Geologia applicata
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![]() Geologia applicata Description: rischi idrogeologici naturali ed antropici |



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I fenomeni naturali si dividono in: Fenomeni alogeni ed esogeni. Fenomeni endogeni ed estrogeni. Fenomeni endogeni ed esogeni. Fenomeni naturali e antropici. Il rischio è: il prodotto della pericolosità del processo considerato (P), della vulnerabilità degli elementi esposti all'azione del processo (V) e dell'esposizione degli elementi a rischio (E). Il prodotto della pericolosità della vulnerabilità e del danno. Il prodotto della vulnerablità per il valore esposto per il danno. Il prodotto del valore esposto e del danno. Per valutare la pericolosità è necessario: Avere informazioni sulla crescita demografica. Avere informazioni sull'urbanizzazione. Avere informazioni sulla frequenza di accadimento di un fenomeno. Avere informazioni sui fenomeni. Le popolazioni sono: Elementi non contati ai fini della valutazione del rischio. Elementi pericolosi. Elementi vulnerabili. Elementi a rischio. Tra i fattori che concoronno alla determinazione del rischio vi sono: Quelli economici e geologico-ambientali. Quelli ingegneristici e archeologici. Quelli architettonici e geologici. Quelli economici e ingegneristici. Il rischio associato alle attività economiche tiene conto del: costo atteso delle perturbazioni alle infrastrutture. : espresso dal numero atteso di morti, feriti o senzatetto per anno, oppure dal valore economico. numero atteso di edifici danneggiati per anno oppure dall'estensione attesa di terreno perduto per anno, oppure dal costo atteso dei danni prodotti. costo atteso dei danni diretti inflitti all'economia di un dato sito, anche utilizzato per fini turistici. Il magma: Può fuoriuscire in maniera violenta o sotto foma di flusso continuo. Fuoriesce sempre in maniera violenta. Può fuoriuscire sempre in maniera continua e violenta allo stesso tempo. Fuoriesce. Le eruzioni effusive hanno: Alto contenuto in volatili. Nessuna viscosità. Alta viscosità e alto contenuto in volatili. Bassa viscosità e scarso contenuto in volatili. I fenomeni esogeni: Sono legati ad eventi meteorologici estremi. Sono legati a fattori antropici. Sono legati agli eventi endogeni. Non sono legati ad alcun elemento. Il rischio totale è dato da un: prodotto della pericolosità del processo considerato (P), della vulnerabilità degli elementi esposti all'azione del processo (V) e dell'esposizione degli elementi a rischio (E). il prodotto della pericolosità del processo considerato (P), della vulnerabilità degli elementi esposti all'azione del processo (V). determinato elemento a rischio e per una data intensità del fenomeno dal prodotto della pericolosità per la vulnerabilità per il valore dell'elemento a rischio. determinato elemento a rischio e per una data intensità del fenomeno dal prodotto della pericolosità per il valore dell'elemento a rischio. Tra le manifestazioni dell'azione della gravità vi sono: Soparaelevazioni. Sprofondamenti. Alluvioni. Impaludamenti. Il termine "frana": indica tutti i fenomeni di caduta ed i movimenti di masse, rocciose o di materiali sciolti, come effetto prevalente della forza di gravità. indica solo i fenomeni di caduta ma non i movimenti di masse, rocciose o di materiali sciolti. indica tutti i fenomeni di instabilità sotterranea. Indica solo i fenomeni di instabilità sotterranea. Le dimensioni di una frana: Sono standard ed inviarabili. Sono molto grandi. Possono variare fino a diversi metri cubi. Sono standard e non superano il metro cubo. Tra le parti di una frana si annoverano: Il fianco. L'arco. Il cumulo di frana. Il braccio di frana. La lunghezza della massa spostata è la: larghezza massima fra i fianchi della frana, misurata perpendicolarmente alla lunghezza della superficie di rottura. minima distanza tra il punto sommitale ed il punto inferiore. ); larghezza massima della massa spostata misurata perpendicolarmente alla lunghezza della massa spostata. distanza minima tra il punto inferiore della frana ed il coronamento. La prima classificazione organica delle frane è stata proposta da: Desio (1984). Hansen (1984). Cruden (1991). Varnes (1978). Lo stile indica: le informazioni relative al tempo durante il quale si è verificato il movimento. dove si sta muovendo la frana. in quale modo si sta muovendo la frana. informazioni sullo stesso anche in tempi futuri. Gli scorrimenti: sono caratterizzati da superfici di scorrimento curve (concave verso l'alto). caratterizzati da piani di scorrimento essenzialmente paralleli al piano limite. percorrono gran parte del loro movimento in aria. sono caratterizzati da uno o più piani di scivolamento essenzialmente paralleli al piano limite del pendio. Le cause di innesco di un movimento franoso si dividono in: Postume e innescanti. Innescanti ed innescate. Predisponenti ed innescanti. Predisponenti e prepatorie. La definizione di frana secondo Cruden (1991) è: un movimento di roccia sciolta lungo un pendio. fenomeno di caduta e movimento di masse, rocciose o di materiali sciolti, come effetto prevalente della forza di gravità. un movimento di roccia sciolta o lapidea. un movimento di roccia sciolta o lapidea o detrito lungo un pendio. In un progetto di stabilizzazione, gli interventi geotecnici adottati, al fine di aumentare il valore del fattore di sicurezza: sono scelti in funzione delle caratteristiche del modello reale del dissesto. non sono scelti in funzione delle caratteristiche del modello fisico-evolutivo del dissesto reale. sono scelti in funzione delle caratteristiche del modello fisico-evolutivo del dissesto reale. sono scelti in funzione della caratteristiche dei terreni coinvolti. Una caratteristica che consente la scelta degli interventi di sistemazione è: la geologia regionale dell'area. l'accilività e l'altezza del pendio. il tipo di infrastruttura coinvolta. le condizioni climatiche. L'analisi di stabilità in condizioni naturali: avviene attraverso l'ottimizzazione delle opere di progettazione definendo la tipologia d'intervento, la localizzazione e il dimensionamento dell'opera. avviene attraverso l'identificazione elle cause scatenanti del movimento franoso. avviene attraverso l'identificazione del cinematismo e della superficie di rottura del movimento franoso. avviene attraverso l'identificazione del cinematismo, delle cause scatenanti e della superficie di rottura del movimento franoso. L'analisi di stabilità in presenza di opere di stabilizzazione: avviene attraverso l'identificazione del cinematismo, delle cause scatenanti e della superficie di rottura del movimento franoso. avviene attraverso l'ottimizzazione delle opere di progettazione definendo la tipologia d'intervento, la localizzazione e il dimensionamento dell'opera. avviene attraverso l'ottimizzazione delle opere di progettazione definendo la tipologia d'intervento. avviene attraverso l'ottimizzazione delle opere di progettazione definendo lil dimensionamento dell'opera. Gli interventi di stabilizzazione hanno lo scopo di: eliminare il coefficiente di sicurezza. aumentare il coefficiente di sicurezza. diminuire il coefficiente di sicurezza. aumentare i sistemi di drenaggio. Differentemente dalle opere di riprofilatura le opere di sostegno: riducono le forze destabilizzanti. aumento delle forze destabilizzanti. aumento delle forze resistenti. diminuzione delle forze resistenti. I fossi di guardia sono: opere di drenaggio superficiale. opere di drenaggio profondo. opere atte all'irrigazione dei campi. opere di captazione idropotabile. I tiranti di ancoraggio sono utilizzati in genere: per la stabilizzazione di versanti soggetti a colate. per la stabilizzazione di versanti rocciosi. per la stabilizzazione di versanti rocciosi soggetti a riabaltamento. per la stabilizzazione dei versanti rocciosi soggetti a crollo. . I drenaggi profondi hanno lo scopo di: permettere il deflusso sotterraneo delle acque. captare le acqua all'interno del versante. convogliare le acque all'interno del corpo di frana. evitare l'infiltrazione delle acque superficiali. Le briglie filtranti sono: briglie che arrestano il trasporto sul fondo del torrente. briglie che riducono la velocità del corso d'acqua. un particolare tipo di briglie di trattenuta. briglie che permettono il riempimento dell'invaso. Un alluvione è: Allagamento di zone prevalentemente pianeggianti. Allagamento permanente di aree pianeggianti solitamente non coperte dall'acqua. L'allagamento temporaneo di aree che abitualmente non sono coperte dall'acqua. L'allagamento temporaneo di aree che abitualmente sono coperte da un basso livello d'acqua. Questi fenomeni si verificano sempre a seguito di: Eventi alluvionali pregressi. Eventi piovosi eccezionali. Eventi nevosi eccezionali. Eventi piovosi ordinari. Il sifonamento degli argini avviene: In ambienti pedemontani. In ambienti inframontani. In ambienti montuosi. In ambienti pianeggianti. La frequenza degli eventi piovosi in una zona viene determinata attraverso: Consultazione di Annali idrologici e archivi locali. Consultazione del servizio meteorologico nazionale. Consultazione del servizio geologico nazionale. Consultazione alla protezione civile. Il tempo di ritorno è: Il tempo che intercorre tra il verificarsi di due eventi pluviometrici ordinari. Il tempo che intercorre tra due eventi alluvionali. Il tempo che intercorre tra il verificarsi di due eventi di intensità eccezionale. Il tempo che intercorre tra più eventi pluviometrici. La Direttiva 2007/60 comprende tra gli altri: Mappa del distretto idrografico. Carta geologica del distretto idrografico. Mappa dell'inetra nazione. Carta geomorfologica del distretto idrografico. Le mappe della pericolosità contengono: Potenziali conseguenze derivanti dall'evento alluvionale. Perimetrazione delle aree che potrebbero essere interessate da alluvioni. Perimetrazione delle aree interessate da maggiori perdite in termini di vite umane. Perimetrazione di aree a rischio geologico elevato. I piani di gestione del rischio contengono anche: Previsioni sull'impatto ambientale. Previsioni sul costo delle infrastrutture da realizzare. Previsioni su eventuali collassi delle falde. Previsioni di alluvioni e sistema di allertamento. I "fontanazzi" sono un fenomeno dovutto al: Distruzione degli argini. Sifonamento degli argini. Sorpasso degli argini. Sppaccatura degli argini. Nelle zone intramontante tra gli interventi di difesa è contemplata la: Costruzione di altre strutture di difesa oltre agli argini. Costruzione di dighe e briglie. Costruzione ed il rafforzamento degli argini. Demolizione dei vecchi argini. La definizione della vulnerabilità fornita da Civita è: La più sintetica. La più recente. La più vecchia. La più completa. I processi di attenuazione che avvengono in falda e nell'insaturo sono: Chimici, fisici e biologici. Chimici e fisici. Chimici, fisici e geologici. Chimici, geologici e biologici. La vulnerabilità intrinseca è: Legata sia alle caratteristiche del sistema idrogeologico che alle attività umane. Legata alle strutture antropiche nell'intorno dell'acquifero. Legata soltanto alle caratteristiche fisiche del sistema idrogeologico. Legata alle attività umane nell'intorno dell'acquifero. Le aree "vergini" sono: Aree in cui non si è ancora costruito. Aree a basso impatto antropico. Aree in cui non sono presenti strutture antropiche rilevanti. Aree non ancora scoperte dall'uomo. La carta della vulnerabilità intrinseca, nell'ambito della redazione delle carte di vulnerabilità integrata, degli acquiferi è: Una carta di base. Un'appendice. Un riferimento. Un tematismo. Il metodo CNR-GNDCI è un metodo: Parametrico. Zonazione per aree omogenee. A matrice. Numerico. Il metodo DRASTIC è: Un metodo parametrico a punteggio pesato. Un metodo parametrico a punteggio semplice. Un metodo numerico. Un metodo a matrice. Nel metodo DRASTIC il parametro R indica: Impatto della zona non satura. Conducibilità idraulica nell'acquifero. Ricarica della falda. Litologia dell'acquifero. La modalità di immissione del contaminate più importante è: Quella che avviene vicino ad una sorgente. Quella che avviene in superficie. Quella che avviene in falda. Quella che avviene vicino ad una città. La mtigazione dell'inquinamento degli acquiferi avviene: Attraverso la prevenzione e la protezione. Attraverso la prevenzione ed il controllo degli acquiferi. Attraverso il controllo ed il monitoraggio. Attraverso la previsione e la diffusione. La corretta gestione delle risorse idriche tiene conto: Della preservazione delle riserve idriche. Della qualità delle acque. Della qualità delle acque e della preservazione delle riserve idriche. Della preservazione delle riserve idriche e della qualità delle infrastrutture. Le aree di salvaguardia sono: Assoggettate al soggetto politico. Assoggettate ai vincoli d'uso del territorio. Assoggettate alla riserva idrica. Assoggettate all'ente acquedottistico. I servizi pubblici sono: Enti coinvolti nel processo decisionale. Enti coinvolti nel progetto esecutivo. Enti coinvolti nella redazione degli allegati. Enti coinvolti nella fase di costruzione. Il dimensionamento delle aree di salvaguardia è legato a: Critreri pratici con una vincolistica definita. Criteri teorici e pratici con una vincolistica poco definita. Criteri teorici con una vincolistica sempre più stretta vicino all'opera di captazione. Criteri teorici e pratici con nessuna vincolistica definita. Il criterio della capacità di assimilazione stabilisce che: Nel caso vi sia una contaminazione in superficie è possibile adottare un criterio di depurazione del saturo. Nel caso vi sia una contaminazione in superficie è possibile adottare un criterio di depurazione del non saturo. Nel caso vi sia una contaminazione in superficie non è possibile adottare un criterio di depurazione del non saturo. Nel caso vi sia una contaminazione in profondità è possibile adottare un criterio di depurazione del non saturo. Il criterio degli abassamenti indotti dal pompaggio prevede: L'utilizzo della legge di Theis. L'utilizzo di svariate leggi dell'idrogeologia. L'utilizzo di nessuna legge idrogeologica. L'utilizzo della legge di Darcy. Per il calcolo dei tempi di trasferimento si possono prevedere: Percorsi differenti compiuti dagli inquinanti. Svariati percorsi compiuti dalle particelle d'acqua. Un solo percorso compiuto dalle particelle d'acqua e dagli inquinanti. Percorsi differenti compiuti dalle particelle d'acqua e dagli inquinanti. Ai punti di approvvigionamento viene: Attribuita una maggiore importanza. Attribuita una buona qualità. Attribuito un maggior peso. Attribuita una maggiore sensibilità. Tra gli obiettivi finali della corretta captazione idrica vi è: La definizione di criteri decisionali. La definizione di criteri di protezione dinamica. La definizioni di criteri della vulnerabilità. La definizione di un elaborato cartografico. La fascia di protezione primaria (Fascia B): Vieta la stanziamento di qualsiasi attività diversa da quelle legate all'opera di captazione. Viene suddivisa in subzone. Comprende la zona immediatamente vicina all'opera di captazione. Prevede numerosi divieti e regolamentazione delle attività consentite. Un sito inquinato è: Area o porzione di territorio delimitata geograficamente. Area che presenta livelli di contaminazione o alterazione tali da comportare un pericolo per la salute pubblica. Area nel quale, a causa di spoecifiche attvità antropiche, vi può essere un rischio di contaminazione. Area che non presenta livelli di contaminazione o alterazione tali da comportare un pericolo per la salute pubblica. Il ripristino ambientale consente di: Recuperare le attività antropiche presenti. Recuperare flora e fauna. Recuperare i fenomeni d'inquinamento. Recuperare il sito oggetto di bonifica. Le indagini indirette sono rappresentate: Dai metodi geofisici. Dai sondaggi. Dalle perforazioni. Dai piezometri. I metodi diretti consistono nel: Redazione di sezioni del sottosuolo. Misura dei parametri fisici del sottosuolo. Prelievo di microflora e microfaune dal suolo. Prelievo di campioni significativi di terreno. I campionatori sigillati sono simili a quelli semplici ma: Differiscono per le loro dimensioni. Differiscono la presenza di un pistone. Differiscono per il tipo di campione che possono contenere. Differiscono per il tipo di contaminante analizzato. Il confinamento delle matrici contaminate si applica nel caso di: Siti non contaminati. Aree di vecchie discariche. Siti contaminati. Siti appena bonificati. Le barriere idrualiche: Interrompono il flusso idrico sotterraneo. Interrompono la continuità litologica dell'area. Interrompono la captazione idrica. Interrompono la migrazione a valle del pennacchio inquinante. Il "soil venting" è: Estrazione di gas dal sottosuolo. Immissione di gas nel sottosuolo. Immissione di acqua nel sottosuolo. Immissione di contaminanti nel sottosuolo. Una barriera di fondo serve a: Gestire fenomeni di inquinamento a breve periodo. Gestire fenomeni di inquinamento a lungo periodo. Gestire fenomeni d'inquinamento molto diffusi. Gestire fenomeni d'inquinamento molto profondi. La bonifica è: Un insieme d'interventi atti a sterilizzare la zona. Un insieme di interventi atti a disinfettare le acque. Un insieme di interventi atti ad eliminare le fonti d'inquinamento. Un insieme di interventi atti a mettere in sicurezza il sito. |





