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Economia Applicata 3

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Economia Applicata 3

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Creation Date: 2026/07/23

Category: Personal

Number of questions: 74

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la cooperazione nell'ambito della ricerca è desiderabile a livello sociale. tutte vere. per spillover di conoscenza elevati. per spillover di conoscenza nulli. per spillover di conoscenza bassi.

La cooperazione nell’ambito della ricerca è socialmente desiderabile: sempre. solo per spillover elevati. solo in assenza di spillover. solo per spillover ridotti.

se il mercato è molto concentrato,con la RJV. si realizza una collusione. si incrementano i prezzi. tutte vere. si riduce il benessere sociale.

Le RJV, se il mercato è molto competitivo: portano ad una riduzione dei prezzi. non hanno effetti sui prezzi. inaspriscono la concorrenza. portano ad un aumento dei prezzi.

Secondo il modello D’Aspremont-Jacquemin: Se lo spillover è alto i benefici che l’impresa trae dagli investimenti in ricerca sono uguali a quelli ottenuti dai concorrenti. tutte false. Se lo spillover è alto i benefici che l’impresa trae dagli investimenti in ricerca sono maggiori di quelli ottenuti dai concorrenti. Se lo spillover è basso i benefici che l’impresa trae dagli investimenti in ricerca sono minori di quelli ottenuti dai concorrenti.

non sono fattori chiave della ricerca. relazioni. competenze. opportunità. rischi.

secondo la teoria evolutiva la conoscenza. è un benenon rivale e non escudibile. è un bene pubblico puro. è un bene pubblico impuro. è un bene meritorio.

la conoscenza codificata riguarda. la conoscenza che può trasferirsi a determinate condizioni. la conoscenza radicata nel comportamento. la conoscenza che non può trasferirsi da un soggetto all'altro. la conoscenza che si trasferisce da un soggetto all'altro.

secondo l'approccio evolutivo la conoscenza è un bene. non rivale e non escludibile. rivale ed escludibile. rivale e non escludibile. non rivale ed escludibile.

le trappole delle competenze interessano. le imprese già insediate nel mercato. le imprese neonate. le imprese di grandi dimensioni. tutte le imprese presenti nel mercato.

sono fattori chiave della ricerca secondo l'approccio evolutivo. la conoscenza accumulata. i metodi di ricerca. tutte vere. le opportunità che derivano dall'ambiente.

la conoscenza codificata. si può trasmettere. si può cedere con un contratto di licenza. non si può trasmettere. tutte false.

il patrimonio di ogni singola impresa è specifico. grazie alla presenza di beni pubblici. grazie alla presenza di conoscenza codificata. grazie alla presenza di conoscenza tacita. grazie alla presenza di asimmetrie informative.

secondo la teoria evoutiva la conoscenza è. elaborazione di un'informazione. tutte vere. comprensione di un'informazione. apprendimento di un'informazione.

secondo l'approccio evolutivo le opportunità nascono. dai rapporti con i fornitori, clienti ed altre imprese. dai rapporti con i leader del mercato. dai rapporti con le istituzioni. dai rapporti con gli attori interni.

per l'impresa innovativa è molto importante l'aspetto organizzativo perchè. è il canale che permette di difendere la proprietà intellettuale. è il canale che permette lo scambio di informazioni. è il canale che permette il coordinamento con altre imprese. è il canale che permette di controllare gli ambiti di ricerca.

la prospettiva evolutiva. incentiva la nascita delle rete. tutte false. disincentiva la collaborazione tra imprese. incentiva la collusione.

secondo l'approccio evolutivo. le imprese possono sfruttare l'accumulo di conoscenza anche senza formalizzare la protezione. solo il brevetto temporaneo permette una protezione assoluta. solo il sapere codificato si può proteggere con il segreto industriale. senza brevettazione non si ha protezione dell'innovazione.

il contesto in cui l'impresa opera. rende diversi i modelli di apprendimento. non ha effetti sui modelli di apprendimento. rende simili i modelli di apprendimento. è determinante per superare le asimmetrie informative.

secondo l'approccio evolutivo sono più dinamiche. le imprese neonate. le imprese di grandi dimensioni. le imprese di piccole dimensioni. le imprese storiche.

quando ci si riferisce alle differenze di performance delle imprese si analizza. la dinamica industriale. la dinamica strutturale. l'evoluzione storica. l'evoluzione strutturale.

la coevoluzione studia. innovazione, tecnologia e struttura di mercato. tecnologia, conoscenza e struttura di mercato. innovazione, conoscenza e settore industriale. invenzione, conoscenza e apprendimento.

l'evoluzione dell'industria può indgare. ingresso e uscita delle imprese, dimensione imprese, mutamento competenze. tutte vere. analogie nelle performance d'impresa, concentrazione e sviluppo di collaborazioni. dimensione, struttura ed evoluzione della struttura.

nell'ambito della coevoluzione si studia. tutte false. la nascita di nuove industrie. la struttura organizzativa d'impresa. la path dependency.

Il costo unitario di produzione Tjt=: (g v c)/aj(t-1). (g v)/c aj(t 1). (g v c)/a. (g v c)/aj(t 1).

Per effetto dell’apprendimento: si acquisisce solidità. si acquisiscono competenze. si acquisisce qualità. si acquisiscono routine.

Nei modelli Nelson-Winter: il mercato è uno strumento di selezione. il mercato è uno strumento di collaborazione. il mercato è uno strumento di apprendimento. tutte false.

la produttività latente è. il livello massimo di produttività ottenibile al termine del processo innovativo. il livello massimo di produttività reale ottenibile con date opportunità tecnologiche. il livello massimo di produttività nominale ottenibile con date opportunità tecnologiche. tutte false.

le routine si modificano. con le azioni dei competitors. con l'apprendimento. su indicazione della normativa. con gli assetti societari.

le routine sono. l'accumulo di conoscenza ed esperienza dell'impresa. l'accumulo di capitale dell'impresa. l'insieme di relazioni dell'impresa. l'insieme di collaborazioni dell'impresa.

Il mark –up dell’impresa M=. (e-S). tutte false. e/(e – S). e*(e-S).

Quando il tasso di crescita della produttività latente è moderato: L’imitatore può eliminare dal mercato l’impresa innovativa. l'imitatore collabora con l'impresa innovatrice. L’impresa innovativa elimina dal mercato l’impresa imitatrice. L’impresa innovativa non permette l’accesso al mercato da parte dell’imitatore.

le routine sono. l'insieme dei beni tangibili e intangibili dell'impresa. i protocolli di azione all'interno dell'impresa. il patrimonio genetico dell'impresa. i modelli di reazione alle azioni dei competitors.

nei modelli Nelson-Winter le innovazioni permettono. di ridurre i costi unitari di produzione. di aumentare i ricavi unitari. di migliorare l'efficienza allocativa. di ridurre la dipendenza dal mercato.

secondo i modelli Nelson-Winter il mercato è uno strumento di selezione. delle imprese che realizzano efficienza produttiva. delle imprese più innovative. delle imprese con maggiori opportunità di sopravvivenza. delle imprese che realizzano efficienza allocativa.

tramite la selezione operata dal mercato. si individuano le imprese con maggior potere di mercato. si individuano le routine produttive che permettono la sopravvivenza dell'impresa. si individua il sentiero di crescita dell'impresa. si individuano le imprese più efficienti.

nei modelli Nelson-Winter i fattori produttivi presentano. elasticità pari a zero. elasticità incrociata. elasticità pari a uno. elasticità pari ad infinito.

i modelli Nelson-Winter presuppongono. assenza di accumulo di competenze. razionalità limitata degli operatori. assenza di processo di apprendimento. rifiuto dell'ipotesi schumpeteriana.

i modelli Nelson-Winter si basano su: simulazioni su imprese potenziali. simulazioni su imprese nazionali. simulazioni su scenari potenziali. simulazioni su imprese reali.

Dalle simulazioni Nelson Winter emerge che. tutte false. nelle industrie più concentrate la produttività è maggiore nel periodo iniziale. nelle industrie più concentrate la produttività è maggiore nel periodo finale. nelle industrie meno concentrate la produttività è maggiore nel periodo finale.

dalle simulazioni Nelson-Winter emerge che, se le imprese sono molto numerose. i livelli di produttività delle imprese neonate sono molto inferiori rispetto alle imprese storiche. non esiste relazione tra produttività e innovazione. i livelli di produttività delle imprese innovatrici sono molto inferiori a quelli delle imitatrici. i livelli di produttività delle imprese innovatrici sono molto superiori a quelli delle imitatrici.

La probabilità di generare innovazione: È più che proporzionale al capitale investito nel processo. È meno che proporzionale al capitale investito nel processo. È proporzionale al capitale investito nel processo. è inversamente proporzionale al capitale investito nel processo.

Secondo Nelson-Winter sono fattori chiave per definire la struttura dell’industria: Tasso di crescita della produttività latente, tasso di crescita della produttività media, aggressività delle politiche di investimento. Tasso di crescita della produttività latente, tasso di crescita della produttività media, difficoltà di imitazione. Tasso di crescita della produttività latente, difficoltà di imitazione, aggressività delle politiche di investimento. Tasso di crescita della produttività media, difficoltà di imitazione, aggressività delle politiche di investimento.

Quando il tasso di crescita della produttività latente è moderato: è vietata l'imitazione. l'imitazione è difficile. l'imitazione è semplice. l'imitazione è impossibile.

dalle simulazioni Nelson-Winter emerge che alta produttività nel periodo finale è tipico: di industrie concorrenziali. di industrie concentrate. di industrie monopolistiche. di industrie poco concentrate.

dalle simulazioni Nelson Winter emerge che. se è difficile imitare il settore industriale è più concentrato. se è facile imitare il settore industriale è più concentrato. se è difficile imitare il settore industriale è meno concentrato. se è facile imitare il settore industriale è un monopolio.

dalle simulazioni Nelson Winter emerge che, nel caso di scarsa appropriabilità dei risultati. spesso imitatore e innovatore collaborano. spesso l'imitatore riesce ad eliminare l'innovatore. spesso imitatore e innovatore colludono. spesso l'innovatore riesce ad eliminare l'imitatore.

Dalle simulazioni Nelson Winter emerge che. se il tasso di crescita della produttività nominale è elevato la concentrazione è maggiore. se il tasso di crescita della produttività marginale è elevato la concentrazione è maggiore. se il tasso di crescita della produttività latente è elevato la concentrazione è maggiore. se il tasso di crescita della produttività latente è elevato la concentrazione è minore.

dalle simulazioni Nelson Winter emerge che. se vi è elevata appropriabilità dei risultati della ricerca l'imitazione ha più successo. non vi sono relazioni tra appropriabilità e imitabilità. se vi è scarsa appropriabilità dei risultati della ricerca l'imitazione ha più successo. se vi è scarsa appropriabilità dei risultati della ricerca l'imitazione ha meno successo.

dalle simulazioni Nelson Winter emerge che. se il tasso di crescita della produttività latente è moderato l'imitazione è difficile. se il tasso di crescita della produttività latente è moderato l'imitazione è vietata. se il tasso di crescita della produttività latente è elevato l'imitazione è semplice. se il tasso di crescita della produttività latente è moderato l'imitazione è semplice.

i modelli history friendly sono creati. sulla base dei dati di sviluppo del settore. sulla base di simulazioni. sulla base di modelli astratti. tutte false.

la produzione di conoscenza presenta. vantaggio marginale del produttore>vantaggio sociale. vantaggio marginale del produttore. vantaggio marginale del produttore<vantaggio sociale. vantaggio marginale del produttore=vantaggio sociale.

gli investimenti in ricerca per produrre conoscenza in un mercato senza intervento pubblico sono spesso. a livello più che ottimale. a livello ottimale. a livello efficiente. a livello sub-ottimale.

gli investimenti in ricerca senza intervento pubbllico sono a livello sub-ottimale percheè. il vantaggio marginale del produttore < vantaggio sociale. il vantaggio marginale del produttore > vantaggio sociale. il vantaggio marginale del produttore = vantaggio sociale. vantaggio del produttore<vantaggio sociale.

la conoscenza genera. beni pubblici. esternalità positive. esternalità negative. asimmetrie informative.

il mercato della conoscenza si presenza. tutte vere. inesistente. imperfetto. tutte false.

il bene conoscenza presenta. elevati costi fissi di produzione ed elevati costi di riproduzione. elevati costi marginali di produzione ed elevati costi di riproduzione. bassi costi fissi di produzione ed elevati costi di riproduzione. elevati costi fissi di produzione e costi quasi nulli di riproduzione.

il bene conoscenza presenta. elevati costi marginali di produzione. elevati costi fissi di produzione. elevati costi totali di produzione. elevati costi variabili di produzione.

secondo i neoclassici la conoscenza: determina posizioni di monopolio. determina inefficienza allocativa. determina inefficienza produttiva. detemina un fallimento del mercato.

la comunità scientifica è stimolata a produrre conoscenza: al fine di diffonderla. al fine di proteggerla. al fine di brevettarla. al fine di sfruttarla economicamente.

l’investimento in produzione di conoscenza è più elevato: nei settori con grandi imprese diversificate. nei distretti industriali. nei settori con grandi imprese monoprodotto. nei settori tradizionali.

la ricerca che non presenta profittabilità nel breve periodo. è sostenuta con l'incremento delle imposte. è sostenuta dal contributo pubblico. è sostenuta dall'impresa privata. è sostenuta con l'erogazione di sussidi.

la teoria evolutiva ritiene la conoscenza. un bene publico impuro. un bene privato. un bene inferiore. un bene pubblico puro.

nelle pubblicazioni ufficiali la conoscenza si misura attraverso. il livello del PIL. il livello di scolarizzazione. il livello del capitale umano. il livello degli investiementi in ricerca.

la teoria evolutiva ritiene la conoscenza. un bene rivale e non escludibile. un bene rivale ed escludibile. un bene non rivale ma escludibile. un bene non rivale e non escludibile.

la conoscenza presenta: bassa appropriabilità e bassa trasferibilità. bassa appropriabilità ed elevata trasferibilità. elevata appropriabilità e bassa trasferibilità. elevata appropriabilità ed elevata trasferibilità.

Secondo l’approccio schumpeteriano si parla di tecnologia-informazione: quando la conoscenza è limitata da un brevetto. quando la conoscenza è limitata dal diritto d'autore. quando non vi è segretezza nella conoscenza. quando vi è segretezza nella conoscenza.

le competenze sono. un modo per utilizzare le conoscenze. uno strumento per la brevettazione. un esempio di routine. un modo per acquisire informazioni.

il learning by doing deriva. dal monitoraggio e aggiornamento dei processi scientifici. da procedure organizzate di apprendimento. dall'accumulo di conoscenze attraverso l'esperienza. tutte false.

lo sviluppo di una stabile organizzazione reticolare di relazioni stabili rappresenta una forma di. learning by using. learning by interacting. learning by doing. learnign by monitoring.

il learning by doing è. un processo di aggiornamento scientifico. un processo di interazione. un processo di azione. un processo di apprendimento.

il learning by acting si sviluppo. attraverso le relazioni esterne all'impresa. attraverso le relazioni internazionali. attraverso le relazioni interne all'impresa. attraverso le relazioni con le istituzioni.

rientrano tra le attività interne all'impresa. learning by interacting , learning by searching e learning by using. learning by doing, learning by searching e learning by using. learning by doing, learning by monitoring e learning by using. learning by interacting, learning by monitoring e learning by using.

Si dice che le competenze hanno dimensione contestuale, cioè: sono frutto di determinati contesti tecnologici. sono frutto di determinati contesti spaziali. sono frutto di determinati contesti storici. sono frutto di determinati contesti politici.

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