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Domande paniere mi

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Domande paniere mi

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domande paniere mi

Creation Date: 2026/03/21

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Quale di questi non è un fattore produttivo. Terra. tempo. lavoro. capitale.

Le risorse considerate alla base del processo economico sono. terra, capitale, capacità imprenditoriale, innovazione. terra, lavoro, capitale, capacità imprenditoriale. terra, lavoro, capitale, tempo. terra, lavoro, capitale, beni strumentali.

Il costo opportunità è. Il valore di ciò che si sacrifica. tutto ciò cui rinunciamo operando una scelta. tutto ciò cui rinunciamo a causa della scarsità delle risorse. tutto ciò cui rinunciamo per il consumo.

Il costo implicito è. Il denaro cui si rinuncia al momento del pagamento di un bene. il costo opportunità. il valore di ciò che si sacrifica al momento in cui si opera una scelta. il denaro cui si rinuncia operando una scelta.

Quando si effettua una scelta si compie un sacrificio pari. Al benessere che si è perduto. al valore di ciò che si sacrifica. al costo opportunità. al denaro cui si rinuncia.

La PPF rappresenta. l'insieme dei punti di efficienza nella produzione. l’insieme dei punti ottenibili nella produzione. l'insieme dei punti di efficienza nel consumo. l'insieme dei punti di efficienza nello scambio.

La PPF indica. Tutte false. le diverse combinazioni di beni che si possono consumare avendo a disposizione una certa quantità di risorse e una determinata tecnologia. le diverse combinazioni di scelte che si possono effettuare avendo a disposizione una certa quantità di risorse. le diverse combinazioni di beni che si possono produrre avendo a disposizione una certa quantità di risorse e una determinata tecnologia.

I punti all’interno della PPF. Rappresentano combinazioni di prodotto non vendibili. rappresentano combinazioni con la piena occupazione dei fattori. rappresentano combinazioni di consumo non desiderabili. rappresentano combinazioni senza la piena occupazione dei fattori.

Tanto più elevata è la produzione di un bene in una società. Tanto maggiore è il costo opportunità. Tanto minore è il costo opportunità. tanto maggiore è il valore di scambio. tanto minore è il valore di scambio.

L’introduzione di nuovo capitale umano. Non ha effetto sulla PPF. sposta la PPF a destra. Sposta la PPF a sinistra. modifica l’inclinazione della PPF.

L’introduzione di nuova tecnologia. Trasla la PPF a destra. Trasla la PPF a sinistra. modifica l’inclinazione della PPF. non modifica l’inclinazione della PPF.

Una riduzione dello stock di capitale. Tutte false. trasla la PPF a sinistra. non modifica la posizione della PPF. trasla la PPF a destra.

Se l’economia opera all’interno della PPF siamo in fase di. Recessione. Espansione. declino. maturità.

La specializzazione permette di ottenere. Vantaggio assoluto. vantaggio relativo. tutte vere. vantaggio comprato.

Il vantaggio assoluto si realizza se. si può produrre un bene con maggiore qualità. si può produrre un bene con minor costo opportunità. si può produrre un bene impiegando meno risorse di altri. si può produrre un bene con maggior specializzazione.

La produzione raggiunge il massimo livello se gli individui si specializzano in base al proprio. Tutte false. vantaggio comprato. Vantaggio competitivo. vantaggio assoluto.

Specializzazione e scambio permettono di ottenere. Scambi più efficienti. produzione più efficiente. produzione maggiore. produzione maggiore e qualità migliore.

La specializzazione. Tutte vere. di avere un vantaggio comprato. di diventare più efficienti. Di non sprecare risorse.

La produzione raggiunge il massimo livello se i soggetti si specializzano. In base al vantaggio comprato. tutte false. in base al vantaggio assoluto. in base allo scambio più efficiente.

Il vantaggio comprato si realizza se. si può produrre un bene con minor costo opportunità rispetto ad altri. si può consumare un bene con minor sacrificio rispetto ad altri. si può consumare un bene con minor costo opportunità rispetto ad altri. si può produrre un bene con maggior costo opportunità rispetto ad altri.

In un’economia di mercato il sistema decisionale è. Decentralizzato. Centralizzato. specifico. collettivo.

Nella ex Unione Sovietica le risorse appartenevano. Allo stato. Al popolo. ai singoli. Al partito.

L’economia giapponese è un esempio di. Socialismo a pianificazione centralizzata. capitalismo di mercato. socialismo di mercato. capitalismo a pianificazione centralizzata.

Nel capitalismo di mercato si ha. allocazione delle risorse con meccanismo di mercato e proprietà pubblica. allocazione delle risorse con meccanismo di mercato e collettiva. allocazione delle risorse con meccanismo di mercato e proprietà privata. allocazione delle risorse che deriva dall’autorità federale e proprietà privata.

Nell’economia di mercato. Si ha un processo decisionale decentrato. Si ha una proprietà centralizzata. si ha un forte spreco di risorse. si ha un processo decisionale accentrato.

Nel capitalismo puro lo stato. Non interviene nell’economia. incentiva la concorrenza. protegge la proprietà privata. Tutte false.

Nel capitalismo di mercato. La proprietà delle risorse è pubblica. le risorse sono allocate dal mercato. La proprietà delle risorse è collettiva. le risorse sono allocate dallo stato.

Gli USA sono un esempio di. Capitalismo di mercato. Socialismo a pianificazione centralizzata. Capitalismo a pianificazione centralizzata. socialismo di mercato.

Nel capitalismo a pianificazione centralizzata. Tutte false. le risorse sono di proprietà pubblica. l’allocazione delle risorse è fata da un’autorità centrale. tutte vere.

Nel socialismo di mercato. l'allocazione delle risorse è centralizzata e la proprietà è statale. l’allocazione delle risorse è privata e la proprietà è statale. l'allocazione delle risorse è centralizzata e la proprietà è privata. l'allocazione delle risorse è centralizzata e la proprietà è privata.

La ex Jugoslavia è un esempio di. Socialismo a pianificazione centralizzata. capitalismo a pianificazione centralizzata. capitalismo di mercato. socialismo di mercato.

Il Giappone è un esempio di. Capitalismo a pianificazione centralizzata. Socialismo di mercato. socialismo a pianificazione centralizzata. capitalismo di mercato.

Una variazione del prezzo di un bene provoca. Una traslazione della curva di domanda. uno spostamento lungo la curva di domanda. Tutte false. una traslazione della curva di offerta.

Se varia il reddito a disposizione. Si ha una traslazione dell’offerta. si ha una traslazione della domanda. Si ha uno spostamento lungo la curva di offerta. si ha uno spostamento lungo la curva di domanda.

Tra prezzo e quantità domandata esiste una relazione. Proporzionale. inversa. Lineare. diretta.

Una variazione del prezzo del bene provoca. Uno spostamento della curva di domanda verso sinistra. una modifica dell’andamento della curva. uno spostamento lungo la curva di domanda. Uno spostamento della curva di domanda verso destra.

Un aumento del reddito a disposizione provoca. Nessun effetto sulla curva di domanda. uno spostamento a sinistra della curva di domanda. uno spostamento a destra della curva di domanda. Un cambiamento di inclinazione della curva di domanda.

Se l’aumento del reddito fa diminuire il consumo di un bene. È un bene sostituto. è un bene inferiore. è un bene complementare. È un bene normale.

Un incremento delle preferenze verso un determinato bene determina. Un cambiamento di inclinazione della curva di domanda. uno spostamento lungo la curva di domanda. uno spostamento a sinistra della curva di domanda. uno spostamento a destra della curva di domanda.

Una riduzione del prezzo di un complementare determina. Tutte false. uno spostamento lungo la curva di domanda. uno spostamento a sinistra della curva di domanda. uno spostamento a destra della curva di domanda.

Le determinanti della domanda sono fattori che influenzano. Il prezzo. la pendenza della curva. l’andamento della curva. la quantità domandata.

Se un incremento del reddito fa aumentare il consumo di un bene. È un bene sostituto. è un bene complementare. è un bene normale. è un bene inferiore.

Sono fattori che spostano la domanda. La tecnologia. Tutte false. i prezzi delle risorse. Le tasse.

Una diminuzione della popolazione provoca. Un cambiamento di pendenza della curva di domanda. uno spostamento a sinistra della curva di domanda. Un cambiamento d’inclinazione della curva di domanda. uno spostamento a destra della curva di domanda.

Una diminuzione del prezzo atteso provoca. Uno spostamento lungo la curva di domanda. una variazione. uno spostamento a sinistra della curva di domanda. uno spostamento a destra della curva di domanda.

Scarpa destra e scarpa sinistra sono beni. Tutte vere. tutte false. sostituti. complementari.

Se diminuisce l’offerta e diminuisce la domanda. Si riduce la quantità domandata. aumenta il prezzo di equilibrio. si riduce il prezzo di equilibrio. tutte false.

Sono determinanti dell’offerta. Prezzi delle risorse numerosità dei compratori numerosità dei concorrenti. prezzi delle risorse tasse e sussidi prezzi attesi. Prezzo del bene numerosità dei compratori numerosità dei venditori. prezzi delle risorse preferenze tecnologia.

Le determinanti dell’offerta sono. Prezzi dei beni complementari tecnologia numerosità dei compratori. prezzi delle risorse tecnologia numerosità dei venditori. Prezzi dei beni offerti tecnologia numerosità dei venditori. prezzi delle risorse tecnologia numerosità dei compratori.

Sono determinanti dell’offerta. Prezzi delle risorse tecnologia preferenze. prezzi dei beni complementari numerosità dei compratori tecnologia. prezzi delle risorse numerosità dei compratori preferenze. prezzi delle risorse prezzi attesi tasse e sussidi.

Con un aumento dell’offerta e una riduzione della domanda si avrà. Un effetto non determinabile a priori sulla quantità di equilibrio. Nessun effetto sulla domanda di equilibrio. nessun effetto sul prezzo di equilibrio. un effetto non determinabile a priori sul prezzo di equilibrio.

Se si ha un eccesso di domanda si può ripristinare l’equilibrio. Riducendo il prezzo. tutte false. con un intervento statale. aumentando il prezzo.

In presenza di un eccesso di offerta si può ritornare in equilibrio. Aumentando il prezzo. riducendo la quantità offerta. riducendo la quantità domandata. riducendo il prezzo.

In equilibrio l’eccesso di domanda. È uguale all’eccesso di offerta. Tutte false. è pari ad infinito. è pari a zero.

Se aumenta la quantità domandata e l’offerta rimane invariata. La quantità domandata diminuisce. non si hanno effetti sulla quantità e sul prezzo di equilibrio. il prezzo di equilibrio diminuisce. il prezzo di equilibrio aumenta.

Se si ha un aumento dell’offerta e riduzione della domanda. Si avrà una riduzione del prezzo di equilibrio. si avrà una riduzione della quantità di equilibrio. non si conosce a priori l’effetto sul prezzo. si avrà un subentro del prezzo di equilibrio.

Se diminuisce l’offerta e aumenta la domanda. Il prezzo non subisce variazione perché i due effetti si compensano. i prezzo aumenta. aumenta la quantità domandata. il prezzo si riduce.

Se aumenta l’offerta si avrà. Un eccesso di domanda. una riduzione della quantità di equilibrio. un aumento della quantità di equilibrio. Un aumento del prezzo di equilibrio.

Se aumenta l’offerta si avrà. Una riduzione del prezzo di equilibrio. tutte false. Un aumento del prezzo di equilibrio. una riduzione della quantità di equilibrio.

Se aumenta sia l’offerta che la domanda di un bene. Si avrà una riduzione della quantità di equilibrio. si avrà un aumento della quantità di equilibrio. si avrà una riduzione del prezzo di equilibrio. si avrà una riduzione del prezzo di equilibrio.

Se aumenta sia l’offerta che la domanda di un bene. Si avrà una riduzione del prezzo di equilibrio. si avrà un aumento del prezzo di equilibrio. non si può stabilire a priori l’effetto sulla quantità. non si può stabilire a priori l’effetto sul prezzo.

Se la domanda diminuisce. La quantità di equilibrio aumenta. il prezzo di equilibrio diminuisce. non si hanno effetti su prezzo e quantità di equilibrio. il prezzo di equilibrio aumenta.

Se il prezzo del prodotto è inferiore al prezzo di equilibrio si ha. Un eccesso di domanda. un fallimento del mercato. un eccesso di offerta. tutte false.

Se domanda e offerta si riducono. Il prezzo di equilibrio aumenta. la quantità di equilibrio diminuisce. la quantità di equilibrio aumenta. il prezzo di equilibrio diminuisce.

L’imposizione di un prezzo massimo può creare. Eccesso di domanda. nascita del mercato nero. Tutte false. eccesso di offerta.

Porre un limite all’incremento del prezzo. impone uno spostamento lungo la curva di domanda. impone uno spostamento lungo la curva di offerta. impone una traslazione della curva di offerta. impone una traslazione della curva di domanda.

Imporre un tetto massimo all’incremento del prezzo. Disincentiva il mercato nero. tutte false. aumenta la quantità offerta. aumenta il costo opportunità del bene.

L’elasticità. È sempre positiva e per questo motivo la nuova di domanda è inclinata negativamente. è sempre negativa e per questo motivo la curva di domanda è inclinata negativamente. È sempre positiva e per questo motivo la curva di offerta è inclinata positivamente. è sempre positiva e per questo motivo la curva di offerta è inclinata negativamente.

In presenza di eccesso di domanda e limite legale all’aumento del prezzo si avrà. Una fornitura da parte dello stato. una parte di domanda insoddisfatta. Un aumento del prezzo. Una riduzione del prezzo.

Il coefficiente di elasticità della domanda rispetto al prezzo si indica con. Il rapporto tra la variazione nominale della quantità domandata e la variazione e relativa del prezzo. il rapporto tra la variazione relativa della quantità domandata e la variazione relativa del prezzo. Il rapporto tra le quantità domandate di un bene prima e dopo la variazione del prezzo. il rapporto tra la variazione assoluta della quantità domandata e la variazione assoluta del prezzo.

Il coefficiente di elasticità della domanda rispetto al prezzo si indica con. Il rapporto tra la variazione nominale della quantità domandata e la variazione relativa del prezzo. il rapporto tra la variazione relativa della quantità domandata e la variazione relativa del prezzo. Il rapporto tra le quantità domandate di un bene prima e dopo la variazione del prezzo. il rapporto tra la variazione assoluta della quantità domandata e la variazione assoluta del prezzo.

In genere se un bene ha pochi sostituti l’elasticità. È molto bassa. è uguale a 1. è uguale a infinito. è molto alta.

Se un bene ha molti sostituti solitamente l’elasticità della domanda rispetto al prezzo. È molto alta. è molto bassa. è uguale a infinito. È uguale a 1.

Se il prezzo diminuisce e la domanda è inelastica. La spesa raddoppia. la spesa si riduce. la spesa non si modifica. la spesa aumenta.

Nel caso in cui al raddoppiare del prezzo si dimezza la quantità domandata. Ed=1. Ed=0. Ed=2. Ed=∞.

Se il prezzo aumenta e siamo in presenza di domanda elastica. La spesa rimane invariata. non si hanno effetti sulla spesa. la spesa si riduce. la spesa aumenta.

Ed= % Δ Qd / % ΔP. Δ% p. Δ% p *Δ% qd. Δ% p/Δ%qd. Δ%qd/Δ% p.

Nel caso di beni a domanda rigida. Ed=∞. Ed>1. Ed=1. Ed<1.

Per i beni a domanda elastica. Ed=0. Ed>1. Ed=1. Ed<1.

Se ad una piccola variazione di prezzo corrisponde una notevole variazione della quantità domandata si dice che la domanda è. Anelastica. unitaria. elastica. rigida.

Per i beni a domanda elastica. Ed>1. Ed=0. Ed=1. Ed<1.

Ed è sempre. Minore di zero. uguale a zero. maggiore di zero. uguale a infinito.

Con domanda perfettamente elastica. Ed=0. Ed=1. Ed<1. Ed=∞.

La domanda perfettamente elastica si rappresenta. Come retta parallela all’asse delle ordinate. come retta perpendicolare all’asse delle ordinate. come retta parallela all’asse delle ascisse. come retta perpendicolare all’asse delle ascisse.

La pendenza della retta di bilancio ha un valore. Pari al prezzo relativo. Minore del prezzo relativo. maggiore del prezzo relativo. maggiore del prezzo assoluto.

Il vincolo di bilancio è. L’insieme della combinazioni di beni desiderate dal soggetto. l’insieme delle combinazioni di beni che il soggetto può ottenere. il reddito minimo di cui il soggetto può disporre. il reddito massimo di cui il soggetto può disporre.

Se aumenta il reddito del soggetto il vincolo di bilancio. Cambia inclinazione. trasla verso destra. trasla verso sinistra. cambia andamento.

La pendenza della retta di bilancio è pari. Tutte false. al prezzo relativo. al prezzo marginale. al prezzo assoluto.

La pendenza del vincolo di bilancio indica. Il prezzo del bene. costo implicito della scelta. l’andamento delle preferenze dei consumatori. il costo opportunità per ottenere unità aggiuntive del bene.

La pendenza della retta di bilancio è uguale. Il rapporto in valore assoluto tra i prezzi di due beni. il rapporto con il segno più tra i prezzi di due beni. Al rapporto con il segno meno tra i prezzi di due beni. il valore assoluto dei due beni.

Quando si modifica il prezzo di uno dei due beni. Il vincolo di bilancio ruota. tutte false. il vincolo di bilancio si allontana dall’origine. il vincolo di bilancio si avvicina all’origine.

Se il reddito del consumatore si modifica la pendenza della retta di bilancio. Diminuisce. si modifica secondo la variazione percentuale del bene principale. aumenta. non subisce variazioni.

Se le entrate dell’individuo diminuiscono e i prezzi rimangono invariati. Il vincolo di bilancio aumenta la sua pendenza. il vincolo di bilancio si avvicina all’origine. il vincolo di bilancio si allontana dall’origine. il vincolo di bilancio trasla a destra.

Se i prezzi di entrambi i beni subiscono una modifica variazione percentuale la pendenza della retta di bilancio. Tutte flase. subisce una variazione pari alla metà della variazione del prezzo. subisce una variazione pari ad 1/3 della variazione del prezzo. Non subisce variazione.

Gli individui razionali compiono scelte d’acquisto basate su. Prezzo assoluto e reddito assoluto. prezzo relativo e reddito assoluto. prezzo assoluto e reddito relativo. prezzo relativo e reddito relativo.

L’utilità marginale. È sempre uguale a zero. può essere positiva o negativa. è sempre negativa. è sempre positiva.

La legge dell’utilità marginale dice che. la soddisfazione data dal consumo di una ulteriore unità di bene decresce all'aumentare delle unità consumate. la soddisfazione data dal consumo di una ulteriore unità di bene cresce all'aumentare delle unità consumate. il reddito connesso al consumo di una ulteriore unità di bene decresce all'aumentare delle unità consumate. il reddito connesso al consumo di una ulteriore unità di bene decresce all'aumentare delle unità consumate.

Un incremento di reddito. Aumenta la domanda di beni normali. diminuisce la domanda dei beni normali. tutte false. Aumenta la domanda di beni inferiori.

L’utilità marginale è l’utilità attribbuita. All’ultima unità consumata. A tutte le unità consumate. alla prima unità consumata. ad ogni unità del bene consumata.

Se un bene è inferiore all’aumentare del reddito. Diminuisce la quantità offerta. aumenta la quantità offerta. aumenta la quantità domandata. diminuisce la quantità domandata.

Se un bene è normale all’aumentare del reddito. Diminuisce la quantità domandata. la quantità domandata rimane invariata perché dipende dalle preferenze. la quantità domandata raddoppia. aumenta la quantità domandata.

La massimizzazione dell’unità per il consumatore si ha nel punto in cui. Um A/pA=UmB/pB. Um A/pA=pB. Um A/pB=UmB/pA. Um A=UmB.

Se assumiamo l’esistenza di due beni il punto di maggior utilità per il soggetto è quello in cui. L’utilità marginale del bene A>utilità marginale bene B. l’utilità marginale del bene A> prezzo bene B. l’utilità marginale del bene B< utilità marginale bene B. le utilità marginali dei due beni coincidono.

Il rapporto Um bene A / p bene B è. Con andamento sinusoide. costante. Decrescente. crescente.

Utilità marginale uguale. Um bene B / p bene B. Um bene A / p bene B. Um bene A / p bene A. U tot bene A / p bene B.

L’utilità marginale. Assume valore negativo nel punto di massimo dell’utilità totale. tutte false. assume valore positivo nel punto di minimo dell’utilità totale. assume valore positivo nel punto di massimo dell’utilità totale.

L’utilità totale ha un andamento. Prima decrescente fino al punto di minimo e poi decrescente. prima decrescente fino al punto di massimo e poi crescente. prima crescente fino al punto di massimo e poi decrescente. Lineare.

L’utilità è un valore. Assoluto. oggettivo. definito. soggettivo.

La mappa di indifferenza permette. Di ordinare le alternative. Di confrontare le preferenze di più soggetti. tutte false. di confrontare il potere di acquisto di più soggetti.

Si definisce effetto di reddito. l'impatto della variazione del prezzo sul reddito reale. l'impatto della variazione del prezzo sul reddito nominale. l'impatto della variazione del prezzo sul reddito relativo. l'impatto della variazione del prezzo sul reddito assoluto.

In presenza di beni inferiori con una riduzione di prezzo. Effetto di reddito e effetto di sostituzione vanno in direzioni opposte e prevale il secondo. L’estero si sostituzione non si realizza. effetto di reddito e effetto di sostituzione vanno in direzioni opposte e prevale il primo. effetto di reddito e effetto di sostituzione vanno nella medesima direzione.

Una delle seguenti affermazioni definisce l’effetto di reddito. I consumatori nel breve periodo non modificano i propri consumi indipendentemente dalle variazioni di reddito. un aumento del reddito permette di acquistare maggiori quantità di beni di consumo. la diminuzione del prezzo di un bene induce il consumatore ad acquistarne maggiori quantità. le variazioni di reddito non influiscono sui consumi reali.

Si definisce effetto di sostituzione. l'impatto della variazione di prezzo sul costo assoluto dello stesso. l'impatto della variazione di prezzo sul costo relativo dello stesso. l'impatto della variazione di prezzo sul reddito nominale. l'impatto della variazione di prezzo sul reddito reale.

L’effetto di sostituzione. Solo in un caso provoca variazione della quantità domandata. talvolta provoca una variazione della quantità domandata. non provoca mai una variazione delle quantità domandata. provoca sempre una variazione della quantità domandata.

In presenza di beni inferiori se aumenta il prezzo. L’effetto di reddito prevale. l’effetto di sostituzione fa diminuire la quantità domandata. l’effetto di reddito fa diminuire la quantità domandata. l’effetto di sostituzione fa aumentare la quantità domandata.

In presenza di beni normali in caso di riduzione di prezzo. L’effetto di sostituzione prevale su quello di reddito. effetto di reddito ed effetto di sostituzione si sommano. Effetto di reddito ed effetto di sostituzione si elidono. l’effetto di reddito prevale su quello di sostituzione.

Una delle seguenti affermazioni descrive l’effetto di sostituzione. Un aumento del reddito permette al consumatore di acquistare un quantità maggiore di beni. un aumento del reddito permette al consumatore di acquistare una quantità minore di beni. se diminuiscono i prezzi dei beni i detentori di scorte liquide aumentano i consumi con riflessi sul reddito di equilibrio e sull’occupazione. la diminuzione del prezzo di un bene ne induce un maggior consumo riducendo la quantità acquistata degli altri.

L’effetto di reddito di un cambiamento di prezzo. È sempre zero. è sempre negativo. è sempre positivo. può essere positivo o negativo.

Se aumenta il potere di acquisto del consumatore. La retta di bilancio trasla a sinistra. la retta di bilancio cambia andamento. la retta di bilancio trasla a destra. la retta di bilancio ruota.

La curva di domanda di mercato si ottiene. Come proiezione delle curve di domanda individuali. sommando orizzontalmente le curve di domanda individuali. Unendo i seguenti di domanda dei diversi settori. sommando verticalmente le curve di domanda individuali.

La mappa di indifferenza permette. Di ordinare le alternative. Tutte false. di confrontare la preferenza di più soggetti. di confrontare il potere di acquisto di più soggetti.

Una curva di indifferenza rappresenta. tutte le combinazioni di beni che il soggetto può acquistare dato il vincolo di bilancio. tutte le combinazioni di beni che soddisfano il soggetto in misura maggiore rispetto alla sua dotazione. tutte le combinazioni di beni che soddisfano il soggetto in misura minore rispetto alla sua dotazione. tutte le combinazioni di beni che soddisfano nella stessa misura il soggetto.

Per massimizzare la propria utilità il soggetto deve. Collocarsi nel punto di tangenza tra vincolo di bilancio e curva di indifferenza. Collocarsi nel punto con più alta utilità marginale. nel punto con più alta utilità totale. collocarsi nel punto di incontro tra curva di indifferenza e vincolo di bilancio.

La mappa di indifferenza descrive. Le preferenze degli individui. I desideri degli individui. il potere di acquisto degli individui. le dotazioni degli individui.

La pendenza della curva d’indifferenza è detta. Costo opportunità. saggio di scambio. saggio marginale di sostituzione. Curva dei contratti.

I punti appartenenti alla curva di indifferenza rappresentano. I punti che comportano un’identica spesa. i punti che forniscono la medesima soddisfazione. tutte false. I punti che comportano un identico potere di acquisto.

La curva di indifferenza indica. Le preferenze di un consumatore. Le disponibilità di un consumatore. le aspettative di un consumatore. i desideri di un individui.

La pendenza della curva di indifferenza è detta. Saggio marginale di indifferenza. saggio marginale di utilità. saggio marginale di sostituzione. saggio marginale di reddito.

Il punto di equilibrio del consumatore si trova nel punto. E. E2. E1. tutte false.

Si ha massimizzazione dell’utilità quando. MRS B,A = pB * pA. MRS B,A = pB/ pA. MRS B,A = pB + pA. MRS B,A = pB - pA.

Si parla di rendimenti marginali decrescenti di un fattore quando. Il prodotto marginale di un output decresce all’aumentare delle quantità impiegate. il prodotto marginale di un output cresce all’aumentare delle quantità impiegate. il prodotto marginale di un input cresce all’aumentare delle quantità impiegate. il prodotto marginale di un input decresce all’aumentare delle quantità impiegate.

Mp=. ΔI/ΔO. ΔO/ΔI. O/I. I/O.

Nel breve periodo l’impresa. Riesce a modificare la propria dotazione di capitali. non riesce a modificare la capacità dei propri impianti. Riesci a modificare la capacità dei propri impianti. non riesce a modificare la propria dotazione di capitali.

Il prodotto marginale è. Il prodotto che ottengono incrementando di un unità l’impiego di un fattore fisso. tutte vere. il prodotto che ottengono incrementando di una unità l’impiego di un fattore costante. il prodotto che ottengo incrementando di una unità l’impiego di un fattore variabile.

Se il prodotto marginale di un fattore cresce il costo marginale. Aumenta in modo più che proporzionale. diminuisce. Aumenta. rimane costante.

Il costo marginale è. La somma dei costi fissi e dei costi variabili rapportata alla quantità prodotta. il rapporto tra costi totali e quantità prodotta. il rapporto tra costi fissi e variabili di lungo periodo. l’incremento subito dal costo quale per effetto di un aumento di produzione di una unità.

La distanza misurata in perpendicolare tra la curva AVC e la curva ATC misura. AFC. MC. TC. AVC.

L’incidenza di un costo che rimane costante. Aumenta all’aumentare delle unità prodotte. diminuisce all’aumentare delle unità prodotte. diminuisce al diminuire delle unità prodotte. non si modifica al modificarsi delle unità prodotte.

La curva del costo totale di breve periodo. Incrementa la sua pendenza all’aumentare dell’output. Riduce la sua pendenza all’aumentare dell’output. ha andamento sinusoide. incrementa la sua pendenza al diminuire dell’output.

Il costo medio di produzione è. l'incremento che subisce il costo totale per effetto dell'aumento di produzione di una unità. Tutte false. Il rapporto tra costo totale e quantità prodotta. il rapporto tra costi totali e costi variabili.

ATC. MC-VC. TC+AVC. TC/q. MC*VC.

MC=. ΔTC* Δq. ΔVC/Δq. ΔTC/Δq. Δq/ΔVC.

AVC. Inizialmente si riduce ma poi tende nuovamente a crescere. Inizialmente cresce ma poi tende nuovamente a ridursi. ha un andamento decrescente. ha un andamento crescente.

AVC=. TVC-TF. TVC/q. TFC/q. Q/TVC.

AFC=. Q/TVC. TFC/q. TVC/q. q/TFC.

La MES è. Il livello massimo di produzione per massimizzare i costi medi di lungo periodo. tutte false. Il livello massimo di produzione per minimizzare i sunk costs. il livello di massimo di produzione per minimizzare i costi medi di lungo periodo.

LRTC è minore o uguale a TC sempre. Perché nel lungo periodo è possibile scegliere le combinazioni più efficienti. perché nel lungo periodo è maggiore la specializzazione. perché nel lungo periodo è possibile abbattere i sunk costs. tutte false.

AFC. Aumenta al crescere della produzione. tutte vere. si riduce al crescere della produzione. rimane costante al crescere della produzione.

LRATC. MC/q. LRTC/q. TC/Q. AVC/q.

LRTC<TC (nel lungo periodo). mai. tutte vere. sempre. tal volta.

Per tracciare la curva LRATC. Si uniscono le parti più basse di tutte le curve ATC del mercato. si uniscono le parti più alte di tutte le curve ATC del mercato. si uniscono le parti più basse di tutte le curve ATC dell’impresa. Si uniscono le parti più alte di tutte le curve ATC dell’impresa.

Se un incremento della produzione fa diminuire LRATC. Tutte false. si hanno rendimenti costanti. Si hanno diseconomie di scala. si hanno economie di scala.

Le economie di scala possono derivare. Tutte vere. Dalla specializzazione. dalla migliore imputabilità dei costi di sviluppo. dal miglior utilizzo delle capacità organizzative.

Le diseconomie di scala derivano. Dal sovradimensionamento. dalla specializzazione. dall’organizzazione aziendale. da fallimenti del mercato.

LRTC è minore o uguale a TC sempre perché. Tutte false. perché nel lungo periodo è maggiore la specializzazione. nel lungo periodo è possibile scegliere combinazioni più efficienti. Perché nel lungo periodo è possibile abbattere i sunk costs.

Nel lungo periodo. Non esistono costi marginali. non esistono costi fissi. tutte vere. non esigono costi variabili.

La MES è. Tutte false. il livello massimo di produzione per massimizzare i costi medi lungo periodo. il livello massimo di produzione per minimizzare i sunk costs. il livello massimo di produzione per minimizzare i costi medi di lungo periodo.

Nel lungo periodo. Non esistono costi marginali. non esistono costi variabili. Non esistono costi fissi. Tutte false.

Profitto economico=. Ricavo economico-costo economico. ricavo economico-costo opportunità. ricavo totale-costo economico. ricavo economico-costo contabile.

Profitto contabile=. Ricavo totale-costi contabili. ricavo medio-costo medio. ricavo marginale -costo marginale. ricavo contabile -costi contabili.

I costi impliciti sono. Pagamenti in comunità da corrispondere a terzi. i costi opportunità per l’impiego di risorse altrui. debiti contratti verso terzi. i costi opportunità per l’impiego di risorse proprie.

Per massimizzare il profitto l’impresa deve realizzare la quantità di prodotto in corrispondenza della quale. È minima la distanza tra TC e TR. è massima la distanza tra TC e TR. è minima la distanza tra AVC e AFC. è massima la distanza tra AVC e AFC.

Quando MR>0. Un aumento della produzione riduce il ricavo totale. l’impresa deve cessare l’attività. una riduzione della produzione fa crescere il ricavo totale. un aumento della produzione fra crescere il ricavo totale.

Un incremento della quantità prodotta fa crescere il profitto solo se. MR=MC. MR=TC. MR>MC. MR<MC.

In generale vale la regola che se TR>TVC. Si deve continuare l’attività. Si deve cessare l’attività. l’impresa è sempre in perdita. è indifferente cessare o conitnuare.

In generale vale la regola che se TR<TVC. Non rifare differenza tra cessare o continuare a produrre. si deve continuare a produrre. l’impresa realizza un profitto. si deve cessare l’attività.

La decisione di lungo periodo di cessare l’attività deve essere assunta. Trascurando i costi variabili. considerando i costi fissi. trascurando i costi sommersi. Trascurando i costi fissi.

Nel lungo periodo se l’impresa realizza un profitto negativo. Deve uscire dall’industria. È indifferente rimanere o uscire. tutte vere. deve rimanere nell’industria.

Prove taker è un soggetto. Che al prezzo dato può acquistare o vendere qualsiasi quantità. Che può vendere una quantità maggiore solo riducendo il prezzo. tutte vere. che è vincolato nel prezzo e nella quantità.

La domanda di mercato in concorrenza perfetta si presenta. Con elasticità uguale a infinito. Con elasticità uguale a zero. come una curva decrescente. tutte false.

Nel punto di equilibrio di lungo preparo l’impresa in concorrenza perfetta realizza. un profitto economico nullo e un profitto contabile che copre i costi esplIciti. un profitto economico normale e un profitto contabile che copre i costi sommersi. un profitto economico nullo e un profitto contabile che copre i costi impliciti. un profitto economico normale e un profitto contabile che copre i costi espliciti.

Nel mercato perfettamente concorrenziale. tutte false. nel punto di incontro tra ricavo marginale e costo marginale si determina il prezzo di equilibrio. nel punto di incontro tra domanda e offerta si determina il prezzo di equilibrio. nel punto di incontro tra ricavo totale e costo totale si determina il prezzo di equilbrio.

Nel mercato concorrenziale la curva di domanda di mercato è. Perfettamente elastica. Decrescente. Perfettamente rigid. Crescente.

In un mercato di concorrenza perfetta l’impresa può decidere. La quantità. tutte vere. il prezzo. tutte false.

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