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Economia dell'ambiente

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Economia dell'ambiente

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Lez 24-31

Creation Date: 2026/03/09

Category: Others

Number of questions: 74

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Per fare in modo che il teorema di Coase sia valido devono sussistere contemporaneamente: diritti di proprietà, assenza di costi di transazione e una moltitudine d’individui che causano l’esternalità. diritti di proprietà, costi di transazione elevati ma soprattutto gli individui che causano l’esternalità devono essere pochi e ben definiti. le risposte sono tutte sbagliate. diritti di proprietà, assenza di costi di transazione ma soprattutto gli individui che causano l’esternalità devono essere pochi e ben definiti.

Come possono essere definite le esternalità ambientali?. Benefici o danni causati da un soggetto privato sull’ambiente circostante. Effetti che ricadono sull’ambiente causati da un soggetto privato. Possono essere positive, negative e neutre. Effetti che ricadono su soggetti che non hanno contribuito alla causa, quindi che ricevono dei benefici o dei costi senza né pagarli né essere ricompensati.

Tutte le condizioni che allontano un sistema dalla concorrenza perfetta prendono il nome di: beni pubblici. fallimenti del mercato. esternalità. asimmetrie informative.

In una situazione di monopolio, il monopolista massimizza il profitto in corrispondenza di: Costo medio totale uguale ricavo medio totale. Costo medio uguale ricavo medio. Costo marginale uguale ricavo marginale. Costo marginale minore ricavo marginale.

L'unico mercato che rispetta la pareto efficienza è: Nessun mercato può rispettare la pareto efficienza. La concorrenza perfetta. Il monopolio. L'oligopolio.

In un mercato perfettamente concorrenziale, nel lungo periodo il prezzo corrisponde anche: al punto di massimo in corrispondenza del costo totale. al punto di massimo in corrispondenza del costo marginale. al punto di minimo in corrispondenza del costo medio totale. al punto di minimo in corrispondenza del costo medio marginale.

Un’esternalita’: non genera inefficienze, ovvero non genera deviazioni dal fist best paretiano. permette di rivolgersi a terzi soggetti che producono per conto dell’azienda mandante. conferisce un vantaggio o infligge un danno a soggetti non consensienti. non puo’ influenzare il costo di un produttore.

Tradizionalmente riconosciamo i seguenti fallimenti del mercato: beni privati, concorrenza perfetta, asimmetrie informative. beni pubblici, asimmetrie informative, monopolio, esternalità. beni pubblici, azzardo morale, monopolio, free riding. beni pubblici, club solution, asimmetrie informative, monopolio.

L’unico mercato che rispetta la pareto efficienza è la concorrenza perfetta in quanto: è l’unico mercato dove il ricavo totale uguaglia il prezzo, quindi l’unico mercato in cui si ha il prezzo uguale al costo totale. inoltre nel lungo periodo il prezzo corrisponde anche al punto di minimo del costo marginale. è l’unico mercato dove il ricavo marginale uguaglia il prezzo, e di conseguenza è l’unico mercato in cui si ha il prezzo uguale al costo marginale e inoltre nel lungo periodo il prezzo corrisponde anche al punto di minimo del costo medio totale. è l’unico mercato dove il ricavo medio unitario uguaglia il prezzo , quindi l’unico mercato in cui si ha il prezzo uguale al costo medio unitario e inoltre nel lungo periodo il prezzo corrisponde anche al punto di minimo del costo medio totale. nessuna delle risposte è corretta.

Si ha un miglioramento in senso paretiano quando: non trovandosi in pareto efficienza un cambiamento arrecherebbe svantaggio ad uno o più soggetti senza arrecare danno. non trovandosi in pareto efficienza un cambiamento arrecherebbe vantaggio ad uno o più soggetti senza arrecare danno. non trovandosi in pareto efficienza un cambiamento arrecherebbe vantaggio ad uno o più soggetti arrecando danno. nessuna delle precedenti affermazioni.

Definizione di efficienza paretiana. Ogni allocazione è pareto efficiente se ogni cambiamento non arrecherebbe danno ad alcun dei soggetti. Nessuna delle risposte è corretta. Ogni allocazione è pareto efficiente se non permette cambiamenti ambientali. Ogni allocazione è pareto efficiente se ogni cambiamento arrecherebbe danno ad almeno uno dei soggetti.

Il calcolo del vet (valore economico totale) prende in considerazione: il valore d’uso diretto e indiretto. il valore d’uso diretto. il valore d’uso diretto, indiretto e quello di opzione. il valore d’uso diretto e quello di opzione.

Il bene libero è quel tipo di risorsa che: E' caratterizzato dalla non regolamentazione e quindi chiunque ne può usufruire. E' illimitato in natura. E' libero in natura e quindi chiunque ne può usufruire. E' caratterizzato dalla non rivalità e dalla non escludibilità.

Il vet è in sistema composto che al suo interno considera: Una pluralità di costi connessi all’uso di un bene ambientale pubblico. Le risposte sono tutte sbagliate. Una pluralità di benefici connessi all’uso di un bene ambientale pubblico. Una pluralità di costi e benefici connessi all’uso di un bene ambientale pubblico.

Il bilancio ambientale si configura come: un vero e proprio strumento contabile in grado di rappresentare l’insieme organico di interrelazioni dirette fra l’impresa e l’ambiente naturale. un vero e proprio strumento contabile formato da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. un vero e proprio strumento contabile in grado di rappresentare l’insieme dei conti delle imprese in materia ambientale. un vero e proprio strumento contabile in grado di rappresentare l’insieme organico di interrelazioni indirette fra l’impresa e l’ambiente naturale.

Il VET: un sistema composto che al suo interno considera una pluralità di benefici connessi all’uso di un bene ambientale privato. è un sistema composto che al suo interno considera una pluralità di costi connessi all’uso di un bene ambientale pubblico. è un sistema composto che al suo interno considera una pluralità di costi e benefici connessi all’uso di un bene ambientale pubblico. è un sistema composto che al suo interno considera una pluralità di benefici connessi all’uso di un bene ambientale pubblico.

Una delle maggiori teorie utilizzate per la valutazione dei beni ambientali è : Valore Economico Totale. Valore Economico Monetario. Valore Economico Sociale. Valore Economico Ecologico.

il valore di esistenza è quello che deriva dal semplice fatto di sapere che un bene esiste o esisterà anche in futuro, senza prendere in consderazione l'uso del bene stesso. Vero. vero ma non considera l'uso del bene stesso. vero ma considera l'esistenza solo nel futuro e non nel presente. Falso.

il metodo di valutazione del prezzo edonico fa riferimento al prezzo di mercato di beni correlati al bene ambientale, quindi i succedanei e i complementari. vero ma considera solo i beni succedanei. Falso. Vero. vero ma considera solo i beni correlati.

il danno ambientale si presenta per gli individui come: costi aggiuntivi o benefici ridotti nel godimento del proprio habitat. come costi variabili o benefici crescenti nel godimento del proprio habitat. costi opportunità o benefici ridotti nel godimento del proprio habitat. costi marginali crescenti o decrescenti in funzione della porzione di habitat utilizzato.

Attribuire un valore monetario ad un bene ambientale anche se eticamente scorretto rappresenta l'unico modo per dargli lo stesso peso nelle scelte private e pubbliche. Vero. vero solo per le scelte di natura privata. vero solo per le scelte di natura pubblica. Falso.

nel valutare un progetto di natura ambientale si devono inserire anche i costi relativi all'impatto ambientale. non si devono inserire i costi bensì le utilità derivanti dall'implementazione del progetto. Falso. si devono inserire solo i costi opportunità relativi al progetto. Vero.

il metodo del costo del viaggio: nessuna delle precedenti risposte. si riferisce alle spese che gli individui sostengono per raggiungere una località determinata. si riferisce alle spese che gli individui non sostengo per raggiungere una determinata località. si riferisce al costo opportunità che un individuo affronta per raggiungere una determina località.

a valutazione economica con il metodo diretto stima il valore ambientale simulando: un ipotetico mercato e pertanto crea delle stime di prezzo. un ipotetico mercato in funzione del prezzo edonico. un ipotetico mercato e pertanto crea delle stime di utilità. un ipotetico mercato basandosi sulla funzione di costo.

Il prezzo edonico si utilizza nel caso in cui i beni ambientali: non siano tangibili. siano caratterizzati da elevata rischiosità. siano caratterizzati da bassa rischiosità. siano tangibili.

il metodo di valutazione indiretto dei beni ambientali si basa sull'osservazione di beni privati e regolamentati dal mercato. Falso. Vero. vero solo per i metodi diretti. vero ma considera solo i beni pubblici.

Il metodo di valutazione del prezzo edonico serve a misurare: il valore dei beni che procurano utilita’. il valore di tutti i beni complementari. il valore dei beni ambientali intangibili. il valore dei beni ambientali tangibili.

il costo di ripristino stima le spese che sarebbero necessarie per la messa in ripristino di una risorsa. rinnovabile. danneggiata. scarsa. non rinnovabile.

i costi di sostituzione, sono i costi che guardano alla: stima delle spese necessarie per sostituire la risorsa rinnovabile. stima delle spese necessarie per sostituire la risorsa scarsa. stima delle spese necessarie per sostituire la risorsa non rinnovabile. stima delle spese necessarie per sostituire la risorsa danneggiata.

Quali sono i metodi per la valutazione monetaria dei beni ambientali?. Diretti , indiretti, cumulativi, di ripristino. Costo edonico, prezzo di trasferta, costo di ripristino. Indiretti, preferenze rilevate, quelli diretti, preferenze espresse. Il metodo della valutazione contingente, Spese difensive, spese cumulative.

se si parla di danno ambientale si fa riferimento ad una perdita che ricade. sul singolo che si inserisce al interno di un ambiente. sull'intera collettività anche se la perdita non ricade su chi non ha creato il danno. sull'intera collettività. su una collettività bene delineata all'interno di uno spazio geografico.

Il bilancio ambientale e’ un documento: da redigere con prestabiliti vincoli formali e sostanziali. di esternalizzazione degli elementi di efficienza e di efficacia delle dinamiche ambientali. di raccolta , elaborazione e comunicazione di obiettivi, risorse impiegate e risultati conseguiti. obbligatorio, perche’ previsto dalla convenzione di rio de janeiro del 1992.

l'approccio strategico alla variabile ambientale di tipo innovativo. è attuato dalle aziende che si limitano a rispettare le prescrizioni imposte dall'ordinamento giuridico, senza spingersi oltre: con riferimento, ad esempio, ai processi produttivi, generalmente effettuano investimenti di tipo end-of-pipe sugli impianti già esistenti, vale a dire in attrezzature e dispositivi che permettano di monitorare o ridurre l'inquinamento, agendo quindi ex post, ovvero solo dopo che questo e? stato generato. è attuato dalle aziende che considerano la gestione della variabile ambientale un fattore critico di successo e una fondamentale leva competitiva; selezionano accuratamente i fornitori sostenibili, adottano logiche di design of recycling o di design for environment, incrementano la sicurezza delle attività di smaltimento rifiuti e incentivano, per le attività di packaging, l'uso di materiali biodegradabili, rinnovabili, riciclabili. è attuato dalle aziende che pianificano gli interventi in campo ambientale, evitando di dover correre ai ripari ex post, in applicazione di nuove normative cogenti, che creano tensioni alla propria sfera finanziaria; investono da subito nell'acquisizione di tecnologie pulite, riducendo a monte la produzione di fattori inquinanti, con una logica più di tipo preventivo che di risanamento. è attuato dalle aziende che considerano la gestione della variabile ambientale un fattore critico di successo e una fondamentale leva competitiva; selezionano accuratamente i fornitori sostenibili, adottano logiche di design of recycling o di design for environment, incrementano la sicurezza delle attività di smaltimento rifiuti e incentivano, per le attività di packaging, l'uso di materiali biodegradabili, rinnovabili, riciclabili.

quanti approcci strategici alla variabile ambientale è possibile individuare: 3. 4. molteplici. 5.

l'implementazione degli aspetti ambientali all'interno della supply chain comporta: selezione delle fonti di approvvigionamento; utilizzo di cleaner technologies nei processi produttivi; definizione di un marketing mix; scelta di un packaging ecologico. selezione delle fonti di approvvigionamento; livelli di eco compatibilità, riciclo delle materie, uso di packaging ecologici. selezione delle fonti di approvvigionamento; miglioramento delle prestazioni ambientali; remanufacturing; ricostituzione. selezione delle fonti di approvvigionamento; ottimizzazione prestazioni ambientali; trasporto intermodale.

il lobbying passivo: è attuato dalle aziende che considerano la gestione della variabile ambientale un fattore critico di successo e una fondamentale leva competitiva; selezionano accuratamente i fornitori sostenibili, adottano logiche di design of recycling o di design for environment, incrementano la sicurezza delle attività di smaltimento rifiuti e incentivano, per le attività di packaging, l'uso di materiali biodegradabili, rinnovabili, riciclabili. è attuato dalle aziende che si limitano a rispettare le prescrizioni imposte dall'ordinamento giuridico, senza spingersi oltre: con riferimento, ad esempio, ai processi produttivi, generalmente effettuano investimenti di tipo end-of-pipe sugli impianti già esistenti, vale a dire in attrezzature e dispositivi che permettano di monitorare o ridurre l'inquinamento, agendo quindi ex post, ovvero solo dopo che questo è stato generato. è attuato da quelle aziende abbastanza tiepide alle problematiche ambientali ovvero che percepiscono la variabile ambientale come una minaccia per il proprio posizionamento competitivo; sono ostili all'entrata in vigore di nuove normative che per loro si tradurrebbero inevitabilmente in ingenti investimenti per l'adeguamento di strutture e processi. è attuato dalle aziende che pianificano gli interventi in campo ambientale, evitando di dover correre ai ripari ex post, in applicazione di nuove normative cogenti, che creano tensioni alla propria sfera finanziaria; investono da subito nell'acquisizione di tecnologie pulite, riducendo a monte la produzione di fattori inquinanti, con una logica più di tipo preventivo che di risanamento.

l'approccio strategico alla variabile ambientale di tipo reattivo. è attuato da quelle aziende abbastanza tiepide alle problematiche ambientali ovvero che percepiscono la variabile ambientale come una minaccia per il proprio posizionamento competitivo; sono ostili all'entrata in vigore di nuove normative che per loro si tradurrebbero inevitabilmente in ingenti investimenti per l'adeguamento di strutture e processi. è attuato dalle aziende che si limitano a rispettare le prescrizioni imposte dall'ordinamento giuridico, senza spingersi oltre: con riferimento, ad esempio, ai processi produttivi, generalmente effettuano investimenti di tipo end-of-pipe sugli impianti già esistenti, vale a dire in attrezzature e dispositivi che permettano di monitorare o ridurre l'inquinamento, agendo quindi ex post, ovvero solo dopo che questo è stato generato. è attuato dalle aziende che considerano la gestione della variabile ambientale un fattore critico di successo e una fondamentale leva competitiva; selezionano accuratamente i fornitori sostenibili, adottano logiche di design of recycling o di design for environment, incrementano la sicurezza delle attività di smaltimento rifiuti e incentivano, per le attività di packaging, l'uso di materiali biodegradabili, rinnovabili, riciclabili. è attuato dalle aziende che pianificano gli interventi in campo ambientale, evitando di dover correre ai ripari ex post, in applicazione di nuove normative cogenti, che creano tensioni alla propria sfera finanziaria; investono da subito nell'acquisizione di tecnologie pulite, riducendo a monte la produzione di fattori inquinanti, con una logica più di tipo preventivo che di risanamento.

l'approccio strategico alla variabile ambientale di tipo anticipativo. è attuato da quelle aziende abbastanza tiepide alle problematiche ambientali ovvero che percepiscono la variabile ambientale come una minaccia per il proprio posizionamento competitivo; sono ostili all'entrata in vigore di nuove normative che per loro si tradurrebbero inevitabilmente in ingenti investimenti per l'adeguamento di strutture e processi. è attuato dalle aziende che considerano la gestione della variabile ambientale un fattore critico di successo e una fondamentale leva competitiva; selezionano accuratamente i fornitori sostenibili, adottano logiche di design of recycling o di design for environment, incrementano la sicurezza delle attività di smaltimento rifiuti e incentivano, per le attività di packaging, l'uso di materiali biodegradabili, rinnovabili, riciclabili. è attuato dalle aziende che pianificano gli interventi in campo ambientale, evitando di dover correre ai ripari ex post, in applicazione di nuove normative cogenti, che creano tensioni alla propria sfera finanziaria; investono da subito nell'acquisizione di tecnologie pulite, riducendo a monte la produzione di fattori inquinanti, con una logica più di tipo preventivo che di risanamento. è attuato dalle aziende che si limitano a rispettare le prescrizioni imposte dall'ordinamento giuridico, senza spingersi oltre: con riferimento, ad esempio, ai processi produttivi, generalmente effettuano investimenti di tipo end-of-pipe sugli impianti già esistenti, vale a dire in attrezzature e dispositivi che permettano di monitorare o ridurre l'inquinamento, agendo quindi ex post, ovvero solo dopo che questo e? stato generato.

Da cosa è formato il bilancio ambientale?. Da dati di tre tipi: economici, finanziari, fisici. Da dati di due tipi: ambientali-fisici, economici-contabili. Da dati di tre tipi : tecnici, economici, ambientali. Da dati di tue tipi: economico-finanziari e fisico-tecnici.

l'analisi delle informazioni quantitativo fisiche dei flussi di materia implica la correlazione: degli output del sistema aziendale. degli input e degli output di tutto il sistema aziendale. degli input del sistema aziendale. degli input esterni e degli output interni.

il bilancio ambientale: nessuna delle precedenti risposte. non mette in evidenza in modo esplicito un bilanciamento in termini quantitativi tra gli elementi che in esso sono rappresentati. mette in evidenza in modo esplicito un bilanciamento in termini quantitativi tra gli elementi che in esso sono rappresentati. determina direttamente un risultato in termini d differenza tra elementi positivi e negativi della gestione.

il bilancio ambientale: non determina direttamente un risultato in termini d differenza tra elementi positivi e negativi della gestione. mette in evidenza in modo esplicito un bilanciamento in termini quantitativi tra gli elementi che in esso sono rappresentati. nessuna delle precedenti risposte. determina direttamente un risultato in termini d differenza tra elementi positivi e negativi della gestione.

L’analisi dei singoli input-output costituisce in sintesi il bilancio ambientale. quali sono gli elementi che lo costituiscono?. ricavi ottenuti dal bene natura, ricavi dallo sviluppo della tecnologia, spese per il sistema salute, spese per il sistema rivalutazione ambienti gia’ sfruttati. costi e ricavi dei protocolli ambientali. natura, energie, rifiuti. flussi di materia, flussi idrici, consumi energetici, emissioni atmosferiche, rifiuti.

Quali sono i flussi fisici che si contabilizzano per il bilancio ambientale?. Flussi di materia, trasporti, rifiuti, consumi energetici. Flussi di metalli e non metalli, flussi di combustibili fossili, flussi di acqua, rifiuti. Tutte le risposte sono corrette. Flussi di materia, flussi idrici, rifiuti, consumi energetici e emissioni atmosferiche.

mediante l'analisi degli input e degli output si tutto il sistema aziendale: si possono ottenere valutazioni in merito all'efficienza e all'efficacia dei processi produttivi nell'utilizzo delle risorse e all'impatto ambientale solo all'esterno dell'azienda. si possono ottenere valutazioni in merito all'efficienza dei processi produttivi nell'utilizzo delle risorse e all'impatto ambientale del sistema aziendale. si possono ottenere valutazioni in merito all'efficienza e all'efficacia dei processi produttivi nell'utilizzo delle risorse e all'impatto ambientale del sistema aziendale. si possono ottenere valutazioni in merito all'efficacia dei processi produttivi nell'utilizzo delle risorse e all'impatto ambientale del sistema aziendale.

per la formazione del bilancio ambientale devono essere espletate le seguenti fasi: raccolta e classificazione dei dati; esplorazione e consolidamento dei dati senza la necessità di comunicare le informazioni di natura ambientale. raccolta e classificazione dei dati; esplorazione e consolidamento dei dati; comunicazione dei dati e delle informazioni. raccolta e classificazione dei dati anche se sommariamente. raccolta e classificazione dei dati senza l'obbligo di rendicontazione.

il bilancio ambientale si articola nei seguenti contenuti informativi: flussi di materia ed informazioni qualitativo tecniche, dati economici relativi alle spese e agli investimenti; sistema di indicatori di reddito. flussi di materia ed informazioni quali/quantitative, ritorni sugli investimenti ambientali, sistemi di indicatori economico, finanziari. flussi di materia ed informazioni quantitativo-tecniche, dati finanziari relativi alle spese e agli investimenti; sistema di indicatori ambientali. flussi di materia ed informazioni quantitativo-tecniche, dati economici relativi alle spese e agli investimenti; sistema di indicatori ambientali.

il bilancio ambientale rappresenta: lo strumento di raccolta delle grandezze stock in materia di danni ambientali. lo strumento che delinea lo stock di elementi di rimanenza in un periodo a disposizione del periodo successivo. lo strumento di raccolta delle grandezze stock riguardanti gli effetti ambientali della gestione. lo strumento di raccolta delle grandezze flusso riguardanti gli effetti ambientali della gestione.

Le componenti economiche legate all’ambiente possono scaturire da diversi processi ed operazioni che però sono tutti accumunati dall’influenza: indiretta sull’ambiente. diretta sull’ambiente. diretta o indiretta sull’ambiente. le risposte sono tutte sbagliate.

I provvedimenti adottati in materia ambientale, che secondo la definizione comunitaria creano costi ambientali, sono: correttivi e funzionali. correttivi e statici. innovativi e dinamici. correttivi e innovativi.

l'environmental Accounting permette di misurare sistematicamente gli effetti delle azioni manageriali in ambito ambientale. sempre. solo in alcune circostanze. solo su mercati ipotetici. mai.

i conti satellite. non sono in grado di registrare sia flussi fisici che monetari. misurano solo flussi monetari a discapito dei fisici. misurano solo flussi fisici a discapito dei monetari. costituiscono l'interfaccia tra il sistema economico e l'ambiente.

I provvedimenti adottati in materia ambientale, che secondo la definizione comunitaria creano costi ambientali, sono: Correttivi, innovativi. Disciplinari, innovativi. Disciplinari, correttivi. Competitivi, innovativi.

Il sistema analitico contabile ambientale che supporta il management negli ultimi anni ha assunto due direzioni applicative: management accounting e corporate. pubblica e national enviromental accounting. corporate e financial accounting. pubbliche e corporate.

La definizione di costo ambientale: la politica ambientale non considera costi e ricavi. non esiste. e’ dettata dalla Comunita’ Europea. e’ dettata dalla dottrina economico-aziendale classica.

I costi ambientali possono essere reperiti con tre sistemi diversi: contabilità integrata, modalità diretta, modalità indiretta. contabilità integrata, contabilità generale, raccolta decentata. contabilità integrata, modalità mista, modalità extra-contabile. contabilità integrata, raccolta decentata, modalita mista.

I costi ambientali, tra i quali quelli di conformarsi alla legislazione vigente rientrano tra : i costi potenzialmente nascosti. i costi esterni. i costi generali. i costi convenzionalmente calcolati.

nel reperimento dei costi ambientali, quando facciamo riferimento alla contabilità decentrata, il reperimento dei dati avviene: nessuna delle precedenti alternative è corretta. direttamente tramite l'utilizzo del sistema infomativo della contabilità generale d'impresa. dalla congiunta considerazione di informazioni di natura extra-contabile, associate a informazioni desumibili dal sistema informativo contabile. in via extra-contabile tramite un periodoco reperimento dei dati dai diversi soggetti interni all'azienda, dotati di potere decisionale in materia di spesa.

Classificazione dei costi ambientali per destinazione. Attività di protezione dell’aria, attività di protezione delle acque, attività di ricerca e sviluppo. Attività di rimboschimento, attività di salvaguardia della biodiversità, di protezione dell’aria. Attività di risanamento dell’aria, attività di risanamento della qualità delle acque, attriti di rigenerazione del suolo. Attività di protezione delle acque, aria, suolo, e smaltimento rifiuti.

nel reperimento dei costi ambientali, quando facciamo riferimento alla raccolta mista, il reperimento dei dati avviene: in via extra-contabile tramite un periodoco reperimento dei dati dai diversi soggetti interni all'azienda, dotati di potere decisionale in materia di spesa. dalla congiunta considerazione di informazioni di natura extra-contabile, associate a informazioni desumibili dal sistema informativo contabile. nessuna delle precedenti alternative è corretta. direttamente tramite l'utilizzo del sistema infomativo della contabilità generale d'impresa.

nel reperimento dei costi ambientali, quando facciamo riferimento alla contabilità integrata, il reperimento dei dati avviene: direttamente tramite l'utilizzo del sistema infomativo della contabilità generale d'impresa. in via extra-contabile tramite un periodoco reperimento dei dati dai diversi soggetti interni all'azienda, dotati di potere decisionale in materia di spesa. dalla congiunta considerazione di informazioni di natura extra-contabile, associate a informazioni desumibili dal sistema informativo contabile. nessuna delle precedenti alternative è corretta.

gli indicatori di risposta: descrivono la qualità dell'ambiente e o stato delle risorse. riguardano la misura della risposta della società rispetto ai problemi ambientali. descrivono le pressioni causate dalle attività umane sull'ambiente. nessuna delle precedenti alternative è corretta.

gli indicatori di situazione. nessuna delle precedenti alternative è corretta. riguardano lo sforzo del management nei confronti del rispetto ambientale. Quindi vengono analizzati gli elementi di tutela ambientale perseguiti dall'azienda e ne viene valutata la loro efficienza. descrivono la qualità dell'ambiente nel quale è inserita l'impresa e ne analizza gli impatti arrecati dal sistema aziendale. sono finalizzati ad del fenomeno ambientale in relazione all'attività dell'azienda, che vanno dalla fase di approvvigionamento, alla lavorazione fino ad arrivare all'output inteso sia come prodotto che come scarti di emissione.

gli indicatori ambientali sono utilizzati nel processo decisionale dell'azienda e vengono considerati: solo nel momento in cui vengono definiti gli obiettivi. nel corso dello svolgimento delle attività operative e produttive. per il controllo del raggiungimento degli obiettivi. nel momento della definizione degli obiettivi, durante lo svolgimento delle attività operative e produttive e per il controllo del raggiungimento degli obiettivi.

le informazioni di sintesi fornite dagli indicatori ambientali. sono utili solo durante la stesura dei piani strategici. sono utili sia durante la stesura dei piani strategici ed operativi riguardanti le prestazioni future sia per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi stabiliti in sede preventiva. sono utili solo per le valutazioni future degli obiettivi stabiliti in sede preventiva. sono utili solo durante la stesura dei piani operativi.

gli indicatori di sintesi possono anche essere utilizzati per la comunicazione. mai in quanto non rappresentano una utile sintesi per la rappresentazione dei fenomeni ambientali nei confronti interni ed esterni dell'azienda. sempre in quanto rappresentano una utile sintesi per la rappresentazione dei fenomeni ambientali nei confronti interni dell'azienda. sempre in quanto rappresentano una utile sintesi per la rappresentazione dei fenomeni ambientali nei confronti esterni dell'azienda. sempre in quanto rappresentano una utile sintesi per la rappresentazione dei fenomeni ambientali nei confronti interni ed esterni dell'azienda.

le caratteristiche che devono avere gli indicatori ambientali, in quanto strumenti di sintesi di un fenomeno complesso sono: comparabilità; dimostrabilità; orientamento agli obiettivi; comprensibilità. comparabilità; obiettività; dimostrabilità; comprensibilità. comparabilità; obiettività; orientamento agli obiettivi; comprensibilità. comparabilità; obiettività; dimostrabilità; orientamento agli obiettivi; comprensibilità.

gli indicatori di performance: riguardano lo sforzo del management nei confronti del rispetto ambientale. Quindi vengono analizzati gli elementi di tutela ambientale perseguiti dall'azienda e ne viene valutata la loro efficienza. nessuna delle precedenti alternative è corretta. sono finalizzati ad analizzare l'entità del fenomeno ambientale in relazione all'attività dell'azienda, che vanno dalla fase di approvvigionamento, alla lavorazione fino ad arrivare all'output inteso sia come prodotto che come scarti di emissione. descrivono la qualità? dell'ambiente nel quale e? inserita l'impresa e ne analizza gli impatti arrecati dal sistema aziendale.

gli indicatori di gestione. sono finalizzati ad del fenomeno ambientale in relazione all'attività dell'azienda, che vanno dalla fase di approvvigionamento, alla lavorazione fino ad arrivare all'output inteso sia come prodotto che come scarti di emissione. riguardano lo sforzo del management nei confronti del rispetto ambientale. Quindi vengono analizzati gli elementi di tutela ambientale perseguiti dall'azienda e ne viene valutata la loro efficienza. descrivono la qualità dell'ambiente nel quale è inserita l'impresa e ne analizza gli impatti arrecati dal sistema aziendale. nessuna delle precedenti alternative è corretta.

gli indicatori di pressione: descrivono le pressioni causate dalle attività umane sull'ambiente. nessuna delle precedenti alternative è corretta. descrivono la qualità dell'ambiente e o stato delle risorse. riguardano la misura della risposta della società rispetto ai problemi ambientali.

Sulla base della definizione di indicatore ambientale dell’istat questi possono essere distinti in: indicatori di pressione, di stato e di risposta. indicatori di economici, di intensità e finanziari. indicatori di stabilità, di intensità, di sentenza. indicatori di economici, patrimoniali e finanziari.

Qual è la Distinzione di categorie di indicatori ambientali secondo l’ISTAT?. Di pressione, di volume, di stato, di risposta. Di pressione, di stato, di risposta. Di pressione, di volume, di stato. Di pressione, di volume, di stato, di domanda.

gli indicatori di stato: nessuna delle precedenti alternative è corretta. descrivono le pressioni causate dalle attività umane sull'ambiente. riguardano la misura della risposta della società rispetto ai problemi ambientali. descrivono la qualità dell'ambiente e o stato delle risorse.

Gli indicatori ambientali possono avere diverse classificazioni. Gli indicatori di situazione : descrivono la qualita’ dell’ambiente nel quale e’ inserita l’impresa. monitorano gli impatti ambientali durante le diverse fasi aziendali. riguardano lo stato di forza del management nei confronti del rispetto ambientale. evidenziano la correlazione che esiste tra il fenomeno ambientale e la causa che lo ha generato.

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