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Linguistica italiana

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Linguistica italiana

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Gobbato LM14 lez 2-29

Creation Date: 2026/10/16

Category: Others

Number of questions: 227

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Quale dei seguenti tratti linguistici non caratterizza la lingua scritta?. Pianificazione testuale. Riflessione preventiva sulle strategie enunciative. Pianificazione sintattica. Presupposizione.

Quale di queste risorse non è messa a frutto dalla lingua orale?. linguaggio paraverbale. linguaggio prossemico. possibilità di retroazione. pianificazione sintattica.

In che modo la differenza fra lingua orale e lingua scritta impone un diverso utilizzo degli assi sintagmatico e paradigmatico. Lingua orale attua la selezione (asse paradigmatico) e la combinazione (asse sintagmatico) con una coerenza inferiore rispetto alla lingua scritta, come dimostra nella lingua orale la presenza di approssimazioni lessicali e sintattiche. Nella lingua orale non si ricorre alla disposizione sull'asse sintagmatico. Nella lingua orale non si utilizza la selezione sull'asse paradigmatico. Nella lingua orale non si ricorre alla disposizione sull'asse paradigmatico.

Che cosa è la deissi?. La deissi è l'insieme delle conoscenze condivise da emittente e destinatario del messaggio. La deissi è l'insieme dei tratti linguistici condivisi da emittente e destinatario del messaggio. La deissi è l'insieme dei tratti linguistici che fanno appello alla situazione spazio-temporale condivisa da emittente e destinatario del messaggio. La deissi è il richiamo alla situazione spaziale in cui avviene la conversazione.

La raccolta di Arrigo Castellani, La prosa italiana delle origini. Testi toscani di carattere pratico, contiene. statuti, testimonianze processuali, lasciti testamentari, atti di compravendita, ricordi di carattere storico. statuti, testimonianze processuali, opere di carattere storico. testimonianze processuali, atti di compravendita, opere letterarie in forma di dialogo. trattati, statuti, atti di compravendita.

Quale delle seguenti caratteristiche non è propria del testo letterario?. Precisa e univoca individuazione di un destinatario. utilizzo di una lingua meno ancorata alla contingenza e all'uso contemporaneo all'autore. Espressione di una particolare intentio auctoris che non si esaurisce nelle contingenze spaziali e cronologiche in cui il testo è stato prodotto. espressione di un messaggio (contenuto) che si avvale anche di requisiti formali funzionali alla intentio auctoris.

La variazione diafasica. diversamente dalla variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante. come la variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante. come la variazione diastratica, è legata univocamente al parlante. diversamente dalla variazione diastratica, è legata univocamente al parlante.

Indicate, fra le seguenti, quale funzione non appartiene a quelle individuate nel linguaggio da Roman Jakobson: sintagmatica. fàtica. emotiva. poetica.

La variazione diamesica. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo. indica la variazione della lingua condizionata dal mezzo di trasmissione del messaggio. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall'appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali.

La variazione diafasica. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, in relazione allo spazio. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall'appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali.

L’asse di variazione diastratico riguarda le varietà linguistiche condizionate. dalla situazione comunicativa. dal mezzo tramite il quale è veicolato il messaggio linguistico. dall'appartenenza a determinati gruppi sociali. dallo spostamento nello spazio.

Cosa si intende con idioletto?. È la varietà individuale di un codice linguistico, cioè le caratteristiche personali mediante le quali un individuo realizza la lingua standard. È un uso particolare della lingua. È il risultato, in una certa regione, del mescolamento di lingua standard e di dialetto. È il mescolamento da parte di un individuo della lingua standard e del dialetto.

Qual è il significato moderno di stile (letterario)?. È ciò che caratterizza un autore. Con il termine di "stile" si definisce il coefficiente di distanza (scarto) con cui un autore utilizza in maniera personale lo strumento sociale della lingua. È il riflesso nell'opera letteraria delle abitudini di vita di un autore. È l'insieme di caratteristiche ricorrenti di un autore.

Il termine saussuriano langue designa. il repertorio fonetico, morfologico, sintattico e lessicale che una lingua mette a disposizione del parlante. l’atto di fonazione che dà realizzazione concreta alle possibilità espressive di una lingua. la varietà standard, codificata nelle grammatiche, di una determinata lingua. nessuna delle risposte precedenti è corretta.

A quale corrente culturale è associata la moderna concezione di stile?. Al Barocco. All'Illuminismo. Al Neoclassicismo. Al Romanticismo.

Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. Già in latino classico stilus, oltre che 'bacchetta per incidere sulla cera', indica l'insieme di caratteristiche formali che accomuna gruppi o tipi di testi. In periodo medievale stilus, oltre che 'bacchetta per scrivere' e dunque sinonimo di 'penna', individua veri e propri generi letterari. Nel Cinquecento italiano il concetto di stile non ha alcun valore, nonostante la riflessione innescata dalla scoperta della Poetica di Aristotele. Nel periodo romantico nasce il concetto moderno di stile come espressione linguistica dell'individualità.

A quale atteggiamento deve essere associato il concetto classico e medievale di stile?. Ad un atteggiamento descrittivo. Ad un atteggiamento critico. Ad un atteggiamento interpretativo. Ad un atteggiamento precettivo (normativo).

Quali erano le componenti della retorica classica?. Elocutio e ornatus. Inventio, dispositio e actus. Inventio, dispositio, elocutio (e ornatus), actio. Inventio, elocutio, ornatus e actio.

Basilio Puoti proponeva ai suoi studenti. di avvicinarsi alle posizioni classiciste, ma con cautela e mantenendo un approccio critico. di imitare la naturalezza degli scrittori antichi, evitando però il registro basso della lingua. di attenersi all’uso vivo della città di Firenze. di prendere a modello i grandi autori toscani del Cinque e del Seicento.

L'apocope è. la caduta delle vocali e e o (raramente i, in antico anche occasionalmente a) finali di parola davanti a parola che inizia per consonante, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante. la caduta di una vocale in fine di parola. la caduta delle vocali e e o (raramente i, in antico anche occasionalmente a) finali di parola davanti a parola che inizia per vocale, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante. la caduta delle vocali finali di parola, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante.

Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. La storia della parola stile nella lingua italiana mostra, entro un progressivo aumento d'uso nel corso dei secoli, una sostanziale preferenza nell'uso in poesia in antico (secoli XIII-XV), di contro ad una preferenza d'uso in prosa nei secoli più recenti ((XVI-XX secolo). La storia della parola stile nella lingua italiana mostra un progressivo e armonico aumento dal Duecento al Novecento in qualsiasi contesto d'uso. La storia della parola stile nella lingua italiana mostra, entro un progressivo aumento d'uso nel corso dei secoli, due picchi significativi nel Cinquecento (in concomitanza con il Classicismo) e nell'Ottocento (in concomitanza con il periodo Romantico). Lungo la storia della lingua italiana si rilevano tre significati della parola stile, tutti compresenti nel Trecento: 1) 'modo di comportarsi secondo un'abitudine inveterata'; 2) 'bacchetta per incidere su un supporto duro, utilizzata dai pittori'; 3) 'modo di scrivere'.

Per Ugo Foscolo. lo stile è lo scarto dalla norma sociale della lingua. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo e la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, ne tradisce il significato. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizione. lo stile è l'espressione letteraria più adatta in conformità agli argomenti trattati nel rispetto della tradizione retorica classica.

Per Torquato Tasso. lo stile è l'espressione letteraria più adatta in conformità agli argomenti trattati nel rispetto della tradizione retorica classica. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizionelo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizione. lo stile è lo scarto dalla norma sociale della lingua. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo e la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, ne tradisce il significato.

Secondo il giovane Leo Spitzer lo stile è. «il rifiuto consapevole, da parte di un autore, dei materiali linguistici offertigli dalla tradizione». «la differenza che intercorre tra ciò che abbiamo definito “clic” e l’“etimo spirituale” di un autore». «l’impiego pianificato da parte dello scrittore dei materiali linguistici offertigli dalla tradizione». «la capacità di uno scrittore di trasferire nello scritto le movenze della lingua parlata».

Quale di questi linguisti non ha contribuito alla nascita della stilistica?. Wilhelm von Humboldt. Matteo Giulio Bartoli. Ferdinand de Saussure. Hugo Schuchardt.

Cos'è l'"etimo spirituale" di un'opera / di un autore?. Con "etimo spirituale" Leo Spitzer indicava l'interpretazione di un fatto di lingua caratterizzante un'opera /un autore. Sono le motivazioni biografiche che hanno mosso l'autore a scrivere un'opera. E' la molla propulsiva alla scrittura di un'opera da parte di un autore. Con "etimo spirituale" Karl Vossler indicava l'interpretazione di un fatto di lingua caratterizzante un'opera /un autore.

Individuate l'associazione errata fra quelle proposte. Stilistica (genetica e descrittiva) > Leo Spitzer. Stilistica descrittiva > Karl Vossler. Stilistica descrittiva > Charles Bally. Stilistica genetica > Karl Vossler.

Quando nasce la moderna disciplina della stilistica?. Agli inizi del XX secolo, come sviluppo della linguistica sincronica di Ferdinand de Saussure. Agli inizi del XIX secolo con il Romanticismo. La stilistica è il risultato moderno di una lungua tradizione retorica che insegnava a scriver bene. La stilistica nasce in evidente antagonismo con l'idealismo crociano.

Il seguente vocalismo tonico. è il cosiddetto vocalismo sardo. è il cosiddetto vocalismo rumeno. è il cosiddetto vocalismo siciliano. è il cosiddetto vocalismo pan-romanzo.

Il seguente vocalismo tonico. è il cosiddetto vocalismo sardo. è il cosidetto vocalismo pan-romanzo. è il cosiddetto vocalismo siciliano. è il cosiddetto vocalismo rumeno.

In che cosa si distingue il vocalismo atono siciliano da quello fiorentino?. I due vocalismi atoni sono entrambi trivocalici. Il vocalismo atono siciliano è trivocalico, quello fiorentino è pentavocalico. I due vocalismi atoni sono entrambi pentavocalici. Il vocalismo atono siciliano è pentavocalico, quello fiorentino è trivocalico.

I primi autori italiani di romanzi storici dell'Ottocento. di fatto si limitano a riscrivere, attualizzandoli, i grandi cicli narrativi del Medioevo francese. credono nell’utilità della letteratura come strumento educativo. di norma narrano vicende prive di qualsiasi tipo di legame con la realtà presente e passata. considerano la letteratura un semplice strumento di evasione.

Una Ŭ. si evolve in siciliano in u, in fiorentino in o. si evolve in u sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in siciliano in u, in fiorentino in ɔ. si evolve in ɔ sia in siciliano che in fiorentino.

Una Ĭ. si evolve in siciliano in i, in fiorentino in ɛ. si evolve in ɛ sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in e sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in siciliano in i, in fiorentino in e.

Nel passaggio dal latino ai volgari romanzi, il monottongamento di AU > ɔ. non si verifica mai. si verifica esclusivamente nella parte occidentale del dominio romanzo. è caratteristico dei volgari dell'Italia settentrionale. si presenta in maniera non uniforme sul territorio romanzo.

In che cosa si distingue il vocalismo tonico siciliano dal corrispondente fiorentino (panromanzo)?. Entrambi i vocalismi tonici sono pentavocalici. Entrambi i vocalismi tonici sono eptavocalici. Il vocalismo tonico siciliano è pentavocalico, quello fiorentino è eptavocalico. Il vocalismo tonico siciliano è eptavocalico, quello fiorentino è pentavocalico.

Da quali vocali toniche si sviluppano i dittonghi toscani /jε/ e /wɔ/?. Da e (= e chiusa) e o (= o chiusa) in sillaba libera. Da e (= e chiusa) e o (= o chiusa) in sillaba libera. Da ε (= e aperta) e ɔ (= o aperta) in sillaba impedita. Da ε (= e aperta) e ɔ (= o aperta) in sillaba libera.

Nel vocalismo tonico siciliano, ɔ (= o aperta) rappresenta l’evoluzione di. Ō latina. Ŏ latina. Ū latina. Ŭ latina.

Nel vocalismo sardo, da Ō e Ŏ toniche latine si è sviluppata. una o. una u. una ö. una ü.

Il passaggio dal vocalismo tonico del latino a quello che sta alla base dell'italiano prevede. un aumento da sette vocali toniche a dieci. una riduzione da dieci vocali toniche a cinque. un aumento da cinque vocali toniche a dieci. una riduzione da dieci vocali toniche a sette.

Cosa è uno iato?. La sequenza di due vocali appartenenti ad una stessa sillaba. La sequenza di due semivocali appartenenti a sillabe diverse. La sequenza di due vocali. La sequenza di vocale + semivocale o di semivocale + vocale.

Cosa è un dittongo?. La sequenza di due vocali. La sequenza di due vocali appartenenti a due sillabe diverse. La sequenza di due vocali appartenenti ad una stessa sillaba. La sequenza di semivocale + vocale o di vocale + semivocale.

Qual è la sorte romanza dei dittonghi latini?. Il monottongo per AE in tutta la Romània, il monottongo per AU e OE solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano. Il monottongo per AU in tutta la Romània, il monottongo per AE e OE solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano. Il monottongo. Il monottongo per AE e OE in tutta la Romània, il monottongo per AU solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano.

La labiovelare iniziale latina. si evolve sempre riducendosi all'elemento occlusivo. si conserva sempre. si conserva davanti ad A, altrimenti si riduce perdendo l'elemento occlusivo (> /w/). si conserva davanti ad A, altrimenti si riduce perdendo l'elemento labiale (> /k/).

Rispetto al latino il vocalismo tonico sardo. perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali), conservando la differenza di timbro (cinque vocali). conserva la differenza fonologica di quantità (dieci vocali), ma associandovi una differenza di timbro, crea un sistema a sette vocali. perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali) e vi sostituisce una differenza di timbro (cinque vocali). perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali) e vi sostituisce in parte una differenza di timbro (sette vocali).

Perché aura < AURAM è un latinismo?. perché nel passaggio dal latino al volgare il dittongo AU si è evoluto in /ɔ/. perché nel passaggio dal latino al volgare -RA- avrebbe dovuto evolversi in /ja/. perché nel passaggio dal latino al volgare i nomi femminili diventano maschili. perché nel passaggio dal latino al volgare il dittongo AU si è evoluto in /o/.

Il dittongamento toscano avviene nel rispetto delle tre seguenti condizioni. da E ed O brevi latine, sotto accento, in sillaba aperta. da E ed O lunghe latine, sotto accento, in sillaba chiusa. da E ed O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba chiusa. da E ed O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba aperta.

Indicate la risposta errata. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa la e chiusa e la o chiusa in tutti i contesti. L'anafonesi è un fenomeno fonetico di innalzamento della e chiusa e della o chiusa rispettivamente in i e u. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa la e chiusa e la o chiusa solo in particolari contesti fonetici. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che riguarda la e e la o chiusa in contesto fonetico velare e la sola e chiusa in contesto fonetico palatale.

Il passaggio da -AR- intertonico e postonico a -ERdistingue. il fiorentino dagli altri volgari toscani, ma è caratteristico anche di alcuni volgari non toscani. è ignoto al fiorentino. è caratteristico di tutti i volgari toscani. è caratteristico del fiorentino.

L'anafonesi è un fenomeno fonetico. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / in ogni contesto.

Quale delle seguenti forme non presenta il fenomeno della chiusura delle vocali toniche in iato?. TŬUM > tuo. Ĕ(G)O > EO > io. DĔUM > Dio. SĔNIOREM > signore.

Quale di queste affermazioni è falsa?. Il sistema fonologico del siciliano ha tre vocali atone. In siciliano le vocali latine Ē (e lunga) e Ō (o lunga) evolvono rispettivamente in /ɛ/ e /ɔ/. Il sistema fonologico del siciliano ha cinque vocali toniche. In siciliano le vocali latine Ĕ (e breve) e Ŏ (o breve) non dittongano.

L'anafonesi. distingue il fiorentino dall'italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali e dall'italiano. distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali. distingue il fiorentino e l'italiano dai dialetti settentrionali e meridionali.

L’evoluzione lat. SENIOREM > segnore > signore è un esempio. di anafonesi. di dittongamento spontaneo. della chiusura delle vocali protoniche. della chiusura delle vocali toniche in iato.

L'articolo. deriva da una specializzazione semantica del dimosttrativo ILLUM (IPSUM in Sardegna). deriva da un'attenuazione semantica del dimostrativo ILLUM (IPSUM in Sardegna). deriva da una specializzazione semantica di ILLUM (IPSUM in Sardegna). deriva da un'attenuazione semantica dell'articolo ILLUM (IPSUM in Sardegna).

In quali contesti nasce la forma debole dell'articolo determinativo maschile?. Dopo parola uscente in vocale. Dopo parola uscente in consonante. Davanti a parola uscente in vocale. Davanti a parola uscente in consonante.

Cosa si intende per "segno diacritico"?. Per segno diacritico si intende un segno che serve a distinguere l'etimologia della parola. Per segno diacritico si intende un segno alfabetico che serve a non confondere le parole. Per segno diacritico si intende un segno alfabetico che serve a distinguere parole omofone. Per segno diacritico si intende un segno alfabetico o paragrafematico che non ha significato fonetico autonomo, con lo scopo di indicare l'esatta pronuncia o distinguere parole omografe.

A quale caso della declinazione latina si fa risalire l'origine delle parole italiane?. Al nominativo. Per la maggior parte al nominativo. All'accusativo. Per la maggior parte all'accusativo.

Il passivo. latino viene affiancato da una perifrasi composta dal verbo "essere" + participio passato del verbo. nel passaggio dal latino al volgare viene ricreato ex novo. latino viene sostituito da una perifrasi composta dal verbo "avere" + participio passato del verbo. latino ha diretti continuatori nelle lingue romanze.

Il piucheperfetto latino. non ha avuto continuatori sul territorio italiano. in alcune zone del Meridione d'Italia è conservato per esprimere il congiuntivo. in alcune zone del Settentrione d'Italia è conservato per esprimere il congiuntivo. in alcune zone del Meridione d'Italia è conservato per esprimere il condizionale.

Qual è l'origine del futuro romanzo?. Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del presente indicativo di HABERE, *AO. Il futuro romanzo è la continuazione del futuro sintetico latino. Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del perfetto indicativo di HABERE, *EI. Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dalla forma monosillabica del presente indicativo di HABERE, *AO + l'infinito del verbo.

Dal latino all'italiano, nei nessi di consonante + L. la L diventa la vocale /i/. la L si conserva. la L diventa una sonante. la L diventa la semivocale /j/.

L'articolo. è una formazione italiana. è una formazione della parte occidentale della Roània. continua l'articolo latino. è una formazione romanza.

In fiorentino il nesso latino -RJ - (cioè R + i semivocale) evolve in. r : AREA > *ARJA > ara. rj : AREA > *ARJA > aria. re : AREA > *ARJA > area. j : AREA > *ARJA > aia.

Qual è l'ordine delle parole imposto dalla perdita della declinazione nominale e dalla coniugazione verbale latine?. CVS. SVC. VSC. SCV.

La perifrasi latina all’origine del futuro italiano è costituita da: inf. presente + ind. perfetto di esse: CANTARE + FUI. inf. presente + ind. futuro di esse: CANTARE + ERO. inf. presente + ind. imperfetto di habere: CANTARE + HABEBAM. inf. presente + ind. presente di habere: CANTARE + HABEO.

Qual è l'origine del condizionale romanzo?. Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + a forma monossillabica del perfetto indicatìvo di HABERE, *EI. Il condizionale romanzo è la continuazione del congiuntivo latino che esprimeva il modo condizionale. Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del presente di HABERE, *AO. Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dalla forma monossillabica del perfetto indicatìvo di HABERE, *EI + l'infinito del verbo.

La forma italiana quello deriva dal latino. QUELLUM. CUM ELLUM. QUILLUM. (EC)CUM ILLUM.

Le forme dell'articolo determinativo maschile si sono prodotte secondo la sequenza cronologica. (ĬL)LUM > 'l, da cui sono discesi contemporaneamente lo per un verso e il per l'altro. ĬL(LUM) > il > 'l > lo. (ĬL)LUM > lo > 'l > il/el. ĒL(LUM) > el > 'l > il.

Quale di queste parole non è un latinismo?. tribulazione. vezzo. laude. aura.

I fonemi italiani /ʧ/ (per es. cero) e /ʤ/ (per es. gelo). derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali anteriori o palatali. derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali posteriori o velari. derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali di grado medio chiuse. esistevano già in latino.

La perdita della declinazione nominale latina avvenne. progressivamente: in una prima fase il sistema a sei casi si ridusse ad un sistema bicasuale, poi anche esso si ridusse di solito con la perdita del caso nominativo e la sopravvivenza del solo accusativo. una volta per tutte, con la perdita di tutti i casi tranne l'accusativo. in due fasi, con la perdita prima dei casi genitivo, dativo, vocativo, ablativo e poi degli altri. progressivamente: in una prima fase il sistema a sei casi si ridusse ad un sistema bicasuale, poi anche esso si ridusse di solito con la perdita del caso nominativo e la sopravvivenza del solo nominativo.

La più antica produzione letteraria italiana. è sia in prosa sia in poesia, ma la poesia è maggiormente rappresentata da opere originali, mentre la prosa è piuttosto rappresentata da volgarizzamenti. è in prosa. è in poesia. è in poesia e in prosa indifferentemente.

Quali sono gli ambiti tematici della più antica produzione in prosa letteraria italiana?. Scientifico (e medico) e morale. Retorico/oratorio, morale e più genericamente relativo al comportamento, scientifico, storico e infine di intrattenimento. Prevalentemente di intrattenimento, come per esempio i romanzi cavallereschi. Di impegno nel mondo cittadino e comunale.

La Gemma purpurea e i Parlamenti in volgare. sono due liriche di Dante, scritte prima del 1300. sono due opere narrative di Bono Giamboni, scritte prima del 1292. nessuna delle risposte è corretta. sono due opere retoriche di Guido Faba, scritte prima del 1243.

La più antica produzione letteraria italiana. è in prosa e in poesia indifferentemente. è in poesia. è in prosa. è sia in prosa che in poesia, ma la prosa è prevalentemente rappresentata da opere originali mentre la poesia è rappresentata da ttraduzioni.

Indicate la risposta errata. Nel Duecento il dittongo toscano dopo consonante palatale tendeva a ridursi al monottongo. Nel Duecento era viva l'alternanza fra forme toniche dittongate(per es. lieva) e forme atone non dittongate (per es. levasse). Nel Duecento il dittongo toscano dopo cons. + r era ormai ridotto al monottongo. Nel Duecento era viva l'alternanza etimologica fra forma dittongata del pass. rem. (puose /pwɔze/) e forma non dittongata del pres. Indicativo (pone /pone/).

In genere la prosa del Duecento è caratterizzata come. ipotattica. paratattica. ricca dal punto di vista lessicale. stilisticamente variata.

I volgarizzamenti del Duecento sono di preferenza. traduzioni dal latino esclusivamente di opere romanzesche. traduzioni dal latino. traduzioni dal francese. traduzioni di opere morali esclusivamente dal francese.

Quali sono i più antichi testi in prosa italiana di carattere letterario?. La "Rettorica" di Brunetto Latini. I volgarizzamenti di alcuni trattati di Albertano da Brescia. La traduzione di Vegezio di Bono Giamboni. Le opere di Guido Faba, l'Omelia padovana, il volgarizzamento veneziano del "Pamphilus", i romaneschi "Mirabilia urbis Rome" e il "Liber ystoriarum".

La prosa letteraria italiana del Duecento è costituita per lo più. da opere tradotte dal francese per lo più di carattere romanzesco e di contenuto morale. da opere tradotte dal latino per lo più di carattere romanzesco. da opere tradotte dal latino (per lo più di carattere romanzesco) e da opere tradotte dal francese (per lo più di contenuto morale). da opere originali.

Si annoverano tra i più antichi volgarizzamenti italiani. il Pamphilus in antico veneziano, il Novellino, il Liber ystoriarum (Storie de Troya e de Roma). il Pamphilus in antico veneziano, l’omelia volgare padovana, i Mirabilia urbis Romae (Miracole de Roma). i Parlamenta et epistole di Guido Faba, il Pamphilus veneziano, il Liber ystoriarum (Storie de Troya e de Roma). la Gemma purpurea di Guido Faba, il Milione di Marco Polo, il Novellino.

La Carta ravennate e il Frammento piacentino. tramandano i più antichi testi lirici in volgare italiano ad oggi noti. tramandano scritti autografi di Bono Giamboni. sono le più antiche testimonianze manoscritte della lirica siciliana. sono i più antichi documenti scritti in volgare in area italiana.

Bono Giamboni. appartenendo al notariato vuole fare un esercizio di stile. appartenendo ad un ceto intellettuale medio-alto esprime un nuovo pubblico volgare nato all'interno della società comunale. appartenendo ad un ceto che usa solo il volgare, esprime le istanze di un pubblico nato in un contesto politico signorile. appartenendo ad un ceto che usa solo il latino nello scrivere in volgare fa un'operazione ispirata alla pietà e al desiderio di affrancare le masse popolari dall'ignoranza.

Bono Giamboni con il Libro de' Vizi e delle Virtudi. traduce da un originale latino. crea un'opera originale. volgarizza un'opera francese. unisce due fonti principali una latina e una francese che traduce.

Quale delle seguenti forme non presenta il fenomeno della chiusura in protonia?. diletto. infermato. Dio. risposto.

Quali sono le opere di Bono Giamboni. Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro), traduce dal latino (Vegezio e Orosio) e probabilmente compila un trattatello retorico (il Fiore di rettorica). Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro) e traduce dal francese. Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro) e traduce dal latino (Orosio). Bono Giamboni scrive un'opera originale (il Libro de' Vizi e delle Virtudi)), traduce dal latino e dal francese e probabilmente compila un trattatello retorico (il Fiore di rettorica).

Cosa si intende per enunciato e per enunciazione?. L'enunciazione è il prodotto linguistico dell'enunciato, cioè l'atto linguistico. L'enunciazione è l'atto linguistico, l'enunciato il suo prodotto. Enunciato e enunciazione sono categorie narratologiche che pertengono allo statuto di autore implicito e rispettivamente autore storico. L'enunciato riguarda l'autore storico, l'enunciazione l'autore implicito.

Il Fiore di rettorica di Bono Giamboni. è, insieme al Libro de’ Vizî e delle Virtudi , la sola opera originale di Bono Giamboni a noi nota. è insieme volgarizzamento e rielaborazione della Rhetorica ad Herennium. è un volgarizzamento della Rhetorica ad Herennium, noto anche con il titolo di Libro de’ Vizî e delle Virtudi . è l'unica opera originale di Bono Giamboni a noi nota.

Cosa si intende con pressione analogica?. Con pressione analogica si intende l'influenza esercitata da una categoria morfologica su un'altra categoria morfologica analoga. Con pressione analogica si intende l'influenza esercitata da una parola su un'altra allo scopo di ridurne le analogi. Con pressione analogica si intende l'influenza l'una sull'altra di forme differenti del paradigma allo scopo di ridurne o annullare le differenze. Con pressione analogica si intende l'influenza l'una sull'altra di forme analoghe del paradigma allo scopo di esaltarne le differenze.

La regola del dittongo mobile consiste. nell'alternanza di forme dittongate e forme non dittongate. nell'alternanza di forme dittongate e forme non dittongate nel paradigma di una parola a seconda della posizione dell'accento e, meno spesso, a seconda che la sillaba sia libera o chiusa. nella libertà di esprimere o non esprimere il dittongo in sillaba atona. nella libertà di esprimere o non esprimere il dittongo in sillaba tonica.

A quale data inizia a monottongarsi il dittongo toscano dopo consonante palatale?. Nell'XIV secolo. Nel XIII secolo. Nel XV secolo. Nell'XI secolo.

Qual è il significato di rizotonico e rizoatono?. E' rizotonica la parola proparossitona, è rizoatona la parola piana. E' rizotonica la parola proparossitona, è rizoatona la parola piana o ossitona. E' rizotonica la parola accentata sulla radice, è rizoatona la parola accentata sulla desinenza. E' rizotonica la parola accentata sulla desinenza, è rizoatona la parola accentata sulla radice.

Perché nel sistema ortografico italiano si scrive "cielo" (e non "celo")?. La -i- è introdotta come segno diacritico per distinguere il sostantivo dalla I pers. dell'indicativo presente del verbo "celare". Perché il dittongo -AE- si è regolarmente monottongato in e aperta che ha successivamente dato il dittongo toscano -ie-; la grafia conserva traccia dell'antica pronuncia sebbene oggi la -i- sia assorbita dalla affricata precedente e la -i- funzioni solo da diacritico. Perché effettivamente si pronuncia con -i-. Perché il dittongo -AE- si è regolarmente monottongato in e aperta che ha successivamente dato il dittongo toscano -ie-.

A quale fenomeno propriamente fiorentino è riconducibile la forma "sia" (cong. pres. del verbo essere)?. Alla apertura delle vocali toniche in iato. Alla chiusura delle vocali toniche in iato. Alla chiusura in protonia. Al dittongamento toscano.

Luigi Russo definì Amore e patria, il romanzo d’esordio di Giovanni Verga,. «un componimento non certo di scuola, ma pieno di eccessi retorici, scritto nella lingua della Firenze di quel tempo». «scritto in un italiano approssimativo, ma dall’altra parte – e questo è senz’altro un pregio – del tutto privo di enfasi patriottica e civile». «un prolisso componimento di scuola, pieno d’imparaticci, scritto in un italiano approssimativo». «un discreto componimento, scritto con poche incertezze in un italiano già piuttosto scorrevole».

Qual è il significato stilistico del gerundio in apertura del brano di Bono Giamboni analizzato durante il corso?. Il ricorso ad un modo finito introduce una nozione di forte movimento all'avvio del Libro. Il ricorso ad un modo infinito introduce una nozione acronica e intima del punto di partenza del Libro. Il ricorso al gerundio ha lo scopo di introdurre considerazioni razionali e logiche fin dal punto di partenza del Libro. Il ricorso al gerundio ha lo scopo di indicare contemporaneità d'azione.

Nella lingua di Bono Giamboni a quale delle sue componenti va ascritta l'inversione del soggetto al verbo nella frase interrogativa (per. es. "perché mi facesti tu venire in questo misero mondo?")?. al latino. al fiorentino. alle lingue romanze. al provenzale.

Indicate quale delle affermazioni seguenti è giusta. La forma non dittongata core, non può essere un sicilianismo, bensì, mancando del dittongamento, solo un latinismo. La forma Deo può essere solo un latinismo perché in siciliano la e tonica può derivare solo da Ī e Ĭ. La forma meo non è toscana, ma compare nella poesia toscana per influsso della poesia siciliana. La forma non dittongata mei è perfettamente fiorentina, perché pl. di meo.

Cosa si intende con 'riduzione dei dittonghi discendenti'. La riduzione al solo elemento vocalico. La caduta di un dittongo in fine di parola. La riduzione al solo elemento semivocalico. La caduta della vocale finale.

Quali sono le condizioni che incoraggiano la riduzione dei dittonghi discendenti?. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei monosillabi e in condizioni di proclicità sintattica. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei polisillabi e in condizioni di tonicità sintattica. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei polisillabi e in condizioni di proclicità sintattica. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei monosillabi e in condizioni di tonicità sintattica.

Quale di queste parole presenta un'apocope sillabica?. fu. bel. quel. po'.

Nel passaggio dal latino VIRIDEM all'italiano verde quale fenomeno fonetico generale riscontriamo?. L'apocope. L'epitesi. La sincope. L'epentesi.

In quale di queste parole si riscontra il fenomeno della chiusura in protonia?. lutto. nipote. malvagio. abellire.

In che cosa consiste il fenomeno dell'aferesi?. Nella caduta di un elemento iniziale di parola. Nella caduta di un elemento finale di parola. Nell'aggiunta di un elemento finale di parola. Nell'aggiunta di un elemento in posizione iniziale di parola.

L'elisione è. la caduta di una vocale finale di parola davanti a parola che inizia per vocale. la caduta di una "e" di una "o" finali di parola davanti a parola che inizia per vocale. la caduta di una vocale finale di parola davanti a parola che inizia per consonante. la caduta di una "e" o di una "o" finali di parola.

Il dittongo ascendente è. un dittongo composto da due semivocali. un dittongo il cui elemento semivocalico precede l'elemento vocalico. un dittongo il cui elemento vocalico precede l'elemento semivocalicovocalico. un dittongo composto da due vocali.

Qual era l'antica pronuncia della congiunzione "e" e della preposizione "per"?. Entrambe erano pronunciate, fino al XVIII secolo, con "e" chiusa; poi la "e" si è aperta per protonia sintattica. Erano pronunciate con "e" chiusa come oggi (nonostante la derivazione da E lunga latina). Erano pronunciate con "e" chiusa come oggi (nonostante la derivazione da E breve latina). Entrambe erano pronunciate, fino al XVIII secolo, con "e" aperta; poi la "e" si è chiusa per protonia sintattica.

Come si chiama il fenomeno che compare in " de' tuo' " nel sintagma " la malizia de' tuo' riggimenti ". Apocope. Aferesi. Riduzione del dittongo al primo elemento. Riduzione del dittongo discendente.

Il dittongo discendente è. un dittongo in cui l'elemento semivocalico precede l'elemento vocalico. un dittongo in cui l'elemento semivocalico segue l'elemento vocalico. un dittongo composto da due vocali. un dittongo composto da due semivocali.

In quali condizioni etimologiche si verifica il raddoppiamento fonosintattico?. Dopo monosillabi uscenti in latino in vocale e dopo polisillabi che hanno subito apocope vocaòlica. Dopo monosillabi uscenti in latino in vocale e dopo polisillabi che hanno subito apocope sillabica. Dopo monosillabi uscenti in latino in consonante e dopo polisillabi che hanno subito apocope sillabica. Dopo monosillabi uscenti in latino in consonante e dopo polisillabi che hanno subito apocope vocalica.

Perché tribulazione è da considerarsi un latinismo?. Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio di -TĬ- + vocale in /ʣ/. Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio di -Ŭ- in -/ɔ/. Perché è un termine non popolare. Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio da -Ŭ- in /o/ e di -TĬ- davanti a vocale in /ʦ/.

Come si spiegano le forme di imperfetto del tipo avea, dovea, venia?. Per la caduta normale della -B- etimologica latina. Con il fenomeno della dissimilazione a partire da verbi che presentavano la sequenza v-v (aveva > avea, doveva > dovea etc.). Con il fenomeno del dileguo di -v- intervocalica derivante da -B- latina. Per il normale dileguo di -v- intervocalica.

Le forme con consonante scempia del tipo abellire, apressarsi sono. latinismi. francesismi. provenzalismi. fiorentinismi.

Il raddoppiamento fonosintattico. è un fenomeno di dissimilazione. è un fenomeno di assimilazione progressiva. è un fenomeno di assimilazione regressiva innescato da monosillabi latini uscenti in consonante, da bisillabi volgari ossitoni e da alcune altre forme associate per analogia. è un fenomeno di rafforzamento.

In che cosa consiste la Legge Gröber?. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo davanti a parola uscente per vocale, di usare l'articolo debole (il o 'l) davanti a parola uscente in consonante. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo davanti a parola uscente per consonante, di usare l'articolo debole (il o 'l) davanti a parola uscente in vocale. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo dopo parola uscente per consonante, di usare l'articolo debole (il o 'l) dopo parola uscente in vocale. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo dopo parola uscente per vocale, di usare l'articolo debole (il o 'l) dopo parola uscente in consonante.

Nei più antichi testi toscani le preposizioni articolate. si presentano con l intensa o l scempia in maniera casuale. si presentano con l intensa se davanti a parola che inizia per vocale, con l scempia davanti a parola che inizia per consonante. si presentano con l scempia se davanti a parola che inizia per vocale tonica, con l intensa davanti a parola che inizia per consonante o vocale atona. si presentano con l intensa se davanti a parola che inizia per vocale tonica, con l scempia davanti a parola che inizia per consonante o vocale atona.

Le forme di imperfetto di I pers. singolare uscenti in -a. sono di origine analogica e le uniche esistenti a Firenze fra Duecento e Trecento avanzato. sono analogiche ma coesistono a Firenze nel Duecento e nel Trecento con le forme etimologiche in -o. sono etimologiche e le uniche esistenti a Firenze fra Duecento e Trecento avanzato. sono etimologiche ma coesistono a Firenze dal primo Trecento con le pur largamente minoritarie forme analogiche in -o.

Come si spiega la presenza della doppia affricata palatale in "faccendo"?. Come rafforzamento espressivo. Per influsso di FACIO > faccio. Deriva regolarmente da FACIENDU(M). Non ha spiegazioni né fonetiche né analogiche.

Qual è la più antica forma fiorentina della II persona del presente indicativo del verbo "essere"?. Sea. Sè. Si'. Sei.

La forma "fue" (III pers. sing. del pass. remoto del verbo "essere") presenta. vede il cambio di U lunga latina in U breve e dunque -u-. il fenomeno dell'epitesi. vede il cambio di U breve latina in U lunga (per influsso della prima persona) e dunque -u-. il fenomeno dell'epentesi.

Qual è la giusta trafila cronologica fra quelle proposte?. FUERUNT > *FURUNT > furo > furono. FURUNT > furono > furo. FUERUNT > *FURUNT > furono > furo. FURUNT > furo > furono.

In che modo si spiega la forma "boce" per 'voce' che troviamo in Bono Giamboni?. Come evoluzione dal lat. UOCEM con regolare passaggio di U a v e infine a b. Come evoluzione dal lat. UOCEM con regolare passaggio di U a b. Come evoluzione dal lat. UOCEM con passaggio della semivocale iniziale alla occlusiva bilabiale tramite un passaggio intermedio di spirante bilabiale. Come evoluzione dal lat. BOCEM con regolare passaggio da B- a v.

Indicate quale fra le parole proposte non è un francesismo fonetico. palagio. stagione. malvagio. Biagio.

Quale delle seguenti forme verbali attesta il fenomeno del passaggio di -ar- postonico e intertonico a -er-?. scriverei. berrò. loderò. scriverò.

Nella locuzione "Per lo polso" che troviamo in Bono Giamboni agisce. la legge Groeber. la legge Tobler Mussafia. il latinismo fonetico. il latinismo semantico.

Quale fenomeno riscontriamo nella parola "maladire"?. Assimilazione regressiva. Dissimilazione regressiva. Assimilazione progressiva. Dissimilazione progressiva.

Nella dittologia sinonimica "piangendo e luttando" la parola "luttando" è. un francesismo semantico. un francesismo fonetico. un latinismo semantico. un latinismo fonetico.

Indicate la risposta giusta. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" non era obbligatorio se il complemento oggetto seguiva il verbo. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" non era obbligatorio se il complemento oggetto precedeva il verbo. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" era obbligatorio. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "essere" era obbligatorio.

La risalita del clitico avviene. quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo circostanziale o da un verbo di movimento. quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo modale o da un verbo di movimento (ma in questo caso deve essere interposta una preposizione). quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo da un verbo di movimento (ma in questo caso deve essere interposta una preposizione). quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo modale o da un verbo di movimento.

Quali sono le condizioni di enclisi nell'italiano attuale?. L'enclisi avviene solo dopo modi finiti del verbo e dopo l'imperativo. L'enclisi avviene solo dopo modi non finiti del verbo e dopo l'imperativo. L'enclisi avviene solo dopo modi non finiti del verbo. L'enclisi avviene solo dopo modi finiti del verbo.

Quale di queste forme non è un latinismo fonetico?. pezza. profundità. cognizione. amplissimo.

La forma guerire è. un francesismo. un francesismo giunto in italiano tramite l'antico tedesco. un germanismo giunto in italiano tramite il francese. un germanismo.

Nelle forme sanza, immantinente, incontanente. si assiste ad un fenomeno fonetico di carattere generale. si assiste al passaggio caratteristico del trapasso dal latino al volgare. si assiste ad un diffuso passaggio di apertura della vocale. si assiste al fenomeno caratteristicamente fiorentino -en- > -an-.

Individuate in quale dei seguenti periodi è rispettata la legge Tobler-Mussafia. "perché la non si fugge ma si differisce a tuo disavvantaggio" (Machiavelli, De principatibus). "quel gran teatro dov'era accolto il fiore di tutta la Grecia rivoltò gli occhi in lui e curiosamente mirollo" (Bartoli, La ricreazione del savio). "Allora si levò la Filosofia, e puosesi a sedere in su la sponda del mio letto" (Bono Giamboni, Libro de' Vizi e delle Virtudi). "E se si conduce e si guida bene" (Passavanti, Specchio di vera penitenza).

In che cosa consiste la risalita del clitico. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo al modo infinito retto da un verbo modale si dispone prima del verbo al modo infinito anziché dopo. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo al modo infinito retto da un verbo modale è fatto dipendere dal verbo modale anziché dal verbo a cui si riferisce. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo è fatto dipendere dal verbo reggente anziché dal verbo a cui si riferisce. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo modale risale all'indietro fino a disporsi in prossimità di un modo infinito che lo precede.

A quale studioso si deve la distinzione fra contenuto (significato) e espressione (significante)?. Ferdinand de Saussure. Emile Benveniste. Hugo Schuchardt. Louis Hjelmslev.

Qual è la natura del destinatario del Libro de' vizi e delle virtudi di Bono Giamboni. Il destinatario si configura come spettatore piuttosto che come lettore. Il destinatario si configura come ascoltatore piuttosto che come lettore. Il destinatario è un lettore di cultura medioalto come il destinatore. Il destinatario è un lettore di cultura bassa a differenza del destinatore.

Il Novellino è. un’ampia raccolta di liriche amorose di autori toscani del primo Trecento. una raccolta duecentesca di racconti di provenienza diversa, probabilmente conosciuta da Boccaccio. una raccolta trecentesca di exempla ad uso dei predicatori, alla quale si ispirò Jacopo Passavanti nel redigere lo Specchio di vera penitenza. la prima stesura del Decameron, alla quale Boccaccio aveva dato questo titolo.

Nella prima metà del Trecento realizzano volgarizzamenti in prosa dell'Eneide di Virgilio. il senese Ciampolo di Meo degli Ugurgieri e Francesco Petrarca. i fiorentini Franco Sacchetti e Andrea Lancia. il fiorentino Jacopo Passavanti e Giovanni Boccaccio. il fiorentino Andrea Lancia e il senese Ciampolo di Meo degli Ugurgieri.

Chi ha coniato la definizione di "fiorentino argenteo" per il fiorentino quattrocentesco?. Lionardo Salviati. Arrigo Castellani. Gli Accademici della Crusca. Luca Serianni.

Quale dei seguenti elementi non è caratteristico della letteratura volgare trecentesca a fronte della letteratura del secolo precedente. aumento della poesia rispetto alla prosa. volgarizzamenti dei classici latini senza l'intermediazione del francese. aumento della produzione prosastica rispetto alla letteratura in versi. nascita della novella come genere distinto dall'exemplum.

L'opposizione parlato/scritto. si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diafasico). si articola in tre gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e un livello intermedio cioè lo scritto-parlato o parlato-scritto. si articola in quattro gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e due livelli intermedi cioè lo scritto-parlato (Protokoll) e il parlato-scritto (Vorlesen). si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diastratico).

Cosa erano gli "specula"?. Raccolte di esempi morali. Trattati comportamentali (per lo più destinati ai principi) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi. Elenchi di doveri dei regnanti (specula principum). Trattati comportamentali (per lo più destinati ai monaci) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi.

Nel prolago dello Specchio di vera penitenza, Iacopo Passavanti dichiara. di avere concepito la propria opera a esclusivo beneficio di un pubblico clericale poco avvezzo al latino. che la sua opera dovrà essere recitata coram populo durante la Quaresima del 1354. di volere indirizzare la propria opera, oltre che a un pubblico laico di illitterati, anche ai “chierici”. di avere concepito la propria opera a esclusivo beneficio di un pubblico laico che ben conosce il latino.

A quale data in Italia la messa non è stata più recitata in latino?. Nel 1962 a seguito del Concilio Vaticano II. Nel 1910 a seguito del Concilio Vaticano II. Nel XIX secolo. Nel 1980 a seguito del Concilio Vaticano III.

Chi ha coniato il termine di diglossia?. Charles Ferguson nel 1973. Charles Ferguson nel 1959. Emile Benveniste nel 1959. Emile Benveniste nel 1973.

Che cos'è la diglossia?. Una situazione di doppia opzione linguistica (lingua/dialetto, lingua ufficiale/lingua minoritaria) a disposizione del parlante. Una situazione di doppia opzione linguistica che prevede una lingua alta e una lingua bassa fra le quali esiste una differenza d'uso di tipo funzionale a seconda dei contesti. Una situazione di doppia opzione linguistica senza differenza funzionale. Una situazione di doppia opzione linguistica come in Italia l'alternanza di lingua standard e italiani regionali su base dialettale.

Cosa è un'autotraduzione?. Un volgarizzamento autorizzato dall'autore. La traduzione delle propria opera da parte dello stesso autore. Un volgarizzamento commissionato dall'autore ad un traduttore appositamente scelto. Una introspezione di sé da parte dell'autore.

Uno dei massimi estimatori della prosa del Passavanti fu. Pietro Bembo. Lorenzo il Magnifico. Lionardo Salviati. Baccio Valori.

Che cosa è lo Specchio di vera penitenza di Iacopo Passavanti?. Una raccolta di prediche recitate a Pisa. Una piccola summa dedicata al sentimento della contrizione e al sacramento della confessione che il Passavanti mise insieme dopo il ciclo di prediche quaresimali del 1354. Una raccolta di exempla. Una raccolta di novelle scritta nel 1354.

A quale contesto culturale vanno ascritti gli esiti semidotti -ANTIA > -anzia, -ENTIA > -enzia. Alla pronuncia del latino in ambito notarile. Alla pronuncia ecclesiastica del latino. Alla pronuncia filologica del latino. Alla pronuncia arcaizzante del latino.

Quale delle seguenti parole non presenta il fenomeno -en- > -an-?. mantenere. incontanemente. immantanente. sanza.

In che cosa consiste la cosiddetta estirpazione di iato?. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato.

Quale fenomeno accomuna le parole "femmina" e "voraggine"?. Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole parossitone. Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone. Il latinismo. La mancata chiusura in protonia.

Indicate la risposta non corretta. La parola "refuggio" è un latinismo integrale. La parola "refuggio" può essere considerata un latinismo per la mancata chiusura in protonia di re- in ri-. La consonante intensa di "refuggio" si spiega (a partire da FUGERE) per raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone. La parola "refuggio" è una forma semicolta.

La forma "presunziosa" che si trova in Passavanti. è una creazione del Passavanti composta con il suffisso -oso. esiste già in latino classico e si caratterizza come un termine di ambito filosofico. esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori pagani e si caratterizza come un termine di ambito filosofico. esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori cristiani e si caratterizza come un termine di ambito dottrinario.

Come si può spiegare la constatazione che in Passavanti l'esito semicolto -enzia (rispetto a -enza) è più frequente di -anzia (rispetto a -anza). L'esito interamente volgare -anza aveva il conforto dell'esito -anza (da -ance) di diffusione galloromanza. L'esito semicolto -enzia era sentito come diastraticamente alto. L'esito interamente volgare -enzia coincideva con l'esito galloromanzo. L'esito semicolto -anzia era sentito come diastraticamente basso.

Quali sono le cause storiche che determinano il passaggio dal fiorentino "aureo" al fiorentino "argenteo"?. La Peste Nera, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. La sifilide (il Morbo Gallico), il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. La carestia, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. L'mpoverimento, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane.

La forma "prolago" che troviamo in Passavanti è. un caso di dissimilazione regressiva. un caso di assimilazione regressiva. un caso di assimilazione progressiva. un caso di dissimilazione progressiva.

Indicate la risposta corretta. Il passaggio di -en- a -an- è toscano. Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno fonetico esclusivo del fiorentino. Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno non sistematico che compare a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane. Il passaggio di -en- postonico a -an- è un fenomeno che compare sistematicamente a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane.

Indicate quale dei seguenti tratti non fa parte del fiorentino trecentesco. generale rispetto della legge Tobler-Mussafia soprattutto ad inizio assoluto di periodo. riduzione del dittongo dopo consonante+ r. rispetto della regola del dittongo mobile. articolo il.

Dal punto di vista della morfologia verbale il Trecento si caratterizza. per l'estensione analogica della desinenza -amo della I persona pl. del presente indicativo dei verbi della I coniugazione a quelli delle altre. per l'estensione analogica della desinenza -iamo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni. per la distinzione delle desinenze -amo, -emo, -imo della I persona pl. del presente indicativo a seconda della coniugazione. per l'estensione analogica della desinenza -emo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni.

Quale fenomeno sintattico si riscontra nel periodo "Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali e divote, che mi pregorono che queste cose della vera penitenzia ... le riducessi a certo ordine per iscrittura volgare". Dislocazione a destra. Inversione dei costituenti della frase. Dislocazione a sinistra. Frase scissa.

Che cosa è la dislocazione a destra?. Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che anticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, ripreso poi in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza. Si tratta di un ordine invertito dei costituenti della frase. Si tratta di quello che la retorica clasica chiamava anacoluto. Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che posticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, già presentato in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza.

A quale fenomeno si riconduce la forma "sieno" ('siano')?. Alla chiusura delle vocali toniche in iato. All'indebolimento di -a- dopo vocale tonica, purché seguita da altra sillaba. All'assimilazione. Alla chiusura in postonia.

Qual è il contesto fonetico in cui si produce la forma dell'art. maschile plurale "gli"?. Davanti a parola che inizia per consonante. In contesto palatale. In contesto velare. Davanti a parola che inizia per vocale.

Le due forme "pericolo" e "periglio" sono. volgarismi (il secondo ormai desueto). cultismi. rispettivamente un francesismo e un latinismo. rispettivamente un latinismo e un francesismo.

Quali fenomeni fonetici riconosciamo nella derivazione di "rigoglio" dal prov. "orgolh". Prima dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro). Prima dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro). Prima metatesi (or > ro) poi dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-). Prima metatesi (or > ro) e dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-).

Nel periodo del Passavanti "Provocòmmi l’affettuoso priego di molte persone spirituali e divote, che mi pregorono che queste cose della vera penitenzia, ... le riducessi a certo ordine per iscrittura volgare" rileviamo. la dislocazione a sinistra. la coniunctio relativa. l'anacoluto. il tema libero.

Negli avverbi composti con -mente in antico si verifica la regola secondo la quale. se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo viene sempre attuata. se l'aggettivo della II classe è parossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della I classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata.

Come si spiega la forma "scriverrò"?. Per sincope e successiva assimilazione. Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva dissimilazione) si era generata regolarmente -rr-. Per sincope e successiva dissimilazione. Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva assimilazione) si era generata regolarmente -rr-.

Individuate la corretta definizione di "denotativo" e "connotativo". Indicano rispettivamente l'uso postnominale e prenominale degli aggettivi attributivi. Con "connotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) non marcato dello strumento linguistico, limitato all'indicazione del referente reale; con "denotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) marcato, dalpunto di vista retorico, affettivo, espressivo di quello stesso utensile linguistico. Con "denotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) non marcato dello strumento linguistico, limitato all'indicazione del referente reale; con "connotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) marcato, dalpunto di vista retorico, affettivo, espressivo di quello stesso utensile linguistico. Indicano rispettivamente un uso denotato o connotato degli aggettivi attributivi.

Indicate quale delle seguenti frasi contraddice l'uso della legge Tobler-Mussafia. "e per le tempestose avversitadi e gravi pericoli che ci sono". "Dove si dà ad intendere". "E se si conduce e si guida bene". "Présela San Piero".

Il rema di una frase. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista, il dato già noto all'interlocutore. è l'argomento principale della frase. è l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore.

Quale fenomeno sintattico ritroviamo nella frase del Passavanti "Del quale novero ci dobbiamo ingegnare d'essere noi peccatori". Risalita del clitico. Un uso improprio del verbo "ingegnare". Estirpazione di iato in "novero". Mancato rispetto della Legge Tobler-Mussafia.

Cosa si intende per elemento "anaforico" o "cataforico"?. E' anaforico un elemento di ripresa di quanto già espresso nel discorso, è cataforico un elemento che rimanda alla realtà esterna non espressa nel discorso. E' cataforico un elemento di ripresa di quanto già espresso nel discorso, è anaforico un elemento che rimanda alla realtà esterna non espressa nel discorso. E' cataforico un elemento di ripresa di quanto già espresso, è anaforico un elemento che anticipa quanto si dirà. E' anaforico un elemento di ripresa di quanto già espresso, è cataforico un elemento che anticipa quanto si dirà.

Indicate l'affermazione errata. Nel Trecento la desinenza della I persona plurale del presente indicativo -iamo sostituisce per tutte le coniugazioni le desinenze etimologiche. Nel Trecento è ancora costante la forma etimologica in -a della I persona sing. dell'imperfetto. Nel Trecento è normale la forma "el" dell'articolo maschile singolare. Nel Trecento assistiamo ad una iniziale estensione della desinenza -ono della III persona plurale al presente indicativo di tutte le coniugazioni tranne la I.

In italiano la posizione prenominale degli aggettivi attributivi. è denotativa. è connotativa. è indifferente rispetto alla posizione postnominale. è più frequente della posizione postnominale.

In che cosa consiste la tematizzazione?. Nella messa in evidenza come elemento di avvio della frase di un elemento che, secondo l'ordine sintattico non marcato, non dovrebbe stare in prima posizione. Nella messa in evidenza come elemento di avvio della frase di un elemento nuovo, ignoto all'interlocutore. Nella posposizione di un elemento della frase che dovrebbe stare in prima posizione. Nell'anticipazione di un elemento della frase in prima posizione.

Qual è la modalità con cui si attua la tematizzazione nella prosa del Passavanti?. Il tema della frase anticipa anche in forma pronominale, il rema della successiva. Il rema della frase riprende, anche in forma pronominale, il tema della precedente. Il rema della frase riprende, anche in forma pronominale, il tema della successiva. Il tema della frase riprende, anche in forma pronominale, il rema della precedente.

Nella frase del Passavanti La quale cosa non poté fare san Piero. abbiamo un esempio di coniunctio relativa. abbiamo un esempio di stacco interfrasale. abbiamo un esempio di connessione sintattica. abbiamo un esempio di anacoluto.

Il tema di una frase. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, il dato già noto all'interlocutore. è l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è l'argomento principale della frase.

Qual è il significato stilistico dei periodi che iniziano con E nel brano del Passavanti commentato durante il corso?. ha funzione coordinativa. corrisponde alla volontà del Passavanti di mantenere, in dipendenza dell'oralità originaria della predicazione, una forte coerenzafra periodo e periodo. indica la prevalente struttura paratattica del periodo del Passavanti. corrisponde alla volontà del Passavanti di mantenere, in dipendenza dell'oralità originaria della predicazione, una forte coesione fra periodo e periodo.

La prevalente collocazione prenominale degli aggettivi nel Passavanti ha funzione. corrisponde alla libertà antica della collocazione aggettivale e non ha alcun rilievo stilistico. denotativa. connotativa. è determinata dal significato dei singoli aggettivi.

Cosa è il Certame Coronario?. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'invidia da Piero de' Medici a Firenze nel 1441. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'amicizia da Leon Battista Alberti a Firenze nel 1441. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'amicizia da Leonardo Bruni a Firenze nel 1441. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'amicizia da Leon Battista Alberti a Roma nel 1441.

Il tema del latino parlato a Roma fu oggetto di uno scambio epistolare tra due importanti umanisti. Cristoforo Landino e Leonardo Bruni. Biondo Flavio e Leonardo Bruni. Biondo Flavio e Poggio Bracciolini. Poggio Bracciolini e Cristoforo Landino.

La disputa sul latino parlato a Roma si svolse. a Firenze nel 1441. a Firenze nel 1435. a Roma nel 1435. a Roma nel 1476.

Quale dei seguenti eventi non contribuì allo studio e alla conoscenza del greco e della letteratura greca in Occidente nel Quattrocento?. Caduta di Costantinopoli (1453). La pratica dei volgarizzamenti. L'insegnamento pubblico del greco. Concilio dell'Unione (1439).

Quale fra questi personaggi non testimonia, con i suoi scritti, l'ampliamento dell'ambito d'uso del volgare nel Quattrocento?. Cennino Cennini. Alessandra Macinghi Strozzi. Matteo Palmieri. Pier Candido Decembrio.

Indicate quale delle seguenti affermazioni è falsa. Nel secondo Quattrocento il prestigio del volgare viene messo ulteriormente in discussione dalla riscoperta della lingua e letteratura greche. Nel secondo Quattrocento il recupero di prestigio da parte del volgare avviene nell'ambito della poesia e della filosofia. Nel secondo Quattrocento il recupero di prestigio del volgare deve un forte impulso alla figura di poeta e di uomo politico do Lorenzo de' Medici. Nel secondo Quattrocento la sempre maggiore conoscenza del greco, relativizzando il prestigio del latino, contribuisce ad un recupero di prestigio del volgare.

La grammatica di Leon Battista Alberti è. una grammatica del fiorentino di Dante, Petrarca e Boccaccio. una grammatica della lingua degli scrittori più autorevoli della tradizione. una grammatica del fiorentino trecentesco. una grammatica del fiorentino contemporaneo.

Quale delle seguenti affermazioni è erroneamente attribuita a Leon Battista Alberti?. Dichiarazioni esplicite a favore del volgare considerato strutturalmente non inferiore al latino. Organizzazione del Certame coronario. Rivendicazione dell'esistenza, nella Roma antica, di due lingue distinte usate rispettivamente dagli intellettuali e dal volgo. Scrittura della prima grammatica italiana (Grammatichetta Vaticana).

A determinare la posizione di Leonardo Bruni sulla questione del latino parlato a Roma stava. la convinzione che latino e volgare fossero troppo diversi. la convinzione che il volgare fosse troppo variegato in Italia dal punto di vista diatopico e che non poteva costituire un modello. la convinzione che il volgare fiorentino non avesse una tradizione letteraria. la convinzione che il volgare fosse privo di una struttura grammaticale.

Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Nella disputa sul latino parlato a Roma Leonardo Bruni finiva per riconoscere la parità in termini di antichità e in termini di utilizzo fra latino e volgare. Nella disputa sul latino parlato a Roma Leon Battista Alberti sosteneva che il volgare era nato dal latino la cui purezza e la cui diffusione nell'Impero Romano erano state incrinate dalle invasioni barbariche. Nella disputa sul latino parlato a Roma Flavio Biondo sosteneva che il volgare era nato dal latino la cui purezza e la cui diffusione nell'Impero Romano erano state incrinate dalle invasioni barbariche. Nella disputa sul latino parlato a Roma Leonardo Bruni sosteneva che il volgare era nato dal latino.

In quale nuovo ambito d'uso scritto il volgare del primo Quattrocento conosce un ampliamento rispetto al secolo precedente?. Nello scambio fra dotti europei. Nella trattatistica d'arte. Nell'insegnamento universitario. Nella trattatistica filologica.

Quale di queste affermazioni è falsa?. Con l'Umanesimo si diffonde l'idea della superiorità della cultura moderna su quella antica. Nel Quattrocento il volgare attraversa una fase di crisi. Nel Quattrocento il volgare viene tendenzialmente relegato alle scritture pratiche e ai generi letterari popolari. Con l'Umanesimo il latino diventa il principale strumento espressivo in ogni campo della cultura.

Nel primo Quattrocento. il volgare subisce un momento generale di regresso nell'ambito d'uso. il volgare entra in aperta competizione e sopravanza l'ambito d'uso del latino. il volgare prosegue trionfalmente il processo di ampliamento nell'ambito d'uso iniziato nei secoli precedenti. il volgare corrobora l'ambito d'uso conquistato nel Trecento.

Quale dei seguenti fenomeni appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Velarizzazione della -l- preconsonantica. Creazione della forma "gli" dell'articolo maschile plurale. Riduzione del dittongo dopo elemento palatale. Riduzione del dittongo palatale dopo elemento palatale.

Quale dei seguenti gruppi di fenomeni/forme è ascrivibile alle innovazioni del fiorentino argenteo rispetto al fiorentino del Trecento?. riduzione dei dittonghi wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r, /skj/ > /stj/, ragliare > ragghiare, fusse > fossi, mila > milia. riduzione dei dittonghi /wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r, /skj/ > /stj/, ragghiare > ragliare, fosse > fussi, milia > mila. riduzione dei dittonghi wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r e dopo consonante palatale, /skj/ > /stj/, ragghiare > ragliare, fosse > fussi. riduzione dei dittonghi /wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante palatale, /skj/ > /stj/, ragghiare > ragliare, fosse > fussi.

Quale dei seguenti tratti non è caratteristico del fiorentino del Quattrocento?. l'articolo definito maschile singolare el. la velarizzazione di l preconsonantica. l'apocope di -e e -o dopo l, n, r. la desinenza di III pl. -on(o) invece di -ano.

A quali cause sono associate le innovazioni fonetiche e morfologiche rispetto al fiorentino trecentesco che si è soliti definire come "fiorentino argenteo"?. L'inurbamento delle popolazioni del contado fiorentino e da altre città toscane in seguito al calo prodotto dalla Peste nera. La caduta di prestigio letterario del fiorentino quattrocentesco, che non poteva competere con le Tre Coronedata la scarsa. L'emigrazione dei fiorentini in seguito alla Peste nera. Il minor prestigio di Firenze nel panorama regionale toscano conseguente alla peste nera.

Quale dei seguenti tratti 'argentei' non è stato accolto dall'italiano?. La desinenza -o alla I persona dell'imperfetto indicativo. La desinenza -ono alla III persona del presente e dell'imperfetto indicativo estesa alla I coniugazione. La riduzione dei dittonghi /wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r. La sostituzione delle forme declinate (glielo, gliela, glieli, gliele) all'indeclinabile gliele.

Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. La lettera che funge da prefazione alla Raccolta Aragonese fu firmata da Angelo Poliziano. I compilatori della Raccolta Aragonese vogliono proporre ai contemporanei un modello linguistico-letterario. La Raccolta Aragonese è un'antologia della poesia toscana dei primi secoli. La Raccolta Aragonese fu inviata da Lorenzo de' Medici a Federico d'Aragona.

La Raccolta Aragonese fu compilata. nel 1500. nel 1480. ne 1497. nel 1477.

Quale delle seguenti caratterizzazioni non si attaglia alla Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese?. La lingua della Lettera dimostra nei tratti fonetici l'aderenza al fiorentino argenteo. La lingua della Lettera dimostra una tenue infiltrazione dei tratti morfologici del fiorentino argenteo. La prosa della Lettera ha come modelli il latino e la tradizione letteraria fiorentina del Trecento. La prosa della Lettera è connotata da citazioni esplicite ed implicite agli autori classici e alla tradizione volgare.

Riguardo l'ordine delle parole. l'enclisi della Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese si adegua alla legge Tobler-Mussafia. l'enclisi nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese è sovrabbondante. l'enclisi della Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese si adegua alla legge Tobler-Mussafia solo all'inizio di principale preceduta da subordinata. l'enclisi della Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese talvolta si adegua ai criteri del cursus.

Quale dei seguenti fenomeni fonetici non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Evoluzione di /w/ iniziale in /vw/. Conservazione del dittongo -AU-. del dittongo dopo occlusiva + r. Evoluzione di /skj/ in /stj/.

Come si spiegano le forme teglia (da TEGULA) e vegliare (da VIGILARE). Con la confusione fra l'esito volgare di GL e di LJ del latino. Con la regolare evoluzione dal latino GL. Come reazione ipercorretta all'innovazione non cittadina che pronunciava migliaio come migghiaio o famiglia come famigghia. Come la penetrazione nella città di Firenze di una pronuncia del contado.

Quale dei seguenti fenomeni della morfologia verbale non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. La I pers. plurale del presente indicativo esce in -no. La desinenza della III pers. plurale del presente è -ono per tutte le coniugazioni. La radice fo- del verbo "essere" si trasforma in fu-. Le forme in -ss- del passato remoto di "mettere".

Quale dei seguenti tratti morfologici non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. La desinenza -orono (o -orno) per la III persona pl. del passato remoto nella I coniugazione verbale. Sostituzione della forma analogica in -o alla forma etimologica in -a nella I persona dell'imperfetto. L'uscita in -e dei nomi plurali femminili della III classe latina. Sostituzione della forma etimologica in -o alla forma analogica in -a nella I persona dell'imperfetto.

Indicate quale delle seguenti evoluzioni del fiorentino trecentesco verso il fiorentino quattrocentesco non è corretta. misi > missi. sia > sea. dicessette > diciassette. avrò > arò.

Indicate quale delle seguenti evoluzioni del fiorentino trecentesco verso il fiorentino quattrocentesco non è corretta. milia > mila. fossi > fussi. dieci > diece. stea > stia.

La diffusione a Firenze nel Quattrocento dell'articolo maschile "el". fu lenta ma inesorabile, tanto che alla fine degli anni Settanta "el" aveva soppiantato la forma antica. fu lenta e non riuscì mai a soppiantare la forma antica; ancora negli anni Settanta "il" è maggioritario rispetto a "el". fu lenta ma negli anni Settanta "el", sentito come diastraticamente più connotato, era maggioritario nei testi letterari di carattere comico. fu immediata e travolgente, tanto che in poco tempo soppiantò la forma antica "il".

Quale dei seguenti fenomeni fonetici non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Palatalizzazione dei plurali uscenti in -lli. L'uscita -que degli indeclinabili perde l'elemento labiovelare. L'indeclinabile "gliele" sostituisce le forme declinate "glielo, gliela" etc. Le forme declinate "glielo, gliela" etc. sostituiscono la forma indeclinabile "gliele".

Quale delle seguenti forme dei numerali non è ascrivibile al fiorentino quattrocentesco. dua. duo. dieci. undici.

Quale evoluzione prevede il fiorentino quattrocentesco per una forma come "dunque"?. Dunqua. Donque. Donqua. Dunche.

Quale dei seguenti tratti morfologici non è attribuibile al fiorentino quattrocentesco?. Alla forma "aveva" si sostituisce la forma "avea". All'articolo "il" si affianca l'articolo "el". Alla forma "avrò" del futuro si sostituisce la forma "arò". Alla forma "sè" di II persona del presente del verbo "essere" si sostituisce la forma "sei".

Quale delle seguenti forme è attribuibile al fiorentino quattrocentesco?. "dea". "milia". "diece". "missi".

Quale di questi poeti non è presente nella Raccolta Aragonese?. Dante. Lorenzo de' Medici. Guido Guinizzelli. Poliziano.

Chi ha stabilito che la Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese è di Poliziano?. Gianfranco Contini. Michele Barbi. Arrigo Castellani. Carlo Dionisotti.

Quale dei seguenti tratti non compare nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese ed è invece testimoniato nei Detti piacevoli?. i latinismi fonetici e lessicali. la forma el dell'articolo. le forme fusti, fussi del perfetto del verbo essere. l'adozione di lui e lei in funzione di soggetto.

Quale dei seguenti tratti non compare nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese ed è invece testimoniato nei Detti piacevoli?. uscita in -o della I persona dell'imperfetto. l'adozione di lui e lei in funzione di soggetto. le forme del verbo avere con riduzione del nesso -vr-. l'alternanza nella desinenza -e/-i di III persona del congiuntivo imperfetto.

Indicate quali dei seguenti fenomeni fonetici presenti nella "Lettera proemiale" della "Raccolta Aragonese" non può essere considerato un fenomeno di latinismo. Conservazione di -AU-. Mancato raddoppiamento in "publico" e "abundante". Adesione al timbro vocalico etimologico in "singulare", "sepultura". Chiusura in protonia.

Indicate quale delle seguenti forme presenti nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" non può essere considerato un latinismo lessicale. rozzore 'rozzezza'. intermesso 'interrotto'. uno 'uno soltanto'. prossimo 'il più vicino'.

"Può" rispetto a "puote". è la variante senza epitesi vocalica. è la variante senza epitesi sillabica. è la variante con apocope vocalica. è la variante con apocope sillabica.

Quale dei seguenti autori non è incluso nella Raccolta Aragonese?. Guido Guinizzelli. Francesco Petrarca. Dante Alighieri. Guido Cavalcanti.

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