immunologia 3
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Title of test:
![]() immunologia 3 Description: tonello stelvio |



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durante il processo di risoluzione dell'infiammazione i neutrofili morti per apoptosi vengono rimossi da: neutrofili circolanti. cellule NK. linfociti T helper. macrofagi tissutali. i segnali "eat me". mediatori che richiamano altri neutrofili. nessuna delle affermazioni proposte. mediatori solubili. possono essere molecole prodotte de novo o elementi di membrana modificati a seguito dell'induzione del processo di apoptosi. morendo i neutrofili che hanno esaurito il loro compito rilasciano: mediatori che inibiscono l'ulteriore infiltrazione di neutrofili. mediatori che richiamano altri neutrofili. mediatori che inibiscono l'attività delle cellule di Langerhans. mediatori che inibiscono l'attività dei macrofagi. dopo aver fagocitato i neutrofili non più necessari i macrofagi lasciano il sito di infiammazione: tutte le affermazioni proposte. tramite il torrente linfatico. tramite il torrente circolatorio. non lasciano il sito di infiammazione. la risoluzione dell'infiammazione è un processo attivo che coinvolge: eventi cellulari e molecolari che portano al ripristino della funzionalità tissutale. incremento della temperatura corporea a livello della zona infiammata. tutte le affermazioni proposte. solo eventi di rimodellamento della matrice extracellulare. la rimozione delle chemochine proinfiammatorie durante la risoluzione dell'infiammazione avviene tamite: solo taglio proteolitico. fagocitosi. apoptosi. taglio proteolitico e sequestro da parte di altri elementi molecolari. le chemochine proinfiammatorie che non sono più necessarie una volta eliminata la causa di infezione vengono degradate ad opera di: metalloproteasi prodotte dai macrofagi. endopeptidasi batteriche. ligasi prodotte dai linfociti. nessuna delle affermazioni proposte. a seguito del taglio operato dalla MMP12 sulle chemochine si producono frammenti proteolitici che: che legano in maniera più efficiente i propri recettori supportando l'attivazione del signaling intracellulare. che acquisiscono nuove funzioni. non sono in grado di legare i neutrofili o non sono in grado di attivare le vie di signaling intracellulari. maggiormente attivi. gli elementi in grado di sequestrare le chemochine proinfiammatorie per "spegnere" l'infiammazione sono: recettori a cui manca un dominio intracellulare di legame alle proteine G. vescicole endocitotiche. recettori cui manca un dominio extracellulare. enzimi deputati al loro riciclo. l'emivita dei neutrofili è: generalmente molto lunga. nessuna delle affermazioni proposte. non può essere regolata dall'ambiente. generalmente breve ma può essere regolata dal microambiente. i macrofagi tissutali: secernono mediatori che promuovono la sopravvivenza o l'apoptosi dei neutrofili. secernono mediatori che sono solo in grado di supportare la sopravvivenza dei neutrofili. non sono in grado di influenzare l'emivita dei neutrofili. secernono mediatori che sono solo in grado di indirizzare i neutrofili verso l'apoptosi. le proteine di fase acuta stimolano la comparsa della febbre interagendo con: ipotalamo. fegato. midollo osseo. cervello. la febbre è una risposta fisiologica mediata da: ipotalamo. cervelletto. amigdala. corpo genicolato mediale. la febbre è un meccanismo di difesa: naturale ma che supporta anche le risposte adattative. adattativo. che rende maggiormente efficienti le difese innate. naturale. il lipopolisaccaride è: un'endotossina batteirca. una proteina del capside virale. un pirogeno endogeno. un ormone. le endotosine batteriche stimolano il rilascio di: mediatori solubili che stimolano il ripristino dell'omeostasi cellulare. enzimi macrofagici. lipopolisaccaridi. pirogeni endogeni. sono pirognei endogeni. interferoni. interleuchina 1. tutte le affermazioni proposte. interleuchina 6. i pirogeni endogeni agiscono: inducendo la febbre e agendo come effettori che regolano la migrazione dei globuli rossi. solo inducendo la febbre. solo come effettori. inducendo la febbre e agendo come effettori che regolano la migrazione dei globuli bianchi. la febbre è un meccanismo di difesa: tipico dei rettili. tipico dell'uomo. tipico dei mammiferi. conservato in tutto il regno animale. l'ipotalamo induce l'aumento della temperatura corporea rilasciando. interleuchine. norepinefrina. proteine di fase acuta. interferoni. uno dei meccanismi attraverso cui la febbre riduce il potenziale patogenetico di un microorganismo invasore è: nessuna delle affermazioni proposte. aumentando la suscettibilità alla lisi. danneggiando il tessuto ospite. richiamando macrofagi. tra i vari meccanismi che i linfociti B usano per bloccare l'invasione da parte dei patogeni c'è: attivazione della cascata del complemento. aumento del tasso di replicazione virale. tutte le affermazioni proposte. nessuna delle affermazioni proposte. i meccanismi alla base delle risposte immunitarie specifiche sono: sia umorali che cellulo-mediati. solo umorali. solo cellulari. basati solo sul rilascio di effettori citotossici. l'immunità innata è tipica di: solo dei mammiferi. solo del regno vegetale. solo dell'uomo. tutti gli organismi. la protezione del neonato nei primissimi mesi di vita è assicurata da: sieroprofilassi. risposte immunitarie mediate dal suo stesso sistema immunitario. IgG materne trasferite al feto per passaggio transplacentare. vaccinazioni specifiche. sono i responsabili dell'induzione della tolleranza immunologica: linfociti T helper. linfociti B. linfociti T regolatori. linfociti T citotossici. i linfociti T helper rilasciano: citochine. pirognei endogeni. molecole citotossiche. lipopolisaccaridi. è una caratteristica degli anticorpi: incapacità di penetrare all'interno delle cellule infettate. produzione di specie reattive dell'ossigeno. capacità di penetrare nelle cellule infettate. incapacità di riconoscere gli antigeni extracellulari. gli anticorpi conferiscono protezione da: solo dai parassiti pluricellulari. patogeni intracellulari. antigeni circolanti. solo dai virus. le plasmacellule sono: la forma matura delle cellule NK. la forma matura dei linfociti B. la forma matura dei linfociti T. la forma matura dei precursori mieloidi. si dividono in varie sottoclassi con funzioni immunitarie specifiche. granulociti neutrofili. cellule NK. linfociti T. granulociti eosinofili. il ruolo dei infociti T nelle risposte immunitarie adattative è: nessuna delle affermazioni proposte. solo umorale (produzione anticorpi). attivo (cellule effettrici) ma anche di supervisione e coordinamento. solo attivo (cellule effettrici). gli elementi cellulari responsabili delle risposte immunitarie acquiste derivando da progenitori della linea: linfoide. mieloide. osteogenica. odontogenica. fanno parte delle difese immunitarie acquisite: solo cellule effettrici. solo cellule memoria. solo cellule con effetti regolatori. cellule effettrici e cellule memoria. l'immunità acquisita è tipica di: piante. mammiferi. invertebrati. insetti. la capacità di discriminare tra self e non self è uno dei fattori alla base di: funzionamento del midollo osseo. nessuna delle affermazioni proposte. specificità delle risposte immunitarie acquisite. aspecificità delle risposte immuni. l'effetto memoria tipico dell'immunità acquisita: permette di rispondere in maniera più efficiente ai successivi attacchi dello stesso patogeno. si osserva solo nel caso delle cellule NK. si osserva solo nel caso dei linfociti T. permette di rispondere in maniera meno efficiente agli attacchi ripetuti operati da patogeni diversi. la specificità della risposta immunitaria acquisita dipende da: tutte le affermazioni proposte. presenza di linfociti che espongono recettori specifici per i vari antigeni. risposte immunitarie innate poco efficienti. comparsa di uno stato febbrile. le cellule memoria fanno si che: il sistema immunitario innato funzioni in maniera specifica. ogni antigene venga visto ogni volta come un elemento nuovo. il sistema immunitario risponda in maniera rapida ed efficiente a successivi attacchi da parte dello stesso patogeno. il sistema immunitario non attacchi gli elementi self. chi ha dei deficit a livello della produzione di specifiche classi anticorpali sopravvive grazie al fatto che il suo sistema immunitario è: ridondante. stratificato. specializzato. dotato di effetto memoria. il patogeno è un microorganismo in grado di: modificare lo stile di vita dell'ospite. tutte le affermazioni proposte. causare un danno all'ospite. non causare danni all'ospite. i microorganismi presenti in natura: non sono mai patogeni per l'uomo. solo in piccola parte sono patogeni per l'uomo. sono per lo più patogeni per l'uomo. sono sempre patogeni per l'uomo. patogenicità e virulenza dipendono da. tutte le affermazioni proposte. condizioni ambientali. stato delle difese immunitarie dell'ospite. microorganismo considerato. i patogeni opportunisti sono microorganismi che. non sono pericolosi per l'individuo con difetti immunologici ma lo sono per gli individui sani. non esistono. causano problemi a qualsiasi tipo di ospite. in condizioni normali non causano problemi ma diventano pericolosi in individui suscettibili. i microorganismi che costituiscono la flora cutanea sono un esempio di: patogeni opportunisti. elementi virali. nessuna delle affermazioni proposte. batteri in grado di produrre fattori della coagulazione. se il patogeno è un virus la prima linea di difesa è rappresentata da: produzione di interferoni. tutte le affermazioni proposte. reclutamento di linfociti T. produzione di anticorpi. gli interferoni sono in grado di stimolare l'attività di: cascata del complemento. granulociti eosinofili. cellule nautral killer. granulociti neutrofili. patogeni diversi determinano: nessuna delle affermazioni proposte. le stesse risposte immunitarie. risposte che dipendono dalle condizioni ambientali. risposte immunitarie diverse. nel portatore sano i patogeni. si localizzano a livello del sistema nervoso centrale. nessuna delle affermazioni proposte. sopravvivono e si replicano fino a causare la malattia. sopravvivono e si replicano per un tempo indefinito senza mai causare la malattia. le difese immunitarie dell'ospite sono: solo stratificate. stratificate e ridondanti. non stratificate ma ridondanti. solo ridondanti. scopo dei vaccini è quello di proteggere l'individuo da: malattie di origine batterica. malattie parassitarie. malattie infettive. malattie di origine virale. |




