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Linguistica italiana Longo 1-15

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Linguistica italiana Longo 1-15

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lezione 1 - 15

Creation Date: 2026/02/27

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Number of questions: 54

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Come viene definito l’insieme delle lingue e delle varietà linguistiche usate da un individuo o da una comunità?. Dizionario sociolinguistico. Atlante linguistico. Corpus linguistico. Repertorio linguistico.

Quale asse di variazione riguarda le differenze linguistiche legate al contesto comunicativo e ai registri?. Variazione diatopica. Variazione diafasica. Variazione diacronica. Variazione diamesica.

Quale evento favorì la diffusione dell’italiano tra ampie masse dialettofone nel Novecento?. La pubblicazione del Vocabolario degli Accademici della Crusca. La caduta dell’Impero romano d’Occidente. La Prima guerra mondiale. Il concilio di Trento.

Quale varietà linguistica rappresenta la base dell’italiano moderno?. Il latino classico. Il veneziano del Cinquecento. Il toscano contemporaneo. Il fiorentino trecentesco.

Secondo le stime storiche, quante persone parlavano italiano al momento dell’Unità d’Italia (1861)?. Circa il 25% della popolazione. Appena lo 0,5% della popolazione. Oltre il 50% della popolazione. Circa il 2,5-9,5% della popolazione.

Quale autore sostenne l’adozione del fiorentino trecentesco come lingua letteraria nel dibattito della Questione della lingua?. Niccolò Machiavelli. Baldesar Castiglione. Gian Giorgio Trissino. Pietro Bembo.

Quale fenomeno linguistico caratterizza l’italiano regionale secondo Pellegrini?. L’uso esclusivo di dialettismi nella comunicazione scritta. La lingua standard codificata dalla Treccani. La lingua dei testi letterari del Rinascimento. L’italiano parlato dagli ex dialettofoni che incorpora tratti fonetici, lessicali e morfosintattici dei dialetti locali.

Nel Cinquecento, quale significato assunse in Italia il termine “dialetto”?. Varietà linguistiche di pari dignità utilizzate in tutti i generi letterari. Sinonimo di italiano standard, usato in ambito colto. Qualsiasi lingua straniera parlata sul territorio italiano. Varietà subordinate rispetto al modello fiorentino trecentesco, percepite come inferiori dal punto di vista letterario.

Quale affermazione descrive correttamente l’origine dei dialetti italiani?. I dialetti derivano esclusivamente dal fiorentino letterario del XIV secolo. I dialetti nascono dall’influenza francese e spagnola sul territorio italiano. I dialetti derivano direttamente dal latino e non dall’italiano basato sul modello toscano. I dialetti sono varietà dell’italiano standard sviluppate nel Novecento.

Cosa descrive il concetto di diglossia in ambito sociolinguistico?. La convivenza di due varietà linguistiche geneticamente affini ma socialmente differenziate, con prestigio diverso. L’uso esclusivo del dialetto in contesti familiari. La sostituzione completa dei dialetti con l’italiano standard. L’adozione di lingue straniere nelle scuole italiane.

Quale affermazione descrive correttamente i dialetti italiani settentrionali?. Sono strutturalmente identici ai dialetti centro-meridionali. Coincidono con i dialetti toscani. Comprendono il gruppo gallo-italico e il gruppo veneto. Comprendono solo le varietà lombarde.

Quale tratto accomuna i dialetti italiani settentrionali?. L’uso del possessivo enclitico. La totale assenza di fenomeni di sonorizzazione. La perdita dell’opposizione fonologica tra consonanti doppie e scempie. La conservazione rigorosa delle geminate.

Qual è un tratto caratteristico dei dialetti centro-meridionali?. L’assenza totale di metafonesi. La caduta sistematica delle vocali finali. L’uso generalizzato delle vocali anteriori arrotondate /y/ e /ø/. La conservazione dell’opposizione tra geminate e scempie.

Che cosa si intende per “dialetto dislocato”?. Un dialetto derivato artificialmente dall’italiano standard. Un dialetto usato solo come lingua scritta. Una varietà dialettale parlata esclusivamente nelle isole italiane. Una varietà dialettale presente fuori dall’area originaria a causa di migrazioni o espansioni storiche.

Quale tra le seguenti affermazioni riflette correttamente l’idea di variabilità linguistica secondo la sociolinguistica?. Le varianti linguistiche sono sempre casuali e prive di legami con il contesto sociale. La lingua standard rappresenta l’unica forma corretta e tutte le altre sono errori. La lingua non è un sistema monolitico, ma presenta una varietà di usi legati a diversi fattori sociali. Le differenze linguistiche non possono essere oggetto di studio scientifico.

Che cosa si intende in sociolinguistica per “varietà di lingua”?. Un insieme di regole grammaticali rigide e immutabili. Un insieme di tratti linguistici che si associa sistematicamente a un determinato profilo sociale o situazionale. Un modo individuale e idiosincratico di parlare di ogni singola persona. Una forma linguistica completamente separata dal resto del sistema.

Quale variabile sociale è considerata centrale negli studi sociolinguistici?. Lo strato o gruppo sociale. Il genere, in quanto unico determinante del comportamento linguistico. La nazionalità dei parlanti come unica dimensione rilevante. La professione come unico indicatore della variazione.

Che cosa si intende per “continuum sociolinguistico”?. Un sistema rigido in cui le varietà linguistiche sono gerarchicamente separate e non si influenzano. Una serie di varietà linguistiche che sfumano progressivamente l’una nell’altra senza confini netti. Una classificazione che distingue solo lingua standard e lingua popolare, senza varietà intermedie. L’insieme delle lingue parlate in più continenti.

L’italiano giovanile è caratterizzato da: Mancanza di influssi dialettali. Una varietà sia diastratica sia diafasica. Una varietà esclusivamente colta. Errori ortografici sistematici.

Quale varietà diastratica dell’italiano è definita principalmente per assenza di tratti substandard?. Italiano popolare. Italiano neostandard. Italiano giovanile. Italiano colto.

Quale fenomeno è tipico della grafia dell’italiano popolare?. Separazione sempre accurata delle parole. Punteggiatura regolare. Uso corretto dei digrammi e trigrammi. Omissione della ‹h› (anno visto, ance per anche).

Qual è la posizione sociale dei dialetti nel repertorio linguistico italiano?. Parità con l’italiano standard. Gradino più basso della gerarchia sociolinguistica. Superiore all’italiano popolare. Considerata lingua nazionale.

Qual è il tratto distintivo principale della variazione diamesica?. La presenza di tecnicismi settoriali. Il rapporto tra parlante e interlocutore. La differenza tra lingua parlata e lingua scritta. Il livello di istruzione dei parlanti.

Che cosa definisce principalmente il registro linguistico?. L’area geografica in cui avviene la comunicazione. Il grado di formalità della situazione comunicativa e il rapporto tra interlocutori. La presenza di tecnicismi settoriali. L’età dei parlanti.

Che cosa caratterizza maggiormente la variazione di sottocodice?. La scelta degli allocutivi. Il grado di formalità dell'interazione. La rapidità dell’eloquio. La presenza di tecnicismi legati all’ambito tematico o specialistico.

Qual è la principale differenza tra variazione diastratica e variazione diafasica?. La variazione diastratica riguarda il canale, mentre la diafasica riguarda il mezzo. La variazione diafasica è sempre associata a dialetti regionali. La variazione diafasica è legata alla classe sociale, mentre la diastratica al registro. La variazione diastratica è legata stabilmente al parlante, mentre la diafasica dipende dalla situazione comunicativa.

Secondo Sabatini e Berruto, quale concetto si avvicina maggiormente all’italiano dell’uso medio?. Italiano aulico. Italiano neo-standard. Italiano regionale colto. Dialetto italianizzato.

Quale varietà linguistica, secondo Sabatini, è largamente diffusa nella comunicazione quotidiana e nei contesti di media formalità?. Italiano standard. Italiano regionale delle classi popolari. Italiano dell’uso medio. Dialetto locale.

Secondo Sabatini, l’italiano dell’uso medio si distingue dallo standard principalmente per: La ricettività dei tratti generali del parlato. L’adozione di forme dialettali locali. L’uso esclusivo nella comunicazione scritta formale. L’assenza di tratti panitaliani.

Quale fenomeno linguistico si può considerare sostanzialmente completato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 del Novecento?. L’emergere dell’italiano tecnologico secondo Pasolini. Il processo di unificazione linguistica in Italia. La diffusione dei dialetti locali. La codifica dell’italiano regionale.

Quante vocali toniche presenta l’italiano standard?. Cinque. Sette. Otto. Sei.

Qual è la funzione principale dell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)?. Rappresentare le lettere dell’alfabeto latino. Eliminare ambiguità tra grafema e fono. Segnalare sillabe accentate. Rendere più semplice la scrittura italiana.

Quale modo di articolazione implica il completo blocco del flusso d’aria seguito dal rilascio?. Fricative. Occlusive. Affricate. Nasali.

Come vengono definiti i foni prodotti con vibrazione delle corde vocali?. Foni sordi. Foni sonori. Consonanti. Consonanti.

Quale tratto soprasegmentale distingue le parole àncora e ancòra?. La posizione della coda sillabica. Il fonema iniziale. La lunghezza della vocale. L’accento tonico.

Qual è il nucleo della sillaba in italiano?. La consonante iniziale. La consonante finale. La semivocale. La vocale.

Cosa sono gli allofoni?. Segni grafemici privi di fonologia. Fonemi distintivi di una lingua. Varianti fonetiche di uno stesso fonema che non distinguono significato. Foni inventati non presenti nella lingua.

Qual è la differenza fondamentale tra fono e fonema?. Il fonema e il fono sono sinonimi. Il fono è la realizzazione concreta del suono, il fonema è l’unità astratta che distingue significati. Il fono ha valore fonologico, il fonema solo fonetico. Il fonema è un suono reale, il fono è mentale.

Quale tratto distintivo permette di distinguere le vocali /i/ e /u/ in italiano?. Frequenza. Arrotondamento. Intensità. Lunghezza.

Qual è il concetto introdotto da Jakobson, Halle e Fant per descrivere i fonemi come combinazioni di proprietà articolatorie e acustiche?. Sillabe toniche. Tratti distintivi. Fonotassi. Allofoni.

Quale fenomeno fonologico consiste nel fatto che un segmento fonico assume i tratti di un segmento adiacente?. Dissimillazione. Assimilazione. Epentesi. Metatesi.

Quale tipo di inserzione riguarda l’aggiunta di un segmento all’interno di una parola per facilitare la pronuncia?. Prostesi. Epentesi. Epitesi. Apocope.

Perché l’allomorfo lo si utilizza davanti a consonanti geminate iniziali come /ʦ/ e /ʃ/?. Per enfatizzare il significato della parola successiva. Perché il è vietato davanti a tutte le consonanti. Per permettere una risillabificazione che rispetti i vincoli dell’attacco sillabico italiano. Per motivi puramente storici, senza effetto fonologico.

Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la distribuzione degli allomorfi dell’articolo definito maschile singolare in italiano?. L’ si usa davanti a consonante geminata, il davanti a vocale. Il e lo sono intercambiabili in tutti i contesti. Lo si usa davanti a tutte le consonanti, il davanti a vocale iniziale. Il si usa davanti ad attacchi consonantici regolari, lo davanti ad attacchi irregolari, l’ davanti a vocale iniziale.

Qual è la funzione principale del raddoppiamento fonosintattico regolare in italiano?. Eliminare vocali finali atone. Geminare consonanti in qualsiasi posizione della parola. Riequilibrare la leggerezza della sillaba tonica finale delle parole tronche rendendola pesante. Segnalare l’accento tonico delle parole piane.

Qual è il ruolo dell’epitesi vocale nelle varietà toscane e centro-meridionali?. Indicare un pluralizzante morfologico. Segnalare vocali lunghe in parole sdrucciole. Trasformare parole tronche in sillabe pesanti per rispettare la regolarità prosodica. Sostituire consonanti iniziali irregolari con vocali.

Perché scriviamo un’altra con l’apostrofo ma un altro senza?. Perché l’italiano standard non consente la sequenza /n/ + vocale. Perché un’ deriva da un processo di elisione, mentre un deriva da un processo di apocope. Perché l’apostrofo indica sempre un fonema geminato. Perché altro è una parola tronca e altra no.

Qual è lo scopo principale della trascrizione fonetica di una frase?. Trascrivere la grafia corretta della frase. Identificare i fonemi di una lingua astratta. Studiare la morfologia delle parole. Rappresentare graficamente i suoni così come vengono effettivamente pronunciati.

Qual è la principale differenza tra trascrizione fonetica e trascrizione fonemica?. La trascrizione fonetica rappresenta solo le vocali, quella fonemica solo le consonanti. La trascrizione fonetica è sempre più breve di quella fonemica. La trascrizione fonemica rappresenta i fonemi, unità astratte dotate di funzione distintiva, mentre quella fonetica rappresenta i suoni reali. La trascrizione fonemica include fenomeni di raddoppiamento fonosintattico, quella fonetica no.

Qual è la ragione della presenza della consonante geminata in parole come dappertutto e cosicché?. Derivano da sequenze di più parole in cui il raddoppiamento fonosintattico ha geminato la consonante iniziale. La geminazione è un fenomeno casuale senza regola. Si tratta di un errore di ortografia storica. Sono influenze di prestiti stranieri.

Cosa indica il suffisso derivazionale in una parola come amministratore?. La funzione agentiva. La persona grammaticale. La vocale tematica. Il genere.

Che cos’è un morfema?. La più piccola unità linguistica dotata di significato. L’unità minima di suono senza significato. Una desinenza flessiva. Una parola composta da più sillabe.

Quale dei seguenti è un esempio di morfema legato?. virtù. sport. bar. -tor- in amministratore.

Qual è il componente della grammatica che comprende il lessico e le regole morfologiche?. Componente lessicale. Sintassi. Pragmatica. Componente fonologico.

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