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Domande paniere e

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Domande paniere e

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domande paniere e

Creation Date: 2026/02/18

Category: Others

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Il soggetto economico è: Colui al quale fanno capo gli obblighi e i diritti che sorgono nello svolgimento dell’attività d’impresa. colui il quale è chiamato a rispondere con il proprio patrimonio personale delle obbligazioni della società. sempre presente nelle società di capitali ma mai nelle società di persone. colui al quale fanno capo gli interessi interni d’azienda e in forza di ciò amministra e governa l’impresa.

In una società per azioni il soggetto giuridico è rappresentato: Dai soci. dal consiglio di amministrazione. Dai soci di maggioranza. dalla società stessa.

Nella società in accomandita semplice chi risponde delle obbligazioni sociali. Tutti i soci in maniere illimitata. solo la società con il proprio patrimonio. i soci accomandantari rispondo limitatamente alla quota sottoscritta mentre i scoi accomandanti rispondono illimitatamente e solidamente. i soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota sottoscritta mentre i soci accomandantari rispondono illimitatamente e solidamente.

Nelle imprese pubbliche: Nessuna delle precedenti. la forma giuridica dell’impresa può essere anche quella della società commerciale SpA oppure Srl. non vi è né il soggetto giuridico né il soggetto giuridico. Il soggetto economico è sempre di tipo privatistico.

In quale modello di corporate governance (tra i seguenti) si ha la più bassa stabilità della proprietà: Quello della public company. Quello dell’insider system. Quello della società di persone. quello della impresa a proprietà ristretta.

La società A possiede il 45% delle azioni della società B pertanto: Si può affermare che A non esercita il controllo di diritto di B. Si può affermare che è una società di persone. si può affermare che A esercita il controllo di diritto di B. nessuna delle precedenti.

La società A possiede il 50%+1 delle azioni della società B pertanto: Nessuna delle precedenti. A esercita il controllo di diritto di B. A esercita il controllo esterno di B per vincoli contrattuali. A esercita il controllo di fatto di B.

Quando all’interno di un gruppo aziendale è possibile risalire ad una società holding a cui è attribuito il controllo di tutte le attività del gruppo il gruppo aziendale stesso si dirà: indiretto. diretto. associativo. gerarchico.

La piramide di Maslow: Si basa sulle condizioni di equilibrio economico. nessuna delle precedenti. si basa sul profitto. Si basa sui bisogni.

L’ambiente specifico: Fa riferimento alle condizioni naturali del contesto in cui l’impresa vive:clima idrografia ecc. è il luogo in cui è stata fissata la sede legale dell’impresa. nessuna delle precedenti. è il settore di attività economica in cui l’impresa opera e più in particolare sono i mercati di acquisto e di sbocco a cui essa si rivolge.

In uno stato patrimoniale la cassa è: È un’immobilizzazione finanziaria. rappresenta la liquidità aziendale. È la riserva legale. è un’immobilizzazione materiale.

L’integrazione verticale: Nessuna delle precedenti. coincide con l’outsourcing. rappresenta lo svolgimento in-house in base di attività prima svolte all’esterno. è una strategie funzionale.

Il “valore della produzione” si trova: Nello stato patrimoniale. nel prospetto produttivo. nel conto economico. Nel rendiconto finanziario.

Nel sistema competitivo della concorrenza allargata le barriere all’entrata diventano più alte: Quando per entrare nel settore c’è bisogno di competenze altamente specialistiche. quando sono poco numerosi i clienti. Quando per entrare nel settore non c’è bisogno di competenze altamente specialistiche. nessuna delle precedenti.

L’aggregato delle imprese assimilabili nei processi di produzione dei beni o servizi che si rivolgono agli stessi mercati di sbocco forma: Una holding. Nessuna delle precedenti. un settore. un gruppo aziendale finanziario.

Le economie di scala consistono: nell’aumento dei costi medi unitari di prodotto all’aumentare dei volumi (scala) di produzione. nel fatto che i costi medi unitari di prodotto si mantengono costanti all’aumentare dei volumi(scala) di produzione. nessuna delle precedenti. nella diminuzione dei costi medi unitari di prodotto all’aumentare dei volumi (scala) di produzione.

Nel sistema competitivo della concorrenza allargata le barriere all’entrata sono basse: quando la domanda è elastica. quando per entrate nel settore non c’è bisogno di elevati capitali finanziari. quando la domanda è anelastica. quando per entrare nel settore c’è bisogno di elevati capitali finanziari.

Le economie di scala possono avere origine: Solo all’interno dell’azienda. solo all’esterno dell’azienda. sia all’interno che all’esterno dell’azienda. solo per via della riduzione nell’intensità della concorrenza (diretta).

Nel sistema competitivo della concorrenza allargata risulta favorevole al potere contrattuale dei fornitori: La presenza numerosa dei fornitori stessi. la presenza di numerosissime imprese acquirenti. Nessuna delle precedenti. la concentrazione e la grade dimensione delle imprese acquirenti.

Nel sistema competitivo della concorrenza allargata le barriere all’entrata diventano più alte: Nessuna delle precedenti. quando per entrare nel settore c’è bisogno di ingenti capitali finanziari. quando per entrare nel settore non c’è bisogno di ingenti capitali finanziari. quando molti sono i fornitori delle aziende che stanno nel settore.

Nel sistema competitivo della concorrenza allargata la frammentazione e la piccola dimensione delle imprese acquirenti: Fa diminuire il potere contrattuale dei fornitori. fa aumentare le barriere all’entrata. fa aumentare i prodotti sostitutivo. fa aumentare il potere contrattuale dei fornitori.

Nel sistema competitivo della concorrenza allargata la frammentazione e la piccola dimensione dei fornitori: Fa diminuire il potere contrattuale dei fornitori. fa aumentare il potere contrattuale dei fornitori. fa aumentare i prodotti sostitutivi. fa aumentare le barriere all’entrata nel settore.

L’impresa a proprietà diffusa public company si distingue per: La sua presenza esclusiva in italia. un alta stabilità della compagine azionaria. una bassa stabilità della compagine azionaria. la costante presenza di enti pubblici e banche nella compagine azionaria.

Tra i seguenti qual è uno dei vantaggi prospettati dal modello di impresa detto”padronale”(anche detto a proprietà chiusa) rispetto agli altri modelli di governance conosciuti?. La compagine azionaria poco stabile. la compagine azionaria pluralista. Orientamento delle decisioni tipicamente al lungo periodo. basso livello dell’indebitamento.

In quale modello di corporate governance(tra i seguenti)si ha la più alta stabilità della proprietà: Quello della impresa a proprietà ristretta. quello della public company. quello del modello outsider system. nessuna delle affermazioni.

L’impresa a proprietà ristretta e l’impresa a proprietà chiusa sono accumunate: Dal fatto che ambedue presentano un’alta stabilità della compagine azionaria. dal fatto che ambedue presentano una struttura proprietaria unitaria. dal fatto che ambedue presenta una struttura proprietaria pluralista. nessuna delle precedenti.

In quale modello di corporate governance (tra i seguenti) si ha una struttura pluralista: Impresa a proprietà chiusa. quello dell’insider system. Nessuna delle precedenti. public company.

In quale modello di corporate governance(tra i seguenti) si ha una struttura proprietaria unitaria: Tutte le alternative proposte sono esatte. impresa padronale. impresa a proprietà ristretta. public company.

In quale modello di corporate governance(tra i seguenti) si ha una struttura proprietaria unitaria: Public company. outsider system. impresa padronale. Impresa a proprietà ristretta.

L’impresa a proprietà chiusa (o padronale) rispetto alla public company: È caratterizzata da una struttura proprietaria “pluralista” e presenta lo svantaggio di alti livelli di indebitamento. è caratterizzata da una struttura proprietaria “unitaria” e presenta lo svantaggio di alti livelli di indebitamento. è caratterizzata da una struttura proprietaria “unitaria” e presenta il vantaggio di bassi livelli di indebitamento. è caratterizzata da una struttura proprietaria “pluralista” e presenta il vantaggio di bassi livelli di indebitamento.

In quale modello di governance si verifica la polverizzazione della proprietà tra un numero molto elevato di azionisti?. Il modello della public company. Il modello della proprietà ristretta. il modello della proprietà chiusa. il modello del gruppo gerarchico.

A quale modello di governance si riferisce quando si parla di una proprietà concentrata e stabile nelle mani di uno e pochi individui o nel gruppo familiare. Quello della proprietà chiusa. Quello della proprietà ristretta. quello della società di persone. quello della public company.

In quale modello di corporate governance (tra i seguenti) si ha la più bassa stabilità della proprietà: Quello della impresa a proprietà ristretta. quello della public company. Quello della concorrenza ristretta. quello della concorrenza allargata.

Gli organi che assolvono funzioni di supporto assistenza e consulenza sia nei confronti dell’organo volitivo sia nei confronti degli organi di direzione pur se non assumono decisioni vincolanti per altri ma solo pareri vengono chiamati: Organi volitivi. organi esecutivi. Organi di line. Organi di staff.

Gli organi di Line sono: nessuna delle precedenti. organi direttivi. organi consultivi. organi di staff.

Gli organi di staff sono: Organi direttivi. organi esecutivi. organi di consulenza e supporto. Organi volitivi.

Quale struttura organizzativa prevede una divisione verticale del lavoro in direzione generale direzioni di funzioni ed unità operative nonché la presenza eventuale di organi di staff: La struttura plurifunzionale. La struttura multi divisionale. la struttura semplice. la struttura a matrice.

L’insufficiente motivazione dei dipendenti è il principale svantaggio della: Struttura semplice. struttura organizzativa plurifunzionale. struttura organizzativa multi divisionale. struttura organizzativa a matrice.

A partirà di altre condizioni qual è il maggiore svantaggio della struttura plurifunzionale rispetto a quella multidivisionale: L’efficacia. l’efficienza. nessuna delle precedenti. le economie di scala.

In quale struttura organizzativa si realizza il minore decentramento decisionale: Struttura plurifunzionale. Struttura a matrice. struttura multi divisionale. struttura della società per azioni.

Nella struttura organizzativa plurifunzionale il lavoro è suddiviso in senso orizzontale per: Output ovvero si segue il criterio della specializzazione per prodotto. Aree funzionali operativo-caratteristiche e aree ausiliarie. nessuno dei modi descritti alle precedenti alternative. direzione generale direzione di divisione e direzione di funzione.

Qual è il maggior svantaggio a parità di altre condizioni della struttura multi divisionale rispetto a quella plurifunzionale?. la scarsa efficienza. La scarsa efficacia. lo scarso sovraccarico decisionale della direzione generale. nessuna delle precedenti.

Tra le seguenti qual è la struttura organizzativa che precede il maggior numero di livelli gerarchi (più accentuata divisione verticale del lavoro): La struttura plurifunzionale. la struttura semplice. la struttura di settore. La struttura multi divisonale.

Nella struttura organizzativa multi divisionale il lavoro è suddiviso in senso verticale per: Direzione generale direzione di divisone e direzione di funzione. nessuna delle precedenti. direzione generale e direzione di funzione. input ovvero si segue il criterio della specializzazione per risorse.

La divisione orizzontale del lavoro nella struttura organizzativa a matrice avviene: Sulla base del solo criterio di divisione per input(per tecnica/funzione). nessuna delle precedenti. sulla base del solo criterio di divisone per output(per prodotto/mercato/clientela). sulla base criteri di divisione per input (per tecnica/funzione) e per output(per prodotto/mercato/clientela).

Nella struttura organizzativa a matrice la divisione orizzontale del lavoro avviene: Per input ed output. Solo per input. solo per output. nessuna delle precedenti.

Le strategie che per l’impresa rispondono alla domanda”dove operare” (ovvero in quali mercati/settori operare) e sono relative alla scelta delle aree d’affari in cui svolgere la propria attività sono le: Le strategie di capitalizzazione. strategie funzionali. strategie di impresa. Strategie competitive.

In una data area strategica di affari(ASA) il vantaggio competitivo può essere conseguiti dall’impresa solo in due modi o come vantaggio di costo o come vantaggio di differenziazione: È falso. è vero. È vero per l’impresa padronale. È vero per la public company.

Il documento che espande il programma della gestione aziendale (nel quale si definiscono in maniere dettagliata le azioni da svolgere nel corso di un dato periodo futuro)in termini di quantità economico-finanziarie si chiama: budget. bilancio civilistico. bilancio di fine esercizio. stato patrimoniale.

La valutazione delle prestazioni del personale subordinato è basata sull’autovalutazione quando lo stile di comando è di tipo: Democratico. permissivo. accentrato. autoritario.

Lo stile di comando per cui “il superiore concorda con i subordinati le modalità di svolgimento del lavoro i subordinati a loro volta sono giudicati in base ai risultati…”viene definito come: Stile permissivo. stile democratico. Nessuna delle precedenti. stile autoritario.

Il periodo di tempo compreso tra l’acquisizione dei fattori produttivi (momento del sorgere di osti) e la vendita dei beni e/o servizi ottenuti (momento del sorgere dei ricavi) costituisce: Il “ciclo finanziario”. il “ciclo economico”. il “ciclo monetario”. il “ciclo tecnico”.

I valori assegnati ai prodotti finiti venduti. Vanno sotto il nome di “valori di ricavo”. vanno sotto il nome di “valori di ricavo pluriennale”. vanno sotto il nome di “valori di ricavo anticipato”. Nessuna delle precedenti.

L’aspetto economico della gestione comprende entrate ed uscite. È vero. è vero per le entrate ma è falso per le uscite. nessuna delle precedenti. È falso.

Le variazioni economiche negative possono essere costituite: Da ricavi e conferimenti di capitale da parte dei soci. Da costi e prelievi di capitale da parte dei soci. Da ricavi e prelievi di capitale da parte dei soci. da costi e conferimenti di capitale da parte dei soci.

Le variazioni economiche positive possono essere costituite: Da ricavi e conferimenti di capitale da parte dei soci. Da costi e conferimenti da parte dei soci. da costi e prelievi di capitale da parte dei soci. da ricavi e prelievi di capitale da parte dei soci.

Le variazioni finanziarie negative possono essere costituite: Da aumento dei crediti aumento dei debiti aumento della cassa. da aumento dei crediti diminuzione dei debiti aumento della cassa. Da diminuzione dei crediti aumento dei debiti diminuzione della cassa. da diminuzione dei crediti diminuzione dei debiti aumento della cassa.

Le variazioni finanziarie positive possono essere costituite: Da diminuzione dei crediti diminuzione dei debiti aumento della cassa. da aumento dei crediti diminuzione dei debiti aumento della cassa. da diminuzione dei crediti aumento dei debiti aumento della cassa. da aumento dei crediti aumento dei debiti aumento della cassa.

Sono variazioni economiche positive: Nessuna delle precedenti. i costi. i ricavi. i prelievi di capitale da parte dei soci.

Sono variazioni economiche negative: I costi. I ricavi. nessuna delle precedenti. i conferimenti di capitale.

La sommatoria algebrica dei valori di costo e dei valori di ricavo esprime il: Il capitale. il capitale d’esercizio. il reddito d’esercizio. il reddito.

I valori assegnati ai fattori produttivi acquisiti: Vanno sotto il nome di “valori di costo”. vanno sotto il nome di “valori costo pluriennale”. vanno sotto il nome di “valori di costo d’esercizio”. vanno sotto il nome di “valori di costo sospeso”.

Considerare le operazione di gestione in termine del loro contributo alle modificazioni che subisce il capitale proprio per effetto del processo di formazione del reddito d’impresa equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: Numerario assimilato. finanziario. numerario presunto. economico.

Considerare le operazioni di gestione in termine del loro contributo alla formazione del capitale proprio (conferimenti e prelievi di capitale da parte del titolare o dei soci) equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: Numerario assimilato. numerario presunto. economico. finanziario.

Un aumento del denaro in cassa da luogo ad una variazione: Numeraria certa positiva. numeraria assimilata positiva. diminutiva dei crediti di finanziamento. aumentativa dei crediti di finanziamento.

Una diminuzione del denaro in cassa da luogo ad una variazione: Numeraria assimilata negativa. aumentativa dei crediti di finanziamento. diminutiva dei crediti di finanziamento. numeraria certa negativa.

Un aumento dei debiti di finanziamento da luogo ad una variazione: Nessuna delle precedenti. numeraria assimilata negativa. numeraria presunta positiva. numeraria assimilata positiva.

Una diminuzione dei debiti di finanziamento da luogo ad una variazione: Nessuna delle precedenti. numeraria presunta negativa. numeraria assimilata negativa. numeraria assimilata positiva.

Un aumento dei crediti di finanziamento dà luogo ad una variazione: Nessuna delle precedenti. numeraria assimilata positiva. numeraria assimilata negativa. numerari a presunta negativa.

Una diminuzione dei crediti di finanziamento dà luogo ad una variazione: Nessuna delle precedenti. Numeraria assimilata positiva. numeraria presunta positiva. numeraria assimilata negativa.

Le operazioni della “fase di provvista”: Generano variazioni finanziarie negative. nessuna delle precedenti. generano variazioni economiche positive. generano variazione finanziare positive.

Considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni o di movimenti di moneta che esse determinano equivale a osservare la gestione sotto il profilo: Nessuna delle precedenti. economico. finanziario. patrimoniale.

Considerare le operazioni di gestioni in termini di modificazioni e di variazioni nelle disponibilità liquide e nei crediti di funzionamento equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: Numerario. Dei debiti e crediti di finanziamento. nessuna delle precedenti. Economico.

Considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nelle disponibilità liquide equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: Numerario certo. Numerario presunto. numerario assimilato. Nessuna delle precedenti.

Considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nei crediti e debiti commerciali equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: Numerario assimilato. nessuna delle precedenti. numerario presunto. numerario certo.

Considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nei crediti e debiti di funzionamento gravate da un notevole grado di incertezza equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: Nessuna delle precedenti. numerario presunto. Numerario certo. Numerario assimilato.

Considerare le opere razioni di gestione in termini di modificazioni nei crediti e debiti di finanziamento equivale a osservare la gestione sotto il profilo: Numerario assimilato. Numerario presunto. numerario certo. nessuna delle precedenti.

La vendita del prodotto finito da luogo: Al conseguimento di un utile. al conseguimento di ricavi. Nessuna delle precedenti. Al sostenimento di costi.

Un aumento dei debiti di funzionamento da luogo ad una variazione: Numeraria assimilata negativa. Diminutiva dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. aumentativa dei crediti di finanziamento.

Le operazioni della “fase di provvista”: Generano variazioni numerarie negative. Nessuna delle precedenti. generano variazioni nei debiti e crediti di finanziamento negative. generano variazioni numerarie positive.

Le operazioni della “fase di scambio”: Generano variazioni economiche negative. generano variazioni finanziarie negative. generano variazioni finanziarie positive. Nessuna delle precedenti.

Le operazioni della “fase di scambio”: Generano variazioni numerarie negative. generano variazioni nei debiti e crediti di finanziamento positive. nessuna delle precedenti. Generano variazioni numerarie positive.

Una diminuzione dei crediti di funzionamento da luogo ad una variazione: aumentativa dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. numeraria assimilata negativa. Diminutiva dei crediti di finanziamento.

Un aumento dei crediti di funzionamento da luogo ad una variazione: Aumentativa dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. numeraria assimilata negativa. diminutiva dei crediti di finanziamento.

Una diminuzione dei debiti di funzionamento da luogo ad una variazione: Diminutiva dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. numeraria assimilata negativa. aumentativa dei crediti di finanziamento.

Ogni operazione di provvista e scambio da luogo a: Nessuna delle precedenti. variazione nei valori sia originari finanziari sia derivati economici. variazione nei soli valori derivati economici. variazione nei soli valori originari finanziari.

Determinano uscite che misurano l’entità dei costi: Le operazioni di finanziamento. le operazioni di provvista. le operazioni di scambio. nessuna delle precedenti.

Determinano entrate che misurano l’entità di ricavi: Nessuna delle precedenti. le operazioni di finanziamento. le operazioni di provvista. le operazioni di scambio.

Un costo si dice “sostenuto”(numerariamente sostenuto) nel momento in cui si verifica: Nessuna delle precedenti. l’entrata numeraria che ne misura la consistenza. che è stipulato il contratto di acquisito del relativo fattore produttivo. l’uscita numeraria che ne misura la consistenza.

Un ricavo si dice “conseguito”(numerariamente conseguito) nel momento in cui si verifica: Nessuna delle precedenti. è stipulato il contratto di acquisto del relativo fattore produttivo. entrata numeraria che ne misura la consistenza. uscita numeraria che ne misura la consistenza.

Acquistate attrezzature per 2.700 euro con pagamento a 90 giorni: Nessuna delle alternative proposte è esatte. si ha una variazione numeraria negativa certa di 2.700 euro che misura un costo dello stesso importo per l’acquisizione di un fattore produttivo. si ha una variazione numeraria negativa assimilata di 2.700 euro che misura un costo dello stesso importo per l’acquisizione di un fattore produttivo. si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 2.700 euro che misura un costo dello stesso importo che per l’acquisizione di un fattore produttivo.

Pagato con assegno bancario un debito di fornitura pregresso che era pari a 500 euro. L’operazione non ha risvolti economici ma si esaurisce in una duplice variazione finanziaria una positiva e l’altra negativa del medesimo importo. l’operazione fa sorgere una variazione finanziaria positiva (estinzione debito di fornitura) che misura una variazione economica positiva. nessuna delle alternative è corretta. l’operazione fa svolgere una variazione finanziaria positiva (estinzione debito di fornitura) che misura una variazione economica negativa.

Vendute merci per 450 euro con regolamento in contanti. Nessuna delle precedenti. si ha una variazione numeraria positiva certa di 450 euro che misura una variazione finanziaria positiva certa di ricavi per la vendita di merci il cui importo ammonta anch’esso a 450 euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 450 euro che misura una variazione economica negativa di ricavi per la vendita di merci il cui importo ammonta anch’esso a 450 euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 450 euro che misura una variazione economica positiva di ricavi per la vendite di merci il cui importo ammonta anch’esso a 450 euro.

Vendute merci per 1.450 euro con regolamento metà in contanti e concordano la riscossione del resto a 30 giorni. Aspetto finanziario: si ha una variazione numeraria positiva certa di 725 euro per l’aumento della cassa si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+crediti v/clienti). Aspetto economico: si ha un ricavo (variazione economica positiva) per la vendita di merci il cui importo ammonta a 1.450 euro. Aspetto finanziario: si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 euro per l’aumento della cassa si ha una variazione numeraria positiva presunta di 725 euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+crediti v/clienti). Aspetto economico: si ha un ricavo (variazione economica positiva) per la vendita di merci il cui importo ammonta a 1.450 euro. Aspetto finanziario: si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 euro per l’aumento della cassa si ha una variazione numeraria positiva presunta di 725 euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+crediti v/clienti). Aspetto economico: si ha un ricavo (variazione economica negativa) per la vendita di merci il cui importo ammonta a 1.450 euro. Aspetto finanziario: si ha una variazione numeraria positiva certa di 725 euro per l’aumento della cassa si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+crediti v/clienti). Aspetto economico: si ha un costo (variazione economica negativa) per la vendita di merci il cui importo ammonta a 1.450 euro.

Eseguito un apporto di denaro da parte dei proprietari per 5.000 euro. Si ha una variazione numeraria positiva certa di 5.000 euro che misura un aumento del capitale proprio (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo anch’esso a 5.000 euro. Si ha una variazione numeraria positiva presunta di 5.000 euro che misura un aumento del capitale proprio (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo anch’esso a 5.000 euro. Si ha una variazione numeraria positiva certa di 5.000 euro che misura una diminuzione del capitale proprio (variazione economica negativa) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo anch’esso a 5.000 euro. Si ha una variazione numeraria positiva certa di 5.000 euro che misura un ricavo (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo anch’esso a 5.000 euro.

Rimborsate ai proprietari quote di capitale pari a 1.000 euro. Si ha una variazione numeraria negativa certa di 1.000 euro che misura una diminuzione del capitale proprio (variazione economica negativa) per il rimborso di denaro ai proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 euro. Si ha una variazione numeraria positiva cera di 1.000 euro che misura un ricavo (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 euro. si ha una variazione numeraria negativa presunta di 1.000 euro che misura un aumento del capitale proprio (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 1.000 euro che misura una diminuzione del capitale proprio (variazione economica negativa) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 euro.

Ottenuto da terzi un finanziamento di 10.000 euro. la variazione numeraria positiva certa (entrata) di 10.000 misura la variazione finanziaria negativa generata dall’aumento dei debiti di finanziamento per lo stesso importo di 10.000 euro. la variazione numeraria positiva certa (entrata) di 10.000 misura la variazione finanziaria positiva generata dall’aumento dei debiti di finanziamento per lo stesso importo di 10.000 euro. la variazione numeraria positiva certa (entrata) di 10.000 misura la variazione economica negativa generata dall’aumento dei debiti di finanziamento per lo stesso importo di 10.000 euro. la variazione numeraria positiva certa (entrata) di 10.000 misura la variazione economica positiva generata dall’aumento dei debiti di finanziamento per lo stesso importo di 10.000 euro.

I debiti di funzionamento: Sorgono in relazione a dilazioni di pagamento che l’azienda ottiene dai fornitori. sono le rate in scadenza dei muti. nessuna delle precedenti. sorgono in relazione a presiti bancari e/o altri istituti di credito.

L’insieme dei mezzi a disposizione in un dato momento di diritto e di fatto del soggetto aziendale per il perseguimento delle finalità aziendali prende il nome di: Di immobilizzazioni. capitale d’impresa. nessuna delle precedenti. reddito d’impresa.

Sostituiscono temporaneamente un uscita monetaria e sono espressione del credito mercantile di cui l’azienda gode: I debiti di finanziamento. i crediti di funzionamento. i crediti di finanziamento. i debiti di funzionamento.

Si accompagnano ad un entrata monetaria: I debiti di funzionamento. i crediti di finanziamento. i crediti di funzionamento. i debiti di finanziamento.

Gli investimenti sono classificati in attivo immobilizzato e attivo circolante sulla base della facilità “con cui possono essere convertiti in moneta”: Nel criterio del ciclo finanziario. nel criterio del ciclo economico. nel criterio della destinazione. nel criterio della liquidità.

Secondo il criterio della liquidità gli investimenti sono classificati in disponibilità “attivo circolante” quando: Gli investimenti sono destinati a rimanere durevolmente legati all’impresa. possono essere convertiti in moneta in tempo brevi e senza rilevanti perdite. Gli investimenti non sono destinati a rimanere durevolmente legati all’impresa ad esempio un magazzino di prodotti fuori moda. non sono facilmente liquidabili.

Secondo il criterio della destinazione gli investimenti sono classificati in “disponibilità” quando: Sono facilmente liquidabili. non possono essere convertiti in moneta in tempi brevi e senza rilevanti perdite. possono essere convertiti in moneta in tempo brevi e senza rilevanti perdite. non sono destinati a rimanere durevolmente legati all’impresa.

In un’impresa che crea ricchezza ci aspettiamo di trovare la seguente equazione del capitale: A=P+CN (attività=passività+capitale netto). A=P(attività=passività). A+DP=P(attività+deficit patrimoniale=passività). nessuna delle precedenti.

Le attività sono pari alla consistenza del capitale netto aumentato delle passività A=P+CN. È l’equazione fondamentale del capitale sotto l’aspetto qualitativo. È l’equazione fondamentale del reddito sotto l’aspetto qualitativo. È l’equazione fondamentale del reddito sotto l’aspetto quantitativo. È l’equazione fondamentale del capitale sotto l’aspetto quantitativo.

In un’impresa che distrugge ricchezza potremmo trovare quale tra le seguenti equazioni del capitale: Utile=ricavi-costi. A=P(attività=passività). nessuna delle precedenti. A=P+CN (attività=passività+ capitale netto).

Nella fase iniziale della costituzione di un’impresa l’equazione del capital è: A=P+CN(attività=passività+capitale netto). A+DP=P(attività+ deficit patrimoniale=passività). A=P(attività=passività). A=CN(attività=capitale netto).

Nell’equazione fondamentale del capitale in cui (A)+(-P)= fondo netto di valori qualora A<P il fondo netto di valori. Ha segno positivo e assume la denominazione di capitale netto (CN). Ha segno negativo e assume la denominazione di capitale netto (CN). ha segno negativo e assume la denominazione di deficit patrimoniale (DP). ha segno positivo e assume la denominazione di deficit patrimoniale(DP).

Nell’equazione fondamentale del capitale (A)+(-P) la somma algebrica tra le attività e le passività è pari: Al reddito conseguito. al cosiddetto fondo netto di valori. Nessuna delle precedenti. all’eventuale perdita/utile di esercizio.

Nell’equazione fondamentale del capitale in cui (A)+(-P)= fondo netto di valori qualora A>P il fondo netto die valori: Ha segno positivo e assume la denominazione di deficit patrimoniale(DP). ha segno negativo e assume la denominazione di deficit patrimoniale(DP). ha segno positivo e assume la denominazione di capitale netto (CN). ha segno negativo e assume la denotazione di capitale netto (CN).

Il valore delle attività aziendali è 19.000 euro mentre il valore delle passività aziendali è 120.000 pertanto si può dire certamente che: In cassa c’è denaro costante per 70.000 euro. il reddito netto è 70.000 euro. il capitale investito è 70.000 euro. il capitale proprio è 70.000 euro.

Il valore delle attività aziendali è 150.000 euro mentre ill valore delle passività aziendali è 130.000 euro pertanto si può dire certamente che: Il capitale investito è 20.000 euro. il capitale proprio è 20.000 euro. In cassa c’è denaro contante per 20.000 euro. il reddito netto è 20.000.

Qual è la configurazione del capitale che tiene conto del valore di cessione determinato tendendo conto del valore attribuibile all’impresa intesa come complesso economico funzionante. Il capitale di liquidazione. il capitale economico. Il capitale di costituzione. il capitale di conferimento.

Qual è la configurazione di capitale determinata nell’ipotesi che i processi produttivi siano destinati a cessare con la trasformazione in denaro liquido delle attività l’estinzione delle passività ed il riparto dell’eventuale residuo tra gli aventi diritto. Il capitale di funzionamento. il capitale di liquidazione. Il capitale economico. I capitale di costituzione.

La configurazione di capitale che si rileva nel bilancio di esercizio di un’impresa in funzionamento è: Il capitale economico. il capitale di costituzione. il capitale di funzionamento. Il capitale di liquidazione.

Quale tra le seguenti voci non è una delle parti ideali del capitale netto: Risconti attivi. perdita d’esercizio. Utile d’esercizo. capitale sociale.

In un’impresa che distrugge ricchezza potremmo trovare quale tra le seguenti equazione i del capitale: Nessuna delle precedenti. A+DP=P(attività+deficit patrimoniale=passività). A=P+CN(attività=passività+capitale netto). Utile=ricavi+costi.

I costi sospesi sono: Le utilità da sfruttare (dei fattori produttivi)essi altro non sono che passività del capitale. le utilità ancora da sfruttare(dei fattori produttivi)essi altro non sono che le attività del capitale. Le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che attività del capitale. Le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che passività del capitale.

La natura dei ricavi sospesi è: Nessuna delle precedenti. di servizi acquistati ma che l’impresa non ha ancora sfruttato alla fine dell’esercizio quindi la natura è quella delle passività. di servizi venduti ma che l’impresa si è obbligata a erogare per il futuro quindi la natura è quella delle passività. Di servizi venduti ma che l’impresa si è obbligata a erogare per il futuro quindi la natura è quella delle attività.

I ricavi sospesi sono: Le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che attività del capitale. le utilità ancora da sfruttare (dei fattori produttivi) essi altro non sono che attività del capitale. le utilità ancora ds sfruttare(dei fattori produttivi) essi altro non sono che passività del capitale. le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che passività del capitale.

Il reddito di esercizio si determina contrapponendo. Il valore dei servizi/utilità acquistati nel periodo al valore dei servizi/utilità ceduti nello stesso periodo. dai cicli finanziari della gestione conclusi nell’esercizio. nessuna delle precedenti. il valore dei servizi/utilità effettivamente consumati nel periodo al valore dei servizi/utilità effettivamente ceduti nello stesso.

Il reddito di esercizio di ottiene dalla differenza tra ricavi e costi derivanti: Dai cicli finanziari della gestione conclusi nell’esercizio. dai cicli economici della gestione conclusi nell’esercizio. nessuna delle alternative proposte è esatta. dai cicli tecnici della gestione conclusi nell’esercizio.

In assenza di conferimenti e prelievi di capitale da parte dei soci la perdita d’esercizio coincide con: Nessuna delle precedenti. il maggiore ammontare di capitale netto finale rispetto a quello iniziale. differenza tra tute le entrate e le uscite verificatesi durante l’anno. il minor ammontare di capitale netto finale rispetto a quello iniziale.

In assenza di conferimenti e prelievi di capitale da parte dei soci l’utile d’esercizio coincide con: Nessuna delle precedenti. il minor ammontare di capitale netto finale rispetto a quello iniziale. differenza tra tute le entrate e le uscite verificatesi durante l’anno. il maggiore ammontare di capitale netto finale rispetto a quello iniziale.

Il reddito di esercizio si calcola come: Differenza tra tutte le entrate e le uscite verificatesi durante l’anno. differenza tra il valore del capitale netto alla fine dell’esercizio ed il valore del capitale netto all’inizio. differenza tra il capitale finale (fine vita dell’impresa) ed il capitale iniziale(inizio dell’impresa). nessuna delle precedenti.

Il reddito totale di un’impresa si calcola come: Differenza tra tutte le entrate e le uscite verificatesi durante l’anno. differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite che si sono verificate durante la vita dell’impresa. Differenza tra tutti i ricavi d’esercizio d’esercizio e tutti i costi d’esercizio. nessuna delle precedenti.

Il reddito totale di un’impresa si calcola come: Nessuna delle precedenti. differenza tra tutti i ricavi conseguiti e tutti i costi sostenuti dall’impresa dalla sua nascita sino al momento della sua liquidazione (procedimento analitico). differenza tra tute le entrate e le uscite verificatesi durante l’anno. differenza tra tutti i ricavi d’esercizio e tutti i costi d’esercizio.

Il reddito totale di un’impresa si calca come: Nessuna delle precedenti. differenza tra tutti i ricavi d’esercizio e tutti i costi d’esercizio. differenza tra il capitale finale (fine vita dell’impresa) ed il capitale iniziale (inizio attività dell’impresa). differenza tre tutte le entrate e le uscite verificatesi durante l’anno.

L’affermazione che il reddito annuo (prodotto durante un solo anno) coincide comunque con la differenza tra tute le entrate e tutte le uscite che si sono verificate durante l’anno risulta: Vera ma solo quando il regolamento degli scambi è per contanti e non esiste il regolamento differito. falsa ma solo quando il regolamento degli scambi è per contanti e non il regolamento differito. sempre falsa. sempre vera.

L’affermazione che il reddito totale (prodotto durante tutta la vita dell’impresa) coincide comunque con la “differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite che si sono verificate durante la vita dell’impresa” risulta: Sempre falsa. sempre vera. vera ma solo in situazioni teoriche di mercati prefetti. vera ma solo in un’economia basata sul regolamento in contanti senza cioè “dilazioni”.

Il reddito d’esercizio si calcola come: Differenza tra il capitale finale (fine vita dell’impresa) ed il capitale iniziale (inizio attività dell’impresa). nessuna delle precedenti. coma somma algebrica di componenti positivi (ricavi) e negativi (costi) di competenza economica dell’esercizio. Differenza tra tutte le entrate e le uscite verificatesi furante l’anno.

Le rettifiche di integrazione che si compiono nella contabilità a fine esercizio hanno lo scopo di: Aggiungere die fondi mai ricevuti nella contabilità. di aggiungere al reddito quote di costi e ricavi che pur avendo la loro manifestazione finanziaria in futuro sono già in parte di competenza dell’esercizio perché relative a flussi di servizi già consumati o ceduti. Nessuna delle precedenti alternative. individuare nell’ambito dei costi e dei ricavi che hanno già avuto manifestazione finanziaria le quote da rinviare al futuro e come valore residuale la quota di pertinenza del periodo amministrativo.

La natura dei costi sospesi è: Di servizi acquistati ma che l’impresa non ha ancora sfruttato alla fine dell’esercizio quindi l andatura è quella delle passività. nessuna delle precedenti. di servizi venduti ma che l’impresa si è obbligata a erogare per il futuro quindi la natura è quella delle attività. di servizi venduti ma che l’impresa si è obbligata a erogare per il futuro quindi la natura è quella delle passività.

Le quote di ricavi che pur avendo la loro manifestazione finanziaria in futuro sono già in parte di competenza dell’esercizio perché relative a flussi di servizi già ceduti sono all’origine della problematica: Dei costi sospesi. dei ratei passivi. dei ratei attivi. dei ricavi sospesi.

Le rettifiche di storno che si compiono nella contabilità a fine esercizio hanno lo scopo di: Di aggiungere al reddito quote di costi e ricavi che pur avendo la loro manifestazione finanziaria in futuro sono già in parte di competenza dell’esercizio perché relative a flussi di servizi già consumati o ceduti. occultare dei fondo dalla contabilità. individuare nell’ambito dei costi e dei ricavi che hanno già avuto manifestazione finanziaria le quote da rinviare al futuro e come valore residuale la quota di pertinenza del periodo amministrativo. Nessuna delle precedenti.

Il reddito operativo: È pari al reddito operativo debitamente integrato e corretto da proventi e oneri finanziari. nessuna delle precedenti. si ottiene aggiungendo al reddito ordinario i costi ed i ricavi di natura straordinaria e togliendo le imposte. Esprime il livello di performance raggiungo dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare.

Il reddito ordinario: Nessuna delle precedenti. si ottiene aggiungendo al reddito ordinario i costi ed i ricavi di natura straordinaria e togliendo le imposte. esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è proposta di realizzare. È pari al reddito operativo debitamente integrato e corretto da proventi e oneri finanziari.

Il reddito netto: Si ottiene aggiungendo al reddito ordinario in costi ed i ricavi di natura straordinaria e togliendo le imposte. è pari al reddito operativo debitamente integrato e corretto da proventi e oneri finanziari. nessuna delle precedenti. Esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e qui servizi che si è preposta di realizzare.

L’entità del reddito prodotta dall’impresa in un certo periodo di tempo. Non corrisponde (se non per puro caso)ad un determinato ammontare di moneta. nessuna delle precedenti. corrisponde necessariamente ad un determinato ammontare di moneta. corrisponde all’ammontare del capitale proprio.

Caratteristiche del reddito di esercizio inteso come “quantità” sono che il reddito è: Nessuna delle precedenti. una quantità economica astratta la cui determinazione non è mai certa. una quantità economica concreta la cui determinazione è influenzata da stime e congetture. Una quantità economica concreta la cui determinazione è oggettiva.

I valori che compongono il passivo ed il netto del capitale sono: Valori finanziari passivi valori anticipati di costo e capitale netto. solo valori finanzi passivi. Valori finanziari passivi valori anticipati di ricavo e capitale netto. nessuna delle precedenti risposte.

I valori che formano l’attivo del capitale sono: Valori finanziari attivi e valori anticipati di ricavo. nessuna delle precedenti. valori finanziari attivi e valori anticipati di costo. solo valori finanziari attivi.

Un ricavo è di competenza economica del periodo amministrativo nel quale si verifica: Che i servizi relativi al ricavo sono stati effettivamente creati e ceduti. nessuna delle precedenti risposte è corretta. la correlativa uscita certa o assimilata. la correlativa entrata certa o assimilata.

Costi già sostenuti che non sono per intero di competenza dell’esercizio ma vanno in parte rinviati al futuro danno luogo alla fattispecie: Dei ratei attivi. dei ratei passivi. dei costi sospesi. dei ricavi sospesi.

Un costo è di competenza finanziaria del periodo amministrativo nel quale si verifica: Lo sfruttamento dei servizi relativi al costo cosicché tali servizi esauriscono dal punto di vista economico la loro utilità. nessuna delle precedenti risposte è corretta. La correlativa uscita certa o assimilata. la correlativa entrata certa o assimilata.

Un ricavo è di competenza finanziaria del periodo amministrativo nel quale si verifica: La creazione e cessione dei servizi relativi al ricavo stesso. la correlativa uscita certa o assimilata. nessuna delle precedenti risposte è corretta. la correlativa entrata certa o assimilata.

Un costo è di competenze economica del periodo amministrativo nel quale si verifica: La correlativa uscita certa o assimilata. Che i servizi relativi al costo hanno trovato effettivo impiego esaurendo dal punto di vista economico la loro utilità. nessuna delle precedenti alternative è corretta. la correlativa entrata certa o assimilata.

Ricavo già conseguiti che non sono per intero di competenza dell’esercizio ma vanno in parte rinviati al futuro danno luogo alla fattispecie: Dei ricavi sospesi. dei costi sospesi. dei ratei passivi. dei ratei attivi.

Le quote di costi che pur avendo la loro manifestazione finanziaria in futuro sono già in parte di competenza dell’esercizio perché relative a flussi di servizi già consumati sono all’origine della problematica: Dei ricavi sospesi. dei ratei attivi. dei ratei passivi. Dei costi sospesi.

I cicli economici della gestione che pur iniziati nell’esercizio con l’acquisto di fattori produttivi risultano ancora sospesi al termine dello stesso esercizio (e cioè 31/12 non si sono ancora manifestati i ricavi di vendita dei prodotti ottenuti dai fattori produttivi in questione) danno luogo a: Costi di competenza dell’esercizio in questione. Costi sospesi poiché di competenze di esercizi futuri. Entrate nell’esercizio. nessuna delle precedenti è corretta.

Il reddito operativo: Esprime l’interazione tra i risultati dell’attività operativa e gli effetti legati alle scelte di finanziamento che sono state operate per sostenere l’attività operativa. nessuna delle precedenti. Esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare. in esso si raccolgono fenomeni di tipo occasionale e casuale.

Il reddito ordinario: Nessuna delle precedenti risposte è corretta. in esso si raccolgono fenomeni di tipo occasionale e casuale. esprima il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che so è preposta di realizzare. Esprime l’interazione tra i risultati dell’attività operativa e gli effetti legati alle scelte di finanziamento che sono state operate per sostenere l’attività operativa.

Parlando di condizioni di equilibrio economico la situazione in cui ricavi=costi è detta: Di disequilibrio economico relativo. di equilibrio economico soggettivo. di equilibrio economico oggettivo. Di disequilibro economico assoluto.

Parlando di condizioni di equilibrio economico la situazione in cui ricavi =costi +oneri figurativi è detta: Di equilibrio economico soggettivo. di equilibrio economico oggettivo. Di disequilibrio economico assoluto. Di disequilibrio economico relativo.

Il principio di condizioni di economicità della gestione si riferisce alla: Capacità di coprire i costi contabilizzati con i ricavi conseguiti. capacità di remunerare congruamente tutti i fattori della produzione. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. capacità di far fronte agli impegni in uscita con le entrate.

Il disequilibrio economico assoluto è sintetizzabile nella seguente espressione algebrica: Ricavi=costi. nessuna delle precedenti. ricavi=costi+oneri figurativi. ricavi<costi.

L’equilibrio economico oggettivo è sintetizzabile nella seguente espressione algebrica: Nessuna delle precedenti. ricavi=costi+oneri figurativi. ricavi=costi. Ricavi<costi.

Si consegue un reddito “almeno normale” per l’ottenimento dell’equilibrio economico quando: Nessuna delle precedenti risposte è corretta. La differenza positiva tra ricavi e costi è in grado di coprire i seguenti oneri figurativi: l’interesse sul capitale proprio il compenso per il rischio al quale il conseguimento del reddito stesso è sottoposto il compenso per l’opera del soggetto aziendale. la differenza tra ricavi e costi è almeno positiva. la differenza positiva tra ricavi e costi è in grado di coprire il compenso per il rischio al quale l’imprenditore è sottoposto.

L’equilibrio economico soggettivo è sintetizzabile nella seguente espressione algebrica: Ricavi=costi+oneri figurativi. Ricavi=costi. nessuna delle precedenti risposte. ricavi=costi+oneri figurativi +quota di extra-profitto.

Il disequilibrio economico relativo è sintetizzabile nella seguente espressione algebrica: Ricavi=costi. nessuna delle precedenti risposte è corretta. ricavi=costi+oneri figurativi. ricavi<costi.

Viene chiamato margine lordo di contribuzione unitario: L’importo dato dalla somma tra il prezzo unitario del prodotto e il costo variabili unitario. l’importo dato dalla differenza tra il prezzo unitario del prodotto e il costo variabile unitario. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. l’importo dato dal rapporto tra il prezzo unitario del prodotto e il costo variabile unitario.

Si definiscono costi semivariabili quei costi: La cui entità rimane instabile a mutamenti nel volume produttivo. la cui entità rimane costante solo in un dato intervallo del volume produttivo. nessuna delle precedenti risposte è corretta. la cui entità comprende una quota fissa e una variabile.

Si definiscono variabili quei costi: La cui entità rimane inseribile a mutamenti nel volume produttivo. la cui entità dipende da fattori che non sono controllabili dal management né nel breve periodo né nel lungo periodo. nessuna delle precedenti risposte è corretta. la cui entità si modifica in relazione al mutamento del volume produttivo.

Si definiscono fissi quei costi: Nessuna delle precedenti alternative è corretta. la cui entità si modifica in relazione al mutamento del volume produttivo. la cui entità rimane insensibile a mutamenti nel volume produttivo. La cui entità dipende da fattori che non sono controllabili dal management né nel breve periodo né nel lungo periodo.

Nel lungo termine tutti i costi di un azienda sono da intendersi come: Nessuna delle precedenti risposte è corretta. dipendenti da fattori esterni. fissi. variabili.

Si definiscono costi semifisssi quei costi: La cui entità rimane costante solo in dato intervallo del volume produttivo. La cui entità si modifica sempre in relazione al mutamento del volume produttivo. nessuna delle precedenti risposte è corretta. la cui entità rimane sempre insensibile a mutamenti nel volume produttivo.

Si definiscono costi a scalino quei costi: La cui entità rimane costante solo in un dato intervallo del volume produttivo. La cui entità si modifica sempre in relazione al mutamento del volume produttivo. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la cui entità rimane sempre insensibile a mutamenti nel volume produttivo.

Il costo medio unitario ovvero mediamente quanto costa una singola unità del prodotto realizzato e venduto si calcola come. Coincidente con il costo primo. rapporto tra il costo totale sostenuto per le quantità realizzate e vendute del prodotto diviso le quantità medesime. Nessuna delle precedenti. il prodotto tra il costo totale sostenuto per le quantità realizzate e vendute del prodotto diviso le quantità medesime.

La break even analysis (B.E.A.)richiede la distinzione: Nessuna delle precedenti. dei costi in relazione al loro grado di variabilità rispetto al volume produttivo. dai costi in speciali e comuni. in costo primo industriale complessivo ed economico.

La quantità di break even point si calcola: Come rapporto tra costi fissi e il margine di contribuzione unitario. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. come differenza tra i costi fissi e il margine di contribuzione unitario. come prodotto tra i costi fissi e il margine di contribuzione unitario.

La quanità di break even point si calcola: Come prodotto tra i costi fissi e la differenza tra il prezzo unitario di vendita del prodotto meno i costi variabili sostenuti per realizzare la medesima unità di prodotto. nessuna tra le precedenti proposte è corretta. come differenza tra i costi fissi e il margine di contribuzione unitario. come rapporto tra i costi fissi e la differenza tra il prezzo unitario di vendita del prodotto meno i costi variabili sostenuti per realizzare la medesima unità del prodotto.

La quantità di break even point è di 1.500 unità invece l’azienda produce e vende 1.700 unità in una tale circostanza si può affermare che: L’azienda subirà una perdita. l’azienda conseguirà un utile. L’azienda certamente cesserà di produrre i prodotto. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

La quantità di break even point è di 1.500 unità invece l’azienda produce e vende 1.300 unità in una tale circostanza si può affermare che: Nessuna delle precedenti. certamente sono errati i dati rilevati dalla contabilità. l’azienda subirà una perdita. L’azienda conseguirà un utile.

Il margine di sicurezza (MS)si può calcolare come: Nessuna della precedenti risposte è corretta. il prodotto tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio. somma tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio. differenza tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio.

Il margine di sicurezza relativa (MS%) si può calcolare come: I prodotto tra la quantità effettivamente prodotta e quella pareggio. il rapporto tra la differenza tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio tutto diviso per la stessa quantità effettivamente prodotta e venduta. nessuna delle precedenti alternative. il prodotto tra la differenza tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio tutto diviso per la stessa quantità effettivamente.

Il costo totale della produzione realizzata e venduta è pari: Alla somma degli oneri figurativi. alla somma dei costi fissi e del livello dei costi comuni. nessuna delle precedenti risposte. alla somma dei costi variabili e del livello dei costi fissi.

Il costo variabile totale (cioè il costo variabile di tutte le unità realizzate e vendute) è pari: Al costo variabile unitario diviso il numero delle unità realizzate e vendute. al costo variabile unitario moltiplicato il numero delle unità realizzate e vendute. Al costo fisso totale diviso il numero delle quantità prodotte. nessuna del precedenti alternative è corretta.

L’affermazione seguente la produzione del prodotto “A” fornisce un margine lordo di contribuzione pari a 1000 significa che: 1000 è anche il reddito operativo. nessuna delle precedenti risposte è corretta. 1000 è l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi fissi aziendali tale importo 1000 si rende disponibile per la copertura dei costi variabili. 1000 è l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi variabili sostenuti per realizzare i prodotti venduti tale importo di 1000 si rende disponibile per la copertura dei costi fissi.

Il margine lordo di contribuzione può essere inteso come: Nessuna delle precedenti risposte è corretta. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi variabili sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi fissi. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi fissi sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi variabili. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi sostenuti sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi speciali.

Il margine lordo di contribuzione unitario si può calcolare come: Nessuna delle precedenti. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi variabili sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi fissi. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi fissi sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi variabili. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi comuni sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi speciali.

Il margine lordo di contribuzione unitario si può calcolare come: Margine lordo di contribuzione totale moltiplicato unità di prodotto vendute. margine lordo di contribuzione totale diviso unità di prodotto vendute. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. margine lordi di contribuzione totale meno unità di prodotto vendute.

Nel criterio di ripartizione dei costi comuni su base unica: Si distinguono in vari gruppi i diversi costi comuni e per ogni gruppo utilizza una base di ripartizione “ad hoc”. i costi comuni dell’impresa vengono considerati complessivamente senza operare alcuna distinzione che tenga conto della loro “natura”. Si fa una misurazione obiettiva(tipo prezzo x quantità)delle utilità del fattore produttivo che sono incorporare nel prodotto venduto. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

Il criterio di ripartizione dei costi comuni su base multipla: Distingue in vari gruppi i diversi costi comuni e per ogni gruppo utilizza una base di ripartizione “ad hoc”. Opera una misurazione obiettiva(tipo prezzo x quantità) delle utilità del fattore produttivo che sono incorporate nel prodotto venduto. i costi comuni dell’impresa vengono considerati complessivamente senza operare alcuna distinzione che tenga conto della loro “natura”. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

Assumendo come oggetto di riferimento il prodotto se nell’impresa viene realizzato un solo tipo di prodotto rispetto a questo tutti i costi saranno: comuni. fissi. nessuna delle precedenti risposte è corretta. speciali.

La ripartizione dei costi comuni è una problematica la cui soluzione richiede : Di individuare una misurazione obiettiva(tipo prezzo x quantità)per la quantificazione dei costi speciali. nessuna delle precedenti riposte è corretta. di individuare un elemento in base al quale ripartire il costo relativo al consumo del fattore comune sui diversi specifici prodotti. di individuare un elemento in base al quale ribaltare e il costo speciale di un prodotto ad altri prodotti dell’azienda.

I costi che sono attribuiti ad un oggetto (prodotto) mediante: Un criterio di ripartizione dei costi comuni si dicono costi speciali. misurazione obiettiva (ad es. prezzo x quantità) si dicono costi speciali. Nessuna delle precedenti risposte è esatta. stima soggetta ad arbitrio si dicono costi speciali.

Il costo primo comprende: Tutti i costi dell’area industriale. Tutti i costi speciali dell’area industriale. tutti i costi che hanno rilevanza contabile. Tutti gli oneri figurativi.

Il costo complessivo. Si ottiene sommando al costo primo i costi comuni sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale. si ottiene sommando al costo industriale tutti i restanti costi speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). Risulta dalla somma di tutti i costi speciali rispetto al prodotto di natura industriale ossia afferenti al processo trasformativo. Risulta dalla somma di tutti i costi speciali rispetto al prodotto di natura commerciale.

Il costo economico-tecnico. Si ottiene aggiungendo al costo complessivo gli oneri figurativi. si ottiene sommando al costo industriale tutti i restanti costi speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa diverse da quella propriamente produttiva (trasformazione industriale). risulta dalla somma di tutti i costi principali rispetto al prodotto di natura industriale ossia afferenti al processo trasformativo. si ottiene sommando al costo primo i costi comuni sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale.

Il costo industriale. Si ottiene sommando al costo industriale tutti i restanti costi speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). si ottiene sommando al costo industriale tutti i restanti costi speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). Si ottiene sommando al costo primo i costi comuni sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale. risulta dalla somma di tutti i costi speciali rispetto al prodotto di natura industriale ossia afferenti al processo trasformativo.

Il costo primo: Si ottiene sommando al costo industriale tutti i restanti costi speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa diverse da quella propriamente produttiva(trasformazione industriale). si ottiene sommando al costo economico-tecnico tutti i restanti costi speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). risulta dalla somma di tutti i costi speciali rispetto al prodotto di natura industriale ossia afferenti al processo trasformativo. Si ottiene sommando al costo complessivo i costi comuni sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale.

I costi pieni. Corrispondono alla configurazione del costo sostenuto per produrre e vendere la quanità di break even point. Corrispondo a configurazioni ottenute considerando tutte le voci di costo di cui si sostiene una spesa monetaria. esprimono configurazioni di costo ottenute considerando solo alcune delle voci di costo relative al prodotto. nessuna delle alternative precedenti è corretta.

I costi parziali. esprimono configurazioni di costo ottenute considerando solo alcune delle voci di costo relative al prodotto. Corrispondo alla configurazione del costo sostenuto per produrre e vendere la quantità di break even point. corrispondono a configurazioni ottenute considerando tutte le voci di costo. nessuna delle alternative precedenti.

Il costo complessivo (o pieno) comprende: Gli interessi passivi i costi commerciali e non gli oneri figurativi. nessuna delle affermazioni è esatta. gli interessi passivi i costi commerciali gli oneri figurativi. Gli interessi passivi e non i costi commerciali né gli oneri figurativi.

Il costo industriale comprende: I costi amministrativi. i costi tributari. i costi commerciali. il costo primo.

Si calcoli la quantità di break even point (quantità di pareggio)spendo che i costi fissi ammontano a 150 il prezzo di vendita di una singola unità del prodotto è pari a 7 e che il costo variabile (sostenuto mediamente per produrre una singola unità del prodotto) è pari a 2. La quanità di break even point è di 100. La quanità di break even point è di 20. La quanità di break even point è di 30. La quanità di break even point è di 50.

La filosofia Kaizen: Rappresenta una filosofia manifatturiera basata sul wase enhacement. viene adottata dalle imprese tedesche. rappresenta una filosofia manifatturiera basata sul wase management. viene adottata dalle imprese italiane.

Le partecipazioni di gruppo possono essere: Collaterali. dirette e indirette. reciproche. tutte le altre risposte sono corrette.

Il management dell’impresa calcola per un certo prodotto che la quanottà di break even point è di 3.000 unità nel caso che le vendite reali siano pari a 2.700 unità: Si può dire che ci sarà certamene un effetto leva finanziario positivo. nessuna delle precedenti risposte è corretta. si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri un utile (costi<ricavi). si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri una perdita (costi>ricavi).

La quantità di break even point è di 85.000 unità ma le vendite reali sono pari a 91.000 unità: Si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri una perdita (costi>ricavi). Si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri un utile (costi<ricavi). Si può dire che ci sarà sempre una leva finanziaria negativa. Si può dire che ci sarà una leva finanziaria certamente positiva.

La quantità di break even point è di 19.000 unità ma le vendite reali sono pari a 20.800 unità: Si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri un utile (costi<ricavi). Si può dire che il reddito ordinario sarà certamente negativo. nessuna delle precedenti risposte è corretta. si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri una perdita (costi>ricavi).

La quantità di break even point è di 5.000 unità ma le vendite reali sono pari a 4.800 unità. Si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri un utile (costi<ricavi). nessuna delle affermazioni è esatta. si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri una perdita(costi>ricavi). si può dire che il rischio operativo sia basso.

Il management dell’impresa calcola per un certo prodotto che la quantità di break even point è di 1.800 unità nel caso che le vendite reali siano pari a 1.900: Si può dire che la leva finanziaria sia positiva. Nessuna delle affermazioni è esatta. si può dire che la produzione e vendita del prodotto registri certamente una perdita(costi>ricavi). si può dire che la produzione e vendite del prodotto registri certamente un utile (costi<ricavi).

Si calcoli la quantità di break even point (quantità di pareggio) sapendo che i costi fissi ammontano a 180 il prezzo di vendita di una singola unità del prodotto è pari a 5 e che il costo variabile unitario (sostenuto mediamente per produrre una singola unità del prodotto)è pari a 2. La quantità di break even point è di 50. La quantità di break even point è di 40. La quantità di break even point è di 24. La quantità di break even point è di 60.

Il funzioni gramma: Esprime come le diverse funzioni aziendali gestiscono i costi di funzionamento. nessuna delle precedenti. esprime in modo sommario il ruolo ed il contenuto proprio delle diverse funzioni aziendali. esprime in modo dettagliato il ruolo ed il contenuto proprio delle diverse funzioni aziendali.

L’organizzazione scientifica del lavoro è stata inventata da: Maslow. Simon. Taylor. Nessuna delle precedenti.

Le aree funzionali d’impresa possono distinguersi in: Aree ausiliarie. aree caratteristiche. tutte le altre risposte sono corrette. aree di informazione e di controllo.

La struttura organizzativa riguarda: L’assetto di base dato alla divisione del lavoro. La modalità di gestione delle tecniche di produzione. nessuna delle precedenti. i rapporti con i fondatori ma non con i clienti.

Il just in time: Entrambe le precedenti. si basa su una logica push. si basa su una logica pull. Nessuna delle precedenti.

L’organigramma consente di evidenziare: Tutte le altre risposte sono corrette. Le relazioni. gli organi. lo sviluppo verticale e orizzontale.

Se un’impresa produce un prodotto solo quando ordinato dal cliente è: Adotta la strategia del just in time. Rappresenta un’impresa di beni di largo consumo. adotta la strategia del anytime. nessuna delle precedenti.

Taylor Mayo Simon e Maslow sono tra i padri: Della contabilità generale e dei principi di competenza dal punto di vista contabile. dell’organizzazione aziendale. Della contabilità analitica. nessuna delle precedenti.

La rivalità attuale tra le aziende di un settore dipende: Dal costo del capitale decurtato della variabili di efficienza x. dalla redditività generata da ogni azienda. Dalle scelte di richieste di mutui e prestiti di terzi. dal legislatore in ogni caso.

Le cinque forze di porter aiutano ad analizzare: Il microambiente. nessuna delle precedenti. entrambe le precedenti. il macro ambiente.

Un R.O.E.(return on equity ) pari al 10%ha il seguente significato: Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa dai soci (denaro reperito dai soli soci) la gestione complessiva aziendale genererà 10 euro di reddito netto. Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa che è stato reperito a prestito oppure dai soci la gestione caratteristica aziendale genererà 10 euro di reddito operativo. Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa che è stato reperito a prestito oppure dai soci la gestione genererà 10 euro di reddito netto. Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa dai soci (denaro reperito dai soli soci) la gestione caratteristica aziendale genererà 10 euro di reddito operativo.

Un R.O.I. (Return on investimenti) pari al 5% ha il seguente significato: Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa che è stato reperito a previsto oppure dai soci la gestione caratteristica aziendale genererà 5 euro di reddito operativo. Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa dai soci (denaro reperito dai soli soci) la gestione caratteristica aziendale genererà 5 euro di reddito operativo. Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa che è stato stato reperito a prestito oppure dai soci la gestione complessiva aziendale genererà 5 euro di reddito netto. Per ogni 100 euro di denaro investito nell’impresa dai soci (denaro reperito dai soli soci) la gestione aziendale genererà 5 euro di reddito netto.

Per l’impresa è conveniente ricorrere all’indebitamento se e fino a quando il R.O.I. (Return on investment) è maggiore del: Del grado di indebitamento. del prezzo di mercato delle azioni. costo medio dei finanziamenti. Del margine lordo di contribuzione unitario.

Quando il R.O.I. è minore del costo medio dell’indebitamento: Il R.O.I tenderà a diminuire nel tempo. il R.O.I tenderà ad aumentare nel tempo. l’effetto di leva finanziaria è positivo. l’effetto di leva finanziaria è negativo.

Quando il R.O.I. è maggiore del costo medio dell’indebitamento: All’aumentare dell’indebitamento aumenta il reddito operativo. All’aumentare dell’indebitamento aumenta la redditività del capitale proprio (cioè il R.O.E). all’aumentare dell’indebitamento diminuisce la redditività del capitale proprio (cioè il R.O.E). all’aumentare dell’indebitamento diminuisce il reddito operativo.

L’affermazione secondo cui l’aspetto economico della gestione considera le operazioni di gestione in termini del loro contributo alla creazione di ricchezza in particolare esamina la formazione del capitale proprio e le susseguenti modificazioni che esso subisce sia per l’effetto del processo di formazione del reddito d’impresa sia a causa dei conferimenti e dei prelievi da parte del titolare o dei soci risulta: Sempre vera. Sempre falsa. falsa quando il capitale proprio viene indagato come aspetto finanziario. vera ma solo se la società è a responsabilità limitata.

Nel conto acceso a ratei attivi si rilevano: Costi di competenza dell’esercizio. costi monetariamente sostenuti nell’esercizio. nessuna delle precedenti alternative è esatta. Costi che non sono stati ancora monetariamente sostenuti.

Tra questi quale conto è acceso a “costi anticipati”. Il conto ratei attivi. il conto risconti passivi. il conto risconti attivi. Il conto ratei passivi.

Natura dei conti nel conto acceso “ammortamento macchine” si rilevano: Costi monetariamente sostenuti nell’esercizio. costi sospesi. nessuna delle precedenti. costi di competenza dell’esercizio.

Nei conti accesi ai ratei si rilevano. Ricavi sospesi. costi pluriennali. variazioni finanziarie che servono per misurare ricavi o costi che alla data di chiusura dell’esercizio sono ancora in corso di maturazione. Nessuna delle precedenti.

Nel conto acceso a mutui passivi si rilevano: Valori finanziari. Costi di esercizio. nessuna delle precedenti. ricavi di esercizio.

Nel conto acceso ad ammortamento macchine si rilevano. Valori finanziari. nessuna delle precedenti. costi di esercizio. Ricavi di esercizio.

I debiti di funzionamento: Il loro sorgere dà luogo a variazioni finanziarie attive. rappresentano una fonte di finanziamento interna all’impresa. consistono nell’accantonamento di costi non monetari. sorgono nelle operazioni di acquisto per sostituire momentaneamente il denaro.

Il vantaggio di differenziamento: È un vantaggio meramente temporaneo non sostenibile né difendibile nel tempo. sposta la determinazione del vantaggio competitivo dal costo alla qualità. tende all’abbattimento dei costi. Prevede di investire nel numero più alto possibile di settori di attività.

L’efficienza “X”. Riguarda un quoziente che moltiplica per 10 volte l’efficienza. indica che si è 10 volte più efficienti dei competitor. è un’efficienza irraggiungibile per le aziende. è una determinante della leadership di costo.

La differenziazione: È una strategia corporate. nessuna delle precedenti. è una strategia business. È una strategia funzionale.

Parlando di categorie di valori che formano il capital e si può affermare che i valori che compongono l’attivo sono i seguenti: Nessuna delle precedenti. valori finanziari attivi e valori anticipati di costo. Valori finanziari attivi e valori anticipati di ricavo. costi e ricavi d’esercizio oltre ai conferimenti.

Un’operazione di gestione appartenente alla fase della provvista può determinare: Una variazione finanziaria negativa che misura l’entità di un costo. Una variazione finanziaria positiva che misura l’entità di un costo. una variazione finanziaria negativa che misura l’entità di un ricavo. una variazione finanziaria positiva che misura l’entità di un ricavo.

L’azienda estingue un debito pari a euro 3.000 quali saranno le variazioni che si produrranno nel proprio sistema di valori aziendali?. Solo variazioni finanziarie. una variazione finanziaria negativa ed una variazione economica negativa. solo variazioni economiche. una variazione finanziaria positiva ed una variazione economica positiva.

La vendita da parte dell’impresa di prodotti: Nessuna delle affermazioni è esatta. determina dei valori economici di reddito negativi. determina dei valori finanziari negativi. determina dei valori economici di reddito positivi.

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