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GENETICA parte 3

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GENETICA parte 3

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da lezione 25 a lezione 37

Creation Date: 2026/10/04

Category: Personal

Number of questions: 104

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Cos’è il transfer secondario?. Deposito diretto dal soggetto. Trasferimento indiretto tramite intermediario. Degradazione ambientale del DNA. Contaminazione di laboratorio.

Che differenza c’è tra scena primaria e secondaria?. Scena secondaria sempre irrilevante. Primaria: evento; secondaria: luoghi collegati con tracce. Primaria e secondaria coincidono. Primaria sempre interna, secondaria sempre esterna.

Cos’è una traccia biologica?. Reperto con DNA sempre integro. Campione già analizzato. Residuo biologico analizzabile a fini genetici. Materiale necessariamente umano.

Cosa può influenzare la quantità di DNA in una traccia?. Solo la dimensione del laboratorio. Numero di analisi sul campione. Superficie e durata del contatto. Solo la fase di PCR.

Quando l’interpretazione della traccia è corretta?. Se considero il trasferimento possibile. Se distinguo presenza da ruolo nell’evento. Tutte le altre risposte sono corrette. Se considero posizione e contesto.

In ambito forense, cos’è la scena del crimine?. Un sistema di spazi e relazioni con tracce rilevanti. Il solo punto del rinvenimento principale. Luogo privo di valore senza laboratorio. Area definita solo per prassi procedurale.

Cosa implica il principio di Locard?. Ogni contatto lascia sempre DNA identificabile. Scambio limitato ai fluidi visibili. Ogni contatto può generare scambio di materiale biologico. Scambio solo in presenza di lesioni.

Perché il DNA non prova da solo la colpevolezza?. Indica presenza biologica, non necessariamente azione. Perde sempre valore col tempo. Non consente identificazione individuale. È sempre dovuto a contaminazione.

Perché nel sopralluogo si utilizza un metodo sistematico di ricerca?. Riduzione dei prelievi effettuati. Uniformità dei profili genetici. Copertura completa e documentabile. Accelerazione delle analisi.

Quale rischio è associato all’uso del luminol sulla scena del crimine?. Modifica la traccia. Blocca la PCR. Elimina il DNA. Nessuna delle risposte è corretta.

Quando una traccia biologica è definita latente?. Presente in quantità minima. Degradata dall’ambiente. Non immediatamente visibile. Mista con altre matrici.

In quale situazione si utilizza correttamente la luce radente durante il sopralluogo?. Per confermare la presenza di DNA. Per aumentare la fluorescenza delle tracce biologiche. Per identificare la matrice della traccia. Per evidenziare irregolarità e depositi superficiali.

Cosa indica l’individuazione di una traccia biologica?. Localizzazione preliminare di una traccia. Attribuzione genetica del reperto. Identificazione certa della matrice. Conferma dell’origine umana.

Perché il sangue appare scuro sotto luce forense?. Per l’assenza di emissione luminosa propria. Per perdita del contrasto con il substrato. Per alterazione chimica dell’emoglobina. Per l’assorbimento della luce incidente.

Un segnale di fluorescenza osservato con ALS indica: Idoneità alla tipizzazione. Compatibilità fisica del materiale. Presenza certa di DNA. Origine umana della traccia.

Qual è la funzione delle luci forensi a sorgente alternata (ALS)?. Evidenziare aree compatibili. Identificare la matrice. Confermare la presenza di DNA. Distinguere umano e animale.

Il test RSID-Semen è progettato per riconoscere principalmente: Uromodulina. Semenogelina. α-amilasi. Fosfatasi acida.

I test immunocromatografici basati su PSA/p30 rilevano una proteina prodotta da: Vescicole seminali. Epididimo. Vescica urinaria. Ghiandola prostatica.

Il test allo iodio-amido e il Phadebas test sono considerati presuntivi per la saliva perché si basano su: Riconoscimento immunologico. Attività enzimatica dell’amilasi. Ossidazione di substrati cromogeni. Presenza di DNA nucleare.

I test Combur e Hemastix indicano la possibile presenza di sangue sfruttando: Attività perossidasica dell’emoglobina. Degradazione ossidativa del DNA. Cristallizzazione dell’eme. Riconoscimento di anticorpi specifici.

Nei test immunocromatografici per l’urina, quale molecola viene utilizzata come marcatore di matrice?. α-amilasi salivare. Proteina di Tamm–Horsfall. Fosfatasi acida. Emoglobina.

Quale affermazione sui test RSID è corretta?. Tutte le altre risposte sono corrette. Consentono l’identificazione individuale. Analizzano direttamente il DNA della traccia. Distinguono sempre la specie di origine.

Il test immunocromatografico RSID-Saliva individua la saliva umana attraverso il riconoscimento di: Creatinina urinaria. Emoglobina glicata. Fosfatasi acida prostatica. α-amilasi salivare umana.

Il principio chimico alla base della reazione del luminol è: Amplificazione enzimatica del DNA. Legame antigene-anticorpo. Precipitazione proteica selettiva. Ossidazione catalizzata dal ferro dell’eme.

Dal punto di vista giuridico, una traccia biologica rinvenuta sulla scena è: Un accertamento tecnico irripetibile. Una fonte di prova potenziale. Una prova scientifica già formata. Un mezzo di prova documentale.

L’attività di documentazione svolta durante il sopralluogo è essenziale perché consente di: Trasformare automaticamente la traccia in prova. Sostituire integralmente gli accertamenti di laboratorio. Eliminare la necessità di repertazione. Ricostruire lo stato originario dei luoghi nel tempo.

Quale elemento distingue principalmente il rilievo dall’accertamento?. Presenza di strumenti scientifici nel rilievo. Irripetibilità del rilievo rispetto all’accertamento. Necessità di autorizzazione giudiziaria nel rilievo. Assenza di interpretazione tecnica nel rilievo.

Nel sopralluogo, il valore informativo di una traccia è legato soprattutto a: Tipologia di marcatore genetico analizzabile. Relazione spaziale con l’ambiente e gli altri elementi. Livello tecnologico del laboratorio di destinazione. Quantità di DNA teoricamente estraibile.

Il verbale di sopralluogo assume rilevanza processuale perché: Ha valore probatorio indipendente dal processo. Contiene risultati di accertamenti genetici. Costituisce una prova scientifica autonoma. Veicola al giudice le informazioni sulla fonte di prova.

Nel sistema processuale penale, la prova si forma quando: La traccia viene individuata sulla scena. Il laboratorio produce un risultato analitico. L’operatore formula un’ipotesi tecnica. L’informazione è acquisita secondo le regole procedurali.

Quale affermazione descrive correttamente il sopralluogo?. Tutte le altre risposte sono corrette. È sempre un accertamento tecnico irripetibile. Non ha rilevanza nella fase dibattimentale. Coincide con un mezzo di prova.

In base al Codice di Procedura Penale, il sopralluogo ha la funzione primaria di: Individuare e preservare le fonti di prova. Svolgere valutazioni tecniche specialistiche. Formare direttamente la prova nel processo. Produrre accertamenti scientifici conclusivi.

In laboratorio, la decodificazione consente di: Stabilire la dinamica dell’evento. Verificare reperto e documenti associati. Sostituire la catena di custodia. Attribuire subito il profilo genetico.

La conservazione corretta di un reperto garantisce soprattutto: Manipolazioni ripetute non registrate. Integrità del campione e tracciabilità. Analisi immediata senza limiti. Riduzione della documentazione.

La fotografia forense, prima del prelievo, serve a: Eliminare la codifica univoca. Sostituire il verbale scritto. Fissare contesto e stato originario. Potenziare la resa del DNA.

Per le tracce biologiche asciutte si preferisce carta traspirante perché: Riduce condensa e degrado del DNA. Aumenta la resa dell’estrazione. Standardizza il trasporto dei reperti. Semplifica la lettura delle etichette.

Nelle tracce da contatto, la criticità principale è: Eccesso di DNA sul reperto. Degradazione chimica del supporto. Contaminazione in manipolazione e prelievo. Necessità di marcatori diversi.

La codifica univoca di un reperto è finalizzata a: Scelta automatica della metodica. Identificazione certa lungo il percorso. Definizione del valore probatorio. Riduzione degli operatori coinvolti.

Il sigillo antieffrazione ha lo scopo di: Stabilizzare la matrice biologica. Migliorare la qualità del DNA. Rendere evidente ogni apertura. Accorciare i tempi di analisi.

Quale affermazione descrive correttamente la relazione tra conservazione, trasporto e catena di custodia?. Influenzano l’affidabilità del reperto. Si basano su codifica e sigilli antieffrazione. Tutte le altre risposte sono corrette. Sono passaggi che vanno sempre documentati.

Ai sensi del Codice di Procedura Penale, il sopralluogo della polizia giudiziaria è disciplinato da: Articolo 187 c.p.p. Articolo 360 c.p.p. Articolo 192 c.p.p. Articolo 354 c.p.p.

Quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra rilievo e accertamento nel sopralluogo?. Il rilievo è descrittivo, l’accertamento è valutativo. L’accertamento precede sempre il rilievo. Il rilievo produce direttamente la prova. Non esiste differenza concettuale.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo della documentazione e della verbalizzazione nel sopralluogo?. Tutte le altre risposte sono corrette. Trasmettono le informazioni all’autorità giudiziaria. Consentono la ricostruzione delle operazioni. Limitano le contestazioni processuali.

Per quale motivo il sopralluogo è considerato una fase particolarmente critica dell’indagine forense?. Perché avviene solo su autorizzazione giudiziaria. Perché richiede tecnologie avanzate. Perché produce direttamente la prova. Perché errori iniziali incidono sull’intero percorso probatorio.

Qual è la funzione principale della documentazione del sopralluogo?. Ridurre il numero di accertamenti. Consentire la verifica dell’attività svolta. Anticipare le conclusioni tecniche. Sostituire il laboratorio.

Perché la contaminazione è particolarmente rilevante in genetica forense?. Migliora la sensibilità analitica. Anche minime quantità possono interferire con l’interpretazione. È sempre identificabile visivamente. Non incide sulla statistica genetica.

Quale elemento contribuisce maggiormente all’insorgenza di bias cognitivi nel sopralluogo?. Ipotesi investigative formulate precocemente. Utilizzo di protocolli standard. Presenza di più operatori. Attività di documentazione fotografica.

In che modo una gestione inadeguata della scena del crimine influisce sull’indagine?. Favorisce alterazioni e contaminazioni delle tracce. Migliora la leggibilità delle evidenze. Riduce i tempi di sopralluogo. Aumenta la quantità di reperti disponibili.

In base al Codice di Procedura Penale, quale norma stabilisce che gli atti siano documentati mediante verbale?. Articolo 134 c.p.p. Articolo 431 c.p.p. Articolo 373 c.p.p. Articolo 357 c.p.p.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo del verbale nel sistema delle indagini?. Tutte le altre risposte sono corrette. Garantisce la tracciabilità delle operazioni. Consente la valutazione dell’operato. Collega scena, reperti e analisi.

Qual è la funzione giuridica del verbale di sopralluogo nel procedimento penale?. Formare direttamente la prova. Attribuire responsabilità penali. Sostituire l’accertamento tecnico. Documentare formalmente l’attività svolta.

Quale caratteristica rende un verbale idoneo al controllo processuale?. La sintesi delle conclusioni. La valutazione tecnica. La verificabilità da parte di terzi. L’interpretazione dei dati.

Perché il verbale di sopralluogo deve mantenere una funzione descrittiva?. Per evitare anticipazioni interpretative. Per accelerare le indagini. Per limitare la documentazione. Per ridurre il numero di atti.

In quale situazione il verbale di sopralluogo può confluire nel fascicolo per il dibattimento?. Quando contiene valutazioni tecniche. Quando è allegato al sequestro. Quando documenta atti non ripetibili. Quando è redatto dal consulente.

Quale articolo del Codice di Procedura Penale disciplina la formazione del fascicolo per il dibattimento?. Articolo 431 c.p.p. Articolo 134 c.p.p. Articolo 373 c.p.p. Articolo 357 c.p.p.

Qual è il criterio corretto per l’inserimento di un verbale tra gli atti irripetibili?. La presenza di fotografie. L’impossibilità di riprodurre lo stato dei luoghi. La complessità tecnica dell’atto. La richiesta della difesa.

Quale principio guida la catena di custodia in laboratorio?. Limitazione dell’accesso. Registrazione dei passaggi. Riduzione delle operazioni. Conservazione centralizzata.

Che cosa distingue il reperto dalla campionatura?. Tipologia biologica. Metodo di raccolta. Porzione analizzata. Valore probatorio.

In quale fase può essere effettuata la diagnosi preliminare della traccia?. A fine interpretazione. Dopo l’amplificazione. Durante il confronto. Prima delle analisi.

Quale relazione deve esistere tra codice di scena e codice interno di laboratorio?. Separazione gestionale. Sostituzione del codice. Corrispondenza univoca. Archiviazione autonoma.

Perché il reperto viene rifotografato all’arrivo in laboratorio?. Facilitare la diagnosi. Migliorare la visibilità. Sostituire le foto di scena. Documentare lo stato.

Qual è la funzione metodologica principale della fase pre-analitica di laboratorio?. Migliorare la resa analitica. Avviare l’analisi genetica. Ridurre la degradazione. Garantire tracciabilità.

Quale affermazione descrive correttamente la fase di campionamento in laboratorio?. Elimina la necessità di codici. Nessuna delle risposte è corretta. Produce direttamente il profilo. Conclude la catena di custodia.

Perché ogni campionatura riceve un codice interno autonomo?. Eliminazione del legame. Tracciabilità interna. Aumento del valore. Riduzione dei passaggi.

In genetica forense, il genotipo osservato viene trattato come: Prova diretta del fatto. Realizzazione di un evento probabilistico. Identificatore univoco del soggetto. Indicatore fenotipico individuale.

La frequenza allelica è un parametro che descrive: La sensibilità della tecnica analitica. Il livello di degradazione del campione. La variabilità genetica a livello di popolazione. La stabilità del DNA nel tempo.

La popolazione di riferimento è necessaria perché: Sostituisce il giudizio del perito. Elimina la variabilità biologica. Fornisce il contesto statistico del calcolo. Garantisce l’unicità del profilo.

Il significato forense di un profilo genetico dipende soprattutto da: Dalla qualità della separazione elettroforetica. Quanto è raro nella popolazione considerata. Dal numero di cicli PCR effettuati. Dalla quantità iniziale di DNA.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo della probabilità nel DNA forense?. Stabilisce l’identità certa del donatore. Tutte le altre risposte sono corrette. Determina la responsabilità penale. Serve a stimare il peso informativo del profilo.

Quando si applica la probabilità al DNA forense, l’evento considerato è: L’estrazione del materiale genetico. L’amplificazione del campione. La comparsa del profilo nella popolazione. L’acquisizione strumentale del dato.

In ambito forense, la biostatistica consente di: Confrontare visivamente due profili genetici. Tradurre l’informazione genetica in valore probabilistico. Certificare la qualità del laboratorio. Determinare l’origine biologica della traccia.

L’assunzione di indipendenza tra loci STR permette di: Ridurre il numero dei marcatori necessari. Eliminare il contributo della popolazione. Evitare l’uso di database genetici. Applicare la moltiplicazione delle frequenze multilocus.

L’assunzione dell’equilibrio di Hardy–Weinberg implica che: Le frequenze alleliche restino statisticamente stabili. Tutti gli individui siano geneticamente uguali. Non esista stratificazione genetica. La popolazione sia priva di mutazioni.

Quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra genetica di popolazione e prova forense?. La genetica di popolazione identifica il soggetto. La genetica di popolazione consente di stimare il peso statistico del DNA. La genetica di popolazione stabilisce la colpevolezza. Nessuna delle risposte è corretta.

In genetica forense, la popolazione è utilizzata principalmente per: Costruire il riferimento statistico del profilo. Individuare il gruppo etnico del soggetto. Stabilire l’identità dell’indagato. Definire l’area geografica del reato.

Il concetto di popolazione all’equilibrio è funzionale perché: Consente previsioni sulle frequenze genotipiche. Garantisce l’assenza di variabilità genetica. Impedisce mutazioni genetiche. Rende il DNA univoco.

La legge di Hardy–Weinberg viene utilizzata in genetica forense per: Dimostrare l’evoluzione genetica. Identificare l’origine del campione. Valutare la qualità del profilo. Derivare le probabilità dei genotipi.

Nella relazione p² + 2pq + q² = 1, i termini p e q indicano: Le frequenze degli alleli. I livelli di variabilità ambientale. Le probabilità di colpevolezza. Le frequenze dei genotipi.

Le frequenze alleliche usate nei calcoli forensi sono considerate: Stime statistiche di popolazione. Indicatori di identità genetica. Parametri di qualità analitica. Valori certi individuali.

L’uso di un database di popolazione è necessario perché: Elimina l’incertezza interpretativa. Sostituisce il giudizio del perito. Permette il riconoscimento automatico. Fornisce i dati per il calcolo probabilistico.

L’RMP viene calcolata utilizzando principalmente: Tipo di prelievo. Quantità di DNA. Frequenze alleliche. Metodo PCR.

In genetica forense, l’RMP indica: Errore analitico. Identità del donatore. Frequenza di un profilo nella popolazione. Colpevolezza del soggetto.

Il modello di Hardy–Weinberg è necessario perché consente di: Valutare la scena. Stimare frequenze genotipiche. Ridurre i marcatori. Identificare il soggetto.

In un profilo multilocus, l’RMP complessiva si ottiene: Selezionando il minimo. Moltiplicando i valori. Mediando i risultati. Sommando i loci.

L’RMP non può essere interpretata come prova di identità perché: Dipende dal laboratorio. Usa modelli teorici. È una misura di popolazione. Varia nel tempo.

In quale contesto l’RMP è meno appropriata?. Profili con più contributori. Tracce ad alto DNA. Confronti diretti. Profili singoli completi.

La popolazione di riferimento influisce sull’RMP perché: Cambia il sospetto. Cambia il reato. Cambiano le frequenze. Cambia il profilo.

In ambito forense, l’RMP serve a: Attribuire identità. Pesare una compatibilità. Dimostrare colpevolezza. Nessuna delle risposte è corretta.

Che cosa indica un valore di LR pari a 1?. Evidenza neutra rispetto alle ipotesi. Forte supporto per H₁. Errore nel calcolo statistico. Forte supporto per H₂.

Che cosa esprime operativamente il Likelihood Ratio (LR)?. La frequenza del profilo nella popolazione. Il supporto relativo dell’evidenza tra due ipotesi. L’affidabilità tecnica dell’analisi. La probabilità che l’imputato sia colpevole.

In un LR = P(E | H₁) / P(E | H₂), che cosa rappresenta H₁?. L’ipotesi che include lo scenario di interesse. La probabilità a posteriori. La popolazione di riferimento. L’ipotesi sempre formulata dall’accusa.

Quale relazione tra H₁ e H₂ è metodologicamente corretta?. Possono essere formulate a livelli logici diversi. Una può riguardare la colpevolezza. Possono condividere parti dello scenario. Devono essere alternative e mutuamente esclusive.

Se LR = 10, quale interpretazione è corretta?. L’imputato ha il 90% di probabilità di colpevolezza. L’analisi è conclusiva. Il profilo è raro nella popolazione. L’evidenza è dieci volte più compatibile con H₁ che con H₂.

Quale affermazione sul LR è corretta in ambito giudiziario?. Fornisce un peso dell’evidenza, non una decisione. Stabilisce la responsabilità penale. È una probabilità a posteriori. Sostituisce la valutazione del giudice.

In quale situazione il metodo continuo è preferibile al discreto?. In presenza di miscele complesse e contributi minoritari. In profili singoli e completi. Quando le RFU non sono disponibili. Nei calcoli di frequenza allelica.

Quale informazione contribuisce in modo principale al denominatore P(E | H₂)?. La soglia analitica dello strumento. Le RFU osservate nei picchi. Il numero di cicli PCR. Le frequenze alleliche di popolazione.

Qual è la conseguenza più critica dell’inclusione di un artefatto come allele reale?. La perdita di informazione allelica. L’aumento automatico del numero di contributori. La riduzione della potenza discriminante del locus. La costruzione di un modello statistico concettualmente errato.

In quali condizioni una soglia interpretativa troppo elevata diventa metodologicamente problematica?. Quando porta all’esclusione sistematica di alleli reali. Quando riduce il rumore di fondo. Quando aumenta la riproducibilità del risultato. Quando migliora la leggibilità del profilo.

Cosa si intende per errore interpretativo silenzioso in genetica forense?. Un errore plausibile che non genera incongruenze evidenti. Un errore limitato alla fase strumentale. Un errore rilevabile solo in fase di controperizia. Un errore rilevabile solo in fase di controperizia.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo dello sbilanciamento allelico?. Consente l’attribuzione diretta dei contributori. È un effetto trascurabile se i picchi superano la soglia. Fornisce indicazioni sulla qualità dell’amplificazione e sul rischio di drop-out. Dimostra la presenza certa di una miscela.

Quale affermazione sull’uso della RMP in ambito forense è corretta?. La RMP esprime la probabilità che l’imputato sia la fonte. La RMP confronta ipotesi alternative sul caso. Nessuna delle risposte è corretta. La RMP integra automaticamente il contesto investigativo.

Quale caratteristica rende particolarmente insidioso il rumore nell’elettroferogramma?. È sempre correlato a stutter di PCR. Compare solo al di sotto della soglia analitica. Può imitare morfologicamente un segnale allelico reale. È eliminabile completamente con il software.

Per quale motivo l’interpretazione dell’elettroferogramma rappresenta una fase critica del processo forense?. Perché consente di identificare direttamente il soggetto. Perché assegna automaticamente i genotipi ai contributori. Perché traduce segnali strumentali in informazione biologica. Perché determina la rarità statistica del profilo.

Perché il drop-out deve essere esplicitamente considerato nei modelli probabilistici?. Perché riduce la frequenza allelica stimata. Perché altera la completezza del profilo osservato. Perché indica contaminazione pre-analitica. Perché aumenta la probabilità di drop-in.

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