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LAV 5

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LAV 5

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PROF GIALLO

Creation Date: 2026/06/22

Category: Others

Number of questions: 22

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Una solo affermazione sulla percezione del rischio è vera: La percezione soggettiva del rischio non è lineare e ma è quantificabile e proporzionale all’aumento della quantità di pericolo. La percezione soggettiva del rischio non è lineare e non è direttamente proporzionale all’aumento della quantità di pericolo. La percezione soggettiva del rischio è lineare ed è direttamente proporzionale all’aumento della quantità di pericolo. La percezione soggettiva del rischio non è lineare ed è inversamente proporzionale all’aumento della quantità di pericolo.

La dimensione di "frequenza dei pericoli" nella percezione del rischio: non ha a che fare con il senso di vulnerabilità del lavoratore. ha a che fare con il controllo che i lavoratori esercitano sui fattori di rischio. ha a che fare con la pericolosità dei pericoli presenti. ha a che fare con il senso di vulnerabilità del lavoratore.

Quante dimensioni caratterizzanti la percezione del rischio vengono individuate dal modello di Leiter e Cox (1992)?. 6. 11. 7. 4.

Le variabili di personalità che influenzano la percezione del rischio sono: ottimismo, ricerca di situazioni eccitanti, l'influenza del gruppo. personalità di tipo A, ottimismo, controllo. la ricerca di situazioni “eccitanti”, la resilienza, l'ottimismo. ottimismo, controllo, ricerca di situazioni eccitanti.

Leiter, Zanaletti e Argentero ritengono che la percezione del rischio: è considerata come risultato dell’interazione di fattori individuali, sociali, culturali e politici caratterizzanti il contesto di esperienza della persona. è considerata dal punto di vista della teoria dei sistemi e come risultato dell’interazione di fattori individuali, sociali, culturali e politici caratterizzanti il contesto di esperienza della persona. è considerata dal punto di vista della teoria dei sistemi, considerando oltre al fattore umano, anche il contesto organizzativo. è considerata come fenomeno attribuzionale.

Secondo Landy e Conte (2007) il contributo della psicologia del lavoro e delle organizzazioni allo studio della sicurezza sul lavoro può essere articolato in approcci: bidimensionali e multidimensionali. individualistici e organizzativi. ergonomici e del clima di sicurezza. monodimensionali e multidimensionali.

In Europa le tecniche comportamentali sono state adottate soprattutto nelle filiali di multinazionali anglosassoni a partire. nell'ultimo ventennio. dagli anni '70 agli anni '90. dagli anni '70. dagli anni '80.

La Behaviour Based Safety è: un approccio evidence-based alla sicurezza sul lavoro e alla riduzione degli infortuni, delle malattie professionali e degli incidenti nei luoghi di lavoro, che sono causati per la maggior parte dei casi da comportamenti inadeguati o pericolosi. un approccio evidence-based alla sicurezza sul lavoro e alla riduzione degli infortuni, delle malattie professionali e degli incidenti nei luoghi di lavoro, che sono causati perla maggior parte dei casi da errori di giudizio ed euristiche. un approccio evidence-based alla sicurezza sul lavoro e alla riduzione degli infortuni, delle malattie professionali e degli incidenti nei luoghi di lavoro, che sono causati per la maggior parte dei casi da atteggiamenti inadeguati o pericolosi. un approccio evidence-based alla sicurezza sul lavoro e alla riduzione degli infortuni, delle malattie professionali e degli incidenti nei luoghi di lavoro, che sono causati per la maggior parte dei casi da errori come slips e lapses.

Nel campo dell'errore umano, per slips intendiamo: errore caratterizzato dalla mancanza di corrispondenza tra un’azione e l’intenzione di colui che la compie. l’errore dovuto a fallimenti di memoria che possono anche non manifestarsi a livello del comportamento. mancanza di attenzione durante più fasi di esecuzione dell’azione. l’errore causato dall’applicazione sbagliata di regole o procedure altamente familiari o ben apprese per risolvere un problema.

L’errore nasce dal fatto che, colui che è impegnato nella soluzione di un problema, si trova in una situazione insolita per la quale non possiede nessuna soluzione programmata in anticipo, si tratta del: slips. errori rule-based. errore knowledge-based. lapses.

Il Near miss è: un errore latente. un errore che può essere scoperto e riparato prima che causi un danno. un evento che avrebbe potuto avere conseguenze dannose. un evento che non può avere conseguenze dannose.

L'errore dovuto a discrepanza tra intenzione originaria e conseguenze del comportamento si chiama: mistakes. slips. errore latente. lapses.

Secondo Reason le violazioni posso essere: non parla di violazioni. di cinque tipi. di tre tipi. di due tipi.

Secondo Reason ogni incidente è dovuto a un intreccio tra: errori attivi, errori immanenti, errori latenti. errori di routine e errori eccezionali. comportamenti intenzionali e non intenzionali. errori associati alle prestazioni degli operatori ed errori latenti.

Il livello organizzativo formale e il livello di analisi di gruppo si riferiscono: al clima di sicurezza. ai livelli di analisi della psicologia del lavoro. all'analisi della comunicazione organizzativa. ai livelli di analisi della psicologia delle organizzazioni.

L'Insight di un sistema resiliente è: la capacità del sistema di acquisire ed elaborare sufficienti informazioni, in modo tale da poter leggere con coerenza il proprio ambiente ed utilizzarlo per i propri scopi. la capacità di creare l’“organizzazione”, cioè un nuovo ordine funzionale partendo dalla situazione caotica e depressiva successiva all’evento destabilizzante. la capacità di mantenere una propria identità, pur senza isolarsi, ovvero autonomia e indipendenza, senza sentirsi totalmente vincolati da altri sistemi o dalle risorse che essi sono in grado di fornire. la capacità di un sistema di esaminare se stesso, cioè di raccogliere gli elementi che hanno determinato l’evento traumatico, analizzare il problema, saper leggere glielementi relativi al contesto e cercare soluzioni alternative.

La proattività di un sistema resiliente è: la capacità di creare l’“organizzazione”, cioè un nuovo ordine funzionale partendo dalla situazione caotica e depressiva successiva all’evento destabilizzante. la capacità di un sistema di esaminare se stesso, cioè di raccogliere gli elementi che hanno determinato l’evento traumatico e analizzare il problema. la capacità di stabilire rapporti soddisfacenti con l’ambiente circostante, mantenendo relazioni più o meno strette che tuttavia all’occorrenza permettano di sviluppare l’obiettivo del sistema stesso. la capacità del sistema di acquisire ed elaborare sufficienti informazioni, in modo tale da poter leggere con coerenza il proprio ambiente ed utilizzarlo per i propri scopi.

Il Modello Drift to danger è stato formulato da: Rasmussen e Svedung. Bracco. Reason. Pilia e Coletta.

La teoria dei “sistemi resilienti” nasce. dalla consapevolezza che la catena degli eventi è un modello tendenzialmente statico di incidente. dalla consapevolezza che la catena degli eventi è in grado di rappresentare sistemi in continua evoluzione. dal costrutto di catena degli eventi modificato da Rasmussen. Hollnagel, E., Leveson N., Woods, J. (2006).

"Il processo di adattamento di fronte alle avversità, ai traumi, alle tragedie e ad altre significative fonti di stress" è la definizione di resilienza di. Fichera. APA (Associazione degli Psicologi Americani). Castelletti. Rasmussen.

Quante sono le dimensioni per studiare la percezione da parte dei lavoratori del clima di sicurezza secondo le integrazioni di Neal, Griffin e Clarke?. 8. 6. 5. 7.

Quanti principi individuano Weick e Sutcliffe per aumentare la sicurezza nelle organizzazioni?. 4. 6. 7. 5.

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