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Immunologia 6

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Immunologia 6

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Lezione 29-33 eCampus

Creation Date: 2026/07/02

Category: Others

Number of questions: 72

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i linfociti lasciano i linfonodi tramite. vasi sanguigni. vasi linfatici afferenti. non se ne allontanano mai. vasi linfatici efferenti.

l'ingrossamento dei linfonodi cervicali si può associare a: infezione gastrointestinale. nessuna delle opzioni proposte. tumore al seno. raffreddore.

i linfonodi dal punto di vista strutturale sono: organi virtuali. organi parenchimatosi. organi vascolari. organi cavi.

nella struttura linfonodale sono sempre presenti: solo vasi sanguigni. solo vasi linfatici. nervi. vaso linfatici e sanguigni.

i linfociti raggiungono il linfonodo tramite: vasi sanguigni. sono elementi ivi residenti. indifferentemente con i vasi linfatici o sanguigni. vasi linfatici.

nei follicoli linfoidi primari si trovano: linfociti B attivati. linfociti T. macrofagi. linfociti B non attivati.

nella regione corticale dei linfonodi si trovano prevalentemente: linfociti T. linfociti B. globuli rossi. macrofagi.

nella regione midollare dei linfonodi si trovano prevalentemente: mastociti. linfociti T. linfociti B. macrofagi.

i linfonodi agiscono come: filtri biologici per la linfa. barriera fisica alla penetrazione nell’organismo di antigeni esterni. barriera chimica per la neutralizzazione dei pericoli esterni. nessuna delle opzioni proposte.

nel corpo di un adulto i linfonodi sono: circa 100. circa 600. circa 1000. circa 10.

nell'individuo in salute i linfonodi: nessuna delle opzioni proposte. sono dolenti. sono palpabili. non sono rilevabili all'esame obiettivo.

il linfonodo che durante la sua attività intrappola cellule neoplastiche è detto: linfonodo guardiano. linfonodo popliteo. il linfonodo non può intercettare cellule tumorali. linfonodo sentinella.

nei follicoli linfoidi secondari si trovano: linfociti T. linfociti B attivati. linfociti B non attivati. mastociti.

il linfonodo sentinella associato al melanoma si localizza a livello dei linfonodi della regione: cervicale. toracica. inguinale. ascellare.

il linfonodo sentinella associato al tumore al seno si localizza a livello dei linfonodi della regione: cervicale. ascellare. inguinale. poplitea.

la selezione negativa dei linfociti T autoreattivi è operata da: cellule di Langerhans. cellule alveolari. cellule epiteliali timiche. cellule di Merkel.

per permettere l'eliminazione dei linfociti autoreattivi è importante che a livello del timo siano presenti anche: macrofagi. linfociti B. eosinofili. mastociti.

a livello del timo i linfociti T maturi passano nel torrente circolatorio nella regione: midollare. corticale. di congiunzione. indifferentemente in tutto l’organo.

l'involuzione del timo dipende da: ormoni sessuali. ormoni ipofisari. nessuna delle opzioni proposte. ormoni tiroidei.

il massimo sviluppo del timo si osserva: nel feto. nell'anziano. durante la pubertà. nell'adulto.

nel timo completano il processo di maturazione: nessuna delle opzioni proposte. linfociti B. reticolociti. linfociti T.

nell’adulto il tessuto linfoide del timo è sostituito da: cartilagine. muscolo. tessuto connettivo denso. tessuto adiposo.

i linfociti immaturi che provengono dal midollo osseo, a livello del timo si localizzano a livello di: indifferentemente in tutto l’organo. regione di congiunzione. regione midollare. regione corticale.

il timo: è un organo con natura transitoria. è composto da 2 lobi. tutte le affermazioni proposte. è riccamente vascolarizzato.

la milza: tutte le affermazioni proposte. si localizza nel quadrante addominale superiore sinistro. è un organo impari. ha funzioni immunitarie.

è una funzione della milza: deposito di ferro. tutte le affermazioni proposte. distruzione dei globuli rossi. produzione di anticorpi IgM.

dal punto di vista anatomico la milza: tutte le affermazioni proposte. è irrorata dall'arteria lineale e drenato dalla vena splenica. è ricca di capillari sinusoidi. è un organo parenchimatoso.

per funzione emocateretica si intende la capacità della milza di: portare a maturazione i linfociti B. degradare le cellule del sangue invecchiate o non più funzionanti. produrre cellule NK. produrre linfociti.

il paziente splenectomizzato: è più soggetto ad infezioni. tutte le affermazioni proposte. può condurre, con alcuni accorgimenti, una vita normale. deve essere sottoposto a vaccini specifici.

è una funzione della milza: maturazione dei reticolociti. tutte le affermazioni proposte. deposito di ferro. sintesi opsonine.

nella zona marginale della milza abbondano: linfociti B memoria. linfociti NK. mastociti. globuli rossi.

nella milza i linfociti T si localizzano prevalentemente: nella polpa rossa. a livello delle guaine periarteriolari. nella capsula fibrosa. negli aggregati della polpa bianca.

nella polpa bianca della milza troviamo: linfociti B. globuli rossi. mastociti. granulociti neutrofili.

nella polpa rossa della milza oltre ai globuli rossi troviamo: macrofagi e plasmacellule. granulociti basofili. linfociti T. mastociti.

nella polpa rossa della milza gli elementi immunitari sono: pochi. rappresentati prevalentemente da mastociti. rappresentati prevalentemente da linfociti T. numerosi.

le placche di Peyer raggiungono il massimo sviluppo durante: pubertà. prima infanzia. età adulta. vecchiaia.

il ruolo delle cellule M delle placche di Peyer è quello di: produrre linfociti. nessuna delle opzioni proposte. produrre anticorpi. discriminare tra self e non self.

nelle placche di Peyer i linfociti si organizzano in: centri germinativi. non hanno un'organizzazione precisa. territori B-dipendenti e T-dipendenti. follicoli.

le placche di Peyer si localizzano in regioni della parete intestinale in cui: è presente solo muscolatura scheletrica. abbondano i villi. sono presenti plessi nervosi. mancano i villi.

le cellule M si localizzano: nei linfonodi. nel connettivo intestinale. nell'epitelio che riveste le placche di Peyer. nello stroma intestinale.

le placche di Peyer sono osservabili nel tratto compreso tra: cardias e sfintere anale esterno. piloro e sfintere anale interno. cardias e piloro. piloro e valvola ileo-cecale.

naturalmente le tonsille linguali vanno incontro ad un processo di: nessuna delle opzioni proposte. aumento di numero con l'invecchiamento. ingrossamento con l'avanzare dell'età. atrofia.

le tonsille linguali abbondano a livello di: bordi della lingua. hanno distribuzione omogenea nella compagine linguale. apice della lingua. radice della lingua.

le adenoidi si localizzano a livello di: cavità nasali. vie genitali. istmo delle fauci. tratto iniziale della faringe.

le tonsille palatine si localizzano a livello di: cavità orale. istmo delle fauci. faringe. cavità nasali.

le placche di Peyer fanno parte di: tessuto linfoide associato all'intestino. tessuto linfoide associato all'occhio. tessuto linfoide associato ai bronchi. tessuto linfoide associato alla cute.

le cellule di Langerhans: tutte le affermazioni proposte. fanno parte del tessuto linfoide associato alla cute. migrano continuamente dal midollo osseo alla cute. sono cellule presentanti l'antigene.

i linfociti, all'interno delle tonsille, si organizzano in: cordoni linfoidi. tutte le affermazioni proposte. cripte linfoidi. follicoli linfoidi.

le cellule di Langerhans: nessuna delle affermazioni proposte. producono anticorpi. sono cellule immobili. sono precursori dei linfociti.

le tonsille si localizzano a livello di: occhio. cavità orale e faringe. intestino. bronchi.

i linfociti presenti a livello della cute sono prevalentemente: linfociti B. cellule NK. sono presenti in quantità paragonabili. linfociti T.

le cellule di Langerhans: sono granulociti. sono macrofagi. sono mastociti. sono cellule dendritiche immature.

le regioni di omologia negli anticorpi. tutte le opzioni proposte. presentano ponti disolfuro. permettono l'avvolgimento dei domini globulari. si trovano sia nelle catene pesanti che leggere.

l'attività anticorpale è limitata a: alfa globuline. beta globuline. gamma globuline. albumina.

la frazione cristallizzabile conferisce all'anticorpo: tutte le opzioni proposte. la capacità di interagire con cellule specifiche. la capacità di attraversare la barriera placentare. la capacità di fissare gli elementi del complemento.

il sito di legame per l'antigene a livello dell'anticorpo si localizza: nella porzione N terminale delle catene. nessuna delle opzioni proposte. nella porzione C terminale delle catene. nella regione di collegamento tra le catene.

nella struttura di un anticorpo. le catene pesanti e leggere sono unite da legami idrogeno. le catene pesanti e leggere sono indipendenti. le catene pesanti e leggere sono tenute insieme da forze di van der Waals. le catene pesanti e leggere sono unite da ponti disolfuro.

gli anticorpi hanno struttura: simmetrica composta da 2 catene pesanti e 2 catene leggere. simmetrica composta da 2 catene pesanti e 4 catene leggere. struttura asimmetrica in cui prevalgono le catene pesanti. struttura asimmetrica in cui prevalgono le catene leggere.

gli anticorpi fanno parte della famiglia delle: globuline. porine. nessuna delle opzioni proposte. endorfine.

i determinanti antigenici sono: regioni specifiche dell'antigene. regioni dotate di immunogenicità. tutte le opzioni proposte. regioni dotate di antigenicità.

l'immunogenicità rappresenta: la capacità degli antigeni di legarsi in maniera specifica agli anticorpi o ai recettori dei linfociti T. la capacità di indurre degranulazione dei mastociti. la capacità di indurre risposta immunitaria. nessuna delle opzioni proposte.

gli anticorpi: legano in maniera aspecifica tutti gli antigeni. legano in maniera specifica l'antigene che ne ha indotto la produzione. non legano gli antigeni self. non legano gli antigeni non self.

gli anticorpi vengono prodotti da: plasmacellule. cellule NK. macrofagi. linfociti T.

le catene pesanti degli anticorpi presentano: 1 dominio variabile e 3-4 domini costanti. 1 dominio costante e 3-4 domini variabili. 4 domini variabili e 5 domini costanti. 1 dominio variabile e 1 dominio costante.

ogni catena che compone gli anticorpi presenta: un'unica struttura lineare. regioni variabili e costanti. solo regioni variabili. solo regioni costanti.

le catene leggere degli anticorpi presentano: 2 domini variabili e 4 domini costanti. 3-4 domini variabili e 1 dominio costante. 1 dominio variabile e 1 dominio costante. 1 dominio variabile e 3-4 domini costanti.

nella frazione legante l'antigene di un anticorpo si trovano: dominio costante della catena pesante e leggera. dominio variabile delle catene pesanti e leggere, dominio costante della catena leggera e primo dominio costante della catena pesante. solo i domini costanti delle catene pesanti e leggere. dominio costante delle catene pesanti e leggere e domini costanti delle catene pesanti.

le differenze riscontrabili a livello della frazione cristallizzabile sono legate a: lipidi legati a residui di serina e asparagina. oligosaccaridi legati a residui di cisteina e triptofano. oligosaccaridi legati a residui di serina e asparagina. lipidi legati a residui di cisteina e triptofano.

la regione cerniera tra la regione Fab e Fc di un anticorpo è ricca di: tirosina. arginina. triptofano. cisteina.

la regione cerniera di un anticorpo è responsabile: dell'incapacità di un anticorpo di adattarsi ad antigeni di dimensioni diverse. della capacità dell'anticorpo di adattarsi ad antigeni di dimensioni diverse. della capacità dell'anticorpo di adattarsi a recettori di membrana diversi. nessuna delle opzioni proposte.

la regione cerniera può raggiungere un'ampiezza massima di: 75°. 45°. 90°. 180°.

la regione cerniera è sostituita da un'ulteriore dominio costante negli anticorpi della classe: IgE. IgA. IgG. IgD.

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