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Domande paniere an

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Domande paniere an

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domande paniere an

Creation Date: 2026/05/23

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Con riferimento alla redazione del bilancio il codice civile: Fornisce indicazioni di dettaglio sui principi di redazione del bilancio ed è a cura dell’organismo italiano contabilità. detta tutte le norme di dettaglio per la redazione del bilancio sulla base dei principi contabili nazionali ed internazionali. detta i principi di fondo e i principi di redazione del bilancio. È il risultato del processo di armonizzazione contabile internazionale.

Un’azienda che ha attività per un valore di 100.000 euro e patrimonio netto per un valore di 50.000 euro avrà: Passività verso terzi per 100.000 euro. sia il totale attivo che il totale passivo a pari 150.000 euro. passività verso terzi per 150.000 euro. passività verso terzi per 50.000 euro.

Quale dei seguenti non è un effetto della armonizzazione contabile internazionale: La possibilità per gli investitori di valutare l’opportunità di investimento in aziende straniere. fare in modo che tutte le aziende europee di pari dimensioni abbiano performance economico-finanziarie simili. La possibilità per le aziende di valutare le performance dei propri competitors a livello globale. la possibilità per le aziende di operare in diverse paesi.

Nell’ambito dei principi di redazione del bilancio la differenza sostanziale tra il codice civile ed i principi contabili nazionali è che. I principi contabili nazionali forniscono i principi di fondo mentre il codice civile entra nel dettaglio su specifiche fattispecie. il codice civile non entra nel merito dei principi di redazione del bilancio a differenza dei principi contabili nazionali. il codice civile fornisce i principi di fondo mentre i principi contabili nazionali entrano nel dettaglio su specifiche fattispecie. Non c’è nessuna differenza.

Un’azienda che ha attività per un valore di 30.000 euro e passività verso terzi per 80.000 euro avrà: Un deficit di patrimonio netto di 50.000 euro. Un patrimonio netto di 80.000 euro. un patrimonio netto di 50.000 euro. un patrimonio netto di 30.000 euro.

Qual è il fenomeno principale che ha portato all’armonizzazione contabile internazionale. La globalizzazione. L’inflazione. la competizione. la delocalizzazione.

I due elementi a cui fa riferimento il principio del duplice aspetto sono. L’attivo dello stato patrimoniale e l’utile del conto economico. i costi ed i ricavi. i costi e i debiti da un lato i ricavi e i crediti dall’altro. l’attivo dello stato patrimoniale e la somma del capitale di terzi + patrimonio netto.

Secondo il principio del duplice aspetto. Attività - capitale di terzi = patrimonio netto. ricavi + costi = utile. attività + passività = pareggio di bilancio. ricavi - costi = utile.

Cosa prevede il principio del duplice aspetto. Che il bilancio contiene due principali aspetti quello economico (conto economico) e quello patrimoniale (Stato patrimoniale). che le attività dello stato patrimoniale corrispondono ai ricavi del conto economico. che le scritture contabili devono essere composte da una sezione dare e da una sezione avere. che le attività e le passività dello stato patrimoniali si eguagliano.

Attraverso quali strumenti si svolge il processo di armonizzazione contabile. Direttive europee. autonoma individuazione da parte dei singoli paesi di nuovi criteri di valutazione. Iniziative autonome di confronto tra singoli paesi. deroghe sul codice civile.

Secondo il principio della misurazione monetaria: L’unità di misura dei costi e dei ricavi è il denaro moneta l’unità di misura delle attività e delle passività è il credito o il debito. l’unità di misura delle attività è il denaro mentre l’unità di misura delle passività è il numero di conferimenti dei soci. l’unità di misura delle poste del bilancio non può e non deve essere omogenea. l’unità di misura di tutte le poste del bilancio deve essere omogenea.

Uno dei limiti della contabilità che si evince dal principio della misurazione monetaria è: L’incapacità di misurare valori di bilancio stimati. l’incapacità di misurare il capitale proprio. l’incapacità di misurare il capitale di terzi. l’incapacità di misurare valori di bilancio intangibili.

Dal principio della misurazione monetaria consegue che: La contabilità è in grado di rappresentare soltanto valori esprimibili in termini monetari. La contabilità non è in grado di rappresentare i valori esprimibili in termini monetari. la contabilità è in grado di rappresentare tutti i valori anche quelli intangibili non esprimibili in termini monetari. la contabilità può rappresentare solo valori intangibili.

Il principio della misurazione monetaria è detto anche principio di: Duplice aspetto. eterogeneità. intangibilità. omogeneità.

Il principio dell’identità giuridica distinta stabilisce che: Un’azienda ha una propria identità giuridica che coincide con quella delle persone che la amministrano. l’azienda ha una propria identità giuridica distinta da quella delle persone che la amministrano. Un’azienda ha identità giuridica solo se non vi sono persone al suo interno. ogni persona che opera in una azienda ha due identità giuridiche una propria e un aziendale.

In virtù del principio dell’identità giuridica distinta se il proprietario di un’azienda preleva dalla cassa aziendale 1.000 euro: Ha ridotto il proprio patrimonio personale. ha aumentato il proprio patrimonio personale ma ha ridotto quello dell’azienda. ha aumentato il patrimonio dell’azienda. ha aumentato il patrimonio dell’azienda ma ha ridotto quello personale.

In virtù del principio dell’identità giuridica distinta: nessuna delle altre risposte. il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono considerati appartenenti alla medesima entità. il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono considerati appartenenti a due entità distinte. Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono esattamente identici.

Secondo il principio dell’identità giuridica distinta: La contabilizzazione dei prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale è superflua. è necessario contabilizzare i prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale per non compromettere la verità del bilancio. I prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale devono essere contabilizzati solo se ritenuto necessario dai soci. non occorre contabilizzare i prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale in esenti il patrimonio dell’azienda e quello del proprietario sono coincidenti.

Il principio dell’identità giuridica distinta si applica: Solo alle società quotate. a tutte le aziende qualunque sia la forma giuridica. solo alle società di capitale. solo alle società di persone.

Cosa garantisce il principio della misurazione monetaria: Nessuna delle altre risposte. che i costi ed i ricavi siano sempre misurati da una movimentazione di moneta. che l’utile sia espressione delle movimentazioni di denaro che si sono avute nel corso dell’esericizio. che le poste di bilancio siano espresse con la stessa unità di misura.

Cosa si intende per “valutazione al fare value”: Valutazione per cassa. valutazione al costo di mercato. valutazione al valore di mercato. Valutazione al costo di acquisto.

Per quale delle seguenti attività è possibile ottenere un valore immediato e oggettivo al 31/12. Impianti. macchinari. fabbricati. banca c/c.

In genere applicando il criterio del costo: Si ottiene una rappresentazione di bilancio più prudenziale rispetto al criterio del valore di mercato. Si ottiene una rappresentazione di bilancio meno fedele alla realtà. si ottiene una rappresentazione di bilancio meno prudenziale rispetto del valore di mercato. si ottiene una rappresentazione di bilancio troppo soggettiva.

L’azienda alfa ha presentato una istanza per la dichiarazione di fallimento in questo caso: La valutazione delle poste di bilancio sarà effettuata al valore di mercato. La valutazione delle poste di bilancio non può essere effettuata. la valutazione delle poste di bilancio sarà effettuata secondo il principio della going concern. l’istanza di fallimento non comporta modifiche sui criteri di valutazione delle poste di bilancio.

Per quale delle seguenti attività è possibile ottenere un valore immediato e oggettivo al 31/12. Macchinari. Impianti. titoli. Fabbricati.

Cosa prevede il principio della going concern: Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l’azienda continuerà ad operare per un tempo illimitato. che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l’azienda consegua una perdita d’esercizio. che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l’azienda possa fallire da un momento all’altro. che nel redigere il bilancio occorre ipotizzzare che l’azienda possa operare per un tempo limitato.

I beni che non sono destinati alla vendita secondo quale criterio sarebbe opportuno che venissero valutati: Secondo criteri specifici come quelli del bilancio di liquidazione. al ricavo. al costo. Al fair value.

La valutazione al costo o al fair value: Determina in ogni caso valori di bilancio poco affidabili. determina in ogni caso valori di bilancio troppo soggettivi. determina valori di bilancio anche molto differenti tra loro. determina in ogni caso gli stessi valori di bilancio.

Valutare tutti i beni al fair value: È costoso e inaffidabile. È più costoso ma anche più affidabile. è poco visitato e anche affidabile. dà luogo a delle stime oggettive.

La valutazione al fair value di un macchinario usato in possesso di una azienda quale problema solleva: La valutazione pur teniamo conto degli ammortamenti non terrebbe conto delle rivalutazioni. la valutazione non terrebbe conto degli ammortamenti. la valutazione non sarebbe univoca. La valutazione non terrebbe conto degli anni di vita del bene.

Secondo la normativa italiana per essere inserita tra le attività patrimoniali un attività deve essere: Presa in affitto. controllata dall’azienda. Ammortizzata. venduta.

Secondo la normativa italiana il requisito della controllabilità di una attività patrimoniale prevede che: L’azienda sia in possesso dell’attività in questione. L’azienda possa controllare che il valore dell’attività sia coerente con quello di mercato. l’azienda possa controllare che l’attività in questione stia producendo utili. l’azienda possa controllare i costi che genera l’attività.

Una delle condizioni per iscrivere una risorsa tra le attività patrimoniale è che: Abbia valore economico. sia stata ammortizzata almeno i parte. sia stata pagata per intero. sia stata valutata al valore di mercato (fair value).

Le rimanenze di merci per le quali non è più possibile determinare un valore: Se sono risorse controllabili devono essere inserite in bilancio al loro costo di acquisto. vanno inserite in bilancio con segno negativo. non vanno inserite in bilancio come attività. Devono comunque essere inserite in bilancio ma con un valore simbolico molto basso.

Una delle condizioni per iscrivere una risorsa tra le attività patrimoniali è la misurabilità ossia: La possibilità di controllare la risorsa. la possibilità di esprimere la misura del costo della risorsa. La possibilità determinare se la risorsa produrrà utili (o perdite). la possibilità di determinare le dimensioni dei cespiti inseriti nell’attivo.

La cassa: Rientra tra le passività consolidate. rientra tra le passività correnti. rientra tra le attività correnti. Rientra tra le attività immobilizzate.

I diritti di brevetto: Rientrano tra le passività consolidate. rientrano tra le attività immobilizzate. rientrano tra le attività correnti. rientrano tra le passività correnti.

I crediti verso clienti: Si trasformano in liquidità entro l’anno. Si trasformano in liquidità oltre l’anno. nessuna delle altre risposte. si trasformano in passività entro l’anno.

Le fonti di finanziamento. Coincidono con il capitale proprio. sono composte dal capitale proprio dal capitale di terzi dai costi e dai ricavi. coincidono con il capitale di terzi. sono composte dal capitale proprio e dal capitale di terzi.

Secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS per poter inserire una risorsa tra le attività patrimoniali del bilancio: Occorre che l’azienda sia una società di capitali. occorre che l’azienda ne sia proprietaria. occorre che la risorsa sia di una azienda partner. non occorre che l’azienda ne sia proprietaria.

Le riserve di utili non distribuiti rappresentano: Una attività immobilizzata. un credito. un debito. una fonte di finanziamento.

Il patrimonio netto o capitale proprio è costituito dall‘insieme delle fonti di finanziamento che rappresentano: Diritti vantabili dai clienti. diritti vantabili dai fornitori. diritti vantabili dalle banche e da altri finanziatori. diritti vantabili dalla proprietà.

Le riserve di utili non distribuiti: Rappresentano finanziamenti effettuati dai soci. rappresentano attività correnti o immobilizzate a seconda dell’arco temporale che coprono. rappresentano esuberi di liquidità. rappresentano profitti che non sono stati distribuiti agli azionisti.

Le riserve di utili non distribuiti corrispondono a: Eccedenze di attività correnti o immobilizzate. Depositi bancari. nessuna delle precedenti. esuberi di liquidità.

Un’azienda che ha attività correnti pari a 10.000 euro e passività correnti pari a 50.000 euro: Presenta un certo rischio di insolvenza. Ha un indice di disponibilità pari a 5. ha una eccellente capacità di far specie ai propri obblighi finanziari di breve periodo. ha una eccellente capacità di far specie ai propri obblighi finanziari di medio e lungo periodo.

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti fornisce indicazioni in merito: Alla solidità dell’azienda. alla redditività dell’azienda. alla liquidità dell’azienda. alla produttività dell’azienda.

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti misura: La remunerazione delle attività. la capacità dell’azienda di remunerare il capitale investito. la capacità dell’azienda di far specie agli impegni finanziari. La capacità dell’azienda di generare utili.

Quale tra le seguenti situazioni è quella potenzialmente più rischiosa: Azienda con indice di disponibilità pari a 2. azienda con indice di disponibilità pari a 3. azienda con indice di disponibilità pari a 1. azienda con indice di disponibilità pari a 0.5.

Quali tra le seguenti situazioni è quella potenzialmente meno rischiosa: Azienda con indice di disponibilità pari a 1. azienda con indice di disponibilità pari a 2. azienda con indice di disponibilità pari a 0.5. azienda con indice di disponibilità pari a 3.

Le riserve di utili non distribuiti danno una misura: Della capacità dell’azienda di accumulare denaro. del rischio di insolvenza. nessuna delle precedenti. dell’autofinanziamento dell’azienda.

Inserendo nell’apposito schema di bilancio il valore del capitale circolante netto non saranno esplicitate. Le attività immobilizzate e le passività consolidate. le attività immobilizzate e le passività consolidate. le attività correnti e le passività correnti. le passività consolidate e il patrimonio netto.

Il patrimonio netto e le passività consolidate. Sono finanziate dal capitale circolante netto. comprendono le attività correnti e quelle immobilizzate. compongono le fonti permanenti di capitale. Includono le passività correnti.

Le fonti permanenti del capitale sono rappresentate. Dalla somma tra patrimonio netto e attività correnti. dalla somma tra patrimonio netto e passività consolidate. dalla somma tra patrimonio netto e attività permanenti. dalla somma tra patrimonio netto e attività immobilizzate.

Come si ottiene il capitale circolante netto. Dalla somma tra attività correnti e attività immobilizzate. dalla differenza tra il capitale netto e l’attivo circolante. dalla differenza tra attività correnti e passività correnti. Dalla somma tra il capitale netto e l’attivo circolante.

Come si calcola il capitale circolante netto. Sottraendo al patrimonio netto l’ammontare delle riserve. sottraendo alle attività correnti le passività d breve periodo. Sottraendo alle passività correnti le attività di breve periodo. aggiungendo alle attività di breve periodo le attività di lungo periodo.

Cosa esprime il capitale circolante netto. la parte di attività immobilizzate che finanzia le fonti permanenti. la parte di attività correnti non finanziata dalle passività correnti. La parte di capitale netto che finanzia le attività immobilizzate. la parte di capitale netto che finanzia le attività correnti.

Quando è positivo il capitale circolante netto è finanziato. Dalle attività immobilizzate. dalle attività correnti. dalle fonti permanenti di capitale. Dalle passività correnti.

Il capitale circolante netto quando è positivo si colloca. Nella sezione “attività” dello stato patrimoniale. Nella sezione “passività” dello stato patrimoniale. tra le riserve. tra i costi e i ricavi del conto economico.

Il patrimonio netto è. Una fonte di finanziamento a titolo di proprietà. Una fonte di finanziamento a titolo di debito. un impiego a medio-lungo termine. un investimento in attività correnti.

Il capitale circolante netto (positivo). È finanziato dalle fonti permanenti di capitale. Finanzia le attività immobilizzate. finanzia le fonti permanenti di capitale. è finanziato dalle passività correnti.

Un’azienda che presenta un indice di indebitamento finanziario ottenuto dal rapporto tra debiti di finanziamento a m/l termine e patrimonio netto pari a 5. È in una condizione potenzialmente poco rischiosa e ben equilibrata. è in una condizione potenzialmente rischiosa e non equilibrata. Sta finanziando gli impiego per metà con capitale proprio e per metà con capitale di terzi. sta finanziando gli impieghi prevalentemente con capitale proprio.

Nella scelta della propria autorità finanziaria l’azienda dovrebbe tener conto che i debiti di finanziamento hanno. Un costo relativamente elevato e un rischio relativamente basso. un costo relativamente basso e un rischio relativamente elevato. Un costo relativamente basso e un rischio relativamente basso. un costo relativamente elevato e un rischio relativamente elevato.

L’indice di indebitamento finanziario ottenuto dal rapporto tra debiti di finanziamento a m/l termine e patrimonio netto consente di. Misurare l’equilibrio della struttura finanziaria. Misurare il rendimento delle obbligazioni. misurare il rendimento delle azioni. misurare il costo dei debiti finanziari.

Nella scelta della propria struttura finanziaria l’azienda dovrebbe tener conto che le fonti di patrimonio netto hanno. Un rischio relativamente basso e un costo relativamente elevato. Un rischio relativamente elevato e un costo relativamente elevato. un rischio relativamente basso e un costo relativamente basso. un rischio relativamente elevato e un costo relativamente basso.

Generalmente un’azienda finanzia le immobilizzazioni e il capitale circolante netto attraverso. I ricavi. le passività correnti. le attività immobilizzate. i debiti di finanziamento e il patrimonio netto.

Una società di capitali verso gli azionisti ordinari. Ha l’obbligo di rimborsare il capitale investito e di pagare loro gli interessi. ha l’obbligo di rimborsare il capitale investito. non ha l’obbligo di distribuire i dividendi. Ha l’obbligo di distribuire i dividendi.

Una società di capitali verso i propri obbligazionisti. Ha l’obbligo di riconoscere un dividendo. non ha l’obbligo di rimborsare investito ma solo di corrispondere gli interessi. ha l’obbligo di rimborsare il capitale investito e di pagare loro gli interessi. Non ha l’obbligo di rimborsare il capitale investito né gli interessi.

Rispetto all’emissione delle obbligazioni l’emissione delle azioni ha un costo per l’azienda. Più basso. più elevato. Uguale. nullo.

Rispetto all’emissione di azioni l’emissione delle obbligazioni ha un livello di rischio. Più basso per l’azienda. Identico. più elevato per l’investitore/obbligazionista. più elevato per l’azienda.

Le obbligazioni della società alfa garantiscono un tasso di interesse pari al 10% gli investitori. Acquisteranno le azioni della stessa società solo se garantiscono una remunerazione maggiore. Acquisteranno le azioni della stessa società solo se garantiscono una remunerazione uguale. non acquisteranno le obbligazioni se le azioni della stessa società garantiscono un rendimento del 9%. acquisteranno le azioni della stessa società solo se garantiscono una remunerazione minore.

Il principio di prudenza prevede che. I decrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente certi. i decrementi del patrimonio netto vengano rilevati in anticipo rispetto all’origine del costo. i decrementi del patrimonio netto vengano rilevati al 31/12. i decrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente possibili.

Il principio di prudenza riguarda. la rilevazione in contabilità delle movimentazioni delle riserve. la rivelazione in contabilità di costi e ricavi. La rivelazione in contabilità delle attività e delle passività. la rivelazione in contabilità delle passività correnti e consolidate.

Il principio di prudenza prevede che. Gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati al 31/12. gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente certi. Gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati in anticipo rispetto alla consegna dei beni. gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente probabili.

Quale principio stabilisce che i decrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando sono anche solo ragionevolmente possibili?. Il principio del duplice aspetto. il principio di realizzazione dei ricavi. il principio di rilevanza. il principio di prudenza.

Quale principio stabilisce che gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati solo quando ragionevolmente certi?. Principio del duplice aspetto. principio di prudenza. principio di realizzazione dei ricavi. principio di rilevanza.

La società gamma in data 13/11 prende in prestito 50.000 euro da una banca quale delle seguenti affermazioni è vera: L’azienda registra un aumento di liquidità e un aumento di costi. l’azienda registra un aumento di liquidità e una diminuzione di ricavi. l’azienda registra un aumento di liquidità e un uscente di debiti. L’azienda registra un aumento di liquidità e un aumento di ricavi.

Un ricavo si considera di competenza economica dell’esercizio se: Nel medesimo esercizio si è ricevuto il corrispondente ordine da part di un cliente. nel medesimo esercizio si consegue un utile. nel medesimo esercizio si verifica il pagamento del ricavo. nel medesimo esercizio si verifica la cessione del bene o del servizio.

Un costo è di competenza economica dell’esercizio se: Nel medesimo esercizio si è verificato il corrispondente ricavo. Nell’esercizio precedenti si è verificato il corrispondente ricavo. nell’esercizio successivo si verifica il corrispondente ricavo. nel medesimo esercizio è stato pagato.

Secondo il principio di rilevanza: Il bilancio vanno riportati tutti i fatti di gestione a prescindere dalla loro rilevanza. in bilancio vanno riportati solo i fatti di gestione che possono condizionare le decisione degli stakeholders. nessuna delle altre risposte. in bilancio non vanno riportati i fatti di gestione che attengono alla capacità dell’aconitina di produrre utili.

La società gamma in data 13/11 prende in prestito 50.000 euro da una banca quale delle seguenti affermazioni è vera: A quella data l’operazione ha generato costi ma non ricavi. a quella data l’operazione non ha generato variazioni di patrimonio netto. a quella data l’operazione ha generato variazioni di patrimonio netto. a quella data l’operazione ha generato costo e ricavi.

Le attività monetarie sono iscritte. Nello conto economico al valore di mercato. nel conto economico al valore di costo. nello stato patrimoniale al valore di costo. nello stato patrimoniale al valore di realizzo.

Quale dei seguenti NON è un limite dell’indice di durata media dei crediti?. Non tiene conto della stagionalità. non tiene conto dell’ammontare complessivo delle vendite. Persone che le vendite siano distribuite uniformemente durante l’esercizio. essendo un valore medio presume che la dilazione concessa sia sempre la stessa per tutti i clienti.

Qual è l’utilità principale dell’indice di durata media dei crediti. Avere una misura della puntualità dei clienti. Sapere ogni quanto tempo si rigenera il magazzino. ottenere informazioni sulla redditività delle vendite. sapere quante volte i clienti acquistano un certo prodotto.

Le attività monetarie: Corrispondono alle liquidità immediate. includono le liquidità immediate e differite. Corrispondono alle liquidità differite. includono le liquidità immediate e differite ad eccezione dei crediti a breve termine.

Le attività monetarie includono. Le rimanenze. i fabbricanti. le cambiali attive. i terreni.

Quale delle seguenti poste di bilancio NON è inclusa tra le attività monetarie. Le disponibilità liquide. i credit verso clienti. i debiti verso fornitori. I depositi bancari.

Le attività monetarie sono originate. Dai costi. dalle passività monetarie. dai proventi. Dall’utile d’esercizio.

Quale delle seguenti è un’attività non monetaria. I crediti verso clienti. i fabbricanti. Le disponibilità liquide. le cambiali attive.

Quale delle seguenti è un’attività non monetaria. I crediti verso clienti. le cambiali attive. le disponibilità liquide. le rimanenze di magazzino.

Le attività non monetarie sono iscritte in bilancio. Nel conto economico al costo. nello stato patrimoniale come elementi de patrimonio netto. nello stato patrimoniale al costo o al valore di mercato. Bello stato patrimoniale al valore di mercato.

Il costo del venduto è un esempio di applicazione del principio di. Rilevanza. prudenza. nessuna delle altre risposte. Identità giuridica distinta.

Nello stesso mese l’azienda alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro quale delle seguenti affermazioni è corretta: Non è possibile determinare con esattezza l’importo del costo del venduto. il costo del venduto coincide con il risultato operativo. il costo del venduto si può determinare solo applicando il metodo indiretto. il costo del venduto si può determinare applicando il criterio del costo specifico.

Nello stesso mese l’azienda alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro quale delle seguenti affermazioni è corretta: L’azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 8.500 euro. L’azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 4.000 euro. L’azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 4.500 euro. L’azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 8.000 euro.

Nello stesso mese l’azienda alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro quale delle seguenti affermazioni è corretta: L’azienda Alfa srl ha conseguito un fatturato di 8.500 euro. L’azienda Alfa srl ha conseguito un costo del venduto di 8.500 euro. L’azienda Alfa srl ha conseguito un fatturato di 4.000 euro. L’azienda Alfa srl ha conseguito un fatturato di 4.500 euro.

Nello stesso mese l’azienda alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A del prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro quale delle seguenti affermazioni è corretta: L’azienda alfa srl svolge attività di servizi. l’azienda alfa srl svolge attività di trasformazione delle materie prime in prodotti finiti. l’azienda alfa srl svolge attività commerciale. L’azienda alfa srl svolge attività industriale.

Il costo del venduto. È un esempio di applicazione del principio di correlazione tra costi e ricavi. È un esempio di applicazione del principio del duplice aspetto. è un esempio di applicazione del principio della prospettiva di funzionamento. è un esempio di applicazione del principio di misurazione monetaria.

In dara 1/1 l’azienda alfa dispone di merci in magazzino acquistate per 150.000 euro a fine esercizio dispone di un magazzino del costo di 400.000 euro e di un costo del venduto pari a 200.000 euro determinare l’ammontare degli acquisti effettuati dall’azienda durante l’esercizio. 50.000 euro. 250.000 euro. 450.000 euro. 600.000 euro.

Durante l’esercizio l’azienda alfa acquista merci per un costo di 130.000 euro a fine esercizio dispone di un magazzino del costo di 130.000 euro e di un costo del venduto pari a 150.000 euro determinare l’ammontare delle esistenze impali all’1/1. 280.000 euro. 20.000 euro. 150.000 euro. 130.000 euro.

Nell’applicare il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto si presume che. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino rappresentano le esistenze iniziali dell’anno successivo. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino sono stati venduti. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino sono stati rimossi dalla contabilità di magazzino. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino sono stati rubati.

L’inventario fisico: È effettuato solo dalle aziende dotate di un sistema di inventario perpetuo. è effettuato solo dalle aziende che applicano il metodo indiretto. occorre effettualo almeno due volte all’anno. è effettuato sia dalle aziende dotate di un sistema di inventario perpetuo sia da quelle che applicano il metodo indiretto.

In data 1/1 l’azienda beta dispone di merci in magazzino acquistate per 230.000 euro nel corso dell’esercizio acquista merci al costo di 470.000 euro al 31/12 risultano in magazzino merci del costo di 400.000 euro determinare il valore del costo del venduto applicando il metodo indiretto. 400.000 euro. 170.000 euro. 630.000 euro. 300.000 euro.

In data 1/1 l’azienda alfa dispone di merci in magazzino acquistate per 100.000 euro nel corso dell’esercizio acquista merci al costo di 200.000 euro al 31/12 risultano in magazzino merci del costo di 210.000 euro determinare il valore del costo del venduto applicando il metodo indiretto. 210.000 euro. 110.000 euro. 300.000 euro. 90.000 euro.

Nell’applicare il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto si presume che. Le merci presenti in magazzino a fine esercizio sono già state vendute ma saranno spedite l’anno successivo. le esistenze iniziali di merci sono disponibili per la vendita mentre gli acquisti di merci effettuati durante l’esercizio andranno a costituire il magazzino a fine esercizio. tutte le esistenze iniziali di merci e tutti gli acquisti di merci effettuati durante l’esercizio sono stati venduti. le esistenze iniziali di merci e gli acquisti di merci effettuati durante l’esercizio si sono tradotti a fine esercizio in magazzino o in vendite.

Il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto: Si applica quando l’azienda non può ricorrere ad un inventario perpetuo. Si applica nei casi in cui l’azienda ricorre ad un inventario perpetuo. generalmente è applicato da aziende che commercializzano un solo prodotto. si applica in ogni caso.

L’inventario perpetuo: Non consente di attribuire i costi specifici a ciascun prelevamento di magazzino. comporta di dover calcolare il costo del venduto con il metodo indiretto. consente di valorizzare i movimenti di magazzino al costo specifico. Non consente di avere una contabilità di magazzino puntuale.

L’inventario perpetuo: non consente di avere una contabilità di magazzino puntuale. Comporta di dover calcolare il costo del venduto con il metodo indiretto. consente di avere una contabilità di magazzino puntuale. Non consentire di valorizzare i movimenti di magazzino al costo specifico.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino sapendo che in data 1/4 risultano conservate 1.300 euro unità di merci al costo unitario di 10 euro in data 10/4 si rileva uno scarico di 200 unità in data 2/5 si rileva un carico di 1.000 unità al costo di 12 euro in data 1/6 si rileva uno scarico di 1.000 unità applicando il metodo del costo medio ponderato si determini il valore costo unitario dello scrivi del 1/6. 22,00. 11,00. 10,45. 10,95.

Nell’ambito della valorizzazione delle umanizzi il metodo di identificazione specifica del costo. Nessuna delle altre risposte. è generalmente adottato da aziende che commercializzano beni di alto valore o pezzi unici. In nessun caso può essere adottato senza l’utilizzo di codici a barre. comporta il calcolo del costo medio dei beni disponibili per la vendita.

Nel valorizzare il magazzino in presenza di oscillazioni dei prezzi. La valorizzazione dei carichi viene effettuata al costo medio ponderato quando possibile. La valorizzazione dei carichi viene effettuata al costo di acquisto o di produzione. La valorizzazione dei carichi viene effettuata generalmente al FIFO o al LIFO. La valorizzazione dei carichi è più complessa di quella degli scarichi.

La valorizzazione degli scarichi di magazzino. Nessuna delle altre risposte. ha la stessa complessità della valorizzazione dei carichi. è meno complessa di quella dei carichi. è più compless di quella dei carichi.

In presenza di oscillazioni dei prezzi perché è necessario applicare uno dei criteri di valutazione delle rimanenze di magazzino (LIFO,FIFO, Costo Medioponderato)?. Perché non è possibile individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. Per poter calcolare con esattezza il valore dei carichi di magazzino. perché il LIFO FIFO e CMP consentono di non sopravvalutare le misurazioni. per poter individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino.

Il criterio del FIFO (o del LIFO). Prescinde dalla reale modalità di gestione dei carichi e scarichi di magazzino. Si basa sulle stesse modalità di calcolo del criterio del costo medio ponderato. si può applicare solo se le tali movimentazioni fisiche di magazzino seguono esattamente la logica del FIFO (o del LIFO). non può essere applicato ai fini della redazione del bilancio ma solo per finalità di controllo interne.

Applicando il criterio del FIFO si presume che: Gli scarichi di magazzino vengano valutati al costo del carico più recente. le merci acquistate più recente sono conservate in magazzino. I carichi di magazzino vengano al costo dello scarico più recente. le merci più “vecchie” fiumi conservate in magazzino.

In presenza di oscillazioni dei prezzi il LIFO il FIF e il costo medio ponderato: Mitigano l’ambiguità della valutazione delle rimanenze. Consentono di individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. consentono di ottenere con ragionevole certezza il valore dei carichi di magazzino. aumentano l’ambiguità della valutazione delle rimanenze.

Il LFO il FIFO e il costo medio ponderato: Sono dei metodi che stimano il valore del magazzino. Sono dei metodi che calcolano con esattezza il valore del magazzino. forniscono una valutazione del magazzino limitatamente ai flussi di merci in entrata. sono dei metodi alternativi che se applicati contestualmente restituiscono il medesimo valore.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino sapendo che in data 1/3 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 11 euro in data 10/3 si rileva uno scarico di 700 unità in data 1/4 si rileva un carico di 1.500 unità al costo di 15 euro in data 3/5 si rileva uno scarico di 1.000 unità applicando il metodo del costo medio ponderato si determini il costo unitario dello scarico del 3/5. 14,33. 12,33. 13,00. 15,00.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino sapendo che in data 1/5 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 20 euro in data 7/5 si rileva uno scarico di 300 unità in data 1/6 si rileva un carico di 800 unità al costo di 30 euro in data 24/6 si rileva uno scarico di 1.000 unità applicando il metodo del costo medio ponderato si determini il costo unitario dello scarico del 24/6. 24,44. 25,33. 17,33. 25,00.

Applicando il corretto del LIFO si presume che: Le merci più “vecchie” sono conservate in magazzino. Gli scarichi di magazzino vengano valutati al costo del carico più recente. I carichi di magazzino valutati al costo dello scarico più recente. le merci acquistate più di recente sono conservate in magazzino.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino sapendo che in data 1/9 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 10 euro in data 10/9 si rileva un carico di 1.700 unità al costo di 15 euro in data 13/9 si rileva un carico di 1.500 unità al costo di 10 euro in data 20/9 si rileva uno scarico di 4.000 unità applicando il metodo del costo medio ponderato si determini il costo unitario dello scarico del 20/9. 12,55. 11,66. 12,62. 12,02.

In quali occasioni occorre utilizzare i criteri della identificazione specifica del costo del costo medio ponderato del FIFO e del LIFO. Quando il costo dei beni varia nel tempo. Quando si desidera ottenere il valore certo di magazzino. quando i carichi e gli scarichi di magazzino sono molteplici. quando si desidera ottenere il valore medio di magazzino.

Secondo le ipotesi sottese al corretto del LIFO in regime di oscillazione dei prezzi: Non si ottiene una efficace correlazione costi-ricavi. il valore degli scarichi di magazzino è in genere coerente con il valore di mercato dei beni. Il valore delle rimanenze di magazzino è ottenuto applicando i prezzi più “nuovi”. il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è in genere coerente con il reale flusso di beni.

L’indice di rotazione delle rimanenze misura. Il Borneo di volte che il magazzino e il costo del venduto subiscono un ricambio. la durata della giacenza in magazzino dei beni. il numero di volte che il costo del venduto subisce un ricambio. il numero di volte che il magazzino subisce un ricambio.

Quale delle seguenti affermazioni relativa all’indice di rotazione delle rimanenze è errata. Ha valori più elevati nella grande distribuzione. spiega le cause che hanno portato alla rotazione di magazzino. Nelle attività stagionali è utile calcolarlo due volte in alta e bassa stagione. è influenzato dalla stagionalità dell’attività d’impresa.

In regime di oscillazione dei prezzi il valore delle rimanenze che risulta dall’applicazione del FIFO del LIFO e del costo medio ponderato. È sempre lo stesso a prescindere dal criterio utilizzato. è molto probabile che sia identico. differisce a seconda del criterio utilizzato. Non può differire o verrebbe meno l’attendibilità di bilancio.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del FIFO in regime di oscillazione dei prezzi: Il valore delle rimanenze di magazzino è sovrastimato rispetto al relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è sottostimato rispetto al relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino approssima meglio il relativo valore di mercato rispetto agli altri criteri. Il valore delle rimanenze di magazzino è pari a zero in quanto questo ultime risultano completamente vendute.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del FIFO in regime di oscillazione dei prezzi: Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è spesso non coerente con il reale flusso di beni. il valore degli scarichi di magazzino è in genere coerente con il valore corrente dei beni. la correlazione costi-ricavi è migliore rispetto agli altri criteri. il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è in genere coerente con il reale flusso di beni.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del LIFO in regime di oscillazione dei prezzi: Il valore delle rimanenze di magazzino è apri a zero essendo queste ultime completamente vendute. Il valore delle rimanenze di magazzino approssimata meglio il relativo valor di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino non è coerente con il valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è ottenuto applicando i prezzi più “nuovi”.

In regime di prezzi crescenti rispetto al FIFO: Il LIFO peggiore la correlazione costi-ricavi. Il LIFO valorizza le rimanenze finali ad un valore più vicino a quello di mercato. Il LIFO valorizza le rimanenze finali ad un valore più lontano a quello di mercato. Il LIFO contrappone ricavi recenti a costi lontani.

In regime di prezzi crescenti rispetto al LIFO: Il FIFO comporta un valore delle rimanenze medio. Il FIFO comporta un costo del venduto più alto. Il FIFO comporta un valore delle rimanenze più basso. Il FIFO comporta un costo del venduto più basso.

L’indice di rotazione delle rimanenze si ottiene dal rapporto. Costo del venduto/ricavi di vendita. valore del magazzino/costo del venduto. valore del magazzino/ricavi di vendita. costo del venduto/valore del magazzino.

L’analisi di bilancio di un’azienda può essere svolta: Solo se l’azienda non sta attraversando un periodo di crisi. nessuna delle altre risposte. Solo se si conoscono le politiche strategiche che l’azienda intende perseguire. solo se si riesce ad accedere direttamente presso l’azienda.

Per svolgere un’analisi di bilancio: Nessuna delle altre risposte. occorre disporre non soltanto del bilancio aziendale ma anche di informazioni di tipo gestionale. è sufficiente disporre dei bilanci aziendali. È necessario avere il consenso dell’azienda.

I destinatari dell’analisi del bilancio: Sono i concorrenti. sono i soci e i finanziatori. tutte le risposte sono corrette. Sono i clienti e i fornitori.

Le analisi “esterne” di bilancio sono svolte prendendo in considerazione: Soltanto la documentazione relativa all’indebitamento bancario. soltanto l’informatica aziendale. Sia l’informativa aziendale sia la documentazione interna (piani aziendali programmi budget ecc.). soltanto la documentazione interna (piani aziendali programmi budget ecc.).

Le analisi “interne” di bilancio possono essere svolte: Da qualunque analista. solo da analisti che sono in possesso dell’informativa aziendale. Solo da analisti che possono verificare la qualità dell’informativa aziendale. tutte le risposte sono corrette.

Le analisi “esterne” di bilancio: Sono più complesse a livello tecnico rispetto quelle “interne”. potrebbero portare a conclusioni non appropriate rispetto a quelle “interne”. Sono più attendibili di quelle “interne”. Sono più difficili da svolgere rispetto a quelle “interne”.

L’analisi “interne” di bilancio: Sono uno strumento del controllo di gestione. sono svolte dal management aziendale. tutte le risposte sono corrette. Sono svolte per verificare l’andamento aziendale.

L’analisi “interne” di bilancio: Sono generalmente svolte dalle banche e dai fondatori. nessuna delle altre risposte. Sono generalmente svolte dai soci. sono generalmente svolte dai finanziatori.

Le analisi “esterne” e le scalini “interne” di bilancio: Possono essere svolte entrambe dal management. Tutte le risposte sono corrette. portano sempre alle stesse conclusioni sullo stato di salute dell’azienda. possono essere sciolte entrambe da un concorrente dell’azienda.

Per il mercato le analisi “esterne” di bilancio: Hanno minore importanza di quelle “interne”. hanno maggiore importanza di quelle “interne”. Non hanno alcuna importanza. hanno pari importanza rispetto a quelle “interne”.

I parametri “standard” con cui si conformano i risultati dell’analisi di bilancio: Sono stabiliti dal socio (o dai soci) di maggioranza. possono essere forniti dagli stakeholders. Attengono solo alle analisi “interne” di bilancio non a quelle “esterne”. sono stabiliti dallo statuo aziendale.

I furgoncini in senso assoluto sullo stato di salute dell’azienda: È molto complesso formularli. nascono a seguito di un confronto con altre aziende. prescindono dal confronto con altre aziende. Sono espressi quando si pongono a confronto due aziende.

In un’azienda il capitale proprio ammonta a 20.000 euro mentre il capitale di terzi a 500.000 euro quale giudizio si può esprimere in senso assoluto: L’azienda potrebbe essere meno indebitata di un’altra azienda del settore. l’azienda è troppo indebitata. L’azienda potrebbe essere più indebitata di un’altra azienda del settore. l’azienda potrebbe essere in linea con i dati di settore.

In un’analisi “esterna” affinché il giudizio sullo stato di salute dell’azienda esprima conclusioni appropriate è opportuno. Che venga espresso soltanto in termini numerici. che venga espresso sulla base della pianificazione degli obiettivi futuri. che venga espresso in senso relativo. Tutte le risposte sono corrette.

Per svolgere una comparazione “nello spazio” i valori degli indici di bilancio dell’azienda devono essere comparati. Nessuna delle risposte è corretta. Con aziende di dimensioni anche molto diverse da quelle dell’azienda presa in esame. con aziende che operano nella stessa area geografica dell’azienda presa in esame anche se operanti in settori differenti. con aziende che operano in settori differenti da quello in cui opera l’azienda presa in esame.

L’analisi di bilancio può prevedere che i valori degli indici aziendali vengano confrontanti con gli indici medi di settore tuttavia: Per farlo occorre attendere i dati di settore dell’anno successivo. per farlo occorre analizzare i dati di bilancio degli anni precedenti. per farlo occorre comprendere come sono stati ottenuti i dati di settore. gli studi di settore non sono attendibili.

Una scaldai “interna” di bilancio. Sarà svolta solo “nello spazio”. sarà svolta ricorrendo ai soli giudizi in senso assoluto. sarà svolta solo “nel tempo”. sarà svolta “nel tempo” e “nello spazio” esattamente come una analisi “esterna”.

L’analisi degli andamenti io aziendali nel corso del tempo: È svolta soltanto dagli analisi “interni”. è svolta soltanto dagli analisti “esterni”. È svolta soltanto dagli analisi “esterni”. nessuna delle altre risposte.

Il confronto con gli studi di settore o con aziende concorrenti: È svolto per esprimere un giudizio in senso assoluto. è svolto soltanto se l’analisi è di tipo “intento”. è svolto soltanto se l’analisi è di tipo “esterno”. nessuna delle altre risposte.

Una delle criticità dei dati di settore è. La mancanza di dati. l’inattendibilità. il talvolta lento aggiornamento delle banche dati. La mancata rappresentatività del settore.

Nell’ambito della procedura di svolgimento dell’analisi di bilancio l’analisi preliminare del mercato mira a valutare: Il rendimento del capitale aziendale. la redditività delle vendite. il rischio ad investire nell’azienda esaminata. il rischio ad investire nel settore di appartenenza dell’azienda esaminata.

L’analisi di bilancio svolta analizzando e comparando gli indici di bilancio su di un periodo temporale molto esteso (ad es. 10 anni): È molto utile in quanto consente di osservare il trend degli indici di bilancio lungo gli anni. È molto utile in quanto rende possibile osservare l’’andamento aziendale di molti anni fa. è utile solo se l’azienda opera in un settore molto turbolento. è poco utile.

Il numero di anni ritenuto congruo per svolgere un’analisi di bilancio in modo efficace è: 1. 4. 3. 2.

La procedura di svolgimento dell’analisi di bilancio prevede uno studio preliminare del mercato a quale fine?. Al fine di valutare le prospettive di crescita dell’azienda e della concorrenza. al fine di valutare la capacità dell’azienda di entrare in nuovi mercati. al fine di valutare lo stato di salute dell’azienda e le prospettive di mercato. Al fine di valutare lo stato di salute dell’azienda e la sua capacità di rivolgersi ad un altro mercato.

Nell’ambito della procedura di svolgimento dell’analisi preliminare del mercato porta ad esaminare le variabili endogene ossia: Variabili inerenti alle performance dei concorrenti. variabili inerenti alle performance aziendali. Variabili inerenti alle performance del settore. variabili inerenti alle performance del mercato interno.

Nell’ambito della procura di svolgimento dell’analisi di bilancio l’analisi preliminare del mercato porta ad esaminare le variabili esogene ossia: Variabili inerenti alla capacità aziendale di essere attrattiva verso l’esterno. variabili inerenti alle performance aziendali. variabili inerenti alle prospettive del settore. variabili inerenti all’indebitamento aziendale verso le banche.

Attraverso l’interpretazione degli indici di bilancio occorre. Analizzare le entrate e le uscite finanziarie. analizzare gli indici in modo sistematico. Analizzare gli indici singolarmente. analizzare i trend del fatturato.

Il calcolo degli indici. Consente di ottenere informazioni già desumibili dal bilancio. Consente di ottenere informazioni già desumibili dal bilancio ma sotto forma di frazioni. Consente di ottenere informazioni non già desumibili dal bilancio ma riportate nella nota integrativa. Consente di ottenere informazioni non desumibili direttamente dal bilancio.

La riclassificazione del bilancio: È una fase propedeutica al reperimento della documentazione di bilancio. è una fase non necessaria per svolgere l’analisi di bilancio. è la fase finale della procedura di svolgimento dell’analisi di bilancio. È una fase propedeutica al calcolo degli indici.

La riclassificazione del bilancio: Consente di determinare margini e arbitrali già esplicitati in bilancio. consente di determinare l’utile di esercizio. consente di determinare margini e subtotali non esplicitati in bilancio. Consente di determinare margini e subtotali applicando i criteri civilistici.

La riclassificazione del bilancio: è svolta secondo la normativa nazionale o internazionale. è svolta seguendo criteri fiscali. è svolta seguendo criteri civilistici. non segue criteri civilistici né fiscali.

Quale delle seguenti affermazioni riguardante la riclassificazione di bilancio è corretta: Si svolge per calcolare il patrimonio netto e l’indebitamento aziendale. si svolge per ottenere informazioni già desumibili dal bilancio. si svolge per ottenere informazioni non desumibili dal bilancio. Si svolge per ottenere informazioni sul totale dei ricavi che non sono stati ancora riscossi.

Quale delle seguenti affermazioni riguardante la riclassificazione di bilancio è corretta: Si effettua per calcolarti l’utile d’esercizio. è propedeutica alla costruzione degli indici. Si effettua per calcolare il totale dei ricavi conseguiti nell’anno. si effettua per calcolare il totale dei ricavi dei costi delle attività e passività patrimoniali.

Nell’ambito della procedura di svolgimento dell’analisi di bilancio il reperimento della documentazione di bilancio si riferisce: All’informativa di bilancio delle aziende concorrenti e i dati di settore. all’informativa del mercato del settore e dalla situazione economica nazionale. all’informativa di bilancio aziendale e di quella di aziende concorrenti. all’informativa di bilancio aziendale.

Nell’ambito della procedura di svolgimento dell’analisi di bilancio le variabili endogene e le variabili esogene sono analizzate: Nella fase di studio preliminare del mercato. Nella fase di reperimento della documentazione aziendale. nella fase di clacolo degli indici. nella fase di interpretazione degli indici.

Quale delle seguenti affermazioni sugli impieghi numerari è corretta: Un impiego numerario è utilizzato per acquistare un fattore produttivo. Un impiego numerario è il costo di un fattore produttivo. Un impiego numerario non può trasformarsi in un altro impiego numerario. Un impiego numerario può essere utilizzato solo per acquisire altri impieghi numerari.

L’azienda alfa utilizzando dei macchinari palizza un prodotto finito dopo 20 giorni di lavorazione il prodotto finito confluisce in magazzino pronto per essere venduto indicare il numero di impieghi numerari coinvolti in questa operazione. zero. 2. 3. 1.

Un esempio di impiego non numerario è: Un credito di regolamento. un ricavo. Un finanziamento rimborsato. un finanziamento ottenuto.

Nel predisporre i dati per riclassificare lo stato patrimoniale secondo il criterio finanziario occorre innanzitutto distinguere gli impieghi numerari da quelli non numerari ossia: Occorre distinguere gli elementi monetari (impieghi non numerari) dai fattori produttivi (impieghi numerari). Occorre distinguere i debiti (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari). Occorre distinguere gli elementi monetari (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari). Occorre distinguere gli elementi del patrimonio netto (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari).

La velocità di rotazione di un impiego è intensa come: La capacità di convertirsi da impiego a fonte di finanziamento. La capacità di convertirsi in fattore produttivo. La capacità di convertirsi da impiego a debito. La capacità di convertirsi in denaro.

La velocità di rotazione di un credito connesso ad un cliente con dilazione di 3 mesi è pari a: 6 mesi. zero. 3 mesi. 1 mese e mezzo.

Gli impieghi numerari: Nessuna delle altre risposte. sono sempre non liquidi (ad es. crediti verso clienti). sono sempre liquidi (ad es. cassa assegni denaro in cassa depositi bancari). Sono riferiti ai fattori per l’utilizzo o per la vendita.

Gli impieghi non numerari: Si distinguono in impieghi per il pagamento e per l’incasso. Si distinguono in impieghi per l’utilizzo e per la vendita. Si distinguono in impieghi per la vendita e per l’incasso. Si distinguono in impieghi per l’utilizzo e per l’acquisto.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto alla cassa: Magazzino. tutte le risposte sono corrette. Crediti verso clienti. macchinari.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di prescrive maggiore (ossia è più lento) rispetto ai crediti verso clienti: Cassa assegni. cassa. deposito bancario. macchinari.

Un esempio di impiego non numerario è: Il credito verso un cliente. il debito verso un fornitore. il rimborso di un finanziamento. il costo di un fattore produttivo.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione minore (ossia è più veloce) rispetto alla cassa: Macchinari. crediti verso clienti. nessuna delle altre risposte. Fabbricanti.

Quale delle seguenti affermazioni sugli impieghi non numerari è corretta: Un impiego non numerario è utilizzato per acquistare un fattore produttivo. Un impiego non numerario può trasformarsi solo in un altro impiego non numerario. Un impiego non numerario è il costo di un fattore produttivo. Un impiego non numerario è ad esempio il credito derivante dalla fatturazione di un ricavo di vendita.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto ai macchinari: Nessuna delle altre risposte. Crediti verso clienti. magazzino. cassa.

Un esempio di impiego numerario è: Una riserva di capitale. il capitale sociale. un fabbricato. un credito di regolamento.

Un impiego numerario può essere utilizzato per: Acquisire un impiego non numerario. Vendere un impiego non numerario. vendere un impiego numerario. trasformare le materie prime in prodotti finiti.

Nell’ambito della velocità di rotazione degli impieghi la “distanza” tra il magazzino e la cassa rispetto alla “distanza” tra i crediti verso clienti e la cassa è: Generalmente minore. Dipende dall’importo. generalmente maggiore. Identica.

Convenzionalmente quale parametro di riferimento viene preso per valutare se un impiego è di breve o di lungo termine. Il biennio. il bilancio. il quinquennio. Il periodo amministrativo.

Un impiego non numerario può essere utilizzato per: Acquisire un impiego numerario. essere trasformato in impiego non numerario. vendere un impiego numerario. essere trasformato in impiego numerario.

L’azienda alfa utilizzando dei macchinari palizza un prodotto finito dopo 10 giorni di lavorazione il prodotto finito confluisce in magazzino e viene venduto dopo 20 giorni ad un cliente che paga per pronta cassa l’importo indicare il numeratore di impieghi numerari coinvolti in questa operazione. 1. 3. 2. 4.

L’azienda alfa utilizza dei macchinari realizza un prodotto finito dopo 15 giorni di lavorazione il prodotto finito viene venduto dopo 15 giorni ad un clienti a cui viene concessa una dilazione di pagamento di 30 giorni giovedì il termine il cliente versa quanto dovuto indicare il numero di impieghi non numerari coinvolti in questa operazione. 4. 1. 3. 2.

Quale tra le seguenti è una immobilizzazione finanziaria: Avviamento. spese d’impianto. impianti. crediti di finanziamento.

Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino “immateriale”. I semilavorati in giacenza. le materie prime in giacenza. i prodotti finiti in giacenza. nessuna delle altre risposte.

Quale tra le seguenti è un immobilizzazione immateriale: Macchinari. spese per campagna pubblicitaria. Magazzino. partecipazioni strategiche.

Cosa hanno in comune le immobilizzazioni materiali immateriali e finanziarie: Si “trasformano” in stato liquido in breve tempo. rientrano nell’attivo circolante dello stato patrimoniale. partecipano tutte ad un solo esercizio. il loro valore deve essere rettificato per poter essere iscritto in bilancio.

Quale tra le seguenti è una immobilizzazione materiale: Anticipi a fornitori per fornitura di beni pluriennali. marchi. spese d’impianto. brevetti.

Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino “materiale”. Prodotti finiti in giacenza. materie prime in giacenza. tutte le risposte sono corrette. semilavorati in giacenza.

Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino “materiale”. Risconti passivi. risconti attivi. denaro in cassa. Prodotti in giacenza.

Quale tra le seguenti è una immobilizzazione immateriale: Avviamento. Crediti di finanziamento. impianti e macchinari. partecipazioni strategiche.

Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino “immateriale”. Risconti passivi. risconti attivi. prodotti in giacenza. materie prime in giacenza.

Riguardo alle immobilizzazioni: Quelle materiali e immateriali vengono iscritte in bilancio al loro valore contabile. Quelle materiali e immateriali non vanno ammortizzate essendo impieghi di breve termine. Quelle materiali e immateriali vanno iscritte nell’attivo fisso a differenza di quelle finanziarie che invece sono iscritte nell’attivo circolante. quelle finanziarie costituiscono impieghi di breve termine.

Quale tra le seguenti è una immobilizzazione materiale: Magazzino. crediti verso clienti. macchinari in costruzione. Spese d’impianto.

Dal bilancio dell’azienda alfa si rileva quanto segue: fabbricati 200.000 euro, macchinari 100.000 euro rimanenze di prodotti finiti 25.000 euro rimanenze di materie prime 30.000 euro crediti commerciali 75.000 euro risconti attivi 5.000 euro disponibilità liquide 10.000 euro qual è il valore complessivo del magazzino inteso nella sua accezione più estesa: 145.000 euro. 55.000 euro. 5.000 euro. 60.000 euro.

Quali tra i seguenti è un elemento dell’attivo circolante “realizzabile non numerario “. I crediti di regolamento e finanziari. gli impianti e i macchinari. i prodotti in giacenza. Il denaro in cassa.

Cosa si intende per attivo circolante “realizzabile numerario”. L’insieme dei crediti di regolamento con scadenza entro 12 mesi. L’insieme dei crediti e dei debiti con scadenza entro i 12 mesi. l’insieme dei crediti già riscossi. l’insieme di tutti i crediti con scadenza entro i 12 mesi.

Quale tra le seguenti è una immobilizzazione finanziaria: Brevetti. marchi. nessuna delle altre risposte. Cassa.

Quale tra le seguenti è una immobilizzazione immateriale: Attrezzature industriali. fabbricanti. macchinari. spese d’impianto.

Quale dei seguenti elementi dell’arrivo circolante può essere un impiego numerario non liquido. Cassa assegni. Disponibilità numerarie. liquidità. depositi postali.

Quale dei seguenti elementi fa parte dell’attivo circolante: Disponibilità commerciali. Macchinari. fabbricanti. partecipazioni strategiche.

Le immobilizzazioni finanziarie: Rientrano tra i costi. rientrano nell’attivo circolante. rientrano nell’attivo fisso. Rientrano tra i ricavi.

Dal bilancio dell’azienda alfa si rileva quanto segue: fabbricanti 200.000 euro, macchinari 100.000 euro rimanenze di magazzino 25.000 euro crediti commerciali 75.000 euro disponibilità liquide 10.000 euro qual è il valore complessivo circolante: 10.000 euro. 110.000 euro. 100.000 euro. 300.000 euro.

Nell’ambito della riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari: Gli impieghi si distinguono in base a criteri di esigibilità e le fonti in base a criteri di liquidità. Gli impieghi si distinguono in base a criteri di liquidità e le fonti in base a criteri di esigibilità. Gli impieghi si distinguono in base a criteri finanziari e le fonti a criteri di liquidità. Gli impieghi si distinguono in base a criteri di liquidità e le fonti in base a criteri finanziari.

Il capitale investito ed il capitale finanziamento. Sono entrambi iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale. sono la stessa cosa. sono contrapposti e correlati. sono inseriti nella stessa sezione dello stato patrimoniale.

L’iscrizione degli impieghi nello stato patrimoniale può avvenire. In quanto esistono delle fonti che li finanziano. in quanto possono esistere oppure no delle fonti che li finanziano. a prescindere dalle fonti che li finanziano. solo se il risultato di esercizio è positivo.

Nell’ambito della distinzione delle fonti secondo la “velocità si scendeva” cosa si intende per tempo di estinzione. Il tempo necessario affinché Il capitale proprio si converta in forma liquida. Il tempo necessario affinché un debito si trasformi in pagamento. Il tempo necessario affinché un impiego si converta in forma liquida. Il tempo necessario affinché il magazzino si trasformi in ricavo di vendita.

L’azienda beta presenta la seguente situazione attivo fisso 100.000 euro magazzino 35.000 euro crediti commerciali 10.000 euro disponibilità liquide 5.000 euro patrimonio netto 100.000 euro debiti di finanziamento 30.000 euro debiti commerciali 20.000 euro qual è il rapporto il totale degli impieghi numerari e le passività correnti?. 2,5. 0,25. 1,75. 0,75.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione attivo fisso 130.000 euro attivo circolante 50.000 euro patrimonio netto 100.000 euro passività consolidate 50.000 passività correnti 30.000 euro qua è il rapporto tra le fonti senza scadenza ed il capitale di finanziamento?. 0,166. 0,444. 1,8. 0,556.

I debiti di finanziamento. Nascono per effetto di dilazioni concesse ai clienti. nascono per effetto di dilazioni di pagamento ottenute dai fornitori. nessuna delle altre risposte. Sono relativi a condizioni di pagamento pattuite nell’ambito di operazioni commerciali.

I debiti di funzionamento e i debiti di finanziamento. Sono entrambe delle fonti dello stato patrimoniale. Possono essere degli impieghi o delle fonti a seconda della sezione dello stato patrimoniale in cui sono iscritte. danno luogo ad aumenti di capitale. sono entrambi valori numerari.

I debiti di funzionamento. Sono debiti tributari. Sono debiti verso dipendenti. sono debiti verso i fornitori. Sono debiti di finanziamento.

L’azienda beta presenta la seguente situazione fabbricanti 70.000 euro macchinari 20.000 euro mobili d’ufficio 10.000 euro magazzino 35.000 euro crediti commerciali 10.000 euro disponibilità liquide 5.000 euro patrimonio netto 100.000 euro debiti di finanziamento 30.000 euro debiti continuali 20.000 euro qual è il rapporto tra gli impieghi a medio-lungo termine e gli impieghi a breve termine?. 2. 6,667. 1,4. 9.

Quale delle seguenti alternative include tutte le tipologie di fonti di finanziamento. Capitale conferito a titolo di dotazione e mezzi propri. mezzi propri e capitale di rischio. mezzi propri e mezzi di terzi. Capitale di terzi e capitale apportato a titolo di prestito.

Quale delle seguenti affermazioni inerenti alle fonti di finanziamento è corretta: Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di terzi ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. le fonti interne sono rappresentate dal capitale di terzi ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. le fonti interne sono rappresentate dal capitale di rischio ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di terzi ossia dal capitale apportato a titolo di prestito.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione attivo fisso 130.000 euro attivo circolante 50.000 euro patrimonio netto 100.000 euro passività consolidate 50.000 euro passività 30.000 euro qual è il rapporto tra l’attivo a breve termine e le passività a breve termine?. 1,667. 1,5. 0,6. 0,625.

L’azienda beta accende un finanziamento con scadenza a 10 anni per un importo di 150 euro e si impegna a rimborsare la prima quota capitale pari a 15.000 euro + interessi di 57 euro la fine dello stesso periodo amministrativo con riferimento alle fonti l’azienda avrà: Passività consolidate pari a 135.000 euro e passività correnti pari a 57 euro. Passività consolidate pari a 150.000 euro e passività correnti pari a 15.000 euro. Passività consolidate pari a 150.000 euro e passività correnti pari a 57 euro. Passività consolidate pari a 135.000 euro e passività correnti pari a 15.000 euro.

Quale delle seguenti affermazioni inerenti alle fonti di finanziamento è corretta: Le fonti interne sono rappresentate dal capitale di terzi ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di rischio ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di terzi ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. Le fonti interne sono rappresentate dal capitale di rischio ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione.

Quale delle alternative completa la seguente frase in modo corretto: “a fronte dell’acquisto e dell’iscrizione in bilancio di un macchinario del valore di 30.000 euro”: Può esservi stata una diminuzione del capitale apportato a titolo di prestito. può esservi stato un aumento del capitale conferito a titolo di dotazione. Può esservi stato un aumento delle liquidità. può esservi stata una diminuzione del capitale conferito a titolo di dotazione.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: attivo fisso 130.000 euro attivo circolante 50.000 euro patrimonio netto 100.000 passività consolidate 50.000 passività correnti 30.000 euro qual è il rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri?. 1,25. 0,8. 0,3. 0,5.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione attivo fisso 130.000 euro attivo circolante 50.000 euro patrimonio netto 100.000 euro passività consolidate 50.000 passività correnti 30.000 euro qual è l’ammontare complessivo del capitale di finanzimaneto?. 80.000 euro. 30.000 euro. 180.000 euro. 50.000 euro.

Un’azienda ha acquistato ed iscritto in bilancio un fabbricato del valore di 200.000 euro anche in assenza di altre insinuazioni si può comunque affermare che: Il capitale di finanziamento non ha subito variazioni. è aumentato un credito verso i clienti. Una fonte di finanziamento ha coperto l’investimento. Si è rilevata una diminuzione dei debiti.

L’azienda beta presenta la seguente situazione attivo fisso 100.000 euro magazzino 35.000 euro crediti commerciali 10.000 disponibilità liquide 5.000 euro patrimonio netto 100.000 euro debiti di finanziamento 30.000 euro debiti commerciali 20.000 euro qual è il rapporto tra le attività correnti e le passività correnti?. 2,5. 0,75. 0,25. 1,75.

Nella riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari i crediti di finanziamento vanno inseriti. Interamente nell’attivo fisso. Interamente tra le passività consolidate. interamente tra le passività correnti. interamente nell’attivo circolante.

Nella riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari i crediti commerciali vanno inseriti. In ogni caso in parte nell’attivo circolante e in parte nell’attivo fisso. interamente nell’attivo circolante. dipende dalla presenza di crediti che scadono oltre i 12 mesi. Interamente nell’attivo fisso.

I mezzi propri si suddividono in: Mezzi conferiti e mezzi autoprodotti. Mezzi propri e mezzi di terzi. mezzi proprie e capitale di rischio. mezzi di terzi e mezzi apportati a titolo di prestito.

La parte di mezzi propri detta “a pieno rischio” è quella. Conferita dai soci. Autoprodotta per messo degli utili. riferita ai debiti verso le banche. riferita ai debiti commerciali.

La parte di mezzi propri “autoprodotta” è quella. Relativa ai conferimenti dei soci. relativa agli utili prodotti e accantonati a riserva. Relativa alle costruzioni in economia ossia alle immobilizzazioni costruite internamente. relativa ai costi sostenuti.

Quale dei seguenti è un esempio di riserva di capitale. Riserva sovrapprezzo azioni. Riserva di utili. riserva statutaria. riserva straordinaria.

Nella riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari un debito bancario. Va inserito tra le passività consolidate. può essere inserito soltanto tra le passività consolidate essendo un debito di finanziamento. va inserito tra le passività correnti. potrebbe essere inserito in parte nelle passività consolidate e in parte nelle passività correnti.

Nella riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari i crediti verso soci per versamenti ancora dovuti vanno inseriti. Dipende da quando è previsto il versamento. Dipende dall’importo del versamento. nell’attivo circolante. nell’attivo fisso.

Nella riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari un rateo attivo maturato su titoli con cedola semestrale va inserito. Nell’attivo fisso. nell’attivo circolante. Nell’arrivo circolante per la quota relativa ai 6 mesi e nell’attivo fisso per la parte residua. nell’attivo circolante se la durata della cedola è inferiore a 6 mesi altrimenti nell’attivo fisso.

Nella riclassificazione dello stato patrimoniale secondo criteri finanziari un risconto attivo relativo ad un fitto passivo annuo va inserito. Tra i costi nel conto economico. nell’attivo fisso. nell’attivo circolante. Nel passivo dello stato patrimoniale.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Riserve utili/capitale di finanziamento. riserve di utili/capitale proprio. riserve di utili/attivo fisso. (passività correnti + passività consolidate)/capitale proprio.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Passività correnti/passività consolidate. passività consolidate/attivo fisso. (liquidità immediate + liquidità differite)/attivo circolante. Mezzi propri/capitale di finanziamento.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Crediti diversi/magazzino. crediti diversi/liquidità immediate. crediti diversi/liquidità differite. nessuna delle altre risposte.

La percentualizzazione del bilancio: È poco utile se l’azienda da esaminare si trova in una condizione di crisi finanziaria. è fondamentale per determinare l’utile d’esercizio e il risultato operativo. agevola la comparazione tra le aziende. Consente di riclassificare il bilancio.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Magazzino/attivo fisso. attivo circolante/attivo fisso. fabbricati/attivo fisso. Attivo fisso/attivo circolante.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”. Macchinari/fabbricati. brevetti/attivo fisso. Arrivo circolante/attivo fisso. fabbricanti/macchinari.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Arrivo circolante/liquidità differite. attivo fisso/attivo circolante. attivo circolante/magazzino. attivo circolante/capitale investito.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Mezzi propri/passività consolidate. nessuna delle altre risposte. Mezzi propri/attivo fisso. mezzi propri/passività correnti.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Partecipazioni strategiche/attivo fisso. (macchinari + attivo fisso)/attivo fisso. (macchinari + fabbricati)/attivo circolante. macchinari/attivo circolante.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Immobilizzazioni finanziarie/oneri finanziari. oneri finanziari/attivo fisso. (immobilizzazioni immateriali/attivo circolante) + attivo fisso. immobilizzazioni materiali/attivo fisso.

Nell’ambito egli indici di composizione rude dei seguenti è un esempio di “peso”: Utile d’esercizio/capitale di finanziamento. Patrimonio netto/utile d’esercizio. riserve/utile d’esercizio. nessuna delle altre risposte.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Fabbricati/attivo fisso. Attivo circolante/patrimonio netto. fabbricati/capitale sociale. fabbricati/capitale netto.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Software/attivo fisso. Disponibilità liquide/attivo fisso. magazzino/attivo fisso. crediti verso clienti/attivo fisso.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Cassa/attivo circolante. (cassa/attivo circolante) + (fabbricati/attivo fisso). nessuna delle altre risposte. Mezzi propri/attivo fisso.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di “peso”: Capitale investito/attivo circolante. capitale investito/attivo fisso. nessuna della altre risposte. Capitale investito/liquidità differite.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Capitale di finanziamento/capitale investito. attivo fisso/capitale investito. capitale di finanziamento/capitale sociale. mezzi propri/passività consolidate.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Fabbricati/attivo fisso. passività correnti/attivo circolante. macchinari/magazzino. attivo circolante/attivo fisso.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Liquidità immediate/liquidità differite. attivo fisso/(magazzino+liquidità differite+ liquidità immediate). Liquidità immediate/magazzino. liquidità differite/magazzino.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Nessuna delle altre risposte. Macchinari/attivo fisso. macchinari/capitale investito. macchinari/fabbricati.

Nell’ambito degli indici di composizione quale dei seguenti è un esempio di rapporto: Magazzino/capitale netto. attivo circolante/attivo fisso. Magazzino/attivo circolante. magazzino/capitale investito.

Quale dei seguenti è un esempio di applicazione della percentualizzazione dei mezzi propri: Mezzi propri/attivo fisso. attivo circolante/mezzi propri. capitale sociale/capitale netto. Attivo fisso/mezzi propri.

Quale dei seguenti è un esempio di applicazione della percentualizzazione dei mezzi propri: Mezzi propri/capitale sociale. capitale sociale/riserva legale. capitale sociale/mezzi propri. Riserva statutaria/riserva legale.

Il grado di indebitamento può essere calcolato attraverso: Indici di composizione. Indici che pongono in correlazione le fonti con gli impieghi. indici che pongono in correlazione elementi dell’attivo con gli altri elementi dell’attivo dello stato patrimoniale. indici di rotazione.

Gli indici che consentono di effettuare un’analogo della rigidità e della elasticità degli impieghi sono. Gli indici che mettono in comparazione gli elementi dell’attivo con quelli del passivo dello stato patrimoniale. gli indici di disponibilità. gli indici di rotazione. gli indici di composizione.

Quale dei seguenti è un esempio di applicazione della percentualizzazione dei mezzi propri: Riserva legale/utile d’esercizio. mezzi di terzi/mezzi propri. mezzi propri/passività consolidate. utile d’esercizio/mezzi propri.

La gestione aziendale è tanto più “elastica” quanto più l’azienda. Riduce il patrimonio netto. aumenta l’attivo circolante. Aumenta l’attivo fisso. riduce l’attivo circolante.

La gestione aziendale è tanto più “elastica” quanto più l’azienda. Aumenta il ricorso al capitale di prestito. riduce il ricorso alle immobilizzazioni. Ricorre all’autofinanziamento. è in grado di investire in immobilizzazioni.

Nell’ambito della percentualizzazione del bilancio quale delle seguenti affermazioni è corretta: Gli indici di composizione dello stato patrimoniale sono la diretta derivazione della percentualizzazione del bilancio. La percentualizzazione si applica soltanto allo stato patrimoniale. gli indici di composizione seguono una logica completamente differente da trasla relativa alla percentualizzazione del bilancio. Gli indici di percentualizzazione dello stato patrimoniale sono la diretta derivazione degli indici di composizione.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: fabbricanti 100.000 euro, macchinari 40.000 euro, marchi 30.000 euro, partecipazioni 100.000 euro, liquidità differite 80.000 euro, magazzino 10.000 euro. l’azienda beta presenta la seguente situazione: fabbricati 190.000 euro, macchinari 30.000 euro, brevetti 70.000 euro, partecipazione o 30.000 euro, magazzino 25.000 euro, liquidità differite 50.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: L’indice di disponibilità del magazzino è maggiore in beta. L’indice di immobilizzo finanziario è maggiore in beta. l’indice di immobilizzo immateriale è maggiore in alfa. l’indice di immobilizzo materiale è maggiore in alfa.

Quale valore dovrebbe assumere il quoziente di rigidità degli impieghi affinché si possa considerare favorevole per l’azienda: Più elevato possibile. 4. più basso possibile. Non si può affermare con certezza.

Nell’ambito dell’analisi di composizione quale delle seguenti affermazioni è corretta: Un rapporto ha sempre valore compreso tra 1 e infito. Un rapporto ha sempre valore compreso tra 0 e 1. Un rapporto ha sempre valore compreso tra 0 e infinito. Un “peso” ha sempre un valore compreso tra 0 e infinito.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: fabbricati 100.000 euro, macchinari 40.000 euro, marchi 30.000 euro, partecipazioni 100.000 euro, liquidità differite 80.000 euro, magazzino 10.000 eur. l’azienda beta presenta la seguente situazione: fabbricati 190.000 euro macchinari 30.000 euro, brevetti 70.000 euro, partecipazioni 30.000 euro, magazzino 25.000 euro, liquidità differite 50.000 quale delle seguenti affermazioni è corretta: L’indice disponibilità del magazzino è uguale in entrambe le aziende. l’indice di elasticità degli impieghi è più basso nell’azienda alfa. l’indice di rigidità degli impieghi è più elevato nell’azienda beta. L’indice di liquidità totale è maggiore in beta.

Nell’ambito dell’analisi di composizione quale dei seguenti è un “peso”( e non un rapporto): Crediti verso clienti/capitale netto. crediti verso clienti/capitale investito. (passività correnti+passività consolidate)/mezzi propri. Crediti verso clienti/magazzino.

Nell’ambito dell’analisi di composizione quale dei seguenti è un rapporto (e non un “peso”): Liquidità differite/capitale investito. mezzi propri/passività a medio-lungo termine. Mezzi propri/capitale di finanziamento. attivo fisso/capitale investito.

Il quoziente di rigidità degli impieghi è dato dal rapporto: Capitale investito/attivo fisso. attivo circolante/attivo fisso. (attivo fisso+attivo circolante)/capitale investito. attivo fisso/attivo circolante.

L’analisi di composizione dello stato patrimoniale si avvale: Di due tipologie di indicatori: Il rapporto e la comparazione. Di due tipologie di indicatori: il peso ed il rapporto. Di due tipologie di indicatori: il peso percentuale. Di due tipologie di indicatori: la differenza e il rapporto.

Nell’ambito dell’analisi di composizione quale dei seguenti è un “peso” (e non un rapporto): (Passività correnti+ passività consolidate)/mezzi propri. passività correnti/capitale di finanziamento. Mezzi propri/attivo fisso. attivo circolante/passività correnti.

Nell’ambito dell’analisi di composizione quale dei seguenti è un rapporto (e non un “peso”): Attivo fisso/capitale investito. attivo circolante/capitale investito. attivo circolante/attivo fisso. Magazzino/capitale investito.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: fabbricanti 150.000 euro, macchinari 50.000 euro, liquidità differite 80.000 euro. L’azienda beta presenta la seguente situazione: fabbricati 200.000 euro, macchinari 50.000 euro, magazzino 80.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: l’azienda alfa ha un grado di rigidità degli impieghi minore dell’azienda beta. l’azienda alfa ha un grado di elasticità degli impieghi minore dell’azienda beta. il peso dell’attivo circolante è maggiore per l’azienda beta. Le due aziende hanno lo stesso grado di elasticità degli impieghi e dunque anche lo stesso grado di rigidità.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: fabbricanti 100.000 euro, macchinari 20.000 euro, liquidità differite 30.000 euro. L’azienda beta presenta la seguente situazione: fabbricati 150.000 euro, macchinari 30.000 euro, liquidità differite 70.000 euro, magazzino 30.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta?. Le due aziende hanno lo stesso grado di elasticità degli impieghi. l’azienda beta ha un grado di elasticità degli impieghi maggiore. L’azienda alfa ha un grado di elasticità degli impieghi maggiore. con i dati a disposizione non è possibile calcolare il grado di elasticità degli impieghi.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: fabbricati 130.000 euro, macchinari 50.000 euro, macchinari 30.000 euro, liquidità differite 80.000 euro. L’azienda beta presenta la seguente situazione: fabbricati 120.000 euro, macchinari 70.000 euro, software 30.000 euro, liquidità differite 70.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: L’azienda alfa ha un indice di immobilizzo materiale minore dell’azienda beta. L’azienda alfa ha un codice di immobilizzo immateriale maggiore dell’azienda beta. l’azienda alfa ha un grado di elasticità degli impieghi minore dell’azienda beta. l’azienda alfa ha un indice di immobilizzo finanziario maggiore dell’azienda beta.

Il complemento dell’indice di autonomia finanziaria è. L’indice di disponibilità. l’indice di immobilizzo materiale. l’indice di disponibilità di magazzino. l’indice di indebitamento.

L’indice (Pml + Pb)/Mp rappresenta: L’indice di disponibilità. il quoziente di indebitamento. L’indice di autonomia finanziaria. l’indice di indebitamento permanente.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: Mp=100.000 euro, Pml= 70.000 euro, Pb=30.000 euro. Quale delle seguenti è un affermazione corretta: Il quoziente di indebitamento dell’azienda alfa è pari a 0,85. Il quoziente di indebitamento dell’azienda alfa è pari a 0,7. Il quoziente di indebitamento dell’azienda alfa è pari a 0,3. Il quoziente di indebitamento dell’azienda alfa è pari a 1.

L’indice di autonomia finanziaria è espresso dal rapporto. Mezzi propri/capitale di finanziamento. utile di esercizio/capitale di finanziamento. mezzi di terzi/capitale di finanziamento. utile di esercizio/mezzi propri.

L’indice R/Cs dove R rappresenta le riserve e Cs il capitale sociale è aumentato del 20% nel corso di tre anni come può essere interpretata questa tendenza: Come un maggior grado di protezione del capitale sociale. Come una minore capacità dell’azienda di produrre utili. come un minore indebitamento. come una maggiore tendenza dell’azienda a distribuire gli utili.

Le due principali fonti di finanziamento aziendale sono: Il capitale sociale e le riserve. il capitale netto e i debiti. I finanziamenti ricevuti e quelli concessi. i finanziamenti ricevuti e le riserve di capitale.

L’azienda alfa presenta un quoziente di indebitamento pari a 6 e un quoziente di consolidamento del passivo pari a 0,5 si può dunque dedurre che: L’azienda è piuttosto indebitata ma riuscirà a far specie ai suoi debiti. l’azienda è piuttosto indebitata e buona parte dei debiti a medio/lungo termine. L’azienda è piuttosto indebitata e buona parte dei debiti è a breve termine. l’azienda è poco indebitata e buona parte dei debiti è a medio/lungo termine.

L’azienda alfa presenta la seguente situazione: Mp=100.000 euro, Pml=70.000 euro, Pb=30.000 euro. Quale delle seguenti è una affermazione corretta. L’indice di indebitamento permanente dall’azienda alfa è pari a 1,7. l’indice di indebitamento permanente dell’azienda alfa è pari a 1. l’indice di indebitamento permanente dell’azienda alfa è pari a 0,7. l’indice di indebitamento permanente dell’azienda alfa è pari a 0,85.

Il peso delle riserve sul capitale. Si può misurare ricorrendo all’indice di dipendenza finanziaria. si può misurare ricorrendo all’indice di indipendenza finanziaria. si può misurare ricorrendo all’indice di indebitamento. si può misurare ricorrendo all’indice di solidità patrimoniale.

L’azienda alfa nell’anno n presenta la seguente situazione: mezzi propri 30.000, passività consolidate 20.000, passività correnti 5.000 euro. Nell’anno n+1 presenta la seguente situazione: mezzi propri 40.000 euro, passività consolidate 10.000 euro passività correnti 80.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: Nel corso dei due anni l’acritica a ha ridotto la dipendenza finanziaria. nel corso dei due anni il capitale acquisito per finanziarie la gestione è aumentato. nel Corso dei due anni l’azienda ha guadagnato determinata finanziaria. nel corso dei due anni l’azienda è riuscita a ridurre l’indebitamento.

L’azienda alza nell’anno n presenta la seguente situazione: mezzi propri 30.000 passività consolidate 20.000 euro nell’anno n+1 presenta là studente situazione: Nel corso dei due anni l’indice di indebitamento è aumentato. nel corso dei due anni l’indice di indebitamento permanente è rimasto invariato. nel corso dei due anni l’azienda ha mantenuto costante il livello di indebitamento. nel peso dei due anni l’indice di autonomia finanziaria è diminuito.

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