Linguaggi Espressivi
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![]() Linguaggi Espressivi Description: lezioni 33- 38 |



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02. Quando si usa la musicoterapia recettiva?. Solo con bambini piccoli. Solo con musicisti. Con utenti con capacità verbali preservate. Solo in gruppo. 03. Su cosa si basa la musicoterapia creativa?. Analisi teorica. Ascolto passivo. Improvvisazione musicale attiva. Scrittura musicale. 04. Che cosa caratterizza la musicoterapia attiva?. Studio teorico della musica. Ascolto passivo. Uso dell’improvvisazione musicale. Ripetizione di esercizi scritti. 01. Che cosa riconosce la World Federation of Music Therapy nel 1999?. Diversi modelli internazionali di musicoterapia. La maggior efficacia della musica classica come mediatore. Un metodo universale di fare musicoterapia. Le linee guida per svolgere musicoterapia. 05. Quali sono le due tecniche principali della musicoterapia?. Attiva e recettiva. Verbale e non verbale. Individuale e collettiva. Teorica e pratica. 06. Che cosa consente la musicoterapia nelle disabilità?. Aumentare il QI. Sintonizzarsi con le abilità comunicative residue. Sostituire completamente il linguaggio. Eliminare i deficit cognitivi. 07. Che cosa riguarda il livello paraverbale?. Tono, timbro e intensità della voce. Postura corporea. Movimenti delle mani. Espressioni facciali. Che cosa permette la musica nel contesto terapeutico?. Allenare la memoria visiva. Memorizzare informazioni complesse. Accedere a vissuti emotivi difficili da verbalizzare. Migliorare le capacità logiche. 09. Su cosa si basa la musicoterapia comportamentale?. Condizionamento stimolo-risposta. Interpretazione psicoanalitica. Improvvisazione libera. Analisi simbolica. 10. Quale attività NON è tipica della musicoterapia?. Studio teorico della musica. Improvvisazione. Ascolto guidato. Canto. 11. Che cosa caratterizza la musicoterapia recettiva?. Uso esclusivo di strumenti. Improvvisazione continua. Ascolto della musica selezionata dal terapeuta. Attività scritte. 12. Chi è associato ai primi studi sulla musicoterapia?. Richard Brockiesby. Carl Rogers. Sigmund Freud. Jean Piaget. 13. In quale contesto la musicoterapia è particolarmente efficace?. Solo in contesti scolastici. Quando le persone sono esperte di musica. Solo in ambito artistico. Quando il linguaggio verbale è limitato o compromesso. 01. Cosa include l’ISE rispetto all’ISO?. Anche esperienze sensoriali non musicali. Aspetti cognitivi. Solo suoni complessi. Elementi culturali. 02. Qual è una fase della musicoterapia analitica?. Allenamento vocale. Test scritto. Improvvisazione. Studio teorico. 03. Chi ha sviluppato la musicoterapia analitica?. Rolando Benenzon. Helen Bonny. Mary Priestley. Clifford Madsen. 04. Qual è una fase del metodo Bonny?. Test musicale. Valutazione scritta. Allenamento fisico. Rilassamento. 05. Che tipo di musicoterapia è quella di Bonny?. Attiva. Comportamentale. Recettiva. Analitica. 06. Come è la comunicazione nel modello Benenzon?. Valutativa. Asimmetrica. Direttiva. Orizzontale. 07. Qual è un esempio di ISE universale?. Regole culturali. Battito cardiaco. Abitudini sociali. Lingua parlata. 08. Che cos’è l’ISO?. Indicatore sociale oggettivo. Sistema di osservazione musicale. Identità sonora della persona. Indice di sviluppo operativo. 01. Quale NON è un criterio generale rispetto al suono?. Sensibilità al suono. Capacità di modulare i suoni. Produzione spontanea di sequenze sonore. Capacità di leggere spartiti complessi. 02. Qual è un elemento chiave dei colloqui con il supervisore in musicoterapia?. Selezionare gli strumenti musicali. Valutare la fattibilità dell’intervento sulla base delle caratteristiche individuali. Organizzare il calendario degli incontri. Stabilire il repertorio musicale. 03. Quale capacità viene considerata nella fase di valutazione in musicoterapia?. Capacità di scrivere testi musicali. Capacità di memorizzare melodie. Capacità di leggere la musica. Capacità di restare in relazione. 04. Perché sono importanti i colloqui con la struttura nella musicoterapia?. Selezionare il modello terapeutico. Garantire coerenza con il progetto educativo dell’utente. Valutare le capacità musicali dell’utente. Definire gli obiettivi teorici. 05. Quale elemento riguarda il setting in musicoterapia?. Strumenti e organizzazione degli incontri. Test cognitivi. Diagnosi clinica. Storia familiare. 06. Qual è lo scopo della fase di valutazione in musicoterapia?. Verificare le condizioni per avviare l’intervento. Misurare i risultati finali. Erogare direttamente il trattamento. Definire la diagnosi clinica. 07. Attraverso quali modalità si raccolgono le informazioni nella fase di conoscenza in musicoterapia?. Test psicometrici standardizzati. Analisi musicale delle performance. Somministrazione di questionari online. Osservazione diretta e confronto con figure di riferimento. 08. Qual è l’obiettivo principale della fase di conoscenza in musicoterapia?. Raccogliere informazioni sulla storia personale e sonora dell’utente. Valutare l’efficacia dell’intervento. Definire gli strumenti musicali da utilizzare. Stabilire la durata delle sedute. 09. Qual è la prima fase di un intervento di musicoterapia?. Fase di verifica degli esiti clinici. Fase della conoscenza dell’utente e del suo contesto. Fase di intervento diretto con attività musicali. Fase di standardizzazione delle tecniche. 10. Cosa caratterizza la fase di intervento diretto in musicoterapia?. Valutazione preliminare. Definizione degli obiettivi specifici e del setting. Raccolta delle informazioni iniziali. Discussione con il supervisore. 11. Che cosa deve essere coerente con gli obiettivi in musicoterapia?. Solo la relazione terapeutica. Solo la durata delle sedute. Setting e organizzazione dell’intervento. Solo la musica scelta. 12. Che ruolo hanno i criteri di inclusione nella fase di valutazione in musicoterapia?. Definiscono la durata delle sedute. Orientano la decisione di avviare l’intervento. Stabiliscono il tipo di musica. Determinano la diagnosi clinica. 13. Chi è maggiormente a rischio di burnout?. Atleti. Operatori delle professioni d’aiuto. Musicisti professionisti. Studenti universitari. 14. Qual è un obiettivo della musicoterapia in psichiatria?. Promuovere espressione di sé e regolazione emotiva. Aumentare abilità cognitive. Insegnare teoria musicale. Ridurre la creatività. 15. Che cos’è il burnout?. Forma di depressione clinica. Condizione di esaurimento psicofisico da stress lavorativo. Disturbo neurologico. Disturbo della memoria. 16. Perché la musicoterapia è utile in hospice?. Stimola la memoria logica. Incrementa le funzioni esecutive. Agisce anche in assenza di elaborazione cognitiva consapevole. Favorisce il ragionamento astratto. 17. Perché la musicoterapia è utile in hospice?. Riduce la necessità di cure mediche. Permette espressione anche con limitazioni cognitive. Aumenta le capacità cognitive. Stimola la memoria a lungo termine. 18. Qual è l’obiettivo delle cure palliative?. Migliorare la qualità della vita nelle patologie croniche. Ridurre solo i sintomi fisici. Guarire completamente la malattia. Aumentare la durata della vita. 19. Quale elemento è utile nella terapia intensiva neonatale?. Stimolazione visiva intensa. Musica ad alto volume. Voce della madre. Rumori ambientali casuali. 20. Quale fattore influisce negativamente nei neonati prematuri?. Contatto fisico costante. Deprivazione dell’esperienza vibro-acustica intrauterina. Eccesso di stimolazione musicale. Presenza continua della madre. 21. Qual è un beneficio della musicoterapia?. Sviluppo di competenze tecniche musicali. Riduzione dello stress e del dolore percepito. Miglioramento della memoria visiva. Aumento delle abilità matematiche. 22. In quali condizioni può essere applicata la musicoterapia?. Anche senza partecipazione attiva o consapevole. Solo con partecipazione attiva. Solo in contesti educativi. Solo con soggetti consapevoli. 23. Qual è un effetto della musica sul piano biologico?. Aumento costante della pressione arteriosa. Produzione di endorfine. Riduzione permanente della frequenza cardiaca. Eliminazione completa del dolore cronico. 24. Che effetto ha la musica a livello cerebrale?. Attiva solo il linguaggio. Stimola solo la memoria. Coinvolge network corticali e sottocorticali. Attiva solo il sistema motorio. 25. Qual è un effetto della musicoterapia sul burnout?. Aumento della produttività. Riduzione dello stress e dell’esaurimento emotivo. Miglioramento della memoria. Riduzione del carico lavorativo. 01. La depressione materna influenza l'acquisizione linguistica?. Sì, causano sempre ritardi gravi. Eliminano l'apprendimento linguistico. Impediscono completamente il linguaggio. No, non emergono deficit nei bambini. 02. Che cos'è il baby-talk?. Un disturbo linguistico tipico della prima infanzia. Una tecnica formale di insegnamento della regolazione emotiva. Una modalità spontanea di linguaggio usata dagli adulti con i bambini. Una tecnica formale di insegnamento del linguaggio infantile. 03. Qual è una caratteristica fonologica del baby-talk?. Pronuncia indistinta. Velocità molto elevata. Assenza di pause. Ritmo più lento. 04. Qual è una funzione sociale del baby talk?. Isolare il bambino. Limitare la risposta sociale. Facilitare l’interazione e il coinvolgimento. Ridurre la comunicazione. 05. Qual è una funzione cognitiva del baby talk?. Facilitare la segmentazione del linguaggio. Ridurre la memoria linguistica. Confondere la struttura sintattica. Impedire la discriminazione dei suoni. 06. Quale effetto ha la depressione materna sul baby talk?. Migliora la prosodia. Aumenta la complessità linguistica. Riduce qualità e quantità del linguaggio. Non ha alcun effetto. 07. Quale caratteristica sintattica è tipica del baby-talk?. Frasi brevi e semplici. Uso frequente di subordinate. Frasi lunghe e subordinate complesse. Strutture sintattiche morfologicamente corrette. 08. Qual è una caratteristica prosodica del baby-talk?. Tono costante e basso. Assenza di variazioni. Ritmo irregolare non strutturato. Intonazione accentuata. 09. Come varia il baby-talk con l’età del bambino?. Diventa sempre più complesso improvvisamente. Scompare immediatamente. Si adatta alle capacità linguistiche. Rimane invariato. 10. Quale caratteristica fonologica è tipica del baby-talk?. Tono monotono. Tono più alto. Riduzione della prosodia. Assenza di ritmo. 11. Qual è una funzione principale del baby-talk?. Attirare l’attenzione del bambino. Insegnare grammatica avanzata. Sostituire completamente il linguaggio adulto. Ridurre l'interazione sociale. 12. Quale caratteristica pragmatica è tipica del baby-talk?. Assenza di interazione. Uso esclusivo di affermazioni dichiarative. Comunicazione unidirezionale complessa. Uso frequente di domande. 13. Quale caratteristica semantica è tipica del baby-talk?. Predominanza di metafore. Lessico limitato. Vocabolario tecnico. Uso di termini astratti. 14. Secondo Ferguson (1964), il baby-talk include: Fenomeni intonativi e paralinguistici marcati. Uso esclusivo di termini tecnici complessi. Assenza di variazioni tonali. Uso predominante di linguaggio scritto. 15. Il baby-talk è universale?. Sì, è identico in tutte le culture. È presente solo nei Paesi occidentali. No, varia tra culture. È usato solo in contesti educativi. 16. Qual è una caratteristica semantica del baby talk?. Uso esclusivo di termini scientifici. Assenza di riferimenti concreti. Uso di linguaggio formale. Uso di parole simili a quelle dei bambini. 17. Cosa differenzia il baby-talk delle tate?. Uso di lessico complesso. Maggiore uso di frasi direttive. Maggiore uso di metafore. Assenza di comandi. 18. Quale è un effetto dello stile di baby talk giapponese sui bambini?. Vocabolario più limitato a 19 mesi. Vocabolario più avanzato. Assenza di linguaggio. Uso di lingue multiple. 19. Qual è una caratteristica pragmatica del baby talk?. Riduzione dell'interazione. Ripetizione delle espressioni del bambino. Uso di monologhi complessi. Eliminazione del dialogo. 20. Cosa mostrano gli studi sulla prosodia nel baby talk?. Servono solo a rallentare il linguaggio. Riducono la comprensione. Non trasmettono alcuna informazione. Permettono di comprendere l’intento comunicativo. 21. Cosa preferiscono i neonati?. Il silenzio. Il linguaggio tecnico. Il baby-talk rispetto al linguaggio adulto. Il linguaggio scritto. 22. Qual è una differenza culturale osservata nel baby talk?. Madri giapponesi parlano meno dei giocattoli. Madri americane evitano oggetti. Madri giapponesi usano più termini tecnici. Madri americane evitano interazioni. 23. Cosa enfatizzano le madri giapponesi nel baby talk?. Relazioni sociali e scambio. Strutture grammaticali. Tecnologia. Oggetti fisici. 24. Cosa enfatizzano le madri americane nel baby talk?. Solo le emozioni interne. Oggetti e ambiente circostante. Il silenzio comunicativo. Le relazioni sociali. 25. Qual è una funzione del baby-talk secondo alcuni autori?. Facilitare l’acquisizione linguistica. Ridurre l’apprendimento. Sostituire il linguaggio adulto. Creare isolamento sociale. 26. Cosa rende il baby-talk efficace?. Elevata complessità sintattica. Maggiore semplicità e ripetitività. Assenza di struttura. Uso di tecnicismi. 27. Qual è un effetto del baby talk sull’attenzione?. Riduce l’interesse per gli stimoli. Blocca l’elaborazione cognitiva. Induce evitamento sociale. Aumenta il tempo di attenzione del bambino. |





