Laboratorio di scrittura (da lez.7 a 11)
|
|
Title of test:
![]() Laboratorio di scrittura (da lez.7 a 11) Description: esercitazione Saccoccio |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Il riassunto serve a: selezionare argomenti e idee principali dalle fonti bibliografiche. selezionare le fonti primarie. selezionare e sintetizzare le fonti secondarie. mettere ordine nelle fonti. Quali di queste affermazioni non è corretta: in un riassunto bisogna sostituire la terza persona con la prima persona. in un riassunto il discorso diretto va trasformato in indiretto. in un riassunto non bisogna inserire commenti personali. in un riassunto bisogna mantenere la coerenza dei tempi verbali. Nel modello di Roman Jakobson a mittente e destinatario. corrispondono la funzione emotiva e la funzione conativa. corrispondono la funzione metalinguistica e la funzione fatica. corrispondono la funzione fatica e la funzione referenziale. corrispondono la funzione poetica e la funzione emotiva. La funzione fàtica. è comunemente chiamata emotiva. si fonda sul canale. si fonda sul referente. si fonda sul destinatario. La funzione poetica prevale. nei testi poetici e nei messaggi pubblicitari. nei testi narrativi. nei testi saggistici. nei manuali scolastici. La funzione referenziale prevale. nei verbali, nelle cronache, nelle agenzie di stampa. nei ricettari. nei diari e nelle lettere agli amici. nei comizi e nei messaggi pubblicitari. La funzione metalinguistica prevale. nei comizi. nei diari personali. nelle guide turistiche. nei vocabolari. La coerenza di un testo è. l’organizzazione consequenziale di tutte le sue parti in un insieme unitario. l’ordine sequenziale di tutte le idee. l’invenzione di tutti gli argomenti a sostegno della tesi. l’organizzazione della scaletta in un ordine puntuale. La coerenza di un testo può essere. tematica, espressiva, logica e semiotica. tematica, semantica, fàtica e semiotica. tematica, semantica, logica e stilistica. tematica, semiotica, logica e descrittiva. I connettivi che si usano per esprimere un rapporto di concessione sono: sebbene, benché, nonostante. ma, però, tuttavia. affinché, perché. perché, poiché, giacché. I connettivi che si usano per esprimere un rapporto di causa/effetto sono: cioè, ossia, per questo, per esempio. ma, però, tuttavia. affinché, perché. perché, poiché, giacché. La coerenza semantica si attua: con la presenza di determinati campi semantici e parole chiave. con la presenza di sinonimi e antonimi. con la presenza di parole-semi sparse nel testo. con la presenza di iponimi e iperonimi. La coesione di un testo è. l’organizzazione consequenziale del lessico. l’ordine sequenziale degli argomenti. la corretta connessione morfosintattica e lessicale tra tutte le parti. il rispetto di tutte le connessioni sintattiche. La coesione morfosintattica è raggiunta mediante: concordanza, connettivi, sostituenti, punteggiatura. connettivi, punteggiatura, sinonimi. connettivi, sostituenti, sinonimi, antonimi. concordanza, punteggiatura. I sostituenti sono: parole che sostituiscono nomi utilizzati almeno due volte in precedenza. argomenti che sostituiscono idee citate in precedenza. argomenti che sostituiscono temi utilizzati precedentemente. parole che sostituiscono nomi utilizzati precedentemente. Il punto fermo si usa: come il punto e virgola. nelle abbreviazioni. in sostituzione dei due punti. sempre meno nell’italiano neo-standard. La virgola va sempre usata: per isolare il complemento di vocazione. per separare soggetto e predicato. per isolare il predicato dal complemento oggetto. prima di un elenco. La virgola non va mai usata: per separare sostantivi in un elenco. per separare soggetto e predicato. per isolare il complemento di vocazione. per isolare avverbi come sì, certo;. Il punto e virgola: è sempre meno utilizzato nell’italiano contemporaneo. è sempre più utilizzato nell’italiano contemporaneo. non è mai stato utilizzato nell’italiano standard. è scomparso nell’italiano contemporaneo. I puntini sospensivi si usano nel numero fisso di: 2. 3. 4. 6. Secondo il linguista De Mauro la lingua può essere pensata come: una grande sfera. un grammofono. un pallone aerostatico. una piramide tronca. Il “vocabolario di base” di Tullio De Mauro comprende: vocaboli noti a chiunque abbia completato la scuola elementare. vocaboli noti a chiunque abbia completato la scuola media. vocaboli noti a chiunque abbia un diploma di maturità classica o scientifica. vocaboli noti a chiunque abbia una laurea triennale. Il “Vocabolario di base della lingua italiana” di De Mauro fu pubblicato per la prima volta: nel 2001. nel 1980. nel 1989. nel 1999. Nel “Vocabolario di base della lingua italiana” la dispersione: corregge distorsioni che potrebbero aversi guardando solo alla frequenza. corregge errori del lessico fondamentale. integra il lessico fondamentale con vocaboli del lessico comune. corregge errori dell’italiano standard. I dizionari diacronici: testimoniano il lessico di una lingua in un determinato momento storico. presentano il lessico di una lingua nella sua evoluzione storico. si concentrano sull’origine delle parole. presentano il lessico di una lingua nelle sue varietà locali. Il GRADIT è: il grande dizionario storico della lingua italiana diretto da Salvatore Battaglia. un grande dizionario diacronico. un grande dizionario etimologico. un dizionario descrittivo che comprende tutto il lessico della lingua italiana. |




