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Linguaggi Vergallito 25-30

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Linguaggi Vergallito 25-30

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Lezioni 25-30

Creation Date: 2026/04/21

Category: Others

Number of questions: 121

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Lo spazio condiviso di movimento è: Uno spazio fisico delimitato rigidamente. Un contesto relazionale di co-costruzione di significati. Un ambiente per esercizi individuali. Un setting esclusivamente motorio.

L’azione nella DMT è: Simbolica e rappresentativa di contenuti interiori. Vincolata a regole tecniche. Puramente meccanica e automatica. Limitata al movimento osservabile.

La proiezione consiste in: Attribuire all’esterno contenuti propri. Interiorizzare emozioni altrui. Regolare le emozioni attraverso il corpo. Bloccare impulsi inconsci.

Il controtransfert è: Risposta emotiva del terapeuta al paziente. Proiezione del terapeuta sul paziente. Un comportamento osservabile. Un errore metodologico da evitare sempre.

Il transfert è: Controllo consapevole delle emozioni. Riattualizzazione di vissuti su un’altra persona. Processo cognitivo razionale. Tecnica terapeutica specifica.

Il corpo in DMT è: Elemento secondario rispetto al linguaggio. Oggetto da correggere tecnicamente. Sistema biologico isolato. Strumento di espressione e conoscenza.

La relazione terapeutica in DMT è: Limitata alla verbalizzazione. Basata su istruzioni tecniche. Solo cognitiva e riflessiva. Corporea e vissuta direttamente.

Il terapeuta nella DMT deve: Evitare il coinvolgimento emotivo. Correggere il paziente quando compie errori di movimento. Guidare il movimento in modo che sia corretto. Accogliere senza giudizio i vissuti emergenti.

Il movimento nella DMT permette di: Migliorare la postura fisica. Eliminare le emozioni. Rappresentare il mondo interiore. Aumentare la velocità motoria.

Il linguaggio della DMT è: Non verbale e corporeo. Tecnico e codificato. Verbale e simbolico. Matematico e strutturato.

Secondo Bordin, l’alleanza terapeutica include: Obiettivi, compiti condivisi e legame emotivo. Solo empatia e ascolto. Valutazione e diagnosi. Tecniche e strumenti operativi.

L’alleanza terapeutica nella DMT si basa su: Valutazione comportamentale standard. Tecniche cognitive strutturate. Solo comunicazione verbale esplicita. Relazione corporea oltre che verbale.

Nella DMT sono richieste competenze tecniche di danza?. No, il focus è sull’espressione e consapevolezza. Sì, sono fondamentali per il percorso terapeutico. Solo per alcune tipologie di utenti. Dipende dall’età del partecipante.

Il controtransfert corporeo indica: Una tecnica di rilassamento guidato. Il paziente interpreta le emozioni del terapeuta. Un metodo di osservazione cognitiva. Il terapeuta percepisce nel proprio corpo i vissuti dell’altro.

La qualità della presenza del terapeuta implica: Valutazione tecnica delle performance. Attenzione corporea e ascolto non giudicante. Direzione attiva e controllo dei movimenti. Uso prevalente del linguaggio verbale.

Il rispecchiamento corporeo serve a: Restituire significato alle espressioni motorie dell’utente. Valutare la postura in modo oggettivo. Imitare in modo identico i movimenti. Correggere gli errori motori del paziente.

La sintonizzazione ritmica consiste in: Ripetizione costante di movimenti standardizzati. Uso della musica come guida principale. Allineamento temporale e dinamico con l’altro. Controllo volontario del ritmo respiratorio.

La relazione corpo-mente nella DMT implica: Una predominanza del corpo sulla mente. Un’interazione reciproca tra stati corporei e mentali. Una separazione netta tra corpo e mente. Una predominanza della mente sul corpo.

L’uso di strumenti comporta: L’estensione dello schema corporeo come prolungamento del corpo. La riduzione della percezione corporea. La separazione tra corpo e ambiente. L’attivazione esclusiva del sistema visivo.

Lo schema corporeo è: Un sistema cognitivo astratto indipendente dal movimento. Una rappresentazione sensomotoria usata per pianificare e compiere azioni. Una rappresentazione visiva stabile del corpo. Una memoria delle esperienze corporee passate.

Lo schema corporeo è definito plastico perché: È determinato geneticamente e immutabile. Si modifica in base all’esperienza e all’interazione con l’ambiente. Rimane stabile nel tempo per garantire coerenza. Dipende solo dalla percezione visiva.

Lo spazio extrapersonale è: Lo spazio oltre la portata immediata dell’azione. Lo spazio interno al corpo. Lo spazio multisensoriale vicino. Lo spazio esclusivamente motorio.

Lo spazio peripersonale è: Un’area esclusivamente uditiva. Lo spazio vicino al corpo in cui si possono compiere azioni. Lo spazio lontano percepito visivamente. Uno spazio mentale indipendente dal corpo.

Modulare il proprio spazio in DMT consente: Dipendenza dall’ambiente esterno. Riduzione della consapevolezza corporea. Isolamento relazionale. Maggiore senso di controllo su corpo e ambiente.

A livello neurale lo spazio peripersonale è supportato da: Strutture limbiche emotive. Circuiti motori spinali. Un network fronto-parietale multisensoriale. Aree visive occipitali.

I neuroni coinvolti nello spazio peripersonale sono: Solo visivi. Bimodali e rispondono a stimoli tattili e visivi. Solo motori. Solo sensoriali tattili.

L’azione è importante perché: È separata dai processi percettivi. Modula la rappresentazione del corpo e dello spazio. È indipendente dalla percezione. Non influenza la rappresentazione mentale.

L’uso di strumenti come un rastrello comporta: La separazione tra corpo e ambiente. L’estensione dello spazio peripersonale. La riduzione dello spazio percepito. Nessuna modifica della rappresentazione spaziale.

La valenza affettiva degli oggetti: Modifica la percezione dello spazio peripersonale. È irrilevante per l’azione. Agisce solo sul sistema visivo. Non influenza la percezione spaziale.

Il senso di agency è: Un processo percettivo visivo. Una funzione motoria riflessa. Una risposta emotiva automatica. La percezione di controllo sulle proprie azioni.

La claustrofobia è associata a: Solo alterazioni cognitive. Uno spazio peripersonale più ampio. Uno spazio peripersonale ridotto. Nessuna modifica dello spazio.

Nella schizofrenia: Si modifica solo la memoria. Lo spazio resta invariato. La rappresentazione dello spazio peripersonale può essere alterata. Si altera solo la visione.

Negli anziani la rappresentazione dello spazio peripersonale è: Meno efficiente. Più precisa. Dipende solo dall’esperienza motoria. Non cambia.

17. Lo spazio peripersonale ed extrapersonale: Sono separati rigidamente. Non sono entità statiche ma dinamiche e flessibili. Non si influenzano tra loro. Sono invariabili nel tempo.

Il movimento in DMT permette: Di aumentare la velocità motoria. Di costruire una narrazione incarnata del Sé. Di ridurre le emozioni. Di migliorare la coordinazione.

La facilità di presa di un oggetto: Non ha effetti sulla percezione spaziale. Influenza la percezione della sua raggiungibilità. Dipende solo dalla dimensione dell’oggetto. È rilevante solo per la memoria.

Secondo Freud il corpo è: Irrilevante nei processi psicoterapeutici. Parte integrante della comunicazione terapeutica non verbale. Separato dalla dimensione psichica. Limitato a funzioni biologiche automatiche.

Il sistema dei neuroni specchio si attiva maggiormente: In assenza totale di contesto sociale. Durante attività isolate prive di relazione. In contesti di interazione sociale significativa. Solo in compiti cognitivi individuali.

La regolazione tra mente e corpo è: Circolare e interdipendente. Gerarchica con dominio della mente. Limitata ai processi cognitivi superiori. Separata senza interazioni reciproche.

La memoria corporea implica: Riduzione delle risposte corporee alle emozioni. Elaborazione esclusivamente linguistica delle esperienze. Solo ricordi cognitivi espliciti e narrativi. Emergere di sensazioni e percezioni legate alle emozioni.

La DMT promuove sintonizzazione: Pre-verbale, corporea ed affettiva. Esclusivamente cognitiva e razionale. Limitata alla percezione visiva. Solo linguistica e simbolica.

Nella DMT la risonanza motoria favorisce: Isolamento nei contesti terapeutici. Connessione emotiva e relazionale tra individui. Riduzione della comunicazione corporea. Separazione tra emozione e movimento.

Le azioni complementari evocano: Inibizione dei movimenti osservati. Riduzione dell’interazione sociale. Risposte motorie coerenti nell’osservatore. Attivazione esclusivamente cognitiva.

Dove sono stati scoperti inizialmente i neuroni specchio?. Nella corteccia premotoria ventrale del macaco (area F5). Nella corteccia prefrontale dorsolaterale dell’uomo adulto. Nelle regioni temporali superiori coinvolte nel linguaggio. Nel sistema limbico associato alla regolazione emotiva.

Le azioni sociali producono: Maggiore eccitabilità corticospinale. Attivazione esclusivamente emotiva. Riduzione dell’attivazione motoria. Assenza di risposta neurofisiologica.

Le azioni che hanno un significato evocano: Nessuna differenza rispetto alle azioni prive di senso. Attivazione esclusivamente visiva. Minore attivazione rispetto alle azioni casuali. Maggiore attivazione neuronale rispetto a quelle neutre.

Il contesto dell’azione influenza: La memoria episodica senza effetti motori. I processi linguistici sintattici. Solo la percezione visiva dell’oggetto. L’attivazione dei neuroni specchio durante osservazione.

Le variabili sociali influenzano: Solo i processi cognitivi astratti. La memoria semantica a lungo termine. Le funzioni esecutive senza componente sociale. L’attivazione del sistema dei neuroni specchio.

I parametri top-down includono: Obiettivi e significato dell’azione osservata. Risposte fisiologiche indipendenti dal contesto. Stimoli sensoriali di base non interpretati. Attività motorie automatiche non intenzionali.

La risonanza motoria è influenzata da: Cinematica, prospettiva e significato dell’azione. Solo caratteristiche visive statiche dell’oggetto. Unicamente fattori linguistici e semantici. Processi esclusivamente inconsci non modulabili.

La risonanza motoria è specifica per: Tutti i muscoli indipendentemente dall’azione. Esclusivamente i movimenti automatici. Solo le aree cognitive superiori. I muscoli coinvolti nell’azione osservata.

Lo studio di Fadiga (1995) ha mostrato: Attivazione esclusivamente visiva durante osservazione. Riduzione dell’attività motoria osservando azioni. Facilitazione motoria durante osservazione di azioni. Assenza di correlazione tra osservazione e movimento.

Un aumento dell’eccitabilità corticospinale indica: Riduzione dell’attività neuronale complessiva. Inibizione dei processi motori volontari. Assenza di risposta muscolare osservabile. Maggiore attivazione del sistema motorio.

La risonanza motoria nello studio dei neuroni specchio consiste in: Elaborazione simbolica indipendente dal corpo. Attivazione cognitiva senza coinvolgimento motorio. Modulazione dell’eccitabilità corticospinale osservando azioni. Riduzione dell’attività muscolare durante l’osservazione.

Nell’uomo il sistema dei neuroni specchio coinvolge: Solo la corteccia visiva primaria e secondaria. Esclusivamente le strutture sottocorticali limbiche. Unicamente le aree linguistiche frontali e temporali. Aree premotorie, motorie e regioni parietali inferiori.

I neuroni specchio si attivano quando: Si esegue un’azione o si osserva la stessa azione compiuta da un altro. Si attivano processi cognitivi indipendenti dal corpo. Si elaborano esclusivamente informazioni linguistiche. Si riflette su contenuti astratti senza azione motoria.

Wilhelm Reich sostiene: Esclusione del corpo dalla relazione terapeutica. Centralità esclusiva della dimensione cognitiva. Separazione netta tra dimensione psichica e corporea. Interconnessione tra mente e corpo nella psicoterapia.

Quale analogia usa Whitehouse per descrivere il movimento autentico?. Apprendimento osservazionale. Rinforzo positivo. Condizionamento operante. Sogni e associazioni libere.

Secondo Chace, la musica nel setting terapeutico serve principalmente a: Distrarre dall’esperienza emotiva. Sostituire la comunicazione corporea. Utilizzare un ritmo standardizzato ai pazienti. Riflettere e modulare l’umore del gruppo.

Nella tecnica di Whitehouse, cosa viene evitato?. L’uso del corpo. L’espressione emotiva. La relazione terapeutica. Il controllo volontario del movimento.

Nel modello di Chace, quale funzione ha il gruppo?. Chace predilige interventi individuali con pazienti nevrotici socialmente integrati. Ridurre la dipendenza dal terapeuta. Incrementare la competizione tra pazienti. Favorire la risocializzazione e l’espressione emotiva.

Qual è l’obiettivo principale del rispecchiamento secondo Marian Chace?. Correggere gli errori motori del paziente. Stimolare l’imitazione cognitiva volontaria. Rivelare accettazione attraverso la risposta empatica. Aumentare la precisione tecnica del movimento.

Secondo Schoop, quale funzione ha il movimento nei pazienti psicotici?. Ridurre l’attività motoria spontanea. Incrementare la performance tecnica. Favorire l’astrazione cognitiva. Ricostruire la consapevolezza del sé corporeo.

Qual è il problema centrale individuato da Schoop nei pazienti psicotici?. Eccessiva consapevolezza corporea. Deficit linguistico primario. Ridotta capacità mnemonica. Alterato rapporto con il proprio corpo.

Secondo Schoop, la danza si rivolge principalmente a: I processi cognitivi residui. La componente patologica dominante. La parte sana della persona. Le abilità motorie residue.

Il concetto di spazio transizionale nella DMT implica: Un ambiente protettivo che favorisce espressione. Una riduzione degli stimoli sensoriali. Un contesto di valutazione clinica. Un setting competitivo.

Qual è la differenza principale tra i pazienti di Schoop e Whitehouse?. Motori vs cognitivi. Adulti vs bambini. Psicotici vs nevrotici. Acuti vs cronici.

Quale cambiamento osserva Chace nei pazienti nel passaggio da soli al gruppo?. Da consapevolezza a disorganizzazione. Da agitazione a immobilità. Da passività a vitalità espressiva. Da cooperazione a isolamento.

Secondo Whitehouse, il movimento autentico è: Esercizio strutturato guidato. Espressione spontanea dell’inconscio. Tecnica di rilassamento muscolare. Sequenza motoria appresa.

Secondo Whitehouse, il focus si sposta principalmente su: Dinamiche interne individuali. Prestazione motoria. Interazioni di gruppo. Coordinazione tecnica.

Nella Laban Movement Analysis, cosa rappresenta l’Effort?. La coordinazione segmentaria. La sequenza motoria. La postura statica. L’impulso interno del movimento.

Quale dimensione dell’Effort riguarda la forza applicata?. Flusso. Tempo. Peso. Spazio.

Quale dimensione dell’Effort riguarda l’urgenza?. Spazio. Flusso. Tempo. Peso.

Quale dimensione dell’Effort riguarda la direzione?. Tempo. Spazio. Peso. Flusso.

Quale dimensione dell’Effort riguarda il controllo?. Flusso. Peso. Spazio. Tempo.

Secondo Laban, il movimento riflette: Solo capacità motorie. Stati interni ed emozioni. Condizioni ambientali. Livello di allenamento.

L’analisi qualitativa del movimento permette di osservare: Solo la velocità. Solo la forza muscolare. Solo la postura. Schemi motori e uso dello spazio.

Quale elemento NON appartiene alle dimensioni dell’Effort?. Forma. Peso. Flusso. Tempo.

La rielaborazione nella DMT può avvenire tramite: Verbalizzazione o disegno. Solo movimento corporeo. Test standardizzati. Solo discussione verbale.

Quale funzione svolge la fiaba nella DMT?. Metodo di osservazione comportamentale. Tecnica di rilassamento muscolare. Strumento di valutazione cognitiva. Contenitore simbolico dell’esperienza.

Il rispecchiamento nella DMT implica: Imitazione rigida dei gesti. Controllo del comportamento. Correzione tecnica del movimento. Sintonizzazione corporea con l’altro.

La funzione principale del setting nella DMT è: Stimolare competizione. Creare uno spazio protetto e definito. Ridurre il coinvolgimento. Aumentare la difficoltà motoria.

Nel lavoro DMT con bambini, si possono usare: Materiali espressivi semplici. Solo musica strutturata. Strumenti tecnici avanzati. Dispositivi elettronici complessi.

Nel setting DMT, gli oggetti servono a: Standardizzare gli esercizi. Supportare attività specifiche. Decorare lo spazio. Limitare il movimento.

Le verifiche periodiche nella DMT servono a: Ridurre la durata del trattamento. Valutare la performance fisica. Modificare il setting casualmente. Monitorare il raggiungimento degli obiettivi.

Il cerchio finale nella DMT serve a: Condividere e integrare l’esperienza. Ridurre l’interazione. Valutare le prestazioni. Separare i partecipanti.

La fase di rielaborazione nella DMT avviene: All’inizio dell’attività. Prima della definizione degli obiettivi. Durante il riscaldamento. Alla fine della sessione.

Le istruzioni nella DMT possono essere: Solo verbali. Solo rigide e definite. Solo improvvisate. Strutturate o aperte.

La distanza simbolica nella fiabazione consente: Riduzione dell’espressione emotiva. Evitamento dell’esperienza corporea. Esplorazione emotiva mediata. Controllo razionale delle emozioni.

In ambito non clinico, gli obiettivi della DMT sono: Diagnostici e valutativi. Espressivi e creativi. Farmacologici indiretti. Riabilitativi specifici.

La definizione degli obiettivi nella DMT avviene: Solo dai partecipanti. Solo dal terapeuta. In modo casuale. Con il committente o l’équipe.

Il rito di chiusura nella DMT ha la funzione di: Interrompere bruscamente l’attività. Valutare le prestazioni fisiche. Separare i partecipanti. Consolidare l’esperienza vissuta.

Il rito iniziale nella DMT serve a: Ridurre il coinvolgimento emotivo. Stabilire gerarchie nel gruppo. Delimitare lo spazio esperienziale. Valutare le abilità motorie.

La fiabazione in ambito terapeutico è riservata a: Educatori scolastici. Professionisti sanitari. Animatori sociali. Insegnanti di educazione fisica.

Il movimento nella fiabazione consente: Sostituzione del linguaggio simbolico. Integrazione tra corpo, emozione e cognizione. Riduzione dell’attivazione emotiva. Separazione tra esperienza corporea e mentale.

Gli archetipi nella fiabazione permettono: Standardizzazione delle risposte. Riduzione dell’attività immaginativa. Apprendimento motorio strutturato. Accesso a contenuti universali profondi.

Il conduttore nella DMT deve prestare attenzione a: Prestazione motoria. Transfert e controtransfert corporeo. Livello cognitivo. Solo linguaggio verbale.

La fiabazione si distingue dal teatro perché: Richiede un copione strutturato. Non mira alla rappresentazione ma all’incarnazione simbolica. Prevede ruoli fissi per i partecipanti. Utilizza solo il linguaggio verbale.

Nella DMT, la fiabazione ha principalmente la funzione di: Rappresentare fedelmente una storia teatrale. Attivare contenuti simbolici attraverso il corpo. Allenare la memoria narrativa. Sviluppare competenze linguistiche.

Le abilità psicosociali sviluppate nella DMT includono: Empatia e collaborazione. Isolamento e autonomia. Rigidità e controllo. Competizione e dominanza.

In ambito sociosanitario, la DMT favorisce: Riduzione del movimento. Prestazione fisica. Apprendimento tecnico. Autostima e consapevolezza.

Le strategie di coping nella DMT sono: Procedure diagnostiche. Esercizi cognitivi strutturati. Tecniche motorie avanzate. Modalità di gestione dello stress.

In ambito socioassistenziale, la DMT è usata per: Allenamento sportivo. Valutazione clinica. Benessere degli anziani. Diagnosi neurologica.

Nei contesti residenziali, la DMT promuove: Isolamento sociale. Espressività emotiva e relazionale. Standardizzazione comportamentale. Riduzione dell’attività motoria.

In ambito ospedaliero, la DMT supporta: Prestazione atletica. Valutazione diagnostica. Recupero funzionale. Apprendimento scolastico.

Nel contesto oncologico pediatrico, la DMT aiuta a: Sostenere le risorse individuali. Standardizzare il comportamento. Isolare il paziente. Ridurre l’attività corporea.

Se il terapeuta non è un operatore sanitario, deve: Limitarsi all’osservazione. Evitare il contesto clinico. Operare autonomamente. Lavorare in équipe.

In ambito clinico, la DMT richiede: Formazione sanitaria specifica. Nessuna formazione specifica. Solo esperienza artistica. Solo competenze motorie.

Nel contesto scolastico, la DMT può aiutare a: Aumentare il carico didattico. Ridurre le attività sociali. Standardizzare i comportamenti. Prevenire la dispersione scolastica.

La DMT può essere integrata con: Solo attività sportive. Psicoterapia. Solo fisioterapia. Solo farmacoterapia.

Nel contesto clinico, la DMT permette: Osservazione dei processi inconsci. Standardizzazione cognitiva. Valutazione motoria tecnica. Riduzione della simbolizzazione.

La relazione con il corpo nella DMT è: Irrilevante. Limitata al movimento. Centrale e trasformativa. Secondaria.

Gli interventi DMT sono: Creativi e gratificanti. Tecnici e prestativi. Standardizzati e rigidi. Competitivi.

La DMT migliora: Velocità di reazione. Relazioni con sé e con gli altri. Capacità mnemoniche. Prestazioni sportive.

Uno scopo della DMT è: Ridurre l’autonomia. Promuovere benessere globale. Aumentare la competitività. Standardizzare le emozioni.

La regolazione emotiva nella DMT è: Un ostacolo al processo. Un obiettivo centrale. Limitata al contesto clinico. Un effetto secondario irrilevante.

La partecipazione attiva nella DMT favorisce: Coinvolgimento nel processo terapeutico. Riduzione della motivazione. Dipendenza dal terapeuta. Isolamento sociale.

In ambito educativo, la DMT favorisce: Solo apprendimento cognitivo. Riduzione dell’interazione. Solo abilità motorie. Sviluppo psicologico e corporeo.

Uno degli obiettivi della DMT è: Aumentare la performance sportiva. Integrare componenti fisiche ed emotive. Standardizzare il comportamento motorio. Ridurre l’espressività corporea.

La DMT si caratterizza per l’applicabilità a: Solo bambini. Solo pazienti psichiatrici. Popolazioni eterogenee. Solo adulti sani.

La DMT promuove principalmente: Uniformità comportamentale. Risorse personali e competenze. Controllo cognitivo rigido. Competizione tra individui.

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