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fondamenti 16-29

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fondamenti 16-29

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fondamenti 16 29

Creation Date: 2026/05/18

Category: Others

Number of questions: 70

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Quale implicazione educativa caratterizza, in molti casi, la condizione del “bambino in provetta”?. L’ampliamento delle esperienze infantili attraverso il confronto con l’imprevedibilità e l’originalità. La valorizzazione della dimensione corporea nell’educazione del bambino. L’esposizione a un’educazione iperprotettiva, che può generare dipendenza dalle figure adulte e difficoltà nell'elaborare strategie d'azione e meccanismi di difesa. L’elaborazione autonoma di strategie di azione e meccanismi di difesa.

Che cosa si intende per maternità sostitutiva?. La possibilità per una donna di adottare un bambino nato da un'altra coppia. La donazione volontaria di ovociti senza coinvolgimento gestazionale. La semplice assistenza medica durante la gravidanza di un'altra donna. La pratica in cui una donna porta avanti una gravidanza per conto di una coppia che non può generare naturalmente.

Come viene descritto il modello di infanzia dei cosiddetti bambini artificiali?. Come fondato sul recupero della normalità tipica di ogni nascita. Come segnato da una perdita di ordinarietà legata alla normalità della nascita umana. Come caratterizzato da un aumento di spontaneità nelle esperienze quotidiane. Come definito da una forte continuità con le forme tradizionali di nascita.

Quale criticità pedagogica può derivare dalla selezione intenzionale delle caratteristiche del nascituro?. La riduzione delle pressioni educative perché il bambino risponde meglio ai modelli prefissati. Il rischio che il bambino venga pensato come prodotto da modellare, generando iper‑programmazione educativa, aspettative rigide e una nevrosi fondata sul controllo. La costruzione spontanea di un'identità più stabile grazie alla corrispondenza tra desideri dei genitori e caratteristiche del figlio. La possibilità di garantire automaticamente un percorso educativo più equilibrato grazie alla scelta preventiva dei tratti genetici.

Quale rischio educativo è associato alla maternità surrogata?. La riduzione dei bisogni affettivi grazie alla presenza di più figure adulte. La tendenza del neonato a non sviluppare alcun legame affettivo nei primi mesi di vita. La possibilità che il neonato viva una precoce espropriazione affettiva. La certezza che il neonato riconosca immediatamente la madre sociale come unica figura di riferimento.

Che cosa caratterizza la “discrepanza ottimale” nel processo di apprendimento?. Una situazione in cui l'evento è identico alle previsioni cognitive e non richiede aggiustamenti. Un equilibrio tra evento reale e anticipazioni cognitive che stimola una ristrutturazione senza generare confusione o frustrazione. Una conferma totale delle aspettative del bambino che rafforza gli schemi già esistenti. Una distanza troppo grande tra esperienza e schemi cognitivi che produce disorientamento.

Perché l'immagine del bambino proposta dal costruttivismo si distacca radicalmente da quella del comportamentismo classico?. Perché il comportamentismo riteneva che l'apprendimento dipendesse dalla discrepanza ottimale tra evento reale e anticipazioni cognitive. Perché il comportamentismo descriveva il bambino come un semplice recettore passivo di stimoli, un “vaso vuoto da riempire”. Perché il comportamentismo sosteneva che il bambino costruisce significati attraverso schemi cognitivi progressivamente più integrati. Perché il comportamentismo attribuiva al bambino competenze intuitive complesse già nella prima infanzia.

Secondo Munari, quale caratteristica definisce il bambino nella concezione psico-pedagogica di Piaget?. È una copia incompleta dell’adulto, con competenze limitate e tratti immaturi. È un individuo con tratti prevedibili e competenze acquisite per imitazione. È un soggetto con tratti marginali e competenze parziali, da sviluppare attraverso l’educazione formale. È un individuo a sé, con caratteri propri e originali, ricco di tratti sorprendenti e competenze inaspettate.

Quale tra le seguenti immagini di bambino è coerente con la visione del costruzionismo pedagogico?. Un soggetto che apprende osservando gli adulti e ripetendo le loro azioni senza modifiche significative. Un individuo che costruisce attivamente le proprie categorie di pensiero attraverso l’interazione con il mondo. Un soggetto passivo che attende la trasmissione del sapere da parte dell’adulto. Un essere che apprende principalmente attraverso codici simbolici imposti dalla cultura.

Qual è l'assunto centrale del costruzionismo pedagogico?. La mente riceve passivamente cognizioni dall'adulto. La conoscenza è una semplice registrazione del reale. L'apprendimento consiste nell'accumulo di nozioni. Il soggetto costruisce attivamente la conoscenza.

Quale valore educativo possono assumere le routine quotidiane e i momenti di gruppo. Un contesto che riduce le possibilità di interazione spontanea. Un insieme di azioni ripetitive prive di significato formativo. Un’occasione per sviluppare linguaggio, competenze sociali e partecipazione attiva. Un tempo neutro che non incide sulle relazioni tra pari.

Quale implicazione pedagogica deriva dal punto di vista bruneriano?. Evitare materiali visivi per non interferire con la rappresentazione mentale. Limitare il gioco simbolico per privilegiare attività di tipo logico‑sequenzial. Concentrare l'apprendimento esclusivamente su attività motorie e percettive. Organizzare attività e spazi che favoriscono l'uso di simboli, immagini e narrazioni per strutturare conoscenze e comunicare esperienze.

Quale principio pedagogico caratterizza la scoperta guidata?. Un accompagnamento con interventi minimi che stimolano curiosità e osservazione. Un affidamento totale alla spontaneità del bambino. Un affidamento totale alla spontaneità del bambino. Un controllo costante da parte dell’adulto in ogni fase dell’attività.

Quale ricaduta educativa caratterizza il punto di vista vygotskijano e neovygotskijano?. Sostituire il bambino nelle attività complesse per garantirne la riuscita. Ridurre le interazioni tra bambini per evitare conflitti. Limitare il linguaggio descrittivo per non interferire con l'autonomia. Trasformare routine e interazioni sociali in occasioni educative, con l'educatore che agisce come mediatore culturale.

Trasformare routine e interazioni sociali in occasioni educative, con l'educatore che agisce come mediatore culturale. Limitare l'accesso ai materiali per evitare che il bambino costruisca ipotesi errate. Predisporre ambienti che favoriscono esplorazione autonoma, scoperta guidata e manipolazione di oggetti. Privilegiare attività simboliche rispetto a quelle motorie e sensoriali. Proporre attività frontali per trasmettere concetti in modo diretto.

Quale funzione educativa svolge il materiale didattico secondo la prospettiva piagetiana?. Viene utilizzato per evitare che il bambino commetta errori durante l'apprendimento. Serve principalmente a rendere più attraenti le attività senza incidere sui processi cognitivi. Agisce come dispositivo epistemico che permette al bambino di manipolare, esplorare, verificare e correggere, favorendo il controllo dell'errore e la costruzione di strutture cognitive più stabili. Ha la funzione di supportare la memorizzazione dei contenuti trasmessi dall'adulto.

Quale ruolo pedagogico assume l'educatore nella prospettiva piagetiana?. Sostituire il bambino nei processi di scoperta per garantirne la riuscita. Limitare l'esplorazione per evitare errori cognitivi. Predisporre situazioni che stimolino il bambino a costruire attivamente la conoscenza. Trasmettere contenuti già organizzati in modo lineare.

Quale formazione caratterizza l'impostazione originaria di Piaget?. Una formazione filosofica basata sulla teoria della conoscenza morale. Una formazione psicopedagogica centrata sull'educazione infantile. Una formazione di naturalista e biologo, orientato ai problemi epistemologici. Una formazione clinica fondata sull'osservazione terapeutica.

Quale tra le seguenti affermazioni descrive correttamente il concetto di “bambino epistemico” attribuito a Piaget?. Il bambino costruisce attivamente la propria conoscenza attraverso l’esperienza e l’interazione con l’ambiente. Il bambino dipende completamente dai pari per sviluppare le proprie capacità cognitive. Il bambino è un soggetto passivo che riceve informazioni dagli adulti. Il bambino apprende esclusivamente tramite l’insegnamento diretto dell’adulto.

Secondo Piaget, quale processo costituisce la base della costruzione della conoscenza nel bambino?. L’equilibrio dinamico tra assimilazione e accomodamento, fondato sull’equilibrazione maggiorante. L’adattamento graduale a stimoli esterni attraverso l’imitazione. La ripetizione di schemi mentali trasmessi dall’ambiente educativo. L’alternanza passiva tra assimilazione e accomodamento.

A che cosa deve essere orientato l'intervento educativo secondo la prospettiva piagetiana?. A sostituire l'attività autonoma con spiegazioni immediate. A imporre al bambino operazioni logiche non ancora elaborabili. A trasmettere dall'esterno forme di pensiero già organizzate. A sostenere la crescita delle operazioni mentali, favorendo l'emergere di strutture cognitive sempre più complesse, coerenti e reversibili.

Quale compito assume l'educatore nella prospettiva piagetiana?. Stabilire regole rigide per guidare l'esperienza del bambino. Predisporre un ambiente didattico adeguato che permetta al bambino di compiere operazioni logiche reversibili e verificabili. Predisporre un ambiente didattico adeguato che permetta al bambino di compiere operazioni logiche reversibili e verificabili. Imporre dall'esterno forme di pensiero già organizzate.

Quale criticità emerge nell'impostazione piagetiana rispetto alla comprensione dell'esperienza infantile?. L'idea che l'educazione possa anticipare lo sviluppo attraverso stimolazioni mirate, incidendo in modo significativo sulle strutture cognitive. La concezione dell'insegnante come figura che interviene direttamente per organizzare le operazioni mentali e guidare la costruzione dei significati. La riduzione dell'educazione a un processo di costruzione logica, trascurando dimensioni emotive, relazionali e valoriali. L'attribuzione prioritaria alla relazione educativa come spazio di incontro, dialogo e costruzione condivisa di significati, con un ampliamento della variabile culturale.

Quale limite emerge dalla concezione piagetiana secondo cui l’educazione può solo seguire lo sviluppo?. Una definizione differenziata dei tempi educativi indipendentemente dall'età. Una riduzione del ruolo trasformativo dell’educazione. Una possibilità di anticipare stabilmente gli stadi di sviluppo attraverso interventi mirati. Una dipendenza totale dello sviluppo dalle variabili culturali.

Quale carattere presentano le finalità ultime individuate da Piaget nell’educazione dell'infanzia?. Una priorità degli aspetti sociali rispetto a quelli cognitivi. Una centralità delle variabili culturali. Una prevalenza di obiettivi emotivi e affettivi. Una natura prevalentemente cognitiva.

Quali sono i quattro criteri indicati da Piaget per descrivere uno stadio di sviluppo cognitivo?. Gerarchizzazione, strutturazione, universalità, livello di prestazione. Gerarchizzazione, integrazione, ordine invariabile, maturazione. Gerarchizzazione, integrazione, strutturazione, equilibrazione. Strutturazione, ordine variabile, equilibrazione, riferimento sociale.

Quale conquista caratterizza il periodo senso‑motorio?. L'uso di operazioni mentali logiche. Il superamento dell'egocentrismo cognitivo. La capacità di ragionare su concetti non direttamente legati all'esperienza concreta. La permanenza dell'oggetto.

Quale descrizione corrisponde al principio di gerarchizzazione degli stadi di sviluppo?. La progressione degli stadi dipende dalla coordinazione interna che estende l'applicazione di un'operazione mentale a campi diversi. La successione degli stadi è determinata dalla risoluzione dinamica di tensioni tra desideri dei bambini e regole imposte dall'adulto. L'ordine con cui si succedono gli stadi è costante e invariante, ogni fase rappresenta un prerequisito necessario per la successiva e nessuna accelerazione esterna può sostituire la maturazione interna delle strutture mentali. La costruzione degli stadi si basa su strutture cognitive organizzate che funzionano o non funzionano sulla base degli stimoli ricevuti dal contesto.

Quale caratteristica definisce il pensiero nel periodo preoperatorio?. La capacità di formulare ipotesi complesse. La presenza di egocentrismo cognitivo che rende difficile considerare il punto di vista degli altri. La gestione di concetti di conservazione, reversibilità e classificazione. La possibilità di decentrarsi dal proprio punto di vista.

Quale funzione svolgono i quattro criteri individuati da Piaget nella definizione degli stadi di sviluppo cognitivo?. Definiscono le competenze sociali richieste per il passaggio allo stadio successivo. Permettono di valutare il livello linguistico del bambino in contesti educativi. Consentono di descrivere la logica interna di ogni stadio e la sua progressione verso forme più complesse di pensiero. Stabiliscono le differenze tra sviluppo cognitivo e sviluppo emotivo.

Quale idea esprime Vygotskij riguardo al rapporto tra pensiero e affettività?. L’affettività ostacola la formazione dei concetti. Il pensiero si sviluppa indipendentemente dalle dimensioni emotive. Il pensiero è sempre intrecciato a emozioni, motivazioni e valori. Le emozioni intervengono solo negli stadi avanzati dello sviluppo cognitivo.

Quale ruolo attribuisce Vygotskij al linguaggio?. Un ruolo fondamentale per la formazione delle funzioni mentali superiori. Una funzione strumentale che esprime ciò che il bambino ha già compreso. Una funzione marginale rispetto all'attività cognitiva. Un ruolo limitato e privo di funzione reale.

Quale posizione assume Vygotskij rispetto alla natura del pensiero infantile?. Il bambino costruisce il pensiero principalmente attraverso strutture cognitive innate. Il bambino sviluppa il pensiero indipendentemente dalle relazioni sociali. Il bambino è fin dall'inizio immerso in relazioni sociali che modellano il suo pensiero. Il bambino è chiuso in un mondo mentale autoreferenziale.

Quale interpretazione del rapporto tra apprendimento e sviluppo emerge dalla prospettiva vygotskijana?. L'apprendimento è un semplice effetto dello sviluppo e non può anticiparne le tappe. Lo sviluppo precede l'apprendimento e determina la possibilità di acquisire nuove conoscenze. L'apprendimento stimola e anticipa lo sviluppo, diventando un fattore autonomo di crescita che attiva processi che da soli non emergerebbero. Lo sviluppo mentale segue leggi interne universali indipendenti dall'apprendimento.

Quale differenza fondamentale distingue Piaget e Vygotskij nel rapporto tra apprendimento e sviluppo?. L’apprendimento deve sempre seguire lo sviluppo già maturato. Lo sviluppo cognitivo è indipendente da ogni forma di apprendimento. L’apprendimento coincide con la maturazione biologica senza influenze esterne. L’apprendimento può precedere e stimolare lo sviluppo, anticipandolo.

Quale funzione svolge l’insegnamento quando opera nella zona prossimale di sviluppo?. Trasmette contenuti senza incidere sui processi cognitivi. Stabilizza competenze già pienamente acquisite. Riduce la necessità di interazione tra adulto e bambino. Genera nuove possibilità di crescita e uno spazio di sviluppo futuro.

Genera nuove possibilità di crescita e uno spazio di sviluppo futuro. La distanza tra ciò che il bambino può fare da solo e ciò che può fare con l'aiuto di un altr. Il livello massimo di autonomia raggiungibile senza supporto. Lo spazio in cui il bambino lavora esclusivamente in modo indipendente. La capacità di risolvere compiti già consolidati.

Quale idea sostiene l’approccio socio‑interazionista nel giustificare il rapporto educativo?. l'educazione trova senso nelle interazioni sociali che rendono possibile lo sviluppo. L’apprendimento dipende principalmente dalla maturazione biologica individuale. Il rapporto educativo è fondato sulla trasmissione unidirezionale di contenuti. La relazione educativa è efficace solo quando avviene in assenza di influenze sociali.

Quale funzione assume l'imitazione nella prospettiva vygotskijana?. Un meccanismo riproduttivo privo di valore cognitivo. Un processo attivo di appropriazione. Una semplice copia passiva. Un comportamento spontaneo senza relazione con lo sviluppo.

Quale significato assume l'entropatia nella reinterpretazione fenomenologica della zona di sviluppo prossimale?. La costruzione di un rapporto educativo fondato sulla programmazione intenzionale orientata all'organicità epistemologica. La sospensione del giudizio e la capacità dell'educatore di mettersi nei panni dell'altro. La distanza ottimale tra capacità indipendente e capacità assistita. La descrizione dell'imitazione come processo passivo di registrazione di informazioni.

Come viene interpretata l'idea che lo sviluppo segua l'apprendimento secondo Vygotskij?. Come indicazione che l'apprendimento è efficace solo quando le funzioni sono già consolidate. Come possibilità di avviare l'istruzione prima della completa maturazione delle funzioni psichiche. Come conferma che l'età prescolare non richiede alcuna fase preparatoria nelle attività complesse. Come necessità di attendere la piena maturazione prima di iniziare qualsiasi attività educativa.

Quale carattere distingue l’apprendimento “spontaneo‑reattivo” nell’età prescolare?. La totale assenza di motivazioni legate all’esperienza concreta. La prevalenza esclusiva di attività simboliche astratte. La piena padronanza dei concetti scientifici già strutturati. La coesistenza tra interessi spontanei e tensioni verso apprendimenti più compless.

Qual è l'obiettivo dell'educazione prescolastica nella prospettiva vygotskijana?. Sostituire i concetti spontanei con contenuti disciplinari avanzati. Rendere coerente il passaggio dai concetti spontanei ai concetti scolastici formalizzati. Eliminare le rappresentazioni ingenue del bambino. Anticipare la formalizzazione completa delle discipline.

Come deve procedere l'insegnante/educatore per sostenere il passaggio verso i concetti scientifici maturi?. Ignorare la conoscenza ingenua del bambino per evitare interferenze con l'apprendimento scolastico. Presentare direttamente concetti scolastici formalizzati senza considerare le rappresentazioni ingenue del bambino. Partire dalle rappresentazioni ingenue del bambino per guidarlo verso concetti scientifici maturi. Introdurre contenuti isolati senza collegamento con le rappresentazioni del bambino.

Quale processo descrive la funzione della prossimalità nella continuità educativa prescolastica?. La presentazione di contenuti non collegati che non richiedono il passaggio dai concetti spontanei ai concetti scolastici. La facilitazione della convergenza tra conoscenza ingenua e rappresentazione scientifica attraverso la guida dell'insegnante/educatore. La sostituzione dei concetti spontanei con contenuti scolastici formalizzati senza considerare la continuità educativa. L'introduzione precoce di concetti scientifici maturi indipendentemente dalle rappresentazioni ingenue del bambino.

Quale descrizione riflette la posizione di Bruner sulle due modalità fondamentali di pensiero. Il pensiero paradigmatico sostituisce progressivamente il pensiero narrativo. Il pensiero narrativo è una forma preliminare destinata a essere superata dal pensiero paradigmatico. La distinzione tra pensiero paradigmatico e pensiero narrativo non implica una gerarchia, ma una complementarità funzionale. La distinzione tra pensiero paradigmatico e pensiero narrativo stabilisce una gerarchia tra forme di pensiero.

Come viene descritto il bambino nella prospettiva bruneriana?. Un soggetto capace di costruire significati e di partecipare alla vita culturale. Un ricettore passivo di informazioni provenienti dall'ambiente. Un soggetto che può interpretare il mondo solo dopo la piena formalizzazione delle competenze. Un individuo che apprende solo attraverso strutture cognitive innate.

Quali modalità fondamentali di pensiero distingue Bruner?. Il pensiero analogico e il pensiero deduttivo. Il pensiero paradigmatico e il pensiero narrativo. Il pensiero percettivo e il pensiero motorio. Il pensiero intuitivo e il pensiero simbolico.

Quale carattere distintivo presenta il lavoro di Bruner sul piano teorico?. La focalizzazione esclusiva sui processi biologici dello sviluppo. L’adozione di un modello rigidamente innatista. Lo studio della mente infantile tramite osservazioni comportamentali. L’integrazione di contributi provenienti da psicologia culturale, antropologia, linguistica, cibernetica ed etologia.

Quale posizione assume Bruner riguardo allo sviluppo delle funzioni psichiche superiori?. Il contesto culturale ha un ruolo marginale rispetto ai meccanismi maturativi. Lo sviluppo dipende unicamente da predisposizioni biologiche innate. Lo sviluppo è inseparabile dal contesto culturale e non può essere spiegato da un innatismo radicale. Le funzioni superiori emergono spontaneamente senza mediazioni sociali o culturali.

Quale processo descrive la funzione della forma dialogica nelle prime interazioni tra adulto e neonato?. L'attribuzione di uno statuto di soggetto mentale al bambino da parte dell'adulto, che orienta l'interazione, offre una struttura di significato e guida progressivamente il bambino a riconoscere sé stesso e l'altro come portatori di stati mentali, avviando la costruzione dell'intersoggettività. L'adattamento dell'adulto ai comportamenti del bambino senza attribuirgli intenzioni o stati mentali. La costruzione di scambi comunicativi basati su risposte automatiche e meccanismi di stimolo‑risposta. La trasmissione di istruzioni verbali che sostituiscono le competenze non ancora sviluppate dal bambino.

Quale funzione svolgono gli “a‑priori sintattici” descritti da Bruner?. Rappresentano regole grammaticali innate indipendenti dall’interazione. Costituiscono strutture linguistiche e cognitive di base che sostengono il passaggio dal dialogo sociale al linguaggio interiore. Descrivono abilità logiche che emergono solo in età scolare. Indicano schemi narrativi che si sviluppano anche senza costante mediazione culturale.

Quale idea caratterizza la concezione antropologica di Bruner?. L’individuo costruisce il proprio pensiero in modo isolato dal contesto. L’essere umano è sempre in relazione con cultura, strumenti, pratiche e linguaggi che modellano lo sviluppo. La cultura interviene solo nelle fasi avanzate della crescita. Lo sviluppo cognitivo dipende esclusivamente da fattori biologici.

Come viene definito il termine “utensile” nella prospettiva bruneriana?. Ha una valenza estensiva che comprende strumenti tecnici, strumenti mentali, abilità personali e linguaggi. Un supporto esterno che non include linguaggi o strumenti mentali. Un insieme di strumenti tecnici utilizzati per ampliare le capacità motorie. Un dispositivo materiale che non coinvolge abilità personali.

Quale tecnologia è considerata da Bruner la più potente?. Gli strumenti grafici. Il linguaggio. Le abilità motorie. Le protesi tecniche.

Come viene definita la deprivazione culturale nella prospettiva bruneriana?. Una difficoltà individuale nella memorizzazione di contenut. Una carenza di interazione tra il bambino e la cultura di origine. Una mancanza innata di abilità cognitive. Un ritardo nella maturazione biologica.

Quale caratteristica distingue la deprivazione culturale da un semplice deficit cognitivo secondo Bruner?. È una mancanza di cognizioni astratte che il bambino non può acquisire. È un limite individuale che non dipende dal contest. Non è un vuoto interno, ma un'interruzione del dialogo tra il bambino e la sua comunità culturale. È una difficoltà nel comprendere concetti scientifici.

Quale descrizione riflette la progressione dello sviluppo intellettuale indicata da Bruner?. Un percorso in cui il bambino utilizza fin dall'inizio concetti astratti senza ricorrere a immagini o azioni. Una sequenza che va dall'azione alla rappresentazione iconica e infine a quella simbolica. Una sequenza che procede direttamente dai sistemi simbolici all'azione senza passare per la rappresentazione iconica. Una progressione che considera la rappresentazione iconica come fase conclusiva dello sviluppo intellettuale.

Quale obiettivo persegue la teoria dell’istruzione proposta da Bruner?. Limitare l’istruzione alla trasmissione di contenuti senza attenzione ai processi cognitivi. Sostituire il pensiero narrativo con procedure formali e sequenziali. Promuovere un modello educativo centrato esclusivamente su procedure logico‑analitiche, ritenute sufficienti a spiegare l’intero funzionamento cognitivo e a guidare tutte le attività di apprendimento formale. Costruire una cultura dell’educazione coerente con il modo in cui la mente apprende e integra pensiero narrativo e paradigmatico.

Quale funzione svolge la narrazione nella prospettiva di Bruner. Rappresenta un’attività accessoria rispetto ai processi cognitivi principali. Si limita a descrivere eventi senza influire sulla comprensione dell’esperienza. Sostituisce il pensiero logico‑analitico nelle prime fasi dello sviluppo. E' uno strumento della mente che permette di creare significato e costruire identità.

Quale descrizione riflette la concezione bruneriana della predisposizione ad apprendere?. Una capacità che dipende esclusivamente dalle abilità cognitive individuali del bambino. Una disposizione che non è un tratto innato immutabile, ma può essere coltivata attraverso attività che stimolano la curiosità. Una disposizione che si sviluppa spontaneamente senza bisogno di attività progettate o di un ambiente educativo. Una caratteristica innata immutabile che non può essere modificata dalle esperienze educative.

La didattica deve interrogarsi sulla natura dei saperi e sulle modalità per renderli accessibili; quale ruolo assume l’insegnante in questa prospettiva?. L’insegnante privilegia la trasmissione frontale come modalità principale di accesso ai saperi. L’insegnante diventa un costruttore di ambienti culturali che rendono i saperi accessibili. L’insegnante organizza attività standardizzate senza considerare la struttura profonda dei contenuti. L’insegnante si limita a riprodurre fedelmente i contenuti disciplinari senza modificarli.

Come viene descritta la scuola nella prospettiva bruneriana?. Un luogo di trasmissione unidirezionale di informazioni. Un contesto in cui gli studenti ricevono significati precosituiti. Un luogo di costruzione collaborativa di prodotti culturali. Un ambiente centrato sulla ripetizione meccanica dei contenuti.

04. Quale ruolo assume la dimensione dialogica e negoziale dell'apprendimento?. Una modalità utile solo nelle attività non disciplinari. Un ruolo centrale, perché i significati non sono trasmessi ma costruiti attraverso l'interazione. Una funzione accessoria rispetto alla trasmissione dei contenuti. Un ruolo marginale, perché i significati sono già definiti dall'insegnante.

Quale principio esprime Bruner riguardo alla fruibilità della conoscenza?. La cultura può essere condivisa solo in contesti altamente specializzati e difficilmente adattabili ai diversi livelli di sviluppo. Cultura e conoscenza sono accessibili a tutti se rese comprensibili tramite strategie educative adeguate. La complessità dei contenuti rende inevitabile una selezione rigida delle conoscenze trasmissibili agli studenti. La possibilità di apprendere dipende principalmente dalla maturazione biologica e non dalla proposta didattica.

Quale trasformazione del ruolo docente è coerente con la prospettiva delle intelligenze multiple di Gardner?. L’insegnante utilizza attività standardizzate indipendentemente dalle differenze cognitive. L’insegnante privilegia la trasmissione frontale come modalità principale di insegnamento. L’insegnante applica una sequenza didattica uniforme per tutti gli studenti. L’insegnante progetta ambienti di apprendimento flessibili che valorizzano profili cognitivi differenti.

In quale modo l'idea di intelligenze multiple implica una trasformazione profonda dell'azione educativa?. Nel sostenere che la presenza di più intelligenze richiede un modello educativo uniforme per garantire equità. Nell' affermare che la pluralità delle intelligenze può essere ignorata senza conseguenze sulla progettazione didattica. Nel suggerire che la diversificazione educativa è necessaria solo quando le intelligenze risultano gerarchicamente organizzate. Nel riconoscere che, se le intelligenze sono molteplici, anche l'educazione deve diversificarsi per rispondere a forme diverse di competenza.

Come veniva interpretata l'intelligenza nella concezioni dominanti al tempo di Gardner?. Come una capacità situata all'interno di pratiche culturali. Come un insieme di competenze autonome e indipendenti. L'intelligenza è un tratto omogeneo che opera allo stesso modo in tutti i domini. Come un tratto stabile, misurabile e difficilmente modificabile.

Secondo la prospettiva di Gardner, come viene interpretata l’intelligenza?. Come una capacità astratta e indipendente dai contesti di vita. Come un insieme di abilità innate e immutabili nel tempo. Come una competenza situata che si manifesta nelle pratiche sociali e culturali. Come una sola abilità logico‑matematica misurabile tramite test.

Come vengono descritte le intelligenze secondo Gardner?. Come un tratto stabile e difficilmente modificabile. Come competenze autonome. Come una funzione unitaria regolata da un centro integratore. Come un'unica capacità generale.

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