intervento psicoeducativo e definizione del progetto di vita
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Dal significato etimologico del termine autismo inizialmente era stato desunto il connubio. Autismo-estraneità. Autismo-ripetitività. Autismo-rigidità. Autismo-isolamento. Il termine autismo venne utilizzato per la prima volta nel 900 da. Kanner. Bleuler. Kanner e Asperger. Rutter. Bettelheim line, in una sua opera dal titolo "the empty fortress" riporta che. Qualche psicopatologia del padre possa essere causa della condizione autistica del figlio. I genitori di bambini autistici hanno a loro volta una qualche forma di autismo. I genitori di bambini autistici hanno subito a loro volta una privazione di cure parentali. I genitori di bambini autistici sono ritenuti responsabili della condizione dei loro figli. Nell'accezione di Bleuler l'autismo. Era un sintomo. Era un disturbo a se stante. Era una patologia già molto frequente. Era caratterizzato da un insieme di sintomi. Nel DSM I l'autismo. Viene distinto dalla schizofrenia. Non trova ancora la sua collocazione come disturbo indipendente. Trova la sua collocazione come disturbo indipendente. Viene spiegato facendo riferimento a tutti i sintomi fino ad allora osservati. Kolvin e Rutter, negli anni 70 evidenziarono che. Tra autismo e schizofrenia ci fossero delle evidenti differenze relative ad esordio, caratteristiche cliniche e storia familiare. L'autismo si distingueva dalla schizofrenia solo per alcune caratteristiche cliniche. L'autismo si differenziava dalla schizofrenia solo per le modalità di esordio. Tra autismo e schizofrenia non ci fossero delle evidenti differenze relative ad esordio, caratteristiche cliniche e storie familiari. Inizialmente l'autismo venne confuso con. La sociopatia. La schizofrenia. La nevrosi. L'isteria. Nel DSM 5 si parla di. Nessuna delle risposte. Diade sintomatologica del disturbo. Un solo sintomo del disturbo. Triade sintomatologica del disturbo. Il disturbo dello spettro dell'autismo viene diagnosticato. Quattro volte di più nei maschi rispetto alle femmine. Con una parità di frequenza nei maschi e nelle femmine. Più nelle femmine che nei maschi. Due volte più nelle femmine rispetto ai maschi. L'autismo è. È un disturbo che si presenta nello stesso modo da un soggetto all'altro. È un disturbo la cui diagnosi certa si può formulare solo in età adulta. È un disturbo riconoscibile fin dalla nascita. Non è un disturbo degenerativo. Il livello 3 di gravità del disturbo indica. Che non è necessario alcun supporto. Che è necessario un supporto significativo. Che è necessario un supporto. Che è necessario un supporto molto significativo. Il soggetto autistico. Non ha difficoltà nella comprensione della realtà. Mostra difficoltà relazionali sia a scuola che in famiglia ma non negli altri contesti. Mostra difficoltà relazionali solo all'interno del nucleo familiare. Deve imparare quello che gli altri acquisiscono in maniera spontanea. Le differenze di genere nel disturbo dello spettro autistico sembra possano dipendere. Da nessuno di questi due fattori. Da fattori biologici. Sia da fattori biologici che da elementi diagnostici. Da elementi diagnostici. Nel passato la caratteristica a cui si faceva maggiormente attenzione nell'autismo era. L'isolamento sociale. Il comportamento ripetitivo. Il comportamento di rigidità. La difficoltà nel comunicare. L'aumento nella stima di crescita del disturbo dello spettro autistico sembra essere dovuto. Nessuna delle risposte. Al fatto che il disturbo viene ancora confuso con la schizofrenia come in passato. Alla maggiore consapevolezza attuale verso questo disturbo. Al fatto che molte diagnosi sono probabilmente errate. Le linee guida di cui ci si avvale per la valutazione con persone con autismo prevedono. Un approccio di tipo multidimensionale. Un approccio unidimensionale. La considerazione di diverse fonti di dati senza il coinvolgimento dei genitori. Che si prende in considerazione il solo contesto domestico. Tra le raccomandazioni critiche per l'iter valutativo vi è che. L'equipe deve essere composta solo da logopedisti e psicologi. La partecipazione dei genitori è prevista solo nella fase iniziale di valutazione. Oltre all'osservazione sistematica del bambino è fondamentale reperire i dati attendibili relativi al suo comportamento in svariati contesti. Il processo diagnostico deve prevedere tre incontri. I sintomi da tenere in considerazione durante la valutazione sono. Quelli aspecifici. Sia quelli precoci specifici dell'ASD che quelli aspecifici. Sono le difficoltà legate allo svezzamento. Quelli precoci specifici dell'ASD. Nell'esame psichiatrico la metodologia è quella che prevede l'esecuzione delle seguenti attività. Colloquio e somministrazione di reattivi mentali. Colloquio. Osservazione, colloquio, somministrazione di reattivi mentali. Osservazione e colloquio. Tra i comportamenti che hanno significato diagnostico vi sono. Ricerca di uno spazio accanto ad altre persone. Interessi e attività prevalenti caratterizzati da manierismi motori stereotipati. Tendenza a rivolgersi all'altro per condividere qualcosa. Reazioni di accesa felicità ai cambiamenti. La metodologia dell'osservazione durante il processo di valutazione. Rappresenta il metodo privilegiato quando il bambino molto piccolo. Non è mai strutturata in quanto si preferisce lasciare il bambino libero di muoversi e interagire. Non è prevista con bambini più grandi o con adulti. è sempre di tipo strutturato (osservazione strutturata). Tenendo conto delle caratteristiche dei soggetti con ASD, un comportamento che potrebbero mostrare è. Esprimere la loro felicità alla vista del genitore. Richiedere carezze ad una delle figure di riferimento. Assenza di interesse nel giocare con altri bambini. Mostrare interesse nel condividere un gioco con il fratello. La teoria della mente. Non è una teoria cognitiva. Riguarda la capacità di attribuire stati mentali a sè stessi e agli altri. È presente nei soggetti con ASD. Riguarda la capacità di conservare delle informazioni nella propria memoria. La valutazione delle competenze linguistiche. Indaga solo le componenti in ricezione. Indaga sia le componenti in espressione che in ricezione. Indaga solo le componenti in espressione. Non è necessaria per eseguire la diagnosi differenziale con altri disturbi del neurosviluppo. La scala CARS. È uno strumento sviluppato per identificare i bambini con autismo dai due anni di età e per distinguerli dai bambini con altri handicap evolutivi. È uno strumento che non può essere utilizzato per diagnosticare l'autismo in adolescenti o adulti rimasti non riconosciuti. È uno strumento che può essere utilizzato anche dai non addetti ai lavori. Non restituisce una valutazione sulla gravità. La scala PEP è uno strumento. Non utilizzato per una valutazione funzionale. Valutativo basato sull'individuazione dei punti di forza e debolezza che caratterizzano i bambini con autismo. Nessuna delle risposte. In cui i genitori non vengono coinvolti. Le scale Vineland. La valutazione in esse è diretta in quanto viene chiesto di rispondere al soggetto interessato. Non sono scale valutative. Permettono di valutare le capacità di autosufficienza personale e sociale nelle situazioni di vita reale. Non valutano il comportamento adattivo del soggetto. Le tipologie di valutazione adottate sono. Sintomatologica e funzionale. Normativa, funzionale e strumentale. Normativa e funzionale. Sintomatologica, normativa, funzionale. Il colloquio con il bambino con ASD. Può essere condotto senza tener conto di particolari accorgimenti. Diventa un passaggio importante per raccogliere ulteriori indicazioni da integrare all'osservazione. Deve trattare anche tematiche che il bambino non intende affrontare adottando in questo caso un'atteggiamento direttivo. È sempre possibile farlo. L'ADOS. È costituito da due moduli. È un protocollo di osservazione semistrutturato standardizzato, finalizzato alla valutazione della comunicazione, dell'interazione reciproca e dell'emergente abilità di gioco. Con esso il soggetto viene valutato in base alla sua prestazione. Le attività presentate sono molto strutturate poco motivanti per osservare i modi di reagire dal soggetto. La restituzione. Si può decidere se farla o meno in quanto non obbligata nel percorso diagnostico. È un momento obbligato in qualsiasi tipo di percorso diagnostico. Non fornisce indicazioni sul potenziale trattamento. È il momento che precede la valutazione diagnostica. Le abilità integranti comprendono. Comportamenti quotidiani semplici che consentono il soddisfacimento di funzioni fisiologiche. Comportamenti quotidiani che permettono l'integrazione della persona all'interno del tessuto sociale. Comportamenti quotidiani semplici che consentono la cura della persona. Comportamenti quotidiani legati all'igiene personale. Nei soggetti con ASD il processo di autonomia. Non è così naturale come per coloro che hanno uno sviluppo tipico. È fallimentare. Avviene naturalmente seppure in maniera molto lenta. Non è pensabile si verifichi nonostante degli interventi costanti e specifici. Il grande obiettivo che si auspica di raggiungere con persone con ASD mira. All'apprendimento di una serie di comportamenti anche se non hanno alcuna utilità per il soggetto. Nessuna delle risposte. All'imparare ad essere autonomi. All'apprendimento di azioni anche se queste non trovano una collocazione all'interno della giornata della persona. La persona per poter apprendere le abilità di autonomia. Deve possedere solo le abilità prerequisite attentive. Deve possedere già altre abilità che fungono da prerequisiti quali abilità motorie, attentive, cognitive. Non ha importanza posseggo abilità prerequisite. Deve possedere un solo tipo di abilità prerequisite quali quelle motorie. Nel nucleo tematico abbiamo parlato del lavoro indipendente inteso come. Un tipo di lavoro svolto in autonomia dei genitori dei bambini ASD. Un'attività da fare non in presenza di altre persone. Una tecnica. Un tipo di lavoro non subordinato. L'abilità relativa alla gestione della casa come quella di riordinare i propri indumenti è. Un'abilità integrante. Un'abilità attentiva. Un'abilità prerequisita. Un'abilità di autonomia di base. Vygotskj ha parlato di "zona di sviluppo prossimale" intendendo con questa espressione. La distanza tra lo sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale del bambino che può essere raggiunto con l'aiuto degli altri. Le sole capacità che il bambino possiede. Lo sviluppo psicofisico raggiunto al momento della valutazione. Lo sviluppo raggiunto dal bambino in base all'età cronologica. Gli obiettivi del piano di intervento sono a breve o medio termine se. Il bambino non si mostra collaborante. Il gap di sviluppo è leggero o moderato. In fase valutativa non sono stati osservati apprendimenti. La sintomatologia è piuttosto variegata. La priorità di lavoro deve essere accordata agli obiettivi che presentano le seguenti caratteristiche: Inizialmente non appaiono motivanti. Esprimono ciò che il bambino non deve fare. Non sono facilmente osservabili ma dedotti dai professionisti che seguono la persona con ASD. Sono raggiungibili con maggiore facilità. Quando si definisce un obiettivo. Non si può decidere di inserire in un secondo momento dei nuovi passaggi qualora una certa percentuale di prove sia risultata corretta. Non è importante descrivere le condizioni nelle quali le azioni vanno eseguite. Non è possibile stabilire fin dall'inizio dei criteri di superamento delle prove. È necessario descrivere le azioni che vanno svolte per portarlo a termine. I materiali utilizzati con individui con ASD dovrebbero possedere le seguenti caratteristiche, dovrebbero dunque essere. Non facilmente comprensibili. Motivanti. Non modificabili. Adeguati a bambini di un'età superiore rispetto a quella del soggetto in questione. Si ritiene utile che è una persona con ASD sia in grado di eseguire attività come mangiare o bere. In tutti i contesti possibile o con tutte le persone con cui si trova. Anche soltanto nel proprio contesto familiare. Anche solo in presenza di qualcuno in particolare. Anche solo in un determinato ambiente relazionale. Nei casi in cui un bambino si opponga all'esecuzione di ciò che gli viene proposto di fare è opportuno. Ripetere di nuovo ciò che gli era già stato proposto. Riprendere il bambino per il comportamento inopportuno. Continuare con ciò che era stato cominciato senza dare importanza all'opposizione del bambino. Comprendere il significato di tale comportamento. Con le persone con ASD ci sono diversi accorgimenti da tenere ben presente quali. Evitare distrazioni sonore o suoni superflui. Preferire ambienti molto luminosi. Sorprendere spesso il soggetto con qualche novità durante le attività eseguite. Preferire ambienti ristretti per non confondere il soggetto. |




