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lez. 21-22

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Title of test:
lez. 21-22

Description:
daypo criminologia

Creation Date: 2026/01/17

Category: Others

Number of questions: 21

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Il colloquio investigativo si basa su: Il diritto coercitivo da parte dell’ investigatore Il diritto di sapere da parte dell’ investigatore. Il diritto alla determinazione dell’ attendibilità del soggetto da parte dell’ investigatore. Il diritto a conoscere l’ anamnesi dell’ autore del reato da parte dell’ investigatore. Il diritto di sapere da parte dell’ investigatore.

L’ utilizzare tecniche induttive e/o manipolatorie durante un normale colloquio: È tollerato nel caso d’ interrogatorio. È vietato nel caso di colloquio clinico. È sempre vietato. È permesso.

La condizione indispensabile per un colloquio efficace è che la motivazione alla fine diventi: intrinseca. Conclusiva e certa. Estrinseca. Aperta.

Il colloquio strutturato: Si basa sull’ utilizzo di riferimenti testologici, è una forma di colloquio che si fonda su una serie di schemi prefissati e non modificabili. Si basa sull’ utilizzo di riferimenti testologici, è una forma di colloquio che si fonda su una serie di presupposti teorico-clinici già prefissati. Si basa sull’ utilizzo di riferimenti testologici, è una forma di colloquio che si fonda su una serie di presupposti teorici ma non clinici. Si basa sull’ utilizzo di riferimenti testologici, è una forma di colloquio che si fonda su una serie di presupposti clinici e mai teorici.

L’ intervista contestualizzata. È una tecnica che prevede di non interagire con il soggetto fino alla fase dibattimentale quando gli verranno contestati i fatti. È una tecnica che presuppone che l’ intervistato sia riportato sul luogo dei fatti a distanza di tempo per aiutare al ricordo dei fatti. È una tecnica che presuppone che il colloquio verta solo ed esclusivamente sui fatti contestati escludendo il vissuto dello stesso. È una tecnica che presuppone che l’ intervistato sia allontanato dal luogo dove si è svolto l’ evento per non essere influenzato nella sua ricostruzione.

Che differenza ha un colloquio clinico rispetto un colloquio diagnostico?. Il clinico è condotto da un criminologo. Il clinico è finalizzato alla determinazione della patologia del soggetto. Il clinico è finalizzato alla cura della personalità del soggetto. Il clinico è condotto da psichiatri non criminologi.

La relazione, tra le due persone che effettuano il colloquio, è: intermittente. Simmetrica. Paritetica. Asimmetrica.

Nell’ ambito del colloquio le pause: Sono da aumentare in special modo da parte dell’ intervistatore. Sono accettate ma non valutate. Sono da limitare al massimo. Vanno rispettate essendo una componente importante.

Chi è il conduttore/intervistatore?. Nessuna delle altre risposte. Il soggetto in grado di condurre una conversazione e creare un ambiente tale da consentire lo svilupparsi di una situazione dinamica tesa a favorire una piena confessione dell’ autore del reato. Il soggetto in grado di condurre una conversazione e creare un ambiente tale da consentire lo svilupparsi di una situazione dinamica tesa a favorire un processo di conoscenza. Il soggetto in grado di condurre una conversazione e creare un ambiente tale da consentire lo svilupparsi di una situazione dinamica tesa a favorire tutti gli elementi necessari al fine di esplicare una diagnosi.

Di che tipo può essere la motivazione di un colloquio?. Volontaria e coercitiva. Dubitativa. Intrinseca ed estrinseca. Aperta o chiusa.

Il tema del colloquio: nessuna delle risposte precedenti. permette di distinguere tra contenuti che riguardano il soggetto ed i suoi problemi e contenuti maggiormente centrati sui temi oggetto di conoscenza. permette di distinguere tra contenuti che riguardano il la vittima e la vittimologia e contenuti maggiormente centrati su come si è svolto il reato. permette di distinguere tra contenuti che riguardano il soggetto attivo del reato e contenuti maggiormente centrati la sua storia amnestica.

I segnali non controllati: Non sono importanti al fine di decodifica del messaggio. Gesti che spesso sono così rapidi che difficilmente vengono percepiti dai destinatari (se non a livello subliminale), la loro manifestazione viene definita anche “ fuga di informazioni non verbali”. Gesti mancanti nella comunicazione che non rendono coerente il discorso esposto, la loro assenza viene definita anche “ latenza di informazioni non verbali”. Gesti volontari che vengono percepiti dai destinatari a livello subliminale, la loro manifestazione viene definita anche “ trasmissione di informazioni non verbali.

Quali sono, per esempio, i segnali non controllati della menzogna?. Aumento del battito cardiaco con conseguenziale aumento del battito delle ciglia. Leggero balbettio ed abbassamento del tono di voce. Spostamento così detto “ a dondolo” per l’ oscillazione del corpo. Asimmetria della muscolatura tra parte sx e dx del volto e blocco dei gesti manuali.

Cos’ è la prossemica?. È la postura che assumiamo quando interagiamo con una persona. È la postura del corpo. È la postura delle braccia. E’ la gestione dello spazio personale ed in particolare la distanza spaziale tra le persone che interagiscono.

In caso di incoerenza tra le 3 forme di comunicazione, quale dovrà essere meno tenuta da conto?. La comunicazione diretta e visiva. La comunicazione para-verbale. La comunicazione non verbale. La comunicazione verbale.

La comunicazione è formata dalle seguenti parti ben distinte: Verbale, non verbale, para-verbale. Verbale, non verbale, posturale. Verbale, non verbale, labiale. Verbale, non verbale, emozionale.

Quanto è approssimativamente la distanza “ amicale” ?. Un metro e mezzo. Almeno due metri. 30 cm. Due braccia.

La comunicazione non verbale: Nessuna delle altre risposte. È legata al tono, al volume, al ritmo della voce, alla velocità del parlare, alle pause etc.. È legata al significato convenzionale delle parole estrapolate dalla loro struttura sintattica della frase/periodo. È l’ informazione fornita dal corpo: mimica facciale, postura, relazione spaziale con l’ altro, il contatto. La scelta del proprio abbigliamento etc..

Quanto il linguaggio del corpo influenza la conversazione: Dal 60 al 70%. Dal 20 al 30%. Dal 40 al 50%. Dal 50 al 60%.

La comunicazione para-verbale: È legata al significato convenzionale delle parole e della struttura sintattica della frase/periodo. È legata al tono, al volume, al ritmo della voce, alla velocità del parlare, alle pause etc.. È legata al significato convenzionale delle parole estrapolate dalla loro struttura sintattica della frase/periodo. Nessuna delle altre risposte.

La comunicazione verbale: È legata al significato convenzionale delle parole e della struttura sintattica della frase/periodo. Nessuna delle altre risposte. È legata alla tonalità delle parole pronunciate. È legata al significato convenzionale delle parole estrapolate dalla loro struttura sintattica della frase/periodo.

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