option
Questions
ayuda
daypo
search.php

Linguistica italiana - Ecampus - From 22 - Annalisa Oliviero

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
Linguistica italiana - Ecampus - From 22 - Annalisa Oliviero

Description:
Linguistica italiana

Creation Date: 2026/02/10

Category: Others

Number of questions: 92

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

Cosa studia la Linguistica: le lingue umane e studia la lingua in sé. la lingua inteso come organo. tutte le lingue del mondo. solo la lingua di un determinato Paese.

La linguistica generale si occupa: si occupa in maniera generica delle lingue. si occupa dello studio di una lingua nel dettaglio. si occupa di individuare il funzionamento della lingua. si occupa di individuare la struttura della lingua.

La linguistica storica si occupa: si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti che intercorrono tra queste e con la cultura di cui sono espressione. Si occupa dell’aspetto evolutivo di una lingua. Si occupa degli aspetti storici di una lingua. Si occupa della storia della lingua.

Le lingue storico-naturali sono: Le lingue presenti in natura. Le lingue conosciute solo grazie alla storia. Le lingue che venivano parlate nell’antichità. Le lingue nate spontaneamente, innate in ogni uomo.

La comunicazione è: Solo la messaggistica che avviene per mezzo tecnologico. L’interazione tra più persone che avviene mediante un mezzo non tecnologico. è un processo intenzionale che mette in relazione sei elementi specifici. è un processo intenzionale che mette in relazione quattro elementi specifici.

La lingua letteraria prevedeva: una netta distinzione tra prosa e poesia. una netta distinzione tra la produzione del 1200 e del 1300. la non distinzione tra prosa e poesia. la non distinzione tra la produzione del 1200 e del 1300.

L’uso scritto della lingua consentiva: Di migliorare le capacità di scrittura. Di migliorare le capacità espositive. La polimorfia. Gli arcaismi.

L’italiano, nel corso del Novecento: ridotto la polimorfia. ha sia rinunciato agli arcaismi. tutte le risposte sono vere. tutte le risposte sono false.

Il modello di italiano standard parlato è: Il milanese. Il fiorentino emendato. Il veneto. Il siciliano eliminato dei tratti locali.

Le variabili dell’italiano contemporaneo sono: 3. 6. 9. 12.

La variabile diamesica: È legata al mezzo materiale in cui avviene la comunicazione. E’ legata al tempo. E’ legata allo spazio. E’ legata all’interlocutore.

La variabile diacronica: E’ legata al tempo. E’ legata allo spazio. E’ legata al mezzo materiale in cui avviene la comunicazione. E’ legata all’interlocutore.

La variabile diatopica: E’ legata al tempo. E’ legata allo spazio. E’ legata al mezzo materiale in cui avviene la comunicazione. E’ legata all’interlocutore.

La variabile diastratica: E’ legata al tempo. E’ legata allo spazio. E’ legata al mezzo materiale in cui avviene la comunicazione. è quella legata alla posizione sociale del parlante.

La variabile diafasica: E’ quella legata alla situazione comunicativa. E’ legata allo spazio. E’ legata al mezzo materiale in cui avviene la comunicazione. E’ quella legata alla posizione sociale del parlante.

Il vocabolario di base è costituito da: 100 lessemi. 7000 lessemi. 10000 lessemi. 0 lessemi.

Il lessico fondamentale comprende: circa 2000 lessemi e le parole funzionali come verbi, sostantivi, aggettivi e avverbi più frequenti. circa 3500 lessemi e le parole non di uso comune. circa 200 lessemi e le parole funzionali come verbi, sostantivi, aggettivi e avverbi più frequenti. circa 2000 lessemi.

Il lessico di alto uso comprende: circa 2000 lessemi e le parole funzionali come verbi, sostantivi, aggettivi e avverbi più frequenti. comprende tra i 2500 e i 3000 lessemi, impiegati sia nel parlato che nello scritto e noti a tutti coloro che hanno almeno un livello di istruzione medio. costituito da circa 2300 lessemi legati a fatti, oggetti ed eventi della vita quotidiana, che, anche se non vengono nominati spesso, sono ben noti a ogni parlante. circa 3500 lessemi e le parole non di uso comune.

Il lessico di alta disponibilità: Comprende circa 2000 lessemi e le parole funzionali come verbi, sostantivi, aggettivi e avverbi più frequenti. Comprende tra i 2500 e i 3000 lessemi, impiegati sia nel parlato che nello scritto e noti a tutti coloro che hanno almeno un livello di istruzione medio. Costituito da circa 2300 lessemi legati a fatti, oggetti ed eventi della vita quotidiana, che, anche se non vengono nominati spesso, sono ben noti a ogni parlante. Circa 3500 lessemi e le parole non di uso comune.

Il vocabolario di base e il vocabolario comune costituiscono: il vocabolario corrente. Il vocabolario base-comune. Nessun vocabolario. Il vocabolario non corrente.

I vocabolari settoriali assumono: Assumono lessemi dal vocabolario comune a cui assegnano valori specifici. assumono lessemi dal vocabolario scientifico. assumono lessemi dal vocabolario storico. assumono lessemi dal vocabolario medico.

Due voci del lessico: Dittonghi e iati. Dittonghi e trittonghi. Voci gergali e regionalismi. Nessuna delle precedenti.

Il vocabolario relativo alla vita quotidiana è soggetto a: Vocaboli di uso non comune. Vocaboli settoriali. Vocaboli scientifici. Interferenze dialettali.

Geoomonimi: termini formalmente identici, ma che hanno significati diversi. termini formalmente diversi, ma che hanno lo stesso significato. termini formalmente identici, ma che hanno lo stesso significato. termini formalmente diversi, ma che hanno significati diversi.

Se si analizza il lessico italiano dal punto di vista etimologico: Si individuano quattro diverse componenti. Si individuano tre diverse componenti. S individuano due diverse componenti. Tutte le risposte sono vere.

Le neoformazioni: Sono le parole formate all’interno del sistema italiano, attraverso vari meccanismi. Sono le voci dotte. Sono le voci popolari. Nessuna delle precedenti.

I prestiti: Sono tutte le parole di origine latina. Sono tutte le parole di origine tedesca. le parole attinte ad altre lingue con cui l’italiano è entrato in contatto. Sono solo i dialetti.

Gli allotropi sono: Parole diverse sia nella forma che nel significato. Parole che hanno la stessa forma e lo stesso significato. Parole diverse solo nella forma. Parole diverse solo nel significato.

I latinismi: Sono parole dotte che non sono passate dal latino classico al latino volgare e poi all’italiano, ma sono state recuperate nel lessico italiano. Sono parole che sono passate dal latino classico. Sono parole che il lessico italiano non ha recuperato. Nessuna delle precedenti.

Il latinismo: E’ più fedele alla letteratura latina. E’ più fedele alla base latina sia nella forma che nel significato. E’ più fedele alla base latina nella forma. E’ più fedele alla base latina nel significato.

I neologismi: Sono parole create nel XXI secolo. Sono parole di cui non si conosce il significato. Sono parole nuove entrate da poco nel lessico di una lingua. Sono parole già in uso nel linguaggio quotidiano.

I neologismi combinatori: Dividono elementi già esistenti nella lingua. Mettono insieme elementi di nuova formazione nella lingua. Mettono insieme elementi tra loro. Mettono insieme elementi già esistenti nella lingua.

I neologismi semantici: Si hanno quando nuovi significati si aggiungono a voci già esistenti. Si hanno quando non si aggiungono nuove parole. Si hanno quando il lessico resta invariato. Si hanno quando nuove forme si aggiungono a voci già esistenti.

I forestierismi: Sono parole utilizzate sono dagli stranieri. Sono parole che derivano dai territori di confine. Sono le voci straniere adattate al sistema italiano. Sono le voci straniere escluse dal sistema italiano.

Il prestito: Consiste in una nuova forma aggiunta a voci già esistenti. Consiste in un nuovo significato aggiunto a voci già esistenti. Consiste in un nuovo significato. Nessuna delle precedenti.

Come si chiama il procedimento secondo il quale una parola o una locuzione straniera può entrare in un’altra lingua?. Prestito. Latinismo. Forestierismo. Calco.

Gli arabismi si sono: Diffusi nello scritto. Diffusi nel parlato, nel Medioevo. Diffusi nel parlato nel 1700. Diffusi nello scritto a cavallo tra il 1800 e il 1900.

I gallicismi: Sono suoni onomatopeici. Sono voci di origine francese e provenzale. Sono voci di origine tedesca. Sono voci di origine spagnola.

I germanismi: Sono voci di origine spagnola. Sono voci di origine francese e provenzale. Sono suoni onomatopeici. Sono voci tratte dalle popolazioni germaniche.

Gli ispanismi: Sono voci di origine francese e provenzale. Sono suoni onomatopeici. Sono voci tratte dalle popolazioni germaniche. Sono voci di origine spagnola.

Gli anglicismi: Sono le voci più numerose e più frequenti. Sono le voci meno diffuse. Sono le voci tratte dalle popolazioni germaniche. Nessuna delle precedenti.

I dialettismi riguardano: Solo determinati settori. Nessun settore. Solo il Sud Italia. Vari campi nozionali.

I geosinonimi: Lessemi della lingua italiana aventi come sinonimi, forma diversa e significato uguale. Lessemi della lingua italiana. Lessemi tipici delle zone settentrionali dell’Italia. Nessuna delle precedenti.

La fonetica si divide in: Due branche. Tre branche. Quattro branche. Cinque branche.

Le branche della fonetica sono: Fonetica articolatoria, acustica, uditiva. Fonetica settentrionale, centrale, meridionale. Fonetica dei dialetti, dell’italiano, delle lingue straniere. Nessuna delle precedenti.

I suoni linguistici sono prodotti attraverso: La lingua. La gola. I polmoni. L’apparato fonatorio.

In base al tipo o alla totale ostruzione i suoni sono: Sei. Cinque. Due. Tre.

Quali sono i suoni prodotti in base al tipo o alla totale ostruzione: Suoni aperti e chiusi. Suoni consonantici e vocalici. Suoni dolci e suoni gutturali. Nessuna delle precedenti.

Come si chiamano i suoni consonantici che presentano, nella parte iniziale le caratteristiche degli occlusivi e, in quella finale, le proprietà dei fricativi: Palatali. Velari. Affricati. Fricativi.

Nasali, laterali, vibranti: Tipi di vocali. Tipi di consonanti. Tipi di semivocali. Nessuna delle precedenti.

L’alfabeto italiano: la grafia è vicina alla pronuncia. La grafia è lontana dalla pronuncia. La pronuncia è vicina solo nelle lettere italiane. La pronuncia non è vicina nelle lettere straniere.

Uno stesso segno grafico esprime suoni diversi: Vero. Falso. Più segni grafici esprimono un solo suono. Uno stesso segno grafico esprime solo e soltanto un suono.

Un unico suono è espresso da più grafemi: Vero. Falso. Dipende dalle lettere considerate. Dipende dalla parola.

L’International phonetc Alphabet: IaP. IpA. ApI. PaI.

Paul Passy e Daniel Jones: Hanno ideato i neologismi. Hanno ideato il vocabolario. Hanno ideato l’International phonetc Alphabet. Hanno ideato i forestierismi.

Il sistema fonologico italiano è costituito da: 8 vocali , 2 semivocali o semiconsonanti, 21 consonanti. 7 vocali, 2 semivocali o semiconsonanti, 21 consonanti. 7 vocali, 3 semivocali o semiconsonanti, 21 consonanti. 7 vocali, 2 semivocali o semiconsonanti, 20 consonanti.

Le vocali si dispongono secondo il: Triangolo vocalico. Quadrato vocalico. Cerchio vocalico. Nessuna delle precedenti.

In base a quanti elementi vengono divise le consonanti: Due. Tre. Quattro. Cinque.

Le consonanti che si producono prima con un’occlusione e poi con un restringimento sono: Affricate o semiocclusive. Fricative. Palatali. Velari.

Cosa distingue i suoni sordi da quelli sonori?. Luogo di articolazione. Modo di articolazione. Vibrazione delle corde vocali. Nessuna delle precedenti.

I suoni vocalici si distinguono da quelli consonantici: Sono sempre sordi. Sono sempre sonori e prodotti senza diaframma. Sono sempre intervocalici. Sono sempre semiconsonantici.

Lo scopo è proprio quello di chiarire la struttura logica del discorso: Le consonanti. L’alfabeto. La punteggiatura. Le vocali.

I digrammi ch e gh: Sono velari. Sono consonantici. Sono un caso di non corrispondenza tra grafema e fonema. Sono un caso di corrispondenza tra grafema e fonema.

Il digramma sc e il trigramma sci: Sono velari. Sono consonantici. Sono un caso di non corrispondenza tra grafema e fonema. Sono un caso di corrispondenza tra grafema e fonema.

SI usa per indicare un’interruzione forte sia sul piano formale sia sul piano del contenuto: La virgola. Il punto e virgola. I due punti. Il punto.

Si usa per indicare una pausa un po’ più significativa di quella della virgola: Il punto e virgola. I due punti. Il punto. La virgola.

Si usa alla fine di una domanda diretta: Il punto e virgola. I due punti. Il punto. Il punto interrogativo.

Afaresi: quando a cadere è il fono in posizione iniziale. quando a cadere è il fono in posizione finale. quando a cadere è il fono in posizione interna. nessuna delle precedenti.

Sincope: quando a cadere è il fono in posizione iniziale. quando a cadere è il fono in posizione finale. quando a cadere è il fono in posizione interna. nessuna delle precedenti.

Apocope: quando a cadere è il fono in posizione iniziale. quando a cadere è il fono in posizione finale. quando a cadere è il fono in posizione interna. nessuna delle precedenti.

L’inserzione riguarda: Può riguardare sia le vocali sia le consonanti. Riguarda solo le vocali. Riguarda solo le consonanti. Nessuna delle precedenti.

Epentesi: quando il fono viene inserito in posizione interna. quando il fono viene inserito in posizione finale. quando il fono viene in posizione iniziale. nessuna delle precedenti.

I fattori: l’intensità, l’altezza tonale. l’intensità, la lunghezza, l’altezza tonale. la lunghezza, l’altezza tonale. nessuna delle precedente.

Le lingue si differenziano: Per la posizione che l’accento occupa alla fine di una parola. Per la posizione che l’accento occupa all’inizio di una parola. Per la posizione che l’accento occupa in un articolo. Per la posizione che l’accento occupa all’interno della parola.

Morfema lessicale: Porta un significato concettuale e denotativo derivante dalla sua appartenenza al lessico dell’italiano e utile a distinguerlo da altri morfemi che fanno riferimento alla realtà esterna alla lingua. Porta un significato solo concettuale derivante dalla sua appartenenza al lessico dell’italiano e utile a distinguerlo da altri morfemi che fanno riferimento alla realtà esterna alla lingua. E’ utile a distinguerlo da altri morfemi che fanno riferimento alla realtà esterna alla lingua. nessuna delle precedenti.

Funzione derivazionale del morfema grammaticale: Serve a produrre parole nuove. Serve a produrre parole nuove a partire da altre già esistenti. Serve a produrre aggettivi. Nessuna delle precedenti.

Morfemi lessicali sono: Quelli che portano il significato principale della parola. Aggettivi. Quelli che portano la forma alla parola. Nessuna delle precedenti.

Processi di formazione delle parole: la diamesia e la composizione. La diafasia. La diamesia. La derivazione e la composizione.

Composizione delle parole: Entrambe nomi. Entrambe aggettivi. Un verbo e un avverbio. Tutte le risposte sono corrette.

Il comparativo di maggioranza si realizza: Con tecnica analitica, con l’avverbio più premesso all’aggettivo. Con l’articolo più l’aggettivo. Con il verbo più l’aggettivo. Nessuna delle precedenti.

Nei nomi italiani la flessione marca. la categoria del numero. la categoria degli aggettivi. la categoria dei verbi. nessuna delle precedenti.

Il maschile è il genere: Marcato. Non marcato. Si riferisce solo ai nomi. Nessuna delle precedenti.

Gli articoli italiani: Si presentano ben distinti tra forme maschili e femminili, singolari e plurali. Si presentano solo al maschile. Si presentano solo al femminile. Si presentano solo al plurale.

Dell’articolo indeterminativo: L’italiano ha solo il singolare, al plurale si usano gli indefiniti o i partitivi. L’italiano ha solo il plurale. L’italiano usa solo i partitivi. L’italiano usa solo gli indefiniti.

Lingua PRO-DROP: Che consente la caduta del nome. Che consente la caduta dell’aggettivo. Che consente la caduta del verbo. Che consente la caduta del pronome.

I pronomi essi ed esse e i singolari egli ed ella sono: oggi molto usati. oggi scarsamente usati. non esistono più. nessuna delle risposte precedenti.

I pronomi personali tu, lei, ella, voi e loro: svolgono anche la funzione di allocutivi. svolgono anche la funzione di aggettivi. svolgono anche la funzione di verbi. svolgono anche la funzione di articoli.

I pronomi atoni sono detti: Aggettivi. Aclitici. Clitici. Nessuna delle precedenti.

I clitici: Sono più frequenti nello scritto. Sono più frequenti nel parlato. Sono più frequenti per i messaggi. Nessuna delle precedenti.

Si utilizzano di solito: I cardinali al posto degli ordinali. Gli ordinali al posto dei cardinali. I verbi al posto dei cardinali. Nessuna delle precedenti.

Il nucleo della frase è costituito: Dal verbo e dagli elementi che sono direttamente legati ad esso per completarne il significato. Dagli aggettivi e dagli avverbi. Dagli articoli e dagli aggettivi. Nessuna delle precedenti.

Il nucleo della frase è costituito: Dal verbo e dagli elementi che sono direttamente legati ad esso per completarne il significato. Dagli articoli e dagli aggettivi. Dagli aggettivi e dagli avverbi. Nessuna delle precedenti.

Report abuse