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Title of test:
Linguistica

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29 - 53

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Eri94
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Creation Date: 25/02/2024

Category: Languages

Number of questions: 152
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Quale di questi poeti non è presente nella Raccolta Aragonese? Poliziano Guido Guinizzelli Dante Lorenzo de' Medici.
Quale dei seguenti tratti non compare nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese ed è invece testimoniato nei Detti piacevoli? l'alternanza nella desinenza -e/-i di III persona del congiuntivo imperfetto le forme del verbo avere con riduzione del nesso -vr- uscita in -o della I persona dell'imperfetto l'adozione di lui e lei in funzione di soggetto.
Chi ha stabilito che la Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese è di Poliziano? Arrigo Castellani Michele Barbi Carlo Dionisotti Gianfranco Contini.
Indicate quali dei seguenti fenomeni fonetici presenti nella "Lettera proemiale" della "Raccolta Aragonese" non può essere considerato un fenomeno di latinismo Chiusura in protonia Conservazione di -AU- Mancato raddoppiamento in "publico" e "abundante" Adesione al timbro vocalico etimologico in "singulare", "sepultura".
Indicate quale delle seguenti forme presenti nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" non può essere considerato un latinismo lessicale rozzore 'rozzezza' prossimo 'il più vicino' intermesso 'interrotto' uno 'uno soltanto'.
"Può" rispetto a "puote" è la variante con apocope sillabica è la variante con apocope vocalica è la variante senza epitesi sillabica è la variante senza epitesi vocalica.
Quale dei seguenti tratti non compare nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese ed è invece testimoniato nei Detti piacevoli? i latinismi fonetici e lessicali l'adozione di lui e lei in funzione di soggetto la forma el dell'articolo le forme fusti, fussi del perfetto del verbo essere.
L'uscita in -uto del participio passato nel Quattrocento si formò per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere" dal Duecento al Quattrocento si era formata per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere" dal Duecento al Quattrocento si era estesa dai verbi con vocale tematica -U- ad altri verbi, per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere" nel Quattrocento si estese dai verbi con vocale tematica -U- ad altri verbi, per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere".
Quale delle seguenti forme presenti nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" non è un francesismo? Schifare Masnada Ruvido Ostello.
Come sono connotati i latinismi lessicali nella Lettera proemiale e nei Detti piacevoli di Poliziano? I latinismi lessicali della Lettera sono di ambito prevalentemente retorico e di tradizione medievale, mentre quelli dei Detti sono di ambito giuridico-amministrativo ma di tradizione classica I latinismi lessicali della Lettera sono di ambito prevalentemente retorico e di origine classica, mentre quelli dei Detti sono di ambito giuridico-amministrativo e di tradizione medievale I latinismi lessicali della Lettera sono funzionali al contesto, mentre quelli dei Detti sono esornativi I latinismi lessicali della Lettera sono di ambito prevalentemente ufficiale, mentre quelli dei Detti sono di ambito ecclesiastico.
Nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" l'enclisi rispetta la legge Tobler-Mussafia rispetta la legge Tobler-Mussafia solo in posizione assoluta risponde ad esigenze espressive risponde ad esigenze prosodiche.
Come si comporta Poliziano in relazione alle forme verbali composte (per esempio il passato prossimo)? Ne esalta l'evidenza, sebbene neo-formazioni volgari, ponendole in posizione finale di periodo Data la sua attenzione nei confronti della tradizione volgare, le accetta senza particolari censure, sebbene siano neo-formazioni volgari Ne attenua l'evidenza (in quanto neo-formazioni volgari) separando l'ausiliare dal participio passato Le evita in quanto neo-formazioni volgari sostituendo al passato prossimo il passato remoto.
Che cosa connota, dal punto di vista del genere epistolare, la Lettera proemiale? La divisione in differenti sezioni (argomentativa, storico-critica e conclusiva) La stretta connessione fra le differenti sezioni in cui la Lettera si divide L'uso del tu L'iniziale allocuzione al destinatario e il saluto finale.
A quale categoria principale appartengono le parole che escono in -anzia, -enzia nella prosa del Poliziano? A termini filosofici A termini giuridici Ai nomi astratti Ai nomi concreti.
L'adozione del campo metaforico delle arti figurative nella sezione storico-critica della "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" di Poliziano discende dalla tradizione retorica latina è un tratto critico tradizionale è un tratto critico nuovo e moderno discende dalla tradizione retorica medievale.
Quale dei seguenti tratti sintattico-stilistici non compare nella prosa del Poliziano? Iterazione della congiunzione "e" e "né" davanti ad entrambi i termini di una dittologia Presenza della coniunctio relativa Tematizzazione Costruzione alla latina delle subordinate oggettive e soggettive implicite.
Indicate l'affermazione errata Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché il loro autore era un intellettuale di prestigio indiscusso Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché proponendo come modello della poesia Petrarca andava incontro al petrarchismo inaugurato nel secondo Quattrocento e che in quegli anni raggiungeva il proprio apogeo Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché l'impianto arcaizzante che esse proponevano forniva una regola certa e immobile Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché l'autore era fiorentino.
Quale dei seguenti fattori storici contribuì e rafforzò l'esigenza di una norma linguistica nel Cinquecento? L'aspirazione ad un'unità politica italiana Le invasioni francesi e spagnola alle quali si sentiva l'esigenza di opporre una precisa identità linguistica italiana La scoperta prima e la diffusione poi della stampa a caratteri mobili Un pubblico sempre maggiore di dotti.
La prima grammatica dell'italiano, dopo quella di Leon Battista Alberti, si deve a Pier Francesco Giambullari Lionardo Salviati Pietro Bembo Giovan Francesco Fortunio.
La grammatica del Fortunio non riscosse particolare successo perché di prevalente impianto filologico andava contro il processo di konéizzazione iniziato nel Quattrocento a favore del tosco-fiorentino aveva un impianto scarsamente normativo e non affrontava le questioni ortografiche l'autore era un friulano.
Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo furono pubblicate nel 1555 nel 1525 nel 1535 nel 1540.
Quali erano le caratteristiche delle "Regole" del Fortunio? Indicate la risposta Prescindeva dalla questione dei modelli letterari La descrizione del volgare era modellata sulle categorie della grammatica del latino Aveva un frte impianto filologico, tanto da discutere dela correttezza o meno di una lezione Dedicava molto spazio al problema ortografico.
Nella polemica sul ciceronianesimo Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore dell'unicità dei modelli latini da imitare Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore dell'unicità dei modelli letterari da imitare Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore della massima libertà dei modelli letterari da imitare Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Paolo Cortesi, a favore dell'unicità dei modelli latini da imitare.
Indicate l'associazione errata fra posizione teorica nel dibattito linguistico cinquecentesco e suo esponente teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Baldassar Castiglione; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Vincenzo Calmeta; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Benedetto Varchi; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Gian Giorgio Trissino; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli.
Nelle Prose della volgar lingua Pietro Bembo fa dire al fratello Carlo che non è un vantaggio conoscere il fiorentino come lingua materna per saper ben scrivere fiorentino che è un vantaggio essere fiorentino per saper parlare fiorentino che è un vantaggio conoscere il fiorentino come lingua materna per saper ben scrivere fiorentino che non è un vantaggio essere fiorentino per saper parlare fiorentino.
La confutazione di Pietro Bembo della teoria cortigiana verte sulla mancanza di prestigio letterario della lingua di conversazione nelle corti sulla fiorentinità solo parziale della lingua delle corti sulla mancanza di modelli letterari che autorizzino la lingua cortigiana sulla mancanza di uniformità della lingua delle corti, che ne determina la difficoltà di essere insegnata ed appresa.
La teoria cortigiana fu sostenuta per la prima volta da Vincenzo Colli detto il Calmeta da Gian Giorgio Trissino da Baldassarre Castiglione Da Dante Alighieri.
La polemica relativa alla imitatio sul versante latino aveva visto contrapposti nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Giovan Francesco Pico, nel Cinquecento Paolo Cortesi e Pietro Bembo nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Paolo Cortesi, nel Cinquecento Giovan Francesco Pico e Pietro Bembo nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Pietro Bemboi, nel Cinquecento Paolo Cortesi e Giovan Francesco Pico nel Quattrocento Giovan Francesco Pico e Paolo Cortesi, nel Cinquecento Agnolo Poliziano e Pietro Bembo.
Chi ci tramanda notizia del contenuto dei libri perduti di Vincenzo Colli detto il Calmeta? Carlo Lenzoni Pietro Bembo Niccolò Machiavelli Gian Giorgio Trissino.
Chi fu il rappresentante del ciceronianesimo nella disputa cinquecentesca sull'imitazione? Giovan Grancesco Pico Paolo Cortesi Agnolo Poliziano Pietro Bembo.
Chi fu il rappresentante del ciceronianismo nella disputa quattrocentesca sull'imitazione? Giovan Francesco Pico Agnolo Poliziano Paolo Cortesi Pietro Bembo.
Per Pietro Bembo il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non puù presente nel fiorentino successivo il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata e scritta il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria.
Qual è il significato che il lettori del Cinquecento dettero del "De vulgari eloquentia" dantesco? I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria cortigiana I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di poetica (piuttosto che come un trattato di linguistica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria cortigiana I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria arcaizzante I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria fiorentinista.
Quando fu composto e qual è l'argomento di partenza del "Discorso intorno alla nostra lingua" di Niccolò Machiavelli? Nel 1513; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione di volgare Nel 1513; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione toscana Nel 1524; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione fiorentina Nel 1525; corregge l'interpretazione del "De vulgari eloquentia" chiamando in causa lo stesso Dante.
Per Machiavelli il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non puù presente nel fiorentino successivo il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata.
Chi riscoprì, nel primo decennio del Cinquecento, il "De vulgari eloquentia" dantesco? I partecipanti alle discussioni degli Orti Oricellari Lodovico Castelvetro Gian Giorgio Trissino Vincenzo Colli.
La posizione di Niccolò Machiavelli all'uscita delle Prose della volgar lingua fu di accettazione della teoria bembiana in un primo tempo fu favorevole, poi, dopo la scrittura del Discorso, contrario di ironica ma netta opposizione di accettazione della posizione bembiana pur con notevoli distinguo.
Niccolò Machiavelli sosteneva l'eccellenza letteraria del fiorentino stabilita dalle Tre Corone nel Trecento l'eccellenza intrinseca del fiorentino e proponeva la sua adozione nella varietà parlata a lui contemporanea l'eccellenza della lingua scritta su quella parlata l'eccellenza della lingua parlata su quella scritta.
Nel Discorso intorno alla nostra lingua di Niccolò Machiavelli l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori italiani e in primo luogo Bembo sia il fiorentino, il toscano o il veneziano e prende posizione per la prima opzione l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la seconda opzione l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Petrarca sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione.
Quale dei seguenti elementi fono-morfologici del fiorentino argenteo non troviamo nel De principatibus? Velarizzazione di l preconsonantica Riduzione del dittongo dopo consonante + r Passaggio da /skj/ a /stj/ L'esito palatale -gli < -lli.
La presenza dei tratti del fiorentino argenteo nel De principatibus è maggiore nella fonetica nella sintassi nello stile nella morfologia.
I pronomi soggettivi "gli" e "la" (per "egli" e "ella") che compaiono in Machiavelli sono forme epitetiche sono forme sincopate sono forme apocopate sono forme aferetiche.
Indicate quale di queste forme non è un latinismo lessicale accidenti lasciare estrinseco suppellettile.
Indicate quale di queste forme non è un latinismo fonetico antiquo clausule osservato facultà.
In Machiavelli il sistema degli articoli maschili è simmetrico: le forme antiche non vengono soppiantate da quelle moderne né nel singolare né nel plurale il sistema degli articoli maschili è asimmetrico: la forma innovativa soppianta l'antica nel singolare, la forma moderna è minoritaria nel plurale il sistema degli articoli maschili è simmetrico: le forme innovative soppiantano le antiche nel singolare e nel plurale il sistema degli articoli maschili è asimmetrico: la forma innovativa non soppianta l'antica nel singolare, la forma moderna è esclusiva nel plurale.
Indicate quale di queste forme non compare o è minoritaria nella prosa di Machiavelli fussi (anziché fossi) el (anziché il) pronomi e aggettivi possessivi plurali indeclinabili (mia, tua, sua anziché miei/mie, tuoi/tue, suoi/sue)) arò (anziché avrò).
Indicate quale dei seguenti tratti innovativi del fiorentino argenteo non compare nella prosa del Machiavelli. Riduzione del dittongo dopo consonante + r Uscita in -e dei femminili della III classe latina dei nomi e della II classe degli aggettivi Desinenza -ono per la III pers. plurale del presente e imperfetto dell'indicativo Velarizzazione di "l" preconsonantica.
L'ambito metaforico cui ricorre Machiavelli di preferenza attinge agli astratti è simbolico attinge al mondo vegetale è realistico e concreto.
Come abbiamo definito la frequente ricorrenza nello stile machiavelliano della disgiuntiva ("o ... o") parallelismo definitorio antitesi classificatoria iterazione classificatoria struttura binaria.
In Machiavelli la sequenza dei pronomi atoni alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.) alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.), ma con verbo impersonale la particella pronominale precede direttamente il verbo si adegua al modello antico compl. ogg. + compl. indiretto si adegua al modello più recente compl. indiretto + compl. oggetto.
Il latineggiamento della lingua di Machiavelli va addebitato alla ricerca di quelli che lui stesso chiama "lenocinii" e "ornamenti" ad un interesse antiquario ad uno spiccato gusto retorico alla sua formazione culturale.
In antico la sequenza dei pronomi atoni è compl. ogg. + compl. indiretto è indifferente dipende dal contesto è compl. indiretto + compl. ogg.
Indicate quale dei seguenti tratti stilistici non fa parte dello stile machiavelliano è una lingua spontanea e molto semplice dal punto di vista sintattico e retorico è una lingua spontanea e viva, non esente però da latinismi fonetici e sintattici è una lingua che esprime la volontà di classificare e distinguere la realtà attraverso continui correttivi introdotti da ma è una lingua che esprime la volontà di razionalizzare e categorizzare la realtà attraverso antitesi classificatorie (uso della disgiuntiva o).
La parziale adesione alle regole della legge Tobler-Mussafia da parte di Machiavelli è da interpretarsi come adesione consapevole ad un tratto caratteristico della tradizione come un arcaismo come un superamento della tradizione municipale come un'innovazione.
La legge Tobler-Mussafia è rispettata nel De principatibus dopo e e dopo ma solo all'inizio di principale preceduta da subordinata in inizio assoluto di periodo e dopo ma in inizio assoluto di periodo e dopo e.
Nell'uso dell'art. masch. la prosa del De principatibus di Machiavelli mostra la predominanza della forma tradizionale il mai completamente soppiantata da el mostra la predominanza dell'innovazione el che ha ormai quasi definitivamente soppiantato il mostra la parità nell'uso di el e il mostra la predominanza della forma tradizionale el mai completamente soppiantata da il.
Indicate la risposta errata. Gli elementi del parlato presenti nella lingua di Machiavelli sono l'accordo a senso i deittici (in particolare "qui" e "tu") le formule di cortesia la ridondanza pronominale.
In Machiavelli non compare più la legge Tobler-Mussafia compare solo in posizione iniziale assoluta di periodo la legge Tobler-Mussafia non compare più solo in una principale preceduta da subordinata la legge Tobler-Mussafia non compare più in una principale preceduta da subordinata e dopo "ma".
Nella prosa di Machiavelli la legge Groeber è rispetta in maniera oscillante la legge Groeber è sistematicamente rispettata la legge Groeber è rispetta in maniera minoritaria e occasionale la legge Groeber non è più rispettata.
Lionardo Salviati trasformò la teoria di Bembo ampliando il canone anche ad autori minori del Trecento prendendo in considerazione anche il fiorentino vivo prendendo in considerazione anche la lingua del Duecento prendendo a modello la lingua di Dante.
Nel 1542 la trasformazione dell'Accademia degli Umidi in Accademia Fiorentina fu un'evoluzione interna all'Accademia sempre più interessata ad aspetti politici e linguistici di supremazia di Firenze fu voluta da Lionardo Salviati che mirava alla redazione di una grammatica scritta da fiorentini fu voluta da Cosimo I come strumento di autopromozione politica e linguistica fu voluta da Lionardo Salviati che mirava alla redazione di un vocabolario fiorentino.
Indicate quale delle seguenti affermazioni è vera Nell'Accademia Fiorentina si fronteggiavano tendenze classicheggianti e filobembiane come quella di Pier Francesco Giambullari e tendenze filofiorentine come quella di Benedetto Varchi Nell'Accademia Fiorentina si fronteggiavano tendenze classicheggianti e filobembiane come quella di Benedetto Varchi e tendenze filofiorentine come quella di Pier Francesco Giambullari Nell'Accademia Fiorentina tutti i membri erano convinti asserori della eccellenza del fiorentino contemporaneo Nell'Accademia Fiorentina tutti i membri erano convinti assertori della tesi arcaizzante e classicheggiante del Bembo.
Quando nasce la "brigata dei Crusconi" (poi Accademia della Crusca)? 1542 1584-86 1582 1612.
Il Salviati sosteneva la sovranità dell'uso parlato, educato però tramite l'esercizio letterario la sovranità dell'uso, la priorità del parlato nel funzionamento della lingua, la purezza del fiorentino la sovranità dell'uso letterario limitato però alle scritture degli autori fiorentini che avevano esaltato la purezza del loro volgare la sovranità dell'uso letterario, il maggior prestigio dello scritto sul parlato, la purezza del fiorentino.
Indicate la risposta errata. Secondo il volere di Cosimo I granduca di Toscana l'Accademia Fiorentina avrebbe dovuto patrocinare l'uso del volgare anche per la scienza avrebbe dovuto patrocinare l'uso del volgare tramite i volgarizzamenti avrebbe dovuto svolgere i suoi lavori all'interno della corte evitando il contatto con il popolo indotto avrebbe dovuto stendere una grammatica del fiorentino.
A quale data Cosimo I granduca di Toscana trasformò l'Accademia degli Umidi in Accademia Fiorentina? 1540 1542 1582 1559.
Indicate la risposta errata. Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, caratterizzati dalla nascita delle Accademie (rispettivamente della Crusca e dell'Arcadia) Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, caratterizzati dal punto di vista culturale dal Manierismo e rispettivamente dal Barocco contrapposti al razionalismo primo-cinquecentesco Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, perché entrambi contraddistinti dal Manierismo e dal Barocco Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, durante i quali furono fortissimi gli effetti del Concilio di Trento.
Qual è la data della fine del Concilio di Trento? 1517 1559 1560 1563.
Quale delle seguenti affermazioni non è contenuta nell'Orazione in lode della fiorentina favella di Lionardo Salviati? alle lingue per imporsi non bastano le virtù naturali né un'illustre tradizione letteraria a Firenze l'Accademia Fiorentina rappresenta il luogo e l'occasione per rendere consapevole la città del valore della propria lingua il fiorentino possiede sia virtù naturali sia una illustre tradizione letteraria i Fiorentini non avevano bisogno dell'intervento del veneziano Pietro Bembo per accorgersi dell'eccellenza del proprio volgare.
Quali sono le edizioni del Vocabolario della Crusca che il Bartoli poté utilizzare? Le edizioni I-IV La I e la II edizione Le prime tre edizioni La prima edizione.
L'influsso dello spagnolo sulla lingua italiana era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento.
Con la pace di Cateau-Cambrésis del 1563 inizia il periodo di dominazione francese in Italia del 1565 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia del 1559 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia del 1559 inizia il periodo di dominazione spagnola in Italia.
Indicate la risposta errata. Nel Seicento, per effetto delle dottrine del Concilio di Trento la lingua della predicazione è sempre più vicina alle parlate locali Nel Seicento la messa viene per la prima volta recitata in volgare Nel Seicento si assiste all'inizio della scrittura dei trattati scientifici in volgare Nel Seicento si assiste all'inizio dell'insegnamento universitario in volgare.
Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca cominciò a segnalare come tali gli arcaismi e accolse anche termini della scienza e della tecnica La seconda edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca fu sostanzialmente una ristampa della prima edizione La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca fece tesoro delle reazioni degli oppositori rendendo meno rigido il canone degli autori spogliati Fin dalla seconda edizione il Vocabolario degli Accademici della Crusca mutò profondamente la sua natura.
I più importanti oppositori o critici dell'impostazione linguistica dell'Accademia della Crusca nel Seicento furono Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli Paolo Beni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Carlo Maria Maggi Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi.
Il Vocabolario degli Accademici della Crusca fu redatto dando seguito ad una esplicita richiesta del Granduca fu redatto per esclusiva volontà degli Accademici che individuarono autonomamente il corpus dei testi da spogliare fu redatto autonomamente dagli Accademici utilizzando spogli di Lionardo Salviati fu redatto dando corpo ad un progetto e a un'impostazione filologica e linguistica di Lionardo Salviati.
La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì nel 1612 1623 1582 1691.
La reazione alla norma impostata esclusivamente su base fiorentina si manifestò nel Seicento con il risorgere del latino nella predicazione con la nascita del barocco con la nascita della poetica della meraviglia con la rinascita in sede letteraria del dialetto.
Qual è l'atteggiamento di Lionardo Salviati nei confronti dei latinismi? Di parziale accettazione, come opzione linguistica sempre possibile in italiano Di rifiuto, perché contrassegnano la decadenza del fiorentino aureo durante l'Umanesimo del Quattrocento Di accettazione perché esprimenti le origini neolatine del fiorentino Di parziale accettazione, come male inevitabile.
Cosa sono gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone"? Un'opera in cui Lionardo Salviati, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1582, affrontava questioni grammaticali, ma anche più generali relative al dibattito linguistico coevo Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Lionardo Salviati Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Vincenzio Borghini Un'opera in cui Vincenzio Borghini, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1572, affrontava questioni grammaticali, ma anche questioni più generali relative al dibattito linguistico coevo.
All'interno dell'Accademia Fiorentina chi rivendicava il prestigio del fiorentino contemporaneo anche parlato? Pier Francesco Giambullari Benedetto Varchi Pier Francesco Giambullari e Giovan Battista Gelli Pier Francesco Giambullari e Benedetto Varchi.
Fra il secondo Cinquecento e il Seicento si assiste ad un generale mutamento nella funzionalità d'uso del volgare rispetto al latino nella lingua della liturgia, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere morale nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico nella lingua della predicazione e nella lingua utilizzata nella liturgia.
Indicate l'affermazione errata. Il Concilio di Trento impose che la lingua della predicazione abbandonasse la pratica del mescidamento linguistico fra latino e volgare che la lingua della predicazione si ispirasse ad un nuovo spirito di evangelizzazione che la lingua della predicazione fosse il latino che la lingua della predicazione adottasse uno stile chiaro ma anche sostenuto e nobile.
"Il torto e il diritto del non si può" è un vero e proprio trattato grammaticale un insieme di considerazioni che valutano il grado di affidabilità di forme accolte nel Vocabolario della Crusca un'opera di linguistica di carattere sistematico un insieme di considerazioni relative agli autori spogliati per redigere il Vocabolario della Crusca.
Qual è la posizione linguistica espressa dal Bartoli ne Il torto e il diritto del non si può? Lungi da da essere fautore cieco dei dettami della Crusca, ritiene però utile seguire una norma univoca di cui la Crusca è il garante Lungi da una preconcetta avversione ai dettami della Crusca, il Bartoli mette in guardia dai rischi di assolutizzare ciò che si può o non si può scrivere, stabiliti sulla base di una documentazione non esaustiva Le scritture devono essere ispirate ai dettami della grammatica e rispettose di ciò che si può o non si può scrivere Le scritture si devono adeguare ai dettami della grammatica (il 'non si può'), ma il parlato ha maggiori libertà.
La produzione letteraria di Daniello Bartoli comprende opere di carattere licenzioso comprende opere di carattere ameno comprende opere di carattere filosofico e scientifico comprende opere di carattere storiografico, retorico, linguistico e scientifico.
Quali sono le opere di interesse linguistico scritte da Daniello Bartoli? "Il torto e il diritto del non si può" e la "Ricreazione del savio" Il "Trattato di ortografia" e una grammatica dell'ìitaliano "Il torto e il diritto del non si può", un "Trattato di ortografia", e, relativa alla privata attività di scrittore, la "Selva di parole" rimasta inedita fino a poco tempo fa "Il torto e il diritto del non si può" e gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone".
Individuate quale fra i seguenti tratti fonetici non compare nella prosa del Bartoli tratti 'arcaici' dal punto di vista fonetico come la conservazione del dittongo dopo consonante + r rispetto della regola del dittongo mobile conservazione esclusiva del nesso latino di consonante + l latinismi fonetici sebbene non particolarmente marcati.
Individuate quale fra i seguenti tratti morfologici non compare nella prosa del Bartoli L'uscita in -e dei nomi femminili della III classe latina Desinenze -ano e -ono per le III persone pl. del presente indicativo a seconda che si tratti della I coniugazione o delle coniugazioni II e III Uscita in -a della I persona dell'imperfetto L'articolo il.
Dall'analisi delle occorrenze lessicali nel brano della Ricreazione del savio di Daniello Bartoli possiamo desumere una ampia indipendenza da quanto registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca una integrale fedeltà del Bartoli a quanto è registrato nelle due edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca che egli poté consultare una sostanziale indifferenza nei confronti della precedente attività lessicografica una sostanziale fedeltà al lessico toscano registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca pur con un aggiornamento che attesta non cieca sottomissione.
Indicate la risposta errata. La lingua del Bartoli dimostra la vittoria della tesi arcaizzante del Bembo utilizzando l'uscita in -e dei plurali femminili della III declinazione latina dei nomi e della II declinazione latina degli aggettivi rispettando la regola del dittongo mobile conservando i dittonghi dopo palatale e dopo consonante + r accettando forme come "lieva" e "siegua".
Come si spiega la presenza del dittongo in sillaba atona nella forma "primieramente"? Con l'ascendenza francese del dittongo e soprattutto con la consapevolezza della natura di composto degli avverbi in -mente (nel primo elemento il dittongo era sotto accento) Con la regola del dittongo mobile Per estensione analogica dato che Bartoli usa anche "primiera" Con le regole del dittongamento toscano.
Rispetto alle edizioni del Vocabolario della Crusca che egli poté consultare, il lessico di Daniello Bartoli mostra anticipazioni rispetto alla I edizione mostra anticipazioni rispetto alla II edizione mostra anticipazioni rispetto alla IV edizione mostra anticipazioni rispetto alla III edizione.
Individuate la risposta errata Nella prosa del Bartoli l'enclisi a forme finite del verbo avviene di preferenza in presenza di forme verbali monosillabiche Nella prosa del Bartoli l'enclisi è sostanzialmente libera e soggiace a scelte di tipo stilistico Nella prosa del Bartoli l'enclisi è molto frequente dopo infinito dato l'alto numero di occorrenze di questo modo verbale Nella prosa del Bartoli il rispetto della legge Tobler-Mussafia è assoluto in tutte le condizioni.
Indicate la risposta errata. Qual è la situazione dell'enclisi nella prosa di Daniello Bartoli? Sostanzialmente coincidente con le condizioni moderne (enclisi dopo modi infiniti e dopo imperativo) L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche toniche e polisillabi ossitoni) L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche atone e polisillabi parossitoni) E' possibile dopo avverbi.
In quale modo è possibile distinguere il valore nominale dal valore verbale di infiniti e participi? Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata al participio, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso dell'infinito Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata all'infinito, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso del participio Sulla base della collocazione nella frase Sulla base del significato.
Indicate quale delle seguenti figure retoriche non è presente in maniera caratteristica e rilevante nella prosa del Bartoli. L'iterazione anche coniugata alla variatio La metafora Asindeto e polisindeto L'antitesi anche nella forma dell'ossimoro.
Indicate quale, fra le seguenti caratteristiche, non può essere attribuita alla prosa di Daniello Bartoli Presenza sporadica della risalita del clitico adottata come opzione di carattere stilistico Presenza di infiniti e participi sostantivati Prosa secca improntata al ragionamento e alla riflessione Presenza di latinismi che tendono ad affiancare le forme non latineggianti come variante tecnicizzata.
In quale forma si presenta il parlato nella prosa di Daniello Bartoli? Attraverso la retroazione Attraverso la deissi In forma mimetica, attraverso la prosopopea, mediante l'uso di interrogazioni, esclamazioni, interiezioni Attraverso la presupposizione.
Cosa si intende per stile nominale? La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza e dagli ausiliari La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo "essere" o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto) La presenza di frasi prive del verbo, non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza, dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto.
Individuate la risposta errata Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti forme infinite del verbo, e in particolare il participio presente Nella prosa del Bartoli è frequente lo stile nominale Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti gli infiniti sostantivati Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti i gerundi.
Individuate quale delle seguenti figure retoriche non compare nella prosa del Bartoli come elemento di coesione testuale ellissi anafora figura etimologica iterazione sinonimica.
Cosa si intende per ordine diretto e ordine inverso? Per ordine diretto si intende la sequenza VCS dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso la loro libera disposizione (VCS, VSC, SCV, CSV, CVS) Per ordine diretto si intende la sequenza VSC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C.
Il paragone con la Francia e il francese innescò in Italia riflessioni importanti sul legame tra condizioni linguisitche e situazione politica imbarbarì i costumi e la lingua italiana determinò un tentativo vano di imitazione pedissequa delle condizioni politiche e culturali francesi fu motivo di scoraggiamento e aumentò la dipendenza alla moda francesizzante.
Nel Settecento, il francese venne considerato 'lingua della ragione' perché era stato descritto in diverse 'grammatiche ragionate' perché ammetteva ordini marcati diversi da quello diretto perché era la lingua degli illuministi perché ammetteva solo l'ordine diretto dei costituenti della frase.
Quali furono le condizioni storiche e culturali che incoraggiarono la moda francesizzante del Settecento italiano? la fine del predominio spagnolo in italia per l'intervento militare francese il lungo regno di Luigi XIV (il Re Sole) il prestigio politico e culturale della Francia e viceversa il frazionamento culturale e politico italiano la nascita del romanzo in Francia.
Indicate quale delle seguenti affermazioni è giusta Nella querelle des anciens et des modernes Racine sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni Nella querelle des anciens et des modernes Jean Racine sosteneva la superiorità dei moderni in fatto in fatto di letteratura e di poesia Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza fra antichi e moderni Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni, la superiorità dei moderni in fatto di scienza e filosofia, l'uguaglianza o la superiorità degli antichi in fatto di letteratura e di poesia.
Indicate quale delle seguenti affermazioni è falsa Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi l'italiano e il francese furono caratterizzati il primo come incline a libertà sintattica e disponibile all'ordine inverso, il secondo come incline alla fissità sintattica stabilita da un ordine diretto che il Bouhours considerava naturale Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il secondo qualificò l'ordine inverso come segno di propensione di una lingua all'espressione dell'immaginazione, l'ordine diretto come segno di propensione di una lingua all'analisi Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava tutta la tradizione letteraria italiana, in difesa della quale il secondo scrisse le Considerazioni sopra un famoso libro franzese Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava l'artificiosità della letteratura italiana barocca, ma in difesa delle libertà sintattiche dell'italiano scesero, oltre all'Orsi, Ludovico Antonio Muratori e Anton Maria Salvini.
Indicate la risposta errata. Quali sono le condizioni socio-politiche che facilitarono l'influsso del francese in Italia dall'inizio del Settecento gli importanti rapporti commerciali o gli scambi di varia natura fra alcune città italiane e la Francia il prestigio letterario di Racine e Corneille l'insediamento in Toscana, a Napoli e nella Savoia di principi francesi o filofrancesei la fine della dominazione spagnola con la pace di Utrecht.
Fontenelle sosteneva la superiorità degli antichi in fatto di letteratura, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la scienza e la filosofia la superiorità della cultura moderna la superiorità della cultura antica la superiorità degli antichi in fatto di scienza e filosofia, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la letteratura e la poesia.
La polemica Orsi-Bouhours innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue e i loro differenti caratteri intrinseci (il "genio delle lingue") inasprì gli animi innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue fondando la linguistica generale creò tensioni diplomatiche fra Italia e Francia.
Quale dei seguenti intellettuali non scese in campo per difendere la posizione dell'Orsi contro il Bouhours? Francesco Algarotti Anton Maria Salvini Eustachio Manfredi Ludovico Antonio Muratori.
A quale periodo risale la polemica Bouhours-Orsi? Al primo decennio del XVIII secolo Alla metà del XVIII secolo All'ultimo decennio del XVII secolo Alla metà del XVII secolo.
Indicate la risposta errata. Francesco Algarotti mostrava come in Italia l'Accademia della Crusca, non essendo un organo istituzionale, non aveva potuto svolgere la medesima funzione dell'Académie française Francesco Algarotti affermò la superiorità dell'Accademia della Crusca sull'Académie française in quanto la prima aveva costruito con il Vocabolario un tesoro della tradizione letteraria italiana Il paragone fra Académie française e l'Accademia della Crusca evidenziava nelle due istituzioni finalità divergenti: rivolta verso il futuro la prima, verso il passato la seconda Francesco Algarotti individuava nell'Académie Française un importante istituto di regolamentazione e promozione della lingua e della letteratura francesi.
Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri si afferma che ogni lingua moderna necessita di una precisa codificazione grammaticale che ogni parlante ha il diritto di inventarsi la sua lingua personale che per arricchire una lingua è necessario ricorrere a prestiti da altre lingue che nel Settecento la lingua italiana è giunta al suo massimo livello di perfezione.
Indicate la risposta errata Dopo il 1767 il sodalizio intellettuale fra i due fratelli Pietro e Alessandro Verri si interrompe Il giornale "Il Caffè" fu pubblicato fra il 1764 e il 1766 Pietro e Alessandro Verri furono i promotori dell'Accademia dei Pugni (1762-1763) Pietro Verri si era laureato in Lettere ed era un letterato puro a differenza del fratello Alessandro.
Chi incoraggiò la stesura del trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria e ne corresse la lingua? Alessandro Manzoni Alessandro Verri Giuseppe Parini Pietro Verri.
"Dispotico" è un francesismo settecentesco è un latinismo è una parola di tradizione ininterrotta è un termine attestato per la prima volta nel XVII secolo, ma che nel Settecento vede la nascita anche del derivato "dispotismo".
L'uso dell'apocope nella "Rinunzia" di Alessandro Verri indica un uso linguistico ben educato alla tradizione letteraria indica il rifiuto di Verri dei dettami puristici della Crusca indica l'adeguamento di Verri alla lingua del Trecento indica l'adeguamento alle caratteristiche fonetiche del francese.
Indicate la risposta errata. In che cosa consistono le caratteristiche grafiche e interpuntive settecentesche non coincidenti con quelle moderne? Nel differente uso, rispetto alle abitudini moderne, della maiuscolizzazione di nomi e aggettivi Nell'uso dell'unico accento acuto Nell'uso del grafema j in trittonghi interni e in dittonghi iniziali e finali di parola Nell'uso della virgola davanti a "e" e "che".
Pedantismo è un arcaismo è un francesismo settecentesco è un termine nato nella commedia del Cinquecento è un neologismo verriano che si fa forte del successo del suffisso -ismo proprio dell'Illuminismo.
Nella Rinunzia avanti notaio d di Alessandro Verri la standardizzazione della lingua è meno forte sul piano ortografico e interpuntivo sul paino sintattico sul piano fonetico sul piano morfologico.
Indicate la corretta definizione di "calco" e "prestito" il prestito (che si distingue in formale, semantico e sintattico) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il calco è l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo il prestito (acclimatato o adattato) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il calco è l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalità formali, semantiche o sintattiche il calco (acclimatato o adattato) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito è l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalità formali, semantiche o sintattiche il calco (che si distingue in formale, semantico e sintattico) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito è l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo.
Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca Alessandro Verri non usa francesismi fraseologici francesismi fonetici neologismi arcaismi.
Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri si afferma che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale assoluta che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale autorizzata dagli scrittori precedenti che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale nella misura in cui il lessico sia autorizzato dall'uso che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale in dipendenza delle esigenze del messaggio.
Indicate l'affermazione errata La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta l'esistenza nel Settecento di usi interpuntivi non più in uso nell'italiano moderno La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non è ancora avvenuta la generalizzazione dell'uso dell'accento sui monosillabi a solo scopo diacritico La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento è ormai raggiunta la scomparsa dell'uso grafico di j nei dittonghi iniziali di parola e nei trittonghi all'interno di parola La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non è ancora rigidamente normato l'uso delle maiuscole iniziali secondo le regole moderne dell'italiano.
Indicate quale dei seguenti tratti non caratterizza la prosa della Rinunzia di Alessandro Verri È regolare l'alternanza di e davanti a parola che inizia per consonante e di ed davanti a parola che inizia per vocale L'esito di -TJ- è univocamente l'affricata dentale -z- Uso di un lessico di tradizione che non si preclude l'uso di francesismi Misurato uso delle apocopi di tradizione letteraria.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? il neologismo è una forma che viene creata ex novo attraverso le regole di formazione di parola dell'italiano il prestito è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel duplice aspetto del significato e del significante il calco linguistico è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel solo aspetto del significato il calco linguistico è un prestito adattato sia fonologicamente che morfologicamente.
Nella sintassi la Rinunzia di Alessandro Verri si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine diretto si caratterizza per periodi ampiamente ipotattici si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine inverso si caratterizza per anastrofi e iperbati.
Cosa si intende per laconismo e style coupé? Lo style coupé (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente seicentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio Il laconismo (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupé (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio Lo style coupé (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio Il laconismo (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupé (propriamente seiecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio.
Cosa si intende per style coupé? Una sintassi caratterizzata da periodi brevi e lontani dall'ipotassi Una sintassi continuamente spezzata ed ellittica Una sintassi lineare che esprime povertà di idee e di immaginazione Una sintassi tagliata (coupée) da continue parentetiche.
Qual è la figura retorica che caratterizza la "Rinunzia" di Alessandro Verri? L'iperbato L'ironia L'anastrofe La dittologia sinonimica.
La costruzione in + gerundio è una formazione moderna è una costruzione ben nota nell'italiano antico, che riprende vitalità nel Settecento per influsso del francese è un arcaismo è un francesismo.
Qual è la data della proclamazione del Regno d'Italia? 1859 17 marzo 1861 20 settembre 1870 25 settembre 1865.
Quando avvenne la conquista di Roma da parte del Regno d'Italia? 1881 1870 1875 1880.
Quali sono le date indicate tradizionalmente a delimitare il XIX secolo considerato 'secolo lungo'? La Restaurazione (1815) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15) Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 1796) e lo scoppio della seconda Guerra Mondiale (1914-15) Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 1796) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15) Le guerre d'indipendenza e le due guerre mondiali.
Quando la Sicilia viene annessa al Regno di Sardegna? Nel 1866 (con l'impresa dei Mille e la terza guerra d'indipendenza) Nel 1860 (con l'impresa dei Mille e il successivo plebiscito dell'ottobre di quell'anno) Nel 1859 (con l'impresa dei Mille e la seconda guerra d'indipendenza) Nel 1870 con la presa di Porta Pia.
Nella periodizzazione è utile a distinguere il primo Ottocento (come un periodo di continuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria) il primo Ottocento (come un periodo di discontinuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria) il primo Ottocento (come un periodo di continuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (in cui si affronta e risolve la questione meridionale) il primo Ottocento (come un periodo di indifferenza ai problemi politici unitari) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla urgenza di quei problemi).
In quale periodo la capitale del Regno d'Italia fu Firenze? 1865-1870 1861-1863 1880-1890 1870-1872.
Individuate quale descrizione si attaglia alla Legge Casati Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio, il grado medio diviso in due indirizzi (classico e professionale) Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai bambini che eludono l'obbligatorietà Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà.
Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Toscana e delle ex-legazioni pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì? 1865 1860 1870 1848.
A caratterizzare la coscienza dei grandi mutamenti intervenuti nell'Ottocento c'è chi ha scritto: "Io nacqui veneziano [...]; e morrò per la grazia di Dio italiano". Chi è l'autore di queste parole? Antonio Fogazzaro Francesco Guerrazzi Ippolito Nievo Giuseppe Mazzini.
Nel 1911, a cinquant'anni dall'unificazione, l'analfabetismo si era in media dimezzato (aggirandosi intorno al 50%) si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 40%) si era in media dimezzato (aggirandosi intorno al 40%) si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 50%).
Quale fu il successo attuativo della legge Casati? Negli anni 1862-1863 la frequenza scolastica si attestava intorno al 55% per i maschi e intorno al 66% per le femmine Negli anni 1892-1893 la frequenza scolastica si attestava intorno al 13% per i maschi e intorno al 15% per le femmine Negli anni 1862-1863 la frequenza scolastica si attestava intorno al 47% per i maschi e intorno al 39% per le femmine Negli anni 1882-1883 la frequenza scolastica si attestava intorno al 43% per i maschi e intorno al 39% per le femmine.
Individuate quale descrizione si attaglia alla Legge Coppino Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio, il grado medio diviso in due indirizzi (classico e professionale) Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai bambini che eludono l'obbligatorietà.
Individuate la risposta corretta La legge Coppino (1877) fu emanata dal Regno di Sardegna e successivamente estesa al Regno d'Italia La legge Casati (1859) fu emanata dal Regno d'Italia; pur rendendo obbligatoria la frequenza scolastica non comminava pene severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola La legge Casati comminava sanzioni severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola La legge Coppino (1877) riformò la scuola elementare, ora di durata quinquennale, rendendo obbligatoria la frequenza del primo triennio, comminando pene severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola.
Qual era la percentuale degli italofoni in Italia al momento della proclamazione del regno unitario? 84 % 9,2 % 25 % 33%.
In quali scuole si insegnava il latino? Le Scuole Pie Le scuole dei Gesuiti Le scuole dei Lasalliani Le Scuole dei Redentoristi.
L'istruzione superiore nel XVII secolo era prevalentemente tenuta dalla Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola era prevalentemente tenuta dai Redendoristi, fondati da Alfonso de' Liguori era prevalentemente tenuta dalla Scuole Pie istituite da Giuseppe Calasanzio era prevalentemente tenuta dalla Compagnia di Gesù, fondata da Alfonso de' Liguori.
Prima della riforma scolastica del Regno d'Italia l'insegnamento scolastico di base era per lo più affidato a istituzioni religiose quali i Gesuiti l'insegnamento scolastico di base era per lo più affidato a istituzioni religiose quali le Scuole Pie l'insegnamento scolastico di base era per lo più affidato a singoli maestri l'insegnamento scolastico di base era per lo più gestito dalle istituzioni locali.
Nel quadro di generale frammentazione linguistica del primo Ottocento il problema didattico più importante era censurare il dialetto in classe il problema didattico più importante era insegnare il fiorentino e come censurare il dialetto degli alunni il problema didattico più importante era come insegnare a leggere e scrivere agli alunni il problema didattico più importante era quale italiano insegnare e in che modo gestire la dialettofonia degli alunni.
Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Lombardia? 1848 1859 1870 1865.
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