Immunologia 5
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![]() Immunologia 5 Description: Lezione 23-28 eCampus |



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i linfociti T helper coinvolti nelle risposte di ipersensibilità ritardata producono: interleuchina 1. interferone gamma. eparina. nessuna delle opzioni proposte. le reazioni di ipersensibilità di tipo IV coinvolgono. solo neutrofili. solo anticorpi. solo linfociti. linfociti e macrofagi. nelle reazioni di ipersensibilità ritardata il danno tissutale è mediato da: plasmacellule. macrofagi attivati. neutrofili. mastociti. la desensibilizzazione consiste in: somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgE. somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgA. somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgG. somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgM. le allergie alimentari hanno come manifestazione fisica: aumento della peristalsi. tutte le opzioni proposte. asma. rinite. nei soggetti allergici l'esposizione agli allergeni determina la produzione principalmente di anticorpi della classe: IgD. IgG. IgE. IgM. sono detti anticorpi anafilattici quelli appartenenti alle classi: IgE. IgA. IgM. IgD. le reazioni di ipersensibilità di tipo IV non coinvolgono: linfociti. nessuna delle opzioni proposte. anticorpi. macrofagi. le reazioni di ipersensibilità di tipo II coinvolgono: immunocomplessi. recettori per le IgD. linfociti. anticorpi. la formazione degli immunocomplessi nesse reazioni di ipersensibilità di tipo III scatena: apoptosi. attivazione del complemento. richiamo dei linfociti. richiamo dei mastociti. le reazioni di ipersensibilità di tipo II hanno come effettore ultimo: sistema del complemento. linfociti. macrofagi. mastociti. gli anticorpi coinvolti nelle reazioni di ipersensibilità di tipo II appartengono alle classi: IgD e IgA. IgA e IgE. IgM e IgG. IgE. le reazioni di ipersensibilità di tipo I coinvolgono prevalentemente: cellule NK e reticolociti. linfociti e macrofagi. mastociti e basofili. neutrofili e monociti. le reazioni di ipersensibilità di tipo I sono mediate da: immunocomplessi. recettori per le IgE. anticorpi. linfociti. nelle reazioni di ipersensibilità ritardata, l'effetto diventa visibile dopo: minuti o ore. settimane. 24-72 ore. secondi o al massimo minuti. l'abbondanza relativa dei linfociti B corrisponde a: 5-15% dei linfociti circolanti. 3-8% dei linfociti totali. 60-80% dei linfociti circolanti. 7-15% dei leucociti totali. i linfociti circolanti sono: pre-attivati. quiescenti. attivati. fenotipicamente immaturi. i linfociti B sono responsabili di: tutti i tipi di risposta immunitraria. risposte immunitarie innate. risposte immunitarie umorali. risposte immunitarie cellulo-mediate. l'abbondanza relativa dei linfociti T corrisponde a: meno dell'1% dei linfociti residenti nei tessuti linfoidi. 5-15% dei linfociti circolanti. 60-80% dei linfociti circolanti. 5-15% dei leucociti circolanti. i linfociti T sono responsabili di: risposte immunitarie innate. tutti i tipi di risposta immunitaria. risposte immunitarie umorali. risposte immunitarie cellulo-mediate. le cellule NK sono responsabili di: risposte immunitarie umorali. risposte immunitarie cellulo-mediate. risposte immunitarie innate. tutti i tipi di risposta immunitaria. l'incontro tra i linfociti e gli antigeni specifici avviene a livello di: solo a livello di milza. solo a livello di linfa. tessuti linfoidi secondari. circolo sanguigno. fanno parte dei tessuti linfoidi secondari: tonsille. linfonodi. tutte le opzioni proposte. milza. i linfociti vanno incontro a: selezione negativa. attivazione da parte di antigeni specifici. tutte le opzioni proposte. espansione clonale. dal punto di vista morfologico i linfociti hanno: elevato rapporto citoplasma/nucleo. citoplasma ricco di granulazioni specifiche. nucleo reniforme. elevato rapporto nucleo/citoplasma. il complesso maggiore di istocompatibilità di classe II: è tipico dei globuli rossi. tutte le affermazioni proposte. è tipico delle cellule presentanti l'antigene. nessuna delle opzioni proposte. a seguito della selezione antigene-dipendente i linfociti B originano: plasmacellule e cellule memoria. linfociti autoreattivi. solo plasmacellule. solo cellule memoria. il riconoscimento dell'antigene da parte dei linfociti T coinvolge anche: cellule epiteliali. cellule presentanti l'antigene. globuli rossi. cellule staminali. per riconoscere un antigene i linfociti T hanno bisogno che questo sia associato a: extracellular traps. DNA esogeno. complesso maggiore di istocompatibilità. DNA endogeno. il marcatore fenotipico dei linfociti T citotossici è: CD8. CD68. CD44. CD4. la funzione dei linfociti T helper è quella di: assicurare la memoria immunologica. uccidere direttamente il bersaglio. coordinare le risposte immunitarie. produrre anticorpi. il marcatore fenotipico dei linfociti T helper è: CD4. CD8. CD68. CD44. i recettori per l'antigene dei linfociti T vengono prodotti per: trascrizione di geni diversi (uno per antigene). tutte le affermazioni proposte. riarrangiamento genico casuale. modifica di recettori pre-esistenti. il complesso CD3 è di natura: lipidica. zuccherina. glicolipidica. proteica. la selezione che permette di eliminare i linfociti B autoreattvi avviene a livello di: placche di Peyer. milza. timo. midollo osseo. l'espansione clonale dei linfociti B avviene: dopo il contatto con l'antigene nel timo. nel midollo osseo. nel circolo sanguigno, a seguito di incontro con l'antigene. dopo il contatto con l'antigene nei tessuti linfoidi secondari. la selezione che permette di eliminare i linfociti B autoreattivi è detta: selezione positiva. selezione negativa. selezione antigene-dipendente. selezione antigene-indipendente. i linfociti B maturi espongono in membrana: IgD e IgG. IgA e IgE. IgM e IgD. IgM e IgE. i geni codificanti per la porzione variabile e costante delle immunoglobuline. sono composti da un numero variabile di esoni. tutte le opzioni proposte. si localizzano su cromosomi diversi. si combinano in maniera casuale. la vastità del repertorio anticorpale di un individuo deriva da: dalla presenza di numerosi geni codificanti per i recettori. tutte le opzioni proposte. dal fatto che ogni recettore può riconoscere più di un antigene. fenomeni di riarrangiamento genico. il repertorio anticorpale è costituito da: numerosi antigeni diversi. numerosi cloni di linfociti B, ognuno dei quali riconosce un antigene specifico. linfociti NK. linfociti B che hanno subito una maturazione antigene-indipendente. per forma nativa di un antigene si intende: l'antigene opsonizzato. l'antigene frammentato. l'antigene non frammentato. nessuna delle opzioni proposte. i recettori per gli antigeni presenti sulla superficie dei linfociti B sono in grado di riconoscere l'antigene: sia in forma intera che frammentata. solo se legato a molecole segnale. solo in forma frammentata. solo in forma nativa. il complesso maggiore di istocompatibilità di classe I: è di natura glicoproteica. varia da individuo a individuo. è presente su tutte le cellule nucleate. tutte le affermazioni proposte. le cellule presentanti l'antigene espongono sulla loro superficie: l'antigene completo associato a proteine. l'antigene completo associato a zuccheri. l'antigene completo. frammenti dell'antigene. il meccanismo citotossico delle cellule NK: non necessita l'azione delle cellule presentanti l'antigene. necessita delle cellule presentanti l'antigene. necessita il coinvolgimento di cellule di supporto. necessita il coinvolgimento dei linfociti T. dal punto di vista morfologico le cellule NK: sono prive di nucleo. sono prive di organelli cellulari. hanno un citoplasma ricco di granuli specifici. hanno un citoplasma ricco di lisosomi. il complesso CD56 è: un recettore per il capside virale. un marcatore fenotipico tipico dei batteri. una molecola di adesione. un recettore per il lipopolisaccaride. tra le molecole presenti nei lisosomi delle cellule NK ci sono: zuccheri. perforine e granzimi. anticorpi. acidi nucleici. tra i marcatori fenotipici delle cellule NK ci sono: CD3 e CD56. CD68 e CD44. CD16 e CD56. CD16 e CD3. il complesso CD16 è importante per il riconoscimento da parte delle cellule NK di: elementi opsonizzati. funghi. virus. batteri. sono funzioni tipiche delle cellule NK: controllo infezioni virali. immunoregolazione. tutte le affermazioni proposte. controllo progressione tumorale. le cellule NK che svolgono prevalentemente azione citotossica sono quelle che: esprimono alti livelli di CD56 e bassi livelli di CD16. solo il marcatore CD56. esprimono bassi livelli di CD56 e alti livelli di CD16. solo il marcatore CD16. le cellule NK che svolgono prevalentemente azione di secrezione di citochine sono quelle che: solo il marcatore CD16. esprimono alti livelli di CD56 e bassi livelli di CD16. esprimono bassi livelli di CD56 e alti livelli di CD16. solo il marcatore CD56. i granzimi sono: proteasi che inducono la formazione di pori nella parete della cellula bersaglio. serin-proteasi che attivano le caspasi della cellula bersaglio. componenti del capside virale. recettori di superficie. nel midollo osseo si riconoscono: tessuto di supporto e cellule staminali. tessuto di supporto, cellule staminali e comparto vascolare. cellule staminali e comparto vascolare. tessuto di supporto e comparto vascolare. nell'uomo adulto il midollo osseo ematopoietico si localizza in: alcune ossa lunghe e piatte. ossa brevi. in tutte le ossa. solo ossa lunghe. il processo di acquisizione della tolleranza immunitaria ha inizio a livello di: midollo osseo. fegato. milza. linfonodi. si definiscono autoreattivi i linfociti che riconoscono: particolari antigeni di origine animale (assunti per inalazione). particolari antigeni di origine vegetale (assunti con la dieta). elementi “self”. elementi “non self”. la mancata eliminazione dei linfociti autoreattivi determina la comparsa di: malattie infettive. non ha conseguenze per la salute. reazioni allergiche. malattie autoimmuni. non sono organi linfoidi secondari: linfonodi. nessuna delle affermazioni proposte. milza. tonsille. negli organi linfoidi periferici avviene: l’incontro tra gli antigeni esterni e i linfociti. la sintesi dei linfociti. la maturazione dei linfociti. la degradazione dei linfociti. il processo di maturazione antigene-indipendente dei linfociti avviene a livello di: linfonodi. tonsille. timo. milza. la maturazione antigene-dipendente dei linfociti avviene a livello di: tutte le affermazioni proposte. milza. linfonodi. placche di Peyer. i linfociti vergini maturi sono quelli che lasciano: milza. organi linfoidi primari. organi linfoidi secondari. linfonodi. i linfociti si trovano nel corpo sottoforma di: solo di elementi isolati. elementi circolanti. solo di elementi aggregati. elementi isolati e aggregati. i linfociti sono prodotti a livello di: linfonodi. organi linfoidi secondari. organi linfoidi primari. linfa. il tessuto linfoide è composto da: linfociti e fibre reticolari. matrice extracellulare. soli linfociti. linfociti e matrice extracellulare. |




