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Linguistica Italiana (da lez. 21 a 25)

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Linguistica Italiana (da lez. 21 a 25)

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esercitazione esame

Creation Date: 2025/08/21

Category: Others

Number of questions: 44

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Chi ha coniato la definizione di "fiorentino argenteo" per il fiorentino quattrocentesco?. Lionardo Salviati. Gli Accademici della Crusca. Luca Serianni. Arrigo Castellani.

Quale dei seguenti elementi non è caratteristico della letteratura volgare trecentesca a fronte della letteratura del secolo precedente. nascita della novella come genere distinto dall'exemplum. aumento della poesia rispetto alla prosa. aumento della produzione prosastica rispetto alla letteratura in versi. volgarizzamenti dei classici latini senza l'intermediazione del francese.

Cosa erano gli "specula"?. Elenchi di doveri dei regnanti (specula principum). Trattati comportamentali (per lo più destinati ai monaci) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi. Raccolte di esempi morali. Trattati comportamentali (per lo più destinati ai principi) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi.

Che cosa è lo Specchio di vera penitenza di Iacopo Passavanti?. Una piccola summa dedicata al sentimento della contrizione e al sacramento della confessione che il Passavanti mise insieme dopo il ciclo di prediche quaresimali del 1354. Una raccolta di prediche recitate a Pisa. Una raccolta di exempla. Una raccolta di novelle scritta nel 1354.

Uno dei massimi estimatori della prosa del Passavanti fu. Baccio Valori. Lionardo Salviati. Lorenzo il Magnifico. Pietro Bembo.

Cosa è un'autotraduzione?. Un volgarizzamento autorizzato dall'autore. Un volgarizzamento commissionato dall'autore ad un traduttore appositamente scelto. Una introspezione di sé da parte dell'autore. La traduzione delle propria opera da parte dello stesso autore.

Che cos'è la diglossia?. Una situazione di doppia opzione linguistica che prevede una lingua alta e una lingua bassa fra le quali esiste una differenza d'uso di tipo funzionale a seconda dei contesti. Una situazione di doppia opzione linguistica come in Italia l'alternanza di lingua standard e italiani regionali su base dialettale. Una situazione di doppia opzione linguistica senza differenza funzionale. Una situazione di doppia opzione linguistica (lingua/dialetto, lingua ufficiale/lingua minoritaria) a disposizione del parlante.

L'opposizione parlato/scritto. si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diafasico). si articola in quattro gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e due livelli intermedi cioè lo scritto-parlato (Protokoll) e il parlato-scritto (Vorlesen). si articola in tre gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e un livello intermedio cioè lo scritto-parlato o parlato-scritto. si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diastratico).

Chi ha coniato il termine di diglossia?. Emile Benveniste nel 1959. Charles Ferguson nel 1973. Charles Ferguson nel 1959. Emile Benveniste nel 1973.

A quale data in Italia la messa non è stata più recitata in latino?. Nel XIX secolo. Nel 1910 a seguito del Concilio Vaticano II. Nel 1980 a seguito del Concilio Vaticano III. Nel 1962 a seguito del Concilio Vaticano II.

A quale contesto culturale vanno ascritti gli esiti semidotti -ANTIA > -anzia, -ENTIA > -enzia. Alla pronuncia filologica del latino. Alla pronuncia ecclesiastica del latino. Alla pronuncia del latino in ambito notarile. Alla pronuncia arcaizzante del latino.

La forma "presunziosa" che si trova in Passavanti. esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori pagani e si caratterizza come un termine di ambito filosofico. è una creazione del Passavanti composta con il suffisso -oso. esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori cristiani e si caratterizza come un termine di ambito dottrinario. esiste già in latino classico e si caratterizza come un termine di ambito filosofico.

Come si può spiegare la constatazione che in Passavanti l'esito semicolto -enzia (rispetto a -enza) è più frequente di -anzia (rispetto a -anza). L'esito semicolto -anzia era sentito come diastraticamente basso. L'esito interamente volgare -enzia coincideva con l'esito galloromanzo. L'esito semicolto -enzia era sentito come diastraticamente alto. L'esito interamente volgare -anza aveva il conforto dell'esito -anza (da -ance) di diffusione galloromanza.

Quali sono le cause storiche che determinano il passaggio dal fiorentino "aureo" al fiorentino "argenteo"?. La carestia, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. La Peste Nera, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. L'mpoverimento, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. La sifilide (il Morbo Gallico), il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane.

Indicate la risposta non corretta. La parola "refuggio" può essere considerata un latinismo per la mancata chiusura in protonia di re- in ri-. La consonante intensa di "refuggio" si spiega (a partire da FUGERE) per raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone. La parola "refuggio" è un latinismo integrale. La parola "refuggio" è una forma semicolta.

Indicate quale dei seguenti tratti non fa parte del fiorentino trecentesco. rispetto della regola del dittongo mobile. generale rispetto della legge Tobler-Mussafia soprattutto ad inizio assoluto di periodo. articolo il. riduzione del dittongo dopo consonante+ r.

In che cosa consiste la cosiddetta estirpazione di iato?. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato.

La forma "prolago" che troviamo in Passavanti è. un caso di assimilazione progressiva. un caso di dissimilazione regressiva. un caso di dissimilazione progressiva. un caso di assimilazione regressiva.

Quale delle seguenti parole non presenta il fenomeno -en- > -an-?. incontanemente. sanza. immantanente. mantenere.

Indicate la risposta corretta. Il passaggio di -en- postonico a -an- è un fenomeno che compare sistematicamente a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane. Il passaggio di -en- a -an- è toscano. Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno fonetico esclusivo del fiorentino. Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno non sistematico che compare a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane.

Quale fenomeno accomuna le parole "femmina" e "voraggine"?. Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole parossitone. La mancata chiusura in protonia. Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone. Il latinismo.

Nella frase del Passavanti Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali rileviamo. la coniunctio relativa. l'anacoluto. la dislocazione a sinistra. il tema libero.

Quale fenomeno sintattico si riscontra nel periodo "Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali e divote, che mi pregorono che queste cose della vera penitenzia ... le riducessi a certo ordine per iscrittura volgare". Dislocazione a destra. Frase scissa. Dislocazione a sinistra. Inversione dei costituenti della frase.

Come si spiega la forma "scriverrò"?. Per sincope e successiva assimilazione. Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva dissimilazione) si era generata regolarmente -rr-. Per sincope e successiva dissimilazione. Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva assimilazione) si era generata regolarmente -rr-.

Che cosa è la dislocazione a destra?. Si tratta di quello che la retorica clasica chiamava anacoluto. Si tratta di un ordine invertito dei costituenti della frase. Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che posticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, già presentato in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza. Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che anticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, ripreso poi in forma pronominale ridondante,mettendolo così in evidenza.

A quale fenomeno si riconduce la forma "sieno" ('siano')?. Alla chiusura in postonia. All'assimilazione. All'indebolimento di -a- dopo vocale tonica, purché seguita da altra sillaba. Alla chiusura delle vocali toniche in iato.

Qual è il contesto fonetico in cui si produce la forma dell'art. maschile plurale "gli"?. In contesto velare. Davanti a parola che inizia per consonante. Davanti a parola che inizia per vocale. In contesto palatale.

Le due forme "pericolo" e "periglio" sono. volgarismi (il secondo ormai desueto). rispettivamente un francesismo e un latinismo. cultismi. rispettivamente un latinismo e un francesismo.

Quali fenomeni fonetici riconosciamo nella derivazione di "rigoglio" dal prov. "orgolh". Prima dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro). Prima dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro). Prima metatesi (or > ro) poi dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-). Prima metatesi (or > ro) e dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-).

Dal punto di vista della morfologia verbale il Trecento si caratterizza. per l'estensione analogica della desinenza -amo della I persona pl. del presente indicativo dei verbi della I coniugazione a quelli delle altre. per l'estensione analogica della desinenza -iamo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni. per l'estensione analogica della desinenza -emo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni. per la distinzione delle desinenze -amo, -emo, -imo della I persona pl. del presente indicativo a seconda della coniugazione.

Negli avverbi composti con -mente in antico si verifica la regola secondo la quale. se l'aggettivo della II classe è parossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della I classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo viene sempre attuata.

In italiano la posizione prenominale degli aggettivi attributivi. è connotativa. è denotativa. è indifferente rispetto alla posizione postnominale. è più frequente della posizione postnominale.

Il tema di una frase. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è l'argomento principale della frase. è l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, il dato già noto all'interlocutore.

Cosa si intende per elemento "anaforico" o "cataforico"?. E' anaforico un elemento di ripresa di quanto già espresso nel discorso, è cataforico un elemento che rimanda alla realtà esterna non espressa nel discorso. E' cataforico un elemento di ripresa di quanto già espresso nel discorso, è anaforico un elemento che rimanda alla realtà esterna non espressa nel discorso. E' cataforico un elemento di ripresa di quanto già espresso, è anaforico un elemento che anticipa quanto si dirà. E' anaforico un elemento di ripresa di quanto già espresso, è cataforico un elemento che anticipa quanto si dirà.

Il rema di una frase. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, il dato già noto all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è l'argomento principale della frase. è l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore.

In che cosa consiste la tematizzazione?. Nell'anticipazione di un elemento della frase in prima posizione. Nella posposizione di un elemento della frase che dovrebbe stare in prima posizione. Nella messa in evidenza come elemento di avvio della frase di un elemento che, secondo l'ordine sintattico non marcato, non dovrebbe stare in prima posizione. Nella messa in evidenza come elemento di avvio della frase di un elemento nuovo, ignoto all'interlocutore.

Qual è la modalità con cui si attua la tematizzazione nella prosa del Passavanti?. Il rema della frase riprende, anche in forma pronominale, il tema della successiva. Il tema della frase riprende, anche in forma pronominale, il rema della precedente. Il rema della frase riprende, anche in forma pronominale, il tema della precedente. Il tema della frase anticipa anche in forma pronominale, il rema della successiva.

Qual è il significato stilistico dei periodi che iniziano con E nel brano del Passavanti commentato durante il corso?. corrisponde alla volontà del Passavanti di mantenere, in dipendenza dell'oralità originaria della predicazione, una forte coesione fra periodo e periodo. corrisponde alla volontà del Passavanti di mantenere, in dipendenza dell'oralità originaria della predicazione, una forte coerenzafra periodo e periodo. ha funzione coordinativa. indica la prevalente struttura paratattica del periodo del Passavanti.

La prevalente collocazione prenominale degli aggettivi nel Passavanti ha funzione. connotativa. denotativa. corrisponde alla libertà antica della collocazione aggettivale e non ha alcun rilievo stilistico. è determinata dal significato dei singoli aggettivi.

Nella frase del Passavanti La quale cosa non poté fare san Piero. abbiamo un esempio di stacco interfrasale. abbiamo un esempio di coniunctio relativa. abbiamo un esempio di connessione sintattica. abbiamo un esempio di anacoluto.

Quale fenomeno sintattico ritroviamo nella frase del Passavanti "Del quale novero ci dobbiamo ingegnare d'essere noi peccatori". Un uso improprio del verbo "ingegnare". Estirpazione di iato in "novero". Mancato rispetto della Legge Tobler-Mussafia. Risalita del clitico.

Indicate l'affermazione errata. Nel Trecento la desinenza della I persona plurale del presente indicativo -iamo sostituisce per tutte le coniugazioni le desinenze etimologiche. Nel Trecento è normale la forma "el" dell'articolo maschile singolare. Nel Trecento assistiamo ad una iniziale estensione della desinenza -ono della III persona plurale al presente indicativo di tutte le coniugazioni tranne la I. Nel Trecento è ancora costante la forma etimologica in -a della I persona sing. dell'imperfetto.

Indicate quale delle seguenti frasi contraddice l'uso della legge Tobler-Mussafia. "e per le tempestose avversitadi e gravi pericoli che ci sono". "Dove si dà ad intendere". "Présela San Piero". "E se si conduce e si guida bene".

Individuate la corretta definizione di "denotativo" e "connotativo". Con "connotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) non marcato dello strumento linguistico, limitato all'indicazione del referente reale; con "denotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) marcato, dalpunto di vista retorico, affettivo, espressivo di quello stesso utensile linguistico. Con "denotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) non marcato dello strumento linguistico, limitato all'indicazione del referente reale; con "connotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) marcato, dalpunto di vista retorico, affettivo, espressivo di quello stesso utensile linguistico. Indicano rispettivamente l'uso postnominale e prenominale degli aggettivi attributivi. Indicano rispettivamente un uso denotato o connotato degli aggettivi attributivi.

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