eco 59-72
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Cosa si intende per Biodiversità?. Si intende per biodiversità l'insieme di tutte le diversità biologiche (genetica, di specie, ecosistemica), includendo anche il valore economico del loro utilizzo. La diversità ecosistemica, cioè la diversità dei biomi lungo i gradienti altitudinali e latitudinali. La diversità genetica (variabilità) in una popolazione di una determinata specie. La diversità di specie in uno specifico ecosistema. Quali sono i benefici dovuti alla Biodiversità?. Dall'uso di nuovi organismi come fonte di alimenti, alla scoperta di nuovi composti ad attività farmacologica, ai servizi ecosistemici come pedogenesi, depurazione dell'acqua e dell'aria, fino ai benefici estetici e culturali. Non ci sono benefici rilevanti. I benefici estetici e culturali. I servizi ecosistemici come pedogenesi, depurazione dell'acqua e dell'aria,. Cos'è l'Indice del pianeta vivente (LPI, Living Planet Index)?. E' una misura dello stato della biodiversità globale che dal 1998 registra l'abbondanza di migliaia di specie. Si calcola come media di tre diversi indici che misurano il trend delle popolazioni delle specie acquatiche. E' la misura della colonizzazione umana sulla Terra. E' una misura dello stato della biodiversità globale che dal 1998 registra l'abbondanza di migliaia di specie. Si calcola come media di tre diversi indici che misurano i trend delle popolazioni di specie terrestri, marine e di acqua dolce. E' una misura dello stato della biodiversità globale che dal 1998 registra l'abbondanza di migliaia di specie. Si calcola come media di tre diversi indici che misurano il trend delle popolazioni delle specie terrestri. Cos'è la resilienza?. E' la capacità di un ecosistema di resistere ad una perturbazione mantenendo lo stato precedente. Le perturbazioni possono essere incendi, inondazioni, boom demografici o effetti delle attività umane (deforestazione, cambiamenti climatici, ecc.). E' l'incapacità di un ecosistema di rispondere ad una perturbazione (che ha provocato danni) e ritornare allo stato precedente. Le perturbazioni possono essere incendi, inondazioni, boom demografici o effetti delle attività umane (deforestazione, cambiamenti climatici, ecc.). E' la capacità di un ecosistema di rispondere ad una perturbazione (che ha provocato danni) ritornando allo stato precedente. Le perturbazioni possono essere incendi, inondazioni, boom demografici o effetti delle attività umane (deforestazione, cambiamenti climatici, ecc.). A seconda dell'ampiezza o della durata, il disturbo può cambiare il sistema e portarlo ad una soglia oltre la quale predominano processi e strutture diversi. I sistemi ecologici non sono resilienti. Quali sono le perturbazioni che possono alterare i sistemi ecologici?. Le perturbazioni antropiche, come deforestazione, cambiamenti climatici, ecc. Le perturbazioni non alterano gli ecosistemi naturali. Le perturbazioni naturali, come incendi, inondazioni, ecc. Le perturbazioni naturali, come incendi, inondazioni, boom demografici e/o quelle dovute alle attività umane, come deforestazione, cambiamenti climatici, ecc. Come varia la diversità di specie quando l'ecosistema è sottoposto a un disturbo naturale?. La diversità aumenta. La diversità non varia. A differenza della pressione antropica, i disturbi naturali sugli ecosistemi non riducono la diversità e non spostano gli ecosistemi a uno stato diverso, come dopo un incendio o nel caso dell'eutrofizzazione naturale. I disturbi naturali sugli ecosistemi possono ridurre la diversità spostando gli ecosistemi verso uno stato, un equilibrio diverso, come dopo un incendio o una colata lavica. Le modifiche indotte possono portare gravi conseguenze alle dinamiche naturali e ai servizi ecosistemici. Cosa si intende per 'punto critico' o tipping point'?. Il punto di rovesciamento, che permette il recupero dell'ecosistema. E' il livello dal quale il sistema ritorna allo stato precedente, ripristinando la diversità e i servizi ecosistemici precedenti. E' il livello dal quale il sistema ritorna allo stato precedente, sebbene riducendo la diversità e i servizi ecosistemici. E' il livello di non ritorno oltre il quale il sistema si sposta ad un nuovo stato, diverso dallo stato precedente, di solito caratterizzato da una diversità più bassa e minori servizi ecosistemici. Quali sono gli effetti delle perturbazioni antropiche sui sistemi ecologici?. La pressione antropica sui sistemi naturali può spostare gli ecosistemi verso uno stato diverso, come nel caso di incendi o eutrofizzazione. Spesso queste modifiche portano gravi conseguenze agli usi umani delle risorse. La pressione antropica sui sistemi naturali può spostare gli ecosistemi verso uno stato diverso, come nel caso di incendi o eutrofizzazione ma queste modifiche non comportano conseguenze agli usi umani delle risorse. La pressione antropica sui sistemi naturali non riesce a spostare gli ecosistemi verso uno stato diverso e le modifiche di solito non comportano conseguenze sugli usi umani delle risorse. Nessuna delle risposte è corretta. Come si determina 'punto critico' o 'tipping point'?. Nessuna delle risposte è corretta. Il livello del punto critico di non ritorno è difficile da determinare in anticipo: una volta che il sistema si è spostato al nuovo stato è molto difficile, spesso impossibile, riportarlo allo stato precedente. Si determina con studi approfonditi sulla struttura e la funzionalità degli ecosistemi. Il livello del punto critico di non ritorno si può determinare in anticipo: serve ad evitare che il sistema si è sposti ad un nuovo stato da cui è molto difficile, spesso impossibile, riportarlo allo stato precedente. Come varia la diversità di specie quando l'ecosistema è sottoposto a un disturbo antropico?. La diversità non varia. La pressione antropica sui sistemi naturali può ridurre la diversità spostando gli ecosistemi verso uno stato, un equilibrio diverso, come dopo un incendio o nel caso dell'eutrofizzazione. Le modifiche indotte possono portare gravi conseguenze anche agli usi umani delle risorse. La pressione antropica sui sistemi naturali non riduce la diversità e non sposta gli ecosistemi a uno stato diverso, come dopo un incendio o nel caso dell'eutrofizzazione culturale. La diversità aumenta. L'isola di Rapa Nui è un esempio di ... una società umana che ha recuperato nel tempo l'effetto di un eccessivo sfruttamento delle risorse presenti nel sistema e ha ripristinato le condizioni ecologiche precedenti. di resilienza dei sistemi sociali e naturali. di alterazioni naturali di un sistema ecologico. una società umana distrutta dall'eccessivo sfruttamento delle risorse presenti nel sistema e della difficoltà di ripristinare le condizioni ecologiche precedenti. Perché il collasso sociale e naturalistico dell'isola di Rapa Nui deve essere una lezione per la nostra società?. Perché, a differenza della Terra, è un sistema isolato che non ha potuto recuperare gli effetti sfruttando la prossimità con sistemi ecologici ricchi e funzionali. Perché, come la Terra, è un sistema isolato che non ha potuto recuperare gli effetti sfruttando la prossimità con sistemi ecologici ricchi e funzionali. L'isola di Rapa Nui non ha subito collassi sociali. Perché, come avviene dappertutto sulla Terra, è un sistema isolato che ha potuto recuperare gli effetti sfruttando la prossimità con sistemi ecologici ricchi e funzionali. Quali sono i possibili scenari che si prospettano dopo il picco di consumo di energia e risorse utilizzate, il degrado ambientale e l'inquinamento del nostro tempo?. Nessuna delle risposte è corretta. Gli scenari possibili sono scenari creativi che permettono un significativo incremento delle quote di energia a disposizione. Gli scenari possibili sono 4 e molto diversi tra loro: uno scenario distruttivo, uno di 'discesa creativa', uno di stabilità green-tech e uno scenario supertecnologico. Gli scenari possibili sono scenari distruttivi, o di riduzione significativa delle quote di energia a disposizione. Da cosa dipenderanno gli scenari che si prospettano dopo il picco di consumo di energia e risorse utilizzate, il degrado ambientale e l'inquinamento del nostro tempo?. Non ci sono prospettive. Gli scenari possibili dipenderanno dalle scelte sociali e politiche ma anche dai progressi scientifici e tecnologici. Gli scenari possibili dipenderanno dai progressi scientifici e tecnologici. Gli scenari possibili dipenderanno dalle scelte sociali e politiche. Cosa si intende per stewardship scenario?. Per stewardship scenario si intende una riduzione della domanda di energia, per quanto 'creativa', e il ritorno a vivere nell'ambito delle regole naturali e delle disponibilità naturali di risorsa. Per stewardship scenario si intende un'incremento della domanda di energia, su base 'creativa', e il ritorno a vivere nell'ambito delle regole naturali e delle disponibilità naturali di risorsa. Un assetto sociale che mantenga l'attuale livello di consumo di energia ma attuando una riconversione tecnologica e il ricorso a fonti rinnovabili di energia. Uno scenario distruttivo, che include il collasso sociale. Cosa si intende per stabilità green-tech?. Uno scenario distruttivo. Un assetto sociale che permetta una riduzione della domanda di energia, per quanto 'creativa', e il ritorno a vivere nell'ambito delle regole naturali e delle disponibilità naturali di risorsa. Un assetto sociale basato sull'incremento dell'attuale livello di consumo di energia a carico di una riconversione tecnologica e il ricorso a fonti rinnovabili di energia. Un assetto sociale che mantenga l'attuale livello di consumo di energia ma attuando una riconversione tecnologica e il ricorso a fonti rinnovabili di energia. Le città possono essere considerate come "parassiti" delle aree non urbanizzate?. No, le aree rurali, semi-naturali o naturali vivono a carico dello scambio di energia e materiale con gli agglomerati urbani (tecno-ecosistemi). Si, perché gli agglomerati urbani (tecno-ecosistemi) vivono consumando l'energia prodotta nelle aree rurali, semi-naturali o naturali. No, perché c'è uno scambio reciproco di energia e materiale tra gli agglomerati urbani (tecno-ecosistemi) e le aree rurali, semi-naturali o naturali. No, perché gli agglomerati urbani (tecno-ecosistemi) non vivono consumando l'energia prodotta nelle aree rurali, semi-naturali o naturali. Cosa misura l'impronta ecologica?. L'impronta degli ecosistemi naturali. La quantificazione dell'energia, delle risorse e dell'impatto di un ecosistema costruito. La misura della superficie della Terra 'utilizzata' da un'area urbana per il suo sostentamento, questo valore viene utilizzato come indicatore di sostenibilità. E' un concetto astratto. Cosa si intende con tecno-ecosistemi?. Definiti dall'ecologo del paesaggio Zev Naveh (1982), con tecno-ecosistemi si indicano gli agglomerati urbano-industriali che basano la propria sopravvivenza sul consumo di beni e servizi generati da ecosistemi naturali. Definiti dall'ecologo del paesaggio Zev Naveh (1982), con tecno-ecosistemi si indicano gli agglomerati urbano-industriali che producono beni e servizi che vengono consumati altrove. I tecno-ecosistemi sono società urbano-industriali che generano sistemi ambientali. Definiti da Wackernagel e Rees (1996), con tecno-ecosistemi si indicano gli agglomerati urbano-industriali che basano la propria sopravvivenza sul consumo di beni e servizi generati da ecosistemi naturali. Come si definisce l'impronta ecologica?. La misura della superficie della Terra occupata dalle aree urbane. La misura della superficie della Terra 'utilizzata' dalle aree urbane per il loro sostentamento (es. agro-ecosistemi, ecosistemi forestali, acquatici, sistemi naturali non antropizzati). La misura della superficie della Terra occupata da agro-ecosistemi, ecosistemi forestali, acquatici, sistemi naturali non antropizzati. La misura della superficie della Terra, per es. agro-ecosistemi, ecosistemi forestali, acquatici, sistemi naturali non antropizzati, che dipendono dalle aree urbane per il loro sostentamento. Perché si parla di impronta ecologica?. Perché gli agglomerati urbani (tecno-ecosistemi) producono e consumano molta energia. Perché gli agro-ecosistemi vivono consumando l'energia prodotta nelle aree urbane. Perché gli agglomerati urbani (tecno-ecosistemi) vivono consumando l'energia prodotta da una notevole superficie di aree rurali, semi-naturali o naturali, a bassa densità di colonizzazione. Nessuna delle risposte è esatta. Come si misura l'impronta ecologica?. L'impronta ecologica = superficie totale di area urbana necessaria al sostentamento degli ecosistemi naturali e semi-naturali. L'impronta ecologica = superficie totale di ecosistemi naturali e semi-naturali necessari per sostenereunaa città. L'impronta ecologica = superficie equivalente di ecosistemi naturali e costruiti che sono in connessione produttiva. Nessuna delle risposte è esatta. Chi ha proposto per primo la definizione di 'impronta ecologica'?. Il concetto di 'Impronta ecologica' è stato proposto da Zev Naveh (1982), per quantificare l'energia, le risorse e l'impatto di un ecosistema costruito sulle aree circostanti per sostenere la propria sopravvivenza. Il concetto di 'Impronta ecologica' è un concetto base dell'ecologia classica, da sempre utilizzato per quantificare l'energia, le risorse e l'impatto di un ecosistema costruito sulle aree circostanti per sostenere la propria sopravvivenza. Il concetto di 'Impronta ecologica' è stato proposto da Wackernagel e Rees (1996), per quantificare l'energia, le risorse e l'impatto delle aree naturali sugli ecosistemi costruiti per sostenere la propria sopravvivenza. Il concetto di 'Impronta ecologica' è stato proposto da Wackernagel e Rees (1996), per quantificare l'energia, le risorse e l'impatto di un ecosistema costruito sulle aree circostanti per sostenere la propria sopravvivenza. Cosa si intende per Footprint family?. Un insieme di indicatori selezionati in grado di valutare la pressione umana sul pianeta in termini di domanda aggregata di risorse naturali ed emissioni (impronta ecologica). L'impronta ecologica di una famiglia media, in termini di domanda aggregata di risorse naturali ed emissioni (impronta ecologica), di emissioni totali di gas serra econtributo al cambiamento climatico (impronta del carbonio) e di consumo di capitale naturale di acqua dolce (impronta dell'acqua). Un insieme di indicatori selezionati in grado di valutare la pressione umana sul pianeta in termini di emissioni totali di gas serra e contributo al cambiamento climatico(impronta del carbonio) e di consumo di capitale naturale di acqua dolce (impronta dell'acqua). Un insieme di indicatori selezionati in grado di valutare la pressione umana sul pianeta in termini di domanda aggregata di risorse naturali ed emissioni (impronta ecologica), di emissioni totali di gas serra e contributo al cambiamento climatico (impronta del carbonio) e di consumo di capitale naturale di acqua dolce (impronta dell'acqua). Cosa si intende per impronta ecologica?. Per Impronta ecologica, secondo la definizione di Wackernagel & Rees (1996), si intende la pressione umana sul pianeta in termini di emissioni totali di gas serra (di un'attività o accumulate durante le fasi di vita di un prodotto) e il contributo umano al cambiamento climatico. Per Impronta ecologica, secondo la definizione di Wackernagel & Rees (1996) si intende il consumo umano del capitale naturale di acqua dolce (blu, verde, grigio). Per Impronta ecologica, secondo la definizione di Hoekstra (2002) si intende la pressione umana sul pianeta in termini di domanda aggregata ed emissioni e costo dell'uso di risorse ed emissioni sulle risorse ecologiche. Per Impronta ecologica, secondo la definizione di Wackernagel & Rees (1996) si intende la pressione umana sul pianeta in termini di domanda aggregata ed emissioni e costo dell'uso di risorse ed emissioni sulle risorse ecologiche. Cosa si intende per impronta del carbonio?. Per Impronta del Carbonio (AA.VV., 2000/2008) si intende la pressione umana sul pianeta in termini di domanda aggregata ed emissioni, il costo dell'uso di risorse ed emissioni sulle risorse ecologiche. Per Impronta del Carbonio (AA.VV., 2000/2008) si intende la pressione umana sul pianeta in termini di emissioni totali di gas serra (di un'attività o accumulate durante le fasi di vita di un prodotto) e il contributo umano al cambiamento climatico. Per Impronta del Carbonio (Wackernagel & Rees, 1996) si intende la pressione umana sul pianeta in termini di emissioni totali di gas serra (di un'attività o accumulate durante le fasi di vita di un prodotto) e il contributo umano al cambiamento climatico. Per Impronta del Carbonio (AA.VV., 2000/2008) si intende la pressione umana sul pianeta in termini di consumo umano del capitale naturale di acqua dolce (blu, verde, grigio). Cosa si intende per impronta dell'acqua?. Per Impronta dell'acqua (AA.VV., 2000/2008) si intende il consumo umano del capitale naturale di acqua dolce (blu, verde, grigio). Per Impronta dell'acqua (Hoekstra, 2002) si intende il consumo umano del capitale naturale di acqua dolce (blu, verde, grigio). Per Impronta dell'acqua (Hoekstra, 2002) si intende il consumo umano in termini di emissioni totali di gas serra e il contributo al cambiamento climatico. Per Impronta dell'acqua (Hoekstra, 2002) si intende I'mpronta ecologica umana sul pianeta in termini di domanda aggregata ed emissioni, il costo dell'uso di risorse ed emissioni sulle risorse ecologiche. Cosa si intende per Water footprint?. L'impronta delle acque azzurre (volume d'acqua piovana evaporato o incorporato) di un prodotto. L'impronta delle acque verdi (volume d'acqua piovana evaporato o incorporato in un prodotto), blu (volume di acque superficiali e/o sotterranee evaporato o incorporato in un prodotto o restituito ad altri bacini idrografici o al mare) e grigie (volume di acqua inquinata prodotto). L'impronta delle acque nere (volume di acqua inquinata prodotto). L'impronta delle acque grigie (volume di acque superficiali e/o sotterranee) evaporato o incorporato in un prodotto o restituito ad altri bacini idrografici o al mare. Qual è il messaggio principale dell'impronta ecologica?. Promuovere la conoscenza dei limiti ecologici (a cui non possiamo sottrarci), e divulgare la necessità di salvaguardare gli ecosistemi naturali per salvaguardare i servizi ecosistemici che ci permettono di vivere. Mettere in evidenza i limiti ecologici della Terra. Non c'è un messaggio specifico. Divulgare la necessità di salvaguardare gli ecosistemi naturali per salvaguardare i servizi ecosistemici che ci permettono di vivere. La famiglia delle impronte è un indicatore accurato della sostenibilità?. La famiglia delle impronte è un insieme di indicatori nato di recente che non è ancora una misura accurata della sostenibilità, perché ancora molti problemi ambientali non sono stati inseriti e non vengono monitorati da questi indicatori, come la tossicità di composti o prodotti, la qualità del suolo e la sua degradazione,oppure la presenza di rifiuti che non possono essere smaltiti, come i rifiuti nucleari. La famiglia delle impronte nonostante sia un indicatore nato da poco, è già una misura accurata della sostenibilità, perché include molti problemi ambientali, come la tossicità di composti o prodotti, la qualità del suolo e la sua degradazione,oppure la presenza di rifiuti che non possono essere smaltiti, come i rifiuti nucleari. Nessuna delle risposte è esatta. La famiglia delle impronte è un indicatore nato da poco e non è ancora una misura accurata della sostenibilità, ma è utile per monitorare fattori come la tossicità di composti o prodotti, la qualità del suolo e la sua degradazione,oppure la presenza di rifiuti che non possono essere smaltiti, come i rifiuti nucleari. A cosa servono gli indicatori della Footprint family?. Servono a monitorare la sostenibilità delle attività ed essere applicabili sia in attività di ricerca sia nella definizione di politiche ambientali per singoli prodotti, processi, settori di attività oppure nazioni e città, che possono essere studiati o valutati con questi indicatori. nessuna delle risposte è esatta. Servono a monitorare la sostenibilità delle attività ed essere applicabili sia in attività di ricerca sia nella definizione di politiche ambientali per nazioni o città, che possono essere studiate o valutate con questi indicatori. Servono a monitorare la sostenibilità delle attività, ed essere applicabili nella definizione di politiche ambientali per singoli prodotti, processi, settori di attività oppure nazioni e città, che possono essere studiati o valutati con questi indicatori, non sono utili nelle attività di ricerca. Qual è stato il primo esperimento di genetic engineering?. Il primo esperimento di genetic engineering, è stata la creazione il un batterio ricombinante nel 1973: un ceppo di E. coli che esprimeva un gene di salmonella. Il primo esperimento di genetic engineering, è stata la creazione il un batterio ricombinante nel 1973: un ceppo di salmonella che esprimeva un gene di E. coli. Il primo organismo geneticamente modificato è stato prodotto da Dr. Zhiyuan Gong et al. nel 1999, un Danio rerio che conteneva il gene per la fluorescenza rossa di coralli marini e il gene per la fluorescenza gialla di medusa. Il primo organismo geneticamente modificato è stato prodotto da Dr. Zhiyuan Gong et al. nel 1999, un Danio rerio che conteneva il gene per la proteina fluorescente verde di medusa che produce luminescenza verde in luce bianca o UV. A quali organismi è possibile applicate le tecniche di produzione di OGM?. Le tecniche OGM sono applicabili a tutti i microorganismi. Le tecniche OGM sono applicabili a tutti i viventi: dagli organismi animali ai vegetali. Le tecniche OGM sono applicabili a tutti i viventi: dai microrganismi a tutti gli altri organismi animali e vegetali. Le tecniche OGM sono molto difficili da applicare. Esiste una legislazione che regola gli OGM?. Si, certamente; tra i più importanti ricordiamo un testo complessivo (Regolamento CE 1892/2003), uno che riguarda l'emissione di OGM nell'ambiente (Direttiva 2001/18 CE), e uno su tracciabilità ed etichettatura (Regolamento CE 830/2003). Si, certamente; c'è un testo dedicato a tracciabilità ed etichettatura (Direttiva 2001/18 CE. Si, certamente; c'è un testo che regola l'emissione di OGM nell'ambiente (Regolamento CE 1892/2003). No, non c'è una regolamentazione specifica. Qual è il principio generale che accomuna tutti gli OGM?. Il principio generale della tecnica di produzione di un OGM è eliminare del materiale genetico nel genoma di un organismo. Il principio generale della tecnica di produzione di un OGM è sostituire del materiale genetico nel genoma di un organismo. Nessuna delle risposte è corretta. Il principio generale della tecnica di produzione di un OGM è aggiungere nuovo materiale genetico nel genoma di un organismo. Qual è la definizione di OGM?. Per OGM si intende un organismo il cui materiale genetico è stato modificato, diversamente da quanto avviene in natura con l'incrocio e/o la ricombinazione genetica naturale, esclusi quegli organismi in cui la modificazione genetica sia stata ottenuta mediante mutagenesi e/o fusione cellulare. Per OGM si intende un organismo il cui materiale genetico è stato modificato, come avviene in natura, con l'incrocio e/o la ricombinazione genetica, escludendo quegli organismi in cui la modificazione genetica sia stata ottenuta mediante mutagenesi e/o fusione cellulare. Tutti gli orgamismi sottoposti a modifiche del genoma. Per OGM si intende un organismo il cui materiale genetico è stato modificato, diversamente da quanto avviene in natura con l'incrocio e/o la ricombinazione genetica naturale, inclusi quegli organismi in cui la modificazione genetica sia stata ottenuta mediante mutagenesi e/o fusione cellulare. Cosa si intende per Sistema Biolistico o gene gun?. E' un metodo di trasferimento genico poco utilizzato; si basa sull'accelerazione ad alta velocità di microparticelle di oro o tungsteno rivestite del DNA che deve essere inserito nelle cellule bersaglio che, attraversando i tessuti vegetali, rilasciano il DNA nelle cellule. Inizialmente veniva utilizzato un dispositivo azionato con polvere da sparo, oggi si utilizza la pressione generata da gas inerti, come l'elio. E' il metodo di trasferimento genico più utilizzato; si basa sull'accelerazione ad alta velocità di microparticelle di oro o tungsteno rivestite del DNA che deve essere inserito nelle cellule bersaglio che, attraversando i tessuti animali rilasciano il DNA nelle cellule. Inizialmente veniva utilizzato un dispositivo azionato con polvere da sparo, oggi si utilizza la pressione generata da gas inerti, come l'elio. E' il metodo di trasferimento genico più utilizzato; si basa sull'accelerazione ad alta velocità di microparticelle di oro o tungsteno rivestite del DNA che deve essere inserito nelle cellule bersaglio che, attraversando i tessuti vegetali, rilasciano il DNA nelle cellule. Inizialmente veniva utilizzato un dispositivo azionato con polvere da sparo, oggi si utilizza la pressione generata da gas inerti, come l'elio. E' un metodo di trasferimento genico poco utilizzato; si basa sull'accelerazione ad alta velocità di microparticelle di oro o tungsteno rivestite del DNA che deve essere inserito nelle cellule bersaglio che, attraversando i tessuti vegetali, rilasciano il DNA nelle cellule. Inizialmente veniva utilizzato un dispositivo azionato da gas inerti, come l'elio, oggi si utilizza la pressione generata dalla polvere da sparo. Che differenza c'è tra elettroporazione e microiniezione?. L'elettroporazione utilizza un intenso campo elettrico per alterare la permeabilità della membrana vegetale e permettere l'ingresso di DNA esogeno in singole cellule o tessuti mentre la microiniezione è la procedura di routine per le cellule animali e in medicina, anche se ha una bassa efficienza. L'elettroporazione è la procedura di routine per le cellule animali e in medicina, anche se ha una bassa efficienza, mentre la microiniezione utilizza un intenso campo elettrico per alterare la permeabilità della membrana vegetale e permettere l'ingresso di DNA esogeno in singole cellule o tessuti. L'elettroporazione è la procedura di routine per le cellule animali e in medicina, mentre la microiniezione, tecnica a bassa efficienza che utilizza un intenso campo elettrico per alterare la permeabilità della membrana e permettere l'ingresso di DNA esogeno in singole cellule o tessuti, si usa prevalentemente per i vegetali. Non c'è differenza tra le due tecniche. Non c'è differenza tra le due tecniche. La tecnica di trasferimento del DNA basata sull'uso Agrobacterium tumefaciens, utilizza la capacità intrinseca di questo patogeno vegetale di effettuare uno scambio di materiale genetico tra generi di vegetali affini. La tecnica di trasferimento del DNA basata sull'uso Agrobacterium tumefaciens, utilizza la capacità intrinseca di questo patogeno vegetale di effettuare uno scambio di materiale genetico inter-Regno (inter-Kindom). Agrobacterium tumefaciens non viene utilizzato nella produzione di OGM. La tecnica di trasferimento del DNA basata sull'uso Agrobacterium tumefaciens, utilizza la capacità intrinseca di vettori biologici dentificati di recente di effettuare uno scambi di materiale genetico inter-Regno (inter-Kindom). Quali sono le tecniche di trasferimento (diretto o indiretto) del DNA?. Le tecniche di trasferimento (diretto o indiretto) del DNA si basano sull'uso di tecnologie meccaniche come Elettroporazione; Microiniezione; Sistema biolistico. Le tecniche di trasferimento (diretto o indiretto) del DNA sono: uso di vettori biologici (Agrobacterium tumefaciens); Elettroporazione; Microiniezione; Sistema biolistico. nessuna delle risposte è corretta. Le tecniche di trasferimento (diretto o indiretto) del DNA si basano sull'uso di vettori biologici (Agrobacterium tumefaciens). Come vengono classificati gli organismi transgenici?. Vengono classificati come: Intragenici: il DNA è costituito da geni artificiali; Familigenici: il DNA proviene da specie affini; Lineagenici: il DNA proviene da specie della stessa linea filogenetica; Transgenici: il DNA proviene da specie filogeneticamente lontane; Xenogenici: il DNA proviene dalla stessa specie. Vengono classificati come: Intragenici: il DNA proviene dalla stessa specie; Familigenici: il DNA proviene da specie della stessa linea filogenetica; Lineagenici: il DNA proviene da specie affini; Transgenici: il DNA proviene da specie filogeneticamente lontane; Xenogenici: il DNA è costituito da geni artificiali. Vengono classificati come: Intragenici: il DNA proviene dalla stessa specie; Familigenici: il DNA proviene da specie affini; Lineagenici: il DNA proviene da specie della stessa linea filogenetica; Transgenici: il DNA proviene da specie filogeneticamente lontane; Xenogenici: il DNA è costituito da geni artificiali. Vengono classificati come: Intragenici: il DNA proviene dalla stessa specie; Familigenici: il DNA proviene da specie affini; Lineagenici: il DNA proviene da specie della stessa linea filogenetica; Transgenici: il DNA è costituito da geni artificiali; Xenogenici: il DNA proviene da specie filogeneticamente lontane. Come possono essere utilizzati gli organismi transgenici?. Non sono utili in nessuna applicazione. Gli organismi transgenici rappresentano uno strumento estremamente utile per la comprensione della funzione di molti geni, per studiarne l'effetto dell'aumentata o ridotta espressione, sono molto meno efficienti nelle applicazioni in campo agroalimentare e farmaceutico. Gli organismi transgenici rappresentano uno strumento molto utile per la comprensione della funzione di molti geni, per studiarne l'effetto dell'aumentata o ridotta espressione o per applicazioni in campo agroalimentare e farmaceutico. Gli organismi transgenici rappresentano uno strumento molto utile per applicazioni in campo agroalimentare e farmaceutico, sono meno adatti a studiare le della funzione geniche e l'effetto della loro aumentata o ridotta espressione. A quali scopi vengono usati gli OGM?. Gli OGM sono usati esclusivamente per scopi di tipo agricolo (es. golden rice). Gli OGM sono usati per sono usati per specifici scopi in applicazioni mediche (come la terapia genica). Gli OGM sono usati per scopi specifici di ricerca (per rispondere a questioni di biologia e medicina). Gli OGM sono usati per molti scopi: ricerca (per rispondere a questioni di biologia e medicina); Produzione di farmaci o composti attivi; Applicazioni mediche (come la terapia genica); Agricoltura (es. golden rice),. Che cos'è il Golden rice?. Una varietà di riso nativa delle regioni asiatiche. Una varietà di riso (Oryza sativa) ingegnerizzata per sintetizzare beta-carotene, il precursore della pro-vitamina A nella porzione edibile. E' responsabile della carenza di Vitamina A e determina la night bindness, responsabile di danni alla cornea e alla retina che rendono completamente ciechi. Un incrocio di varietà di riso di diversi ceppi. |




