e cognitivamente i principi della classificazione. Sviluppano le proprie capacità uditive. Imparano ad imitare.

2. Nel bambino ipovedente congenito o precoce, la visione per indizi è: Un processo di conoscenza basato su informazioni visive guidato da concetti che richiede una grande elaborazione cognitiva. Una modalità di visione da disincentivare perchè confusiva. Un processo immaginativo basato su descrizioni verbali ricevute. Un particolare tipo di percezione deficitaria.

3. Nella classificazione dei movimenti delle mani di Lederman e Klatzky, i movimenti laterali (ripetitivi, avanti e indietro, tangenziali su una superficie)sono finalizzati principalmente alla percezione di: Proprietà termiche. Peso. Cedevolezza o durezza. Struttura di un oggetto rigido e texture.

4. Il Braille si adatta pienamente a strutture e disposizioni di recettori tattili chiamati corpuscoli di Meissner, presenti: In tutte le dita della mano destra. Principalmente nella prima falange di pollice, indice e medio. Principalmente in tutto il pollice, indice e medio. Principalmente nel medio, anulare e mignolo.

5. All’interno di un corretto itinerario per la creazione di libri tattili (Bonanomi) quale di queste fasi non è contemplata?. Esperienza concreta, con raccolta e manipolazione di oggetti sul posto. Creazione della “scatola dei ricordi”. Creazione di immagini astratte, di fantasia. Creazione del “libro realtà ad immagini semplici” riferito ai vissuti.

6) La padronanza dei concetti topologici da parte dell’alunno cieco totale e parziale è indispensabile anzitutto per: Potersi muovere da solo negli spazi noti. Comprendere la struttura del sistema Braille e apprendere e gestire in autonomia il suo rapporto con lo spazio. Partecipare attivamente alle lezioni di Educazione Fisica. Apprendere con profitto la geometria.

7) Educare fin dai primi anni di vita il bambino cieco o ipovedente grave a toccare giova a: Renderlo consapevole dei limiti imposti dal deficit. Renderlo consapevole delle capacità compensative insite nel tatto. Fargli acquisire abilità che gli consentono di svolgere da grande un lavoro manuale. Abbassare il rischio che nel tempo egli sia indotto a coltivare curiosità morbose.

8) Un metodo valido per verificare le abilità acquisite dall’alunno con deficit visivo grave e totale nell’area delle autonomie e la congruità delle sue rappresentazioni mentali e spazio-temporali consiste nel: Chiedergli di riprodurre in rilievo, servendosi degli appositi sussidi, la pianta della sua abitazione. Fargli compiere da solo un determinato percorso non conosciuto. Invitarlo a descrivere nei dettagli un percorso conosciuto o le modalità di esecuzione di un’incombenza pratica. Invitarlo a riprodurre in rilievo, servendosi degli appositi sussidi, un oggetto familiare.

9) E’ consigliabile avviare l’alunno disabile della vista all’uso del computer e delle tecnologie assistive: A partire dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia. A partire dalla scuola primaria. Al momento del suo ingresso nella scuola secondaria di primo grado. A partire dal momento in cui dimostra di avere acquisito le abilità che concorrono a formare l’area delle autonomie.

10) Nella predisposizione e attuazione dell’intervento educativo a favoredell’alunno ipovedente lieve e medio è imprescindibile: Osservare sulla base di protocolli specifici i suoi comportamenti visivi emotori. Conoscere l’acuità della sua percezione visiva. Dotarlo di testi a caratteri ingranditi. Conoscere l’origine del suo deficit.

11) scuola primaria, per il bambino ipovedente: alfabetizzazione in nero o in braille? il b/o…. è talmente assorbito dal gravoso compito di leggere le singole… non riuscire a comporre la parola. è talmente assorbito dal gravoso compito di leggere le singole… non riuscire a comprendere il senso delle frasi. non riesce a rileggere quanto ha scritto. può essere alfabetizzato in braille sia in braille che in nero ( a distanza di poco) (attività proposta anche ai ciechi per alcune necessità, es..) decisione da prendere in equipe possibili resistenze della famiglia.

12) i bambini ciechi e ipovedenti gravi possono disegnare utilizzando (segnarela risposta errata): piano a canalature. piano in velcro. fili colorati. wikki stix. piano in gomma.

13) nel progettare e attuare gli interventi educativi e didattici rivolti all’alunnocon deficit visivo, è opportuno riferirsi: alla diagnosi funzionale redatta dall ‘equipe multidisciplinare dell’ASL o ULSS di competenza. alla classificazione delle minorazioni visive di cui alla legge 3 aprlie2001 n 138. alla diagnosi redatta dall’oftalmologo. sia alla diagnosi redatta dall’oftalmologo, sia alla diagnosi funzionale redatta dall’equipe multidisciplinare dell’asl o ulss di competenza, unitamente ai risultati che emergono dall’osservazione accurata dei comportamenti visivi e motori del bambino.

14) nelle persone cieche dalla nascita, le immagini mentali. possono formarsi basandosi prioritariamente sull’immaginazione e la fantasia. possono formarsi, risultando compromesse qualitativamente e quantitativamente. possono formarsi su una base percettiva diversa, tramite l’ascolto, il tatto e il senso aptico. non possono formarsi, derivando dalla visione.

15) la valutazione della funzionalità visiva di una persona ipovedente serve a definire come essa usa la vista osservando i seguenti aspetti. quali fonti di illuminazione aumentano e quali diminuiscono le difficoltà percettive. il rispetto ed il corretto utilizzo dei giochi. l’affaticamento visivo. a quale distanza individua un oggetto o una persona e ne percepisce il movimento.

16) il requisito indispensabile che la persona cieca deve possedere per orientarsi correttamente nello spazio consiste nel sapere. individuare la presenza di esalazioni in grado di compromettere la sua incolumità. riconoscere attraverso l’udito gli oggetti in movimento e saperne definire provenienza e direzione. distinguere le fonti luminose naturali da quelle artificiali. camminare contando i passi cos’ da poter stabilire e identificare punti di riferimento stabili.

17) Soprattutto durante l’età evolutive e l’adolescenza, il soggetto con visione gravemente compromessa ha tendenza a: vantare il possesso di abilità cognitive e/o competenze superiori a quelle dei compagni. ricorrere spontaneamente all’uso dei canali sensoriali definiti “vicarianti”. attribuire gli eventuali insuccessi scolastici alla propria condizione visiva. sottostimare le difficoltà incontrate a causa del deficit, e sovrastimare la capacità visiva posseduta.

18) quando si deve alfabetizzare in braille un bambino ipovedente?. sempre, perchè può rivelarsi utile. quando le difficoltà nella letto scrittura compromettono la comprensione. mai, perchè potrebbe risultare discriminante nei confronti dei compagni. mai, perchè vi è comunque un residuo visivo.

19) i bambini ciechi tardivi (divenuti tali dopo i 3 anni) generalmente non presentano i medesimi problemi cognitivi dei bambini ciechi precoci (divenutitali prima dei 3 anni), grazie all’instaurarsi di: modalità di sviluppo tattile potenziale. sincronismi tra tatto e olfatto. coordinazioni intermodali precoci tra le diverse modalità percettive. organizzazioni motorie.

20) progettare l’intervento educativo nelle classi frequentate da alunni con disabilità visiva compete 2018. al consiglio di classe in collaborazione con l’insegnante di sostegno. all’insegnante di sostegno. all’eventuale facilitatore se e quando ne è prevista la presenza a scuola. all’insegnante che svolge settimanalmente il maggior numero di ore di docenza nella classe.

21) l’intervento educativo nei confronti dell’alunno ipovedente va pensato e predisposto 2018. tenendo conto della sua acuità visiva certificata. osservando le sue reazioni ai contrasti cromatici. riferendosi alla diagnosi dello specialista. nonchè alle risultanze emerse dall’osservazione dei suoi comportamenti visivi. riferendosi alla dimensione dei caratteri che riesce a leggere più facilmente.

22) indicare tra le seguenti affermazioni quella priva di fondamento 2018. grazie al suo potere risolutivo, il tatto permette di riconoscere immediatamente qualsiasi forma. l’olfatto è particolarmente sensibile ad alcuni fenomeni atmosferici. l’udito è senso a distanza. l’apprendimento dell’uso corretto dei sensi vicarianti costituisce parte fondamentale dell’educazione degli alunni ciechi e ipovedenti gravi.

23) indicare tra i comportamenti sotto riportati quello che non si configuracome conseguenza della cecità 2018. il dondolio del capo o di tutto il busto. la ricercatezza nel parlare. la deambulazione con le mani protese in avanti. il saltellare sul posto.

24) i condizionamenti secondari della cecità detti anche “ciechismi” sono generalmente imputabili. a specifiche patologie oculari. a disturbi della personalità. alla volontà di richiamare su di sè l’attenzione altrui. al disagio provocato da una cognizione spaziale carente.

25) nell’esperienza di apprendimento di una persona con deficit visivo ricorrono quasi ciclicamente 3 momenti essenziali. "dipendenza cognitiva”, scoperta guidata, scoperta autogestita. scoperta autogestita, scoperta guidata, autonomia. “dipendenza cognitiva”, scoperta autogestita, scoperta guidata. autonomia, “dipendenza cognitiva”, scoperta guidata.

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