esame vigili del fuoco
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![]() esame vigili del fuoco Description: domande dalla 1 alla 20 |



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La prestazione di un estintore, cioè la “grandezza dell’incendio” che è in grado di estinguere. È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell’incendio è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B). Dipende dall’abilità dell’utilizzatore. È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza. Un liquido “infiammabile” (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità. È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità. La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità. Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5. Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali. Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali. Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale. Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente. all'intercettazione della fuga di gas. allo spegnimento con acqua. allo spegnimento con schiuma. Gli estintori portatili a base d’acqua sono idonei all’utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche. Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se superano la “prova dielettrica”prevista dalla norma sugli estintori UNI 31 -7. Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro. No, mai. la potenza termica è. la quantità di calore che una sorgente d'ignizione è in grado di assorbire. la quantità di calore che un combustibile è in grado di trasferire. la quantità di calore per unità di tempo che una sorgente d'ignizione è in grado di trasferire. Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio. Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione. Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF. No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare. Nell’ambito dell’organizzazione del sistema di esodo, per “Luogo sicuro temporaneo” intendiamo. Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d’incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l’esodo. Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d’incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano;. Uno spazio a “cielo libero” (cortile, ….). I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore. Si, la manutenzione di tali presidi, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento. Per i presidi antincendio non è necessaria effettuare la manutenzione ai fini della sicurezza antincendio. No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell’efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d’arte. Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto “Testo Unico Sicurezza Lavoratori”, il seguente cartello. E’ un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l’ubicazione di una lancia antincendio “idrante”. È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio. E’ un cartello di divieto, che vieta l’utilizzo di acqua sull’incendio. La gestione dell’emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche. Si, la gestione dell’emergenza deve essere preparata durante l’esercizio ordinario dell’attività e oggetto di specifiche prove periodiche. No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori. No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l’emergenza. Le vie di esodo sono una misura di. Protezione passiva. Protezione attiva. Prevenzione. La mitigazione del “rischio di incendio” è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione. di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d’arte …) e di protezione (es: a installazione estintori, idranti, …). di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali). di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d’arte …), di protezione (es:installazione estintori, idranti, …) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali). Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio (A, B, D). No, a seconda della tipologia assumono comportamenti notevolmente diversi, alcune sono adatte per fuochi di classe A e B altre sono idonee per i fuochi di classe D. No, le polveri sono efficaci solo per i fuochi di classe A. si. Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali,. Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali. No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l’eventuale presenza di persone con esigenze speciali. Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo. Il punto di installazione di un estintore portatile. Il punto di installazione di un estintore carrellato. ll locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio. Nell’ambito dell’organizzazione del sistema di esodo, l’“esodo per fasi” da un’opera di costruzione è 187. modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l’evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l’evacuazione del compartimento di primo innesco. modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l’incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro. La misura antincendio “reazione al fuoco”. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell’incendio, con l’obiettivo di limitare la propagazione dell’incendio. È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio. Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento. inibizione chimica. tutti i parametri indicati negli altri due punti. Per ottenere lo spegnimento dell’incendio si può ricorrere all’esaurimento del combustibile, che consiste. Nell’allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d’incendio;. Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria;. Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione. presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell’incendio sono. gli estintori d’incendio e gli impianti di protezione attiva contro l’incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …). Solo gli estintori. Solo gli impianti di protezione attiva contro l’incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler. l'ascensore antincendio è. un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio. un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l’evacuazione di emergenza degli occupanti. un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento. La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell’attività (cantieri). rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l’insorgere di incendi. sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio. La pianificazione e gestione dei lavori all’interno dei luoghi di lavoro non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio. A seguito di una reazione di combustione si ha produzione di. gas e fumi. calore, fiamme, gas e fumi. calore, fiamme e vapore acqueo. La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura. si. No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento. Nell’evoluzione di un incendio la fase propagazione. Nell’evoluzione di un incendio la fase propagazione. è caratterizzata dal coinvolgimento nella combustione di oggetti combustibili presenti nelle vicinanze della zona di innesco e con aumento rapido della temperatura e dell’energia di irraggiamento. È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagano delle fiamme a tutto il volume disponibile con brusco incremento della temperatura (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione. è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d’incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni. Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio. Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF. No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare. si , in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell’emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell’emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell’evacuazione. La Resistenza al fuoco rappresenta. la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale. la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …). Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente. La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell’innesco/sorgente di calore. La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco. Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto “Testo Unico Sicurezza Lavoratori”, i cartelli di sicurezza di forma “quadrata o rettangolare”, con pittogramma bianco su fondo verde sono. Segnali di salvataggio. Segnali di prescrizione. segnali di divieto. Ai fini dell’identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo. Luogo sicuro, punto di ritrovo. Spazio calmo, attesa dei soccorritori. Via di esodo. Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza. Emette fumi. Reagisce con altre sostanze. È più facilmente infiammabile in presenza di innesco. combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all’aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all’aria è maggiore di 0.8 (es. GPL, acetilene,ecc.). se la densità relativa all’aria è minore di 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all’aria è maggiore di 1.0. Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste. Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili. No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l’incarico di addetti antincendio. No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000. Tra le misure di “Operatività Antincendio” rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell’attività, compresi gli impianti di sicurezza. Si, e si attua, ad esempio, mediante l’ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante. No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell’attività e controllare o arrestare gli impianti dell’attività. No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell’attività, compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell’attività. Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica. una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica. una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica b. Con il termine “manutenzione” dei presidi antincendio intendiamo 129. un’operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti,attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio. un’operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio. Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti. Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è 289. L’organizzazione della risposta all’emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto, …). L’organizzazione della risposta all’emergenza sviluppata e implementata sulla base dell’esperienza del Datore di Lavoro. L’organizzazione della risposta all’emergenza mediante la redazione delle procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro. La progettazione e realizzazione a regola d’arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, eccc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi. Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione. No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio. La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell’attività lavorativa. La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico. Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri. Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg. Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg. |




