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linguistica italiana

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Title of test:
linguistica italiana

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Lezione 44 Tornelli

Creation Date: 2026/10/24

Category: Others

Number of questions: 20

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1.Il Certame Coronario indetto da Piero de' Medici nel 1441: Fu un'idea di Poggio Bracciolini. Terminò con il riconoscimento del volgare fiorentino quattrocentesco come lingua superiore nella letteratura. Fu concluso in anticipo a causa di un disaccordo legato alla lingua usata dai poeti, e la vittoria non venne assegnata a nessun artista. Terminò con la vittoria di Leon Battista Alberti.

2. Uno tra i letterati di maggiore levatura che utilizzarono la lingua cortigiana napoletana nei propri componimenti, fu: Luigi Pulci. Baldassarre Castiglione. Mario Equicola. Jacopo Sannazzaro.

3. Il modello linguistico promosso da Bembo per la prosa: era la varietà linguistica utilizzata da Boccaccio nel “Decameron” per narrare le novelle ad argomento comico. era la varietà linguistica utilizzata da Boccaccio nel Proemio del “Decameron”. era ben diversa dalla varietà linguistica utilizzata negli “Asolani”. era la stessa varietà linguistica promossa da Dante nel “De Vulgari eloquentia”.

4. Dopo l'introduzione della stampa a caratteri mobili, i principali centri di produzione editoriale erano: Firenze e Urbino. Roma e Venezia. Genova e Bologna. Napoli e Milano.

5. Che lingua adottò Machiavelli per scrivere il “Discorso intorno alla nostra lingua”?: Il fiorentino aureo. nessuna delle risposte è corretta. Il fiorentino argenteo. Il "fiorentino vivo".

6. Machiavelli, nel “Discorso intorno alla nostra lingua”: vuole promuovere l'uso del fiorentino trecentesco adottato da Petrarca. afferma di essere d'accordo con la posizione di Dante circa il volgare toscano. critica duramente la posizione di Dante circa il volgare toscano. vuole promuovere l'uso del fiorentino trecentesco adottato da Boccaccio.

7. La stampa a caratteri mobili fu importata in Italia: Grazie all'intervento di Piero de' Medici. Grazie all'intervento di Niccolò Cusano. Solo all'inizio del Cinquecento. Grazie all'intervento di Leon Battista Alberti.

8. La teoria linguistica di Machiavelli: coincide con quella di Bembo. coincide con quella esposta da Dante nel “De Vulgari Eloquentia”. non fa distinzione tra lingua scritta e lingua parlata. fa una marcata distinzione tra lingua scritta e lingua parlata.

9.Bembo, nelle “Prose della Volgar lingua”. sostiene che lo stile di Petrarca sia inadatto per la poesia. cita dei passi della “Divina Commedia” per spiegare il perché ha scelto Dante come modello per la poesia. cita dei passi della “Divina Commedia” per criticare lo stile “basso” adottato a volte da Dante. sostiene una tesi simile a quella teorizzata da Machiavelli.

10.Leon Battista Alberti, nella Grammatichetta Vaticana: Critica aspramente il volgare fiorentino. Fornisce degli schemi esplicativi per illustrare i vari aspetti della lingua che intende promuovere. Inserisce le spiegazioni di tipo grammaticale all'interno di un dialogo immaginario tra vari personaggi ispirati a personalità storiche realmente esistite. Fornisce degli esempi tratti da testi letterari.

11. Leon Battista Alberti: Fu d'accordo con le decisioni prese dai giudici nel contesto del Certame coronario. Sosteneva la superiorità del latino sul volgare fiorentino. Pubblicò le sue opere esclusivamente in volgare fiorentino Quattrocentesco. Pubblicò alcune delle sue opere maggiori come il “De Pictura” sia nella versione in latino, sia nella versione in volgare.

12.Il modello linguistico promosso da Bembo per la poesia: era la lingua utilizzata da Dante nella “Vita Nova”. era la lingua utilizzata da Dante nel “Convivio”. era la lingua utilizzata da Dante nella “Divina Commedia”. era la lingua utilizzata da Petrarca nel “Canzoniere”.

13. Nell'esporre la sua teoria sulla natura della lingua latina, Flavio Biondo arrivò a: Negare alcun tipo di continuazione tra il latino e le lingue volgari romanze. Teorizzare una netta divisione tra il latino parlato ed il latino utilizzato in ambito letterario. Legare l'utilizzo di quello che oggi definiamo come "latino classico" ad un gruppo ristretto di parlanti. Esporre la prima teoria relativa al passaggio dalla lingua latina alle lingue volgari romanze.

14.Le “Prose della volgar lingua”: Sono state strutturate come un dialogo di stampo platonico. Hanno come scopo quello di promuovere l'uso del volgare fiorentino cinquecentesco. Sono una grammatica pratica del fiorentino quattrocentesco. Contengono degli schemi esplicativi per illustrare la varietà di volgare che promuovono.

15.Baldassare Castiglione, nel contesto della “Questione della lingua”. Sosteneva il primato del fiorentino quattrocentesco. Sosteneva il primato del fiorentino trecentesco. Prese le parti della teoria cortigiana. Era d'accordo con la teoria di Pietro Bembo.

16.Uno dei più accesi dibattiti Quattrocenteschi sulla lingua latina fu la dialettica tra: La dialettica tra i pensieri linguistici di Francesco Petrarca e Dante Alighieri. La dialettica tra i pensieri linguistici di Pietro Bembo e Gian Giorgio Trìssino. La dialettica tra i pensieri linguistici di Leonardo Bruni e Flavio Biondo. La dialettica tra i pensieri linguistici di Niccolò Machiavelli e Pietro Bembo.

17.Nel corso della cosiddetta "Questione della lingua" Cinquecentesca, quale fu l'aspetto più criticato delle lingue cortigiane?. Il fatto che esse erano essenzialmente identificabili con la lingua parlata del tempo. Il fatto che le lingue cortigiane erano troppo simili al latino. Il fatto che le lingue cortigiane erano prevalentemente legate all'ambiente delle cancellerie statali, e quindi erano poco adatte a diventare lingua letteraria. L'elevata artificialità del processo che portava alla loro creazione.

18.Grazie alla collaborazione tra Aldo Manuzio e Pietro Bembo, vennero pubblicate all'inizio del Cinquecento delle edizioni stampate: Del “Decameron” di Giovanni Boccaccio. Della “Divina Commedia” di Dante Alighieri e del “Canzoniere” di Francesco Petrarca. Del “Cortigiano” di Baldassarre Castiglione. Del “Morgante” di Luigi Pulci.

19. Tra queste fu una delle più importanti invenzioni di Aldo Manuzio: Gli incunabola. Il carattere corsivo. Il carattere gotico. La stampa a caratteri mobili.

20. Nella sua “Grammatichetta”, Leon Battista Alberti tenta per la prima volta di codificare: Il volgare fiorentino trecentesco. Il volgare fiorentino quattrocentesco. Il volgare proprio della sua città di nascita: Genova. Il volgare proprio della città dove abitò per la maggior parte della sua vita: Roma.

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