Laboratorio di scrittura (da lez.1 a 6)
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![]() Laboratorio di scrittura (da lez.1 a 6) Description: esercitazione saccoccio |



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Le guide turistiche sono un esempio di testo. espressivo. regolativo. argomentativo. descrittivo. I romanzi sono un esempio di testo. informativo. poetico. narrativo. argomentativo. I diari sono un esempio di testo. argomentativo. regolativo. espressivo. descrittivo. Un testo regolativo ha lo scopo di. esprimere emozioni. dare ordini o consigli. dimostrare una tesi. regolare sentimenti. Un manuale universitario è un esempio di testo. regolativo. informativo. espressivo. narrativo. Un testo espressivo ha lo scopo di. esprimere emozioni, sentimenti. esprimere opinioni argomentate. informare. dare consigli. Un ricettario è un esempio di testo. argomentativo. regolativo. espressivo. narrativo. Tra gli esempi di testo descrittivo possiamo trovare. cataloghi di mostre. novelle. diari. regolamenti. Non è tra le caratteristiche del testo: comprensibilità. visione. coerenza. coesione. Il tema scolastico è un testo prevalentemente. regolativo. poetico. narrativo. argomentativo. La tesi di laurea può essere. di compilazione o di attribuzione. di compilazione o di ricerca. di ricerca o di rilievo. di preparazione o di ricerca. Nella tesi di ricerca bisogna. evitare modi di dire abusati. proporre un avanzamento nella conoscenza dell'argomento scelto. dimostrare di avere un'ampia cultura generale. proporre una metodologia che il relatore non conosce. Nell'antichità si sono occupati di retorica: Aristotele, Platone e Parmenide. Platone, Cicerone e Giovenale. Aristotele, Cicerone e Quintiliano. Cicerone, Marziale, Quintiliano. Per Aristotele i generi della retorica sono: narrativo, giudiziario, propositivo. giudiziario, deliberativo. deliberativo, narrativo, epidittico. deliberativo, giudiziario, epidittico. “Rem tene, verba sequentur” è un precetto attribuito a: Marco Tullio Cicerone. Marco Porcio Catone. Gaio Sallustio Crispo. Quinto Fabio Massimo. Le cinque sezioni della retorica sono: inventio, ordo, dispositio, elocutio, actio. inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio. inventio, elocutio, dispositio, memoria, actio. inventio, ordo, elocutio, actio, disputatio. La dispositio è: trovare gli argomenti. disporre le figure retoriche nel testo. dare ordine ai contenuti. trovare gli esempi opportuni. L’inventio è: la stesura del testo. la ricerca degli argomenti. l’ordine delle idee. la dimostrazione della tesi. L’elocutio è: dare forma linguistica alle idee. dare ordine alle idee. trovare le idee. memorizzare le idee. Per Cicerone le finalità dell’oratore sono: docere, delectare, movere. docere, movere, flectere. docere, docere, docere. docere, probare, delectare. Nel Medioevo il trivium è costituito da: retorica, grammatica, dialettica. retorica, grammatica, musica. retorica, grammatica, aritmetica. grammatica, dialettica, musica. Le fonti secondarie sono: i testi scritti sull’argomento oggetto di studio. le fonti dirette. le fonti indirette. i test i scr i t t i nel XX e XXI secolo. Il catalogo collettivo delle biblioteche del Servizio Bibliotecario Nazionale è noto come: OPAC SBN. Google Libri. Progetto Gutenberg. Internet Culturale. La documentazione segue le seguenti fasi: rintracciare, studiare, valutare, sintetizzare le fonti primarie e secondarie. rintracciare, studiare e valutare le fonti primarie. studiare e valutare le fonti secondarie. rintracciare, studiare e sintetizzare le fonti primarie e secondarie. Per Umberto Eco lo studioso deve avere un atteggiamento di “umiltà scientifica”, cioè: bisogna rispettare tutti allo stesso modo. comportarsi umilmente con gli intellettuali contemporanei. bisogna avere rispetto delle fonti più autorevoli. non bisogna disprezzare nessuna fonte. Tradizionalmente l’ordine degli argomenti poteva seguire tre modelli: crescente, decrescente, inverso. crescente, inverso, nestoriano. crescente, decrescente, nestoriano. crescente, nestoriano, omerico. Il frontespizio. riproduce l’impaginazione della copertina. contiene soltanto i titoli dei capitoli. contiene i titoli di capitoli, paragrafi e sottoparagrafi. prevede una numerazione decrescente delle varie sezioni. Nel frontespizio di una tesi di laurea l’abbreviazione “Chiar.mo” sta per: notissimo. illustre. degno di venerazione. egregio. È consigliabile collocare l’indice: all’inizio della tesi di laurea. al termine della tesi di laurea. l’indice non è necessario in una tesi di laurea. prima del frontespizio. Nell’introduzione: l’autore presenta in sintesi i contenuti della tesi di laurea. l’autore presenta esclusivamente la motivazione che lo ha portato a scrivere la tesi di laurea. in una tesi di laurea non è presente l’introduzione. il relatore presenta il candidato. |




