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(Lez. 41-60) Diritto bancario (L-Z)

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(Lez. 41-60) Diritto bancario (L-Z)

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Mauro Ciro Alessio

Creation Date: 2026/05/29

Category: Others

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Ai sensi dell’articolo 5 TUB, la vigilanza delle autorità creditizie si applica, tra gli altri, anche a quale delle seguenti categorie?. Camere di commercio. Enti previdenziali. Intermediari finanziari. Società di revisione.

Secondo l’art. 5 TUB, le autorità creditizie esercitano i loro poteri di vigilanza avendo riguardo principalmente a: Sana e prudente gestione dei soggetti vigilati. Liberalizzazione del settore finanziario. Massimizzazione dei profitti bancari. Tutela esclusiva dei consumatori.

Secondo l’art. 5 TUF, comma 3, la CONSOB è competente principalmente per quale profilo?. Il contenimento del rischio sistemico. La sana e prudente gestione. La trasparenza e correttezza dei comportamenti. La determinazione degli standard contabili.

Tra gli obiettivi della vigilanza indicati nel comma 1 dell’art. 5 TUF, quale figura espressamente?. La riduzione della tassazione finanziaria. La tutela della riservatezza bancaria. La protezione del debitore insolvente. La salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario.

Ai sensi dell’articolo 6 TUB, tra gli obblighi previsti, le autorità creditizie devono comunicare informazioni: Alle autorità e ai comitati che compongono SEVIF e MRU. Esclusivamente alle banche centrali degli Stati membri. Alle agenzie di rating. Solo agli intermediari vigilati.

Ai sensi dell’art. 19 TUB, comma 5, l’autorizzazione all’acquisizione è rilasciata: Dal SEVIF. Dall'EBA. Dalla CONSOB. Dalla BCE, su proposta della Banca d’Italia.

Secondo l’articolo 19 TUB, è soggetta ad autorizzazione preventiva l'acquisizione che attribuisce almeno: Quote rilevanti solo oltre il 60%. Quote rilevanti oltre il 25%. Il 10% del capitale o dei diritti di voto. Solo le azioni privilegiate.

Secondo l’articolo 6 TUB, le autorità creditizie devono esercitare i loro poteri: Solo previa autorizzazione del SEVIF. Solo secondo la legge nazionale, senza rilevanza UE. In armonia con le disposizioni dell'UE. In coordinamento con il Ministero dell'economia.

Secondo l’art. 6 TUB, la Banca d’Italia, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza, è parte: Dell'ONU. Dell'OSCE. Del Comitato di Basilea. Del SEVIF e del MVU.

Ai sensi del comma 3-bis dell’art. 6 TUB, le autorità creditizie esercitano anche i poteri d’intervento per garantire il rispetto: Delle raccomandazioni OCSE. Del Patto di Stabilità. Del regolamento (UE) n. 575/2013. Del Regolamento DORA.

Secondo il comma 5 dell’articolo 5 TUF, Banca d’Italia e CONSOB operano in modo coordinato con l’obiettivo di: Controllare la stabilità macroeconomica. Gestire direttamente i fondi di investimento. Ridurre al minimo gli oneri gravanti sui soggetti abilitati. Determinare i tassi di interesse.

Il protocollo d’intesa Banca di Italia–CONSOB, ai sensi del comma 5-bis dell’art. 5 TUF, disciplina: I compiti di ciascuna autorità, le modalità del loro svolgimento e lo scambio di informazioni. L’emissione di titoli di Stato. Le norme sulla trasparenza bancaria. Le sanzioni penali per gli intermediari.

In caso di mancato rispetto delle condizioni della cooperazione stretta, ai sensi dell’articolo 7 del Reg. UE 1024/2013, la BCE può: Sciogliere le autorità di vigilanza nazionali. Sospendere o porre fine alla cooperazione stretta. Imporre sanzioni penali. Bloccare le operazioni finanziarie transfrontaliere.

Per l’articolo 7 del Reg. UE 1024/2013, tra le condizioni per instaurare la cooperazione stretta vi è l’impegno dello Stato membro a: Centralizzare la supervisione presso il governo. Assicurare che la propria autorità nazionale competente rispetti gli orientamenti e le richieste della BCE. Garantire l'indipendenza delle banche locali. Ridurre il debito pubblico.

Secondo l’articolo 7 del Reg. UE 1024/2013, la cooperazione stretta tra BCE e uno Stato membro partecipante la cui moneta non è l’euro viene istituita: Con decreto dello Stato membro interessato. Con atto del Consiglio Europeo. Con decisione della BCE. Nessuna delle precedenti.

Ai sensi dell’articolo 7 del Reg. UE 1024/2013, i termini entro i quali l’autorità nazionale deve adottare le misure richieste dalla BCE non possono essere inferiori a: 36 ore. 48 ore. 72 ore. 24 ore.

Per l’articolo 6 del Reg. UE 1024/2013, la BCE e le autorità nazionali competenti sono soggette al dovere di: Autonomia assoluta delle autorità nazionali. Concorrenza interna. Cooperazione in buona fede e scambio di informazioni. Nessuna delle precedenti.

Sono considerati “meno significativi”, salvo eccezioni motivate, gli enti creditizi che: Non sono quotati. Hanno meno di 100 dipendenti. Non operano con strumenti derivati. Hanno attività inferiori a 30 miliardi di euro.

Secondo l’articolo 6 del Reg. UE 1024/2013, viene considerato criterio di significatività: Importanza per l’economia dell’Unione o di uno Stato membro partecipante. Valutazione di mercato dell’ente. Appartenenza a un gruppo industriale. Capitale sociale versato.

Ai sensi dell’articolo 6 del Reg. UE 1024/2013, la BCE assolve i suoi compiti nel quadro di un meccanismo di vigilanza unico composto da: BCE e EBA. BCE e autorità nazionali competenti. Solo dalla BCE. BCE e Ministeri delle Finanze.

Secondo le disposizioni dell’articolo 4 del Reg. UE 1024/2013, la BCE ha competenza esclusiva per: Rilasciare e revocare l’autorizzazione agli enti creditizi. Emettere titoli bancari privati. Nessuna delle precedenti. Stabilire i criteri di remunerazione degli amministratori.

Ai sensi dell’art. 4 del Reg. UE 1024/2013, tra i compiti della BCE vi è quello di assicurare il rispetto dei requisiti prudenziali in materia di: Attività assicurativa. Prezzo delle obbligazioni sovrane. Fondi propri, liquidità, grandi rischi, leverage, informativa. Nessuna delle precedenti.

Per l’art. 4 del Reg. UE 1024/2013, la BCE partecipa alla vigilanza supplementare dei conglomerati finanziari: Solo se l’ente ha sede fuori UE. Nei soli casi di crisi bancaria. Unicamente per il patrimonio di vigilanza. Assumendo i compiti di coordinatore quando nominata tale.

Secondo l’art. 4 del Reg. UE, la BCE effettua valutazioni prudenziali, incluse le prove di stress, per: Nessuna delle precedenti. Analizzare le dinamiche del PIL. Verificare la presenza di adeguati dispositivi di gestione del rischio. Determinare i tassi di interesse.

Ai sensi dell’art. 18 del Reg. UE 1024/2013, se la persona giuridica è una filiazione di un’impresa madre, per calcolare il limite del 10% si utilizza: Il valore degli attivi ponderati. Il fatturato della filiazione. Il fatturato complessivo annuo risultante nel conto consolidato dell’impresa madre capogruppo nell’esercizio finanziario precedente. Il fatturato medio degli ultimi tre anni.

Nei casi non coperti dal paragrafo 1 dell’art. 18, la BCE può laddove sia necessario: Nessuna delle precedenti. Disporre l’accesso agli atti bancari privati+G31:G33. Richiedere al Parlamento europeo di imporre sanzioni. Chiedere alle autorità nazionali competenti di avviare procedimenti sanzionatori.

Ai sensi dell’art. 18 del Reg. UE 1024/2013, le sanzioni applicate dalla BCE devono essere: Efficaci, proporzionate e dissuasive. Convenienti e proporzionate. Fisse e predeterminate. Minime.

Secondo l’articolo 18 del Reg. UE 1024/2013, in caso di violazione dolosa o colposa degli obblighi previsti dagli atti UE direttamente applicabili, la BCE può imporre sanzioni amministrative pecuniarie: Solo alle banche significative. Fino al 5% del patrimonio netto. Fino al 20% del fatturato. Fino al doppio dei profitti ricavati o fino al 10% del fatturato complessivo annuo.

Ai sensi dell’art. 19 del Reg. UE 1024/2013, gli Stati membri e le istituzioni dell’Unione devono: Nominare ispettori esterni. Rispettare l’indipendenza della BCE e delle ANC. Controllare l’operato della BCE. Approvare le sanzioni BCE.

Secondo l’art. 19 del Reg. UE 1024/2013, il codice di condotta per il personale BCE impegnato nella vigilanza bancaria riguarda in particolare: Le procedure di assunzione. Governance. Le politiche salariali. I conflitti di interesse.

Per l’articolo 19 del Reg. UE 1024/2013, i membri del consiglio di vigilanza e del comitato direttivo devono agire: Secondo la politica monetaria nazionale. Con l’autorizzazione preventiva della Commissione. Nell’interesse delle banche vigilate. In piena indipendenza e obiettività, nell’interesse dell’Unione nel suo complesso.

Secondo l’art. 19 del Reg. UE 1024/2013, nell’assolvimento dei compiti, BCE e autorità nazionali competenti devono: Coordinarsi obbligatoriamente con la Corte di Giustizia. Agire in modo indipendente. Agire secondo le indicazioni dei governi. Agire secondo le indicazioni del Consiglio europeo.

L’esercizio provvisorio del bilancio può essere concesso: Per un periodo massimo complessivo di dodici mesi. Automaticamente in caso di ritardo della legge di bilancio. Per un periodo massimo complessivo di quattro mesi. Con atto delle Commissioni parlamentari bilancio.

Ai sensi dell'art. 81 Cost., ogni legge che comporta nuovi o maggiori oneri deve: Essere accompagnata da una relazione tecnica del CNEL. Indicare i mezzi per farvi fronte. Nessuna delle precedenti. Avere il parere preventivo della Corte dei Conti.

Il ricorso all’indebitamento da parte dello Stato è consentito: Solo per eventi eccezionali e per considerare gli effetti del ciclo economico. Quando il bilancio è in pareggio. Solo quando si prevede un aumento del PIL. Solo per aumentare le riserve valutarie.

Per l'art. 81 Cost., lo Stato assicura l’equilibrio tra entrate e spese del bilancio: Tenendo conto esclusivamente delle fasi avverse del ciclo economico. Tenendo conto delle fasi avverse e favorevoli del ciclo economico. Solo se previsto dalla legge di stabilità. Solo in relazione ai vincoli del Patto di stabilità europeo.

Lo Stato può destinare risorse aggiuntive e interventi speciali a favore di determinati enti territoriali per: Compensare qualsiasi riduzione di gettito fiscale. Garantire uniformità di bilancio fra tutti gli enti. Promuovere sviluppo economico, coesione, solidarietà sociale e rimuovere squilibri. Coprire disavanzi derivanti da cattiva gestione.

Gli enti territoriali possono ricorrere all’indebitamento: Solo previa autorizzazione della Corte dei conti. Per qualunque tipo di spesa purché approvato dalla Regione. Nessuna delle precedenti. Solo per finanziare spese di investimento.

Per l'art. 119 Cost., la legge dello Stato istituisce un fondo perequativo: Utilizzabile solo per spese di investimento. Applicabile solo ai Comuni sotto i 5.000 abitanti. Vincolato a finanziare infrastrutture strategiche. Senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

Secondo l'art. 119 Cost., Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa: Nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci. Nessuna delle precedenti. Solo in caso di determinate emergenze. Con esclusione delle Regioni a statuto speciale.

I mutui stipulati dagli enti locali con soggetti diversi da Cassa Depositi e Prestiti o ICS devono, a pena di nullità: Prevedere l’ammortamento con rate semestrali variabili. Essere autorizzati preventivamente dalla Corte dei Conti. Essere stipulati in forma pubblica e contenere specifiche clausole obbligatorie. Prevedere durate non inferiori a dieci anni.

A norma dell'art. 204 TUEL, un ente locale può assumere nuovi mutui solo se l’importo annuale degli interessi complessivi non supera: Il 50% degli avanzi di amministrazione. Il 12% (2011), l’8% (2012–2014), il 10% dal 2015 delle entrate dei primi tre titoli del penultimo anno. Il 30% del gettito IMU e addizionali. Il 15% della spesa corrente.

A norma dell'art. 204 TUEL, l’ammortamento del mutuo deve: Essere, prima della stipula, approvato dal MEF. Avere durata massima di dieci anni. Avere durata non inferiore a cinque anni. Essere regolato da tabelle ministeriali.

Negli atti dei mutui comunali deve essere indicata obbligatoriamente, tra le altre cose: Il numero dei residenti nel Comune. La natura della spesa da finanziare e, se necessario, l’avvenuta approvazione del progetto. Le previsioni di entrata dei successivi cinque anni. Il costo totale del personale dell’ente.

Per l'art. 46 TUB, privilegio speciale su beni mobili, a garanzia di finanziamenti a medio-lungo termine, può avere per oggetto: Solo beni già esistenti al momento del finanziamento. Solo titoli quotati su mercati regolamentati. Soltanto beni mobili registrati. Impianti, opere, beni strumentali, materie prime, scorte, prodotti finiti e merci.

Secondo l'art. 46 TUB, a pena di nullità, l’atto costitutivo del privilegio speciale deve contenere: Il valore di mercato dei beni vincolati. Una garanzia ipotecaria. L’esatta descrizione dei beni e crediti, delle parti e delle condizioni del finanziamento. Nessuna delle precedenti.

Per l'art. 46 TUB, il privilegio speciale può essere esercitato nei confronti di terzi acquirenti dei beni vincolati: Solo per beni iscritti in pubblici registri. Mai per beni fungibili. Anche nei confronti di terzi che abbiano acquistato diritti dopo la trascrizione. Anche nei confronti di terzi che abbiano acquistato diritti dopo la trascrizione.

Per essere opponibile ai terzi, il privilegio indicato nell'art. 46 TUB speciale deve essere: Trascritto nel registro previsto dall’art. 1524, comma 2, c.c. Registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Annotato nel Registro delle Imprese. Approvato dalla Regione.

Quali beni appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico secondo la legge?. Esclusivamente opere strategiche e militari. Lido del mare, spiagge, rade, porti, fiumi, torrenti, laghi e acque pubbliche. Qualsiasi bene acquistato dallo Stato. I beni dello Stato non utilizzati per attività economiche.

Ai sensi dell'art. 2447-bis c.c, cosa può fare la società ai sensi dell’articolo sul patrimonio destinato a uno specifico affare?. Costituire patrimoni destinati senza limiti di valore. Costituire uno o più patrimoni destinati esclusivamente a uno specifico affare. Costituire patrimoni destinati anche per fini personali dei soci. Destinare i patrimoni a qualsiasi tipo di operazione finanziaria.

Qual è il limite massimo complessivo dei patrimoni destinati che la società può costituire, salvo diversa previsione in leggi speciali?. 10% del patrimonio netto. 30% del patrimonio netto. 20% del patrimonio netto. 40% del patrimonio netto.

Rientrano nel demanio pubblico, se appartengono allo Stato, anche: Qualsiasi bene acquistato dallo Stato. Solo gli aeroporti e le ferrovie. Strade, autostrade, ferrovie, aerodromi, acquedotti, musei, archivi e biblioteche. Le minire e le cave.

Per l'art. 2645-ter c.c., in quali limiti i beni conferiti in un vincolo di destinazione possono costituire oggetto di esecuzione forzata?. Per debiti sorti prima dell’atto di destinazione. Solo per debiti garantiti da ipoteca. Solo per debiti contratti per la realizzazione dello scopo di destinazione. Mai, in nessun caso.

Chi può costituire un fondo patrimoniale secondo l’art. 167 c.c.?. Chiunque. Solo le pubbliche amministrazioni. Solo il coniuge titolare dei beni. Ciascuno o entrambi i coniugi, oppure un terzo anche per testamento.

Per l'art. 167 c.c., quali beni possono essere destinati a far fronte ai bisogni della famiglia mediante un fondo patrimoniale?. Solo titoli di Stato. Nessuna delle precedenti. Beni immobili, beni mobili iscritti in pubblici registri e titoli di credito. Solo beni mobili non registrati.

Ai sensi dell'art. 2645-ter c.c., qual è uno degli effetti principali della trascrizione dell’atto di destinazione riguardante beni immobili o mobili registrati?. Consente la vendita dei beni senza limiti. Trasferisce automaticamente la proprietà al beneficiario. Rende opponibile ai terzi il vincolo di destinazione. Consente la sostituzione automatica dei beni destinati.

Qual è la caratteristica fondamentale del Patrimonio Destinato costituito presso CDP S.p.A. per l'art. 27 del Decreto Rilancio?. È gestito da un organo distinto da CDP S.p.A. È limitato a un valore massimo prefissato dalla legge. È autonomo e separato a tutti gli effetti dal patrimonio di CDP S.p.A. È destinato esclusivamente al settore bancario e assicurativo.

Quali società possono essere destinatarie degli interventi del Patrimonio Rilancio, ai sensi del comma 4 dell'art. 27 del Decreto Rilancio?. Solo società di persone. Società per azioni (anche cooperative o quotate) con sede legale in Italia e fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro. Solo società pubbliche. Solo società cooperative.

Quali strumenti utilizza preferenzialmente il Patrimonio Destinato per i propri interventi, a norma del comma 5 dell'art. 27 del Decreto Rilancio?. Solo acquisto di titoli di Stato. Sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, partecipazione ad aumenti di capitale e acquisto di azioni sul mercato secondario. Solo mutui bancari garantiti dallo Stato. Acquisto di obbligazioni societarie non convertibili.

Per l'art. 27 del Decreto Rilancio, quali azioni dei creditori non sono ammesse sul Patrimonio Destinato?. Nessuna delle precedenti. Quelle dei creditori dei dipendenti di CDP. Quelle dei creditori di CDP S.p.A. Quelle dei creditori del MEF.

Cosa prevede l'art. 27 del Decreto Rilancio in tema di emissione di obbligazioni o strumenti finanziari di debito a valere sul Patrimonio Destinato?. È ammessa solo per importi inferiori a 100 milioni di euro. È vietata in ogni forma. È consentita solo se garantita da CDP S.p.A. È consentita anche in deroga all’articolo 2412 del codice civile.

Come deve essere rendicontato annualmente il Patrimonio Destinato, che non contribuisce al risultato di CDP S.p.A., disciplanto dall'art. 27 del Decreto Rilancio?. Con un rendiconto separato redatto secondo i principi contabili internazionali IFRS. Confluendo nel bilancio consolidato dello Stato. Solo con prospetto delle entrate e delle uscite. Mediante nota integrativa al bilancio del MEF.

Secondo l'art. 27 del Decreto Rilancio, chi definisce requisiti, condizioni, criteri e modalità degli interventi del Patrimonio Destinato?. Il MEF. La Banca d'Italia. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello Sviluppo Economico. La Corte dei Conti.

Quando diventa efficace il Regolamento del Patrimonio Destinato adottato da CDP S.p.A., a norma dell'art. 27 del Decreto Rilancio?. Decorsi 30 giorni dall’adozione. Solo dopo parere delle Commissioni parlamentari. Nessuna delle precedenti. Solo dopo l’approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze.

Secondo l’art. 199 TUEL, quale tra le seguenti costituisce una fonte utilizzabile dagli enti locali per l’attivazione degli investimenti?. Avanzo di parte capitale del bilancio corrente. Contributi correnti dello Stato. Entrate correnti liberamente destinabili alla spesa corrente. Avanzo di parte corrente del bilancio costituito da eccedenze di entrate correnti rispetto alle spese correnti aumentate delle quote capitali di ammortamento dei prestiti.

Cosa prevede l’art. 205 TUEL in merito ai prestiti obbligazionari degli enti locali?. Gli enti locali sono autorizzati ad attivarli nelle forme consentite dalla legge. Sono consentiti solo previa intesa con la Banca d’Italia. Sono vietati in ogni caso. Sono consentiti solo per spese correnti.

Ai sensi dell’art. 199 TUEL, tra le modalità di attivazione degli investimenti, il ricorso al mercato finanziario è consentito attraverso: Accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità. Mutui passivi e altre forme consentite dalla legge. Entrate tributarie. Canoni concessori.

Per l’art. 199 TUEL, quali entrate sono destinate esclusivamente al finanziamento di spese di investimento e non possono essere impiegate per la spesa corrente?. Tutte le entrate correnti. Le entrate di cui al comma 1, lettere a), c), d) ed f). I proventi da sanzioni amministrative ordinarie. Le anticipazioni di cassa.

Secondo l’art. 41 della Legge n. 448/2001, comma 1, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario per il 2002 è fissato in: 26.339 milioni di euro. 224.636 milioni di euro. Nessuna delle precedenti. 14.649 milioni di euro.

Secondo l’art. 41 della Legge n. 448/2001, comma 1, per l’anno 2002, il livello massimo del saldo netto da finanziare è determinato: In 33.157 milioni di euro, al netto delle regolazioni debitorie. In 224.636 milioni di euro. In 222.223 milioni di euro. In 219.367 milioni di euro.

Secondo l’art. 41 della Legge n. 448/2001, comma 3, dal computo del ricorso al mercato sono escluse le operazioni finalizzate a: Rimborsare anticipatamente o ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico dello Stato. Finanziare trasferimenti agli enti locali. Coprire spese emergenziali ordinarie. Incrementare le entrate tributarie.

Secondo l’art. 41 della Legge n. 448/2001, entro quale data il Governo deve presentare alle Camere la relazione sugli incentivi fiscali?. Nessuna delle precedenti. 30-Jun-02. 31-Mar-03. 30-Sep-02.

Per l’art. 12 TUB, chi disciplina le emissioni di prestiti subordinati da parte delle banche?. Nessuna delle precedenti. Il MEF. La Banca d’Italia. La CONSOB.

Per l’art. 12 TUB, chi delibera l’emissione delle obbligazioni non convertibili o convertibili in titoli di altre società?. La CONSOB. Il MEF. L’organo amministrativo. La Banca d'Italia.

Per l’art. 12 TUB, chi disciplina l’emissione da parte delle banche delle obbligazioni non convertibili o convertibili in titoli di altre società nonché degli strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni?. Il MEF. La CONSOB. L’IVASS. La Banca d’Italia.

Per l’art. 12 TUB, le banche possono emettere titoli di deposito: Solo garantiti. Solo convertibili. Nominativi o al portatore. Solo al portatore.

Per l’art. 12-bis TUB, chi può disciplinare l’emissione e le caratteristiche degli strumenti di debito chirografario di secondo livello?. La BCE. La CONSOB. Il MEF. La Banca d’Italia.

Secondo l’art. 12-bis TUB, quale caratteristica devono avere gli strumenti di debito chirografario di secondo livello?. Collegamento a strumenti finanziari derivati. Durata originaria pari ad almeno dodici mesi. Garanzia reale. Durata originaria inferiore a dodici mesi+D16:F19.

Per l’art. 12-bis TUB, dopo l’emissione, gli strumenti di debito chirografario di secondo livello: Possono essere indicizzati. Possono essere liberamente modificati. Non possono essere modificati in modo da far venir meno le caratteristiche previste dalla legge. Possono essere convertiti in derivati.

Per l’art. 12-bis TUB, gli strumenti di debito: Possono essere cartolarizzati. Possono essere collegati a derivati con clausole opzionali. Non sono strumenti finanziari derivati né includono caratteristiche ad essi proprie. Possono essere strumenti finanziari derivati.

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