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istituzioni di diritto pubblico

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istituzioni di diritto pubblico

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Creation Date: 2026/08/26

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I magistrati onorari. Svolgono le stesse funzioni dei giudici togati e appartengono all’ordine giudiziario. Non hanno diritto a un compenso. Non appartengono all’ordine giudiziario. Non hanno diritto a ferie e permessi.

L’inamovibilità. Comporta l’assoluta impossibilità di trasferire un magistrato. Comporta l’impossibilità di passare da funzione giudicante a requirente. Comporta che il magistrato ha diritto di mantenere l’assegnazione ricevuta presso un determinato ufficio. Comporta che il magistrato non possa mai chiedere un trasferimento.

La responsabilità civile del magistrato. È limitata ai casi di dolo. Si estende ai casi di colpa lieve. È limitata ai casi di dolo o colpa grave. Non incontra limiti.

04. La responsabilità disciplinare del magistrato. È accertata dalla Sezioni Unite della Cassazione. È accertata dal Ministro della Giustizia. È accertata dalla Corte di appello di un distretto diverso da quello in cui il giudice svolge le proprie funzioni. È accertata dal CSM.

La Costituzione stabilisce che alla magistratura si accede tramite concorso. ma rimette alla legge la disciplina di eventuali magistrati onorari. ma impone che la legge preveda anche dei magistrati onorari. ed esclude la possibilità di prevedere magistrati onorari. ma riconosce al Ministro della Giustizia potere di veto.

Il Consiglio Superiore della Magistratura si compone. Per un terzo di membri laici e per un terzo di membri togati. Di avvocati estratti a sorte da un elenco parlamentare. Di soli magistrati. Anche da membri di nomina governativa.

Il Cosniglio Superiore della Magistratura. Rappresenta un collegio giudicante speciale. Rappresenta l'organo di autogoverno della magistratura ordinaria. Rappresenta l'organo di autogoverno della magistratura speciale. è stato di recente soppresso.

I provvedimenti disciplinari dei magistrati. Sono di competenza del Ministro di Giustizia. Sono di competenza del CSM. Sono di competenza del Presidente del Tribunale di afferenza del giudice. Sono di competenza di un'Alta corte disciplinare.

Il Presidente della Repubblica è di diritto. Membro del CSM di nomina parlamentare. Presidente del CSM. Presidente della Corte disciplinare. Presidente della Corte costituzionale.

Per l’elezione dei membri laici è stabilito un quorum deliberativo. dei tre quinti dei votanti nelle prime tre deliberazioni. dei due terzi del Parlamento in seduta comune. dei tre quinti dei componenti del Parlamento in seduta comune nelle prime due deliberazioni. della maggioranza assoluta delle Camere.

Il modello di giustizia costituzionale diffuso. Comporta che ciascun giudice può dichiarare l’illegittimità di una legge con effetti erga omnes. Comporta che ciascun giudice può rilevare l’incostituzionalità della legge e disapplicarla. Comporta che solo la Corte costituzionale può dichiarare illegittima una norma di legge. Comporta che ciascun giudice può adire la Corte costituzionale.

Secondo Karl Schmitt. Il custode della Costituzione avrebbe dovuto essere il Capo dello Stato in quanto organi di unità nazionale. Il custode della Costituzione avrebbe dovuto essere il Parlamento in seduta comune. Il custode della Costituzione avrebbe dovuto essere una Corte appositamente istituita. Custodi della Costituzione avrebbero dovuto essere tutti i giudici.

I modelli di giustizia costituzionale possono distinguersi anche in relazione alle vie di accesso, la via diretta. Riconosce soltanto ai cittadini la possibilità di rivolgersi all’organo di giustizia costituzionale. È attivato esclusivamente dagli organi costituzionali nelle ipotesi previste dalla Costituzione. È attivato dal giudice nel corso di un giudizio. Riconosce anche ai cittadini la possibilità di rivolgersi all’organo di giustizia costituzionale.

Quali condizioni impediscono il sorgere di una giustizia costituzionale nell’Europa dell’800?. La presenza di un Parlamento eletto dal popolo. Nessuno, infatti si sviluppano i primi modelli. La forma di governo duale e l’assenza di una Costituzione rigida. La rigidità della Costituzione.

Tra i presupposti per aversi un sistema di giustizia costituzionale. Serve un organo giudiziario mera bouche de la loi. Serve un Capo dello Stato posto a garanzia della Costituzione. Serve un Parlamento eletto a suffragio ristretto. Serve un principio di separazione dei poteri forte.

L’emendamento Arata. Proponeva di rimandare a una legge la disciplina delle questioni relative all’accesso alla Corte. Fu respinto, in quanto proponeva un sistema di giustizia costituzionale di ispirazione statunitense. Proponeva di disciplinare interamente per legge le questioni relative alla giustizia costituzionale. Proponeva di disciplinare interamente in Costituzione le norme sul funzionamento della Corte.

Il sindacato accentrato italiano presenta degli elementi di diffusione?. Sì, nell’accesso alla Corte costituzionale riconosciuto ai giudici comuni. Sì, nell’accesso diretto alla Corte costituzionale da parte dello Stato. No, nessuno. Sì, nell’accesso diretto alla Corte costituzionale da parte dei cittadini.

Il Governo. Non può impugnare una legge regionale. Può impugnare la legge regionale che eccede le competenze delle Regioni. Può impugnare una legge regionale che lede le sue competenze. Può impugnare la legge regionale per qualsiasi motivo, prima della sua entrata in vigore.

Il modello italiano di giustizia costituzionale. Non aveva trovato spazio prima della Costituzione repubblicana del 1948. Si ispira al modello diffuso con lo Statuto albertino. Si ispira al modello statunitense, essendo prevalentemente diffuso. Si ispira al modello austriaco, essendo prevalentemente preventivo.

La decisione. Da tutti i giudici della Corte. È assunta dai giudici che hanno partecipato a tutte le udienze. Da tutti i giudici che hanno partecipato alle udienze, anche se cessati dalla carica. Da dieci giudici costituzionali.

Il Presidente della Corte costituzionale. È scelto dal Presidente della Repubblica. È scelto tra i più anziani membri della Corte costituzionale. Dura in carica tre anni e può essere rieletto. Dura in carica tre anni e non può essere rieletto.

In caso di parità di voti per una decisione della Corte costituzionale la soluzione. Si richiede l’intervento del Presidente della Repubblica. non c'è soluzione e la questione si intende rigettata. È rappresentata dal voto del Presidente, che vale doppio. è votare finchè un giudice non cambia idea.

I giudici della Corte costituzionale. Sono tutelati dall’immunità nella previsione anteriore alla revisione costituzionale. Non godono delle prerogative previste per i parlamentari. Sono tutelati solo dall’insindacabilità. Non possono essere in alcun caso condannati.

Possono essere giudici della Corte costituzionale. Tutti i professori universitari con almeno venti anni di esperienza. Professori universitari ordinari in materie giuridiche. Professori universitari, di qualsiasi grado, in materie giuridiche. Solo professori universitari in diritto costituzionale.

Possono essere oggetto del giudizio di costituzionalità. I decreti legislativi ma non i decreti legge. Le leggi anteriori a Costituzione e le leggi costituzionali, quest’ultime limitatamente al rispetto dei principi supremi. Le norme del diritto europee contrarie ai controlimiti. Le leggi anteriori a Costituzione e le leggi costituzionali, tutte limitatamente al rispetto dei principi supremi.

L’ordinanza di rimessione. Deve essere notificata al Presidente della Repubblica. Deve essere notificata ai potenziali controinteressati. Deve essere notificata alle parti del giudizio. Deve essere sempre notificata al Presidente del Consiglio.

La rilevanza. Sussiste anche se la norma non è applicata al caso concreto. Non è sempre necessaria per sollevare questione di costituzionalità. Corrisponde alla diretta applicabilità. Implica che la questione di costituzionalità avrà una certa influenza sulla risoluzione del caso concreto.

Il giudice a quo, se dubita della costituzionalità di una legge o di un atto avente forza di legge. Sospende il giudizio e notifica la questione al Presidente della Repubblica. Sospende il giudizio e investe, con ordinanza, la Corte costituzionale della questione. Investe della questione la Corte, ma prosegue il processo. Sospende il giudizio e pubblica un avviso in Gazzetta Ufficiale.

Le norme interposte. Sono norme di rango costituzionale che diventano parametro di un giudizio di costituzionalità. Sono usate direttamente dalla Corte costituzionale per dichiarare incostituzionale una legge. Sono rappresentate dalle norme internazionali generalmente riconosciute. Sono fonti primarie che integrano le disposizioni costituzionali come parametro in giudizio di costituzionalità.

La Corte costituzionale deve fissare l’udienza di discussione di un ricorso in via principale: Dando precedenza alle questioni in via incidentale. Entro trenta giorni. Seguendo il calendario. Entro novanta giorni dal deposito del ricorso.

Il ricorso in via principale proposto dalle Regioni. Non può avere ad oggetto leggi di altre Regioni. Deve lamentare una lesione della propria sfera di competenza amministrativa. Deve lamentare una qualsiasi lesione della Costituzione. Deve lamentare una lesione della propria sfera di competenza.

Il ricorso in via principale. Deve essere proposto entro 60 giorni dalla comunicazione al Governo della delibera consiliare. Deve essere proposto entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto normativo. Deve essere proposto entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’atto normativo. Prevede termini differenziati per Stato e Regioni.

Prima della riforma del Titolo V. Le Regioni non potevano impugnare le leggi regionali. Le Regioni potevano impugnare le leggi statali in via preventiva. Lo Stato poteva impugnare le leggi regionali in via preventiva. Lo Stato non poteva impugnare le leggi regionali.

È legittimato a proporre ricorso avverso una legge regionale. Lo Stato, nella persona del Presidente del Consiglio. La Regione, nella persona del Consiglio regionale. Lo Stato, nella persona del Presidente della Giunta. Lo Stato, nella persona del Presidente della Repubblica.

Tra le decisioni della Corte costituzionale con carattere definitivo. Ci sono le sentenze di accoglimento ma non quelle di rigetto. Ci sono solo decisioni di merito. Ci sono solo decisioni processuali. Ci sono decisioni processuali e decisioni di merito.

Le ordinanze della Corte costituzionale. Sono assunte dal Presidente della Corte. Possono solo essere di merito. Possono anche avere carattere definitivo. Hanno sempre carattere non definitivo.

Con la decisione di rigetto. La Corte costituzionale riconosce l'incostituzionalità della legge. La Corte riconosce la costituzionalità della legge, che non potrà più essere impugnata. La Corte si pronuncia su questioni meramente processuali. La Corte non accerta la costituzionalità della legge.

Le sentenze manipolative. Non hanno alcun effetto sulla disposizione normativa. Possono avere ad oggetto solo disposizioni costituzionali. Possono dichiarare l'incostituzionalità "nella parte in cui". Si limitano a riconoscere l'incostituzionalità della legge.

È potere dello Stato ai sensi dell’art. 37 l. 87 del 1953. Qualsiasi organo che impegna in via definitiva la volontà del potere cui appartengono. Qualsiasi organo previsto dalla Costituzione direttamente. Qualsiasi istituzione pubblica. Qualsiasi ente.

Il conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni o tra Regioni. Non può prevedere la sospensione di un atto. Non può riguardare atti amministrativi. È complementare rispetto al giudizio di legittimità costituzionale in via principale. Può avere ad oggetto atti legislativi.

Il ricorso tra enti. Non può concludersi con una sentenza. Prevede la fase filtro dell’ammissibilità. Prevede il previo deposito del ricorso in cancelleria. Non prevede la fase filtro dell’ammissibilità.

È un potere-organo. La magistratura. Il Consiglio dei Ministri. Il Parlamento. Il Presidente della Repubblica.

Secondo l’VIII disposizione transitoria e finale della Costituzione le elezioni regionali: Non erano soggette a particolari termini. Dovevano essere disciplinate dalle singole Regioni. Si sarebbero dovute tenere entro tre anni dalla sua entrata in vigore. Si sarebbero dovute tenere entro un anno dalla sua entrata in vigore.

Con la legge Bassanini del 1997: È stato previsto che i Comuni esercitassero funzioni amministrative solo nelle materie di competenza esclusiva delle Regioni. È stato previsto che le funzioni amministrative fossero esercitate dalle Province. È stato riconosciuto ai Comuni l’esercizio di alcune funzioni amministrative. È stato previsto che le funzioni amministrative fossero esercitate dai Comuni, ente più prossimo ai cittadini.

Le province. Sono state soppresse con la legge Delrio. Sono state modificate con la legge Delrio, divenendo un ente di secondo grado. Sono state potenziate con la legge Delrio. Sono state modificate con legge di revisione costituzionale nel 2015.

Le Città metropolitane: A seguito della legge Delrio sono divenute gli enti di raccordo tra Comuni e Regioni. Non sono previste in Costituzione. Hanno sostituito le province, definitivamente abolite. Non sono ancora state attuate.

La legge elettorale regionale, con la quale è stata data attuazione all’ordinamento regionale: È del 1968. È del 1975. È del 1948. È del 2001.

Il fondo perequativo: È un fondo statale con cui si finanziano i territori con gettito fiscale più basso per favorire l’unitarietà dei servizi. È un fondo dell’Unione Europea per finanziare i territori depressi. È un fondo regionale, con cui si finanziano i territori con gettito fiscale elevato. È un fondo statale, con cui si finanziano le infrastrutture nazionali.

L’attuazione del regionalismo differenziato previsto dall’art. 116 Cost. Non consente alle Regioni ordinarie di avere un ampliamento delle materie di loro competenza, come chiarito dalla Corte costituzionale nel 2024. È stato disciplinato dalla legge Calderoli, che sostituisce la procedura prevista all’art. 116 Cost. Consente alle Regioni di derogare alla disciplina di cui all’art. 117 Cost. È stata definitivamente interrotta, con la sentenza della Corte costituzionale 192 del 2024.

Il principio di equiordinazione: Pone sullo stesso piano gli enti locali, ad esclusione delle Regioni. Pone sullo stesso piano lo Stato e gli Enti territoriali. Pone sullo stesso piano solo Stato e Regioni. Pone sullo stesso piano gli enti locali, ad esclusione dello Stato.

Il principio del parallelismo delle funzioni: È stato superato, in quanto agli enti locali spetta in via generale l’esercizio delle funzioni amministrative. Viene superato, anche se le Regioni esercitano funzioni amministrative nelle materie di competenza legislativa esclusiva. Non viene superato, in quanto le Regioni esercitano funzioni amministrative solo nelle materie di loro competenza. Non viene superato, in quanto lo Stato esercita funzioni amministrative sono nelle materie di sua competenza.

L’autonomia finanziaria delle Regioni: Ha determinato la piena attuazione del federalismo fiscale. Implica autonomia tributaria e di spesa. Non prevede alcun intervento statale. Ha determinato la soppressione del fonto perequativo.

Il Presidente della Giunta: Rappresenta la Regione e dirige la politica della Giunta. Approva lo Statuto. Nomina i membri del Consiglio regionale. Rappresenta la Giunta regionale.

La Corte costituzionale, nella sentenza n. 2 del 2004, ha chiarito che: Se il Presidente è eletto direttamente dal popolo, non si può derogare al principio del simul stabunt simul cadent. Le Regioni devono per forza disporre l’elezione diretta del Presidente. Le Regioni possono derogare al rapporto di fiducia tra Consiglio e Giunta. Se il Presidente è eletto direttamente dal popolo, può essere sostituito dal vice-presidente senza causare uno scioglimento anticipato del Consiglio regionale.

il Consiglio regionale può essere sciolto anticipatamente in caso di: Se viene votata la sfiducia al Presidente eletto direttamente dal popolo. Sempre e solo in caso di dimissioni del Presidente della Regione. Dimissione della maggioranza dei consiglieri. In caso di dimissioni di un membro della Giunta.

I sistemi elettorali regionali: Sono disciplinati con legge regionale, nel rispetto della legge n. 165 del 2004. Sono disciplinati esclusivamente dallo Stato. Sono disciplinati esclusivamente dalle Regioni. Sono disciplinati direttamente in Costituzione.

Il sindaco: È eletto direttamente dai cittadini. È eletto dai cittadini ma deve avere la fiducia del Consiglio comunale. È designato dal Consiglio comunale. È eletto dai cittadini solo nei comuni superiori a 15.000 abitanti.

Quali tra queste sono materie di competenza concorrente?. Difesa e forze armate. Grandi reti di trasporto e navigazione. Concorrenza e ambiente. Moneta, politica estera e rapporti internazionali.

La competenza legislativa esclusiva di cui all’art. 117 Cost. Consiste in un elenco di materie in cui lo Stato detta la disciplina generale. Consiste in materie che investono anche competenze regionali. Consiste in un elenco di materie di competenza esclusiva statale. Consiste in un elenco di materie di competenza esclusiva regionale.

La pubblicazione degli Statuti ordinari appena approvati: Esclude la possibilità di chiedere il referendum. Ha valore integrativo dell’efficacia. Ha mero valore di notizia. Serve per calcolare i 120 giorni che ha a disposizione il Governo per fare ricorso alla Corte costituzionale.

Lo Stato: Può proporre ricorso preventivo alla Corte costituzionale contro una legge regionale. Non può impugnare le leggi regionali che intervengono nelle materie di competenza esclusiva statale. Può impugnare le leggi regionali perché ledono l’interesse nazionale. Può impugnare le leggi regionali quando ritiene che eccedano la loro competenza.

Gli Statuti ordinari. Sono atti legislativi a competenza riservata subordinati solo a Costituzione. Sono atti normativi di rango costituzionale. Sono atti equiparabili al regolamento governativo. Sono approvati dalla giunta regionale.

Quali sono i principi che regolano le competenze europee?. leale collaborazione, nelle materie di competenza non esclusiva. Solo i poteri impliciti. Proporzionalità e adeguatezza. Attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità.

La Carta dei diritti fondamentali dell’UE: È una mera dichiarazione di intenti. Ha pieno valore di Trattato, come riconosciuto dall’art. 6 TUE modificato dal Trattato di Lisbona. Ha pieno valore di Trattato, come riconosciuto dall’art. 6 TUE modificato dal Trattato di Maastricht. Ha sempre avuto pieno valore di Trattato, sin dalla sua adozione.

Il processo di integrazione europea: Prende il via con la proposta di Robert Schuman del 9 maggio 1950. Inizia con Maastricht nel 1992. Inizia nel 1989. Si è interrotto in via definitiva con il COVID-19.

La Costituzione europea: È stata adottata nel 1992 con Maastricht. È stata adottata con il Trattato di Lisbona, dopo l’interruzione del processo precedentemente avviato. È stata adottata nel 2004 ed è tuttora in vigore. Non è mai stata adottata perché non ratificata da Francia e Paesi Bassi.

Al principio del cammino comunitario, quella che oggi chiamiamo Unione europea era composta da: Tre comunità – CECA, CEE ed Euratom – cui partecipavano solo 6 stati fondatori, tra cui l’Italia. Tre pilastri – CE, PESC e GAI – cui partecipavano alcuni Stati europei, tra cui il Portogallo a partire dal 1967. Tre pilastri - CECA, CEE ed Euratom – cui partecipavano solo 6 stati fondatori, tra cui la Francia. Due comunità – CECA e CEE – cui partecipavano tutti gli Stati europei, tra cui la Danimarca.

Il deficit di democraticità criticato all’Unione europea, è stato recuperato. Con l’elezione diretta dei Commissari europei. Con la designazione di un Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza, che partecipa alla Commissione europea. Tra l’altro con l’elezione a suffragio universale e diretto del Parlamento europeo e con l’implementazione della procedura di co-decisione. Con l’allargamento dell’Unione Europea a 27 Stati membri.

La Commissione: Si compone di due rappresentanti per Stato membro. Si compone di un membro per Stato con garanzie di indipendenza. Riceve indicazioni dagli Stati nazionali e le attua. Si compone di un rappresentante per Stato membro.

La BCE: Non può mai acquistare debito pubblico. Può acquistare debito pubblico alla sua emissione solo in caso di crisi economica. Non può comprare debito pubblico alla sua emissione, ma lo può fare sul mercato secondario. Può acquistare debito pubblico alla sua emissione a partire dal 2012.

La Commissione europea. Ha numerosi vice-presidenti, tra cui il Presidente del Parlamento europeo. Si compone di un rappresentante per Stato membro, compresi Presidente e Alto rappresentante. Si compone di un rappresentante per Stato membro, più il Presidente. Si compone di un rappresentante per Stato membro più il Presidente e il Presidente della CGUE.

Il Parlamento europeo. Può votare una mozione di censura con cui costringere la Commissione alle dimissioni. Propone al Consiglio europeo i membri della Commissione che quest’ultimo investe del mandato. Propone al Consiglio europeo il Presidente della Commissione e quest’ultimo lo nomina. Non ha alcuno strumento di controllo rispetto alla Commissione.

La legge di delegazione europea. È la legge con cui il Parlamento delega il Governo affinché questo recepisca norme non dotate di effetto diretto. È la legge che serve per interrompere le procedure di infrazione. È stata sostituita dalla legge europea. È la legge con cui il Parlamento delega il Governo affinché questo recepisca norme dotate di effetto diretto.

La procedura legislativa di codecisione: È la procedura straordinaria per gli atti legislativi europei. È la procedura ordinaria per gli atti legislativi europei. Si segue solo nelle ipotesi specificamente previste nei Trattati. È la procedura residuale per gli atti legislativi europei.

La procedura di codecisione si conclude alla prima fase quando: La Commissione approva la posizione del Parlamento. Il Consiglio approva la posizione del Parlamento. Ha esito positivo la procedura di conciliazione. Il Parlamento approva la posizione della Commissione.

I regolamenti europei sono atti di diritto derivato dotati: Di diretta applicabilità e obbligatorietà, ma non di generalità perché si rivolgono ai singoli Stati membri. Di generalità, diretta applicabilità e obbligatorietà. Di generalità e obbligatorietà, ma non di diretta applicabilità, potendo però avere effetto diretto. Di generalità, effetto diretto e obbligatorietà.

Qual è la principale differenza tra diretta applicabilità ed effetto diretto?. La diretta applicabilità riguarda esclusivamente le norme dei Trattati. La diretta applicabilità riguarda le norme, l’effetto diretto riguarda solo le direttive. La diretta applicabilità riguarda gli atti, l’effetto diretto le norme. L’effetto diretto è direttamente previsto dai Trattati.

Se una norma interna contrasta con una norma europea non self-executing. Il Giudice deve disapplicare il diritto interno. Il Giudice non può fare altro che sollevare questione di legittimità costituzionale. Il Giudice deve disapplicare il diritto europeo. Il Giudice deve sempre fare un rinvio pregiudiziale alla CGUE.

Il giudice qualora ravvisi un contrasto tra norma interna e norma europea dotata di effetto diretto. Dovrà sollevare questione di legittimità costituzionale. Dovrà disapplicare la norma interna e applicare la norma europea. Dovrà fare rinvio pregiudiziale alla CGUE. Può decidere se applicare la norma interna o quella europea.

I controlimiti al diritto europeo: Corrispondono alla legge europea. Corrispondono a tutta la Costituzione. Corrispondono alla prima parte della Costituzione. Corrispondono ai principi fondamentali e ai diritti inviolabili della persona.

Se si applicano i controlimiti: La Corte costituzionale dichiara illegittimo l’ordine di esecuzione “nella parte in cui”. La Corte costituzionale dichiara invalidi i Trattati e avvia la procedura di uscita dall'Europa. La Corte costituzionale dichiara illegittimo direttamente il diritto europeo. La Corte costituzionale dichiara illegittimo il Trattato europeo.

Il rinvio pregiudiziale alla CGUE. Serve a dirimere un dubbio interpretativo su una norma europea. Può essere effettuato sempre e solo dalla Corte costituzionale. È sempre obbligatorio quando c’è un contrasto tra norma interna e norma europea. Serve a dirimire un dubbio interpretativo su una norma interna.

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