(Lez. 61-72) Diritto Bancario (L-Z)
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![]() (Lez. 61-72) Diritto Bancario (L-Z) Description: Mauro Ciro Alessio |



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Secondo l’art. 1 TUF, comma 2, cosa si intende per strumento finanziario?. Qualsiasi strumento finanziario cartolarizzato. Qualsiasi strumento di pagamento. Qualsiasi titolo di debito o di capitale. Qualsiasi strumento riportato nella Sezione C dell’Allegato I, compresi quelli emessi mediante tecnologia a registro distribuito. In base al testo dell’art. 1 TUF, comma 2, quale affermazione sugli strumenti di pagamento è corretta?. Sono sempre strumenti finanziari. Sono strumenti finanziari se emessi da banche. Non sono strumenti finanziari. Sono strumenti finanziari se convertibili. Secondo l’art. 1 TUF, comma 2-ter, quale tra le seguenti definizioni corrisponde a quella di “strumenti derivati”?. Gli strumenti finanziari citati nell’Allegato I, sezione C, punti da 4 a 10, nonché quelli previsti dal comma 1-bis, lettera c). Tutti i contratti derivati negoziati OTC. Gli strumenti finanziari previsti dall’Allegato II. I contratti derivati su valute. Secondo l’art. 1 TUF, comma 2-ter, quale tra le seguenti definizioni corrisponde a quella di “contratti derivati su prodotti energetici C6”?. Tutti i derivati su prodotti energetici quotati. I contratti su indici energetici. I contratti su prodotti agricoli energetici. I contratti di opzione, future, swap e altri derivati su carbone o petrolio, negoziati in un sistema organizzato di negoziazione e regolati con consegna fisica. Secondo l’art. 1 TUF, comma 2-ter, che cosa si intende per “derivati su merci”?. I soli contratti future e swap. Gli strumenti finanziari che fanno riferimento a merci o attività sottostanti di cui all'Allegato I, sezione C, punti 5), 6), 7) e 10), nonché gli strumenti finanziari previsti dal comma 1-bis, lettera c), quando fanno riferimento a merci o attività sottostanti menzionati all'Allegato I, sezione C, punto 10);. Gli strumenti finanziari previsti dall’Allegato II. I derivati energetici negoziati esclusivamente su mercati regolamentati. In base al comma 2-bis dell’art. 1 TUF, quale potere è attribuito al Ministro dell’economia e delle finanze?. Vigilare sui mercati regolamentati. Stabilire le condizioni di negoziazione dei derivati. Disciplinare i contratti finanziari atipici. Individuare, con regolamento, altri contratti derivati aventi le caratteristiche di strumenti finanziari derivati. Quali contratti derivati possono essere individuati dal Ministro dell’economia e delle finanze ai sensi della lettera b) del comma 2-bis dell'art. 1 TUF?. Tutti i contratti derivati OTC. I contratti derivati di cui al punto 10, sezione C, dell’Allegato I aventi le caratteristiche di strumenti finanziari derivati, negoziati in mercati regolamentati, MTF o OTF. I contratti derivati su merci non negoziati. Nessuna delle precedenti. Qual è l’oggetto principale del Regolamento EMIR descritto nell’art. 1, comma 1?. L’autorizzazione delle controparti finanziarie. La disciplina delle offerte pubbliche di acquisto. La supervisione delle sedi di negoziazione. L’introduzione di obblighi di compensazione, gestione del rischio bilaterale, segnalazione dei derivati e obblighi per CCP e repertori di dati. A quali tipologie di contratti si riferiscono gli obblighi di compensazione e di gestione del rischio bilaterale previsti dal Regolamento EMIR, art. 1, comma 1?. Ai contratti di pagamento. Ai contratti finanziari standardizzati. Ai contratti derivati over-the-counter (OTC). Ai contratti di finanziamento pubblico. A quali soggetti si applica il Regolamento EMIR, ai sensi dell’art. 1 comma 2 ?. Alle CCP, ai loro partecipanti diretti, alle controparti finanziarie e ai repertori di dati sulle negoziazioni. Solo alle controparti non finanziarie. Esclusivamente alle banche. Nessuna delle precedenti. In quali casi il Regolamento EMIR si applica anche alle controparti non finanziarie e alle sedi di negoziazione, secondo quanto disciplinati dal suo art. 1, comma 2?. Solo se svolgono attività transfrontaliere. Solo casi espressamente previsti. Solo se soggette a vigilanza prudenziale. Solo su base volontaria. Quali soggetti sono espressamente esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento EMIR, secondo quanto previsto dal suo art. 1, comma 4?. Le controparti non finanziarie. Le autorità nazionali competenti. I membri del SEBC, altri enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico e la Banca dei regolamenti internazionali. Le controparti finanziarie. A quali condizioni è subordinata l’emissione dei prestiti obbligazionari da parte degli enti locali territoriali e delle regioni, ai sensi del comma 2 dell’art. 35 della L. n. 724/1994?. Che il prestito sia destinato alla spesa corrente. Che il prestito abbia durata inferiore a cinque anni. Nessuna delle precedenti. Che gli enti locali territoriali non si trovino in dissesto o in situazioni strutturalmente deficitarie e che le regioni non abbiano proceduto al ripiano di disavanzi di amministrazione. Secondo quanto previsto dall’art. 1 della Legge n. 724/1994, comma 3, in quale ipotesi è comunque preclusa l’emissione di un prestito obbligazionario?. Se il prestito è inferiore al valore del progetto. Se il prestito è assistito da contributi statali. Se dal penultimo esercizio risulta un disavanzo di amministrazione o non è stato deliberato il bilancio di previsione dell’esercizio di emissione. Se l’ente è un’unione di comuni. Quali enti possono deliberare l’emissione di prestiti obbligazionari secondo l’art. 35, comma 1, della Legge n. 724/1994?. Gli enti locali in dissesto. Le autorità indipendenti. Esclusivamente le regioni. Province, comuni, unioni di comuni, città metropolitane, comunità montane, consorzi tra enti locali territoriali e regioni. Quale rapporto deve sussistere tra il prestito obbligazionario e l’investimento cui è finalizzato, in base a quanto stabilito dall’art. 35 comma 3 della Legge n. 724/1994?. Il prestito deve essere garantito da beni immobili. Il prestito può eccedere il valore dell’investimento. Il prestito può essere inferiore al valore del progetto esecutivo. Il prestito deve essere pari all’ammontare del valore del progetto esecutivo e l’investimento deve avere valore di mercato almeno pari al prestito. Per l’art. 1 TUF, comma 5-quinquies, che cosa si intende per “gestione di portafogli”?. La gestione amministrativa di patrimoni. La consulenza generica in materia di investimenti. La negoziazione per conto proprio. La gestione, su base discrezionale e individualizzata, di portafogli di investimento che includono uno o più strumenti finanziari e nell’ambito di un mandato conferito dai clienti. Ai sensi dell’art. 1 TUF, comma 1, lett. k, che cosa si intende per “Organismo di investimento collettivo del risparmio (OICR)”?. Un organismo istituito per la gestione collettiva del risparmio, il cui patrimonio è raccolto tra una pluralità di investitori mediante emissione di quote o azioni. Una società bancaria che raccoglie depositi a vista. Un intermediario che eroga credito ai consumatori. Un organismo che investe solo in strumenti finanziari derivati. Ai sensi dell’art. 1 TUF, comma 1, lett. k-bis, quando un OICR è qualificato come “OICR aperto”?. Quando il rimborso è deciso discrezionalmente dal gestore. Quando i partecipanti hanno diritto di chiedere il rimborso delle quote o azioni a valere sul patrimonio dell’OICR. Quando l’OICR è riservato a investitori professionali. Quando l’OICR è gestito da una banca. Ai sensi dell’art. 1 TUF, comma 1, lett. l, chi rientra nella nozione di “OICVM italiani”?. Il fondo comune di investimento, la SICAV e la SICAV in gestione esterna rientranti nella direttiva 2009/65/CE. Gli ETF esteri. I fondi pensione. I fondi di private equity. Che cosa disciplina il Regolamento di ciascun fondo comune di investimento, secondo l’art. 37 TUF?. I bilanci del fondo. I criteri di vigilanza Consob. Le caratteristiche del fondo, il funzionamento e i rapporti tra gestore, depositario e partecipanti. La governance della banca depositaria. Ai sensi dell’art. 37 TUF, quale tra i seguenti elementi deve essere previsto dal regolamento del fondo?. Il livello minimo di rendimento. Le sanzioni amministrative. Il rating del fondo. La denominazione e la durata del fondo. Ai sensi dell’art. 37 TUF, chi approva il regolamento dei fondi diversi dai FIA riservati?. BCE. CONSOB. Banca d'Italia. ESMA. Per l’art. 37 TUF, nei fondi chiusi diversi dai FIA riservati, per quale finalità i partecipanti possono riunirsi in assemblea?. Per approvare il regolamento. Per deliberare sulla sostituzione del gestore. Nessuna delle precedenti. Per nominare il depositario. Ai sensi dell’art. 47 TUF, a chi devono riferire gli amministratori e i sindaci del depositario le irregolarità riscontrate?. Alla Banca d'Italia e CONSOB, ciascuna per le proprie competenze. Alla BCE. AL MEF. Alla Corte dei Conti. Chi autorizza l’esercizio delle funzioni di depositario, secondo l’art. 47 TUF?. La Banca d'Italia. La BCE. Il MEF. La CONSOB. Chi può assumere l’incarico di depositario di un OICR, per l’art. 47 TUF?. Solo fondi pensione. Solo intermediari finanziari ex art. 106 TUB. Solo banche centrali. Banche italiane, succursali di banche UE o di paesi terzi, SIM e succursali di imprese di investimento UE o di paesi terzi diverse dalle banche. Ai sensi dell’art. 47 TUF, per ciascun OICR, a chi deve essere conferito l’incarico di depositario?. A un ente pubblico. A una società di revisione. A un unico soggetto. Nessuna delle precedenti. Quale dei seguenti enunciati non è contenuto nel testo dell’art. 25 Cost?. Nessuno può essere punito senza una legge entrata in vigore prima del fatto. Sono tutti contenuti. Nessuno può essere distolto dal giudice naturale. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza fuori dai casi previsti dalla legge. In quali casi una persona può essere sottoposta a misure di sicurezza, per l’art. 25 Cost.?. Solo nei casi previsti dalla legge. In base a prassi giurisprudenziali. Nessuna delle precedenti. Mai. Quando può essere inflitta una pena secondo l’art. 25 Cost.?. In base a consuetudini giuridiche. In forza di una legge successiva al fatto. In base a prassi giurisprudenziali. In forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso. Quale principio viene affermato dalla disposizione dell’art. 25 Cost., comma 1?. Il principio del giudice speciale. Il principio del doppio grado di giudizio. Il principio del giudice naturale precostituito per legge. Il principio di legalità dell’azione amministrativa. A quali fini si applicano le disposizioni del D. Lgs n. 231/2007, secondo il suo l’art. 2 comma 1?. Alla politica monetaria. Alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa. Solo al contrasto dell’evasione fiscale. Alla regolazione dei servizi di pagamento. Secondo l’art. 2 D. Lgs n. 231/2007, le eventuali limitazioni alle libertà sono giustificate ai sensi di quali articoli del TFUE?. Articoli 45, par. 3, e 52, par. 1. Articoli 31 e 78. Nessuna delle precedenti. Articoli 36 e 37. Quale criterio guida l’applicazione delle misure antiriciclaggio, secondo l’art. 2 del D. Lgs 231/2007, comma 2?. Nessuna delle precedenti. Proporzionalità al rischio. Automatismo normativo. Presunzione di colpevolezza. Quale condotta rientra nella nozione di riciclaggio, secondo l’art. art. 2 del D. Lgs 231/2007, comma 4?. La conversione di beni di provenienza lecita. L’acquisto di beni sapendo, al momento della loro ricezione, che provengono da attività criminosa. La stipula di contratti finanziari leciti. Il trasferimento per successione. Secondo l’art. 4, comma 1, del D. Lgs. 231/2007, chi è responsabile delle politiche di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario ed economico a fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo?. La CONSOB. La Banca d'Italia. Il Presidente del Consiglio. Il Ministro dell'economia e delle finanze. Secondo l’art. 4 comma 2 del D. Lgs 231/2007, entro quale data il Ministro dell’economia e delle finanze presenta al Parlamento la relazione sullo stato dell’azione di prevenzione?. Entro il 30 giugno. Entro il 1 settembre. Entro il primo gennaio. Entro il 31 dicembre. Secondo l’art. 4 comma 2 del D. Lgs 231/2007, chi elabora la relazione sullo stato dell’azione di prevenzione?. Il Comitato di sicurezza finanziaria. La Commissione europea. La Banca d'Italia. Il Presidente del Consiglio. Secondo l’art. 4 comma 2 del D. Lgs 231/2007, quale documento è allegato alla relazione presentata dal Ministro dell’economia e delle finanze al Parlamento?. Un rapporto della Commissione europea. Un rapporto BCE. Un rapporto della UIF e una relazione della Banca d’Italia. Un rapporto della CONSOB. Secondo l’art. 4, comma 3, del D. Lgs 231/2007, su proposta di quale organismo il Ministro può stabilire esenzioni dagli obblighi antiriciclaggio per taluni soggetti?. CONSOB. Comitato di sicurezza finanziaria. UIF. BCE. Secondo l’art. 4, comma 3, del D. Lgs 231/2007, quale requisito deve sussistere affinché un’attività finanziaria possa essere esentata dagli obblighi del decreto?. Deve essere svolta online. Deve essere svolta da enti pubblici. Deve essere svolta all'estero. Deve comportare scarsi rischi di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Secondo l’art. 4, comma 3, del D. Lgs 231/2007, quale tra i seguenti non è un requisito previsto per l’esenzione dagli obblighi antiriciclaggio?. Attività finanziaria non principale. Attività finanziaria limitata a livello di operazioni. Attività finanziaria limitata in termini assoluti. Attività finanziaria offerta al pubblico in generale. Secondo l’art. 4, comma 4, del D. Lgs 231/2007, in quali casi il Ministro dell’economia e delle finanze può disporre misure di congelamento di fondi e risorse economiche?. Solo in caso di reati tributari. Solo in ambito fiscale. Nell’esercizio delle competenze di prevenzione del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa. Solo su richiesta del Parlamento. Secondo l’art. 13, comma 2, del D. Lgs. 231/2007 , quali soggetti collaborano nell’ambito della cooperazione internazionale per lo scambio di informazioni?. Solo MEF. Commissione europea e GAFI. Solo la UIF e la Banca d’Italia. UIF, Guardia di finanza, DIA, DNA e antiterrorismo. Quale principio guida la cooperazione tra autorità italiane e autorità competenti di altri Stati, secondo quanto previsto dall’art. 13, comma 1, del D. Lgs. 231/2007?. Coordinamento con la Commissione europea. Centralità della UIF. Coordinamento con la BCE. Assicurare che lo scambio di informazioni non sia impedito dall'attinenza dell'informazione o dell'assistenza alla materia fiscale, dalla diversa natura giuridica o dal diverso status dell'omologa autorità competente richiedente. Qual è la finalità della collaborazione tra autorità, amministrazioni e organi investigativi prevista dall’art. 12, comma 1, del D. Lgs. 231/2007?. Rafforzare il controllo prudenziale. Promuovere la concorrenza. Prevenire l’evasione fiscale. Agevolare l’individuazione di ogni circostanza in cui emergono fatti e situazioni la cui conoscenza può essere comunque utilizzata per prevenire l'uso del sistema finanziario e di quello economico a scopo di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. In deroga a quale obbligo le autorità di cui all’articolo 21, comma 2, possono scambiarsi informazioni, secondo quanto previsto dall’art. 12, comma 1-bis, del D. Lgs. 231/2007?. Obbligo di segreto d’ufficio. Obbligo di segretezza commerciale. Obbligo di segreto professionale. Obbligo di segretezza finanziaria. |





