ECONOMIA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE E DELLA PREVIDENZA
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![]() ECONOMIA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE E DELLA PREVIDENZA Description: Federico Domenica set25 |



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Il processo di intermediazione assicurativa si basa: sul trasferimento del potere di acquisto unicamente tra unità economiche in surplus finanziario. sul collegamento tra prestatori finali di fondi (compagnie di assicurazione) e prenditori finali di fondi (gli assicurati). sul collegamento tra soggetti in deficit finanziario (gli assicurati) e prestatori finali di fondi (compagnie di assicurazione). sul collegamento tra prestatori finali di fondi (gli assicurati) e prenditori finali di fondi (compagnie di assicurazione). Il funzionamento del sistema finanziario prevede: la distribuzione dei prodotti finanziari esclusivamente tra i soggetti in deficit finanziario. il trasferimento di risorse finanziarie attraverso l’offerta di attività di risk management. la distribuzione e il trasferimento dei rischi tra le diverse unità economiche mediante un processo di intermediazione. il trasferimento del potere di acquisto unicamente tra unità economiche in surplus finanziario. L’attività di intermediazione realizzata dagli intermediari assicurativi e previdenziali si esplica attraverso: l’offerta di prodotti per la copertura relativa agli strumenti finanziari. l’offerta di servizi riguardanti l'attività di assicurazione e per derivazione quella di investimento e risk management. l’offerta di prodotti relativi esclusivamente all’attività di investimento. l’offerta di servizi riguardanti l'attività di assicurazione ma non quella di investimento. Quale dei seguenti soggetti operanti in ambito assicurativo e previdenziale è presente nel canale di intermediazione finanziaria diretto?. Intermediari assicurativi ramo danni. Investitori istituzionali. Merchant banks. Istituti di previdenza. Quale dei seguenti soggetti operanti in ambito assicurativo e previdenziale è presente nel canale di intermediazione finanziaria indiretto?. Intermediari di partecipazione e investimento. Società di leasing. Società di gestione del risparmio. Istituti di previdenza. In che modo gli intermediari assicurativi e previdenziali possono incentivare comportamenti virtuosi dell’assicurato?. Prevedendo nel contratto specifiche clausole contrattuali, come la franchigia, che limitano quantitativamente la garanzia offerta dalla compagnia. Prevedendo la stipula di contratti con rating elevati. Prevedendo nel contratto specifiche clausole contrattuali che limitano la compartecipazione al rischio da parte dell’assicurato. Prevedendo l’aumento del premio ove l’assicurato adotta alcune cautele, come l’installazione di un antifurto satellitare. In che modo gli intermediari assicurativi e previdenziali sono in grado di realizzare una diversificazione dei rischi?. Concludono un numero elevato di contratti e trasformano i rischi individuali in rischi collettivi ridistribuendo poi gli stessi tra tutti gli assicurati. Concludono un numero limitato di contratti e trasformano i rischi collettivi in rischi individuali relativi a ciascun contratto. Concludono numerosi contratti nel medesimo ramo assicurativo. Concludono un numero elevato di contratti e trasferiscono la gestione dei rischi individuali a imprese specializzate. Come possono essere definiti gli scambi finanziari che avvengono all’interno del sistema finanziario?. Sono due prestazioni monetarie distanziate nel tempo con maggiore grado di rischiosità. Sono prestazioni monetarie di segno opposto e distanziate nel tempo con diverso grado di incertezza. Sono prestazioni monetarie che avvengono tra i soggetti in deficit finanziario con minore grado di incertezza. Sono prestazioni monetarie che avvengono tra i soggetti in surplus finanziario con minore grado di rischiosità. Nell’ambito dei contratti assicurativi perché si potrebbe assistere a una forma di azzardo morale?. Poiché l’assicurato, avendo stipulato un contratto assicurativo, potrebbe essere indotto a non usare più strumenti e accortezze per evitare che l’evento negativo si verifichi. Poiché l’assicurato, avendo stipulato un contratto assicurativo, potrebbe essere incentivato a prevenire possibili sinistri. Poiché i prezzi divengono veicolo di informazione e gli acquirenti sono indotti a desumere la qualità dal prezzo. Poiché la compagnia di assicurazione, avendo stipulato il contratto, non è in grado di misurare correttamente la rischiosità della controparte. In che modo gli intermediari assicurativi offrono una soluzione ideale al problema delle asimmetrie informative?. Preferiscono instaurare relazioni di breve periodo con gli assicurati ottenendo informazioni da altri intermediari. Creano un portafoglio di prodotti per desumere la qualità dal prezzo. Creano portafogli rischi assicurati di piccole dimensioni ottenendo informazioni limitate su un target di clientela. Riescono a instaurare relazioni di lungo periodo con gli assicurati aumentando la disponibilità di informazioni sugli stessi assicurati. In cosa consiste l’attività realizzata dagli intermediari assicurativi e previdenziali?. Svolgono prevalentemente attività di screening e di monitoring. Essi si limitano a offrire la copertura assicurativa solo in caso di eventi dannosi e non possono svolgere operazioni finanziarie. Essi tutelano l’assicurato dal verificarsi di eventi futuri incerti, ma non possono effettuare investimenti in attività reali o finanziarie. Essi non si limitano a tutelare l’assicurato dal verificarsi di eventi incerti e futuri, ma svolgono anche significative operazioni finanziarie. Gli intermediari assicurativi e previdenziali esercitano professionalmente un’attività che consiste nel: liquidare l’intermediario assicurativo in caso si verifichi un evento futuro negativo. acquisire informazioni riservate nella fase di screening e in quella di monitoring. trasferire all’assicurato l’onere economico (rischio) associato a un evento futuro. risarcire l’assicurato al verificarsi di un determinato rischio dietro pagamento di un prezzo (premio). I “rischi core” possono fare riferimento a: rischio di interesse per un’impresa che ricorre all’indebitamento. rischio di credito per un’impresa agricola. rischio di progettazione per un’impresa automobilistica. rischio climatico per un’impresa artigiana. I “rischi finanziari” sono commisurati: alla probabilità di manifestazione dell’evento sfavorevole e al danno generato dal verificarsi dell’evento aleatorio. alla probabilità di manifestazione dell’evento aleatorio. alla distribuzione del rischio ossia alla variabilità della sua manifestazione, ma non alla probabilità di manifestazione dell’evento aleatorio. nessuna delle altre risposte è corretta. Quale delle seguenti definizioni identifica la tipologia di “rischi puri”: rischi che si manifestano in caso di eventi che producono esclusivamente effetti negativi. rischi che si manifestano in caso di inadempimento da parte del debitore. rischi che si manifestano in caso di eventi che producono effetti positivi o negativi di diversa intensità. rischi che si manifestano in caso di eventi che producono esclusivamente effetti positivi. Secondo l’art. 1882 del codice civile il rischio è inteso come: un evento in grado di produrre un danno all’assicuratore al cui verificarsi si collega l’obbligo dell’assicurato di corrispondere un premio per la copertura assicurativa. un evento che può produrre un danno all’assicurato al cui verificarsi si collega l’obbligo dell’assicurato di corrispondere un premio e della compagnia di offrire la copertura assicurativa. nessuna delle altre risposte è corretta. un evento potenzialmente suscettibile di produrre un danno all’assicuratore al cui verificarsi si collega l’obbligo dell’assicurato di garantire una copertura assicurativa. Qual è la differenza tra “rischi core” e “rischi non core”?. I “rischi core” sono rischi cui l’impresa è esposta come conseguenza dell’attività che svolge, mentre i “rischi non core” sono radicati nel tipo di attività svolta e possono essere trasferiti. I “rischi core” riguardano attività svolta e possono essere sempre gestiti, mentre i “rischi non core” sono rischi cui l’impresa è esposta come conseguenza dell’attività che svolge e non possono essere trasferiti. I “rischi core” sono anche definiti rischi puri, mentre i “rischi non core” sono anche definiti rischi finanziari. I “rischi core” sono radicati nel tipo di attività svolta e non possono essere trasferiti, mentre i “rischi non core” sono rischi cui l’impresa è esposta come conseguenza dell’attività che svolge. I “rischi non core” possono fare riferimento a: mancata approvazione di un farmaco sperimentale per un’impresa farmaceutica. rischio di progettazione per un’impresa automobilistica. rischio di cambio per un’impresa che esporta con fatturazione in valuta. rischio di credito per le banche. Con riferimento all’operatore famiglia, nei “rischi non core” rientrano: il rischio pensione. il rischio di morte. i rischi legati allo svolgimento di un’attività professionale. il rischio malattia. Con riferimento all’operatore famiglia, nei “rischi core” rientrano: tutti quei rischi che non possono essere eliminati ma solo gestiti con idonee strategie di contenimento, come il rischio di morte e il rischio pensione. tutti quei rischi legati allo svolgimento di un’attività professionale che non possono essere eliminati. tutti i rischi puri e finanziari. tutti quei rischi che possono essere gestiti o eliminati cambiando la professione o lo stile di vita. Nell’ambito del processo di risk management assicurativo, in cosa consiste la fase di auditing?. È finalizzata a valutare le conseguenze di eventuali sinistri che vengono trasferite ad altri soggetti economici. È volta a verificare se le informazioni raccolte per l’identificazione e la misurazione dei rischi sono adeguate e se le misure adottate per la loro gestione hanno ottenuto i risultati attesi. È diretta a ricercare le informazioni per definire il profilo di rischio dell’unità economica. È finalizzata a selezionare e attuare alcune misure dirette a modificare l’esposizione al rischio. Nell’ambito delle tecniche di controllo del rischio, si possono individuare: Le tecniche di identificazione, in grado di ridurre la probabilità di verificarsi di eventi dannosi, e le tecniche di ritenzione, in grado di valutare i danni conseguenti al sinistro. Le tecniche di prevenzione, in grado di ridurre la probabilità di verificarsi di eventi dannosi, e le tecniche di protezione, in grado di ridurre i danni conseguenti al sinistro. Le tecniche procedurali, in grado di ridurre la probabilità di verificarsi di eventi dannosi, e le tecniche di controllo fisico, in grado di ridurre i danni conseguenti al sinistro. Nessuna delle altre risposte è corretta. Nell’ambito della fase di trattamento del rischio, quali sono le principali tecniche di gestione?. Mappatura dei rischi e auditing di controllo. Tecniche di gestione e tecniche di valutazione del rischio. Tecniche di controllo e tecniche di finanziamento del rischio. Tecniche di identificazione e tecniche di gestione del rischio. Il principio mutualistico può realizzarsi anche attraverso un approccio diretto, ossia: mediante una società alla quale viene trasferito il rischio finanziario a carico dell’assicurato dietro pagamento di un premio. mediante un’associazione tra individui che assumono l’impegno reciproco a risarcire coloro che vengono colpiti da un sinistro. mediante una compagnia di assicurazione alla quale viene trasferito il rischio puro a carico dell’assicurato dietro pagamento di un premio. nessuna delle altre risposte è corretta. Quali sono le tre principali fasi attraverso le quali si esplica il processo di risk management assicurativo?. Valutazione dei rischi, controllo di gestione, revisione di processo. Mappatura dei rischi, identificazione dei rischi e gestione dei rischi. Mappatura dei rischi, trattamento dei rischi e auditing di processo. Identificazione dei rischi, valutazione del rating e mappatura. Quale dei seguenti rami assicurativi rientra tra i prodotti assicurativi contro i danni “ramo non auto”: Assicurazioni malattia. Ramo Corpi di Veicoli Terrestri. Ramo Assistenza. Operazioni di gestione di fondi collettivi. Quale dei seguenti rami assicurativi rientra tra i prodotti assicurativi sulla vita: Operazioni di capitalizzazione. Assicurazioni danni sul patrimonio da eventi accidentali. Assicurazioni danni patrimoniali da rischio di credito. Assicurazioni Responsabilità Civile. In quale categoria di servizi rientrano le polizze unit e index linked?. Servizi di tipo indennitario-previdenziale. Nessuna delle altre risposte è corretta. Servizi di gestione del risparmio. Servizi di gestione del rischio. Che cosa sono le tavole demografiche?. Sono tavole che descrivono l’andamento del numero di sopravviventi alle varie età dal momento della nascita fino alla morte dell’ultimo. Nessuna delle altre risposte è corretta. Sono tavole che sintetizzano per archi temporali omogenei la dinamica temporale di fenomeni rilevanti. Sono tavole che illustrano la probabilità di sopravvivenza di un soggetto. Che cosa sono le tavole di esperienza?. Sono tavole che sintetizzano per archi temporali omogenei la dinamica temporale di fenomeni rilevanti. Sono tavole che descrivono l’andamento del numero di sopravviventi alle varie età dal momento della nascita fino alla morte. Sono tavole di mortalità che descrivono il numero di persone morte alle varie età. Nessuna delle altre risposte è corretta. Nelle scelte in condizioni di incertezza un individuo avverso al rischio: preferisce ricevere un reddito incerto piuttosto che disporre di un reddito certo. preferisce ricevere un reddito certo piuttosto che disporre di un prospetto incerto. nessuna delle altre risposte è corretta. è indifferente tra un prospetto incerto e un pagamento certo uguale al valore atteso del prospetto. Quale delle seguenti espressioni consente di giungere alla costruzione del “premio di tariffa”: Premio di Tariffa + Imposte. Premio Puro + Imposte. Premio Puro + Caricamento per spese. Premio Equo + Caricamenti di sicurezza. Quale delle seguenti espressioni consente di giungere alla costruzione del “premio puro”: Premio Puro + Caricamento per spese. Premio di Tariffa + Imposte. Premio Equo + Caricamenti di sicurezza. Nessuna delle altre risposte è corretta. Quale tipologia di premio rappresenta “l’importo che il soggetto assicurato paga per assicurarsi dal rischio e che permette alla compagnia di assicurazione di raggiungere l’equilibrio economico complessivo”?. Premio equo. Premio di tariffa. Premio puro. Premio di rischio. Come si calcola il “premio puro” nei rami elementari?. È dato dal rapporto tra il numero di contratti sinistrati e il numero di contratti stipulati. È dato dal rapporto tra il valore dei danni e i contratti sinistrati. È dato dalla somma del premio puro e dei caricamenti. È dato dal prodotto del valore medio dei danni per il valore atteso del numero dei sinistri. Nel calcolo del premio nel ramo danni, la stima delle frequenze dei sinistri spesso può dipendere da circostanze differenti ed estranee al relativo evento, in particolare, le cause del sinistro possono essere: solo di natura volontaria. di natura sia accidentale che finanziaria. sia di natura accidentale che di tipo volontario. solo di natura accidentale. Quali sono gli elementi che l’assicuratore deve tenere conto per calcolare il premio assicurativo nei rami elementari?. l’utilità attesa e la frequenza di accadimento. il valore medio dei danni e la frequenza di accadimento. l’utilità attesa e la frequenza dei danni. il premio puro e il premio tariffa. Come si chiama la soglia minima di danno a partire dalla quale si attiva il risarcimento?. Minimo scoperto. Massimale. Franchigia. Caricamento. Lo scoperto rappresenta la quota percentuale del danno che è lasciata volontariamente a carico dell’assicurato, in particolare: è pari alla differenza dell'ammontare dei danni coperti. è pari alla somma dell'ammontare dei danni coperti e l’ammontare dei danni non coperti. è predeterminata dalla compagnia di assicurazione. non è predeterminata ma è conoscibile solo dopo la quantificazione dell'evento dannoso. Come si chiama la somma massima liquidabile dall’assicuratore a titolo di risarcimento del danno nelle assicurazioni del patrimonio o di spese?. Caricamento. Franchigia. Massimale. Massimo scoperto. Come si chiamano gli accantonamenti di denaro che servono all’assicuratore per rispettare gli obblighi assunti nei contratti assicurativi in caso di scadenza del contratto o del verificarsi dell’evento assicurato?. Caricamenti. Riserve di liquidità. Riserve matematiche. Fondi di riserva. In un contratto assicurativo vita, il contraente, l’assicurato e il beneficiario: devono coincidere in una persona e non possono riferirsi a persone diverse. possono coincidere in una persona o riferirsi a persone diverse. nessuna delle altre risposte è corretta. non possono coincidere in una persona ma devono riferirsi a persone diverse. Tra i soggetti di una polizza vita il beneficiario è colui che: acquisirà il diritto al risarcimento solo quando l’evento di cui in polizza avrà colpito l’assicurato. sottoscrive la polizza e paga il premio. viene considerato il soggetto passivo del contratto. nessuna delle altre risposte è corretta. Quale dei seguenti contratti assicurativi è contraddistinto da una maggiore componente finanziaria?. Le polizze vita caso vita. Le rendite. Le polizze temporanee caso morte. Le polizze miste. Nelle polizze temporanee caso morte: al diminuire del capitale assicurato e/o dell’età dell’assicurato, aumenterà il premio dovuto dalla compagnia assicurativa. all’aumentare del capitale assicurato e/o dell’età dell’assicurato, diminuirà il premio dovuto dal contraente. nessuna delle altre risposte è corretta. all’aumentare del capitale assicurato e/o dell’età dell’assicurato, aumenterà il premio dovuto dal contraente. Le polizze vita caso vita sono contratti finalizzati a: nessuna delle altre risposte è corretta. pagare al contraente un premio alla scadenza se il beneficiario alla scadenza contrattuale sarà morto. pagare al beneficiario un capitale alla scadenza se l’assicurato alla scadenza contrattuale sarà in vita. pagare al beneficiario un capitale alla scadenza se Passicurato alla scadenza contrattuale sarà morto. Nelle polizze vita caso vita, cosa accade se Iassicurato muore entro la scadenza contrattuale?. Il beneficiario potrà vantare i suoi diritti nei confronti della compagnia perché il contratto copre il rischio morte. La compagnia dovrà risarcire il beneficiario perché il contratto copre il rischio morte. Il beneficiario non potrà vantare alcun diritto nei confronti della compagnia perché il contratto non copre i rischio morte. Nessuna delle altre risposte è corretta. Quale dei seguenti contratti assicurativi è contraddistinto da una maggiore componente di protezione?. Le polizze vita caso vita. Le polizze con controassicurazione. I contratti di capitalizzazione. Le rendite. I contratti diretti a pagare al beneficiario della polizza il capitale assicurato solo in caso di morte dell’assicurato nel periodo di durata contrattuale si chiamano: Polizze morte vita intera. Polizze vita caso vita. Polizze temporanee caso morte. Polizze miste. Le polizze miste sono date dalla somma di due contratti, ossia: il contratto vita caso morte + il contratto morte vita intera. il contratto vita caso vita + il contratto temporaneo caso morte. il contratto vita caso vita + il contratto morte vita intera. i contratto vita caso morte + il contratto temporaneo caso vita. Qual è la differenza tra la rendita immediata e la rendita differita?. La rendita è immediata se il pagamento della rata si effettua nel momento della stipula del contratto, mentre è differita se il pagamento della rata si effettua al termine del contratto. La rendita è immediata se il pagamento della rata si effettua nell’anno di versamento del premio unico iniziale, mentre è differita se il pagamento della rata si effettua dopo qualche tempo. Nessuna delle altre risposte è corretta. La rendita è immediata se il pagamento della rata si effettua nel momento di sottoscrizione del contratto, mentre è differita se il pagamento della rata si effettua al massimo un mese dopo. Qual è la natura dei contratti di capitalizzazione?. Essi hanno natura esclusivamente previdenziale e sono caratterizzati dalla componente rischio. Essi hanno natura esclusivamente assicurativa e sono finalizzati alla copertura del rischio. Essi hanno natura esclusivamente finanziaria e non sono caratterizzati dalla componente rischio. Nessuna delle altre risposte è corretta. Nelle polizze miste il contraente versa un duplice premio di cui: una maggiore quantità affluisce al contratto morte vita intera, mentre la rimanente rimane alla compagnia. la distribuzione del premio non è soggetta a particolari limiti. una maggiore quantità affluisce al contratto morte, mentre la rimanente è rivolta al contratto vita. una maggiore quantità affluisce al contratto vita, mentre la rimanente è rivolta al contratto morte. Con l’intervento di riduzione dell’importo del premio futuro, la riduzione del premio: è possibile solo dove esiste con certezza un credito della compagnia assicurativa. è sempre possibile. è possibile solo dove esiste con certezza un debito della compagnia assicurativa. è possibile nei casi di temporanea caso morte e di polizze caso vita. Quale tra i seguenti interventi rientra tra quelli di tipo estensivo: Risoluzione del contratto entro la scadenza. Cessione del contratto. Ottenimento di un prestito. Trasformazione del contratto. Quale tra i seguenti interventi rientra tra quelli di tipo riduttivo?. Differimento automatico delle scadenze. Ottenimento di un prestito. Trasformazione del contratto. Prolungamento della durata del contratto. Come si chiama il tasso di interesse minimo garantito dall'assicuratore e dichiarato come rendimento della polizza vita a favore dell'assicurato al momento dell'incasso dei premi per tutto il periodo contrattuale?. Tasso di sicurezza. Tasso prudenziale. Tasso tecnico. Tasso tariffa. Che cosa sono le polizze linked?. Sono contratti di assicurazione sulla vita con un basso contenuto finanziario e un’elevata componente assicurativa. Sono contratti di assicurazione contro i danni con un’elevata componente assicurativa. Sono contratti di assicurazione sulla vita le cui prestazioni sono direttamente collegate al valore di mercato di determinati parametri. Sono contratti di assicurazione sulla vita le cui prestazioni sono direttamente collegate al valore del patrimonio garantito. Nella gestione unit-linked in caso di assenza di garanzie di rendimento, tutti i rischi sono: apparentemente attribuiti al beneficiario. unicamente attribuiti al contraente. attribuiti al beneficiario, solo in caso di morte dell’assicurato. nessuna delle altre risposte è corretta. I contratti assicurativi il cui rendimento è direttamente collegato al valore di mercato di quote di uno o più fondi comuni di investimento mobiliari esterni o di uno o più fondi interni costituiti dalle medesime compagnie di assicurazioni si chiamano: Polizze separate. Polizze uniche. Polizze unit-linked. Polizze index-linked. Nella gestione index-linked la compagnia di assicurazione finanzia la polizza attraverso: l’acquisto di un titolo obbligazionario strutturato che presenta una performance finanziaria minore di quella della polizza. l’acquisto di un titolo obbligazionario convertibile che presenta una performance finanziaria maggiore di quella della polizza. l’acquisto di un qualsiasi titolo obbligazionario convertibile in azioni. l’acquisto di un titolo obbligazionario strutturato che presenta una performance finanziaria uguale a quella della polizza. La forma di gestione che prevede che il contratto assicurativo sia caratterizzato per un rendimento minimo alla scadenza e un ulteriore rendimento alla scadenza ancorato a un indice finanziario esterno si chiama: Gestione tecnica. Gestione index-linked. Gestione unit-linked. Gestione separata. La gestione separata o rivalutabile, come strumento di investimento, si caratterizza per un: alto livello di rischio. basso livello di rischio. basso livello di rendimento. alto livello di rendimento. Nell’ambito dei principali rischi per le compagnie del ramo vita, le garanzie di rendimento offerte possono comportare maggiori rischi, in particolare, se sono offerte su: polizze vita caso vita. unit-linked azionarie. polizze index-linked. rendite. Il primo pilastro di Solvency II è dedicato a: La disclosure. La gestione del rischio. La vigilanza. La misurazione del rischio. Il secondo pilastro di Solvency II è incentrato: sulla misurazione del rischio. sulla trasparenza. sulla governance e sulla vigilanza. sui requisiti di capitale. Il terzo pilastro di Solvency II riguarda: i criteri di valutazione di attività e passività e l’informativa al mercato sulla trasparenza. la governance e la vigilanza. i contenuti e le modalità dell’attività di reporting alla vigilanza e l’informativa al mercato sulla trasparenza. i requisiti prudenziali di natura qualitativa e inerenti all’attività di vigilanza. I prodotti assicurativi contro i danni possono essere riconducibili: esclusivamente a singoli rami assicurativi. nessuna delle altre risposte è corretta. a una combinazione di coperture assicurative su più rami. a un numero massimo di tre rami tecnici. Nell’ambito delle clausole contrattuali utilizzate nei prodotti assicurativi contro i danni, quella che identifica il periodo di tempo intercorrente tra la stipulazione del contratto e l’entrata in vigore della garanzia assicurativa, in cui l’assicuratore non risponde di eventuali danni, prende il nome di: Carenza. Massimale. Scoperto. Franchigia. Le regole evolutive sono: regole che determinano il trasferimento da una un’impresa di assicurazione all’altra quando si verifica un sinistro. regole che determinano il trasferimento da una classe di merito all’altra quando il numero dei sinistri è conosciuto. nessuna delle altre risposte è corretta. regole che determinano il trasferimento da una classe di merito all’altra quando il numero dei sinistri è indefinito. A coloro che hanno registrato sinistri nell’anno precedente viene riconosciuta: una riduzione (bonus) del premio in funzione della nuova classe assegnata. un aggravio (malus) del premio fissato in base alla classe di merito assegnata in funzione delle regole evolutive previste. nessuna delle altre risposte è corretta. una riduzione (malus) del premio fissato in base alla classe di merito assegnata in funzione delle regole evolutive previste. Le partite di danno rappresentano più tipologie di danneggiamento e dei relativi risarcimenti che possono riferirsi: a cose ma non a persone. esclusivamente a beni di proprietà del conducente. sia a cose che a persone, ma non a beni di proprietà del conducente. a cose, a persone e a beni di proprietà del conducente e/o dei trasportati. Con quale intervento normativo è stata introdotta l’obbligatorietà a sottoscrivere un’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli?. L. 12 dicembre 2002 n. 273. Direttiva comunitaria 92/49/CEE. Nessuna delle altre risposte è corretta. L. 990 del 24 dicembre 1969. Llintero corpus normativo sulle assicurazioni è stato raggruppato: nel nuovo Codice di commercio che comprende anche il diritto dei contratti. in Solvency II. in Basilea II. nel Codice delle assicurazioni (D.Lgs. 209/2005), a esclusione del diritto dei contratti che è prevalentemente contenuto nel Codice Civile. Lo scopo di Solvency II è di rafforzare l'attività di vigilanza sulle assicurazioni attraverso: definizione di un modello di vigilanza individuale. nessuna delle altre risposte è corretta. sviluppo di un modello di vigilanza strutturale meno stringente. accentuazione della vigilanza sui gruppi rispetto a quella individuale. In quale delle diverse tappe in cui si è sviluppato Solvency II è stata introdotta la vigilanza supplementare sui gruppi assicurativi e sui conglomerati finanziari?. Seconda tappa. Terza tappa. Quarta tappa. Prima tappa. In quale delle diverse tappe in cui si è sviluppato Solvency II è stata definita una nuova metodologia per la vigilanza prudenziale?. Terza tappa. Quarta tappa. Seconda tappa. Prima tappa. L’armonizzazione della disciplina del bilancio delle imprese di assicurazione è stata realizzata attraverso l’adozione: di Solvency II. del bilancio comunitario. del bilancio consolidato. di Basilea III. Quale delle seguenti direttive attua il “mercato unico” introducendo il principio del mutuo riconoscimento e dell’autorizzazione unica per tutto il territorio comunitario?. Prima direttiva. Quarta direttiva. Seconda direttiva. Terza direttiva. Quale tra i seguenti interventi riguarda il “diritto dell’attività assicurativa”?. Legge 305/1912, istitutiva dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA) e del relativo monopolio sulle assicurazioni vita. Codice di commercio del 1865, dove non viene menzionata l’assicurazione sulla vita. Nessuna delle altre risposte è corretta. Legge 576/1982, istitutiva dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo – ISVAP (che ha assunto le funzioni prima svolte dal Ministero dell’Industria). Quante sono le generazioni di direttive che sono state emanate per consentire un processo di armonizzazione dell’attività assicurativa?. Quattro. Due. Tre. Cinque. In che modo l’IVASS esercita il potere di vigilanza regolamentare?. verificando gli aspetti operativi degli operatori con accertamenti diretti. nessuna delle altre risposte è corretta. emanando norme secondarie a disciplina dell’attività di settore. irrogando sanzioni in caso di violazioni della disciplina vigente. In quale anno è stato istituito l’Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS)?. Nel 2008. Nel 2012. Nel 1982. Nel 2002. Da cosa è disciplinata l’attività assicurativa in Italia?. Dal codice delle assicurazioni e dal codice Civile (per la parte relativa alla disciplina del contratto di assicurazione). Dal codice civile e da Basilea II. Da una serie di regolamenti e circolari emanati dall’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni. Dal codice delle assicurazioni e da circolari emanati dall’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni. Nell’ambito delle funzioni di vigilanza esercitate dall’IVASS: la vigilanza prudenziale è finalizzata ad accertare il rispetto dei principi di sana e prudente gestione delle imprese assicurative. il fair play regulation è relativo alla morfologia e al funzionamento del sistema assicurativo. nessuna delle altre risposte è corretta. la vigilanza strutturale intende verificare la corretta operatività degli intermediari assicurativi. Come si chiama l'attuale Autorità di vigilanza sul comparto assicurativo italiano?. Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP). Istituto per la vigilanza italiano (IVI). Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS). Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale (IVARP). L’autorizzazione ad esercitare I'attività assicurativa può essere concessa: per singoli rami o per una pluralità di rami di ciascun comparto (vita e danni). nessuna delle altre risposte è corretta. per singoli rami e in nessun caso per una pluralità di rami di ciascun comparto. per singoli rami o per una pluralità di rami di un unico comparto (vita o danni). Quale tra le seguenti è una finalità della regolamentazione delle imprese assicurative?. nessuna delle altre risposte è corretta. la trasparenza e la correttezza dei comportamenti delle imprese, degli intermediari e degli altri operatori del settore assicurativo. la sana e prudente gestione degli investitori istituzionali. la stabilità e il buon funzionamento del sistema economico e alla tutela degli investitori. Nell’ambito delle funzioni indicate nel Codice delle assicurazioni, l’IVASS: vigila sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti in materia assicurativa, ma non può raccogliere i reclami presentati nei confronti delle imprese assicurative. nessuna delle altre risposte è corretta. controlla la gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile delle imprese di assicurazione, nonché autorizza l'esercizio dell'attività assicurativa. rileva i dati di mercato per la formazione delle tariffe e delle condizioni di polizza, nonché fornisce al Ministro degli Interni una relazione sulla politica assicurativa. Per quale motivo l’autorizzazione ad esercitare l’attività assicurativa va richiesta all’ISVAP per il singolo comparto assicurativo (vita e danni)?. Per il principio della trasparenza e della correttezza delle informazioni tra le imprese di assicurazione. Nessuna delle altre risposte è corretta. Perché l’esercizio dell’attività assicurativa da parte di soggetti non autorizzati è un reato penalmente perseguibile. Per il principio della separatezza tra imprese di assicurazione vita e imprese di assicurazione danni. L’esercizio dell’attività assicurativa da parte di soggetti non autorizzati: è un reato penalmente perseguibile. non comporta alcuna forma di reato civile o penale. nessuna delle altre risposte è corretta. è un reato perseguibile solo a querela. Le imprese autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa devono rispettare determinati standard che riguardano: Requisiti patrimoniali e gestione dei rischi. Nessuna delle altre risposte è corretta. Rischi puri e requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza. Requisiti prudenziali e assetto organizzativo. Come si chiamano i due modelli di vigilanza che prevede la disciplina degli assetti proprietari delle imprese di assicurazione?. Vigilanza organizzativa e vigilanza informativa. Vigilanza prudenziale e vigilanza sulla concorrenza. Vigilanza regolamentare e regolatore unico. Nessuna delle altre risposte è corretta. Quale tra i seguenti requisiti che devono possedere le imprese per essere autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa non rientra tra quelli prudenziali?. La disciplina per l’investimento degli attivi a copertura delle riserve tecniche. La disciplina del margine di solvibilità. La disciplina per il sistema di controllo interno. La disciplina per la determinazione dell’esposizione delle compagnie sul fronte del passivo. Come si chiama l’istituzione che ha la funzione di autorizzare i processi di concentrazione in ambito assicurativo e nel contesto dei conglomerati finanziari?. Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private e sulla previdenza. Autorità di vigilanza sul mercato. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni. Come si chiama l’istituzione che si occupa della vigilanza sulla concorrenza?. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Autorità di Vigilanza sulle Assicurazioni. Autorità di vigilanza sul mercato. Autorità Garante dei Consumatori e della Moneta. L’IVASS ha il compito di autorizzare l’assunzione di partecipazioni nelle imprese di assicurazione qualora si configurino come “di controllo”, ossia con un’influenza: maggiore del 10%. maggiore del 25%. maggiore del 50%. maggiore del 20%. Quale tra i seguenti requisiti che devono possedere le imprese per essere autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa non rientra tra quelli dell’assetto organizzativo?. Un adeguato sistema di controllo interno. Un valido modello di gestione dei rischi. Requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza. L’identificazione di un attuario indipendente. Per quale motivo la costituzione di gruppi assicurativi e di conglomerati finanziari ha indotto le Autorità di vigilanza ad adottare ulteriori norme e modelli di regolamentazione e supervisione?. Per sfruttare le opportunità offerte dallo sprigionamento di sinergie tra le imprese. Per migliorare la trasparenza delle informazioni tra le varie imprese assicurative. Per fronteggiare i rischi cui gli intermediari si trovano maggiormente esposti con l’esercizio collegato di più attività finanziarie. Nessuna delle altre risposte è corretta. A chi è affidata la vigilanza supplementare in caso di conglomerati finanziari?. Esclusivamente alla Banca Centrale Europea. La vigilanza viene attribuita al IVASS e coordinata dalla Banca d'ltalia. La vigilanza viene attribuita in modo congiunto all’IVASS e alla Banca d’Italia. La vigilanza viene attribuita esclusivamente all’IVASS. Come si chiama l’attività di regolamentazione e supervisione sui gruppi e sui conglomerati finanziari in ambito assicurativo?. Vigilanza conglomerata. Vigilanza ispettiva. Vigilanza organizzativa. Vigilanza supplementare. Con riferimento alla vigilanza supplementare sui conglomerati finanziari, in quale caso il coordinamento coinvolge anche le singole Autorità nazionali?. Nessuna delle altre risposte è corretta. Se il gruppo assume natura cross-border (operando in più Paesi). Se il gruppo assume carattere cross-sector (ossia di conglomerato). Se il gruppo assume natura cross-action (operando in più settori). Nella definizione del perimetro di un gruppo assicurativo occorre tenere in considerazione la nazionalità della capogruppo, in quanto la holding: nessuna delle altre risposte è corretta. può avere sede legale in Italia o in altro Paese dell’Unione Europea. può avere sede legale in qualsiasi Paese dell’Unione Europea, ma deve avere sede operativa in Italia. deve avere sede legale in Italia. Nella definizione del perimetro di un gruppo assicurativo occorre tenere in considerazione che l’oggetto sociale delle imprese: nessuna delle altre risposte è corretta. deve essere prevalentemente assicurativo e può comprendere le attività di intermediazione mobiliare. può essere sia bancario che assicurativo. deve essere esclusivamente assicurativo/riassicurativo. Quante sono le possibili configurazioni di gruppo assicurativo previste dal Codice delle assicurazioni (art. 82 ss.)?. Cinque. Tre. Due. Quattro. Il modello di vigilanza supplementare ha introdotto un primo requisito prudenziale, denominato: nessuna delle altre risposte è corretta. margine di solvibilità di gruppo, che va ad aggiungersi a quello individuale. margine di solvibilità corretto, che va ad aggiungersi a quello individuale. margine di solvibilità unico, che va a sostituire a quello individuale. Da cosa dipende l’efficienza operativa delle gestioni in ambito assicurativo?. dalla capacità di identificare un prezzo che assicuri al capitale di rischio un rendimento elevato. dalla qualità delle frequenze e dalla loro numerosità all’interno di un gruppo di rischi o soggetti assicurati. dalla qualità delle stime probabilistiche e dalla loro applicabilità al gruppo di rischi o soggetti assicurati. nessuna delle altre risposte è corretta. La capacità dei ricavi di coprire i costi e di garantire un’adeguata remunerazione al capitale proprio è funzione non solo del corretto operare della legge dei grandi numeri ma anche della sua corretta applicazione. Tale caratteristica è propria della: gestione tecnica. gestione finanziaria. nessuna delle altre risposte è corretta. gestione funzionale. Con riferimento alla valutazione delle frequenze in ambito assicurativo, se il processo di valutazione delle frequenze fosse “esatto” in cosa incorrerebbe l’assicuratore?. per l’assicuratore non ci sarebbe né un rischio tecnico né un margine di profitto. per l’assicuratore ci sarebbe solamente un rischio tecnico. nessuna delle altre risposte è corretta. per l’assicuratore non ci sarebbe un rischio tecnico ma solo un margine di profitto. Con riferimento alla valutazione delle frequenze in ambito assicurativo, se la differenza tra i ricavi e i costi della trasformazione assicurativa è negativa si manifesta: il rischio assicurativo. il rischio di credito. il rischio di controparte. il rischio operativo. Nell’ambito delle gestioni assicurative, il ciclo produttivo si contraddistingue per: la presenza di costi in aggiunta ai ricavi. nessuna delle altre risposte è corretta. la precedenza dei costi rispetto ai ricavi. la precedenza dei ricavi rispetto ai costi. Con riferimento alle voci di costi e ricavi, nelle imprese di assicurazione, a differenza di quanto si riscontra nelle altre imprese non finanziarie, si osserva che: sia i costi che i ricavi sono datati di livelli di incertezza. i costi sono dotati di un certo grado di aleatorietà. l’incertezza grava sulla dinamica dei ricavi. nessuna delle altre risposte è corretta. Con riferimento al contratto assicurativo, il premio è: una somma di denaro che viene depositata presso l’assicuratore ma non diventa di proprietà della compagnia di assicurazione. nessuna delle altre risposte è corretta. un fondo di valori che è semplicemente depositato essere restituito solo al termine del contratto di assicurazione. un esborso finanziario che viene restituito solo al verificarsi di un certo evento che diventa di proprietà dell’impresa di assicurazione. I premi raccolti, che rientrano nella voce di ricavo tipica della compagnia di assicurazione, possono derivare: dalla produzione diretta e solo in casi eccezionali dalle operazioni di riassicurazione. indistintamente dalla produzione diretta o dalla produzione indiretta. nessuna delle altre risposte è corretta. solo dalla produzione diretta. Con riferimento al contratto assicurativo, la controprestazione dell’assicuratore è costituita: nessuna delle altre risposte è corretta. dal pagamento del risarcimento in qualunque caso. dalla promessa di intervento a favore dell’assicurato laddove si verifichi l’evento condizionante. dalla restituzione di un premio al termine del contratto stipulato. Nell’ambito del processo assicurativo, l’equilibrio tra costi e ricavi legati alla gestione tipica dell’assicuratore identifica: la gestione tecnica. l’efficienza tecnica. nessuna delle altre risposte è corretta. l’efficacia di gestione. Con riferimento ai costi e ai ricavi intrinseci in un processo assicurativo si evidenzia che: nessuna delle altre risposte è corretta. i premi rientrano nella voce di costi, mentre i risarcimenti rientrano nella voce di ricavi. i premi rientrano nella voce di ricavi diretti, mentre i risarcimenti rientrano nella voce di ricavi indiretti. i premi rientrano nella voce di ricavi, mentre i risarcimenti rientrano nella voce di costi. La maturazione anticipata dei ricavi rispetto ai costi consente all’assicuratore di: nessuna delle risposte è corretta. disporre di notevoli quantità di risorse liquide da reinvestire per motivi di opportunità economica e di raggiungimento dell’equilibrio tecnico di base. disporre di risorse finanziarie che possono essere reinvestite in prodotti previdenziali. disporre di limitate quantità di risorse liquide che possono essere investite per il raggiungimento dell’equilibrio economico. Nel ramo vita, con riferimento alle conseguenze patrimoniali dell’inversione del ciclo, la necessità di disporre di flussi statisticamente certi induce a inserire nel portafoglio degli investimenti: investimenti con elevati costi di smobilizzo. investimenti facilmente liquidabili. attività con alto rischio. attività liquide con elevato rischio. Con riferimento alle conseguenze patrimoniali dell’inversione del ciclo, in quale ramo l’applicazione di un premio non comporta la necessità di investire per raggiungere l’equilibrio minimo?. Sia nel ramo danni che nel ramo vita. In nessun ramo. Ramo danni. Ramo vita. Con riferimento ai rischi che possono comportare un’inefficienza del processo produttivo, in ambito assicurativo, come si chiama il rischio procedurale connesso alle difficoltà insorte nei processi di liquidazione per motivi operativi o per controversie legali?. Operational risk. Legal risk. Pricing risk. Actuatial risk. Con riferimento ai rischi che possono comportare un’inefficienza del processo produttivo, in ambito assicurativo, quale dei seguenti rischi è anche definito "rischio di sottotariffazione"?. Pricing risk. Operational risk. Actuatial risk. Legal risk. Con riferimento ai rischi che possono comportare un’inefficienza del processo produttivo, in ambito assicurativo, come si chiama il rischio di avere ricevuto risorse insufficienti a fronteggiare gli impegni assunti e/0 di sostenere un costo troppo elevato per i fondi raccolti?. Operational risk. Actuatial risk. Pricing risk. Legal risk. Con riferimento ai rischi che possono comportare un’inefficienza del processo produttivo, in ambito assicurativo, come si chiama il rischio che deriva da un’errata definizione dei premi di tariffa a causa di una errata determinazione dei costi di produzione o di una politica commerciale aggressiva?. Operational risk. Pricing risk. Legal risk. Actuatial risk. Con riferimento all’attività di investimento finanziario quali sono gli effetti positivi che si possono produrre dall’ottenere proventi patrimoniali?. Solo benefici di natura compensativa. Benefici sia di natura compensativa che di natura mercantile. Nessun tipo di beneficio. Solo benefici di natura mercantile. Con riferimento ai rischi che possono comportare un’inefficienza del processo produttivo, in ambito assicurativo, come si chiama il rischio inerente la sopravvivenza di interventi normativi che possono modificare le condizioni delle polizze?. Actuatial risk. Operational risk. Pricing risk. Legal risk. Quale delle seguenti riserve tecniche non rientra tra quelle che l'impresa di assicurazione che esercita i rami danni ha l'obbligo di costituire?. Riserva per somme da pagare. Riserva premi. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. Riserva matematica. A chi spetta la valutazione sulla sufficienza delle riserve tecniche?. Attuario incaricato. Holding del gruppo assicurativo. Intermediario assicurativo. Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Come si chiama la riserva che comprende l’ammontare complessivo delle somme necessarie per far fronte al pagamento delle prestazioni maturate e non ancora liquidate, dei riscatti e dei sinistri da pagare?. Riserva per spese di gestione. Riserva sinistri. Riserva matematica. Riserva premi. Quale delle seguenti riserve tecniche rientra tra quelle che l'impresa di assicurazione che esercita i rami danni ha l'obbligo di costituire?. Riserva attuariale. Riserva matematica. Riserva d’esercizio. Riserva premi. Come si chiama la riserva che si riferisce a sinistri che devono ancora essere correttamente imputati economicamente agli esercizi cui si riferisce la copertura assicurativa?. Riserva sinistri. Riserva matematica. Riserva premi. Riserva causale. Come si chiama la riserva che è pari alla differenza tra il valore attuariale degli impegni assunti dall’impresa assicuratrice e il valore attuariale degli impegni sottoscritti degli assicurati?. Riserva per spese di gestione. Riserva premi. Riserva sinistri. Riserva matematica. Quale delle seguenti riserve tecniche rientra tra quelle che l'impresa di assicurazione che esercita i rami vita ha l'obbligo di costituire?. Riserva sinistri. Riserva matematica. Riserva premi. Riserva d’esercizio. L’accantonamento di risorse destinate alla copertura di eventuali esborsi di somme e risarcimenti in caso di eventi sinistrosi prende il nome di: Obbligazioni attuariali. Riserve tecniche. Riserve di capitale. Accantonamento utili. Come si chiama la riserva che è costituita da una quota per frazioni di premio e da una quota per rischi in corso?. Riserva sinistri. Riserva per spese di gestione. Riserva premi. Riserva matematica. Da cosa è alimentata la formazione delle riserve tecniche?. Da componenti negativi di reddito. Da componenti positivi di reddito. Da utili netti. Nessuna delle altre risposte è corretta. Che cosa rappresentano le riserve tecniche per le compagnie di assicurazione e per i soggetti del sistema economico (famiglie e imprese)?. Sono delle attività sia delle compagnie assicurative che reinvestono le somme raccolte che dei soggetti che acquistano le coperture assicurative. Sono delle attività delle compagnie assicurative e delle passività dei soggetti che acquistano le coperture assicurative. Sono delle passività delle compagnie assicurative e delle attività solo delle famiglie che investono in prodotti assicurativi del ramo vita. Sono delle passività delle compagnie assicurative e delle attività dei soggetti che acquistano le coperture assicurative. Quale delle seguenti riserve tecniche non rientra tra quelle che l'impresa di assicurazione che esercita i rami vita ha l'obbligo di costituire?. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. Riserva per somme da pagare. Riserva premi. Riserva matematica. Quale delle seguenti riserve tecniche l'impresa di assicurazione che esercita i rami vita ha l'obbligo di costituire, per i contratti del portafoglio italiano?. Riserva sinistri. Riserva per somme da pagare. Riserva premi. Riserva di capitale. Quale delle seguenti riserve tecniche l'impresa di assicurazione che esercita i rami danni ha l'obbligo di costituire, per i contratti del portafoglio italiano?. Riserva matematica. Riserva di capitale. Riserva per somme da pagare. Riserva sinistri. Che cosa sono le Alternative Risk Transfer?. Sono una tipologia di coinsurance funds withheld. Sono nuove tecniche di trasferimento dei rischi. Sono nuove tipologie di rischi catastrofali. Sono contratti che consentono il trasferimento delle coperture assicurative. Come si chiamano i contratti che consentono il trasferimento delle conseguenze dei rischi catastrofali su terze economie, secondo i meccanismi della contrattazione derivata, collegata a un indice catastrofale?. Cat bond. Cat derivative. Coinsurance funds withheld. Assumption reinsurance. Nell’ambito degli Alternative Risk Transfer, i contratti multirischio sono una tipologia di contratto pluriennale previsto per quale tipologia di ramo?. Per il segmento danni. Per il segmento vita. Solo per i contratti di coassicurazione. Sia per il segmento vita che per il segmento danni. Nell’ambito della riassicurazione come si chiama il tipo di accordo in cui in cui si realizza il trasferimento a titolo definitivo dei contratti sottostanti all’operazione e non solo i rischi del portafoglio?. Assumption reinsurance. Coinsurance funds withheld. Coassicurazione. Riassicurazione proporzionale. Come si chiama l’operazione mediante la quale l’assicuratore trasferisce, a titolo oneroso, rischi insiti nel proprio portafoglio a un altro operatore?. Riassicurazione. Risk derivatives. Risk transfer. Riallocazione proporzionale. Nell’ambito della riassicurazione come si chiama il tipo di accordo in cui il cedente onora la propria obbligazione di pagamento mediante l’emissione di titoli di debito, in modo che sia l’attivo che il passivo aumentano rispettivamente di un importo pari alle riserve cedute e al debito assunto?. Coassicurazione. Riassicurazione proporzionale. Assumption reinsurance. Coinsurance funds withheld. Come si chiama la tipologia di riassicurazione con la quale il cedente si libera di una parte del portafoglio trasferendo al cessionario le corrispondenti quote di costi e di ricavi?. Riassicurazione obbligatoria. Riassicurazione facoltativa. Riassicurazione proporzionale. Coassicurazione. Come si chiama la tipologia di riassicurazione in cui l’accettazione del portafoglio o di una sua quota è rimessa all’autonomia delle parti e in particolare al potere decisorio del cessionario?. Coassicurazione. Riassicurazione obbligatoria. Riassicurazione proporzionale. Riassicurazione facoltativa. In cosa si differenziano i titoli catastrofali dai derivati catastrofali?. I titoli catastrofali hanno lo scopo di aumentare la redditività dei portafogli finanziari, mentre i derivati catastrofali quello di ridurre i rischi catastrofali. I titoli catastrofali hanno lo scopo di controbilanciare la rischiosità dei contratti, mentre i derivati catastrofali quello di trasferire le coperture assicurative in caso di catastrofi. I titoli catastrofali hanno lo scopo di abbassare la rischiosità dei portafogli finanziari, mentre i derivati catastrofali quello di controbilanciare perdite derivanti da rischi catastrofali. I titoli catastrofali hanno lo scopo di controbilanciare perdite derivanti da rischi catastrofali, mentre i derivati catastrofali quello di abbassare la rischiosità dei portafogli finanziari. In cosa differiscono le operazioni di riassicurazione rispetto a quelle di coassicurazione?. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. Le operazioni di riassicurazione si basano sulla cessione di quote di rischio di portafogli appositamente costituiti, mentre le operazioni di coassicurazione prevedono il concorso di più assicurati per la copertura di differenti esposizioni. Le operazioni di coassicurazione si basano sulla cessione di quote di rischio di portafogli già costituiti, mentre le operazioni di riassicurazione prevedono fin dall’inizio il concorso di più assicuratori per la copertura di una medesime esposizione. Le operazioni di riassicurazione si basano sulla cessione di quote di rischio di portafogli già costituiti, mentre le operazioni di coassicurazione prevedono fin dall’inizio il concorso di più assicuratori per la copertura di una medesime esposizione. Il bilancio di esercizio delle imprese di assicurazione ha una struttura obbligatoria che consente di avere bilanci confrontabili e caratterizzati da: Sia Omogeneità formale, ossia uguale articolazione nell’elencazione delle singole voci di bilancio, che Omogeneità sostanziale, ossia adozione di specifici criteri di valutazione delle voci di bilancio. Omogeneità formale, ossia adozione di specifici criteri di valutazione delle voci di bilancio, e Omogeneità sostanziale, ossia diversa articolazione nell’elencazione delle voci di bilancio. Solo Omogeneità formale, ossia uguale articolazione nell’elencazione delle singole voci di bilancio. Solo Omogeneità sostanziale, ossia adozione di specifici criteri di valutazione delle voci di bilancio. L’assunzione dei rischi e riscossione dei premi rappresenta una tra le principali fasi tipiche della: gestione economica. gestione immobiliare. gestione patrimoniale. gestione assicurativa. L’ investimento delle disponibilità derivanti dalla riscossione dei premi rappresenta una tra le principali fasi tipiche della: gestione patrimoniale. gestione economica. gestione immobiliare. gestione assicurativa. Con riferimento alla gestione delle imprese di assicurazione e alle principali differenze nella valutazione degli equilibri tra i rami vita e i rami danni, quale tra le seguenti affermazioni non è corretta: nelle assicurazioni dei rami danni, in cui l’orizzonte temporale è più ampio, è più difficile collegare le componenti positive e negative di reddito. nelle assicurazioni dei rami danni, in cui l’orizzonte temporale è più piccolo, è più semplice collegare le componenti positive e negative di reddito. nelle assicurazioni dei rami vita occorre considerare anche le dinamiche connesse ai processi di investimento. nelle assicurazioni dei rami vita, in cui la distanza temporale tra flussi in entrata e flussi in uscita è molto ampia è più difficile collegare le componenti positive e negative di reddito. Nelle imprese di assicurazione, gli aspetti finanziari e gli aspetti economici di un’impresa fanno riferimento: alla gestione assicurativa e alla gestione immobiliare. principalmente alla gestione assicurativa e sono in casi rari alla gestione finanziaria. esclusivamente alla gestione assicurativa. alla gestione assicurativa e alla gestione patrimoniale. Il modello di economicità delle imprese di assicurazione dipende: dalle relazioni fra premi e oneri per sinistri e spese, e dalle relazioni fra premi e variazione delle riserve tecniche. solo dalle relazioni fra premi e oneri per sinistri e spese. dalle relazioni fra sinistri e spese e variazione delle riserve per sinistri. esclusivamente dalle relazioni fra premi e variazione delle riserve tecniche. Con riferimento alle condizioni di equilibrio, la relazione tra fonti e impieghi di capitale identifica: l’equilibrio patrimoniale. l’equilibrio finanziario. l’economicità della gestione aziendale. l’equilibrio economico. Con riferimento alle performance aziendali, la capacità di perseguire le finalità istituzionali dell'azienda ossia il rapporto tra il risultato ottenuto e I'obiettivo prefissato prende il nome di: Equilibrio economico. Efficienza. Efficacia. Economicità. Con riferimento alle performance aziendali, la capacità di impiegare razionalmente le risorse, quindi, di trovare il giusto rapporto tra risorse consumate e risultati ottenuti prende il nome di: Efficacia. Equilibrio economico. Economicità. Efficienza. Con riferimento alle condizioni di equilibrio, l’equilibrio economico è: il rapporto tra fonti interne di capitale e fonti esterne. il rapporto tra fonti interne di capitale e premi raccolti. la capacità dei premi raccolti di far fronte alle uscite future. la relazione tra fonti e impieghi di capitale l’equilibrio finanziario. Con riferimento alle condizioni di equilibrio, il rapporto tra fonti interne di capitale e fonti esterne identifica: l’equilibrio economico. l’equilibrio finanziario. l’equilibrio patrimoniale. l’economicità della gestione aziendale. L'economicità è la capacità dell’impresa di perdurare massimizzando l'utilità delle risorse impiegate e dipende: solo dalle performance aziendali. sia dalle performance finanziarie che dall’equilibrio economico. sia dalle performance aziendali che dalle condizioni di equilibrio. solo dalle condizioni di equilibrio. Con riferimento alle condizioni di equilibrio, l’equilibrio patrimoniale è: la relazione tra fonti e impieghi di capitale l’equilibrio finanziario. la capacità dei premi raccolti di far fronte alle uscite future. il rapporto tra fonti interne di capitale e fonti esterne. il rapporto tra fonti interne di capitale e premi raccolti. Con riferimento alle condizioni di equilibrio, l’equilibrio finanziario è: la capacità dei premi raccolti di far fronte alle uscite future. il rapporto tra fonti interne di capitale e fonti esterne. il rapporto tra fonti interne di capitale e premi raccolti. la relazione tra fonti e impieghi di capitale l’equilibrio finanziario. Con riferimento alle condizioni di equilibrio, la capacità dei premi raccolti di far fronte alle uscite future identifica: l’equilibrio economico. l’equilibrio patrimoniale. l’equilibrio finanziario. l’economicità della gestione aziendale. Nella gestione delle imprese di assicurazione, la capacità dei premi di coprire sia i sinistri del periodo sia le spese e gli oneri connessi alla gestione tecnica prende il nome di: efficienza. economicità. copertura finanziaria. efficacia. Il Regolamento 1606 del 2002 e la Direttiva 2003/51/CEE hanno stabilito l’obbligo di redazione del bilancio secondo i principi IAS-IFRS con alcune differenziazioni. Quale tra le seguenti non è corretta: Obbligatorietà per i bilanci di tutte le società di capitali di adottare i principi contabili internazionali a partire dall’esercizio 2009. Facoltà di adottare i principi contabili internazionali per i restanti soggetti. Obbligatorietà per i bilanci d’esercizio di società emittenti titoli negoziati su mercati regolamentati europei a partire dall’esercizio 2006. Obbligatorietà per i bilanci consolidati delle società quotate a partire all’esercizio 2005. Nelle imprese di assicurazione, la struttura del Conto Economico: illustra i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio. consente di conoscere la situazione patrimoniale e finanziaria di un’impresa. non segue un unico modello ma si differenzia in base al tipo di impresa di assicurazione (ramo vita o ramo danni). si basa su tre conti scalari che illustrano le voci ascrivibili all’attività del ramo danni e del ramo vita. Nelle imprese di assicurazione, la struttura dello Stato Patrimoniale: non segue un unico modello sia per le imprese di assicurazione del ramo vita che del ramo danni. si basa su tre conti scalari che illustrano le voci ascrivibili all’attività del ramo danni e del ramo vita. segue quella tipica delle imprese industriali e si basa su un unico modello per tutte le imprese di assicurazione. si differenzia totalmente da quella delle imprese commerciali. Nelle imprese di assicurazione, la Nota Integrativa è composta da: tre parti: Parte A illustra i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio; Parte B contiene informazioni su Stato Patrimoniale e Conto Economico; Parte C contiene altre informazioni. due parti: Parte A, illustra i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio; Parte B, contiene informazioni su Stato Patrimoniale e Conto Economico. nessuna delle altre risposte è corretta. un’unica sezione che illustra i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio. Nelle imprese di assicurazione, il documento contabile che riguarda il rispetto dei principi normativi e professionali nella valutazione delle poste di natura aleatoria si chiama: Relazione sulla gestione degli amministratori. Relazione dell’attuario. Relazione del Collegio sindacale. Rendiconto finanziario. Nelle imprese di assicurazione, il documento contabile che riguarda l’attività di controllo interno svolta dall’organo competente si chiama: Relazione sulla gestione degli amministratori. Rendiconto finanziario. Relazione dell’attuario. Relazione del Collegio sindacale. Nelle imprese di assicurazione, il documento contabile redatto in forma libera che serve a capire se l’impresa è in grado di generare disponibilità liquide si chiama: Nota Integrativa. Conto Economico. Relazione dell’attuario. Rendiconto finanziario. Con riferimento alle differenze tra il bilancio previsto dalle compagnie di assicurazione e quello previsto per le imprese disciplinate dal Codice Civile, si osserva che le voci del Conto Economico sono: diverse da quelle previste nel Codice delle Assicurazioni e la struttura si articola in un unico conto economico riassuntivo dell’intera gestione dell’azienda. le stesse di quelle previste nel Codice Civile e la struttura si articola in due Conti Economici. identiche a quelle previste nel Codice Civile ma la struttura del Conto Economico non si basa sulla forma scalare. completamente diverse da quelle previste nel Codice Civile e la struttura si articola in tre Conti Economici. Con riferimento agli investimenti, tra le attività dello Stato Patrimoniale, quale voce comprende i crediti per denaro, titoli e altri valori depositati a garanzia presso altre imprese di assicurazione che abbiano ceduto parte del proprio portafoglio assicurativo in operazioni di riassicurazione attiva?. Investimenti derivanti dalla gestione dei fondi pensione. Depositi presso imprese cedenti. Investimenti in imprese del gruppo e altre partecipate. Altri investimenti finanziari. Nei rami vita, come si chiamano gli investimenti che rappresentano l’insieme delle attività finanziarie detenute dall’impresa per conto dei clienti di particolari prodotti per i quali il rischio dell’investimento non è a carico dell’impresa?. Altri investimenti finanziari. Depositi presso imprese cedenti del ramo vita. Investimenti a beneficio degli assicurati dei rami vita i quali ne sopportano il rischio e derivanti dalla gestione di fondi pensione. Investimenti in imprese del gruppo e altre partecipate operanti nel risparmio gestito. Con riferimento agli investimenti, tra le attività dello Stato Patrimoniale, quale voce comprende l’intero portafoglio di investimenti effettuati sui mercati finanziari a garanzia delle obbligazioni verso gli assicurati?. Investimenti in imprese del gruppo e altre partecipate. Altri investimenti finanziari. Depositi presso imprese cedenti. Investimenti derivanti dalla gestione dei fondi pensione. Tra le attività dello Stato Patrimoniale come si chiama quella voce che identifica crediti dell’attivo circolante nei confronti della clientela di intermediari assicurativi e altre imprese di assicurazione?. Investimenti a beneficio dei riassicuratori. Crediti derivanti da operazioni di assicurazione diretta. Depositi presso imprese di assicurazione del ramo vita. Crediti derivanti da operazioni di riassicurazione. Tra le attività dello Stato Patrimoniale come si chiama quella voce che rappresenta il minore valore presunto delle obbligazioni nei confronti degli assicurati, derivante dalla cessione di parte del portafoglio assicurativo ad altre imprese in operazioni di riassicurazione passiva o di retrocessione passiva?. Depositi presso imprese cedenti del ramo vita. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori. Investimenti a beneficio dei riassicuratori. Riserve tecniche per somme da pagare. Con riferimento alle voci delle attività dello Stato Patrimoniale, le provvigioni di acquisizione da ammortizzare rientrano tra: le riserve tecniche a carico dei riassicuratori. gli investimenti. i crediti. gli attivi immateriali. Nell’ambito delle passività dello Stato Patrimoniale, come si chiama la voce che comprende i debiti di natura ibrida tra capitale e debito, il cui rimborso o remunerazione sono subordinati a fattori economici dipendenti dall’andamento della gestione dell’impresa?. Depositi ricevuti da riassicuratori. Passività subordinate. Fondi per rischi e oneri. Riserve tecniche. In quale ramo rientrano le riserve per partecipazioni agli utili e ristorni?. Sia nel ramo vita che nel ramo danni. Nel ramo danni e solo in caso di liquidazioni con importi elevati. Solo nel ramo danni. Solo nel ramo. In quale parte del bilancio di un’impresa di assicurazione si trova la voce depositi ricevuti da riassicuratori?. Nel Conto tecnico Ramo Danni. Nel Conto tecnico Ramo Vita. Nelle passività dello Stato Patrimoniale. Nelle attività dello Stato Patrimoniale. Come si chiama la riserva tecnica che comprende la stima attuariale del costo residuo di liquidazione dei sinistri sul portafoglio assicurativo dell’impresa verificatisi nel corso dell’esercizio o relativi a esercizi precedenti?. Riserva sinistri. Riserva premi. Riserve di perequazione. Riserva danni. In quale ramo rientrano le riserve per somme da pagare?. Sia nel ramo vita che nel ramo danni. Solo nel ramo vita. Solo nel ramo danni. Nel ramo vita e solo in caso di danni di importi elevati anche nel ramo danni. In quale parte del bilancio di un’impresa di assicurazione si trova la voce provvigione per premi in corso di riscossione?. Nel Patrimonio Netto. Nel Conto tecnico Ramo Danni. Nelle attività dello Stato Patrimoniale. Nei Debiti e Altre Passività dello Stato Patrimoniale. In quale ramo rientrano le riserve matematiche?. Nel ramo vita e solo in caso di danni di importi elevati anche nel ramo danni. Solo nel ramo vita. Sia nel ramo vita che nel ramo danni. Solo nel ramo danni. Come si chiama la riserva tecnica che comprende gli accantonamenti fatti in periodi di sinistrosità inferiore alla media destinati a ridurre il tasso di sinistrosità di annualità con andamenti negativi?. Riserva sinistri. Riserva di perequazione. Riserva danni. Riserva premi. Come si chiama la riserva tecnica che riguarda le somme da corrispondere alla clientela su prodotti che prevedono la compartecipazione agli utili tecnici generati dall’impresa?. Riserva sinistri. Riserva premi. Riserva di perequazione. Riserva per partecipazioni agli utili e ristorni. In quale documento contabile si legge la voce risultato del conto tecnico dei rami danni?. Nel Rendiconto Finanziario. Nel Conto Tecnico Rami Danni. Nel Conto non Tecnico. Nel Conto Tecnico Rami Vita. In quale documento contabile si legge la voce risultato del conto tecnico dei rami vita?. Nel Conto non Tecnico. Nel Rendiconto Finanziario. Nel Conto Tecnico Rami Vita. Nel Conto Tecnico Rami Danni. In quale documento contabile si legge la voce Utile (Perdita) d’esercizio?. Nel Rendiconto Finanziario. Nel Conto Tecnico Rami Danni. Nel Conto non Tecnico. Nel Conto Tecnico Rami Vita. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: Nessuna delle altre risposte è corretta. Gli International Financial Standards (IFRS) sono principi elaborati secondo una visione contabile. Gli International Financial Standards (IFRS) sono regole tecniche contabili per la redazione del bilancio solo di una società finanziaria. Gli International Financial Standards (IFRS) sono principi atti a garantire il trasferimento di informazioni di importante livello qualitativo, a carattere sia contabile che finanziario. I bilanci delle imprese di assicurazione possono distinguersi, in base ai principi di redazione adottati, in: due gruppi. tre conti tecnici. due conti tecnici e un conto non tecnico. tre gruppi. Quali sono i riferimenti normativi per i bilanci redatti secondo i principi internazionali?. IAS-IFRS. Codice Civile e D. IAS-IFRS. Codice Civile, Codice delle Assicurazioni e D. Lgs. 173/97. Codice Civile, dal Codice delle Assicurazioni e IAS-IFRS. Il bilancio redatto secondo gli IFRS si differenzia da quello redatto secondo le norme del Codice Civile: solo con riguardo al Conto Economico. solo in termini di struttura. sia in termini di struttura che di contenuto. solo in termini di contenuto. Quali sono i riferimenti normativi per i bilanci redatti secondo i principi nazionali?. Codice Civile, dal Codice delle Assicurazioni e IAS-IFRS. Codice Civile e D. Lgs. 209/2005. Codice delle Assicurazioni e IAS-IFRS. Codice Civile, Codice delle Assicurazioni e D. Lgs. 173/97. Secondo lo IAS 1, il bilancio si compone di: n. 3 documenti. n. 5 documenti. n. 6 documenti. n. 4 documenti. Nella struttura del Conto Economico secondo i principi IAS/IFRS, quale delle seguenti rappresenta una differenza rispetto al Bilancio redatto secondo i principi nazionali?. Non ci sono differenze. Elenca prima tutte le componenti negative di reddito. La commistione tra attività vita e danni. Il patrimonio netto è maggiormente dettagliato. Nella struttura dello Stato Patrimoniale secondo i principi IAS/IFRS, quale delle seguenti voci di bilancio non compare?. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti. Accantonamenti. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori. Crediti diversi. Tra i principi contabili internazionali più rilevanti per le imprese assicurative quello dedicato ai contratti assicurativi è: IAS 39. IFRS 4. IFRS 9. IAS 32-IFRS 7. Con riferimento alle voci dell’attivo dello Stato Patrimoniale IAS/IFRS, contratti assicurativi sono definiti in: IAS 40. IFRS 4. IFRS 9. IAS 2. Con riferimento alle voci del passivo dello Stato Patrimoniale IAS/IFRS, Accantonamenti, passività e attività sono trattati da: IFRS 9. IAS 7. IAS 37. IAS 32. Con riferimento alle voci dell’attivo dello Stato Patrimoniale IAS/IFRS, le immobilizzazioni immateriali sono trattate da: IAS 7. IAS 38. IAS 4. IAS 40. Con riferimento alle voci del Conto Economico IAS/IFRS, le Commissioni attive e Commissioni passive sono trattate da: IAS 32. IAS 7. IFRS 4. IAS 18. Con riferimento alle voci dell’attivo dello Stato Patrimoniale IAS/IFRS, le rimanenze di magazzino sono trattate da: IAS 2. IFRS 5. IFRS 9. IAS 7. Con riferimento alla voce del Patrimonio Netto nel passivo dello Stato Patrimoniale IAS/IFRS, quale delle seguenti espressioni è corretta: nel Patrimonio Netto non sono indicate le variazioni di patrimonio netto delle partecipate. il Patrimonio Netto è ripartito tra pertinenze del gruppo e di terzi nei bilanci consolidati. il Patrimonio Netto è composto solo da pertinenze del gruppo. nel Patrimonio Netto non sono trattate le rivalutazioni di attività immateriali e materiali. Come si calcola la redditività dell’attività assicurativa?. Rapporto tra Risultato economico del periodo e Patrimonio netto. Rapporto tra Saldo della gestione finanziaria e Riserve tecniche. Rapporto tra gli Investimenti e altre attività di copertura e le Riserve tecniche. Rapporto tra Saldo della gestione tecnica e Riserve tecniche. Come si calcola il retention ratio?. Rapporto tra Oneri di acquisizione e amministrativi e Premi. Rapporto tra sinistri e premi. Rapporto tra Saldo della gestione tecnica e Riserve tecniche. Rapporto tra Premi trattenuti dall’impresa e Premi lordi sottoscritti. Come si calcola il loss ratio?. Rapporto tra sinistri e premi. Rapporto tra Saldo della gestione tecnica e Riserve tecniche. Rapporto tra Risultato economico del periodo e Patrimonio netto. Rapporto tra Oneri di acquisizione e amministrativi e Premi. Come si calcola l’indice di copertura delle riserve tecniche?. Rapporto tra Risultato economico del periodo e Patrimonio netto. Rapporto tra gli Investimenti e altre attività di copertura e le Riserve tecniche. Rapporto tra Entità delle riserve o degli investimenti e Premi lordi sottoscritti dall’impresa. Differenza tra gli Investimenti e altre attività di copertura e le Riserve tecniche. Con riferimento al Conto Economico delle imprese di assicurazione, le riclassificazioni dovrebbero: evidenziare i saldi tecnici, derivanti dalla contrapposizione tra premi e sinistri di competenza. evidenziare la composizione del patrimonio netto. essere orientate a evidenziare la contrapposizione tra investimenti e riserve tecniche. puntare a evidenziare solo le fonti di capitale proprio e di terzi. Con riferimento alle imprese di assicurazione, le riclassificazioni di bilancio dovrebbero: essere dirette a evidenziare il patrimonio netto. essere in grado di calcolare le immobilizzazioni nette. puntare a evidenziare solo le fonti di capitale proprio e non quello di terzi. essere orientate a evidenziare la contrapposizione tra investimenti e riserve tecniche. Con riguardo all’analisi di bilancio delle imprese di assicurazione, le valutazioni che partono dalla raccolta e analisi di una serie di informazioni sull’impresa e sul settore di riferimento sono di tipo: Finanziario. Qualitativo. Quantitativo. Economico. Con riguardo all’analisi di bilancio delle imprese di assicurazione, le valutazioni che partono dai dati di bilancio e servono a verificare il mantenimento di tre equilibri aziendali sono di tipo: Economico. Quantitativo. Finanziario. Qualitativo. Con riferimento ai rischi collegati al passivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione, il rischio di perdita o di variazione sfavorevole del valore delle passività assicurative dovuto a ipotesi inadeguate in materia di fissazione di prezzi e costituzione di riserve. Rischio di credito. Rischio di sottoscrizione. Rischio di caricamento. Rischio di tariffazione. Con riferimento ai rischi collegati al Conto Economico di un’impresa di assicurazione, il rischio relativo alla corretta individuazione della copertura dei costi connessi allo svolgimento dell’attività assicurativa e del margine di profitto prende il nome di: Rischio di tariffazione. Rischio di caricamento. Rischio di liquidità. Rischio di credito. Indicare quale dei seguenti rischi è collegato all’attivo e al passivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di liquidità. Rischio di sottoscrizione. Rischio di tariffamento. Rischio di caricamento. Indicare quale dei seguenti rischi è collegato all’attivo e al passivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di sottoscrizione. Rischio di mercato. Rischio di credito. Rischio di mismatching. Indicare quale dei seguenti rischi è collegato all’attivo e al passivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di mercato. Rischio di tasso di interesse. Rischio di credito. Rischio di sottoscrizione. Indicare quale dei seguenti rischi è collegato al passivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di credito. Rischio di tariffamento. Rischio di sottoscrizione. Rischio di mercato. Indicare quale dei seguenti rischi è collegato all’attivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di sottoscrizione. Rischio di credito. Rischio di caricamento. Rischio di tariffamento. Indicare quale dei seguenti rischi NON è collegato all’attivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di caricamento. Rischio di mercato. Rischio di credito. Rischio connesso all’attività di riassicurazione passiva. Indicare quale dei seguenti rischi NON è collegato al passivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di sottoscrizione. Rischio connesso all’attività di riassicurazione attiva. Rischio di tariffamento. Rischio tipico dell’attività assicurativa legato alla stima di tariffe. Indicare quale dei seguenti rischi è collegato all’attivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di tariffamento. Rischio di mercato. Rischio di sottoscrizione. Rischio connesso all’investimento dei premi. Indicare quale dei seguenti rischi NON è collegato all’attivo dello Stato Patrimoniale di un’impresa di assicurazione: Rischio di sottoscrizione. Rischio di credito. Rischio di mercato. Rischio connesso all’attività di riassicurazione passiva. Per comprendere quali elementi, che formano il capitale, possono essere utilizzati per soddisfare le attese degli assicurati occorre analizzare: il margine massimo. il margine di solvibilità. il margine minimo. il margine disponibile. Il terzo pilastro di Solvency II definisce: la regolamentazione di controllo. i requisiti relativi all’informativa. i requisiti di capitale. nessuna delle altre risposte è corretta. Nell’ambito della Direttiva di Solvency II, la richiesta di aumento di capitale può essere avanzata: nessuna delle altre risposte è corretta. se il sistema di governance non è capace di individuare, misurare, monitorare, gestire e segnalare prontamente i rischi e se il profilo di rischio dell’impresa assicurativa si discosta dalle ipotesi sottese al calcolo del requisito patrimoniale. in qualsiasi circostanza. esclusivamente nel caso in cui il profilo di rischio della compagnia di assicurazione risulta differente dal rischio quantificato dal modello interno. Che cosa rappresenta il capital add-on nell’ambito della Direttiva di Solvency II?. È un requisito patrimoniale minimo. Nessuna delle altre risposte è corretta. È uno strumento che si basa sulla richiesta di maggiorazioni di capitale. È uno strumento che si basa sulla richiesta di minorazioni di capitale. Il secondo pilastro di Solvency II definisce: i requisiti di capitale. i requisiti relativi all’informativa. nessuna delle altre risposte è corretta. la regolamentazione di controllo. Nell’ambito della Direttiva di Solvency II, il processo di autovalutazione del profilo di rischio e della solvibilità (ORSA) ha la finalità di: auto-misurare il grado rischio e l'efficacia della solvibilità in modo indipendente rispetto al requisito patrimoniale fissato dalla Direttiva ma anche complementare rispetto al requisito patrimoniale. auto-valutare il grado rischiosità e di liquidità della compagnia di assicurazione in base ai requisiti patrimoniali fissato dalla Direttiva. misurare il grado rischio e l'efficacia della solvibilità in relazione al requisito patrimoniale fissato dalla Direttiva. nessuna delle altre risposte è corretta. Nell’ambito della Direttiva di Solvency II, il terzo pilastro è dedicato all’informazione e: definisce unicamente l’informativa destinata all’autorità di vigilanza. distingue tra l’informativa destinata all'autorità di vigilanza e l’informativa destinata al mercato. definisce unicamente l'informativa al mercato. distingue tra l’informativa destinata alle imprese del settore e l’informativa agli investitori. Nell’ambito del primo pilastro della Direttiva di Solvency II, il requisito patrimoniale di solvibilità (SCR) è ottenuto come: somma del requisito patrimoniale di base e del requisito patrimoniale per il rischio operativo. rapporto tra il requisito patrimoniale e il requisito patrimoniale per il rischio operativo. prodotto tra il requisito patrimoniale di base e il requisito patrimoniale per il rischio di credito. differenza del requisito patrimoniale di base e del requisito patrimoniale per il rischio di liquidità. Nell’ambito della Direttiva di Solvency II, la somma della migliore stima degli impegni (best estimate) e del margine di rischio (risk margin) determina: il valore dei requisiti patrimoniali. il valore delle riserve tecniche. nessuna delle altre risposte è corretta. il valore dei fondi propri. Nell’ambito della Direttiva di Solvency II, in quale pilastro si definiscono i principi di base per il calcolo del portafoglio di copertura?. Primo pilastro. Secondo pilastro. Terzo pilastro. Nessuna delle altre risposte è corretta. Che cosa è il Minimum Capital Requirement (MCR)?. È il requisito per il principio della persona prudente. È il margine di liquidità disponibile e minimo definito dalla Direttiva Solvency I. È il requisito patrimoniale di solvibilità definito dalla Direttiva Solvency II, destinato a coprire quattro rischi. È il requisito patrimoniale minimo e rappresenta un valore-soglia del Solvency Capital Requirement (SCR). Il primo pilastro di Solvency II definisce: nessuna delle altre risposte è corretta. i requisiti relativi all’informativa. la regolamentazione di controllo. i requisiti di capitale. Che cos'è il Solvency Capital Requirement (SCR)?. È il margine di solvibilità disponibile e minimo definito dalla Direttiva Solvency I. È il requisito patrimoniale di solvibilità definito dalla Direttiva Solvency II, destinato a coprire quattro rischi. È il requisito per il principio della persona prudente. È il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito. Nell’ambito delle decisioni strategiche in un gruppo assicurativo, le decisioni che possono essere prese a livello aziendale o di aree d’affari con riguardo a risorse e processi si definiscono: decisioni aziendali. decisioni funzionali. decisioni di area d’affari. nessuna delle altre risposte è corretta. Nell’ambito delle strategie di business, la strategia che mira a comprimere il costo unitario di prodotto e a utilizzare il prezzo come leva competitiva prende il nome di: Strategie di differenziazione. Strategia di prezzo economico. Strategie di segmentazione. Strategie di leadership di costo. Nell’ambito delle strategie di business, la strategia che mira ad ottenere vantaggi competitivi attraverso ad esempio l’identità di marca o la personalizzazione del servizio prende il nome di: Strategie di leadership di costo. Strategie di differenziazione. Strategia di specializzazione. Strategie di segmentazione. Quali sono le funzioni del marketing managemet?. Gestionale e strategica. Diagnostica, strategica e operativa. 4. Raccolta ed elaborazione di informazioni sulla clientela. Diagnostica e operativa. Con riferimento alle funzioni del marketing management, la raccolta ed elaborazione delle informazioni necessarie per comprendere le dinamiche del mercato nel quale opera l’impresa assicurativa identifica: il marketing diagnostico. il marketing operativo. il marketing strategico. il marketing virale. Con riferimento ai punti di forza e di debolezza degli operatori in campo assicurativo, le visite a domicilio rappresentano un punto di forza di: banche e poste. compagnie assicurative. compagnie dirette. promotori finanziari. L’azione che consente di individuare segmenti più attrattivi verso i quali orientare il proprio marketing mix prende il nome di: marketing. posizionamento. strategia. targeting. La tipologia di marketing che ha lo scopo di definire l’obiettivo da raggiungere sul mercato, il target di clientela e il proprio posizionamento sul mercato prende il nome di: marketing virale. marketing operativo. marketing strategico. marketing diagnostico. La tipologia di marketing che ha lo scopo di costruire un’offerta appetibile con il target di clientela coerente con il posizionamento indicato dalla strategia, tenendo conto delle quattro leve del marketing mix prende il nome di: marketing operativo. marketing diagnostico. marketing management. marketing strategico. Con riferimento agli strumenti di comunicazione, ogni forma di comunicazione che presuppone l’invio di un messaggio direttamente a una persona richiedendo una risposta immediata o a breve termine prende il nome di: sponsorizzazioni. direct marketing. promozioni. pubblicità. Nell’ambito del marketing operativo, le decisioni relative alle polizze devono seguire un approccio guidato dal consumatore che prende il nome di: approccio di marketing. approccio on demand. approccio demand plus. approccio for supply. Con riferimento agli strumenti di comunicazione, le attività che consentono di aggiungere valore ai benefici di un prodotto, modificandone temporaneamente il valore percepito e il prezzo, prendono il nome di: sponsorizzazioni. direct marketing. promozioni. pubblicità. Il processo informale di comunicazione nel quale una persona si affida alle opinioni di altre per decidere sull’acquisto o meno di un bene prende si chiama: pubblicità. passaparola. forum. promozione. La forma di marketing che si basa sulla costruzione di una relazione solida e completa con il cliente prende il nome di: marketing diagnostico. marketing relazionale. marketing operativo. marketing strategico. Quale tra i seguenti non rappresenta un obiettivo del sistema di welfare?. Finalità previdenziale. Finalità politica. Finalità assicurativa. Finalità assistenziale. Le pensioni erogate a favore di coloro che terminano l’attività lavorativa al raggiungimento di specifici limiti di età, a condizione che vantino un tempo minimo di permanenza nella gestione previdenziale, prendono il nome di: Pensione sociale. Pensione ai superstiti. Pensione di vecchiaia. Pensione di invalidità. Con riferimento ai principali enti gestori della previdenza pubblica di base, quale delle seguenti espressioni non è corretta: ENASARCO: lavoratori dello spettacolo. INPS: lavoratori dipendenti e autonomi del settore privato. INPDAP: lavoratori dipendenti del settore pubblico. ENPAIA: impiegati in agricoltura. Nell’ambito degli obiettivi di un sistema di welfare, la finalità previdenziale da chi è assolta?. Esclusivamente dallo Stato. Dallo Stato e da intermediari finanziari specializzati. Unicamente da intermediari finanziari specializzati. Dalle imprese di assicurazione. Il sistema di welfare identifica: nessuna delle altre risposte è corretta. l’insieme di interventi pubblici e privati diretti a garantire l’assistenza economica alle persone. l’insieme di interventi pubblici finalizzati a garantire il benessere dei cittadini. l’insieme di interventi privati finalizzati a garantire il benessere economico delle imprese. Quanti sono i pilastri del sistema previdenziale italiano?. tre. due. quattro. cinqua. Le prestazioni erogate a favore di coloro che a causa di disturbi fisici o mentali hanno subito la perdita totale o una riduzione della capacità lavorativa prendono il nome di: Pensione indiretta. Pensione di anzianità. Pensione di reversibilità. Pensione di inabilità. Le prestazioni riconosciute ai familiari dell’assicurato in caso di premorienza prendono il nome di: Pensione sociale. Pensione di invalidità. Pensione di vecchiaia. Pensione ai superstiti. Le prestazioni erogate a favore di soggetti sprovvisti dei mezzi sufficienti a soddisfare le proprie esigenze vitali prendono il nome di: Pensione sociale. Pensione di invalidità. Pensione di vecchiaia. Pensione ai superstiti. Il metodo in base al quale la pensione è calcolata in base alla retribuzione dell’ultimo periodo lavorativo e all’anzianità contributiva dell’individuo si chiama: Metodo a ripartizione. Metodo retributivo. Metodo a capitalizzazione. Metodo contributivo. Nel sistema a ripartizione, qual è la formula che determina l’aliquota contributiva che garantisce l’equilibrio finanziario del sistema?. (pensione media/salario medio) * (numero di pensionati). (pensione media/salario medio) * (numero di lavoratori attivi). (numero di pensionati/numero di lavoratori attivi) * (pensione media/salario medio). (pensione media/salario medio) * (numero di pensionati/numero di lavoratori attivi). Si identifichi quale delle seguenti espressioni NON è rinvenibile nel sistema a capitalizzazione: Non comporta accumulazione di risparmio, ma trasferimento di risorse finanziarie dai lavoratori attivi ai pensionati. Non vi è alcun impegno o diritto nei confronti delle altre generazioni di contribuenti. Può comportare il rischio che il risparmio previdenziale accumulato non è sufficiente a garantire una pensione adeguata. Si ha un trasferimento di risorse finanziarie nel tempo secondo una logica assicurativa di tipo individuale. Il metodo in base al quale la pensione è calcolata in base ai contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa dell’individuo si chiama: Metodo a capitalizzazione. Metodo contributivo. Metodo retributivo. Metodo a ripartizione. Il meccanismo con cui i contributi versati dal lavoratore vengono accantonati per suo conto e investiti nel mercato dei capitali al fine di costruire il montante individuale necessario per l’erogazione della sua rendita pensionistica identifica il. Sistema a retribuzione. Sistema a capitalizzazione. Sistema a contribuzione. Sistema a ripartizione. Con quale metodo di calcolo delle prestazioni l’importo della pensione può divenire molto elevato rispetto all’ammontare dei contributi effettivamente versati nel corso dell’intera vita lavorativa?. Con il metodo retributivo. Con il metodo attuariale. Con il metodo contributivo. Con il metodo previdenziale. Il meccanismo con cui i contributi pagati dai lavoratori attivi vengono utilizzati per finanziare le pensioni di coloro che non sono più in grado di provvedere al proprio sostentamento identifica il: Sistema a capitalizzazione. Sistema a ripartizione. Sistema a contribuzione. Sistema a retribuzione. La garanzia dello stesso rendimento dei contributi versati a tutti i lavoratori, favorendo coloro che smettono di lavorare in età più giovane e coloro che hanno avuto una carriera più dinamica in termini di stipendi prende il nome di: Equità attuariale. Equità retributiva. Equità contributiva. Equità previdenziale. Secondo il metodo contributivo, la pensione è calcolata: come sommatoria dei contributi versati durante l’intera vita lavorativa moltiplicati per un fattore di capitalizzazione e un coefficiente di trasformazione in rendita. come sommatoria dei contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa moltiplicati per un fattore di rendita. come sommatoria dei contributi effettivamente versati nell’ultimo periodo lavorativo. in base alla retribuzione dell’ultimo periodo lavorativo e all’anzianità contributiva dell’individuo. Il beneficio pensionistico calcolato con il metodo retributivo: nessuna delle altre risposte è corretta. tiene conto dell’aspettativa di vita della persona al termine dell’attività lavorativa. è calcolato come sommatoria dei contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa moltiplicati per un fattore di capitalizzazione. non tiene conto dell’età della persona al termine dell’attività lavorativa. Quale intervento normativo ha disciplinato le forme di previdenza complementare?. Nessuna delle altre risposte è corretta. La Riforma Dini. Il D. Lgs. n. 124/1993. Il D. Lgs. 503/1992. Quale tra le seguenti NON rappresenta una riforma degli anni 2000 del sistema pensionistico?. La mini-riforma Damiano. La mini-riforma Prodi. La riforma Amato. La mini-riforma Maroni. Da cosa è formato il portafoglio previdenziale di un lavoratore?. Interamente dalla pensione pubblica. Unicamente dalla pensione integrativa. Dalla pensione pubblica, complementare e integrativa. Dal risparmio destinato alla previdenza complementare. Quali sono le due fasi in cui si può articolare il rapporto tra il lavoratore e la forma previdenziale?. Fase di contribuzione e fase di accumulo dei contributi. Fase di erogazione e fase di decumulo dei contributi. Nessuna delle altre risposte è corretta. Fase di contribuzione e fase di erogazione dei contributi. Con riferimento alle fasi della previdenza complementare, indicare quale delle seguenti relazioni è corretta: nessuna delle altre risposte è corretta. se la fase di accumulo è caratterizzata da flussi in uscita per il lavoratore e in entrata per la forma previdenziale, la fase di decumulo è caratterizzata da flussi di segno. se la fase di accumulo è caratterizzata da flussi in entrata per il lavoratore e in uscita per la forma previdenziale, la fase di decumulo è caratterizzata da flussi dello stesso. se la fase di contribuzione è caratterizzata da flussi in uscita per il lavoratore, la fase di decumulo è caratterizzata da flussi in entrata per la forma previdenziale. Che cosa significa che con riferimento alla pensione complementare, il tasso di sostituzione ottimale dovrebbe essere pari almeno all’80%?. Che la pensione complementare dovrebbe sostituire l’80% della pensione obbligatoria. Che la pensione dovrebbe essere meno dell’80% del reddito da lavoro. Che la pensione complementare dovrebbe essere pari all’80% della pensione pubblica. Che la pensione dovrebbe essere almeno l’80% del reddito da lavoro. Come andrebbe misurata la pensione complementare?. In termini di tasso di inflazione. In termini di tasso di sostituzione. Nessuna delle altre risposte è corretta. In termini di ricchezza posseduta dal lavoratore. Come si chiama l’autorità alla quale spetta il compito di regolare il mercato della previdenza complementare?. Banca d'Italia. Banca d'Italia. Covip. Consob. Come si chiama il principio in base al quale è possibile trasferire la posizione previdenziale da una forma previdenziale all’altra, se sono soddisfatti i requisiti minimi di adesione?. Principio della volontarietà dell'adesione. Principio della libertà. Principio della portabilità. Principio dell'appartenenza. Come si chiama quel documento che ha lo scopo di fornire una stima ex-ante del tasso di copertura della forma previdenziale?. Progetto esemplificativo. Conto Economico. Nota informativa. Regolamento dei fondi. Come si chiama il principale documento che deve analizzare il lavoratore per scegliere la forma previdenziale?. La nota integrativa. Il regolamento del fondo. L'informativa. Il progetto esemplificativo. Come si chiama l’indicatore che serve a stimare i costi che graveranno sulla forma previdenziale?. Indicatore di Gestione dei Costi. Indicatore di Analisi dei Fondi. Indicatore Sintetico dei Costi. Nessuna delle altre risposte è corretta. Come si chiama l’Istituzione presso la quale è custodito il patrimonio del fondo pensione?. Commissione di vigilanza sui fondi pensione. Banca d’Italia. Banca depositaria. Consob. Come possono essere anche definiti i Fondi pensione negoziali?. Preesistenti. Aperti. Flessibili. Chiusi. Con riferimento ai fondi pensione negoziali, l’attuazione della politica di investimento e l’erogazione delle rendite è affidata: al responsabile del fondo. all'assemblea dei delegati. a soggetti terzi. al collegio dei sindaci. Con riferimento ai compiti ricoperti dal fondo chiuso e dai suoi organi, indicare quale delle seguenti affermazioni è corretta: provvedono direttamente all’investimento dei contributi (in fase di accumulo) ma non all’erogazione delle rendite (in fase di erogazione). non provvedono direttamente all’investimento dei contributi (in fase di accumulo) ma solo all’erogazione delle rendite (in fase di erogazione). provvedono direttamente sia all’investimento dei contributi (in fase di accumulo) che all’erogazione delle rendite (in fase di erogazione). non provvedono direttamente né all’investimento dei contributi (in fase di accumulo) né all’erogazione delle rendite (in fase di erogazione). Con riferimento ai compiti degli organi del fondo chiuso, quale delle seguenti NON può essere compiuta dal Consiglio di Amministrazione?. Nessuna delle altre risposte è corretta. Decisioni sull’investimento immobiliare. Erogazione delle rendite. Decisioni sui fondi chiusi. Quali sono le attività del fondo che il Consiglio di Amministrazione può esternalizzare individuando altre soggetti?. Solo l'outsourcing per il servizio di gestione amministrativa. Nessuna delle altre risposte è corretta. Solo la funzione di controllo interno. L'outsourcing per il servizio di gestione amministrativa e la funzione di controllo interno. Con riferimento ai fondi pensione negoziali, come avviene la scelta dei soggetti gestori?. Direttamente dal Consiglio di Amministrazione del fondo. Secondo modalità previste dal regolamento del fondo. Nessuna delle altre risposte è corretta. Secondo modalità che assicurino il massimo della trasparenza e tramite sollecitazione pubblica di offerta. I Fondi pensione negoziali sono uno strumento della: previdenza obbligatoria. previdenza integrativa. previdenza complementare. previdenza pubblica. I fondi pensione preesistenti prendono il nome di preesistenti perché: operavano antecedentemente all’emanazione del Decreto lgs. 124/1993. operavano antecedentemente all’emanazione del Decreto lgs. 58/1998. operavano antecedentemente all’istituzione della Covip. nessuna delle altre risposte è corretta. I fondi pensione preesistenti che NON sono dotati di personalità giuridica si chiamano: fondi pensione preesistenti aziendali. fondi pensione preesistenti autonomi. fondi pensione preesistenti esterni. fondi pensione preesistenti interni. I fondi pensione preesistenti che sono dotati di personalità giuridica si chiamano: fondi pensione preesistenti aziendali. fondi pensione preesistenti autonomi. fondi pensione preesistenti esterni. fondi pensione preesistenti interni. I fondi pensione preesistenti che NON sono dotati di personalità giuridica si chiamano: fondi pensione preesistenti autonomi. fondi pensione preesistenti esterni. fondi pensione preesistenti aziendali. fondi pensione preesistenti interni. Da chi viene nominato il Responsabile del fondo pensione aperto?. Dal Collegio sindacale. Dalla Banca depositaria. Dal Consiglio di Amministrazione del gestore. Dalla Covip. Quali sono gli organi sui quali si basa il modello di governance del fondo pensione aperto?. Responsabile del fondo, Banca depositaria e Organismo di sorveglianza. Banca depositaria e Consiglio di Amministrazione del gestore. Gestori delle rendite, Covip e Consiglio di Amministrazione del gestore. Nessuna delle altre risposte è corretta. Quali soggetti possono aderire ai fondi pensione aperti?. Nessuna delle altre risposte è corretta. Solo soggetti che svolgono attività di lavoro. Anche soggetti che non svolgono attività di lavoroi. Solo i lavoratori pensi. I Piani Individuali Pensionistici (PIP) o Formule Individuali Pensionistiche (FIP) sono forme complementari attuate mediante: contratti di assicurazione sulla morte. contratti di finanziamento. contratti di investimento mobiliare. contratti di assicurazione sulla vita. Che cosa si intende per Piani individuali pensionistici PIP “nuovi”?. Sono PIP conformi al Decreto lgs. 252/2005 e iscritti all’Albo tenuto dalla COVIP. Sono PIP di nuova costituzione. Sono PIP conformi al Decreto lgs. 252/2005 ma che non risultano iscritti all’Albo tenuto dalla COVIP. Sono PIP relativi a contratti stipulati fino al 31.12.2006 per i quali l’impresa di assicurazione non abbia provveduto agli adeguamenti del Decreto lgs. 252/2005. Il modello di governo dei piani individuali pensionistici è riconducibile a quello dei fondi pensione aperti, ma se ne differenzia in alcuni aspetti. Quale delle seguenti condizioni non è esatta?. Non è previsto l’Organismo di sorveglianza. Il Responsabile del piano individuale è investito di maggiori responsabilità di controllo nell’interesse dei lavoratori. E' previsto l’Organismo di sorveglianza. Le situazioni di conflitto di interessi possono essere numerose. Nell’ambito dei dei piani individuali pensionistici, la gestione delle risorse NON può avvenire mediante la sottoscrizione di: polizze di responsabilità civile. polizze di ramo III limitatamente alle unit linked. polizze di ramo I. polizze che prevedono la divisione della posizione individuale su una gestione separata e su uno o più fondi interni. Con riferimento alla gestione delle risorse dei PIP, essa NON può avvenire mediante la sottoscrizione di: polizze di ramo I. polizze di ramo III limitatamente alle index linked. polizze di ramo III limitatamente alle unit linked. polizze che prevedono la divisione della posizione individuale su una gestione separata e su uno o più fondi interni. Che cosa si intende per Piani individuali pensionistici PIP “vecchi”?. Sono PIP relativi a contratti stipulati fino al 31.12.2006 per i quali l’impresa di assicurazione non abbia provveduto agli adeguamenti del Decreto lgs. 252/2005. Sono PIP che non risultano iscritti all’Albo tenuto dalla COVIP. Sono PIP conformi al Decreto lgs. 252/2005 e iscritti all’Albo tenuto dalla COVIP. Sono PIP relativi a contratti scaduti. Con riferimento alla previdenza complementare, da cosa è rappresentato il risultato della gestione?. Dalle attività della gestione previdenziale. Dalla Variazione dell'Attivo Netto Destinato alle Prestazioni. Nessuna delle altre risposte è corretta. Dalle passività della gestione previdenziale. Con riferimento all’istituzione delle forme pensionistiche complementari, le forme istituite dagli intermediari finanziari mediante un Regolamento istitutivo cui corrisponde l’individuazione di un patrimonio separato e autonomo prendono il nome di: Forme chiuse. Forme individuali. Forme collettive. Forme aperte. Con riferimento all’istituzione delle forme pensionistiche complementari, le forme istituite attraverso la stipula di accordi da soggetti appartenenti al mondo del lavoro privato o pubblico e diversi dagli intermediari finanziari prendono il nome di: Forme chiuse. Forme individuali. Forme collettive. Forme aperte. Le forme previdenziali variano a seconda dei soggetti che le istituiscono. Se l’istituzione è fatta da soggetti diversi dagli intermediari finanziari, la forma previdenziale prende la forma: di soggetto privato. del patrimonio di destinazione all’interno del soggetto istitutore. dell’associazione o lo status di persona giuridica. di fondo pensione. Le forme previdenziali variano a seconda dei soggetti che le istituiscono. Se l’istituzione è fatta dagli intermediari finanziari, la forma previdenziale prende la forma: di persona giuridica. dell’associazione. del patrimonio di destinazione all’interno del soggetto istitutore. di fondo pensione. |





