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GENETICA parte 4

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GENETICA parte 4

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da lezione 38 a lezione 50

Creation Date: 2026/10/04

Category: Personal

Number of questions: 104

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Qual è la conseguenza più critica di una soglia interpretativa impostata troppo alta?. L’aumento del rumore di fondo. La riduzione del numero di loci analizzati. L’inclusione automatica di stutter. L’esclusione di alleli reali dal profilo utilizzato.

Quale delle seguenti affermazioni sui software probabilistici è corretta?. Tutte le altre risposte sono corrette. Richiedono validazione e tracciabilità. Formalizzano un modello dipendente dalle assunzioni inserite. Non eliminano l’incertezza ma la modellano.

In quale situazione l’output di un software probabilistico può risultare fuorviante pur essendo matematicamente corretto?. Quando le RFU sono elevate. Quando il modello è costruito su assunzioni errate. Quando il LR è inferiore a uno. Quando il profilo è completo.

Quale affermazione rappresenta un errore concettuale frequente nell’interpretazione del LR?. Considerarlo una probabilità di colpevolezza. Riportarlo come log(LR). Specificare la popolazione di riferimento. Associare il valore alle ipotesi formulate.

Perché il Likelihood Ratio è definito come una misura “relativa”?. Perché confronta la probabilità dell’evidenza sotto H1 e H2. Perché varia in base alla popolazione. Perché è espresso su scala logaritmica. Perché dipende solo dalla frequenza allelica.

Quale caratteristica distingue un modello continuo da un modello qualitativo?. L’assenza di ipotesi alternative. L’esclusione della probabilità di drop-out. L’uso delle intensità di picco come variabili del modello. L’impiego esclusivo delle frequenze alleliche.

Perché l’inserimento dei dati in un software probabilistico costituisce già una fase interpretativa?. Perché comporta scelte su soglie, alleli e contributori. Perché le frequenze alleliche vengono ricalcolate. Perché il modello statistico è predefinito. Perché il software modifica i valori di RFU.

Qual è l’obiettivo principale di un software di calcolo probabilistico in genetica forense?. Trasformare il profilo genetico in una prova deterministica. Quantificare la probabilità dell’evidenza sotto ipotesi alternative. Stimare la probabilità di colpevolezza dell’indagato. Attribuire automaticamente i contributori a una miscela.

Quale errore comunicativo compromette maggiormente la neutralità del report?. L’indicazione delle ipotesi alternative. La dichiarazione dei limiti dell’analisi. La spiegazione delle assunzioni adottate. L’uso di linguaggio assolutistico e identificativo.

Qual è il principale rischio del cosiddetto “salto logico” nella comunicazione statistica?. Trasformare una misura di compatibilità in una conclusione di responsabilità. Applicare correttivi di popolazione non necessari. Ridurre il numero di contributori ipotizzati. Utilizzare il logaritmo del Likelihood Ratio.

Perché la RMP non può essere utilizzata come probabilità di colpevolezza?. Perché descrive la frequenza di un profilo nella popolazione. Perché non considera il contributo di più soggetti. Perché dipende dal numero di loci analizzati. Perché è espressa su scala probabilistica.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo del risultato numerico nel report?. È autosufficiente ai fini della decisione giudiziaria. Può essere interpretato indipendentemente dalle ipotesi. Rappresenta una conclusione probatoria diretta. Acquisisce significato solo se inserito nel contesto metodologico.

Quale elemento rende un report statisticamente corretto ma giuridicamente inutilizzabile?. L’assenza di una spiegazione testuale del risultato numerico. La dichiarazione delle assunzioni del modello. L’uso del Likelihood Ratio come parametro. L’indicazione della popolazione di riferimento.

Perché il report statistico è qualificabile come atto tecnico-forense?. Perché entra nel fascicolo ed è destinato alla valutazione giudiziaria. Perché contiene calcoli matematici complessi. Perché sostituisce l’attività valutativa del giudice. Perché è prodotto automaticamente al termine dell’analisi.

Qual è la funzione primaria del report statistico in genetica forense?. Formalizzare una conclusione probatoria autonoma. Riassumere i risultati numerici prodotti dal software. Dimostrare quantitativamente la responsabilità dell’imputato. Rendere interpretabile il risultato scientifico nel contesto processuale.

Quale delle seguenti affermazioni sul report statistico è corretta?. Tutte le altre risposte sono corrette. Ha funzione informativa e non decisoria. Deve dichiarare assunzioni e limiti dell’analisi. Non deve trasformare il risultato in certezza.

Qual è il ruolo corretto del consulente tecnico nella contestualizzazione della traccia?. Sostituire la valutazione del giudice. Fornire conclusioni sulla colpevolezza. Interpretare la dinamica del reato. Spiegare significato e limiti dell’evidenza genetica.

Quale affermazione sulla contestualizzazione della traccia è corretta?. Tutte le altre risposte sono corrette. Inserisce la traccia nel quadro probatorio. Serve a evitare sovrainterpretazioni. Distingue dato scientifico e decisione.

In ambito giuridico, quando una traccia biologica può assumere rilevanza probatoria?. Quando presenta elevata rarità statistica. Quando genera un profilo genetico completo. Quando è riferibile a un soggetto noto. Quando è acquisita e interpretata secondo le regole processuali.

Qual è la differenza concettuale corretta tra traccia biologica e prova?. La prova è il risultato dell’analisi genetica. La traccia è un dato, la prova è una valutazione giuridica. La traccia ha valore decisorio autonomo. La traccia coincide sempre con un indizio.

Perché il contesto di rinvenimento è determinante per il significato giuridico della traccia?. Perché consente la datazione del deposito. Perché ne condiziona la pertinenza rispetto al fatto. Perché aumenta il valore statistico del profilo. Perché riduce il rischio di contaminazione.

Quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra compatibilità genetica e responsabilità penale?. La compatibilità esclude spiegazioni alternative. La compatibilità dimostra la presenza durante il fatto. La compatibilità non equivale a responsabilità penale. La compatibilità implica il compimento dell’azione.

Quale limite interpretativo è intrinseco alla maggior parte delle tracce genetiche?. L’impossibilità di stabilire con certezza il momento del deposito. L’impossibilità di attribuire il DNA a un soggetto. L’assenza di modelli statistici affidabili. L’incompatibilità con l’uso forense.

In quale situazione il trasferimento secondario del DNA assume rilievo giuridico?. Quando il campione è ben conservato. Quando il profilo è completo. Quando esistono spiegazioni alternative al contatto diretto. Quando il DNA è in alta concentrazione.

Per quale motivo il dato biologico e statistico non è considerato autoesplicativo in ambito giuridico?. Perché è sempre affetto da errore sperimentale significativo. Perché dipende esclusivamente dalla qualità del laboratorio. Perché necessita della conferma di altri mezzi di prova. Perché richiede interpretazione tecnica e contestualizzazione processuale.

Qual è la funzione essenziale del consulente tecnico di parte (CTP)?. Produrre una ricostruzione alternativa dei fatti. Confermare o confutare le conclusioni del CTU. Garantire il contraddittorio tecnico attraverso un controllo critico dell’attività peritale. Fornire valutazioni giuridiche di supporto alla difesa.

Qual è la funzione epistemologica principale della consulenza tecnica in genetica forense nel processo penale e civile?. Rafforzare automaticamente il valore probatorio del dato genetico. Ridurre la discrezionalità decisionale dell’autorità giudiziaria. Mediare il sapere scientifico rendendolo valutabile dal giudice senza sostituirne il giudizio. Trasformare il dato scientifico in una prova decisiva autonoma.

Quale distinzione è corretta tra mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova?. La distinzione ha solo valore formale. I mezzi di ricerca sostituiscono i mezzi di prova. La perizia è mezzo di prova, mentre ispezioni e perquisizioni sono mezzi di ricerca. Entrambi producono risultati direttamente decisionali.

Secondo l’art. 220 del Codice di Procedura Penale, quando è ammessa la perizia?. Quando una parte ne fa espressa richiesta. Quando il giudice ritiene opportuno rafforzare l’impianto accusatorio. Quando la prova risulta contraddittoria. Quando sono necessarie competenze tecniche, scientifiche o artistiche non possedute dal giudice.

Qual è il principale rischio concettuale nell’uso della consulenza tecnica in genetica forense?. La complessità dei modelli statistici utilizzati. L’assenza di standard operativi condivisi. La sovrainterpretazione del dato scientifico come risposta giuridica diretta. La pluralità di consulenti nominati.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo del consulente tecnico d’ufficio (CTU)?. Tecnico che colma le carenze probatorie delle parti. Soggetto che valuta la credibilità delle prove. Esperto incaricato di stabilire la responsabilità penale. Ausiliario del giudice che fornisce strumenti conoscitivi senza potere decisionale.

Quale affermazione sintetizza correttamente il rapporto tra consulenza tecnica e funzione giurisdizionale?. Tutte le altre risposte sono corrette. Il consulente determina il valore probatorio del DNA. Il consulente chiarisce in che misura l’evidenza supporta un’ipotesi senza decidere. Il consulente contribuisce alla decisione finale del giudice.

Che cosa esprime il DNA in ambito probatorio?. Compatibilità tra evidenza e ipotesi. Identità certa del soggetto. Dinamica completa del fatto. Ricostruzione dell’evento.

Quando è ammessa la perizia ex art. 220 c.p.p.?. In presenza di dubbi. Su richiesta di parte. In caso di competenze mancanti. Per rafforzare l’accusa.

La perizia è classificata come: Prova atipica. Mezzo investigativo. Atto discrezionale. Mezzo di prova.

Che cosa riguarda la validità scientifica?. Il risultato finale. L’esito processuale. Il consenso delle parti. Il percorso metodologico.

Perché l’affidabilità non è mai assoluta?. Per pluralità di consulenti. Per limiti e condizioni operative. Per errori del giudice. Per assenza di standard.

Nel sistema italiano il DNA è: Prova legale. Liberamente valutabile. Prova decisiva. Prova automatica.

Quale rapporto lega scienza e decisione?. Nessuna delle risposte è corretta. La scienza supporta il giudizio. La scienza sostituisce il diritto. La scienza decide il fatto.

Che cosa qualifica una prova come scientifica nel processo?. Uso di tecnologia avanzata. Applicazione di metodo controllabile. Elevata precisione strumentale. Presenza di un esperto.

In genetica forense, a cosa servono principalmente gli standard di qualità?. A sostituire il giudice. A rendere il processo analitico controllabile. A eliminare ogni errore. A garantire risultati certi.

Che cosa valuta l’affidabilità di un’analisi genetica?. L’accreditamento del laboratorio. Il numero di analisi svolte. La validità astratta del metodo. L’attendibilità del risultato nel caso concreto.

Quale affermazione descrive correttamente l’accreditamento?. Attesta il sistema organizzativo del laboratorio. Garantisce valore probatorio. Certifica ogni singolo risultato. Elimina la necessità di controllo.

Qual è la funzione della validazione delle procedure?. Confermare l’ipotesi accusatoria. Dimostrare l’idoneità del metodo. Certificare il consulente. Controllare il singolo campione.

Che cosa controlla il controllo di qualità?. La motivazione del giudice. La responsabilità penale. Il corretto funzionamento del sistema. Il valore statistico finale.

Perché le condizioni operative influenzano l’affidabilità?. Perché incidono sulla robustezza del risultato. Perché cambiano la legge. Perché riducono il contraddittorio. Perché modificano il metodo.

Perché la dichiarazione dei limiti è essenziale?. Per ridurre i controlli. Per accelerare il processo. Per indebolire la prova. Per evitare sovrainterpretazioni.

Perché qualità e affidabilità non coincidono?. Perché hanno lo stesso significato. Perché dipendono dalla statistica. Perché una riguarda il sistema e l’altra il risultato. Perché sono concetti giuridici.

Quale fattore rafforza maggiormente la tenuta della prova genetica nei procedimenti complessi?. Ripetizione dell’analisi. Corretta gestione procedurale dell’accertamento. Uso di tecnologie più recenti. Tutte le altre risposte sono corrette.

Quale affermazione descrive correttamente lo status del DNA lungo l’iter penale?. È sempre prova piena. È sempre atto investigativo. Cambia funzione tra indagini e processo. È sempre prova legale.

In quale senso la prova del DNA può essere definita “prova del percorso”?. Vale se metodo e garanzie sono verificabili. Vale solo per la statistica. Vale solo per il dato biologico. Vale solo se ripetuta.

In quale fase procedimentale trova applicazione l’art. 360 c.p.p.?. Nel dibattimento. Durante le indagini preliminari. In cassazione. In appello.

Qual è la funzione giuridica dell’art. 360 c.p.p. in relazione al DNA?. Rendere automatica la prova scientifica. Sostituire la perizia dibattimentale. Garantire il contraddittorio anticipato su accertamenti irripetibili. Consentire accertamenti unilaterali del PM.

Per quale ragione la genetica forense è considerata strutturalmente irripetibile?. Non è replicabile il contesto originario dell’accertamento. Il DNA modifica la propria sequenza. I risultati sono sempre variabili. Le banche dati sono incomplete.

Quale rischio principale si corre quando un accertamento genetico irripetibile non è gestito correttamente?. Rafforzamento automatico della prova. Esclusione del contraddittorio dibattimentale. Indebolimento dell’utilizzabilità processuale. Trasformazione in prova documentale.

Quale elemento rende decisiva la tenuta della prova genetica nel tempo?. La qualità degli strumenti. Il numero di analisi. La durata delle indagini. La regolarità procedurale dell’acquisizione.

Quale limite metodologico deve sempre dichiarare il consulente sul LR?. È indipendente dal contesto. È valido solo in laboratorio. Dipende dalle ipotesi formulate. È sempre conclusivo.

Quale errore concettuale consiste nel trasformare il LR in colpevolezza?. Errore di campionamento. Bias statistico. Fallacia del pubblico ministero. Fallacia del pubblico ministero.

Quale affermazione sul Likelihood Ratio è corretta?. Tutte le altre risposte sono corrette. Vincola il giudice. Misura il peso dell’evidenza. Fornisce la colpevolezza.

Quale aspetto incide maggiormente sulla lettura del LR in aula?. Qualità del dato genetico. Esperienza del giudice. Durata del processo. Numero dei marcatori.

Nel dibattimento, quale comportamento è corretto per il consulente?. Evitare il confronto. Rafforzare il valore numerico. Esplicitare limiti e incertezze. Sostenere una tesi.

Quale funzione svolge il contraddittorio tecnico sul LR?. Rendere il dato verificabile. Escludere la statistica. Ridurre il peso probatorio. Accelerare il processo.

Perché il LR non è una prova legale?. È solo descrittivo. Non è ammesso. Non è scientifico. Supporta ma non decide.

Nel dibattimento, il Likelihood Ratio viene utilizzato principalmente per: Attribuire responsabilità. Confrontare ipotesi alternative. Stabilire la colpevolezza. Ricostruire il fatto storico.

Nella relazione tecnica, quale funzione svolge la struttura logica del documento?. Rafforza il risultato finale. Consente il controllo del percorso scientifico. Riduce la complessità tecnica. Velocizza la decisione.

Quale affermazione descrive correttamente la relazione tecnica?. Vincola il giudice. Decide sul fatto. Nessuna delle risposte è corretta. Media il sapere scientifico nel processo.

Qual è la funzione della dichiarazione dei limiti metodologici?. Ridurre il valore probatorio. Rendere il risultato criticabile. Rafforzare l’accusa. Evitare il contraddittorio.

Come devono essere presentate le scelte metodologiche nella relazione tecnica?. Come protocolli standard. Come decisioni tecniche motivate. Come vincoli normativi. Come automatismi.

Perché la descrizione dei materiali analizzati precede l’analisi tecnica?. Anticipa i risultati. Riduce il contenuto. Riassume l’attività svolta. Valuta l’affidabilità del reperto.

Quale funzione svolge il quesito tecnico nella relazione?. Rafforza l’interpretazione. Giustifica le conclusioni. Delimita l’ambito dell’attività consulenziale. Sostituisce la motivazione.

Quale rischio deriva da una relazione tecnicamente corretta ma comunicativamente opaca?. Una riduzione del dato scientifico. Una nullità automatica. Una errata percezione del valore probatorio. Una inutilizzabilità del reperto.

Perché la relazione tecnica non può essere considerata un semplice resoconto di laboratorio?. Perché è riservata al giudice. Perché traduce il dato in forma processuale. Perché ha valore probatorio. Perché contiene conclusioni.

Quale affermazione descrive correttamente la comunicazione responsabile del consulente?. Tutte le altre risposte sono corrette. Vincola il giudice. Chiarisce limiti e significato del dato. Trasforma il dato in decisione.

Nel processo penale, perché la comunicazione tecnico-giuridica costituisce una fase autonoma?. Perché produce nuove evidenze. Perché integra il materiale investigativo. Perché anticipa la decisione. Perché incide sulla costruzione del significato probatorio.

Quale rischio principale deriva dalla traduzione impropria del linguaggio scientifico in linguaggio giuridico?. La perdita del reperto. L’inutilizzabilità automatica. La nullità della prova. La distorsione semantica del dato.

Quale funzione svolge il consulente nel passaggio tra linguaggio scientifico e giuridico?. Mediazione epistemica tra sistemi diversi. Chiusura del contraddittorio. Valutazione della colpevolezza. Rafforzamento della tesi accusatoria.

Perché la coerenza tra relazione scritta e dichiarazioni orali è essenziale?. Rafforza il valore legale della prova. Riduce la durata del dibattimento. Incide sulla credibilità complessiva del consulente. Evita la ripetizione delle risposte.

In che modo la lettura scientifica incide sulla comunicazione in aula?. Riduce la complessità tecnica. Serve a dimostrare erudizione. Consente di collocare il dato nello stato dell’arte. Rafforza l’autorità personale.

Qual è la funzione comunicativa principale della bibliografia?. Rafforzare la tesi del consulente. Rendere il sapere verificabile e controllabile. Ridurre il contraddittorio. Convincere il giudice.

Quale errore comunicativo altera maggiormente il significato probatorio del dato?. La prudenza espositiva. La distinzione dato–interpretazione. La dichiarazione dei limiti. La semplificazione suggestiva.

Cosa stabilisce il principio di finalità nell’uso del DNA?. Uso limitato agli scopi di legge. Estensione ad altri accertamenti. Conservazione permanente del profilo. Libera disponibilità del giudice.

Perché il dato genetico richiede una tutela rafforzata nel processo penale?. Per l’elevata capacità identificativa. Perché è raccolto solo con consenso. Perché è un dato amministrativo. Perché riguarda sempre la salute.

Il principio di proporzionalità impone: Equilibrio tra diritti e accertamento. Massima estensione delle analisi. Priorità assoluta alla prova scientifica. Conservazione illimitata del dato.

Quando il prelievo del DNA può avvenire senza consenso?. Solo nei procedimenti civili. Mai, in nessuna ipotesi. Sempre su richiesta della polizia. Nei casi previsti dalla legge.

Perché la conservazione indiscriminata del DNA è problematica?. Riduce l’efficacia investigativa. Impedisce confronti futuri. Viola necessità e proporzionalità. Rende il dato inutilizzabile.

La distruzione dei dati genetici rappresenta: Una violazione procedurale. Un atto privo di rilievo. Una tutela dei diritti. Una perdita di prova.

Qual è il rischio principale delle banche dati genetiche?. Controllo permanente. Impossibilità di confronto. Lentezza nelle indagini. Riduzione del contraddittorio.

Qual è il compito del consulente sulla privacy genetica?. Stabilire la colpevolezza. Ampliare l’interpretazione. Limitare l’uso del dato. Conservare i campioni.

Perché la genetica forense è qualificata come strumento trasversale?. Informazioni utili in più ambiti. Supremazia sulle altre discipline. Unificazione di tutte le tecniche. Sostituzione di ogni accertamento.

Quale affermazione sul DNA è coerente con i suoi limiti informativi?. Definisce la sequenza causale dei fatti. Nessuna delle risposte è corretta. Non determina l’intenzionalità dell’azione. Ricostruisce la dinamica dell’evento.

Perché il contesto di rinvenimento è determinante per il dato genetico?. Garantisce l’identificazione certa. Condiziona il significato del dato. Sostituisce l’analisi di laboratorio. Aumenta la quantità di campione.

Cosa definisce il perimetro informativo del dato genetico?. Qualsiasi dettaglio ricavabile dal DNA. Ogni inferenza possibile sul soggetto. Informazioni geneticamente comunicabili. Tutte le ipotesi utili all’indagine.

Cosa si intende operativamente per metodo di accertamento?. Procedura unica valida per ogni caso. Criteri di selezione e interpretazione. Sequenza fissa di analisi di laboratorio. Elenco completo delle scienze forensi.

Cosa indica la sovrainterpretazione del DNA nell’accertamento?. Uso ripetuto della stessa metodica. Attribuzione di significati oltre i limiti informativi. Applicazione di tecniche avanzate. Confronto con banche dati estese.

In base a quale criterio un dato genetico diventa forensicamente informativo?. Capacità di rispondere al quesito investigativo. Qualità della strumentazione utilizzata. Rapidità dell’analisi di laboratorio. Quantità di DNA disponibile.

Quale definizione descrive correttamente la criminalistica applicata?. Insieme coordinato di accertamenti. Raccolta casuale di reperti biologici. Valutazione solo procedurale degli atti. Studio esclusivo del dato genetico.

Quale informazione NON può essere fornita direttamente dal DNA in ambito tanatologico?. La compatibilità tra profili genetici. La relazione comparativa tra profili. La collocazione temporale della deposizione. L’identificazione biologica del soggetto.

In quale condizione il dato genetico assume significato corretto in ambito medico-legale?. Quando è coerente con il quadro tanatologico. Quando produce un profilo completo. Quando è ottenuto con tecniche avanzate. Quando deriva da più campioni.

Quale fase post-mortale indica una relativa integrità dei tessuti?. Rigor mortis. Livor mortis fissato. Putrefazione in fase avanzata. Corificazione in fase diffusa.

Quale effetto del livor mortis incide sull’interpretazione genetica?. La migrazione gravitazionale del sangue. La distruzione completa del DNA ematico. La fissazione immediata dei fluidi. Tutte le altre risposte sono corrette.

In presenza di putrefazione avanzata, quale campionamento è più corretto?. Prelievo da cute fortemente esposta. Prelievo da sangue in sede declive. Prelievo da osso o dente. Prelievo da residui superficiali.

Quale condizione favorisce la conservazione selettiva del DNA nella mummificazione?. Assenza di ventilazione ambientale. Elevata umidità stabile nel tempo. Rapida disidratazione dei tessuti. Presenza di acqua stagnante.

Perché la corificazione richiede valutazione caso per caso del prelievo genetico?. Uniformità dei processi trasformativi. Assenza totale di DNA di origine umana. Stabilità anatomica costante del corpo. Conservazione del DNA disomogenea nei tessuti.

Perché l’algor mortis è rilevante per la genetica forense?. Determina la sede delle tracce biologiche. Indica la causa della morte in modo diretto. Definisce la dinamica dell’evento lesivo. Influenza i processi di conservazione del DNA.

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