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Linguistica italiana - Bertolini

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Linguistica italiana - Bertolini

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da lez. 41 - 52

Creation Date: 2026/09/09

Category: Others

Number of questions: 69

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Quali sono le edizioni del Vocabolario della Crusca che il Bartoli poté utilizzare?. Le edizioni I-IV. La I e la II edizione. Le prime tre edizioni. La prima edizione.

L'influsso dello spagnolo sulla lingua italiana. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento.

Con la pace di Cateau-Cambrésis. del 1563 inizia il periodo di dominazione francese in Italia. del 1565 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia. del 1559 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia. del 1559 inizia il periodo di dominazione spagnola in Italia.

Indicate la risposta errata. Nel Seicento, per effetto delle dottrine del Concilio di Trento la lingua della predicazione è sempre più vicina alle parlate locali. Nel Seicento la messa viene per la prima volta recitata in volgare. Nel Seicento si assiste all'inizio della scrittura dei trattati scientifici in volgare. Nel Seicento si assiste all'inizio dell'insegnamento universitario in volgare.

Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca cominciò a segnalare come tali gli arcaismi e accolse anche termini della scienza e della tecnica. La seconda edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca fu sostanzialmente una ristampa della prima edizione. La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca fece tesoro delle reazioni degli oppositori rendendo meno rigido il canone degli autori spogliati. Fin dalla seconda edizione il Vocabolario degli Accademici della Crusca mutò profondamente la sua natura.

I più importanti oppositori o critici dell'impostazione linguistica dell'Accademia della Crusca nel Seicento furono. Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli. Paolo Beni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi. Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Carlo Maria Maggi. Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi.

Il Vocabolario degli Accademici della Crusca. fu redatto dando seguito ad una esplicita richiesta del Granduca. fu redatto per esclusiva volontà degli Accademici che individuarono autonomamente il corpus dei testi da spogliare. fu redatto autonomamente dagli Accademici utilizzando spogli di Lionardo Salviati. fu redatto dando corpo ad un progetto e a un'impostazione filologica e linguistica di Lionardo Salviati.

La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì nel. 1612. 1623. 1582. 1691.

La reazione alla norma impostata esclusivamente su base fiorentina si manifestò nel Seicento. con il risorgere del latino nella predicazione. con la nascita del barocco. con la nascita della poetica della meraviglia. con la rinascita in sede letteraria del dialetto.

Qual è l'atteggiamento di Lionardo Salviati nei confronti dei latinismi?. Di parziale accettazione, come opzione linguistica sempre possibile in italiano. Di rifiuto, perché contrassegnano la decadenza del fiorentino aureo durante l'Umanesimo del Quattrocento. Di accettazione perché esprimenti le origini neolatine del fiorentino. Di parziale accettazione, come male inevitabile.

Cosa sono gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone"?. Un'opera in cui Lionardo Salviati, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1582, affrontava questioni grammaticali, ma anche più generali relative al dibattito linguistico coevo. Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Lionardo Salviati. Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Vincenzio Borghini. Un'opera in cui Vincenzio Borghini, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1572, affrontava questionigrammaticali, ma anche questioni più generali relative al dibattito linguistico coevo.

All'interno dell'Accademia Fiorentina chi rivendicava il prestigio del fiorentino contemporaneo anche parlato?. Pier Francesco Giambullari. Benedetto Varchi. Pier Francesco Giambullari e Giovan Battista Gelli. Pier Francesco Giambullari e Benedetto Varchi.

Fra il secondo Cinquecento e il Seicento si assiste ad un generale mutamento nella funzionalità d'uso del volgare rispetto al latino. nella lingua della liturgia, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico. nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere morale. nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico. nella lingua della predicazione e nella lingua utilizzata nella liturgia.

Indicate l'affermazione errata. Il Concilio di Trento impose. che la lingua della predicazione abbandonasse la pratica del mescidamento linguistico fra latino e volgare. che la lingua della predicazione si ispirasse ad un nuovo spirito di evangelizzazione. che la lingua della predicazione fosse il latino. che la lingua della predicazione adottasse uno stile chiaro ma anche sostenuto e nobile.

"Il torto e il diritto del non si può" è. un vero e proprio trattato grammaticale. un insieme di considerazioni che valutano il grado di affidabilità di forme accolte nel Vocabolario della Crusca. un'opera di linguistica di carattere sistematico. un insieme di considerazioni relative agli autori spogliati per redigere il Vocabolario della Crusca.

Qual è la posizione linguistica espressa dal Bartoli ne Il torto e il diritto del non si può?. Lungi da da essere fautore cieco dei dettami della Crusca, ritiene però utile seguire una norma univoca di cui la Crusca è il garante. Lungi da una preconcetta avversione ai dettami della Crusca, il Bartoli mette in guardia dai rischi di assolutizzare ciò che si può o non si può scrivere, stabiliti sulla base di una documentazione non esaustiva. Le scritture devono essere ispirate ai dettami della grammatica e rispettose di ciò che si può o non si può scrivere. Le scritture si devono adeguare ai dettami della grammatica (il 'non si può'), ma il parlato ha maggiori libertà.

La produzione letteraria di Daniello Bartoli. comprende opere di carattere licenzioso. comprende opere di carattere ameno. comprende opere di carattere filosofico e scientifico. comprende opere di carattere storiografico, retorico, linguistico e scientifico.

Quali sono le opere di interesse linguistico scritte da Daniello Bartoli?. "Il torto e il diritto del non si può" e la "Ricreazione del savio". Il "Trattato di ortografia" e una grammatica dell'ìitaliano. "Il torto e il diritto del non si può", un "Trattato di ortografia", e, relativa alla privata attività di scrittore, la "Selva di parole" rimasta inedita fino a poco tempo fa. "Il torto e il diritto del non si può" e gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone".

Individuate quale fra i seguenti tratti fonetici non compare nella prosa del Bartoli. tratti 'arcaici' dal punto di vista fonetico come la conservazione del dittongo dopo consonante + r. rispetto della regola del dittongo mobile. conservazione esclusiva del nesso latino di consonante + l. latinismi fonetici sebbene non particolarmente marcati.

Individuate quale fra i seguenti tratti morfologici non compare nella prosa del Bartoli. L'uscita in -e dei nomi femminili della III classe latina. Desinenze -ano e -ono per le III persone pl. del presente indicativo a seconda che si tratti della I coniugazione o delle coniugazioni II e III. Uscita in -a della I persona dell'imperfetto. L'articolo il.

Dall'analisi delle occorrenze lessicali nel brano della Ricreazione del savio di Daniello Bartoli possiamo desumere. una ampia indipendenza da quanto registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca. una integrale fedeltà del Bartoli a quanto è registrato nelle due edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca che egli poté consultare. una sostanziale indifferenza nei confronti della precedente attività lessicografica. una sostanziale fedeltà al lessico toscano registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca pur con un aggiornamento che attesta non cieca sottomissione.

Indicate la risposta errata. La lingua del Bartoli dimostra la vittoria della tesi arcaizzante del Bembo. utilizzando l'uscita in -e dei plurali femminili della III declinazione latina dei nomi e della II declinazione latina degli aggettivi. rispettando la regola del dittongo mobile. conservando i dittonghi dopo palatale e dopo consonante + r. accettando forme come "lieva" e "siegua".

Come si spiega la presenza del dittongo in sillaba atona nella forma "primieramente"?. Con l'ascendenza francese del dittongo e soprattutto con la consapevolezza della natura di composto degli avverbi in -mente (nel primo elemento il dittongo era sotto accento). Con la regola del dittongo mobile. Per estensione analogica dato che Bartoli usa anche "primiera". Con le regole del dittongamento toscano.

Rispetto alle edizioni del Vocabolario della Crusca che egli poté consultare, il lessico di Daniello Bartoli. mostra anticipazioni rispetto alla I edizione. mostra anticipazioni rispetto alla II edizione. mostra anticipazioni rispetto alla IV edizione. mostra anticipazioni rispetto alla III edizione.

Individuate la risposta errata. Nella prosa del Bartoli l'enclisi a forme finite del verbo avviene di preferenza in presenza di forme verbali monosillabiche. Nella prosa del Bartoli l'enclisi è sostanzialmente libera e soggiace a scelte di tipo stilistico. Nella prosa del Bartoli l'enclisi è molto frequente dopo infinito dato l'alto numero di occorrenze di questo modo verbale. Nella prosa del Bartoli il rispetto della legge Tobler-Mussafia è assoluto in tutte le condizioni.

Indicate la risposta errata. Qual è la situazione dell'enclisi nella prosa di Daniello Bartoli?. Sostanzialmente coincidente con le condizioni moderne (enclisi dopo modi infiniti e dopo imperativo). L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche toniche e polisillabi ossitoni). L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche atone e polisillabi parossitoni). E' possibile dopo avverbi.

In quale modo è possibile distinguere il valore nominale dal valore verbale di infiniti e participi?. Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata al participio, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso dell'infinito. Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata all'infinito, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso del participio. Sulla base della collocazione nella frase. Sulla base del significato.

Indicate quale delle seguenti figure retoriche non è presente in maniera caratteristica e rilevante nella prosa del Bartoli. L'iterazione anche coniugata alla variatio. La metafora. Asindeto e polisindeto. L'antitesi anche nella forma dell'ossimoro.

Indicate quale, fra le seguenti caratteristiche, non può essere attribuita alla prosa di Daniello Bartoli. Presenza sporadica della risalita del clitico adottata come opzione di carattere stilistico. Presenza di infiniti e participi sostantivati. Prosa secca improntata al ragionamento e alla riflessione. Presenza di latinismi che tendono ad affiancare le forme non latineggianti come variante tecnicizzata.

In quale forma si presenta il parlato nella prosa di Daniello Bartoli?. Attraverso la retroazione. Attraverso la deissi. In forma mimetica, attraverso la prosopopea, mediante l'uso di interrogazioni, esclamazioni, interiezioni. Attraverso la presupposizione.

Cosa si intende per stile nominale?. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza e dagli ausiliari. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo "essere" o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto). La presenza di frasi prive del verbo, non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza, dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto.

Individuate la risposta errata. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti forme infinite del verbo, e in particolare il participio presente. Nella prosa del Bartoli è frequente lo stile nominale. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti gli infiniti sostantivati. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti i gerundi.

Individuate quale delle seguenti figure retoriche non compare nella prosa del Bartoli come elemento di coesione testuale. ellissi. anafora. figura etimologica. iterazione sinonimica.

Cosa si intende per ordine diretto e ordine inverso?. Per ordine diretto si intende la sequenza VCS dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso la loro libera disposizione (VCS, VSC, SCV, CSV, CVS). Per ordine diretto si intende la sequenza VSC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C.

Il paragone con la Francia e il francese. innescò in Italia riflessioni importanti sul legame tra condizioni linguisitche e situazione politica. imbarbarì i costumi e la lingua italiana. determinò un tentativo vano di imitazione pedissequa delle condizioni politiche e culturali francesi. fu motivo di scoraggiamento e aumentò la dipendenza alla moda francesizzante.

Nel Settecento, il francese venne considerato 'lingua della ragione'. perché era stato descritto in diverse 'grammatiche ragionate'. perché ammetteva ordini marcati diversi da quello diretto. perché era la lingua degli illuministi. perché ammetteva solo l'ordine diretto dei costituenti della frase.

Quali furono le condizioni storiche e culturali che incoraggiarono la moda francesizzante del Settecento italiano?. la fine del predominio spagnolo in italia per l'intervento militare francese. il lungo regno di Luigi XIV (il Re Sole). il prestigio politico e culturale della Francia e viceversa il frazionamento culturale e politico italiano. la nascita del romanzo in Francia.

Indicate quale delle seguenti affermazioni è giusta. Nella querelle des anciens et des modernes Racine sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni. Nella querelle des anciens et des modernes Jean Racine sosteneva la superiorità dei moderni in fatto in fatto di letteratura e di poesia. Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza fra antichi e moderni. Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni, la superiorità dei moderni in fatto di scienza e filosofia, l'uguaglianza o la superiorità degli antichi in fatto di letteratura e di poesia.

Indicate quale delle seguenti affermazioni è falsa. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi l'italiano e il francese furono caratterizzati il primo come incline a libertà sintattica e disponibile all'ordine inverso, il secondo come incline alla fissità sintattica stabilita da un ordine diretto che il Bouhours considerava naturale. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il secondo qualificò l'ordine inverso come segno di propensione di una lingua all'espressione dell'immaginazione, l'ordine diretto come segno di propensione di una lingua all'analisi. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava tutta la tradizione letteraria italiana, in difesa della quale il secondo scrisse le Considerazioni sopra un famoso libro franzese. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava l'artificiosità della letteratura italiana barocca, ma in difesa delle libertà sintattiche dell'italiano scesero, oltre all'Orsi, Ludovico Antonio Muratori e Anton Maria Salvini.

Indicate la risposta errata. Quali sono le condizioni socio-politiche che facilitarono l'influsso del francese in Italia dall'inizio del Settecento. gli importanti rapporti commerciali o gli scambi di varia natura fra alcune città italiane e la Francia. il prestigio letterario di Racine e Corneille. l'insediamento in Toscana, a Napoli e nella Savoia di principi francesi o filofrancesei. la fine della dominazione spagnola con la pace di Utrecht.

Fontenelle sosteneva. la superiorità degli antichi in fatto di letteratura, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la scienza e la filosofia. la superiorità della cultura moderna. la superiorità della cultura antica. la superiorità degli antichi in fatto di scienza e filosofia, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la letteratura e la poesia.

La polemica Orsi-Bouhours. innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue e i loro differenti caratteri intrinseci (il "genio delle lingue"). inasprì gli animi. innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue fondando la linguistica generale. creò tensioni diplomatiche fra Italia e Francia.

Quale dei seguenti intellettuali non scese in campo per difendere la posizione dell'Orsi contro il Bouhours?. Francesco Algarotti. Anton Maria Salvini. Eustachio Manfredi. Ludovico Antonio Muratori.

A quale periodo risale la polemica Bouhours-Orsi?. Al primo decennio del XVIII secolo. Alla metà del XVIII secolo. All'ultimo decennio del XVII secolo. Alla metà del XVII secolo.

Indicate la risposta errata. Francesco Algarotti mostrava come in Italia l'Accademia della Crusca, non essendo un organo istituzionale, non aveva potuto svolgere la medesima funzione dell'Académie française. Francesco Algarotti affermò la superiorità dell'Accademia della Crusca sull'Académie française in quanto la prima aveva costruito con il Vocabolario un tesoro della tradizione letteraria italiana. Il paragone fra Académie française e l'Accademia della Crusca evidenziava nelle due istituzioni finalità divergenti: rivolta verso il futuro la prima, verso il passato la seconda. Francesco Algarotti individuava nell'Académie Française un importante istituto di regolamentazione e promozione della lingua e della letteratura francesi.

Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri si afferma. che ogni lingua moderna necessita di una precisa codificazione grammaticale. che ogni parlante ha il diritto di inventarsi la sua lingua personale. che per arricchire una lingua è necessario ricorrere a prestiti da altre lingue. che nel Settecento la lingua italiana è giunta al suo massimo livello di perfezione.

Indicate la risposta errata. Dopo il 1767 il sodalizio intellettuale fra i due fratelli Pietro e Alessandro Verri si interrompe. Il giornale "Il Caffè" fu pubblicato fra il 1764 e il 1766. Pietro e Alessandro Verri furono i promotori dell'Accademia dei Pugni (1762-1763). Pietro Verri si era laureato in Lettere ed era un letterato puro a differenza del fratello Alessandro.

Chi incoraggiò la stesura del trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria e ne corresse la lingua?. Alessandro Manzoni. Alessandro Verri. Giuseppe Parini. Pietro Verri.

"Dispotico". è un francesismo settecentesco. è un latinismo. è una parola di tradizione ininterrotta. è un termine attestato per la prima volta nel XVII secolo, ma che nel Settecento vede la nascita anche del derivato "dispotismo".

L'uso dell'apocope nella "Rinunzia" di Alessandro Verri. indica un uso linguistico ben educato alla tradizione letteraria. indica il rifiuto di Verri dei dettami puristici della Crusca. indica l'adeguamento di Verri alla lingua del Trecento. indica l'adeguamento alle caratteristiche fonetiche del francese.

Indicate la risposta errata. In che cosa consistono le caratteristiche grafiche e interpuntive settecentesche non coincidenti con quelle moderne?. Nel differente uso, rispetto alle abitudini moderne, della maiuscolizzazione di nomi e aggettivi. Nell'uso dell'unico accento acuto. Nell'uso del grafema j in trittonghi interni e in dittonghi iniziali e finali di parola. Nell'uso della virgola davanti a "e" e "che".

Pedantismo. è un arcaismo. è un francesismo settecentesco. è un termine nato nella commedia del Cinquecento. è un neologismo verriano che si fa forte del successo del suffisso -ismo proprio dell'Illuminismo.

Nella Rinunzia avanti notaio d di Alessandro Verri la standardizzazione della lingua è meno forte. sul piano ortografico e interpuntivo. sul paino sintattico. sul piano fonetico. sul piano morfologico.

Indicate la corretta definizione di "calco" e "prestito". il prestito (che si distingue in formale, semantico e sintattico) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il calco è l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo. il prestito (acclimatato o adattato) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il calco è l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalità formali, semantiche o sintattiche. il calco (acclimatato o adattato) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito è l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalità formali, semantiche o sintattiche. il calco (che si distingue in formale, semantico e sintattico) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito è l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo.

Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca Alessandro Verri non usa. francesismi fraseologici. francesismi fonetici. neologismi. arcaismi.

Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri si afferma. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale assoluta. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale autorizzata dagli scrittori precedenti. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale nella misura in cui il lessico sia autorizzato dall'uso. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale in dipendenza delle esigenze del messaggio.

Indicate l'affermazione errata. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta l'esistenza nel Settecento di usi interpuntivi non più in uso nell'italiano moderno. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non è ancora avvenuta la generalizzazione dell'uso dell'accento sui monosillabi a solo scopodiacritico. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento è ormai raggiunta la scomparsa dell'uso grafico di j nei dittonghi iniziali di parola e nei trittonghi all'interno di parola. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non è ancora rigidamente normato l'uso delle maiuscole iniziali secondo le regole moderne dell'italiano.

Indicate quale dei seguenti tratti non caratterizza la prosa della Rinunzia di Alessandro Verri. È regolare l'alternanza di e davanti a parola che inizia per consonante e di ed davanti a parola che inizia per vocale. L'esito di -TJ- è univocamente l'affricata dentale -z-. Uso di un lessico di tradizione che non si preclude l'uso di francesismi. Misurato uso delle apocopi di tradizione letteraria.

Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. il neologismo è una forma che viene creata ex novo attraverso le regole di formazione di parola dell'italiano. il prestito è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel duplice aspetto del significato e del significante. il calco linguistico è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel solo aspetto del significato. il calco linguistico è un prestito adattato sia fonologicamente che morfologicamente.

Nella sintassi la Rinunzia di Alessandro Verri. si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine diretto. si caratterizza per periodi ampiamente ipotattici. si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine inverso. si caratterizza per anastrofi e iperbati.

Cosa si intende per laconismo e style coupé?. Lo style coupé (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente seicentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Il laconismo (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupé (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Lo style coupé (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Il laconismo (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupé (propriamente seiecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio.

Cosa si intende per style coupé?. Una sintassi caratterizzata da periodi brevi e lontani dall'ipotassi. Una sintassi continuamente spezzata ed ellittica. Una sintassi lineare che esprime povertà di idee e di immaginazione. Una sintassi tagliata (coupée) da continue parentetiche.

Qual è la figura retorica che caratterizza la "Rinunzia" di Alessandro Verri?. L'iperbato. L'ironia. L'anastrofe. La dittologia sinonimica.

La costruzione in + gerundio. è una formazione moderna. è una costruzione ben nota nell'italiano antico, che riprende vitalità nel Settecento per influsso del francese. è un arcaismo. è un francesismo.

Qual è la data della proclamazione del Regno d'Italia?. 1859. 17 marzo 1861. 20 settembre 1870. 25 settembre 1865.

Quando avvenne la conquista di Roma da parte del Regno d'Italia?. 1881. 1870. 1875. 1880.

Quali sono le date indicate tradizionalmente a delimitare il XIX secolo considerato 'secolo lungo'?. La Restaurazione (1815) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15). Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 1796) e lo scoppio della seconda Guerra Mondiale (1914-15). Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 1796) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15). Le guerre d'indipendenza e le due guerre mondiali.

Quando la Sicilia viene annessa al Regno di Sardegna?. Nel 1866 (con l'impresa dei Mille e la terza guerra d'indipendenza). Nel 1860 (con l'impresa dei Mille e il successivo plebiscito dell'ottobre di quell'anno). Nel 1859 (con l'impresa dei Mille e la seconda guerra d'indipendenza). Nel 1870 con la presa di Porta Pia.

Nella periodizzazione è utile a distinguere. il primo Ottocento (come un periodo di continuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria). il primo Ottocento (come un periodo di discontinuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria). il primo Ottocento (come un periodo di continuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (in cui si affronta e risolve la questione meridionale). il primo Ottocento (come un periodo di indifferenza ai problemi politici unitari) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla urgenza di quei problemi).

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