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Impianti meccanici

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Impianti meccanici

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E-Campus Prof. ANTOMATIONI Sara

Creation Date: 2026/04/28

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Gli impianti ausiliari o di servizio. si utilizzano per la manutenzione straordianeria degli impianti produttivi. Consentono il funzionamento degli impianti tecnologici. Sono comuni a differenti impianti di produzione. Seguono criteri di progettazione totalmente differenti. rappresentano un insieme di macchine, apparecchiature, dispositivi costituenti una unita organica e tecnologicamente individuata, nella quale vengono compiute le operazioni di trasformazione vera e propria delle materie prime in prodotto finito, in cui si realizza il ciclo tecnologico. Vengono utilizzati in caso di rottura degli impianti principali.

La sostituzione di lavoro vivo con nuove macchine porta a valori del Coefficiente di Composizione Organica del Capitale. sempre più elevati. sempre più bassi. dipende da latri fattori concomitanti. non ha influenza.

I processi produttivi sintetici o convergenti sono tipici. Industria automobilistica, degli elettrodomestici, della componentistica elettronica, ecc.. industria petrolchimica, industria del mobile, ecc. tutte le industrie. Produzione di cemento, ghisa, carta.

Il Coefficiente di Composizione Organica del Capitale e dato da. capitale variabile/ capitale fisso. (capitale fisso- capitale variabile)/ capitale fisso. capitale fisso/ capitale variabile. (capitale fisso- capitale variabile)/ capitale variabile.

Gli impianti produttivi possono essere classificati in base a. localizzazione geografica. numero di unita operative presenti. ampiezza del sito produttivo. Natuara delle trasformazioni del prodotto finito.

Lo studio di fattibilita consiste nello. Valutazione delle risorse umane presenti in azienda. Studio del prodotto, studio del processo tecnologico, studio dei servizi, studio economico dell iniziativa. Valutazione della capacita produttiva aziendale. Analisi di mercato.

Nell ambito dello studio di fattibilita qual e l output della Fase beta di studio del processo tecnologico. Ciclo di lavorazione. prezzo di vendita. impianti di servizio necessari alla produzione. tipo di prodotto.

Nell ambito dello studio di fattibilita qual e l output della Fase alpha di studio del processo tecnologico. Ciclo di lavorazione. potenzialita produttiva. impianti di servizio necessari alla produzione. tipo di prodotto e prezzo di vendita.

Nell ambito dello studio di fattibilita qual e l output della Fase gamma di studio del processo tecnologico. potenzialita produttiva. complesso delle macchine e dei servizi necessari alla produzione. tipo di prodotto e prezzo di vendita. i soli impianti di servizio necessari alla produzione.

La principale sorgente di idee per lo sviluppo di nuovi prodotti viene. dall analisi storica. dai difetti rilevati. dal mercato. dai concorrenti.

Il livello ottimo di qualita di un impresa puo essere definito. in corrispondenza del prezzo unitario minimo del prodotto. come differenza fra costo unitario massimo e minimo del prodotto. nessuna risposta esatta. in corrispondenza del costo unitario minimo del prodotto.

Lo sviluppo di nuovo prodotto non e considerato accettabile da un azienda se. richiede competenze manageriali o tecniche superiori a quelle disponibili in azienda. richiede l acquisto di nuovi macchinari. richiede l implementazione di una campagna di marketing. non richiede competenze manageriali.

Nell ambito dello studio di fattibilita qual e l output della Fase delta di studio del processo tecnologico. i soli impianti di servizio necessari alla produzione. tipo di prodotto e prezzo di vendita. potenzialita produttiva del nuovo impianto. complesso delle macchine e dei servizi necessari alla produzione.

La scelta del ciclo produttivo determina. il diagramma di flusso dei materiali. la definizione qualitativa del diagramma di lavorazione. il numero di addetti alla lavorazione. il costo delle singole operazioni.

Il ciclo produttivo e fortemente condizionato da. quantita di produzione richiesta. la specializzazione delle maestranze. la politica manutentiva. l affidabilita dei sistemi.

La scelta degli utensili si effettua in fase. di ingegnerizzazione di processo. durante lo studio di fattibilità preliminare al nuovo impianto. di ingegnerizzazione del sistema di produzione. di ingegnerizzazione di prodotto.

L installazione delle macchine si effettua durante la fase di. di ingegnerizzazione di prodotto. di ingegnerizzazione di processo. durante lo studio di fattibilità preliminare al nuovo impianto. di ingegnerizzazione del sistema di produzione.

La standardizzazione dei componenti di effettua durante la fase di. di ingegnerizzazione del sistema di produzione. durante lo studio di fattibilità preliminare al nuovo impianto. di ingegnerizzazione di processo. di ingegnerizzazione di prodotto.

Aumentando la quantità richiesta. le macchine sono più automatizzate. tutte le risposte sono corrette. la tecnologia diviene più complessa. diminuisce la flessibilità di processo.

Nei diagrammi qualitativi si mette in evidenza. le fasi dei ciclo produttivo prescelto. il numero di addetti. le quantita in gioco. le percentuali di scarto delle singole operazioni.

La scelta del ciclo produttivo prevede che si verifichi. i requisiti di sicurezza per il lavoratore. potenziali concorrenti sul mercato. esistenza di prodotti con cicli analoghi. esistenza di tecnologie idonee alla fabbricazione del prodotto.

il costo dell inefficienza di servizio comporta. una sanzione nei confronti di chi ha causato l inefficienza. un esborso di denaro da parte del management. un esborso di denaro da parte dei consumatori. una diminuzione dell utile aziendale.

I costi di acquisto e mantenimento degli impianti e dei macchinari. nessuna risposta esatta. non variano, entro certi limiti, col volume di attività. variano sempre col volume di attività. non variano mai.

Dati la perdita di fatturato DR, i costi variabili non sostenuti DCv Il costo dell inefficienza di servizio Cineff e dato da. Cineff=DR+DCv. Cineff=DR*DCv. Cineff=DR-DCv. Cineff=DR/DCv.

Il costo del capitale circolante corrisponde. capitale necessario per avviare la produzione e indispensabile per consentire la normale gestione dell impianto, non e immobilizzato ed e tutto recuperabile. differenza fra utilie unitario massimo e costo medio. coincide con il costo marginale. differenza fra ricavi e costi di un esercizio finanziario.

I costi di produzione possono essere classificati come. l insime dei costi legati alle sole attivita di manutenzione. costi necessari ad ottenere un prestabilito profitto. diretti o specifici o indiretti e comuni. differenza fra costi dedicati all acquisto dei macchinari e costi necessari alla loro manutenzione.

Cosa rappresenta il costo marginale. l incremento subito dal costo medio all aumentare del volume produttivo. il costo di alcune attivita produttive non sempre necessarie. l incremento subito dal costo quando la produzione aumenta di una unita. il costo di tutte quelle attivita marginali non legate alla produzione.

Dati Cv=costi variabili, Cf= costi fissi, il costo medio e dato da. Cmedio=Cf/q. Cmedio=Cmarginale/q. Cmedio=Cv/q. Cmedio=(Cv+Cf)/q.

Il massimo utile totale si ottiene quando. il costo marginale e minimo. Il costo medio e il costo marginale sono uguali. Il prezzo uguaglia il costo marginale. Il costo medio e minimo.

I costi variabili hanno un andamento lineare se. non dipendono dall'efficienza produttiva. efficienza produttiva diminuisce. efficienza produttiva aumenta. efficienza produttiva rimane inalterata.

In corrispondenza del punto di pareggio. il costo marginale e nullo. i costi fissi sono uguali ai costi variabili. si hanno utili nulli. si hanno costi massimi.

Il massimo utile unitario si ottiene quando. Il costo medio e minimo. il costo marginale e minimo. nessuna risposta esatta. Il costo medio e il costo marginale sono uguali.

Il margine di contribuzione totale e dato da. Mc = Utile-Costi Fissi. Mc = Costi Fissi/ Utile. Mc = Costi variabili + Utile. Mc = Costi Fissi + Utile.

interesse attivo. è un debito. rappresenta il valore attuale all anno zero di una certa quota. è un credito. rappresenta il montante o valore futuro.

Nel caso di interesse composto la formula di attualizzazione e. V0= Vn /(1+i)n. V0= Vn /(1+ni)2. V0= Vn /(1+i)2. V0= Vn /(1+ni).

Il valore futuro di un annualita S versata alla fine di ogni anno e dato da. Vn= S[ (1+i)n -1/i]. Vn= S[ (1+ni)n -1/i]. Vn= S[ (1+ni)/i]. Vn= S[ (1+i)n/i].

Il valore presente V0 di un versamento annuale S, effettuato per n anni e dato da. V0= S[ (1+i)n -1/i*(1+i)n]. Vn= S[ (1+i)n/(1+i)n]. Vn= S[ (1+ni)n -1/i*ni]. Vn= S[ (1+ni)/1+ni].

Dati la somma pagata per l uso ( I ) di un bene e la quantita presa in prestito ( P ) in un certo periodo di tempo (generalmente un anno), il tasso di interesse e. i = I +P. i = I *P. i = I -P. i = I / P.

Nel caso di interesse semplice i il valore che una somma Vo presa in prestito (o investita) oggi, avra dopo n anni e data da. Vn= Vo (1+ni). Vn= V0 /(1+i)n. Vn= V0 (1+i)n. Vn= Vo /(1+ni).

Il postulato della preferenza temporale del consumo stabilisce che. nessuna risposta esatta. Un soggetto economico attribuisce normalmente ad un bene presente un valore maggiore che allo stesso bene reso disponibile nel futuro. Un soggetto economico attribuisce normalmente ad un bene presente un valore minore che allo stesso bene reso disponibile nel futuro. Un soggetto economico attribuisce normalmente ad un bene futuro un valore maggiore.

la durata dell ammortamento finanziario di un debito. e pari alla vita prevista del bene strumentale. e fissata dal creditore. e pari alla vita effettiva del bene strumentale. da luogo a flussi di denaro reali in uscita.

la durata dell ammortamento economico di un bene strumentale. da luogo a flussi di denaro reali in uscita. e fissata dal creditore. e pari alla vita effettiva del bene strumentale. e pari alla vita prevista del bene strumentale.

Nell ammortamento contabile dati: Aj = quota generica di ammortamento relativa al j-esimo periodo di esercizio; Vr = valore residuo del bene all’istante k; Vo = valore iniziale del bene (investimento) è dato da. V0=Vr/(sommatoria da 1 a n di (Aj). V0=Vr+Ajn. V0=Vr*(sommatoria da 1 a n di (Aj). V0=Vr+(sommatoria da 1 a n di (Aj).

Il fondo di ammortamento. costituisce una disponibilità di bilancio utilizzabile per finanziare nuovi investimenti. rapprensenta un fondo di investimento a cui le aziende possono aderire. nessuna delle risposte e corretta. rappresenta un fondo spese per l'azienda.

L ammortamento. e un processo associato alla manutenzione di beni strumentali. e un processo associato alla riproduzione di beni strumentali. e un processo associato agli investimenti finanziari derivanti dall utile di impresa. e un processo finalizzato all incremento di valore dei beni strumentali.

L ammortamento contabile. Consiste in quote, comprensive degli interessi, che costituiscono un processo di ripartizione del valore iniziale del bene strumentale su tutti i periodi di esercizio del bene. Consiste nell accantonare quote destinate alla semplice ricostruzione contabile del valore di un bene strumentale. nessuna risposta esatta. Costituisce un piano per la graduale estinzione (comprensiva d interessi) di un mutuo, o debito, contratto per l acquisto di beni strumentali. Pu o anche realizzarsi per finanziare un qualunque investimento, anche non produttivo.

Fra i metodi di ammortamento quello in cui si spende di più e. a rata annuale costante. A percentuale costante del valore residuo. a quota capitale costante. esponenziale.

L ammortamento a percentuale costante del valore residuo. e usuale in un ambiente competitivo dove si temono rischi di obsolescenza. ha le prime rate più basse rispetto agli altri metodi. e utilizzato a fini fiscali. e utilizzato quando non si hanno grandi rischi di obsolescenza.

Nell ammortamento a quota capitale costante il valore da ammortizzare del bene strumentale, già depurato del valore residuo attualizzato dell’impianto e dato da. V0-Vr/(1+i)n. V0/(1+i)n. V0+Vr/(1+i)n. Vr/(1+i)n.

L ammortamento fiscale e quello. nessuna risposta esatta. a rata annuale costante. a percentuale costante del valore residuo. a quota capitale costante.

Il piano di ammortamento a rata annuale costante si sceglie. per utilizzarlo a fini fiscali. quando si ha solo un certo quantitativo di denaro da utilizzare per l ammortamento. quando si temono rischi di obsolescenza. quando si è abbastanza certi che l’impianto non corra rischi di obsolescenza.

Nel piano di ammortamento a rata annuale costante. dopo circa il 50% del tempo, il debito residuo e molto più del 50%. dopo circa il 50% del tempo, il debito residuo e meno del 50%. si sceglie quando l impianto ha forte rischio di obsolescenza. l accantonamento della rata avviene all inizio dell anno di riferimento.

Nell ammortamento a rata annuale costante dati qj = quota legata alla ricostruzione del capitale Ij = interessi passivi pagati, il valore della rata S e dato da. S= qj/Ij. S= qj-Ij. S= qj+Ij. S= qj*Ij.

Se all anno n il VAN e uguale a zero. significa che l operazione servira a restituire in n anni il capitale investito e gli interessi al tasso i fissato. significa che l operazione servira a restituire in n anni gli interessi al tasso i fissato. significa che l operazione ha determinato una perdita economica. significa che l operazione servira a restituire in n anni il capitale investito.

Dati qf= quota di ammortamento fiscale, Ip = Interessi passivi maturati su mutui finanziari o debiti contratti per finanziare gli investimenti, t = Coefficiente di prelievo fiscale, il flusso di cassa netto e dato da. CFN = Rk-Ck - Ip - ( Rk-Ck -qf).t. CFN = Rk-Ck - qf - ( Rk-Ck -Ik-Ip).t. CFN = Rk-Ck -Ik - ( Rk-Ck -qf -Ip).t. CFN = Rk-Ck - ( Rk-Ck -qf -Ip).t.

Dati Ik= esborso per investimento Rk=ricavi di gestione, Ck=spese di gestione, nel periodo k, il flusso di cassa lordo e definito come. CFGk= (Rk-Ck)/ Ik. CFGk= Rk-Ck -Ik. nessuna risposta esatta. CFGk= Rk-Ck.

Quale fra le seguenti configurazioni mi garantisce la maggiore fattibilita economica di un progetto. VAN alto, TIR alto, PBP alto. VAN alto, TIR alto, PBP basso. VAN alto, TIR basso, PBP basso. VAN alto, TIR basso, PBP alto.

Il tasso di rendimento interno e quel valore del tasso di interesse in corrispondenza del quale. il VAN si annulla nel più breve tempo piossibile. all anno n il VAN=0. all anno n il VAN>0. all anno n il VAN<0.

Il tasso di rendimento rappresenta il massimo valore del tasso di interesse. che l azienda ha stabilito come limite massimo per finanziarsi con indebitamento esterno. che definisce la redditivita degli investimenti. praticato dagli istituti di credito. che l azienda potrebbe fronteggiare, senza perdite, nel caso si finanzi con indebitamento esterno.

All aumentare del tasso di interesse i. il VAN rimane invariato. nessuna risposta esatta. il VAN diminuisce. il VAN aumenta.

Il TRI e. un indice di rischiosita dell investimento. nessuna risposta esatta. un idice di velocita di rientro dell investimento. un indice di redditivita dell investimento.

All aumentare del tasso di remunerazione del capitale (i), a parita di altre condizioni: il VAN rimane invariato. il PBP rimane invariato. il PBP aumenta. il VAN aumenta.

L intersezione di Fisher. identifica quel valore di TRI per cui ottengo il minimo PBP. identifica quel valore di TRI per cui ottengo il massimo del VAN. identifica quel valore di TRI per cui e massima la rischiosita dell investimento. identifica quel valore di TRI per cui due progetti sono ugualmenti remunerativi.

Gli elementi fondamentali per il progetto di un layout sono. Prodotto P; volume di produzione Q; Ciclo produttivo C; servizi ausiliari S; Tempo T. Prodotto P; velocità di produzione V; Ciclo produttivo C; impianto elettrico e idraulico E I;. Prodotto P; volume di produzione Q; Ciclo produttivo C; servizi ausiliari S; costo degli impianti M. Prodotto P; volume di produzione Q; Ciclo produttivo C; costo della manodopera Ma.

Per procedere alla studio del layout generale di impianto si comincia utilizzando. il metodo di Hollier. la tabella dei rapporti fra le attivita. foglio dei dati sul prodotto e sulle quantita. la from to chart.

Nella zona I del diagramma prodotto-quantita la disposizione del layout e. basata sulla group technology. per prodotto. a punto fisso. per processo.

Nel diagramma prodotto-quantita le varieta prodotte sono suddivise in base a. processo di lavorazione; dimensioni, peso, forma e natura del prodotto; lavorazioni pericolose o inquinanti. clienti finali. tipologia di materie prime utilizzate; macchine disponibili; capacita produttiva necessaria. valore del pezzo prodotto.

Il layout a posizione fissa ricade. Nella zona III della curva P-Q. non esiste questo tipo di layout. Nella zona II della curva P-Q. Nella zona I della curva P-Q.

Un layout a celle e simile. ad un layout per processo. ad un layout a punto fisso. ad un layout per linea di prodotto. ad un layout per reparti.

Un layout per prodotto. i tempi di attraversamento dei materiali sono elevati. e molto vulnerabile ai guasti. il costo della manodopera e elevato. la qualita dei prodotti finiti e poco omogenea.

In un layout per prodotto. non ci sono scorte di produzione. le scorte di produzione sono maggiori. le scorte di produzione sono minori. c e bisogno di grandi aree di stoccaggio.

Quali fra le seguenti caratteristiche e tipoca di un layout per processo. bassa flessibilita, bassa obsolescenza, elevato WIP, elevata saturazione delle macchine. alta flessibilita, elevata obsolescenza, elevato WIP, elevata saturazione delle macchine. alta flessibilita, elevata obsolescenza, basso WIP, elevata saturazione delle macchine. alta flessibilita, scarsa obsolescenza, elevato WIP, scarsa saturazione delle macchine.

In riferimento al diagramma Prodotto-Quantita, i prodotti che ricadono nella zona I: sono realizzati in piccole quantita per cui si prediligono disposizioni di layout per prodotto. sono realizzati in grandi quantita per cui si prediligono disposizioni di layout per prodotto. sono realizzati in grandi quantita per cui si prediligono disposizioni di layout per processo o a posizione fissa. sono realizzati in piccole quantita per cui si prediligono disposizioni di layout per processo o a posizione fissa.

Nella curva P-Q il passaggio dalla zona II alla zona I e favorito da. aumento della variabilita dei prodotti. incremento di manodopera. standardizzazione e intercambiabilita. diminuzione dei volumi di produzione.

Quale delle seguenti informazioni deve essere contenuta nel foglio del processo operativo. il personale addetto all operazione. nessuna delle risposte e corretta. il cliente finale. l’eventuale eliminazione od allontanamento degli sfridi.

Nella rappresentazione alternativa del F. P.O. in cui i simboli ASME corrispondenti alle singole fasi di lavorazione del prodotto vengono collegati da una spezzata. nessuna delle risposte e corretta. è consigliabile seguire l'aternativa caratterizzata da una spezzata più corta. è consigliabile seguire l'aternativa caratterizzata da una spezzata più lunga. è consigliabile modificare la sequenza di lavorazioni in base al flusso.

Nella rappresentazione grafica del F.P.O. viene indicata. L'intensità di flusso fra due lavorazioni. lo spazio occupato dalle macchine. non vengono date indicazioni. la disposizione delle macchine.

Quale metodo di analisi del flusso dei materiali si utilizza nel caso si abbia un numero di prodotti minore di 4. Foglio del Processo Operativo (F.P.O.) di montaggio o di lavorazione. From to chart. FPO multiprodotto. metodo di Hollier.

Quale fra i seguenti rappresenta un fattore correttivo del MAG. Materiale prodotto o acquistato. Molto pesante e denso. Materiale legnoso o ferroso. Costoso.

Il mag rappresenta. un coefficiente per quantificare la complessita dei prodotti. un unita di misura che definisce l attitudine dei materiali ad essere trasportati. un unita di misura che definisce l attitudine dei materiali ad essere disassemblati. un elemento cubico di peso variabile.

La from to chart serve per. definire il numero di macchine necessarie alla produzione. stabilire il ciclo di lavorazione. ottimizzare la disposizione dei reparti produttivi. minimizzare il tempo ciclo.

Se nella Form to Chart i prodotti sono posti nella parte di matrice sotto la diagonale significa che. hanno finito la lavorazione. c e un flusso inverso di lavorazione. devono essere presi dal magazzino. non devono eseguire quelle lavorazioni.

Nel diagramma di flusso la logica prevede che. le linee non si intersechino. i reparti caratterizzati da maggior flusso vengano accorpati. le linee colleghino i reparti in base al ciclo di lavorazione. le linee si intersechino il meno possibile.

Nella fase di raggruppamento dei prodotti si devono ricercare delle similarita considerando varie caratteristiche; si possono considerare principalmente. attributi di progetto e attributi di fabbricazione. materie prime utilizzate. nessuna delle risposte e corretta. quantitativi previsti.

Quale fra i seguenti e un metodo per la costruzione delle famiglie nella Group Technology. valutazione del numero di operazioni necessarie a costruire il pezzo. minimizzazione degli spostamenti. minimizzazione del fusso inverso dei materiali. analisi del flusso produttivo.

In un layout produttivo basato sulla Group Technology. c e una maggiore quantita di movimentazioni. ci sono maggiori operazioni di set up. c e un maggiore WIP. c e una minore quantita di movimentazioni.

Il metodo della classificazione a vista e. costoso. richiede lunghi tempi di implementazione. oggettivo. poco ripetibile.

Per codifica delle parti si intende. la determinazione di una serie di caratteri alfanumerici designati ad identificare univocamente gli attributi delle parti. l ordinamento delle parti secondo criteri fondati su caratteristiche costruttive e/o funzionali. l ordinamento dei pezzi nella linea in base ai codici di lavorazione. L attribuzione di codici designati unicamente ad identificare le lavorazioni del pezzo.

In un codice a struttura gerarchica. Il significato di ciascuna cifra dipende soltanto dalla sua posizione all’interno del codice e non dal valore delle cifre precedenti. il significato di una cifra nel codice dipende dal numero di cifre presenti. il significato di una cifra nel codice dipende dal valore delle cifre precedenti. il significato di una cifra nel codice dipende dal valore delle cifre seguenti.

In un codice a catena. il significato di una cifra nel codice dipende dal valore somma delle cifre. Il significato di ciascuna cifra dipende soltanto dalla sua posizione all’interno del codice e non dal valore delle cifre precedenti. nessuna delle risposte e corretta. il significato di una cifra nel codice dipende dal valore delle cifre precedenti.

Il codice Opitz e costituito da. una stringa di 15 numeri decimali. una stringa di 12 numeri decimali. una stringa di 13 numeri decimali. una stringa di 10 numeri decimali.

La prima cifra del codice di Opitz identifica. le principali caratteristiche della forma dell'oggetto. le operazioni di produzione e la loro successione. le caratteristiche che saranno usate per la fabbricazione: dimensioni, materiale da lavorare, forma del grezzo, tolleranze da rispettare. la tipologia di macchine da utilizzare.

La seconda cifra del codice di Opitz detta codice supplementare identifica. le caratteristiche che saranno usate per la fabbricazione: dimensioni, materiale da lavorare, forma del grezzo, tolleranze da rispettare. nessuna risposta esatta. le operazioni di produzione e la loro successione. le principali caratteristiche della forma dell oggetto.

Il codice secondario nel codice di Opitz identifica. i diversi macchinari per la lavorazione del pezzo. gli attributi del pezzo che variano in base al cliente a cui e destinato. le caratteristiche che saranno usate per la fabbricazione: dimensioni, materiale da lavorare, forma del grezzo, tolleranze da rispettare. le operazioni di produzione e la loro successione.

Nell analisi PFA la creazione delle famiglie avviene. analizzando solamente i cicli di lavorazione delle parti e non la loro morfologia. analizzando sia i cicli di lavorazione delle parti che la loro morfologia. l analisi PFA non serve per creare le famiglie. analizzando solamente la morfologia delle parti e non i cicli di lavorazione.

Il principale vantaggio del metodo PFA consiste. Nel fatto che fornisce un meccanismo per razionalizzare i cicli produttivi. Nel fatto che fornisce il dettaglio dei tempi di lavorazione e l'elenco delle macchine da utilizzare. Facilita di individuare parti geometricamente diverse ma con simili o analoghi cicli di lavorazione opezzi simili ma con processi produttivi totalmente differenti. Nel fatto che sostituisce il metodo del FPO multiprodotto.

L analisi PFA. fornisce un meccanismo per razionalizzare i cicli produttivi. non fornisce un meccanismo per razionalizzare le attivita di manutenzione. non fornisce un meccanismo per razionalizzare i cicli produttivi. fornisce un metodo per valutare la qualita dei prodotti.

Nella tecnica del raggruppamento in pacchi. ogni pacco e destinato ad una lavorazione su una determinata macchina utensile. ogni pacco contiene gruppi di parti morfologicamente simili. ogni pacco contiene gruppi di parti caratterizzate da identico ciclo di lavorazione. ogni pacco contiene gruppi di pezzi identici.

Quale tipo di analisi si può rappresentare con un dendrogramma. Hierarchical Clustering Analysis. Rank Order Clustering. nessuna delle risposte e corretta. Jacard / McAuley.

Nel coefficiente di Jacard / McAuley un valore prossimo a 1 rappresenta. una minima similitudine fra le parti. la massima similitudine fra i cicli di lavorazione fra le parti. una forte similitudine fra le parti. assenza di qualsiasi similitudine fra le parti.

La stesura della carta PFA consiste. nessuna delle risposte e corretta. nella costruzione di una matrice nella quale sulle righe sono riportati i processi o le macchine usate e nelle colonne le parti. in un elenco dettagliato di tutte le lavorazioni che il pezzo deve subire. nella disposizione delle macchine all interno delle celle di lavorazione.

Considerando una matrice nxm, dove n=tipi di macchina e m=tipi di parti da produrre, la formula che esplicita l algoritmo di Rank Order Clustering e data dalla. sommatoria per p che va da 1 a m di bip*2p. sommatoria per p che va da 1 a m di bip*2m-p. sommatoria per p che va da 1 a m di bip*2m. sommatoria per p che va da 1 a m di bip*2mp.

Il metodo di Hollier viene utilizzato per. la sistemazione delle macchine all interno di una singola cella attraverso la hierarchical clustering analysis. la sistemazione delle macchine all interno di una singola cella basandosi sui coefficienti di similitudine. la sistemazione delle macchine all interno di una singola cella attraverso la from to chart. la sistemazione delle macchine all interno di una singola cella attraversol algoritmo di rank order clustering.

Con il metodo di Hollier si individuano anche. i prodotti in eccesso rispetto alla domanda. i flussi da e verso il magazzino. i prodotti di scarto. le scorte.

Il metodo di Hollier è basato su. F.P.O. matrice parte-macchina. from to chart. carta PFA.

La tabella dei rapporti fra le attivita serve ad identificare. l importanza dell attivita in rapporto alla produzione. la distribuzione delle risorse in base all importanza dell attivita in rapporto alla produzione. l importanza del rapporto fra due attivita e le ragioni del rapporto. nessuna delle precedenti affermazioni e corretta.

Un rapporto fra due attivita definito assulutamente necessario e identificato dal colore. arancione. blu. rosso. verde.

Nel progetto del layout generale di un acciaieria si utilizza. Tabella combinata dei rapporti. il metodo di Hollier. Foglio del flusso dei materiali. Tabella rapporti attivita di servizio.

Nel progetto del layout generale di una biblioteca si utilizza. Foglio del flusso dei materiali. Tabella rapporti attivita di servizio. nessuna risposta corretta. Tabella combinata dei rapporti.

Le informazioni raccolte nella tabella combinata delle relazioni consendono di rappresentare. il diagramma del flusso dei materiali. il diagramma dei rapporti tra le attività di servizio. nessuna delle risposte e corretta. il diagramma combinato dei rapporti tra tutte le attività (produttive e di servizio).

Le informazioni raccolte nella tabella delle relazioni tre la attività collaterali e di servizio consentono di rappresentare. il diagramma combinato dei rapporti tra tutte le attività (produttive e di servizio). il diagramma dei rapporti tra le attività di servizio. nessuna delle risposte e corretta. il diagramma del flusso dei materiali.

Nella definizione dei layout si passa salla From to Chart a. tabella delle relazioni fra le attivita di servizio. diagramma dei rapporti fra le attivita di servizio. diagramma di flusso dei materiali. tabella combinata delle relazioni.

Le informazioni raccolte nel foglio del flusso dei materiali consentono di rappresentare. il diagramma combinato dei rapporti tra tutte le attività (produttive e di servizio). il diagramma dei rapporti tra le attività di servizio. nessuna delle risposte e corretta. il diagramma del flusso dei materiali.

Dati UT= tempo di disponibilita effettiva, DT= tempo di fuori servizio, il coefficiente che esprime l inaffidabilita della macchina e dato da. UT/(UT-DT). UT/(UT+DT). UT/DT. DT/UT.

Dati UT= tempo di disponibilita effettiva, PT= tempo di effettiva produzione, il coefficiente che esprime il tasso di utilizzazione della macchina e dato da. PT/UT. PT/(UT+PT). PT/(UT-PT). UT/PT.

Il tasso di utlizzazione del macchinario. tiene conto unicamente del rendimento dell operatore e degli scarti imputabili alla macchina. e particolarmente influenzato dalle inefficienze di gestione, le quali possono farne crollare il valore fino a 0,3. e indipendente dal rendimento dell operatore. tiene conto degli scarti imputabili alla macchina, del rendimento dell operatore, dell inaffidabilita della macchina ma non delle inefficienze di gestione.

Con il metodo dei calcoli diretti si determina. il numero di pezzi assegnati ad ogni macchina. un’area totale necessaria per ogni macchina od attrezzatura. la disposizione delle macchine che minimizza gli spostamenti degli operatori. il coefficiente di scarto delle macchine.

Nella formula del rendimento di produzione di una macchina il coefficiente K1 tiene conto. del rendimento dell’operatore. del tasso di utilizzazione del macchinario. della inaffidabilità della macchina. degli scarti imputabili alla macchina.

Nella formula del rendimento di produzione di una macchina il coefficiente K4 tiene conto. della inaffidabilità della macchina. nessuna risposta corretta. del rendimento dell’operatore. del tasso di utilizzazione del macchinario.

Nella formula del rendimento di produzione di una macchina il coefficiente K3 tiene conto. nessuna delle risposte e corretta. della inaffidabilità della macchina. del tasso di utilizzazione del macchinario. del rendimento dell’operatore.

Nella formula del rendimento di produzione di una macchina il coefficiente K2 tiene conto. della inaffidabilità della macchina. del tasso di utilizzazione del macchinario. del rendimento dell’operatore. degli scarti imputabili alla macchina.

Il rendimento di produzione di una macchina è dato da. Tempo medio effettivo di produzione/Pot. effettiva (pezzi/ora). Tempo teorico di produzione /Tempo medio effettivo di produzione. Pot. nominale (pezzi/ora)/Pot. effettiva (pezzi/ora). Tempo medio effettivo di produzione/ Tempo teorico di produzione.

Dati Qu= potenzialita effettiva e p=% di scarto, la potenzialita Q di un reparto e data da. Q=Qu*(1-p). Q=Qu/(1-p). Q=Qu/p. Q=Qu*p.

L area richiesta da ciascun operatore comprende. un area di almeno 2 mq. un area di 7 mq attorno alla macchina. area per la manutenzione e area deposito materiali in lavorazione. nessuna delle risposte e corretta.

Dati Qij=Quantita annua del prodotto (i) da produrre in reparto sulla macchina (j); Tij=tempo medio effettivo di produzione del prodotto (i) sulla macchina (j); Nij= numero di ore disponibili per la produzione del prodotto (i) sulla macchina (j) nel periodo di produzione considerato, il numero di macchine di tipo j per realizzare il lotto produttivo i-esimo e dato da. Mij=Qij /(Tij - Nij). Mij=Qij /(Tij x Nij). Mij=Nij/(Qij xTij). Mij=(Qij xTij)/Nij.

Dati Tij=tempo medio effettivo di produzione del prodotto (i) sulla macchina (j); Nij= numero di ore disponibili per la produzione del prodotto (i) sulla macchina (j) nel periodo di produzione considerato, il numero di pezzi anno realizzati da una macchina e dato da. Tij/(Nij-1). Nij/(Tij-1/Tij). Tij/Nij. Nij/Tij.

Se dal calcolo mi risulta un numero minimo di macchine pari a 0.1 e decido di acquistare quella macchina perche ritenuta strategica o indispensabile, il suo tasso di utilizzazione teorico sara par. 10%. 1%. 0.10%. 90%.

Il numero effettivo minimo di macchine Mij rappresenta. il numero intero uguale o immediatamente inferiore al valore Mij calcolato. coincide con il valore Mij calcolato. il numero intero uguale o immediatamente superiore al valore Mij calcolato. il numero di macchine che servono per realizzare il ciclo produttivo.

Nella produzione in linea al diminuire del rendimento della stazione. diminuisce il suo tasso di utilizzazione teorico. il tasso di utilizzazione teorico non viene influenzato. nessuna delle risposte e corretta. aumenta il suo tasso di utilizzazione teorico.

Dati numero teorico di macchine necessarie n’j e il numero minimo intero nj≥nj , Il tasso di utlizzazione della stazione nj-esima della linea di produzione e dato da. uj=n j/nj. uj=n j/(1-nj). uj=n j/(nj-n j). uj=nj/n j.

Dati Q=Quantita oraria da produrre in linea, Tj* il tempo teorico di produzione (minuti/pezzo), ηj= rendimento di produzione, il numero teorico di macchine necessarie n’j e dato da. n’j=(Q x ηj) /(Tj* x 60). n’j=(Q x Tj*)/(60 x ηj). n’j=(Q x Tj*)/ ηj. n’j=Q /(Tj* x ηj).

Ogni spezzata della curva caratteristica di prodotto ha inclinazione. minore della precedente. maggiore della precedente. minore o maggiore in relazione alla saturazione delle macchine. costante.

Il coefficiente angolare della retta che rappresenta la curva caratteristica di prodotto (che lega il tasso di utilizzazione medio di una linea alla quantita prodotta): diminuisce all aumentare della quantita prodotta, se non si raggiunge il valore di saturazione della capacita produttiva. aumenta all aumentare del numero delle macchine. rimane costante all aumentare della quantita prodotta, se non si raggiunge il valore di saturazione della capacita produttiva. raggiunto il valore di saturazione della capacita produttiva, rimane invariato all aumentare della quantita prodotta.

La Quantita che satura la stazione j-esima della linea di produzione e data da. qjs=nj/60tj. qjs=tj/nj. qjs=nj/tj. qjs=60nj/tj.

Idle time di una linea di assemblaggio manuale e definito come. tempo di attivita di un operatore all interno della linea. tempo necessario per realizzare una operazione elementare. tempo necessario per realizzare tutte le operazioni elementari. tempo di inattivita di un operatore all interno della linea.

Il tempo ciclo di una linea di assemblaggio manuale si calcola come. Tc=T/Q. Tc=Q/T. Tc=T*Q. Tc= somma dei tempi elementari di assembalggio.

Dati Tc= Tempo ciclo, n= numero delle stazioni, M= numero di operazioni elementari, Tej= Tempo elementare della operazione j-esima, l efficienza si calcola come. E=Tc*n/(sommatoria da J=1 a J=M(Tej)). E=(sommatoria da J=1 a J=M(Tej))/(1-n*Tc). E=Tc*(sommatoria da J=1 a J=M(Tej))/n. E=(sommatoria da J=1 a J=M(Tej))/n*Tc.

Dati Tc= Tempo ciclo, n= numero delle stazioni, M= numero di operazioni elementari, Tej= Tempo elementare della operazione j-esima, il tempo morto tm e dato da. tm=nTc*(sommatoria da J=1 a J=M(Tej)). tm=1-nTc*(sommatoria da J=1 a J=M(Tej)). tm=nTc-(sommatoria da J=1 a J=M(Tej)). tm=nTc/(sommatoria da J=1 a J=M(Tej)).

Dati Tej= Tempo elementare della operazione j-esima, Tc= Tempo ciclo, M= numero di operazioni elementari, il numero teorico di stazioni di una linea di produzione si calcola come. nessuna delle risposte e corretta. K=(sommatoria da J=1 a J=M(Tej)). K=(sommatoria da J=1 a J=M(Tej))*Tc. K=(sommatoria da J=1 a J=M(Tej))/Tc.

Nel metodo euristico per l’assegnazione degli elementi alle stazioni del largest candidate tra gli elementi disponibili si sceglie quello. con il più grande numero di elementi da esse dipendenti per vincoli di priorità. per cui la somma dei tempi di esecuzione di ciascuno degli elementi seguenti (per vincoli di precedenza) è maggiore. con il più breve tempo di esecuzione. con il più lungo tempo di esecuzione.

Nel metodo euristico per l’assegnazione degli elementi alle stazioni dello shortest candidate tra gli elementi disponibili si sceglie quello. con il più lungo tempo di esecuzione. con il più grande numero di elementi da esse dipendenti per vincoli di priorità. per cui la somma dei tempi di esecuzione di ciascuno degli elementi seguenti (per vincoli di precedenza) è maggiore. con il più breve tempo di esecuzione.

Nel metodo euristico per l’assegnazione degli elementi alle stazioni del Least number of following tasks tra gli elementi disponibili si sceglie quello. per cui la somma dei tempi di esecuzione di ciascuno degli elementi seguenti (per vincoli di precedenza) è maggiore. con il più grande numero di elementi da esse dipendenti per vincoli di priorità. con il più breve tempo di esecuzione. con il più piccolo numero di elementi da esso dipendenti per vincoli di priorità.

Nel metodo euristico per l’assegnazione degli elementi alle stazioni del Ranked positional weight tra gli elementi disponibili si sceglie quello. con il più breve tempo di esecuzione. per cui la somma dei tempi di esecuzione di ciascuno degli elementi seguenti, per vincoli di precedenza, e minore. per cui la somma dei tempi di esecuzione di ciascuno degli elementi seguenti, per vincoli di precedenza, e maggiore. con il più grande numero di elementi da esse dipendenti per vincoli di priorita.

Nel metoo euristico per l’assegnazione degli elementi alle stazioni del Most following tasks tra gli elementi disponibili si sceglie quello. per cui la somma dei tempi di esecuzione di ciascuno degli elementi seguenti, per vincoli di precedenza, e maggiore. con il più grande numero di elementi da esse dipendenti per vincoli di priorità. quello con il più breve tempo di esecuzione. con il più piccolo numero di elementi da esso dipendenti per vincoli di priorità.

Quali dei seguenti non è un metodo euristico di bilanciamento delle linee di assemblaggio?. Rank positional weight. Largest candidate. Shortest candidate. Least candidate.

Utilizzando il metodo di Kottas Lau per il bilanciamento della linea e necessario conoscere. nessuna delle risposte e corretta. il numero di pezzi assegnati ad ogni macchina. il costo di ogni singola stazione. il grafico delle precedenze.

Il tempo di completamento di ogni operazione e caraterizzato da. una distribuzione normale di cui si possono calcolare valor medio e deviazione standard. una distribuzione logaritmica. nessuna delle risposte e corretta. una distribuzione lineare.

Maggiore e il lavoro assegnato all operatore singolo maggiori potrebbero essere. i costi dei macchinari. i costi di manutenzione. i costi di mancato completamento. i costi della manodopera.

Dati m=numero intero di macchine assegnate all’operatore; Tc= periodo del ciclo ripetitivo; C1= costo orario per operatore; C2= costo orario per macchina, il costo orario del sistema e dato da. C(m)=C1Tc+mC2. C(m)=(C1+mC2). C(m)=(C1+mC2)/Tc. C(m)=(C1+mC2)Tc/m.

Dati m=numero intero di macchine assegnate all’operatore; Tc= periodo del ciclo ripetitivo; C1= costo orario per operatore; C2= costo orario per macchina, il costo per unita di prodotto e dato da. C(m)=(C1+mC2)m/Tc. C(m)=C1Tc+mC2. C(m)=(C1+mC2)Tc/m. C(m)=(C1+mC2)/Tc.

Dati a= durata di una attivita concorrente dell’uomo e della macchina; b= durata di una attivita indipendente dell’operatore; t= durata di una attivita indipendente della macchina, il numero teorico di macchine da assegnare all’operatore e dato da. n =t/a+b. n =a+b/t. n =a+b/a+t. n =a+t/a+b.

Nel caso di macchine automatiche servite da robot condizione ottimale di accoppiamento e quella per cui. la somma del tempi morti, sia delle macchine che dei robot, sia la minima compatibile con le operazioni di set up necessarie per la preparazione delle macchine. la somma del tempi morti, sia delle macchine che dei robot, sia nulla. Ovvero, macchine operatrici e robot completamente saturi. la somma del tempi morti, sia delle macchine che dei robot, sia tale da permettere ritardi di produzione senza necessita di interrompere la linea. la somma del tempi morti delle macchine sia uguale a quella dei robot.

Nella determinazione delle aree di processo il metodo delle conversioni si utilizza. quando si devono acquistare nuovi macchinari in seguito alla riconversione di uno stabilimento produttivo. quando si tratta di una modifica del layout esistente e non di un nuovo layout per un nuovo stabilimento, officina o reparto. nessuna delle risposte e corretta. quando si tratta di costruire un nuovo stabilimento, officina o reparto e non di una modifica del layout esistente.

Per applicare il metodo del Layout schematico e necessario avere a disposizione i seguenti dati. un lay-out iniziale, come input, per costruire lay-out alternativi. quantità stimate da produrre. Modelli o sagome delle attrezzature o macchine. numero degli operatori su ciascuna macchina.

Il metodo meno preciso nella determinazione delle aree di processo e quello. delle conversioni. della tendenza ed estrapolazione dei rapporti. dei calcoli diretti. degli spazi standard.

Il programma ALDEP. Gestisce lay-out di qualsiasi dimensione di unita di stampa. Costruisce lay-out alternativi senza bisogno di averne uno come input di partenza. Costruisce lay-out alternativi partendo da un layout gia esistente come input di partenza. confronta il punteggio assegnato al layout con quello massimo stabilito per la accettabilita del lay-out.

Il programma ALDEP. determina un lay-out basato sui giudizi di relazione o vicinanza tratti dalla tabella dei rapporti tra le attivita. e basato sulla minimizzazione di una funzione del flusso tra i reparti per ridurre il costo del trasporto dei materiali all interno dello stabilimento. risulta utile quando e prevalente il flusso dei materiali. necessita di un lay-out iniziale, come input, per costruire lay-out alternativi.

Per la scelata del layout ottimale uno dei metodi utilizzati e. nessuna delle risposte e corretta. Lista dei pro e dei contro. quellodei rischi di obsolescenza. quello dello sviluppo più rapido.

Per implementare il programma CRAFT e necessario conoscere. From to Chart relativa al flusso e alle distanze tra i reparti. il numero e la tipologia di macchine e attrezzature presenti nei reparti. non ha bisogno di conoscenze preliminari per essere implementato. l area occupata da ciascun reparto.

Nel programma CRAFT il costo del trasporto. e assunto come funzione lineare del numero di spostamenti/giorno. e dato dalla somma delle distanze percorse dai mezzi di trasporto interni. e assunto come funzione lineare delle distanze percorse dai mezzi per le forniture delle materie prime e le consegne ai clienti. e assunto come funzione lineare della distanza tra i baricentri dei reparti presenti, in coordinate rettangolari.

Il programma CRAFT. necessita, in input, della tabella dei rapporti tra le attivita. e un programma costruttivo. non garantisce l individuazione del lay-out ottimale. risulta utile quando hanno maggiore importanza le attivita collaterali e/o di servizio.

Il diagramma di Gantt. consente di individuare facilmente alternative per accelerare i tempi di completamento. presenta informazioni sul costo del progetto. nessuna delle risposte e corretta. e costruito in modo tale da rendere ben evidenti le relazioni di precedenza.

Fra i principali vantaggi del diagramma di Gantt. e lo strumento più rapido per la tempificazione dei progetti anche con molte attivita. I cambiamenti nella schedulazione possono essere realizzati semplicemente e a basso costo. le relazioni di precedenza sono evidenti. permette di identificare individuare alternative per accelerare i tempi di completamento.

La tecnica di pianificazione CPM. considera, oltre agli aspetti temporali, anche quelli relativi ai costi delle varie attivita. contrariamente al PERT, non struttura il programma del progetto attraverso un reticolo di attivita. utilizza delle stime probabilistiche delle durate delle singole attivita. necessita di informazioni riguardanti solo le durate delle attivita e non le relazioni di precedenza tra le stesse.

Per l'applicazione del CPM/PERT usualmente si ricorre. al diagramma di Gantt. al Foglio del processo operativo. alla Work Breakdown Structure (WBS). alla From to Chart.

Lo slack, o slittamento e rappresentato. S = FTi - IPi (Tempo di fine al più tardi-Tempo di inizio al più presto). S = FTi -Ti (Tempo di fine al più tardi-durata dell’attivita). S = FTi - FPi (Tempo di fine al più tardi-Tempo di fine al più presto). S = FTi +Ti (Tempo di fine al più tardi+durata dell’attivita).

Nel caso di una attivita seguita dadue o più attivita il tempo di fine al più tardi del progetto LF. e pari al minimo dei tempi LSk delle attivita seguenti. e pari al tempo LSk della attivita immediatamente seguente. e pari alla somma dei tempi LSk delle attivita seguenti. e pari al massimo dei tempi LSk delle attivita seguenti.

Qual è la formula che esprime la durata media delle attività nel metodo PERT date la durata ottimistica (a), durata probabile (m) e durata pessimistica (b)?. (a+2m+b)/4. (a+m+b)/3. (a+4m+b)/6. (a+b)/2.

Nel metodo PERT, se il numero di attività del percorso critico è abbastanza elevato, la variabile che esprime la durata del percorso critico è distribuita secondo. un'esponenziale. una normale. una beta. una normale standardizzata.

Lo schedule number e. una grandezza legata al tipo di costruzione della tubazione. definisce la tipologia di giunto. una grandezza legata alle caratteristiche di resistenza della tubazione. una grandezza legata al tipo di materiale della tubazione.

Consente il passaggio del fluido in una sola direzione. valvola a molla. valvola a tappo. valvola a sfera. valvola a farfalla.

le valvole di ritegno si utilizzano. per consentire il passaggio del fluido in una sola direzione. per modulare la portata di fluido al variare del grado di apertura dell’organo di regolazione. per impedire il superamento di valori di pressione pericolosi per l’integrità della tubazione o delle apparecchiature ad essa collegate. per regolare delle pressioni di gas o vapore.

Il coefficiente di portata della valvola Av. è influenzato dalla contrazione della vena fluida e dalla resistenza idraulica all’interno del corpo. non è influenzato dalla contrazione della vena fluida e dalla resistenza idraulica all’interno del corpo. si tratta di un area reale ricavabile da apposite formule. rappresenta la sezione di passaggio della valvola di regolazione.

Dati DeltaPkv= caduta di pressione statica pari a 1 bar (105Pa); DeltaP=caduta di pressione statica tra monte e valle della valvola espressa in bar o Pascal; Rof= densità del fluido espressa in kg/m3(o kg/dm3) Ro0=densità dell’acqua espressa in kg/m3(o kg/dm3 ) alle condizioni di riferimento, il coefficiente di portata Kv di una valvola si calcola come. Kv=qv*radq(Delta Pkv/DeltaP*Rof/Ro0). Kv=qv-(Delta Pkv/DeltaP*Rof/Ro0). Kv=qv-radq(Delta Pkv/DeltaP*Rof/Ro0). Kv=qv*(Delta Pkv/DeltaP*Rof/Ro0).

Nel caso di liquidi diversi dall’acqua il Kv va moltiplicato per un coefficiente correttivo dipendente dalla. pressione. temperatura. densita. viscosita.

Le falde artesiane. sono costituite da acque fluenti in pressione tra due strati impermeabili. si trovano solitamente ad una profondita ridotta e la captazione delle acque avviene da pozzo attraverso un sistema di pompaggio. sono costituite da acque fluenti in pressione tra due strati impermeabili e la captazione delle acque avviene sempre sfruttando il carico della falda stessa. sono caratterizzate da acque fluenti a pelo libero attraverso uno strato di materiale poroso su fondo impermeabile.

Le falde freatiche. sono caratterizzate da acque fluenti a pelo libero attraverso uno strato di materiale poroso su fondo impermeabile. sono costituite da acque fluenti in pressione tra due strati impermeabili. la captazione può avvenire senza bisogno di un sistema di pompaggio ma sfruttando il carico della falda stessa. si trovano solitamente ad elevata profondità.

In conseguenza del prelievo di una portata Q dal pozzo featico, il livello dell’acqua all’interno del pozzo si abbassa di una quantità data da. livello dinamico pozzo (h). livello dinamico pozzo (h)/ 1-livello statico pozzo (H). livello dinamico pozzo (h)- livello statico pozzo (H). livello statico pozzo (H) - livello dinamico pozzo (h).

La caratteristica del pozzo. Dipende dalla quantità di acqua presente nelle falda. varia al variare dell umidita relativa. dioende dalle modalita di realizzazione del pozzo. Dipende dalla quantità di acqua che può affluire alla superficie a finestra del pozzo nell’unità di tempo.

Il livello dinamico del pozzo. è indipendente dalla portata Q che viene prelevata. è tanto superiore quanto più elevata è la portata Q che viene prelevata. nessuna delle risposte e corretta. è tanto inferiore quanto più elevata è la portata Q che viene prelevata.

Dati la permeabilità k (*) e la cadenza piezometrica J, dalla legge di Darcy la velocità di filtrazione dell’acqua e data da. C=j/k. C=k/j. C=k*j2. C=k*j.

La curva caratteristica del pozzo artesiano. e direttamente proporzionale al ln(R/r) con r=raggio del pozzo R= distanza, dall’asse del pozzo, a cui la falda non risente più del prelievo. e una relazione lineare fra portata del pozzo e livello dinamico. e una relazione quadratica fra portata del pozzo e livello dinamico. e direttamente proporzionale al ln(r/R) con r=raggio del pozzo R= distanza, dall’asse del pozzo, a cui la falda non risente più del prelievo.

Per curva caratteristica di una pompa si intende. quella curva che ci indica i possibili campi di applicazione della pompa. quella curva che ci da la legge secondo la quale, per un determinato valore del numero di giri, varia la prevalenza manometrica superata dalla pompa al variare della portata. quella curva che ci da la legge secondo la quale, per un determinato valore della prevalenza, varia il numero di giri al variare della portata. quella curva che ci da la legge secondo la quale, per un determinato valore del numero di giri, varia la portata al variare della prevalenza.

Dati la densita del fluido r, la prevalenza H e la portata Q, la potenza della pompa e data da. P=r*Q*H. P=H/r*Q. P=Q/r*H. P=r*Q/H.

Il punto di funzionamento. accoppiando due pompe uguali in serie, non variando la caratteristica del circuito, si sposta verso un valore di portata doppia rispetto a quello che si avrebbe utilizzando una sola delle due pompe. per data caratteristica della pompa, aumentando la velocita di rotazione, si sposta verso valori superiori di portata. accoppiando due pompe uguali in parallelo, non variando la caratteristica del circuito, si sposta verso un valore di portata doppia rispetto a quello che si avrebbe utilizzando una sola delle due pompe. per data caratteristica della pompa, tramite strozzamento di una valvola, si sposta verso valori superiori di portata.

La lunghezza equivalente. Rappresenta la lunghezza della tubazione dello stesso diametro che darebbe origine a perdite di carico distribuite pari a quelle imputabili all’accidentalità. Rappresenta la lunghezza della tubazione che, in base al diametro della tubazione e alle accidentalita, da origine alle maggiori perdite di carico. Rappresenta la lunghezza della tubazione dello stesso diametro che darebbe origine a perdite di carico distribuite pari a quelle imputabili alle perdite di carico distribuite. Rappresenta la lunghezza della tubazione che, in base al diametro della tubazione e alle accidentalita, da origine alle minori perdite di carico.

Il fattore di attrito λ. in regime laminare varia solo al variare del numero di Reynolds. e indipendente dal valore della scabrezza relativa. dipende sempre dal valore della scabrezza relativa della tubazione. in regime turbolento varia solo al variare del numero di Reynolds.

Dati l=fattore di attrito, Di =diametro idraulico della tubazione [m]; c=velocità media del fluido nel condotto [m/s],r=densità del fluido [kg/m3], le perdite di carico distribuite sono determinate con la seguente formula. R=l*r/c2Did. R=l*c2/2rDid. R=l*r*c2/2Did. R=l*r*c2/Did.

Il fattore di contemporaneita, utilizzato per il dimensionamento della condotta della rete di distribuzione idrica. e indipendente dal numero di utenze m. a parita di utenze servite dalla rete, diminuisce all’aumentare della probabilita p(τ) di avere richiesta da parte delle utenze. a parita di utenze servite dalla rete, diminuisce al diminuire della probabilita p(τ) di avere richiesta da parte delle utenze. a parita di probabilita p(τ) diminuisce al diminuire del numero di utenze m.

Quale fra i seguenti e uno dei metodi di dimensionamento delle reti idriche. del diametro minimo. del diametro economico. della lunghezza minima. del ramo secondario.

Il serbatoio di accumulo. viene impiegato solo se effettivamente necessario in quanto comporta una diminuzione del rendimento di pompaggio. viene solitamente impiegato quando il diagramma di consumo di acqua e regolare ma con presenza di picchi di richiesta molto accentuati, regolari nel tempo e nella quantita. consente di far funzionare il gruppo di pompaggio in condizioni di portata costante e quindi di massimo rendimento, mentre il serbatoio è in grado di fronteggiare i picchi ed i cali di richiesta rispetto a tale portata, svuotandosi e riempiendosi. viene impiegato per far funzionare il gruppo di pompaggio, interposto tra esso e le utenze, in condizioni di portata costante e quindi di massimo rendimento.

Per calcolare l altezza minima del serbatoio di compenso Hmin si considerano le grandezze. riferite alla sezione di uscita del serbatoio. riferite alla sezione di ingresso dell’utenza più sfavorita per richiesta di carico totale. riferite alla sezione di uscita dell’utenza più sfavorita per richiesta di carico totale. riferite all altezza massima del serbatoio.

L’autoclave. rispetto al serbatoio di compenso, a parita di diagramma di richiesta alle utenze, necessita di una pompa con portata superiore. viene dimensionato tenendo conto che, all’aumentare del volume, si pu o più facilmente incorrere in problemi dovuti al surriscaldamento dei motori elettrici. e caratterizzato da un massimo valore di pressurizzazione pari alla pressione massima di esercizio di ogni recipiente in pressione collegato alla rete, compreso, ovviamente, il serbatoio dell’autoclave stesso. viene impiegato per svincolare la portata erogata dalla pompa dalla richiesta di portata del circuito, in modo tale da far funzionare il gruppo di pompaggio in condizioni di portata costante e quindi di massimo rendimento.

Il volume dell autoclave si calcola. ponendo la pressione minima nell autoclave pari alla pressione atmosferica. imponendo un numero massimo di accensioni per unità di tempo Nmax del gruppo di pompaggio. in base al numero diutenze da servire. ponendo la pressione all utenza pari alla pressione massima di esercizio.

Il rendimento di un generatore di vapore e minore in corrispondenza del. Carico di massima economia Qec. Carico massimo continuo Qmc. Carico nullo. Carico massimo discontinuo Qmax.

In un generatore di vapore il volano termico. consente di incrementare per lunghi periodi la produzione di vapore. e originato in condizioni di minimo carico del generatore. e originato dalla massa d’acqua contenuta nel generatore che, in condizioni di liquido saturo, subiisce una auto evaporazione corrispondente ad una laminazione. permette di far fronte a grandi variazioni di richiesta dell’utenza regolando i bruciatori.

In un regolatore di pressione auto-azionato dati P: Peso complessivo del sistema di regolazione collegato alla membrana, sia nella parte superiore che inferiore, F1: Azione esercitata dalla molla superiore, Pa : Pressione atmosferica, S : Sezione complessiva della membrana, F*: Azione esercitata verso l’alto dalla molla inferiore, Pu*: Pressione a valle del regolatore (grandezza da regolare), Ps : pressione del vapore in ingresso nel regolatore, S* : Sezione utile dello stelo, lato vapore alta pressione. L equazione che definisce equilibrio del sistema e la seguente. F1+P+Pa/S= F*Pu*S+Ps/S*. F1+P/Pa*S= F*Pu*S/Ps*S*. F1+P+Pa*S= F*Pu*S+Ps*S*. F1+P-Pa*S= F*Pu*S-Ps*S*.

I generatori di vapore vengono generalmente scelti e fatti funzionare ad una pressione. atmosferica. leggermente inferiore a quella strettamente necessaria al processo. nettamente superiore a quella strettamente necessaria al processo. nettamente inferiore a quella strettamente necessaria al processo.

Il regolatore di pressione auto-azionato. ha lo scopo di mantenere costante la pressione a monte del regolatore stesso. ha lo scopo di aumentare la pressione del generatore. e dotato di una membrana che sale, trascinando l’otturatore e aumentando quindi la sezione di passaggio, quando la pressione a monte aumenta. e dotato di una membrana che si abbassa, trascinando l’otturatore e aumentando quindi la sezione di passaggio, quando la pressione a monte diminuisce.

Gli scaricatori di condensa. impdiscono il passaggio della condensa. mantengono separate due zone dell’impianto a pressione differente: il generatore di vapore alla pressione di esercizio e l utilizzatore alla pressione atmosferica Pa. mantengono separate due zone dell’impianto a pressione differente: l’utilizzatore alla pressione Pu e il pozzo caldo alla pressione atmosferica Pa. lasciano passare il vapore.

IL separatore di gocce serve. a ridurre possibilità del pericoloso fenomeno del colpo d’ariete. a far evaporare il liquido. a ridurre la capacità termica di trasporto da parte del fluido termo-vettore. per modulare la portata di fluido al variare del grado di apertura dell’organo di regolazione.

In riferimento alla captazione delle polveri nelle camere a gravita, qual e la condizione indispensabile alla separazione delle particelle dal gas e: H x Vt/L x Vc >1. H x Vc/L x Vt >1. L x Vt/H x Vc >1. L x Vc/H x Vt >1.

In riferimento alla captazione delle polveri nelle camere a gravita, la velocita della particella assume il valore limite detto velocita di caduta quando. la particella entra nella camera di captazione a velocita > 10m/s. la forza di resistenza esercitata dal fluido sulla particella e uguale ala densita della particella. la forza di resistenza esercitata dal fluido sulla particella e uguale al peso della particella. la particella entra nella camera di captazione a velocita > 1m/s.

L’efficienza di separazione in un ciclone aumenta quando. diminuisce la portata di solido. diminuisce la superficie specifica delle particelle. diminuisce la densita delle particelle. aumenta la portata dell’aria.

Diametro minimo della particella separata in funzione della geometria del ciclone e delle caratteristiche dei fumi e direttamente proporzinale a. densità del fluido. densità della particella. altezza utile del ciclone. la viscosità dinamica dei fumi.

Gli eventi di rischio o incidenti sono caratterizzati da. oggetto, durata, pericolosita. magnitudo delle conseguenze, soggetti coinvolti. soggetto, durata, tempo di evidenza del danno. pericolosita, numero di accadimenti, persone coinvolte.

La cifra di rischio e definita come. R=Frequenza prevista per l evento (F)/ Magnitudo delle conseguenze (M). R=Frequenza prevista per l evento (F) x Magnitudo delle conseguenze (M). R=Numero di eventi pericolosi (P) x Magnitudo delle conseguenze (M). nessuna delle risposte e corretta.

Fra i cinque fattori strategici che permettono di raggiungere prestazioni di eccellenza nella gestione della sicurezza si indivudua. incentivi economici. programmi di lavoro alternativi e speciali di reinsermento di lavoratori infortunati. perdita di immagine. sanzioni.

Nell ambito della gestione integrata della sicurezza quale attore si occupa della formazione/informazione del personale nell ambito della sicurezza. Funzione sicurezza. Direzione personale. Direzione operations. Direzione generale.

Nell ambito della gestione integrata della sicurezza quale attore si occupa del controllo dei costi. Direzione generale. Direzione operations. Funzione sicurezza. Direzione personale.

Nell ambito della gestione integrata della sicurezza quale attore si occupa della verifica delle procedure operative da parte degli operatori. Direzione generale. Direzione personale. Funzione sicurezza. Direzione operations.

L implementazione di un sistema di gestione della sicurezza in azienda deve essere decisa da. il responsabile della sicurezza. il rappresentante dei lavoratori. le normative vigenti. i vertici aziendali.

Gli esperti della sicurezza ritengono chei costi nascosti siano. 4 volte minori di quelli espliciti. non valutabili. 4 volte maggiori di quelli espliciti. circa uguali a quelli espliciti.

I costi aziendali per la sicurezza si dividono in. 1. costi per infortuni, incidenti e malattie; 2.costi di gestione del rischio. 1. costi per incidenti; 2. costi per malattie. 1. costi di prevenzione del rischio; 2. costi di formazione del personale. 1. costi di prevenzione del rischio; 2. costi assicurativi.

La perdita di produttivita di un lavoratore dopo il suo rientro al lavoro in seguito ad un incidente rappresenta. un costo diretto. un costo assicurato. un costo indiretto. un costo nascosto.

I costi di retraining e recruiting nel caso in cui ai lavoratori infortunati venga modificata la mansione rappresentano. un costo assicurato. non esiste questa tipologia di costo. un costo diretto. un costo indiretto.

Per disponibilita di un componente si intende. capacita di ripristinare velocemente il corretto funzionamento in seguito a un guasto. capacita di funzionare correttamente, in determinate condizioni di uso e manutenzione, fino al raggiungimento di una situazione limite. capacita di adempiere alla missione richiesta, in predeterminate condizioni di esercizio e per un periodo di tempo stabilito. capacita di essere in grado di funzionare correttamente al momento in cui il funzionamento viene richiesto.

Si definisce tasso di guasto condizionato la funzione λ(t) tale che. la probabilita che l’elemento si guasti in un tempo tra t >della vita utile. il prodotto λ(t)dt rappresenti la probabilita che l’elemento sia ancora sano in un tempo compreso tra t e t+dt, nell’ipotesi che al tempo t sia ancora funzionante. il prodotto λ(t)dt rappresenti la probabilita che l’elemento si guasti in un tempo compreso tra t e t+dt, nell’ipotesi per o che al tempo t sia ancora funzionante. non esiste la funzione di tasso di guasto condizionato.

Dati N=numero di componenti messi in funzione nell’istante t=0; Ng(t)=numero di componenti guasti in un generico istante di tempo t, l affidabilita pu o essere espressa come. R(t)=N-Ng(t)/N. R(t)=N/Ng(t). R(t)=Ng(t)/N. R(t)=N(1-Ng(t))/N.

La curva cumulata di guasto rappresenta. il numero di guasti non riparabili avvenuti in un intervallo di tempo t. il numero di guasti avvenuti dopo un certo tempo t dall’inizio della prova. il numero di guasti riparabili avvenuti in un intervallo di tempo t. il numero totale di guasti avvenuti durante la vita utile del componente.

Dati UT = tempo in cui il sistema opera; DT = tempo in cui il componente e guasto, la disponibilita si calcola come. A=DT/UT+DT. A=UT/UT+DT. A=UT/DT. A=DT/UT.

La curva bathtub valida per i componenti meccanici si distingue da quella per i componenti elettronici in quanto. la fase di usura ha pendenza maggiore. la fase di mortalita infantile ha durata minore. la fase di usura ha inizio molto precoce. la fase di danneggiamento casuale ha durata maggiore.

Tra le ipotesi semplificative nell analisi del processo di riparazione. e ammessa l’esistenza di due transizioni nel generico intervallo di tempo Dt. la transizione da uno stato (funzionamento o rottura) ad un altro e istantanea. I componenti non possono essere considerati nuovi dopo la riparazione. nessuna delle risposte e corretta.

I componenti di un generico sistema sono connessi in serie se. e sufficiente il funzionamento di uno solo di essi per garantire quello dell’intero sistema. nessuna delle risposte e corretta. e necessario che tutti i componenti falliscano perche l’intero sistema faccia altrettanto. funzionano in modalita alternata.

Gli schemi affidabilistici dei sistemi. descrivono le logiche di controllo dei sistemi. descrivono le logiche di funzionamento/non funzionamento del sistema tenuto conto delle connessioni fisiche e delle condizioni operative. descrivono le connessioni fisiche di un sistema allo scopo di comprenderne i principi di funzionamento. descrivono gli interventi di manutenzione effettuati sui sistemi.

Il modello di manutenzione preventiva a periodo costante: prevede la sostituzione del componente ad intervalli costanti di tempo. nessuna delle risposte e corretta. si basa sul fatto che il componente viene sostituito nel momento in cui si raggiungano una certa eta o cicli di utilizzo. ottiene i suoi risultati migliori quando e applicata ai componenti critici.

Dati Cp= costo di intervento preventivo; Ce=costo di emergenza; W(tp) numero atteso di guasti che si prevede avvengano entro l’intervallo di manutenzione preventiva; tp=intervallo costante di tempo che determina i momenti in cui si effettuano gli interventi di sostituzione preventiva, la funzione costo totale nel caso di manutenzione preventiva a data costante e definita come. C(tp)=[Ce+Cp*W(tp)]/tp. C(tp)=[Cp+Ce*W(tp)]/tp. C(tp)=Ce*[Cp+W(tp)]/tp. C(tp)=[Cp/tp+Ce*W(tp)].

Nel caso di manutenzione preventiva a data costante. Il tempo di sostituzione tp e definito dal tipo di guasto. Il tempo di sostituzione tp ottimale e quello che garantisce di far tornare il componente come nuovo. Il tempo di sostituzione tp ottimale e quello che garantisce il minimo costo per unita di tempo. Il tempo di sostituzione tp ottimale e quello che garantisce il minimo fermo impianto.

La manutenzione preventiva su condizione. e applicata solo ai componenti la cui probabilita di rottura supera un valore soglia. ottiene i suoi risultati migliori quando e applicata ai componenti critici, ovvero quelli la cui rottura improvvisa causa maggiori costi o implica un maggior rischio per la sicurezza. e applicata solo dopo la manutenzione a data costante. e applicata solo dopo avere avuto l autorizzazione dal responsabile della sicurezza.

Un indice di efficacia della manutenzione si pu o esprimere come. costo totale di manutenzione sostenuto nell’esercizio. l’intervallo di tempo durante il quale l’entita e in condizione di seguire una funzione richiesta. l’aliquota di tempo per il quale il bene e disponibile rispetto al tempo richiesto. l’incidenza del costo della manutenzione sul valore del prodotto.

Nella manutenzione preventiva a periodo costante. il costo e definito in base alla perdita di produttivita del sistema. Il costo e dato dalla somma dei costi relativi agli interventi di manutenzione che il sistema subisce nella fase finale della vita utile. Il costo e costante. Il costo tra gli interventi e dato dalla somma del costo della manutenzione preventiva più il costo dell’emergenza, associato alla sua probabilita di accadimento.

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