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Linguistica Italiana 35 - 55

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Linguistica Italiana 35 - 55

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Linguistica Italiana 35 - 55

Creation Date: 2024/10/31

Category: Others

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Nella polemica sul ciceronianesimo. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore dell'unicità dei modelli latini da imitare. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore dell'unicità dei modelli letterari da imitare. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore della massima libertà dei modelli letterari da imitare. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Paolo Cortesi, a favore dell'unicità dei modelli latini da imitare.

Indicate l'associazione errata fra posizione teorica nel dibattito linguistico cinquecentesco e suo esponente. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Baldassar Castiglione; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Vincenzo Calmeta; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Benedetto Varchi; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Gian Giorgio Yrissino; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli.

Nelle Prose della volgar lingua Pietro Bembo fa dire al fratello Carlo. che non è un vantaggio conoscere il fiorentino come lingua materna per saper ben scrivere fiorentino. che è un vantaggio essere fiorentino per saper parlare fiorentino. che è un vantaggio conoscere il fiorentino come lingua materna per saper ben scrivere fiorentino. che non è un vantaggio essere fiorentino per saper parlare fiorentino.

La confutazione di Pietro Bembo della teoria cortigiana verte. sulla mancanza di prestigio letterario della lingua di conversazione nelle corti. sulla fiorentinità solo parziale della lingua delle corti. sulla mancanza di modelli letterari che autorizzino la lingua cortigiana. sulla mancanza di uniformità della lingua delle corti, che ne determina la difficoltà di essere insegnata ed appresa.

La teoria cortigiana fu sostenuta per la prima volta. da Vincenzo Colli detto il Calmeta. da Gian Giorgio Trissino. da Baldassarre Castiglione. Da Dante Alighieri.

La polemica relativa alla imitatio sul versante latino aveva visto contrapposti. nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Giovan Francesco Pico, nel Cinquecento Paolo Cortesi e Pietro Bembo. nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Paolo Cortesi, nel Cinquecento Giovan Francesco Pico e Pietro Bembo. nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Pietro Bemboi, nel Cinquecento Paolo Cortesi e Giovan Francesco Pico. nel Quattrocento Giovan Francesco Pico e Paolo Cortesi, nel Cinquecento Agnolo Poliziano e Pietro Bembo.

Chi ci tramanda notizia del contenuto dei libri perduti di Vincenzo Colli detto il Calmeta?. Carlo Lenzoni. Pietro Bembo. Niccolò Machiavelli. Gian Giorgio Trissino.

Chi fu il rappresentante del ciceronianesimo nella disputa cinquecentesca sull'imitazione?. Giovan Grancesco Pico. Paolo Cortesi. Agnolo Poliziano. Pietro Bembo.

Chi fu il rappresentante del ciceronianismo nella disputa quattrocentesca sull'imitazione?. Giovan Francesco Pico. Agnolo Poliziano. Paolo Cortesi. Pietro Bembo.

Per Pietro Bembo. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non può presente nel fiorentino successivo. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata e scritta. il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone. il prestigio del fiorentino Ë il risultato della precedente tradizione letteraria.

Qual è il significato che il lettori del Cinquecento dettero del "De vulgari eloquentia" dantesco?. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria cortigiana. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di poetica (piuttosto che come un trattato di linguistica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria cortigiana. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria arcaizzante. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria fiorentinista.

Quando fu composto e qual è l'argomento di partenza del "Discorso intorno alla nostra lingua" di Niccolò Machiavelli?. Nel 1513; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione di volgare. Nel 1513; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione toscana. Nel 1524; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione fiorentina. Nel 1525; corregge l'interpretazione del "De vulgari eloquentia" chiamando in causa lo stesso Dante.

Per Machiavelli. il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non pu˘ presente nel fiorentino successivo. il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata.

Chi riscoprì, nel primo decennio del Cinquecento, il "De vulgari eloquentia" dantesco?. I partecipanti alle discussioni degli Orti Oricellari. Lodovico Castelvetro. Gian Giorgio Trissino. Vincenzo Colli.

La posizione di Niccolò Machiavelli all'uscita delle Prose della volgar lingua fu. di accettazione della teoria bembiana. in un primo tempo fu favorevole, poi, dopo la scrittura del Dircorro, contrario. di ironica ma netta opposizione. di accettazione della posizione bembiana pur con notevoli distinguo.

Niccolò Machiavelli sosteneva. l'eccellenza letteraria del fiorentino stabilita dalle Tre Corone nel Trecento. l'eccellenza intrinseca del fiorentino e proponeva la sua adozione nella varietà parlata a lui contemporanea. l'eccellenza della lingua scritta su quella parlata. l'eccellenza della lingua parlata su quella scritta.

Nel DisCorso intorno alla nostra lingua di Niccolò Machiavelli. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori italiani e in primo luogo Bembo sia il fiorentino, il toscano o il veneziano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la seconda opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Petrarca sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione.

Quale dei seguenti elementi fono-morfologici del fiorentino argenteo non troviamo nel De prinCipatibus?. Velarizzazione di l preconsonantica. Riduzione del dittongo dopo consonante + r. Passaggio da /skj/ a /stj/. L'esito palatale -gli < -lli.

La presenza dei tratti del fiorentino argenteo nel De prinFipatibus è maggiore. nella fonetica. nella sintassi. nello stile. nella morfologia.

I pronomi soggettivi "gli" e "la" (per "egli" e "ella") che compaiono in Machiavelli. sono forme epitetiche. sono forme sincopate. sono forme apocopate. sono forme aferetiche.

Indicate quale di queste forme non è un latinismo lessicale. accidenti. lasciare. estrinseco. suppellettile.

Indicate quale di queste forme non è un latinismo fonetico. antiquo. clausule. osservato. facultà.

In Machiavelli. il sistema degli articoli maschili è simmetrico: le forme antiche non vengono soppiantate da quelle moderne nè nel singolare nè nel plurale. il sistema degli articoli maschili è asimmetrico: la forma innovativa soppianta l'antica nel singolare, la forma moderna è minoritaria nel plurale. il sistema degli articoli maschili è simmetrico: le forme innovative soppiantano le antiche nel singolare e nel plurale. il sistema degli articoli maschili è asimmetrico: la forma innovativa non soppianta l'antica nel singolare, la forma moderna è esclusiva nel plurale.

Indicate quale di queste forme non compare o è minoritaria nella prosa di Machiavelli. fussi (anzichè fossi). el (anzichè il). pronomi e aggettivi possessivi plurali indeclinabili (mia, tua, sua anzichè miei/mie, tuoi/tue, suoi/sue)). arò (anzichè avrò).

Indicate quale dei seguenti tratti innovativi del fiorentino argenteo non compare nella prosa del Machiavelli. Riduzione del dittongo dopo consonante + r. Uscita in -e dei femminili della III classe latina dei nomi e della II classe degli aggettivi. Desinenza -ono per la III pers. plurale del presente e imperfetto dell'indicativo. Velarizzazione di "l" preconsonantica.

L'ambito metaforico cui ricorre Machiavelli di preferenza. attinge agli astratti. è simbolico. attinge al mondo vegetale. è realistico e concreto.

Come abbiamo definito la frequente ricorrenza nello stile machiavelliano della disgiuntiva ("o ... o"). parallelismo definitorio. antitesi classificatoria. iterazione classificatoria. struttura binaria.

In Machiavelli la sequenza dei pronomi atoni. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.). alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.), ma con verbo impersonale la particella pronominale precede direttamente il verbo. si adegua al modello antico compl. ogg. + compl. indiretto. si adegua al modello più recente compl. indiretto + compl. oggetto.

Il latineggiamento della lingua di Machiavelli va addebitato. alla ricerca di quelli che lui stesso chiama "lenocinii" e "ornamenti". ad un interesse antiquario. ad uno spiccato gusto retorico. alla sua formazione culturale.

In antico la sequenza dei pronomi atoni. è compl. ogg. + compl. indiretto. è indifferente. dipende dal contesto. è compl. indiretto + compl. ogg.

Indicate quale dei seguenti tratti stilistici non fa parte dello stile machiavelliano. è una lingua spontanea e molto semplice dal punto di vista sintattico e retorico. è una lingua spontanea e viva, non esente perÚ da latinismi fonetici e sintattici. è una lingua che esprime la volontà di classificare e distinguere la realtà attraverso continui correttivi introdotti da ma. è una lingua che esprime la volontà di razionalizzare e categorizzare la realtà attraverso antitesi classificatorie (uso della disgiuntiva o).

La parziale adesione alle regole della legge Tobler-Mussafia da parte di Machiavelli è da interpretarsi. come adesione consapevole ad un tratto caratteristico della tradizione. come un arcaismo. come un superamento della tradizione municipale. come un'innovazione.

La legge Tobler-Mussafia è rispettata nel De prinFipatibus. dopo e e dopo ma. solo all'inizio di principale preceduta da subordinata. in inizio assoluto di periodo e dopo ma. in inizio assoluto di periodo e dopo e.

Nell'uso dell'art. masch. la prosa del De prinFipatibus di Machiavelli. mostra la predominanza della forma tradizionale il mai completamente soppiantata da el. mostra la predominanza dell'innovazione el che ha ormai quasi definitivamente soppiantato il. mostra la parità nell'uso di el e il. mostra la predominanza della forma tradizionale el mai completamente soppiantata da il.

Indicate la risposta errata. Gli elementi del parlato presenti nella lingua di Machiavelli sono. l'accordo a senso. i deittici (in particolare "qui" e "tu"). le formule di cortesia. la ridondanza pronominale.

In Machiavelli. non compare più la legge Tobler-Mussafia. compare solo in posizione iniziale assoluta di periodo. la legge Tobler-Mussafia non compare più solo in una principale preceduta da subordinata. la legge Tobler-Mussafia non compare più in una principale preceduta da subordinata e dopo "ma".

Nella prosa di Machiavelli. la legge Groeber è rispetta in maniera oscillante. la legge Groeber è sistematicamente rispettata. la legge Groeber è rispetta in maniera minoritaria e occasionale. la legge Groeber non è più rispettata.

Lionardo Salviati trasformò la teoria di Bembo. ampliando il canone anche ad autori minori del Trecento. prendendo in considerazione anche il fiorentino vivo. prendendo in considerazione anche la lingua del Duecento. prendendo a modello la lingua di Dante.

Nel 1542 la trasformazione dell'Accademia degli Umidi in Accademia Fiorentina. fu un'evoluzione interna all'Accademia sempre più interessata ad aspetti politici e linguistici di supremazia di Firenze. fu voluta da Lionardo Salviati che mirava alla redazione di una grammatica scritta da fiorentini. fu voluta da Cosimo I come strumento di autopromozione politica e linguistica. fu voluta da Lionardo Salviati che mirava alla redazione di un vocabolario fiorentino.

Indicate quale delle seguenti affermazioni è vera. Nell'Accademia Fiorentina si fronteggiavano tendenze classicheggianti e filobembiane come quella di Pier Francesco Giambullari e tendenze filofiorentine come quella di Benedetto Varchi. Nell'Accademia Fiorentina si fronteggiavano tendenze classicheggianti e filobembiane come quella di Benedetto Varchi e tendenze filofiorentine come quella di Pier Francesco Giambullari. Nell'Accademia Fiorentina tutti i membri erano convinti asserori della eccellenza del fiorentino contemporaneo. Nell'Accademia Fiorentina tutti i membri erano convinti assertori della tesi arcaizzante e classicheggiante del Bembo.

Quando nasce la "brigata dei Crusconi" (poi Accademia della Crusca)?. 1542. 1584-158б. 1582. 1б12.

Il Salviati sosteneva. la sovranità dell'uso parlato, educato però tramite l'esercizio letterario. la sovranità dell'uso, la priorità del parlato nel funzionamento della lingua, la purezza del fiorentino. la sovranità dell'uso letterario limitato però alle scritture degli autori fiorentini che avevano esaltato la purezza del loro volgare. la sovranità dell'uso letterario, il maggior prestigio dello scritto sul parlato, la purezza del fiorentino.

Indicate la risposta errata. Secondo il volere di Cosimo I granduca di Toscana l'Accademia Fiorentina. avrebbe dovuto patrocinare l'uso del volgare anche per la scienza. avrebbe dovuto patrocinare l'uso del volgare tramite i volgarizzamenti. avrebbe dovuto svolgere i suoi lavori all'interno della corte evitando il contatto con il popolo indotto. avrebbe dovuto stendere una grammatica del fiorentino.

A quale data Cosimo I granduca di Toscana trasformò l'Accademia degli Umidi in Accademia Fiorentina?. 1540. 1542. 1582. 1559.

Indicate la risposta errata. Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, caratterizzati dalla nascita delle Accademie (rispettivamente della Crusca e dell'Arcadia). Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, caratterizzati dal punto di vista culturale dal Manierismo e rispettivamente dal Barocco contrapposti al razionalismo primo-cinquecentesco. Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, perchè entrambi contraddistinti dal Manierismo e dal Barocco. Anche dal punto di vista linguistico Ë utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, durante i quali furono fortissimi gli effetti del Concilio di Trento.

Qual è la data della fine del Concilio di Trento?. 1517. 1559. 15б0. 15б3.

Quale delle seguenti affermazioni non è contenuta nell'Orazione in lode della fiorentina favella di Lionardo Salviati?. alle lingue per imporsi non bastano le virtù naturali nè un'illustre tradizione letteraria. a Firenze l'Accademia Fiorentina rappresenta il luogo e l'occasione per rendere consapevole la città del valore della propria lingua. il fiorentino possiede sia virtù naturali sia una illustre tradizione letteraria. i Fiorentini non avevano bisogno dell'intervento del veneziano Pietro Bembo per accorgersi dell'eccellenza del proprio volgare.

Quali sono le edizioni del Vocabolario della Crusca che il Bartoli potè utilizzare?. Le edizioni I-IV. La I e la II edizione. Le prime tre edizioni. La prima edizione.

L'influsso dello spagnolo sulla lingua italiana. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento.

Con la pace di Cateau-Cambrèsis. del 15б3 inizia il periodo di dominazione francese in Italia. del 15б5 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia. del 1559 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia. del 1559 inizia il periodo di dominazione spagnola in Italia.

Indicate la risposta errata. Nel Seicento, per effetto delle dottrine del Concilio di Trento la lingua della predicazione è sempre più vicina alle parlate locali. Nel Seicento la messa viene per la prima volta recitata in volgare. Nel Seicento si assiste all'inizio della scrittura dei trattati scientifici in volgare. Nel Seicento si assiste all'inizio dell'insegnamento universitario in volgare.

Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crurca cominciò a segnalare come tali gli arcaismi e accolse anche termini della scienza e della tecnica. La seconda edizione del Vocabolario degli Accademici della Crurca fu sostanzialmente una ristampa della prima edizione. La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crurca fece tesoro delle reazioni degli oppositori rendendo meno rigido il canone degli autori spogliati. Fin dalla seconda edizione il Vocabolario degli Accademici della Crurca mutò profondamente la sua natura.

I più importanti oppositori o critici dell'impostazione linguistica dell'Accademia della Crusca nel Seicento furono. Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli. Paolo Beni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi. Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Carlo Maria Maggi. Alessandro Yassoni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi.

Il Vocabolario degli Accademici della Crusca. fu redatto dando seguito ad una esplicita richiesta del Granduca. fu redatto per esclusiva volontà degli Accademici che individuarono autonomamente il corpus dei testi da spogliare. fu redatto autonomamente dagli Accademici utilizzando spogli di Lionardo Salviati. fu redatto dando corpo ad un progetto e a un'impostazione filologica e linguistica di Lionardo Salviati.

La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì nel. 1б12. 1б23. 1582. 1б91.

La reazione alla norma impostata esclusivamente su base fiorentina si manifestò nel Seicento. con il risorgere del latino nella predicazione. con la nascita del barocco. con la nascita della poetica della meraviglia. con la rinascita in sede letteraria del dialetto.

Qual è l'atteggiamento di Lionardo Salviati nei confronti dei latinismi?. Di parziale accettazione, come opzione linguistica sempre possibile in italiano. Di rifiuto, perchè contrassegnano la decadenza del fiorentino aureo durante l'Umanesimo del Quattrocento. Di accettazione perchè esprimenti le origini neolatine del fiorentino. Di parziale accettazione, come male inevitabile.

Cosa sono gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone"?. Un'opera in cui Lionardo Salviati, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1582, affrontava questioni grammaticali, ma anche più generali relative al dibattito linguistico coevo. Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Lionardo Salviati. Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Vincenzio Borghini. Un'opera in cui Vincenzio Borghini, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1572, affrontava questioni grammaticali, ma anche questioni più generali relative al dibattito linguistico coevo.

All'interno dell'Accademia Fiorentina chi rivendicava il prestigio del fiorentino contemporaneo anche parlato?. Pier Francesco Giambullari. Benedetto Varchi. Pier Francesco Giambullari e Giovan Battista Gelli. Pier Francesco Giambullari e Benedetto Varchi.

Fra il secondo Cinquecento e il Seicento si assiste ad un generale mutamento nella funzionalità d'uso del volgare rispetto al latino. nella lingua della liturgia, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico. nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere morale. nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico. nella lingua della predicazione e nella lingua utilizzata nella liturgia.

Indicate l'affermazione errata. Il Concilio di Trento impose. che la lingua della predicazione abbandonasse la pratica del mescidamento linguistico fra latino e volgare. che la lingua della predicazione si ispirasse ad un nuovo spirito di evangelizzazione. che la lingua della predicazione fosse il latino. che la lingua della predicazione adottasse uno stile chiaro ma anche sostenuto e nobile.

"Il torto e il diritto del non si può" è. un vero e proprio trattato grammaticale. un insieme di considerazioni che valutano il grado di affidabilità di forme accolte nel Vocabolario della Crusca. un'opera di linguistica di carattere sistematico. un insieme di considerazioni relative agli autori spogliati per redigere il Vocabolario della Crusca.

Qual è la posizione linguistica espressa dal Bartoli ne Il torto e il diritto del non si può?. Lungi da da essere fautore cieco dei dettami della Crusca, ritiene però utile seguire una norma univoca di cui la Crusca è il garante. Lungi da una preconcetta avversione ai dettami della Crusca, il Bartoli mette in guardia dai rischi di assolutizzare ciò che si può o non si può scrivere, stabiliti sulla base di una documentazione non esaustiva. Le scritture devono essere ispirate ai dettami della grammatica e rispettose di ciò che si può o non si può scrivere. Le scritture si devono adeguare ai dettami della grammatica (il 'non si può'), ma il parlato ha maggiori libertà.

La produzione letteraria di Daniello Bartoli. comprende opere di carattere licenzioso. comprende opere di carattere ameno. comprende opere di carattere filosofico e scientifico. comprende opere di carattere storiografico, retorico, linguistico e scientifico.

Quali sono le opere di interesse linguistico scritte da Daniello Bartoli?. Il torto e il diritto del non si può" e la "Ricreazione del savio". Il "trattato di ortografia" e una grammatica dell'italiano. Il torto e il diritto del non si può", un "trattato di ortografia", e, relativa alla privata attività di scrittore, la "Selva di parole" rimasta inedita fino a poco tempo fa. Il torto e il diritto del non si puÚ" e gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone".

Individuate quale fra i seguenti tratti fonetici non compare nella prosa del Bartoli. tratti 'arcaici' dal punto di vista fonetico come la conservazione del dittongo dopo consonante + r. rispetto della regola del dittongo mobile. conservazione esclusiva del nesso latino di consonante + l. latinismi fonetici sebbene non particolarmente marcati.

Individuate quale fra i seguenti tratti morfologici non compare nella prosa del Bartoli. L'uscita in -e dei nomi femminili della III classe latina. Desinenze -ano e -ono per le III persone pl. del presente indicativo a seconda che si tratti della I coniugazione o delle coniugazioni II e III. Uscita in -a della I persona dell'imperfetto. L'articolo il.

Dall'analisi delle occorrenze lessicali nel brano della RiCreazione del savio di Daniello Bartoli possiamo desumere. una ampia indipendenza da quanto registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca. una integrale fedeltà del Bartoli a quanto è registrato nelle due edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca che egli potè consultare. una sostanziale indifferenza nei confronti della precedente attività lessicografica. una sostanziale fedeltà al lessico toscano registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca pur con un aggiornamento che attesta non cieca sottomissione.

Indicate la risposta errata. La lingua del Bartoli dimostra la vittoria della tesi arcaizzante del Bembo. utilizzando l'uscita in -e dei plurali femminili della III declinazione latina dei nomi e della II declinazione latina degli aggettivi. rispettando la regola del dittongo mobile. conservando i dittonghi dopo palatale e dopo consonante + r. accettando forme come "lieva" e "siegua".

Come si spiega la presenza del dittongo in sillaba atona nella forma "primieramente"?. Con l'ascendenza francese del dittongo e soprattutto con la consapevolezza della natura di composto degli avverbi in -mente (nel primo elemento il dittongo era sotto accento). Con la regola del dittongo mobile. Per estensione analogica dato che Bartoli usa anche "primiera". Con le regole del dittongamento toscano.

Rispetto alle edizioni del Vocabolario della Crusca che egli potè consultare, il lessico di Daniello Bartoli. mostra anticipazioni rispetto alla I edizione. mostra anticipazioni rispetto alla II edizione. mostra anticipazioni rispetto alla IV edizione. mostra anticipazioni rispetto alla III edizione.

Individuate la risposta errata. Nella prosa del Bartoli l'enclisi a forme finite del verbo avviene di preferenza in presenza di forme verbali monosillabiche. Nella prosa del Bartoli l'enclisi è sostanzialmente libera e soggiace a scelte di tipo stilistico. Nella prosa del Bartoli l'enclisi è molto frequente dopo infinito dato l'alto numero di occorrenze di questo modo verbale. Nella prosa del Bartoli il rispetto della legge Tobler-Mussafia è assoluto in tutte le condizioni.

Indicate la risposta errata. Qual è la situazione dell'enclisi nella prosa di Daniello Bartoli?. Sostanzialmente coincidente con le condizioni moderne (enclisi dopo modi infiniti e dopo imperativo). L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche toniche e polisillabi ossitoni). L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche atone e polisillabi parossitoni). E' possibile dopo avverbi.

In quale modo è possibile distinguere il valore nominale dal valore verbale di infiniti e participi?. Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata al participio, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso dell'infinito. Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata all'infinito, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso del participio. Sulla base della collocazione nella frase. Sulla base del significato.

Indicate quale delle seguenti figure retoriche non è presente in maniera caratteristica e rilevante nella prosa del Bartoli. L'iterazione anche coniugata alla variatio. La metafora. Asindeto e polisindeto. L'antitesi anche nella forma dell'ossimoro.

Indicate quale, fra le seguenti caratteristiche, non può essere attribuita alla prosa di Daniello Bartoli. Presenza sporadica della risalita del clitico adottata come opzione di carattere stilistico. Presenza di infiniti e participi sostantivati. Prosa secca improntata al ragionamento e alla riflessione. Presenza di latinismi che tendono ad affiancare le forme non latineggianti come variante tecnicizzata.

In quale forma si presenta il parlato nella prosa di Daniello Bartoli?. Attraverso la retroazione. Attraverso la deissi. In forma mimetica, attraverso la prosopopea, mediante l'uso di interrogazioni, esclamazioni, interiezioni. Attraverso la presupposizione.

Cosa si intende per stile nominale?. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza e dagli ausiliari. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo "essere" o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto). La presenza di frasi prive del verbo, non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza, dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto.

Individuate la risposta errata. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti forme infinite del verbo, e in particolare il participio presente. Nella prosa del Bartoli è frequente lo stile nominale. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti gli infiniti sostantivati. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti i gerundi.

Individuate quale delle seguenti figure retoriche non compare nella prosa del Bartoli come elemento di coesione testuale. ellissi. anafora. figura etimologica. iterazione sinonimica.

Cosa si intende per ordine diretto e ordine inverso?. Per ordine diretto si intende la sequenza VCS dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso la loro libera disposizione (VCS, VSC, SCV, CSV, CVS). Per ordine diretto si intende la sequenza VSC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C.

Il paragone con la Francia e il francese. innescò in Italia riflessioni importanti sul legame tra condizioni linguisitche e situazione politica. imbarbarì i costumi e la lingua italiana. determinò un tentativo vano di imitazione pedissequa delle condizioni politiche e culturali francesi. fu motivo di scoraggiamento e aumentÚ la dipendenza alla moda francesizzante.

Nel Settecento, il francese venne considerato 'lingua della ragione. perchè era stato descritto in diverse 'grammatiche ragionate'. perchè ammetteva ordini marcati diversi da quello diretto. perchè era la lingua degli illuministi. perchè ammetteva solo l'ordine diretto dei costituenti della frasi.

Quali furono le condizioni storiche e culturali che incoraggiarono la moda francesizzante del Settecento italiano?. la fine del predominio spagnolo in italia per l'intervento militare francese. il lungo regno di Luigi XIV (il Re Sole). il prestigio politico e culturale della Francia e viceversa il frazionamento culturale e politico italiano. la nascita del romanzo in Francia.

Indicate quale delle seguenti affermazioni Ë giusta. Nella querelle des anciens et des modernes Racine sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni. Nella querelle des anciens et des modernes Jean Racine sosteneva la superiorit‡ dei moderni in fatto in fatto di letteratura e di poesia. Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza fra antichi e moderni. Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni, la superiorit‡ dei moderni in fatto di scienza e filosofia, l'uguaglianza o la superiorit‡ degli antichi in fatto di letteratura e di poesia.

Indicate quale delle seguenti affermazioni Ë falsa. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi l'italiano e il francese furono caratterizzati il primo come incline a libert‡ sintattica e disponibile all'ordine inverso, il secondo come incline alla fissit‡ sintattica stabilita da un ordine diretto che il Bouhours considerava naturale. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il secondo qualificÚ l'ordine inverso come segno di propensione di una lingua all'espressione dell'immaginazione, l'ordine diretto come segno di propensione di una lingua all'analisi. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava tutta la tradizione letteraria italiana, in difesa della quale il secondo scrisse le Considerazioni sopra un famoso libro franzese. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava l'artificiosit‡ della letteratura italiana barocca, ma in difesa delle libert‡ sintattiche dell'italiano scesero, oltre all'Orsi, Ludovico Antonio Muratori e Anton Maria Salvini.

Fontenelle sosteneva. la superiorità degli antichi in fatto di letteratura, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la scienza e la filosofia. la superiorità della cultura moderna. la superiorit‡ della cultura antica. a superiorit‡ degli antichi in fatto di scienza e filosofia, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la letteratura e la poesia.

La polemica Orsi-Bouhours. innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue e i loro differenti caratteri intrinseci (il "genio delle lingue"). inasprì gli animi. innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue fondando la linguistica generale. creò tensioni diplomatiche fra Italia e Francia.

Quale dei seguenti intellettuali non scese in campo per difendere la posizione dell'Orsi contro il Bouhours?. Francesco Algarotti. Anton Maria Salvini. Eustachio Manfredi. Ludovico Antonio Muratori.

A quale periodo risale la polemica Bouhours-Orsi?. Al primo decennio del XVIII secolo. Alla met‡ del XVIII secolo. All'ultimo decennio del XVII secolo. Alla met‡ del XVII secolo.

Indicate la risposta errata. Francesco Algarotti mostrava come in Italia l'Accademia della Crusca, non essendo un organo istituzionale, non aveva potuto svolgere la medesima funzione dell'AcadÈmie franÁaise. Francesco Algarotti affermÚ la superiorit‡ dell'Accademia della Crusca sull'AcadÈmie franÁaise in quanto la prima aveva costruito con il Vocabolario un tesoro della tradizione letteraria italiana. Il paragone fra AcadÈmie franÁaise e l'Accademia della Crusca evidenziava nelle due istituzioni finalit‡ divergenti: rivolta verso il futuro la prima, verso il passato la seconda. Francesco Algarotti individuava nell'AcadÈmie FranÁaise un importante istituto di regolamentazione e promozione della lingua e della letteratura francesi.

Nella Rinunzia avanti notaio al VoCabolario della CrusCa di Alessandro Verri si afferma. che ogni lingua moderna necessita di una precisa codificazione grammaticale. che ogni parlante ha il diritto di inventarsi la sua lingua personale. che per arricchire una lingua Ë necessario ricorrere a prestiti da altre lingue. che nel Settecento la lingua italiana Ë giunta al suo massimo livello di perfezione.

Indicate la risposta errata. Dopo il 17б7 il sodalizio intellettuale fra i due fratelli Pietro e Alessandro Verri si interrompe. Il giornale "Il CaffË" fu pubblicato fra il 17б4 e il 17бб. Pietro e Alessandro Verri furono i promotori dell'Accademia dei Pugni (17б2-17б3). Pietro Verri si era laureato in Lettere ed era un letterato puro a differenza del fratello Alessandro.

Chi incoraggiÚ la stesura del trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria e ne corresse la lingua?. Alessandro Manzoni. Alessandro Verri. Giuseppe Parini. Pietro Verr.

"Dispotico". Ë un francesismo settecentesco. Ë un latinismo. Ë una parola di tradizione ininterrotta. Ë un termine attestato per la prima volta nel XVII secolo, ma che nel Settecento vede la nascita anche del derivato "dispotismo".

L'uso dell'apocope nella "Rinunzia" di Alessandro Verri. indica un uso linguistico ben educato alla tradizione letteraria. indica il rifiuto di Verri dei dettami puristici della Crusca. indica l'adeguamento di Verri alla lingua del Trecento. indica l'adeguamento alle caratteristiche fonetiche del francese.

Indicate la risposta errata. In che cosa consistono le caratteristiche grafiche e interpuntive settecentesche non coincidenti con quelle moderne?. Nel differente uso, rispetto alle abitudini moderne, della maiuscolizzazione di nomi e aggettivi. Nell'uso dell'unico accento acuto. Nell'uso del grafema j in trittonghi interni e in dittonghi iniziali e finali di parola. Nell'uso della virgola davanti a "e" e "che".

Pedantismo. Ë un arcaismo. Ë un francesismo settecentesco. Ë un termine nato nella commedia del Cinquecento. Ë un neologismo verriano che si fa forte del successo del suffisso -ismo proprio dell'Illuminismo.

Nella Rinunzia avanti notaio d di Alessandro Verri la standardizzazione della lingua Ë meno forte. sul piano ortografico e interpuntivo. sul paino sintattico. sul piano fonetico. sul piano morfologico.

Indicate la corretta definizione di "calco" e "prestito". il prestito (che si distingue in formale, semantico e sintattico) Ë la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole gi‡ esistenti nella lingua d'arrivo; il calco Ë l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo. l prestito (acclimatato o adattato) Ë la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole gi‡ esistenti nella lingua d'arrivo; il calco Ë l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalit‡ formali, semantiche o sintattiche. il calco (acclimatato o adattato) Ë la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole gi‡ esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito Ë l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalit‡ formali, semantiche o sintattiche. il calco (che si distingue in formale, semantico e sintattico) Ë la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole gi‡ esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito Ë l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo.

Nella Rinunzia avanti notaio al VoFabolario della CrusFa Alessandro Verri non usa. francesismi fraseologici. francesismi fonetici. neologismi. arcaismi.

Nella Rinunzia avanti notaio al VoFabolario della CrusFa di Alessandro Verri si afferma. che lo scrittore ha diritto ad una libert‡ lessicale assoluta. che lo scrittore ha diritto ad una libert‡ lessicale autorizzata dagli scrittori precedenti. che lo scrittore ha diritto ad una libert‡ lessicale nella misura in cui il lessico sia autorizzato dall'uso. che lo scrittore ha diritto ad una libert‡ lessicale in dipendenza delle esigenze del messaggio.

Indicate l'affermazione errata. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta l'esistenza nel Settecento di usi interpuntivi non pi˘ in uso nell'italiano moderno. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non Ë ancora avvenuta la generalizzazione dell'uso dell'accento sui monosillabi a solo scopo diacritico. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento Ë ormai raggiunta la scomparsa dell'uso grafico di j nei dittonghi iniziali di parola e nei trittonghi all'interno di parola. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non Ë ancora rigidamente normato l'uso delle maiuscole iniziali secondo le regole moderne dell'italiano.

Indicate quale dei seguenti tratti non caratterizza la prosa della Rinunzia di Alessandro Verri. è regolare l'alternanza di e davanti a parola che inizia per consonante e di ed davanti a parola che inizia per vocale. L'esito di -YJ- Ë univocamente l'affricata dentale -z. Uso di un lessico di tradizione che non si preclude l'uso di francesismi. Misurato uso delle apocopi di tradizione letteraria.

Quale delle seguenti affermazioni Ë falsa?. il neologismo Ë una forma che viene creata ex novo attraverso le regole di formazione di parola dell'italiano. il prestito Ë la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel duplice aspetto del significato e del significante. il calco linguistico Ë la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel solo aspetto del significato. il calco linguistico Ë un prestito adattato sia fonologicamente che morfologicamente.

Nella sintassi la Rinunzia di Alessandro Verri. si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine diretto. si caratterizza per periodi ampiamente ipotattici. si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine inverso. si caratterizza per anastrofi e iperbati.

Cosa si intende per laconismo e style coupÈ?. Lo style coupÈ (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente seicentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Il laconismo (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupÈ (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Lo style coupÈ (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Il laconismo (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupÈ (propriamente seiecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio.

Cosa si intende per style Foupé?. Una sintassi caratterizzata da periodi brevi e lontani dall'ipotassi. Una sintassi continuamente spezzata ed ellittica. Una sintassi lineare che esprime povert‡ di idee e di immaginazione. Una sintassi tagliata (coupÈe) da continue parentetiche.

Qual Ë la figura retorica che caratterizza la "Rinunzia" di Alessandro Verri?. L'iperbato. L'ironia. L'anastrofe. La dittologia sinonimica.

La costruzione in + gerundio. Ë una formazione moderna. Ë una costruzione ben nota nell'italiano antico, che riprende vitalit‡ nel Settecento per influsso del francese. Ë un arcaismo. Ë un francesismo.

Qual Ë la data della proclamazione del Regno d'Italia?. 1859. 17 marzo 18б1. 20 settembre 1870. 25 settembre 18б5.

Quando avvenne la conquista di Roma da parte del Regno d'Italia?. 1881. 1870. 1875. 1880.

Quali sono le date indicate tradizionalmente a delimitare il XIX secolo considerato 'secolo lungo'?. La Restaurazione (1815) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15). Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 179б) e lo scoppio della seconda Guerra Mondiale (1914-15). Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 179б) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15). Le guerre d'indipendenza e le due guerre mondiali.

Quando la Sicilia viene annessa al Regno di Sardegna?. Nel 18бб (con l'impresa dei Mille e la terza guerra d'indipendenza). Nel 18б0 (con l'impresa dei Mille e il successivo plebiscito dell'ottobre di quell'anno). Nel 1859 (con l'impresa dei Mille e la seconda guerra d'indipendenza). Nel 1870 con la presa di Porta Pia.

Nella periodizzazione Ë utile a distinguere. il primo Ottocento (come un periodo di continuit‡ con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria). il primo Ottocento (come un periodo di discontinuit‡ con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria). il primo Ottocento (come un periodo di continuit‡ con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (in cui si affronta e risolve la questione meridionale). il primo Ottocento (come un periodo di indifferenza ai problemi politici unitari) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla urgenza di quei problemi).

In quale periodo la capitale del Regno d'Italia fu Firenze?. 18б5-1870. 18б1-18б3. 1880-1890. 1870-1872.

Individuate quale descrizione si attaglia alla Legge Casat. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto Ë obbligatorio, il grado medio diviso in due indirizzi (classico e professionale). Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio Ë obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai bambini che eludono l'obbligatoriet‡. Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio Ë obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatoriet‡. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto Ë obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatoriet‡.

Qual Ë la data dell'annessione al Piemonte della Toscana e delle ex-legazioni pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e ForlÏ?. 18б5. 18б0. 1870. 1848.

A caratterizzare la coscienza dei grandi mutamenti intervenuti nell'Ottocento c'Ë chi ha scritto: "Io nacqui veneziano [...]; e morrÚ per la grazia di Dio italiano". Chi Ë l'autore di queste parole?. Antonio Fogazzaro. Francesco Guerrazzi. Ippolito Nievo. Giuseppe Mazzini.

Nel 1911, a cinquant'anni dall'unificazione, l'analfabetismo. si era in media dimezzato (aggirandosi intorno al 50%). si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 40%). si era in media dimezzato (aggirandosi intorno al 40%). si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 50%).

Quale fu il successo attuativo della legge Casati?. Negli anni 18б2-18б3 la frequenza scolastica si attestava intorno al 55% per i maschi e intorno al бб% per le femmine. Negli anni 1892-1893 la frequenza scolastica si attestava intorno al 13% per i maschi e intorno al 15% per le femmine. Negli anni 18б2-18б3 la frequenza scolastica si attestava intorno al 47% per i maschi e intorno al 39% per le femmine. Negli anni 1882-1883 la frequenza scolastica si attestava intorno al 43% per i maschi e intorno al 39% per le femmine.

Individuate quale descrizione si attaglia alla Legge Coppino. Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio Ë obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatoriet‡. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto Ë obbligatorio, il grado medio diviso in due indirizzi (classico e professionale). Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto Ë obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatoriet‡. Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio Ë obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai bambini che eludono l'obbligatoriet‡.

Individuate la risposta corretta. La legge Coppino (1877) fu emanata dal Regno di Sardegna e successivamente estesa al Regno d'Italia. La legge Casati (1859) fu emanata dal Regno d'Italia; pur rendendo obbligatoria la frequenza scolastica non comminava pene severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola. La legge Casati comminava sanzioni severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola. La legge Coppino (1877) riformÚ la scuola elementare, ora di durata quinquennale, rendendo obbligatoria la frequenza del primo triennio, comminando pene severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola.

Qual era la percentuale degli italofoni in Italia al momento della proclamazione del regno unitario?. 84 %. 9,2 %. 25 %. 33%.

. In quali scuole si insegnava il latino?. Le Scuole Pie. Le scuole dei Gesuiti. Le scuole dei Lasalliani. Le Scuole dei Redentoristi.

L'istruzione superiore nel XVII secolo. era prevalentemente tenuta dalla Compagnia di Ges˘, fondata da Ignazio di Loyola. era prevalentemente tenuta dai Redendoristi, fondati da Alfonso de' Liguori. era prevalentemente tenuta dalla Scuole Pie istituite da Giuseppe Calasanzio. era prevalentemente tenuta dalla Compagnia di Ges˘, fondata da Alfonso de' Liguori.

Prima della riforma scolastica del Regno d'Italia. l'insegnamento scolastico di base era per lo pi˘ affidato a istituzioni religiose quali i Gesuiti. l'insegnamento scolastico di base era per lo pi˘ affidato a istituzioni religiose quali le Scuole Pie. l'insegnamento scolastico di base era per lo pi˘ affidato a singoli maestri. l'insegnamento scolastico di base era per lo pi˘ gestito dalle istituzioni locali.

Nel quadro di generale frammentazione linguistica del primo Ottocento. il problema didattico pi˘ importante era censurare il dialetto in classe. il problema didattico pi˘ importante era insegnare il fiorentino e come censurare il dialetto degli alunni. il problema didattico pi˘ importante era come insegnare a leggere e scrivere agli alunni. il problema didattico pi˘ importante era quale italiano insegnare e in che modo gestire la dialettofonia degli alunni.

Qual Ë la data dell'annessione al Piemonte della Lombardia?. 1848. 1859. 1870. 18б5.

A quale corrente linguistica appartiene Vincenzo Monti?. Purismo. Neotoscanismo. Classicismo. Manzonismo.

Secondo NiccolÚ Tommaseo. la norma linguistica risiede nella tradizione letteraria italiana, senza rinnegare l'uso italiano contemporaneo. la norma linguistica risiede nell'uso toscano vivo laddove sia confermato dalla lingua degli scrittori. la norma linguistica risiede nell'uso toscano vivo, senza perÚ rinnegare la tradizione letteraria italiana. la norma linguistica risiede nell'italiano del Yrecento.

Basilio Puoti. esprime la medesima posizione puristica di Antonio Cesari. si pone in posizione antitetica al purismo. Ë un classicista. pur riconoscendo nel Yrecento un modello linguistico e letterario, rispetto alle posizioni di Antonio Cesari mostra aperture verso il Cinquecento e introduce censure per gli stili comici trecenteschi.

Indicate la risposta errata. L'abate Antonio Cesari. afferma la superiorit‡ di natura del fiorentino trecentesco. afferma che nel Yrecento tutti parlavano e scrivevano bene pur con gradazioni differenti a seconda degli strati sociali. la lingua a lui contemporanea della citt‡ di Firenze non Ë un modello da seguire. ritiene che non sia utile essere fiorentini di nascita per scrivere e parlar bene.

Melchiorre Cesarotti con il suo "Saggio sulla filosofia delle lingue" (1800). si colloca in una tradizione cruscante di tipo puristico. anticipa la rivalutazione romantica del patrimonio linguistico nazionale proponendo un dizionario di tecnicismi e termini scientifici. anticipa le posizioni dei neotoscanisti. si pone in posizione antagonistica con il Romanticismo proponendo un dizionario di tecnicismi e termini scientifici.

Il padre Onofrio Branda esprimendo le sue posizioni linguistiche nel 1759 si dimostra. un seguace del neotoscanesimo. un anticipatore delle posizioni romantiche a favore del patrimonio linguistico nazionale. un anticipatore del neotoscanesimo. un purista.

Il classicismo ottocentesco. impersonato da Vincenzo Monti rifiutava la lingua del Cinquecento. impersonato da Vincenzo Monti auspicava l'immissione nelle scritture di tratti del parlato. impersonato da Vincenzo Monti si opponeva al purismo. impersonato da Vincenzo Monti rifiutava la lingua del Yrecento.

I massimi esponenti del neotoscanismo ottocentesco furono. NiccolÚ Yommaseo e Alessandro Manzoni. Vincenzo Monti e Pietro Giordani. NiccolÚ Yommaseo e Giovan Battista Niccolini. Pietro Giordani e NiccolÚ Yommaseo.

Chi scrisse la Proposta di alFune giunte e Forrezioni al VoFabolario della CrusFa?. NiccolÚ Yommaseo. Pietro Giordani con la collaborazione di Leopardi. Vincenzo Monti con la collaborazione di Giulio Perticari. Antonio Cesari.

Qual era il grado di analfabetismo degli italiani al momento dell'Unificazione italiana?. 75% per gli uomini, 84 % per le donne. 90% per ambo i sessi. 45% per gli uomini, б0 % per le donne. 45% per gli uomini, 39% per le donne.

Cosa Ë la cosiddetta CrusFa veronese?. una nuova edizione (180б-1811) del Vocabolario degli Accademici della Crurca accresciuta di voci del Yrecento. una ristampa della IV edizione (1729-1738) del Vocabolario degli Accademici della Crurca. un'accademia simile alla Crusca, ma con sede a Verona. una ristampa della III edizione (1б91) del Vocabolario degli Accademici della Crurca.

Il purismo ottocentesco. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nella lingua del Yrecento. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana nella lingua del Yrecento. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Yrecento. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Yrecento.

Individuate qual Ë l'associazione errata fra posizione teorica e suo esponente?. Neo-toscanismo > NiccolÚ Yommaseo; Purismo > Antonio Cesari; Classicismo > Giulio Perticari. Neo-toscanismo > Alessandro Manzoni; Purismo > Antonio Cesari; Classicismo > Basilio Puoti. Neo-toscanismo > NiccolÚ Yommaseo; Purismo > Antonio Cesari; Classicismo > Pietro Giordani. Neo-toscanismo > Giovan Battista Niccolini; Purismo > Basilio Puoti; Classicismo > Vincenzo Monti.

Sul quadro dell'insegnamento linguistico conseguente alle riforme scolastiche del Regno d'Italia siamo informati. da oppositori della monarchia sabauda. da precise indagini statistiche svolte nelle scuole. da inchieste giornalistiche. da numerose ispezioni volte alla verifica del rispetto dei programmi scolastici.

Indicate la risposta errata. Il classicismo. rifiuta gli arcaismi e i termini popolari. accoglie il contributo non toscano alla formazione della lingua letteraria. rifiuta i latinismi. accetta l'arricchimento linguistico tramite l'analogia.

Indicate la risposta errata. NiccolÚ Tommaseo. come Manzoni indica nell'uso vivo della lingua un modello. attribuisce notevole importanza al gusto personale dello scrittore. coniuga istanze dell'uso vivo con la tradizione letteraria. come Manzoni considera un modello la lingua incontaminata degli incolti.

Nell'edizione finale dei Promessi sposi Manzoni si orientÚ. verso una lingua genericamente toscana. verso il fiorentino dell'uso colto. verso il fiorentino delle classi popolari. verso la lingua letteraria.

Qual Ë l'anno di pubblicazione della relazione manzoniana Dell'unit‡ della lingua e dei mezzi per diffonderla?. 1872. 1873. 1847. 18б9.

Qual Ë l'anno di pubblicazione della Lettera a Giacinto Carena?. 1873. 1847. 1880. 18б8.

Quali sono gli argomenti principali che Manzoni espone nella Lettera a Giacinto Carena?. Il toscano Ë la lingua italiana, la sinonimia Ë una risorsa della lingua. Il fiorentino Ë la lingua italiana, la sinonimia Ë una disgrazia, piuttosto che una risorsa della lingua. Il fiorentino Ë la lingua italiana, la sinonimia Ë una risorsa della lingua. Il toscano Ë la lingua italiana, la sinonimia Ë una disgrazia, piuttosto che una risorsa della lingua.

Quale di queste idee non rispecchia le idee di Manzoni espresse nella relazione Dell'unit‡ della lingua e dei mezzi di diffonderla?. Ai parlanti e agli scriventi non toscani doveva essere proposto come modello il fiorentino dell'uso colto. L'unificazione linguistica doveva procedere 'sostituendo' a ciascun dialetto la lingua fiorentina. L'unificazione linguistica non poteva essere raggiunta proponendo agli italiani una lingua gi‡ esistente e omogenea. La diffusione del fiorentino vivo doveva avvenire tramite l'invio di insegnanti elementari toscani.

Qual Ë la scelta linguistica di Manzoni nell'ultima redazione dei Promessi Sposi (1840)?. Il fiorentino non plebeo. La lingua scritta in Yoscana dalle classi medie. Il fiorentino parlato dalle classi colte. Il fiorentino di tradizione letteraria.

La lingua del Fermo e Lucia Ë caratterizzata. da un fondo di fiorentino contemporaneo e da vari elementi lombardi e francesi. da un fondo di lombardo e da vari elementi toscani e francesi. da un fondo di italiano parlato e da vari elementi lombardi e francesi. da un sostanziale ibridismo fra toscano letterario e vari elementi lombardi e francesi.

Le scelte linguistiche operate da Manzoni nella prima edizione dei Promessi sposi sono determinate dalla volont‡ di. avvicinarsi il pi˘ possibile alla lingua dell'uso medio. avvicinarsi il pi˘ possibile alla lingua letteraria di base toscana. avvicinarsi il pi˘ possibile all'uso toscano, pur attingendo a materiali libreschi. avvicinarsi il pi˘ possibile alla lingua parlata.

Il Proemio di Graziadio Isaia Ascoli all'"Archivio Glottologico italiano". prende spunto dalla pubblicazione della lettera manzoniana a Giacinto Carena. prende spunto dalla pubblicazione del Dizionario dei rinonimi di NiccolÚ Yommaseo. prende spunto dalla pubblicazione del Nòvo Vocabolario di Giorgini-Broglio. prende spunto dalla relazione manzoniana Dell'unità della lingua e dei mezzi per diffonderla.

Il purista ottocentesco Basilio Puoti. riconosceva la purezza della lingua italiana esclusivamente nella lingua del Yrecento. riconosceva la purezza della lingua italiana nel fiorentino del Yrecento. riconosceva la purezza della lingua italiana negli scrittori del Yrecento. riconosceva la purezza della lingua italiana nel fiorentino del Yrecento con alcune aperture verso autori del Cinquecento.

Indicate quale delle seguenti considerazioni non Ë espressa da Ascoli nel Proemio all'"Archivio glottologico italiano". La situazione sociolinguistica dell'Italia Ë ben diversa da quelle della Francia e della Germania. La lingua Ë un prodotto della societ‡ e le imposizioni linguistiche dall'alto sono destinate al fallimento. In Italia, a fronte di tante eccellenze letterarie ed intellettuali, troppo ristretto Ë il ceto dei minori e minimi. In Italia il centro culturale non Ë Firenze, ma al massimo potrebbero ambire a quel ruolo Milano o Roma.

Graziadio Isaia Ascoli. fu un dialettologo, che, prima della polemica con Manzoni, si era sempre occupato solo di lingue moderne. fu un comparatista, che, prima della polemica con Manzoni, si era sempre occupato solo di lingue classiche. fu un linguista dilettante, fondatore dell'"Archivio glottologico italiano", seguace di Saussure. fu un linguista e dialettologo, fondatore dell'"Archivio glottologico italiano", seguace delle teorie Neogrammatiche.

Fra le seguenti risposte indicate quella errata. Alla proposta manzoniana di identificare nel fiorentino contemporaneo parlato dalle persone colte la lingua della nuova nazione furono contrapposte differenti obiezioni. Piuttosto che nel fiorentino di citt‡, parlato dalle persone colte, la lingua della nazione va ricercata nella purezza arcaica dei parlanti meno colti. L'italiano esiste gi‡ e va identificato con l'italiano scritto di tradizione letteraria. La citt‡ di Firenze, come non esprime il centro culturale della nazione, non puÚ esprimere la lingua nazionale. L'italiano esiste gi‡ e va identificato con l'italiano parlato da un capo all'altro della Penisola.

Secondo Graziadio Isaia Ascoli, l'unificazione linguistica. doveva essere raggiunta attraverso il sistema scolastico. doveva essere raggiunta attraverso un intervento guidato dalle istituzioni. doveva essere raggiunta attraverso la diffusione della lingua letteraria di base fiorentina. dipendeva da fattori extralinguistici.

Indicate la risposta errata. Per la revisione della I minuta dei Promessi sposi Manzoni. consultÚ il Vocabolario milanese di Francesco Cherubini. consultÚ la produzione comica cinquecentesca. consultÚ la III edizione del Vocabolario della Crusca. consultÚ la Crusca veronese.

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