linguistica murru
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![]() linguistica murru Description: solo domande programma murru 12CFU |



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Nella produzione dei suoni, la vibrazione delle corde vocali dà luogo. alle laterali. alle approssimanti. a nessuna distinzione. alla distinzione sorde/sonore. i fonemi sono. i foni dotati di valore distintivo. l'unità di analisi della fonetica. in generale, i suoni prodotti dall'apparato fonatorio. lo stesso che foni. quale di queste coppie è composta da una sorda e una sonora?. /b d/. /p t/. /p b/. /f p/. /r/ è una: approssimante. nasale. laterale. vibrante. Le consonanti occlusive. sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d'aria, alla quale segue un rilascio completo che provoca un suono continuo. sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d'aria, alla quale segue un rilascio completo che provoca un suono momentaneo. sono prodotte creando una chiusura parziale del flusso d'aria producendo un suono continuo. sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d'aria, alla quale segue un rilascio parziale e l'aria passa con difficoltà, producendo un suono continuo. Le vocali dell’italiano sono. cinque. cinque in posizione tonica, sette in posizione atona. dieci. sette in posizione tonica, cinque in posizione atona. In fiore troviamo. un dittongo ascendente. un dittongo discendente. il raddoppiamento fonosintattico. uno iato. Il raddoppiamento fonosintattico. non è più produttivo. avviene all’interno di parola. non avviene all’interno di parola. non è mai spiegabile come assimilazione regressiva prodottasi al confine tra due parole. /ts, dz, tʃ, dʒ / sono. affricate. laterali. fricative. approssimanti. Le consonanti si producono quando. l'aria fuoriesce senza incontrare ostacoli. esclusivamente quando le corde vocali vibrano. in un certo punto e secondo determinate modalità il tratto vocale è chiuso. esclusivamente quando si ha un’occlusione del tratto vocale. Per definire un suono consonantico è necessario indicare. il luogo di articolazione, la durata e la sordità/sonorità. il modo di articolazione, il luogo di articolazione e la sonorità/sordità. il modo di articolazione, la durata e la sordità/sonorità. il modo di articolazione, il luogo di articolazione e la lunghezza. L'unità di analisi della fonologia è. il fonema. il morfema. il lessema. il fono. La fonetica. studia i significati delle parole. studia i suoni dal punto di vista concreto. studia i meccanismi di formazione delle parole. studia i suoni da un punto di vista astratto e relazionalestudia i suoni linguistici dal punto di vista concreto. La fonologia. studia i suoni linguistici dal punto di vista concreto. studia i suoni da un punto di vista astratto e relazionale. studia il lessico di una lingua. studia i meccanismi di formazione delle parole. la composizione neoclassica è. tutte e tre le risposte sono corrette. alla base della parola cardiopatia. un tipo di composizione a cui ricorrono tuttora molti linguaggi specialistici. un tipo di composizione che attinge al serbatoio delle lingue classiche. il morfema è. esclusivamente di tipo flessivo. un fono dotato di valore distintivo. ciascun elemento minimo dotato di significato di cui si compongono le parole. l'unità di analisi della fonetica. filmaccio è un caso di. composizione neoclassica. composizione. alterazione. derivazione a suffisso zero. Spazzacamino è. un composto. un alterato. un affisso. un derivato a suffisso zero. Per quanto riguarda la morfologia verbale. tutte e tre le risposte sono corrette. i tempi semplici presentano una morfologia sintetica. nel passaggio dal latino si hanno sia tratti di semplificazione sia introduzione di nuovi modi e tempi. i tempi composti presentano una flessione analitica. il significato lessicale di "casa" è veicolato da. il morfema cas-. entrambe le risposte sono corrette. il morfema -a. nessuna delle due risposte è corretta. Un verbo parasintetico è. un verbo a suffisso zero. un verbo creato a partire da un nome o aggettivo con l’aggiunta simultanea di un prefisso e della desinenza dell’infinito. un verbo privo di prefisso. un verbo non più esistente. Un affisso è. esclusivamente un suffisso. un morfema libero. esclusivamente un prefisso. un morfema legato. abbasso è un caso di. alterazione. verbo parasintetico. derivazione a suffisso zero. paradigma flessionale. La morfologia studia. I meccanismi che regolano la struttura interna delle parole. i suoni. le regole sintattiche. i fonemi. I diversi parametri di variazione di una parola variabile ne costituiscono. il morfema. lo spettro semantico. il paradigma flessionale. il significato lessicale. Bistecca è. un prestito non adattato. un prestito adattato. un prestito di ritorno. un neologismo. fine settimana, che deriva da weekend, è. un prestito non adattato. un calco semantico. un calco di traduzione. un prestito di ritorno. Lo strato più esterno di una lingua è. la fonologia. il lessico. la morfologia. i foni. la lessicografia. si occupa di raccogliere e definire i vocaboli che compongono il lessico di una lingua. si occupa dello studio scientifico del lessico, delle proprietà caratteristiche delle parole, del modo in cui entrano in rapporto tra loro. studia i meccanismi di formazione delle parole. studia i paradigmi flessionali. L’unità di analisi fondamentale per lo studio del lessico è. il lemma. il morfema. l'affisso. il lessema. Mangiare deriva. dall'arabo. dal greco. dall'inglese. dal francese. Indicare la coppia di allotropi. persona e popolo. zoologia e farmacologia. angustia e angoscia. lupo e scrofa. I tecnicismi si creano. tutte e tre le risposte sono corrette. prendendo in prestito il termine da altre lingue. coniando un termine nuovo attingendo alle risorse della morfologia lessicale. risemantizzando una parola già esistente. I dialettismi. sempre tecnicismi. usati specialmente nella regione di origine. sono esclusivamente di ambito gastronomico. sono parole di provenienza locale poi diffuse in tutta Italia. La maggior parte degli ispanismi entra nella lingua italiana. nel Medioevo. nell'Ottocento. Nel Novecento. nel Cinquecento e nel Seicento. Ciliegio, ulivo e mandorlo sono. anglicismi. arabismi. germanismi. grecismi. Gli allotropi. sono esclusivamente lessemi ereditari. sono esclusivamente latinismi. si hanno quando dalla stessa base latina si hanno un lessema ereditario e un latinismo. consistono nell’aggiunta di un significato nuovo a una parola italiana già esistente per influsso di un’altra lingua. Alleanza. è un latinismo. appartiene al sostrato osco-umbro. appartiene al sostrato etrusco. appartiene al sostrato celtico. Persona. appartiene al sostrato celtico. è un latinismo. appartiene al sostrato osco-umbro. appartiene al sostrato etrusco. Betulla. appartiene al sostrato etrusco. appartiene al sostrato celtico. è un latinismo. appartiene al sostrato osco-umbro. I lessemi ereditari. sono prestiti da altre lingue. sono vocaboli presi a prestito dal latino in vari momenti della nostra storia linguistica. provengono dal latino parlato e sono giunti a noi per tradizione ininterrotta. non sono mai vocaboli relativi alla vita quotidiana. Un calco semantico. si ha nei composti o nelle espressioni polirematiche e consiste nella traduzione dei singoli elementi. consiste nell’aggiunta di un significato nuovo a una parola italiana già esistente per influsso di un’altra lingua. consiste nell'accogliere una parola straniera mantenendone la struttura morfologica originaria. consiste nell'accogliere una parola straniera mantenendone la struttura fonologica originaria. i neologismi. non sono mai formazioni endogene. vengono accolti immediatamente dai lessicografi, che li registrano nei dizionari. vengono accolti con prudenza dai lessicografi, che li distinguono dagli occasionalismi. non sono mai prestiti. gli omonimi sono. parole che condividono il loro significato fondamentale. parole convergenti nel significante ma di significato diverso. parole che condividono il significato fondamentale. parole di significato opposto. copertina rispetto a libro è. iperonimo. olonimo. antonimo. meronimo. un meronimo di automobile è. motocicletta. volante. camioncino. macchina. gatto e siamese sono rispettivamente. omonimo e antonimo. iponimo e iperonimo. antonimo e omonimo. iperonimo e iponimo. autista e conducente sono. iperonimi. antonimi. omonimi. sinomini. Tavolino rispetto a mobile è. sinonimo. iponimo. omonimo. iperonimo. I dizionari dell'uso. sono dizionari storici. documentano il passato della lingua sulla base dei testi scritti. hanno come obiettivo principale individuare l'etimologia delle parole. documentano la lingua corrente. Il vocabolario di base dell'italiano consta di circa. oltre 200.000 lemmi. 6.700 lemmi. tra i 40.000 e i 45.000 lemmi. 2.000 lemmi. Con la nozione di sistema si intende. la media delle scelte fatte dalla maggioranza dei parlanti. l'insieme delle parole o espressioni agrammaticali che violano le regole della lingua italiana. l'insieme delle scelte concrete fatte dai parlanti. l'insieme delle regole astratte che permettono al codice di funzionare come tale. L’italiano standard, codificato dalle grammatiche e assunto come modello di prestigio dalle persone colte, assume le caratteristiche di. del fiorentino scritto del Trecento. del fiorentino così com'è parlato a Firenze. un fiorentino emendato. del romano. La variabile diafasica. è legata allo spazio. è legata alla posizione sociale del parlante. è legata al mezzo di comunicazione. è legata alla situazione comunicativa. La variabile diatopica. è legata allo spazio. è legata al mezzo di comunicazione. è legata alla situazione comunicativa. è legata alla posizione sociale del parlante. La situazione linguistica italiana oggi può essere definita. monolinguismo. diglossia. bilinguismo. dilalìa. La variazione diafasica si realizza attraverso. scritto e parlato. lingua e dialetti. l'italiano popolare. registri e sottocodici. L'anafonesi è un fenomeno fonetico. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / solo in alcuni contesti. L'anafonesi. distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali e dall'italiano. distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali. distingue il fiorentino dall'italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e l'italiano dai dialetti settentrionali e meridionali. Il vocalismo panromanzo. è alla base anche dell'italiano. è identico al vocalismo sardo. È alla base del vocalismo asimmetrico rumeno. è alla base esclusivamente dell'italiano. Il sistema vocalico latino comprendeva. otto vocali. dieci vocali. cinque vocali. sette vocali. l vocalismo sardo comprende. Dieci vocali con distinzione tra vocale breve e vocale lunga. dieci vocali. cinque vocali. sette vocali. Il monottongamento di AU > ɔ: si presenta solo in siciliano. si presenta in maniera uniforme sul territorio romanzo. si presenta in maniera non uniforme sul territorio romanzo. non è avvenuto. Sono coppie minime. /peska/ e /pɛska/. / pɛska / e /pɛska/. /peska/ e /peska/. /bɔtte/ e / bɔtte/. il vocalismo atono panromanzo comprende. tre vocali. cinque vocali. dieci vocali. sette vocali. Il vocalismo siciliano comprende. Dieci vocali con distinzione tra vocale breve e vocale lunga. sette vocali. dieci vocali. cinque vocali. La distinzione fonetica latina fra variante lunga e variante breve di ciascuna vocale in latino. non aveva rilevanza fonologica. non esisteva. non era una distinzione che consentisse di distinguere due parole di significato diverso, in virtù di quella sola variazione fra vocale breve e vocale lunga del medesimo timbro. aveva rilevanza fonologica. L'anafonesi. è uno dei tratti fonetici che dimostrano la non fiorentinità alla base dell’italiano. è uno dei tratti fonetici che più dimostrano la fiorentinità alla base dell’italiano. consiste nell'elevazione di o chiusa tonica ad u quando nella sillaba finale si trova una i o una u. è un fenomeno non toscano. l'anafonesi. consiste nel dittongamento di e aperta tonica in sillaba libera a ie e di o aperta tonica in sillaba libera a uo. consiste nell' elevazione di e chiusa tonica ad i quando nella sillaba finale si trova una i o una u. non è un fenomeno fiorentino. consiste nell’innalzamento di grado della vocale accentata in due contesti fonetici. lo sviluppo dalla /Ԑ/ (E ) e dalla /ᴐ/ (Ŏ ) toniche di /jԐ/ e /wᴐ pertiene al. metafonesi. dittongamento toscano. dittongamento napoletano. anafonesi. Si ha GRAMĬNEA(M) > gramegna > gramigna. per anafonesi. per metafonesi. per dittongamento toscano. in area non fiorentina. Si ha FŬNGU(M) > fongo > fungo. per anafonesi. in area non fiorentina. per dittongamento toscano. per metafonesi. la chiusura della /e/ in /i/ prima di /ʎ/ (laterale palatale), /ɲ/ (nasale palatale), come nel caso di FAMĬLIA(M) > fameglia > famiglia, pertiene al fenomeno. della metafonesi. dell'anafonesi. del dittongamento napoletano. del dittongamento toscano. Nel vocalismo atono panromanzo si ha. Ĭ > /i/. Ĭ > /e/. Ē > /i/. Ī > /e/. ŎCCIDERE > uccidere è un caso di. anafonesi. chiusura di e in protonia. Chiusura di o in protonia. chiusura di o in postonia. Nel passaggio CAMBARUM > gambero si ha. la chiusura di /a/ seguita da /r/ in /e/ in posizione postonica. la metafonesi. la chiusura di /e/ in posizione postonica. una labializzazione in protonia. DE POST > dopo è un caso di. Chiusura in protonia. dittongamento spontaneo. anafonesi. Labializzazione in protonia. nelle forme perifrastiche dei futuri e dei condizionali di verbi alla prima coniugazione si realizza sistematicamente. la chiusura di e in protonia. la chiusura di o in protonia. il passaggio AR > ER. la labializzazione in protonia. L’occlusiva bilabiale sonora tra due vocali. ha dato come esito una fricativa labiodentale sonora. ha dato come esito un raddoppiamento. ha dato come esito un’affricata sonora. ha dato come esito una bilabiale sorda. Saetta deriva da. SAĬTTAM. SAGĔTTAM. SAĔTTAM. SAGĬTTAM. Il passaggio UNG(U)LAM > unghia è un caso di. Palatalizzazione della laterale /l/ preceduta da un’altra consonante. Sonorizzazione di sorda intervocalica. Sviluppo di affricata palatale. Spirantizzazione. Nel sistema ortografico italiano per segnare la nasale palatale ɲ si è fatto ricorso a. un digramma. un trigramma. il segno diacritico <h>. il segno diacritico <i>. Nel sistema ortografico italiano per la laterale palatale λ si è fatto ricorso a. un digramma. un trigramma. il segno diacritico ma solo davanti a vocale velare. il segno diacritico <h>. La laterale /l/ preceduta da un’altra consonante. si palatalizza in /j/. si sonorizza. non si palatalizza in /j/. resta tale. Il fenomeno per cui si perde un fono o una sillaba in posizione finale è: la sincope. la metafonesi. l'aferesi. l'apocope. buon mattino è un caso di. apocope. anafonesi. aferesi. sincope. Il fenomeno per cui si perde un fono o una sillaba in posizione inziale è: la sincope. l'aferesi. l'apocope. l'anafonesi. buon giorno è un caso di. apocope consonantica. apocope vocalica obbligatoria. sincope. apocope vocalica facoltativa. la forma stasera presenta un caso di. apocope consonantica. aferesi. sincope. apocope vocalica. Nel passaggio dal latino classico al latino volgare e poi all’italiano si registra. tutti e tre i fenomeni elencati. perdita dei verbi deponenti e semideponenti. la perdita della diatesi passiva. l'eliminazione dei verbi irregolari. L'inserzione di [i] nel sintagma per iscritto è un caso di. epentesi. elisione. aferesi. prostesi. Si considera l'atto di nascita delle lingue romanze. I Giuramenti di Strasburgo. Il 476. Il Concilio di Tours. Il 1200. Si indica tradizionalmente come atto di nascita della lingua italiana. Il Giuramenti di Strasburgo. Il Placito capuano. Il Placito di Sessa Aurunca. Il Placito di Teano. la struttura «kelle terre […] trenta anni le possette» è un caso di. dislocazione a destra dell’oggetto con ripresa pronominale. tema libero. dislocazione a sinistra dell’oggetto con ripresa pronominale. dislocazione a destra dell’oggetto con ripresa pronominale. I Giuramenti di Strasburgo risalgono all'anno. 841. 813. 1200. 842. Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro semen seminaba» è. il Graffito della catacomba di Commodilla. il Placito capuano. l'Indovinello veronese. l'iscrizione della Basilica di San Clemente. La forma a bboce del Graffito della Catacomba di Commodilla rappresenta un caso di. raddoppiamento fonosintattico. betacismo e assimilazione del neutro pl. in -a alla declinazione femminile. betacismo e raddoppiamento fonosintattico. betacismo. il più antico testo in volgare toscano composto per finalità artistiche è. Il Placito capuano. l'iscrizione della Basilica di San Clemente. l'iscrizione del sarcofago di Giratto. L'Indovinello veronese. Il primo testo pratico di àmbito cittadino è. il Placito capuano. i Frammenti di un libro di conti dei banchieri del 1211. la Carta ravennate. la Formula di confessione umbra. L’Italia linguistica del Duecento può essere linguisticamente così suddivisa: volgari insulari e peninsulari. volgari centrosettentrionali e meridionali. volgari settentrionali e meridionali. volgari settentrionali e centro-meridionali. Il cambiamento linguistico che caratterizza Firenze nel Duecento segna il passaggio. da una fase arcaica a una fase antica, definita anche aurea o classica. da una fase antica a una moderna. da una fase antica a una fase arcaica, definita anche aurea o classica. da una fase arcaica a una fase antica, definita anche argentea. Il fiorentino arcaico è caratterizzato da: il dittongo ie nelle forme verbali iera, ierano. le forme sarò, sarei del futuro e del condizionale. l’assenza del dittongo ie nelle forme verbali era, erano. la forma ogni. Il fiorentino arcaico è caratterizzato da: le desinenze di prima persona plurale del presente indicativo in -iamo. l'assenza del dittongo ie nelle forme verbali era, erano. la forma ogni. la forma ogne. Il fiorentino arcaico non è caratterizzato da: il dittongo ie nelle forme verbali iera, ierano. il futuro e il condizionale del verbo essere sarò, sarei. la forma ogne. i futuri e i condizionali della 2ᵃ classe in forma intera: averò, averei. Il fiorentino arcaico non è caratterizzato da: il rispetto della Legge Castellani. il mantenimento dei dittonghi discendenti ai, ei, oi. la riduzione dei dittonghi discendenti ai, ei, oi alla prima componente: meita > meta, preite > prete. le desinenze di prima persona plurale del presente indicativo in -emo, -imo. La Legge Castellani prevede. futuro e il condizionale del verbo essere sarò, sarei. la riduzione del dittongo discendente ei alla prima componente. l doppia davanti a parola cominciante per consonante o per vocale atona, l scempia davanti a vocale tonica. l scempia davanti a parola cominciante per consonante o per vocale atona, l doppia davanti a vocale tonica. I Frammenti d’un libro di conti di banchieri fiorentini sono. un testo di natura giuridica. un testo letterario. un testo di natura contabile. un testo religioso. Laude è. un elemento lessicale tipicamente mediano. un sicilianismo. un latinismo. un elemento lessicale tipicamente umbro. L’assimilazione nd>nn, riscontrabile nella lingua di Iacopone da Todi, è un: esempio di metafonesi. latinismo. tratto tipico del volgare umbro. tratto siciliano. Nelle Laudes creaturarum è particolarmente evidente: la componente latineggiante. la mancata conservazione di -u finale. la metafonesi da -i finale. il passaggio dell’affricata palatale c a z resa col segno grafico <ç>. La forma skappare nelle Laudes creaturarum è riconducibile. al sardo. all'area mediana. all'area settentrionale. al siciliano. La produzione di Uguccione da Lodi è di tipo. stilnovista. notarile. religioso. didattico-morale. Nella lingua di Uguccione da Lodi si riscontra. l'assenza di anafonesi. il dittongo uo in fuoco. il mantenimento della sorda intervocalica (es. fuoco). l'anafonesi. I primi componimenti letterari organici in volgare risalgono. alla fine del XIV secolo. alla fine dell'XI secolo. alla fine del XIII secolo. alla fine del XII secolo. Tra le più antiche testimonianze letterarie profane in volgare italiano si annoverano. il Ritmo laurenziano e l'iscrizione della tomba di Giratto. il Ritmo bellunese e la canzone Quando eu stava en le tu cadhene. il Ritmo bellunese e l'iscrizione nella basilica inferiore di S. Clemente. il Ritmo laurenziano e il Ritmo cassinese. Nel codice Hamilton 390 della Staatsbibliothek di Berlino è contenuto il testo de: la Carta ravennate. Quando eu stava in le tu cathene. i Proverbia quae dicuntur super natura feminarum. le Laudes creaturarum. Il primato del componimento d’autore spetta a: il Ritmo bellunese. le Laudes creaturarum di Francesco d’Assisi. Fra tuti quî ke fece lu Creature. l'iscrizione della tomba di Giratto. I poeti della Scuola siciliana scrissero. in un siciliano illustre, privo di tratti dialettali locali. in una lingua recante una patina grafico-linguistica già toscanizzata. in un volgare genericamente meridionale. nel siciliano di Palermo, sede della corte di Federico II. Il codice Vaticano Latino 3793 è. toscano-pistoiese. siciliano. toscano-pisano. toscano-fiorentino. Tra i tratti siciliani rintracciabili in Pir meu cori allegrari si registra. il caso di de’ (da DĒBET). la forma allegrari con e protonica. l'assenza del dittongo, secondo la norma del siciliano antico (es. cori). l'assenza dell'impego di <k> per l'occlusiva velare sorda. I poeti della Scuola poetica siciliana. imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in volgare siciliano. imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua francese. imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in toscano. imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua d'oc. Rispetto al vocalismo del fiorentino, il vocalismo del siciliano. è privo delle vocali alte. è privo delle vocali medio-alte. è privo delle vocali medio-basse. è privo delle vocali medie. L'invenzione del sonetto è attribuita a. Giacomo da Lentini. Pier della Vigna. Guido delle Colonne. Cielo d'Alcamo. Il Novellino è. una raccolta di lettere. una raccolta di cento novelle. un’enciclopedia volgare di carattere scientifico. un'opera di retorica. Cosa è un'autotraduzione?. Un volgarizzamento commissionato dall'autore ad un traduttore appositamente scelto. Una introspezione di sé da parte dell'autore. La traduzione delle propria opera da parte dello stesso autore. Un volgarizzamento autorizzato dall'autore. Che cosa è lo Specchio di vera penitenza di Iacopo Passavanti?. Una raccolta di exempla. Una raccolta di novelle scritta nel 1354. Una piccola summa dedicata al sentimento della contrizione e al sacramento della confessione che il Passavanti mise insieme dopo il ciclo di prediche quaresimali del 1354. Una raccolta di prediche recitate a Pisa. Lo stile di Guittone d'Arezzo. è ispirato alla semplicità e alla cantabilità. è trascurato fino a divenire oscuro. si rifà alla tradizione siciliana del trobar clus. si rifà alla tradizione provenzale del trobar clus. La forma "prolago" che troviamo in Passavanti è. un caso di assimilazione regressiva. un caso di dissimilazione progressiva. un caso di dissimilazione regressiva. un caso di assimilazione progressiva. In che cosa consiste la cosiddetta estirpazione di iato?. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Il presente indicativo in -emo (volemo), che troviamo nella Vita Nuova, appartiene. al fiorentino argenteo. al fiorentino arcaico. al fiorentino antico. al fiorentino moderno. La Vita Nuova è. una raccolta di lettere. un poema in latino. un testo in prosa. un prosimetro. L'aggettivo intimo, adoperato da Dante nella Vita Nuova, è. un sicilianismo. un neologismo. un latinismo. un francesismo. La formula Dolce stil novo è coniata da Dante. nel Purgatorio. Nel De vulgari eloquentia. nel Paradiso. nella Vita Nuova. Nella Vita Nuova. si riconosce per la prima volta ai poeti volgari d’amore una dignità pari a quella dei poeti latini. si riconosce per la prima volta ai poeti latini d’amore una dignità pari a quella dei poeti volgari. si elogiano i poeti d'amore latini rispetto a quelli volgari. si critica aspramente la poesia d'amore in volgare. La scrittura della Vita Nuova risale al. 1294. 1301. 1300. 1321. La lingua della Vita Nuova presenta tratti appartenenti al fiorentino: antico. moderno. argenteo. arcaico. Nella frase «E segno che sia picciolo tempo, è che se volemo cercare in lingua d'oco e in quella di sì, noi non troviamo cose dette anzi lo presente tempo per cento e cinquanta anni», volemo è. un provenzalismo. un settentrionalismo. Una forma tipica del fiorentino arcaico. Una forma tipica del fiorentino antico. La lingua del «dolce stil novo» è. il volgare fiorentino dell’uso. il latino. il volgare siciliano. il volgare fiorentino portato a un alto livello di elaborazione e raffinatezza. L’aggettivo ineffabile è utilizzato per la prima volta. da Dante nella Vita Nuova. da Cavalcanti. da Michele Barbi. da Dante nel Purgatorio. La qualifica dominante del Convivio dal punto di vista linguistico è. il rapporto con la poesia siciliana. il rapporto col latino. il rapporto con la poesia trobadorica. il rapporto col francese. Il sostantivo abito proviene. dai testi d'àmbito amoroso. dai testi notarili. dai testi religiosi. dai testi di filosofia. Le formule dichiarative a inizio di periodo, che riassumono i passaggi precedenti o anticipano a quelli successivi, tipiche della sintassi del Convivio, derivano. dalla tradizione scritturale. dalla poesia d'amore. dalla filosofia scolastica. dall'uso vivo e quotidiano. Dante individua il volgare illustre. nel fiorentino. nel toscano dell'uso. in nessuna parlata italiana. nel bolognese. Il volgare ideale che Dante ricerca nel De vulgari eloquentia è. il volgare dell'uso. il volgare parlato in Sicilia. illustre, aulico e latineggiante. illustre, cardinale, aulico e curiale. La lingua della Commedia nelle sue componenti fondamentali. è latina. è esclusivamente fiorentino arcaico. è sostanzialmente vicina all’uso fiorentino del tempo. è sostanzialmente vicina all’uso siciliano del tempo. Dante ha scritto la Commedia. in fiorentino arcaico e antico. in fiorentino argenteo. esclusivamente in fiorentino arcaico. esclusivamente in fiorentino antico. Lauro e alloro sono. allotropi. olonimi. antonimi. omonimi. La scansione degli allotropi nella Commedia. non è significativa. rispecchia la distinzione tra fiorentino arcaico e antico. è assente. rispecchia tavolta il progredire stilistico delle tre cantiche. La 2a persona singolare del presente indicativo di ‘essere’ sè dimostra. la sostanziale aderenza della Commedia al fiorentino. il rifiuto di Dante di utilizzare il fiorentino. la sostanziale vicinanza della Commedia alla lingua dei siciliani. la distanza della Commedia dal fiorentino del tempo. Il termine rogna nella Commedia. occorre nel Purgatorio. occorre nel Paradiso. non occorre. occorre nell'Inferno. Il termine antomata. è una voce araba. deriva dalle versioni latine di Aristotele. è una ricostruzione erronea sul modello dei sostantivi plurali in -ta. è un gallicismo. Il termine stimativa afferisce all'àmbito. della perspettiva. della medicina. dell'astronomia. della matematica. Secondo Tullio De Mauro, quale percentuale del vocabolario fondamentale del fiorentino era già costituita quando Dante iniziò a scrivere la Commedia?. 30%. 60%. 90%. 100%. Il sostantivo affetto nella Commedia. occorre col significato di 'inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa'. occorre col significato di 'inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa', ma anche di 'sensazione di sofferenza fisica o morale'. occorre col significato di 'inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa', ma anche di 'passione', 'impulso'. occorre con un significato molto diverso rispetto a quello che gli attribuiamo oggi. Il lessico della luce nella Commedia presenta il maggior numero di occorrenze. nell'Inferno. nel Paradiso. nel Purgatorio. in tutte e tre le cantiche, senza distinzione di frequenza. Col sostantivo lucore nella Commedia si intende. una luminosità intensa e diffusa. una luce accecante. l'Empireo. un lampo abbagliante. L'aggettivo luculento è. attestato prima di Dante in Guinizzelli. prima attestazione dantesca. attestato prima di Dante in Cavalcanti. un arabismo. Nell'unica attestazione infernale, l'aggettivo lucente. si riferisce agli occhi del pellegrino. si riferisce alla luminosità naturale dei raggi del sole al tramonto. si riferisce al carro del Sole. ha il significato di 'risplendente di luce divina'. Nei versi di Par. XXX. 39-40 la «pura luce: luce intellettüal» indica. l'Empireo. la veste dei beati. la vista del pellegrino. il carro del Sole. Nell’espressione carro della luce di Purg. IV. 59 il riferimento è. al Sole. all'Empireo. alla veste dei beati. alla vista. Nel Purgatorio di Dante troviamo citato un vino chiamato. vernaccia. vermiglio. vino greco. trebbiano. I canti XXI-XXII dell’Inferno accolgono. i barattieri. gli eretici. i golosi. i traditori. Nei versi «Non altrimenti i cuoci a’ lor vassalli / fanno attuffare in mezzo la caldaia /la carne con li uncin, perché non galli». troviamo il riferimento a degli uncini di ferro adoperati per infilare la carne. il riferimento è a Simon de Brion. possiamo trovare importanti riferimenti alla cucina del Medioevo. si parla della cornice dei golosi, dove le anime soffrono un’insaziabile fame e sete a causa della pena loro assegnata per contrappasso. L'aggettivo convolto nel XXI canto dell'Inferno significa. trascinato. involto nella pece. compromesso. attuffato. Il Libro di spese per la mensa dei Priori di Firenze. registra i consumi di una mensa di alto livello. registra i consumi di una mensa di basso livello. è relativo agli anni della giovinezza di Dante. registra i consumi della mensa del consiglio dei Priori negli anni in cui Dante ne faceva parte. All'epoca di Dante, il vino rosso era chiamato. vino vermiglio. vernaccia. vino della piazza. vino trebbiano. Il sostantivo vena nella Commedia. occorre esclusivamente col significato di 'vaso sanguigno pulsante'. assume esclusivamente un significato metaforico. occorre col significato di 'vaso sanguigno non pulsante' e 'vaso sanguigno pulsante'. occorre nel Paradiso. I raffi, adoperati dai diavoli della fossa quinita dell'Inferno, erano. uncini di ferro con in cima un lungo dente, usati in particolare dai cuochi per infilare la carne. uncini adoperati specialmente per appendere i tagli di carne. le caldaie in cui si cuoceva la carne. uncini di ferro adoperati per pescare. Anguinaia è un termine afferente al lessico. matematico. della luce. astronomico. anatomico. I pronomi soggettivi "gli" e "la" (per "egli" e "ella") che compaiono in Machiavelli. sono forme sincopate. sono forme epitetiche. sono forme apocopate. sono forme aferetiche. Il termine nuca. è prima attestazione dantesca e deriva dal francese. è attestato prima di Dante in Guinizzelli. è prima attestazione dantesca e deriva dall'arabo. non è attestato nella Commedia, ma solo nel Convivio. Nella dissertazione di Stazio sull’origine dell’anima (Purg. XXV 69). è usato il cultismo cerebro. è usato il termine cervello, originatosi dal diminutivo latino cerebellum. è usato il termine cervello, col significato di ‘sede delle facoltà intellettive’. sono utilizzati sia cerebro che cervello. Nei versi di Purg. XXXIII 81 «E io: “Sì come cera da suggello, / che la figura impressa non trasmuta, / segnato è or da voi lo mio cervello”», cervello ha il significato di. 'vista'. ‘midollo spinale della regione del collo'. 'sede delle facoltà intellettive'. ‘organo racchiuso nella cavità del cranio, encefalo'. L'aggettivo etico nella Commedia. ha il significato di ‘chi è affetto da idropisia'. ha il significato di 'che riguarda l'attività umana, in quanto valutabile col criterio di distinzione tra bene e male'. ha il significato di ‘chi è affetto da febbre persistente e grave deperimento organico’. ha il significato di 'che ha, per sé stesso, un’essenza morale'. Tra i documenti che testimoniano la lingua del cibo all'epoca di Dante, il Registro di Entrata e Uscita del convento di Santa Maria di Cafaggio documenta. la più antica attestazione di anguilla. la più antica attestazione di vernaccia. la più antica attestazione di àrista. la più antica attestazione di raffio. Nella Commeda l'omore è. l'indole, il carattere di una persona. lo stesso che cervello. uno dei fluidi che costituiscono la complessione umana. il midollo spinale della regione del collo. Nella Commedia il sostantivo gonna. assume il significato di 'visione'. occorre esclusivamente col significato di 'indumento'. non è attestato. occorre sia col significato di 'indumento' sia con quello di 'tunica del globo oculare'. Il sostantivo gola nella Commedia. indica la ‘regione anatomica del collo (con riferimento tanto alla parte anteriore quanto a quella posteriore)’. indica il midollo spinale della regione del collo. indica la ‘regione anatomica del collo (con riferimento alla parte anteriore)’. indica la ‘regione anatomica del collo (con riferimento alla parte posteriore)’. L’unico luogo della Commedia in cui si fa esplicito riferimento al cibo è. il canto XXXIII dell'Inferno. il canto XXIV dell'Inferno. il canto XXXIII del Paradiso. il canto XXIV del Purgatorio. L’unica menzione esplicita di un cibo e di una bevanda che si ha nella Commedia. occorre nel canto XXIV dell'Inferno ed è rappresentata dall'arista e dal vino trebbiano. occorre nel canto XXIV del Purgatorio ed è rappresentata dai vassalli che attuffano la carne nelle caldaie. occorre nel canto XXIV dell'Inferno ed è rappresentata dai vermicelli e dal vino greco. occorre nel canto XXIV del Purgatorio ed è rappresentata dalle anguille di Bolsena e dalla vernaccia. La legge Tobler-Mussafia è rispettata nel De principatibus. solo all'inizio di principale preceduta da subordinata. dopo e e dopo ma. in inizio assoluto di periodo e dopo e. in inizio assoluto di periodo e dopo ma. Indicate la risposta errata. Gli elementi del parlato presenti nella lingua di Machiavelli sono. la ridondanza pronominale. l'accordo a senso. le formule di cortesia. i deittici (in particolare "qui" e "tu"). In Machiavelli la sequenza dei pronomi atoni. si adegua al modello più recente compl. indiretto + compl. oggetto. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.). si adegua al modello antico compl. ogg. + compl. indiretto. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.), ma con verbo impersonale la particella pronominale precede direttamente il verbo. La parziale adesione alle regole della legge Tobler-Mussafia da parte di Machiavelli è da interpretarsi. come adesione consapevole ad un tratto caratteristico della tradizione. come un arcaismo. come un superamento della tradizione municipale. come un'innovazione. Secondo la "norma Gröber", quando si usa l'articolo lo nel fiorentino trecentesco?. Solo davanti a parole che iniziano per vocale. Sempre, senza eccezioni. esclusivamente nella lingua poetica. Obbligatoriamente dopo una pausa forte o dopo parola che termina per consonante. Nel fiorentino trecentesco, la sequenza en protonica diventa: in. on. un. an. Secondo le stime del cronista Matteo Villani, quale percentuale della popolazione fiorentina morì durante l'epidemia di peste del 1348?. Circa il 45%. Circa il 30%. Circa il 60%. circa il 75%. Quale forma aveva la prima persona dell'imperfetto nel fiorentino trecentesco?. Terminava in -e. terminava in -a. Terminava in -i. Terminava in -o. Secondo la Legge Tobler-Mussafia. le particelle pronominali atone si legano in proclisi alle voci verbali che accompagnano quando il verbo ricorre in posizione iniziale assoluta di frase o dopo alcune congiunzioni coordinanti come e e ma. il ricorre dopo parola terminante in vocale, lo obbligatoriamente dopo una pausa forte. le particelle pronominali atone si legano in enclisi alle voci verbali che accompagnano quando il verbo ricorre in posizione iniziale assoluta di frase o dopo alcune congiunzioni coordinanti come e e ma. lo ricorre dopo parola terminante in vocale, il obbligatoriamente dopo una pausa forte. Nel fiorentino aureo. i dittonghi ie e uo non si trovano nelle parole che iniziano con consonante + r. la sonorizzazione delle occlusive sorde intervocaliche è meno diffusa che in italiano moderno. il passaggio di e protonica iniziale a i si è generalizzato. nel presente indicativo di essere la seconda persona singolare è sè. In Passavanti. per l’imperfetto a la desinenza nella I persona singolare è in -e. non si riscontra la tendenza alle forme dissimilate. per l’imperfetto a la desinenza nella I persona singolare è in -o. per l’imperfetto è confermata la desinenza etimologica in -a nella I persona singolare. Si indichi l'avverbio da aggettivo di II classe proparossitono. istudiosamente. volgarmente. convenevolemente. leggiermente. Nei Rerum vulgarium fragmenta troviamo "piango e ragiono": si tratta di. un gallicismo. una figura etimologica. un'endiadi. un latinismo. Nei Rerum vulgarium fragmenta il francesismo fornita ha il significato di. provvista. finita. sparsa. donata. il cod. Berlino, Staatsbibliothek, Hamilton 90. è un manoscritto idiografo. è un manoscritto copiato da Boccaccio in tarda età. è un manoscritto copiato da Boccaccio nella prima fase della sua vita. è un manoscritto copiato da Petrarca. Quali tra i seguenti tratti non caratterizzano la scrittura di Boccaccio?. la forma vegliare laddova il fiorentino nella fase più antica aveva vegghiare. Sonorizzazione occlusive sorde intervocaliche. 2° pers. sing. Indicativo di essere: sè. Persistere delle -e protonica. Il quale, la quale, a cui, alla quale ad inizio di proposizione rappresentano casi di. enclisi del pronome dopo congiunzione. tmesi. inversione verbale. coniuctio relativa. la forma presolo presenta. proclisi del pronome dopo congiunzione. una costruzione modale infinita. una tmesi. enclisi del pronome dopo congiunzione. Stanghe appartiene al lessico. dei medici. dei mercatanti. religioso. amoroso. La tmesi. è una costruzione modale infinita. è un gerundio assoluto. è una costruzione della frase sbilanciata a sinistra con la principale in ultima posizione. è la divisione di una parola in due componenti morfologiche, con l’interposizione di elementi lessicali fra la prima e la seconda parte. Particularmente è. una forma certaldese. un gallicismo. un latinismo semantico. un latinismo grafico. Parleria è. un imperfetto. un imperativo. un congiuntivo. un condizionale. "De’ fiorini" presenta. un'apocope consonantica. una sincope vocalica. un'apocope vocalica. un'epentesi. tribulazione è. una forma certaldese. un latinismo. un neologismo di Boccaccio. un gallicismo. Boccaccio adopera un registro elevato specialmente. nelle novelle ambientate a Firenze. nella cornice. nelle novelle di argomento amoroso. nelle novelle. La Grammatica della lingua toscana si basa. sui testi della tradizione letteraria. sulla lingua di Dante. sull'uso del tempo. sul fiorentino trecentesco. le Regole grammaticali della volgar lingua vengono pubblicate nel. 1525. 1498. 1516. 1515. La Grammatica della lingua toscana è scritta da. Leon Battita Alberti. Giovan Francesco Fortunio. Giovanni Boccaccio. Pietro Bembo. Secondo Biondo Flavio. nella romanità ci si esprimeva con un’unica varietà di latino, impiegata nell’uso scritto ma utilizzata anche nell’oralità, dagli uomini colti e dal popolo illetterato. era necessario promuovere il volgare e quindi promosse una gara poetica in cui i concorrenti dovevano presentare dei componimenti poetici in lingua volgare sul tema dell’amicizia. il volgare era nato dal latino del popolo incolto. nella romanità il latino dei dotti (che si identificava col concetto di “grammatica”) e il latino del popolo incolto, destinato all’uso orale, avevano convissuto. Il Certame coronario fu un'iniziativa promossa da Alberti nel. 1439. 1516. 1525. 1441. La teoria cortigiana. individuava la lingua delle corti come lingua comune, frutto di tradizioni ibride affermatesi nei diversi centri culturali italiani. riconosceva il fiorentino vivo coevo (cinquecentesco) come lingua di dignità letteraria. promuoveva come modelli il Petrarca lirico e il Boccaccio prosatore. è esposta nelle Prose della volgar lingua. La teoria fiorentinista modernista. è esposta nelle Prose della volgar lingua. promuoveva come modelli il Petrarca lirico e il Boccaccio prosatore. individuava la lingua delle corti come lingua comune, frutto di tradizioni ibride affermatesi nei diversi centri culturali italiani. riconosceva il fiorentino vivo coevo (cinquecentesco) come lingua di dignità letteraria. La scoperta e la traduzione del De vulgari eloquentia si devono a. Biondo Flavio. Leon Battista Alberti. Gian Giorgio Trissino. Agnolo Poliziano. La grammatica del volgare di Bembo è esposta. nel primo libro delle Prose della volgar lingua. ne Le cose volgari di messer Francesco Petrarcha. nel terzo libro delle Prose della volgar lingua. negli Asolani. La teoria bembiana, esposta nelle Prose della volgar lingua. riconosceva il fiorentino vivo coevo (cinquecentesco) come lingua di dignità letteraria. individuava la lingua delle corti come lingua comune, frutto di tradizioni ibride affermatesi nei diversi centri culturali italiani. promuoveva come modelli il Petrarca lirico e il Boccaccio prosatore. proponeva come modello la lingua della Commedia di Dante. Perché Dante è escluso dal canone bembiano?. perché la Commedia è scritta in fiorentino. per un eccessivo monolinguismo nella Commedia. a causa del plurilinguismo e del pluristilismo che caratterizzano il poema dantesco. perché la Commedia è scritta nel Trecento. Nelle Prose della volgar lingua il portavoce della teoria di Pietro Bembo è. Carlo Bembo. Federigo Fregoso. Ercole Strozzi. Giuliano de'Medici. Le Prose della volgar lingua presentano un dialogo ambientato nel. 1525. 1494. 1545. 1502. Per Machiavelli. il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non più presente nel fiorentino successivo. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata. il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone. Intervenuto nel dibattito cinquecentesco sulla lingua letteraria, Niccolò Machiavelli. rivendicò l'eccellenza della lingua parlata nella Firenze del suo tempo. si schierò con i sostenitori della teoria "cortigiana". riteneva che nessun volgare italiano avesse dignità letteraria. abbracciò la posizione espressa da Pietro Bembo nelle Prose della volgar lingua (1525). Nel Discorso intorno alla nostra lingua di Niccolò Machiavelli. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori italiani e in primo luogo Bembo sia il fiorentino, il toscano o il veneziano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la seconda opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Petrarca sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione. Nel Castellano, Trissino. sosteneva che la lingua poetica di Petrarca era costituita da vocaboli esclusivamente fiorentini. definiva la lingua di Petrarca come fiorentina. sostenteva la fiorentinità della lingua letteraria. negava la fiorentinità della lingua letteraria. Nel suo Discorso intorno alla nostra lingua, Machiavelli. propone come modello la lingua fiorentina del Trecento. rivendica l’eccellenza di natura della lingua parlata a Firenze. propone come modello la lingua delle principali corti italiane. sostiene la necessità di non adottare il fiorentino. Quale dei seguenti elementi fono-morfologici del fiorentino argenteo non troviamo nel De principatibus?. Riduzione del dittongo dopo consonante + r. Velarizzazione di l preconsonantica. L'esito palatale -gli <-lli. Passaggio da /skj/ a /stj/. gli debba essere è un caso di. risalita del clitico. forma apocopata. forma aferetica. arcaismo. La fondazione dell'Accademia della Crusca risale al. 1612. 1584. 1600. 1582. gli Avvertimenti della lingua sopra ’l Decameron sono opera di. Ariosto. Galilei. Machiavelli. Salviati. L'Inferigno indica come «la migliore parte della nostra favella». la Commedia di Dante. l'Orlando Furioso di Ariosto. il Decameron di Boccaccio. le Prose della volgar lingua di Bembo. Alessandro Tassoni scrisse. Il torto e il diritto del Non si può. l'Anticrusca. il Vocabolario degli Accademici della Crusca. delle postille al Vocabolario della Crusca. Il torto e il diritto del Non si può è scritto da. Lionardo Salviati. Paolo Beni. Daniello Bartoli. Bastiano de' Rossi. Il canone degli spogli degli Accademici della Crusca è rappresentato. dagli scrittori del Cinquecento. da Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa. esclusivamente dagli scrittori del Trecento. dagli scrittori del Trecento di nascita fiorentina o convertiti al fiorentino. La ricerca esperta della Lessicografia della Crusca in rete. consente esclusivamente una ricerca per immagini. è rivolta all'utente con competenze più specifiche. riassume in sé tutte le potenzialità di interrogazione del motore di ricerca. rappresenta il modo più immediato di ricercare una parola. Le edizioni del Vocabolario della Crusca sono. tre. una. quattro. cinque. La lessicografia della Crusca in rete. offre la digitalizzazione delle diverse edizioni del Vocabolario. offre la possibilità di consultare le riviste dell'Accademia. non è liberamente accessibile in rete. permette di consultare l'archivio storico. Il Sidereus nuncius risale al. 1610. 1615. 1612. 1650. Il lessico di Galileo è. chiaro e preciso. basato sugli scrittori del Trecento. oscuro e di difficile comprensione. ricco di tecnicismi precendenti. Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è del. 1650. 1610. 1612. 1632. Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è. una grammatica della lingua toscana del Seicento. organizzato in forma di dialogo. un trattato in latino. un poema in volgare. Nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, il portavoce delle idee di Galilei è. Salviati. Simplicio. Galileo stesso. Sagredo. Quali di questi tratti non caratterizza la lingua di Galilei nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. le numerose riprese anaforiche attraverso frasi relative. gli inserti metaletterari. l'organizzazione bipartita del discorso. la scarsa coesione testuale. Nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, «il che, quando essa non fusse tale, far non potrebbe» è un caso di. inserto metaletterario. coniuctio relativa. gerundio assoluto. struttura paratattica. Per indicare referenti di àmbito scientifico, Galilei. attinge al lessico del Trecento. tecnifica termini già in uso. conia neologismi. ricorre al greco e al latino. Cosa si intende per ordine diretto e ordine inverso?. Per ordine diretto si intende la sequenza VCS dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso la loro libera disposizione (VCS, VSC, SCV, CSV, CVS). Per ordine diretto si intende la sequenza VSC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Indicate la risposta errata. Quali sono le condizioni socio-politiche che facilitarono l'influsso del francese in Italia dall'inizio del Settecento. il prestigio letterario di Racine e Corneille. la fine della dominazione spagnola con la pace di Utrecht. gli importanti rapporti commerciali o gli scambi di varia natura fra alcune città italiane e la Francia. l'insediamento in Toscana, a Napoli e nella Savoia di principi francesi o filofrancesei. Il paragone con la Francia e il francese. determinò un tentativo vano di imitazione pedissequa delle condizioni politiche e culturali francesi. innescò in Italia riflessioni importanti sul legame tra condizioni linguisitche e situazione politica. fu motivo di scoraggiamento e aumentò la dipendenza alla moda francesizzante. imbarbarì i costumi e la lingua italiana. A quale periodo risale la polemica Bouhours-Orsi?. Alla metà del XVII secolo. All'ultimo decennio del XVII secolo. Al primo decennio del XVIII secolo. Alla metà del XVIII secolo. Nel Settecento, il francese venne considerato 'lingua della ragione'. perché ammetteva solo l'ordine diretto dei costituenti della frase. perché era stato descritto in diverse 'grammatiche ragionate'. perché ammetteva ordini marcati diversi da quello diretto. perché era la lingua degli illuministi. Quali di questi tratti non caratterizza la lingua di Cesare Beccaria nel trattato Dei delitti e delle pene?. l'assenza di forestierismi. strutture ipotattiche complesse e tradizionali. l'organizzazione del periodo in frasi brevissime che si rifanno allo style coupé francesizzante. l’ampio uso di segnali di punteggiatura intermedi seguiti da connettivi. Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Lombardia?. 1865. 1870. 1848. 1859. Qual è la data della proclamazione del Regno d'Italia?. 17 marzo 1861. 1859. 20 settembre 1870. 25 settembre 1865. Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Toscana e delle ex-legazioni pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì?. 1860. 1848. 1865. 1870. In quale periodo la capitale del Regno d'Italia fu Firenze?. 1865-1870. 1870-1872. 1880-1890. 1861-1863. Il Saggio sulla filosofia delle lingue è opera di. Luigi Pallavicini. Melchiorre Cesarotti. Giuseppe Taverna. Onofrio Branda. «Il toscano dialetto, e il fiorentino singolarmente, prese una tal grazia, purità, gentilezza e proprietà, che mai la maggiore. Tutti in quel benedetto tempo del 1300 parlavano e scrivevano bene» è tratto da. la Crusca veronese di Antonio Cesari. la Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana di Antonio Cesari. l'Antidoto pe’ giovani studiosi contro le novità in opera di lingua italiana di Antonio Cesari. la Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana di Basilio Puoti. Il purismo ottocentesco. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana nella lingua del Trecento. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nella lingua del Trecento. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Trecento. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Trecento. La riedizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, «cresciuto d’assai migliaja di voci e modi», è opera di. Antonio Cesari. Niccolò Tommaseo. Onofrio Branda. Basilio Puoti. Il testo manifesto del classicismo è. la Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca di Cesari. la Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca di Monti. le Prose della volgar lingua di Bembo. la Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri. I classicisti ottocenteschi propongono. un modello linguistico basato sul fiorentino letterario. un modello linguistico basato sul fiorentino del Trecento. un modello linguistico basato sulle Prose della volgar lingua di Bembo. un modello linguistico basato sulle migliori opere, non solo letterarie, ma anche scientifiche e tecniche. Il neotoscanismo è rappresentato dalla figura di. Antonio Cesari. Niccolò Tommaseo. Vincenzo Monti. Basilio Puoti. Il brano « Il principio d'autorità e libertà, conciliate nel fatto delle lingue, vogliamo dire che lascia e al pensiero dell'intera nazione e al pensiero degli uomini singoli spazio di svolgersi, e l'un con l'altro ajutarsi a sempre nuovi incrementi». è tratto dalla Prefazione al Dizionario di Tommaseo. è tratto dalla Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana di Antonio Cesari. è tratto dalla raccolta dei Canti popolari toscani corsi e illirici e greci di Tommaseo. è tratto dall'Antidoto pe’ giovani studiosi contro le novità in opera di lingua italiana di Antonio Cesari. Il Tommaseo-Bellini è. un dizionario etimologico. un dizionario storico. un dizionario dell'uso. un dizionario bilingue. Documentano il passato della lingua sulla base dei testi scritti. i dizionari etimologici. i dizionari dell'uso. i dizionari dei sinonimi e contrari. i dizionari storici. Qual è la data della seconda edizione dei Promessi Sposi?. 1821. 1845. 1840. 1827. La lingua del Fermo e Lucia è caratterizzata. da un fondo di italiano parlato e da vari elementi lombardi e francesi. da un fondo di lombardo e da vari elementi toscani e francesi. da un sostanziale ibridismo fra toscano letterario e vari elementi lombardi e francesi. da un fondo di fiorentino contemporaneo e da vari elementi lombardi e francesi. Le scelte linguistiche operate da Manzoni nella prima edizione dei Promessi sposi sono determinate dalla volontà di. avvicinarsi il più possibile alla lingua letteraria di base toscana. avvicinarsi il più possibile alla lingua parlata. avvicinarsi il più possibile alla lingua dell'uso medio. avvicinarsi il più possibile all'uso toscano, pur attingendo a materiali libreschi. Nell'edizione finale dei Promessi sposi Manzoni si orientò. verso una lingua genericamente toscana. verso il fiorentino delle classi popolari. verso il fiorentino dell'uso colto. verso la lingua letteraria. Qual è la scelta linguistica di Manzoni nell'ultima redazione dei Promessi Sposi (1840)?. Il fiorentino di tradizione letteraria. La lingua scritta in Toscana dalle classi medie. Il fiorentino parlato dalle classi colte. Il fiorentino non plebeo. Qual è la data della prima edizione dei Promessi Sposi?. 1821. 1827. 1840. 1845. Manzoni propone la compilazione di un vocabolario rigorosamente esemplato. sul lombardo, ma ammette qualche francesismo. sul fiorentino del Cinquecento. sul fiorentino del Trecento. sull'uso fiorentino. Il brano «Un vocabolario che si viene stampando in Firenze sotto auspicj gloriosissimi, rappresenta un principio, o un’innovazione, di cui gli riesce far mostra nella prima parola del suo frontispizio, poiché egli si annunzia per nòvo anziché nuovo, così riproducendo la odierna pronuncia fiorentina, ch’egli trova urgente di rendere comune a tutta l’Italia, siccome parte integrale dell’odierno linguaggio di Firenze, il qual dev’essere, in tutto e per tutto, quello dell’Italia intiera» è tratto da. Il Proemio de l’«Archivio glottologico italiano». I Promessi Sposi. Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla. La Lettera a Giacinto Carena. Il Vocabolario domestico è opera di. Alessandro Manzoni. Graziadio Isaia Ascoli. Giacinto Carena. Niccolò Tommaseo. Indicate la risposta errata. Per la revisione della I minuta dei Promessi sposi Manzoni. consultò la produzione comica cinquecentesca. consultò la III edizione del Vocabolario della Crusca. consultò il Vocabolario milanese di Francesco Cherubini. consultò la Crusca veronese. Quale di queste idee non rispecchia le idee di Manzoni espresse nella relazione Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla?. L'unificazione linguistica non poteva essere raggiunta proponendo agli italiani una lingua già esistente e omogenea. L'unificazione linguistica doveva procedere 'sostituendo' a ciascun dialetto la lingua fiorentina. Ai parlanti e agli scriventi non toscani doveva essere proposto come modello il fiorentino dell'uso colto. La diffusione del fiorentino vivo doveva avvenire tramite l'invio di insegnanti elementari toscani. Le lingue speciali in senso stretto si caratterizzano per: Organizzazioni lessicali meno strutturate. Accessibilità a cerchie di parlanti più ampie. legami meno marcati con attività specifiche. nomenclature rigide e strutturate. Il fattore decisivo che caratterizza l'uso delle lingue speciali è. l'argomento dell'interazione. Il contesto geografico di utilizzo. il livello di istruzione del parlante. La classe sociale di appartenenza. Quale esempio dimostra che le lingue speciali non hanno necessariamente carattere diastratico?. L'uso di terminologia medica nei congressi scientifici. La conoscenza del linguaggio giuridico da parte di imputati "affezionati" alle aule dei tribunali. La diffusione del linguaggio informatico tra i giovani. L'utilizzo di gerghi professionali nelle fabbriche. La controversia sull'appartenenza delle lingue speciali a un determinato asse della variazione linguistica riguarda principalmente. L'opposizione tra asse diacronico e sincronico. Il rapporto tra asse diatopico e diafasico. La relazione tra asse diafasico e diacronico. La distinzione tra asse diastratico e diamesico. Secondo la definizione di Giovanni Nencioni, quale delle seguenti caratteristiche non è propria delle lingue speciali?. Mantengono invariato il lessico della lingua comune. Si sviluppano attorno a particolari attività professionali. Rispondono a bisogni comunicativi peculiari e diversi dalla massa dei parlanti. Sono utilizzate da una ristretta collettività di persone. Quale distinzione viene stabilita tra i due sottotipi di lingue speciali?. Lingue speciali in senso stretto e lingue speciali in senso lato. Lingue speciali nazionali e lingue speciali internazionali. Lingue speciali orali e lingue speciali scritte. Lingue speciali antiche e lingue speciali moderne. Secondo la definizione di Marcel Cohen, il gergo è. Una lingua autonoma con grammatica propria. Una varietà regionale della lingua standard. Un sistema di comunicazione completamente nuovo. Una formazione parassitaria che si innesta su lingua o dialetto preesistenti. Quale caratteristica è propria dei gerghi professionali ma non dei linguaggi settoriali?. La specializzazione lessicale. La funzione comunicativa. l'uso di terminologia tecnica. Il proposito della segretezza. Quale delle seguenti non è una caratteristica dei gerghi storici?. Uso temporaneo limitato a specifici periodi. Impiego del suffisso -oso. ricorso alle metafore. Lessico formato su basi dialettali. La principale differenza tra gerghi professionali e linguaggi settoriali riguarda. L'età media degli utilizzatori. La modalità di trasmissione (orale vs. scritta). Il carattere connotativo vs. denotativo del lessico. la diffusione geografica. Secondo Ageno, il gergo militare. È un vero gergo con forte differenziazione sociale. È una parlata di tipo affettivo che riflette un particolare stato d'animo. Ha maggiore stabilità rispetto al gergo giovanile. È caratterizzato da forte segretezza. Il linguaggio giovanile si distingue per essere presente. Solo nelle trasmissioni radiotelevisive. Solo nei social media. In parlato, scritto e trasmesso. Solo nel parlato informale. Quale delle seguenti espressioni del linguaggio giovanile ha una funzione pragmatica specifica?. drago. paglia. casinaro. ti prego!. Le varietà paragergali includono. Solo il gergo di caserma. Solo il gergo giovanile. Sia il gergo giovanile che quello di caserma. Tutti i gerghi professionali. Il processo di risemantizzazione nei gerghi comporta. L'eliminazione completa del lessico precedente. La standardizzazione del lessico regionale. La creazione di nuove relazioni semantiche tramite figure retoriche. L'adozione di parole straniere accolte senza modifiche. La detecnificazione è il processo per cui. Un termine viene tradotto in altre lingue. Un tecnicismo passa da un settore a un altro. Un tecnicismo viene adottato dalla lingua comune. Un termine comune diventa tecnico. Nelle relazioni anaforiche dei testi specialistici prevale. La ripetizione sulla sostituzione. L'uso di sinonimi. La sostituzione sulla ripetizione. L'ellissi nominale. Il presente atemporale nei linguaggi scientifici. Viene usato solo nelle formule matematiche. Indica azioni che si svolgono nel momento dell'enunciazione. Sostituisce il passato remoto nelle narrazioni. Esprime verità generali indipendenti dal tempo. Quale delle seguenti non è una strategia di deagentivizzazione?. Uso di pronomi personali espliciti. Costruzioni passive. Nominalizzazione. Costruzioni impersonali. La deagentivizzazione nelle lingue speciali serve a. Accelerare la comunicazione. Semplificare la struttura sintattica. Sottolineare la validità atemporale delle affermazioni. Rendere il testo più accessibile. Gli eponimi nelle lingue speciali sono. Voci polirematiche che indicano fenomeni attraverso nomi di studiosi. Termini di origine greca e latina. Sigle internazionali standardizzate. Neologismi creati artificialmente. MODEM rappresenta un esempio di. Abbreviazione di un termine latino. Acronimo formato dalle prime lettere di parole base. Sigla con significante trasparente e motivato. Acronimo che utilizza prime lettere e prime sillabe. I tecnicismi collaterali si distinguono da quelli specifici perché. Sono utilizzati solo in contesti orali. Hanno valore prevalentemente connotativo. Derivano sempre da lingue straniere. Sono necessari per veicolare significati univoci. L'alta coesione testuale delle lingue speciali si manifesta attraverso. La presenza di elementi narrativi. L'alternanza di registri linguistici. L'uso frequente di sinonimi. Una fitta rete di rimandi interni. I tecnicismi si caratterizzano principalmente per: Monosemia e internazionalizzazione. Regionalità e variabilità diacronica. colloquialità e spontaneità. polisemia e ambiguità semantica. La lingua del cibo può essere considerata più propriamente come. Un linguaggio tecnico. Un linguaggio scientifico. Un linguaggio specialistico. Un linguaggio settoriale. Quale caratteristica non è tipica della lingua del cibo?. Rigida biunivocità tra termini e concetti. Larga indeterminatezza dei destinatari. Mancanza di terminologia univoca. Forte incidenza della geosinonimia. AtLiTeG è acronimo di. Atlante della Lingua e Tradizione Gastronomica. Atlante Linguistico-Testuale della Gastronomia. Atlante della Lingua e dei Testi della Cultura Gastronomica italiana dall'età medievale all'Unità. Atlante della Lingua del Territorio Gastronomico. Le due principali aree di irraggiamento dei testi di cucina nello spazio italiano medievale sono. Il regno svevo e il Veneto. il regno normanno e la Lombardia. Il regno svevo-angioino e la Toscana. La Sicilia e l'Emilia Romagna. La codificazione scritta della pratica culinaria nell'Europa occidentale avviene. Tra il XII e il XIII secolo. Tra il Tre e il Quattrocento. Tra il Due e il Trecento. Tra l'XI e il XII secolo. Il "Liber de coquina" è scritto in. toscano. siciliano. latino. veneto. La tradizione "dei XII commensali" era precedentemente nota come. Tradizione dei XII signori. Tradizione del Liber de coquina. Tradizione dei XII cuochi. Tradizione dei XII ghiotti. Il manoscritto più rappresentativo della tradizione "dei XII commensali" è. Il Liber de coquina. Il ms. Ashburnham 1216. Il ms. Venezia, Bibl. Marciana, lat. XIV, 232. Il ms. Firenze, Bibl. Riccardiana, 1071. Il ms. Firenze, Bibl. Riccardiana, 1071 risale a. Anni Venti-Trenta del XIV secolo. Metà del XIV secolo. Fine del XV secolo. Fine del XVI secolo. Nella ricetta delle "tinche a brodetto", il verbo "togliere" ha il significato tecnico di. Cuocere. Acquistare, procurarsi. Rimuovere. Eliminare. Il frammento Ve (Venezia) è databile. Inizio del XIV secolo. Metà del XIV secolo. Fine del XIV secolo. Tardo Trecento, anni Settanta. Il frammento Ve è stato. Scritto in veneziano da uno scrittore di Venezia. Scritto in veneziano da uno scrittore di Toscana. Scritto in toscano da uno scrittore di Firenze. Scritto in toscano da uno scrittore di Venezia. I termini "zucharo" e "zafarano" testimoniano l'influenza di quale lingua?. Latino. Francese. Greco. Arabo. Nella novella del Decameron, la contrada di Bengodi si trova in: Berlinzone, terra de' baschi. Bolzano, terra dei tirolesi. Bergamo, terra dei lombardi. Benevento, terra dei normanni. Nella contrada di Bengodi, le vigne son legate con. rami di vite. funi. mortadelle. salsicce. Il termine àrista indica. la pancia del maiale. la schiena e il lombo del maiale. la coscia del maiale. la spalla del maiale. I maccheroni fiorentini del Trecento sono stati recentemente interpretati come. gnocchi. pasta ripiena. spaghetti. Pasta distesa sottilmente in falde, equivalente di piccole lasagne. Il "Libro di spese per la mensa dei Priori di Firenze" copre il periodo. 1° maggio 1344 - 30 aprile 1345. 1° maggio 1343 - 30 aprile 1344. 1° gennaio 1344 - 31 dicembre 1344. 1° maggio 1345 - 30 aprile 1346. Nel regime alimentare dei Priori di Firenze, quale percentuale delle spese era destinata alla carne e ai volatili?. 10%. 60%. 20%. 90%. Il "Registro di Entrata e Uscita del convento di Santa Maria di Cafaggio" risale agli anni. 1286-1290. 1280-1285. 1290-1295. 1295-1300. Nel canto XXIV del Purgatorio, il vizio della gola di Papa Martino IV è esemplificato da. Anguille di Bolsena e vernaccia. Anguille del Trasimeno e vernaccia. Anguille di Comacchio e trebbiano. Anguille del tevere e vino greco. Nel canto XXI dell'Inferno, Dante paragona i dannati nella pece ai: Uccelli in gabbia. Pesci in una rete. Carne cotta con gli uncini nella caldaia. Serpenti in acqua. Che cosa indica il termine "mirausto" nel "Libro de arte coquinaria" di Maestro Martino?. Una pietanza "alla catalana" a base di pollame spezzato, rifatto in un intingolo a base di latte di mandorle. Una salsa a base di aceto e rosmarino. Un utensile da cucina usato per arrostire la carne. Un tipo di spezia importata dall'Oriente. Qual è la caratteristica principale dell'opera "I Banchetti" di Cristoforo Messi Sbugo?. È divisa in tre sezioni che riflettono il complesso lavoro di allestimento di una festa rinascimentale. Contiene solo ricette della tradizione ferrarese. È dedicata esclusivamente alla cucina quotidiana del popolo. È il primo ricettario completamente in latino stampato in Italia. Nell'Opera di Bartolomeo Scappi, quale modo verbale viene prevalentemente usato per indicare le operazioni principali delle ricette?. Imperativo. Gerundio. Congiuntivo. Infinito. Quando avviene la consacrazione definitiva del pomodoro nella cucina italiana?. Nel Seicento, con l'arrivo della salsa dalla Spagna. Nell'Ottocento, con l'abbinamento alla pasta lunga. Subito dopo la scoperta dell'America nel 1492. Nel 1692-94, con lo "Scalco alla moderna" di Antonio Latini. Nel processo di "gallicizzazione" della terminologia gastronomica italiana, quale ruolo svolge la lingua francese?. Facilita la comprensione delle ricette regionali. Fornisce una terminologia tecnica spendibile a livello internazionale. Permette di distinguere la cucina alta da quella popolare. Rappresenta un modello estetico superiore. Quale termine dell'Apicio Moderno deriva dal francese "haché" e significa 'trito'?. Consomè. Escaloppe. Ascè. Ragù. Nell'Apicio Moderno, cosa significa il termine "culì"?. brodo consumato. Brodo legato. brodo ristorante. brodo chiarificato. Nell'Apicio Moderno, quale criterio linguistico viene seguito per i nomi dei piatti?. Utilizzare esclusivamente termini della tradizione culinaria italiana. Tradurre sempre tutti i termini stranieri in italiano. Creare neologismi italiani per sostituire i termini stranieri. Mantenere i nomi originali secondo la loro provenienza, adattandoli foneticamente alla grafia italiana. Quale opera costituisce il vero spartiacque tra la vecchia e la nuova trattatistica culinaria italiana nel Settecento?. Lo Scalco alla moderna di Antonio Latini. Il Cuoco galante di Vincenzo Corrado. L'Apicio Moderno di Francesco Leonardi. Il Cuoco piemontese perfezionato a Parigi di Carlo Giuseppe Ricca. Secondo Luca Serianni, la lingua del Nuovo cuoco milanese economico presenta quale caratteristica problematica?. Un clamoroso scollamento dall'italiano scritto dell'epoca. Un eccessivo uso di francesismi. Un lessico prevalentemente letterario. Una sintassi eccessivamente semplice. Vincenzo Corrado nel Cuoco galante utilizzava sintagmi preposizionali per denotare l'originalità delle ricette. Quale di questi non è presente nelle ricette studiate?. Alla Vincenzina. All'Oritana. Alla Corradina. Alla Napoletana. Nel Nuovo cuoco milanese economico di Giovanni Felice Luraschi, quale fenomeno grafico-fonetico rivela chiaramente la provenienza settentrionale. La sonorizzazione delle sorde intervocaliche (es. "geladina" per "gelatina"). L'uso frequente di dittonghi toscani. L'eliminazione sistematica delle consonanti finali. La metafonesi delle vocali toniche. Secondo Giovanna Frosini, quale elemento caratterizza principalmente la capacità fabulatoria di Artusi nella "Scienza in cucina"?. L'adozione di un registro esclusivamente formale. La scorrevolezza della sintassi e la ricchezza dei modi arguti e proverbiali. L'uso esclusivo di termini tecnici specialistici. L'eliminazione di qualsiasi elemento narrativo. Quale modello linguistico adotta Artusi per la sua Scienza in cucina?. Il latino classico della tradizione colta. L'italiano del Trecento. Il fiorentino contemporaneo nel suo "tono medio". Una lingua artificiale priva di regionalismi. Quale innovazione linguistica di Artusi sostituisce il settecentesco "besciamella"?. salsa bianca. balsamella. crema base. intingolo bianco. L'espressione "adagino adagino" nella prima ricetta di Artusi viene paragonata da Frosini a: la lingua del Seicento. la lirica di Petrarca. un registro burocratico ottocentesco. lo stile di Collodi. Quale innovazione strutturale introduce Artusi nell'architettura del testo delle ricette. L'uso esclusivo di supporti visivi senza testo. L'eliminazione completa degli ingredienti dall'elenco. La separazione netta tra parte tecnica e parte narrativa. L'anteposizione alla descrizione del procedimento dell'elenco degli ingredienti con le loro precise quantità. I geosinonimi nella lingua del cibo sono: Neologismi creati dall'industria alimentare. Termini diversi che, a seconda delle aree geografiche, indicano uno stesso prodotto o prodotti simili. Termini stranieri adattati alla fonologia italiana. Arcaismi sopravvissuti solo in alcune regioni. Il termine "grissino" deriva da: Il latino "gracilis" attraverso il francese. Il tedesco "Gries" per la consistenza granulosa. Il piemontese "ghersìn", diminutivo di "ghersa", che risale al latino "craticeam". Il greco "grýsos" per il colore dorato. Secondo Francesco Sabatini, l'etimologia più probabile di "pizza" è. Dal nome del gastronomo latino Apicio. Una base mediterranea "pitta" diventata "pizza" nella pronuncia dei Longobardi. Dal latino "picea" (pece). Dal greco antico "pýr" (fuoco). La prima attestazione di "caffè" nei testi di cucina del corpus AtLiTeG si trova: Nella "Relazione ali ambasciatori veneti al Senato" di Morosini (1585). Nelle "Lettere" di Francesco Redi (1666). Nel "Dizionario Moderno" di Alfredo Panzini (1918). Nel "Libro di secreti per fare cose dolce di varii modi" di Michele Marceca. Il termine "maccherones" in spagnolo, documentato nel 1517, rappresenta: Un esempio di come la diffusione degli italianismi abbia radici molto antiche. Un prestito recente legato alla globalizzazione. Un neologismo dell'industria alimentare moderna. Un calco semantico dal latino medievale. Tra le tipologie di adattamento dei forestierismi gastronomici, "brioche > brioscia" rappresenta un esempio di. Adattamento morfo-fonetico. Acronimo. Calco semantico. Calco strutturale. Il termine "kebab" turco e i "fala(f)fel" medio-orientali sono esempi di forestierismi. in espansione con le mutazioni sociali legate ai fenomeni migratori. Di antica tradizione legati alle crociate. Diffusi esclusivamente attraverso la letteratura di viaggio. Entrati durante il Rinascimento attraverso i commerci. La proposta di Marinetti di sostituire "sandwich" con "traidue" durante il fascismo è un esempio di: Calco strutturale dal tedesco. dattamento morfo-fonetico riuscito. calco semantico efficace. Sostituzione fantasiosa che si rivelò fallimentare. La prima attestazione di "cappuccino" come bevanda nel Dizionario Moderno di Panzini (1905) lo definiva come: 'caffè preparato dai frati cappuccini'. 'miscela di caffè e cioccolato caldo'. 'bevanda calda a base di caffè e latte schiumoso'. 'caffè nero corretto col latte'. Secondo i rilevamenti più recenti, gli italianismi nel mondo coinvolgono: Circa cinquemila parole in una ventina di lingue. Oltre diecimila parole in tutte le lingue europee. Oltre ventimila parole e un numero imprecisato ma alto di lingue. Circa quindicimila parole nelle principali lingue occidentali. Il termine "cappuccino" ha generato negli Stati Uniti degli pseudoitalianismi come: Macchiato e doppio. Americano e lungo. Caffeccino. Frappuccino e mocaccino. Durante il fascismo, la legge 2042 del 1940 che vietava l'uso di parole straniere nelle insegne comportò nel campo gastronomico: L'adozione esclusiva di termini latini. L'eliminazione totale dei forestierismi dal lessico culinario. Circa il 15% delle oltre 2.000 sostituzioni operate dalla Commissione per l'italianità. La creazione di un nuovo dizionario gastronomico ufficiale. |





