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Economia Applicata 2

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Economia Applicata 2

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Creation Date: 2026/07/21

Category: Personal

Number of questions: 74

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secondo l'appoccio delle capacità dinamiche il vantaggio competitivo dipende. dal continuo sviluppo delle competenze. tutte vere. dalle capacità specifiche dell'impresa. dalla configurazione in nuove modalità delle risorse.

secondo l'approccio delle capacità dinamiche. l'impresa è un'organismo che crea conoscenza. tutte false. tutte vere. l'impresa è un organismo che usa la conoscenza.

gli unici paesi che nel periodo 1991-2007 presentano tassi di innovazione continuamente crescenti sono. USA, Germania e Gran Bretagna. Usa, Giappone e Russia. Giappone, Cina e Inghilterra. Giappone, Cina e Corea.

l'incentivo strategico è dato da. confronto tra profitti dell'incumbent e profitti del potenziale entrante. confronto tra perdite dell'incumbent non innovatore e profitti del potenziale entrante non innovatore. tutte false. differenza tra profitti dell'impresa che decide di innovare e profitti dell'impresa che decide di non innovare.

si ha prevalenza dell'effetto efficienza se: incentivo ad innovare entrante>incentivo incumbent. tutte vere. incentivo ad innovare entrante<incentivo incumbent. incentivo ad innovare entrante=incentivo incumbent.

nella concorrenza potenziale. l'incentivo ad innovare per il nuovo entrante è pari al valore del profitto che ritiene di ottenere. l'incentivo ad innovare per il nuovo entrante è pari al valore attuale del profitto che ritiene di ottenere. l'incentivo ad innovare per il nuovo entrante è pari al valore netto del profitto che ritiene di ottenere. non si ha incentivo ad innovare per il nuovo entrante.

l'incentivo tecnologico è. la differenza tra profitto dell'impresa innovatrice e profitto dell'impresa non innovatrice. la differenza tra i profitti pre-innovazione e profitti del potenziale entrante. la differenza tra profitto pre-innovazione e profitto post-innovazione. il rapporto tra profitti pre-innovazione e profitti posti-innovazione.

secondo Arro il monopolista non trae vantaggio dall'innovazione perchè. non ha concorrenti. tutte vere. è l'unico operatore sul mercato. rischia l'effetto cannibalizzazione.

secondo Arrow nei mercati troppo concentrati. non si hanno investimenti in ricerca. il livello di ricerca è ottimale. il livello di ricerca èmaggiore di quello ottimale. il livello di ricerca è minore a quello ottimale.

secondo Arrow il beneficio ad innovare. è minimo per il monopolista perchè crea l'effetto di cannibalizzazione. è massimo per il monopolista che così conquista l'intero mercato. è massimo per l'impresa in concorrenza monopolistica perchè diventa monopolista. è minimo per l'impresa concorrenziale che non può scegliere il prezzo.

si ha prevalenza dell'effetto di rimpiazzo se. incentivo ad innovare entrante=incentivo incumbent. incentivo ad innovare entrante<incentivo incumbent. incentivo ad innovare entrante>incentivo incumbent. profitto post innovazione entrante>profitto pre innovazione entrante.

nei modelli patent race l'impresa. cerca di diventare monopolista. tutte false. cerca di diventare follower. cerca di assumere la posizione di leadership.

secondo il modello Lee-Wilde. all'aumentare degli investimenti in R&S diminuisce il numero di imprese e diminuiscono i profitti complessivi. all'aumentare degli investimenti in R&S aumenta il numero di imprese e diminuiscono i profitti complessivi. all'aumentare degli investimenti in R&S aumenta il numero di imprese e aumentano i profitti complessivi. non esiste una relazione tra investimento in ricerca e numerosità delle imprese.

il modello di Loury sostiene che. se aumenta la concorrenza aumenta l'incentivo ad innovare. se diminuisce la concorrenza diminuisce l'incentivo ad innovare. non esiste relazione tra concorrenzialità del mercato e incentivo ad innovare. se diminuisce la concorrenza aumenta l'incentivo ad innovare.

il modello Lee-Wilde sostiene che. l'investimento in innovazione è un flusso variabile. l'investimento in innovazione è un costo variabile. l'investimento in innovazione è pari ad un costo fisso più un flusso periodico. l'investimento in innovazione è un costo fisso.

il modello Dasgupa-Stiglitz. contesta l'ipotesi schumpeteriana secondo cui la concentrazione del mercato incentiva la ricerca. contesta l'ipotesi di Arrow secondo cui la concentrazione del mercato incentiva la ricerca. sostiene l'ipotesi di Arrow secondo cui la concentrazione del mercato incentiva la ricerca. sostiene l'ipotesi schumpeteriana secondo cui la concentrazione del mercato incentiva la ricerca.

il modello Dasgupa-Stiglitz dimostra che. in equilibrio l'investimento in ricerca decresce all'aumentare del numero di imprese presenti sul mercato. in equilibrio l'investimento in ricerca decresce al diminuire del numero di imprese presenti sul mercato. in equilibrio l'investimento in ricerca cresce all'aumentare del numero di imprese presenti sul mercato. non vi è relazione tra investimento in ricerca e numero di imprese presenti sul mercato.

nei modelli senza memoria la probabilità di innovare dipende. dalla potenziale perdita in caso di nuovi ingressi. dal profitto atteso. dagli investimenti in ricerca e sviluppo. dalle minacce di ingresso.

secondo il modello di Reinganum. con l'innovazione cumulativa non emerge il problema della dissipazione della rendita di monopolio. con l'innovazione drastica l'effetto efficienza è pari ad infinito. con l'innovazione drastica non emerge il problema della dissipazione della rendita di monopolio. con l'innovazione drastica emerge il problema della dissipazione della rendita di monopolio.

nel modello di Reinganum. chi più investe in ricerca prima ottiene il brevetto. non sempre chi investe di più in ricerca è il primo ad ottenere il brevetto. investimento in ricerca e numerosità delle imprese sono in relazione diretta. investimento in ricerca e numerosità delle imprese sono in relazione inversa.

nel modello Gilbert Newberry. la struttura post-innovazione è concorrenziale. la struttura post-innovazione è poco concentrata. la struttura post-innovazione è molto concentrata. la struttura post-innovazione è di concorrenza monopolistica.

nel modello di Gilbert Newberry. l'effetto di efficienza prevale sull'effetto di rimpiazzo. effetto di efficienza ed effetto di rimpiazzo si elidono. l'effetto di rimpiazzo prevale sull'effetto di efficienza. le imprese sono identiche per struttura dei costi e tecnologia.

nel modello Gilbert Newberry. tutte false. l'effetto di efficienza si annulla. l'effetto di rimpiazzo si amplifica. l'effetto di rimpiazzo si annulla.

nel modello Gilbert Newberry esiste una relazione diretta. tra tempo di realizzazione dell'innovazione e investimento in ricerca. tra beneficio sociale dell'innovazione e investimento in ricerca. tra beneficio privato ritraibile dall'innovazione e investimento in ricerca. tutte false.

nel modello Gilbert Newberry. al crescere dell'investimento cresce il profitto della singola impresa, ma diminuisce quello complessivo dell'industria. al crescere dell'investimento cresce il profitto che si ritrae dall'innovazione. al crescere dell'investimento cresce la velocità di realizzare l'innovazione. al crescere dell'investimento cresce la probabilità di realizzare l'innovazione.

secondo il modello di Loury. gli investimenti in ricerca sono formati da costi fissi e da flussi. gli investimenti in ricerca sono formati da flussi. gli investimenti in ricerca sono fissi. gli investimenti in ricerca sono variabili.

secondo il modello di Loury tra investimento in ricerca e numerosità delle imprese. esiste una relazione inversa. esiste una relazione lineare. esiste una relazione diretta. non esiste alcuna relazione.

secondo il modello Lee-Wilde tra numerosità delle imprese e tempo di attesa per l'innovazione esiste una relazione. che puà essere rappresentata con una curva ad esse. inversa. diretta. lineare.

si adatta meglio ad innovazioni incrementali. ogni modello asimmetrico. il modello Dasgupta-Stiglitz. il modello Gilbert Newberry. il modello di Reinganum.

nei modelli con memoria. il mercato è composto da imprese che sostengono i medesimi costi. il mercato è composto da imprese identiche tra loro. tutte vere. il mercato è composto da imprese che hanno la medesima tecnologia.

nei modelli patent race si assume. che solo l'impresa leader investa in ricerca. tutte vere. che tutte le imprese investano in ricerca. che solo un'impresa investa in ricerca.

secondo il modello Dasgupta-Stiglitz. è confermata l'ipotesi schumpeteriana. è confermata l'ipotesi di Reinganum. è negata l'ipotesi schumpeteriana. è confermata l'ipotesi di Arrow.

nei modelli senza memoria. la probabilità di innovare dipende dalle spese passate di R&S. la probabilità di innovare dipende dalle spese correnti in R&S. la probabilità di innovare dipende dagli investimenti in R&S dei concorrenti. la probabilità di innovare dipende dalla durata del brevetto.

nei modelli patent race. non esiste possibilità di brevettazione. il brevetto ha durata ventennale. il brevetto ha durata illimitata. il brevetto ha durata limitata.

nei modelli statici. le imprese sono diverse per i benefici attesi dall'innovazione. le imprese sono diverse per la struttura dei costi. le imprese sono identiche per i benefici attesi dall'innovazione. le imprese differiscono per la durata dei brevetti ottenuti.

il modello Dasgupta-Stiglitz ritiene che gli investimenti in ricerca e sviluppo decrescano all'aumentare del numero di imprese come. il modello Gilbert Newberry. il modello di Loury. il modello Reinganum. il modello Lee-Wilde.

nel modello Dasgupta-Stiglits. ritiene che la numerosità delle imprese dipenda dall'incertezza del processo di ricerca. ritiene che la numerosità delle imprese dipenda dalla certezza del processo di ricerca. ritiene che la numerosità delle imprese dipenda dall'onerosità del processo di ricerca. ritiene che la numerosità delle imprese dipenda dalla lunghezza temporale del processo di ricerca.

secondo il modello Dasgupta-Stiglitz. ritiene che maggiore è l'incertezza del processo di ricerca e minore è il numero di imprese nell'industria. ritiene che maggiore è il costo del processo di ricerca e maggiore è il numero di imprese nell'industria. ritiene che maggiore è la lunghezza della protezione brevettuale del e maggiore è il numero di imprese nel paese. ritiene che maggiore è l'incertezza del processo di ricerca e maggiore è il numero di imprese nell'industria.

secondo il modello di Reinganum la probabilità di ottenere il brevetto. dipende dalla dimensione dell'impresa. è diversa per ogni impresa. è uguale per tutte le imprese. dipende solo dall'investimento in ricerca.

l'assunto di base del modello Reinganum è che. l'ottenimento del brevetto non è scontato. la probabilità di ottenere il brevetto è uguale per tutte le imprese del settore. la probabilità di innovare è uguale per tutte le imprese del settore. al crescere dell'investimento si velocizza la realizzazione dell'innovazione.

Nel modello Gilbert Newberry il massimo incentivo ad innovare si ha. in concorrenza perfetta. in oligopolio. in monopolio. in concorrenza monopolistica.

nel modello Gilbert Newberry. più si investe in ricerca e prima si realizza l'innovazione. meno si investe in ricerca e prima si realizza l'innovazione. se diminuisce la concorrenza aumenta l'incentivo ad innovare. la concentrazione del mercato incentiva la ricerca.

nei modelli con memoria la capacità innovativa dipende. dalla concentrazione del mercato. dalle conoscenze acqusite dall'impresa. dagli investimenti realizzati. dall'elasticità della domanda.

secondo il modello Harris- Vickeril processo innovativo è accelerato se. il gap tecnologico è ridotto. le imprese sono molto competitive. la conoscenza è diffusa. tutte vere.

nel modello Harris-Vicker è fondamentale. l'entità delle spese di ricerca. la ricerca di base svolta da organismi sovvenzionati dallo Stato. la situazione di concentrazione iniziale del mercato. l'accumulo interno di conoscenza.

quando l'impresa entrante riesce a superare gli sforzi di ricerca dell'incumbent. siamo di fronte al fenomeno del brevetto preventivo. siamo di fronte ad un mercato che rimane monopolistico. siamo di fronte al fenomeno del leapfrogging. siamo di fronte ad asimmetria informativa.

nei modelli con memoria. prevale l'ipotesi di persistenza della concorrenza perfetta. tutte false. prevale l'ipotesi che la storia d'impresa è ininfluente sulla capacità innovativa. prevale l'ipotesi di persistenza del monopolio.

nel modello di Fudenberg si introduce. l'ipotesi di un brevetto preventivo. l'ipotesi di imprese senza storia. tutte vere. l'ipotesi di non onerosità degli investimenti per ottenere il brevetto.

il modello Harris Vicker. descrive una gara tra incumbent e potenziale entrante. descrive una gara tra potenziali entranti. descrive una gara tra imprese presenti nel mercato. tutte false.

il leapfrogging è. una strategia offensiva per escludere dal mercato imprese innovative. una strategia collaborativa tra imprese con diverso grado di conoscenza. una strategia difensiva per neutralizzare l'innovazione del concorrente. una strategia offensiva per evitare che nuove imprese entrino nel mercato.

perchè si realizzi leapfrogging è necessaria la presenza di. asimmetria informativa. esternalità di rete. beni pubblici. monopolio.

se il compenso per gli accordi di licenza è corrisposto alla stipulazione del contratto. si ha un surplus per il licenziatario. si ha un vantaggio per il licenziatario. aumenta il rischio di insolvenza. si ha un vantaggio per il licenziante.

con i contratti di licenza ex-post. le imprese utilizzando tutte la tecnologia tradizionale. si realizza efficienza produttiva. le imprese utilizzano tutte la tecnologica più avanzata. possono convivere imprese che utilizzano tecnologie a stadi di sviluppo diversi.

con gli accordi ex-post, in caso di innovazione drastica. tutte false. il licenziante impone sempre un canone fisso. il licenziante cede la tecnologica all'impresa a monte disposta a pagare di più. il licenziatario riesce ad appropriarsi del surplus.

il licensing può creare. esternalità di rete. barriere all'ingresso del mercato. economie di scala. differenziazione del prodotto.

con gli accordi di licenza ex-ante. il licenziatario decide liberamente le condizioni della licenza. il licenziante diviene follower. si colma il gap di conoscenza tra licenziante e licenziatario. si accentua il gap di conoscenza tra licenziante e licenziatario.

con gli accordi di licenza ex-ante. si colma il gap di conoscenza tra licenziante e licenziatario. si accentua l'aspetto competitivo dell'operazione. si trasferisce al licenziatario il know-how. si accentua l'aspetto strategico dell'operazione.

con gli accordi di licenza ex-ante. si accentua l'aspetto strategico dell'operazione. tutte vere. vengono stipulati accordi prima dell'investimento in ricerca. si controlla l'ingresso nel mercato di nuove imprese.

con gli accordi di licenza ex-ante. si riduce il gap di conoscenza tra licenziante e licenziatario. si cede il know how allo Stato. si cede il know how al licenziatario. si evitano onerose forme di concorrenza.

con le licenze ex-ante. si elimina la duplicazione nella ricerca. si riduce la duplicazione nella ricerca. si accentua la duplicazione nella ricerca. si persegue la duplicazione nella ricerca.

con gli accordi di licenza ex-post, con innovazione non drastica emerge. inefficienza paretiana. inefficienza produttiva. inefficienza interna. inefficienza allocativa.

con gli accordi di licenza ex-ante: si accentua l'aspetto strategico della cooperazione. non si ha collaborazione. si accentua l'aspetto tattico della collaborazione. si accentua l'aspetto programmatico della cooperazione.

con le RJV si riduce il benessere sociale : come in qualunque forma di innovazione. come in qualunque mercato monopolistico. come in qualunque forma di collusione. come in qualunque mercato con intervento dello Stato.

attraverso le RJV. si rendono i partner più deboli. si riducono i profitti nel mercato. si aumentano i profitti nel mercato. si duplicano gli sforzi di ricerca.

le RJV. permettono di superare le distorsioni del mercato della conoscenza. permettono di internalizzare le esteranalità positive. tutte vere. migliorano i profitti dei partecipanti.

attraverso le RJV. si realizzano economie di scala e di scopo. tutte vere. si sfruttano le sinergie. si distribuisce il rischio su più soggetti.

la collaborazione nella ricerca permette. tutte false. di realizzare efficienza produttiva. di allocare in modo migliore le risorse. tutte vere.

le RJV migliorano i benessere sociale. solo se raggruppa poche imprese. solo se raggruppa imprese di grandi dimensioni. solo se raggruppano molte imprese. tutte false.

la cooperazione nell'ambito della ricerca è desiderabile socialmente. solo per spillover di conoscenza elevati. sempre. solo per spillover di conoscenza bassi. mai.

affinché i benefici della collaborazione si realizzino è necessario. il coordinamento. la scelta di un'impresa leader. la definizione formale dei termini dell'accordo. la gerarchia.

attraverso le RJV. aumentano le duplicazioni nella ricerca. tutte false. si ripristina l'incentivo ad investire in ricerca. si internalizzano le esternalità negative derivanti dalla ricerca.

se il mercato è molto competitivo, attraverso la RJV. la cooperazione permette di aumentare i prezzi. la cooperazione permette di risolvere i fallimenti del mercato. la cooperazione permette di ridurre i prezzi. la cooperazione riduce il benessere sociale.

con le RJV. le imprese internalizzano le esternalità positive. le imprese superano il problema del monopolio. le imprese internalizzano le esternalità negative. le imprese aggirano il divieto di collaborazione.

se competenze e conoscenze circolano con difficoltà. l'impresa non ha incentivo ad investire in modo autonomo in R&S. l'impresa è incentivata ad investire in modo autonomo in R%S. l'impresa ha incentivo a colludere. l'impresa ha interesse ad aderire ad una RJV.

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