Macroeconomia E-Campus
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![]() Macroeconomia E-Campus Description: docente Fabiani Michele |



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Quale tra le seguenti affermazioni descrive correttamente il PIL reale?. È il valore della produzione a prezzi costanti, depurato dall’inflazione. È la somma dei redditi nominali percepiti dai residenti. È il valore delle esportazioni nette in un dato anno. È il valore della produzione misurato ai prezzi correnti. Qual è la formula della domanda aggregata in un’economia chiusa?. Z = C + I + X. Z = C + I + G. Z = C + G + (X – M). Z = C + I + G + T. Che cosa rappresenta il parametro c nella funzione del consumo C = C₀ + cYd?. Il tasso di inflazione. Il consumo totale. Il reddito disponibile. La propensione marginale al consumo. Quale di queste affermazioni è vera sugli investimenti nel PIL?. Gli investimenti dipendono da aspettative, tasso d’interesse e fiducia. Gli investimenti comprendono le imposte pagate dalle imprese. Gli investimenti includono solo beni di consumo durevoli. Gli investimenti sono poco volatili nel breve periodo. Se le esportazioni superano le importazioni, cosa si può dire del saldo commerciale?. È positivo. È negativo. Non influisce sul PIL. È nullo. Il PIL nominale si differenzia dal PIL reale perché: È sempre inferiore al PIL reale. Viene calcolato usando i prezzi di un anno base. È influenzato dal livello dei prezzi correnti. Tiene conto della disoccupazione. Quale tra le seguenti è una caratteristica della spesa pubblica nel calcolo del PIL?. Comprende l’acquisto di beni e servizi da parte dello Stato. È irrilevante per la domanda aggregata. È sempre superiore agli investimenti. Include anche le pensioni e i sussidi. Quale componente non è inclusa nel calcolo del PIL tramite il metodo della spesa?. Consumi delle famiglie. Spesa pubblica. Trasferimenti statali. Investimenti. Perché nel modello base le imposte T sono considerate esogene?. Perché sono sempre costanti. Perché il governo non ha alcun ruolo nel modello. Per semplificare l’analisi dell’equilibrio di domanda. Perché dipendono dal livello di produzione. Cosa rappresenta l’investimento Ī nel modello semplificato?. Una componente del risparmio. Un trasferimento pubblico. Una spesa autonoma esogena per beni capitali. Una variabile endogena. Qual è la formula della domanda aggregata Z nel modello con G e T esogeni?. Z = C₀ + C₁(Y – T̄) + Ī + G. Z = C + G + X – M. Z = Y – C – G. Z = C + G – T. Quali elementi sono esclusi dalla spesa pubblica G nel calcolo della domanda aggregata?. Salari pubblici. Infrastrutture. Acquisto di beni da parte dello Stato. Sussidi e pensioni. Se C₁ = 0,8 e il reddito disponibile aumenta di 100, di quanto aumenta il consumo?. 80. 100. 8. 20. Quando il reddito disponibile è nullo, cosa accade al consumo nel modello?. È negativo. È nullo. È pari a C₀. È pari a T. Cosa rappresenta la propensione marginale al consumo (C₁)?. Il livello di risparmio marginale. Il consumo minimo in assenza di reddito. L’aliquota fiscale. L’incremento del consumo per ogni unità aggiuntiva di reddito disponibile. Qual è la formula della funzione del consumo con imposte fisse?. C = C₁(1 – t)Y. C = C₀ + C₁(Y – T). C = Y – T – C. C = C₀ + C₁Y. Qual è la condizione di equilibrio nel mercato dei beni secondo il modello keynesiano?. Y= Z. Y= C. Y= C+S. Y= G+T. Come si calcola il moltiplicatore keynesiano nel modello semplificato?. m = C₀ / C₁. m = 1 / C₁. m = T / G. m = 1 / (1 - C₁). Qual è la formula della produzione di equilibrio in presenza di imposte fisse?. Y = C + G + I. Y = (C + I + G) * T. Y = G - T + I. Y = m * (C₀ + I + G - C₁T). 04. Che effetto ha un aumento delle imposte (ΔT) sul reddito secondo il modello?. Aumenta il reddito in modo proporzionale. Incrementa solo il consumo autonomo. Riduce il reddito: ΔY = - C₁ * ΔT * m. Non ha effetto se le imposte sono fisse. 05. Se C₁ = 0,75, qual è il valore del moltiplicatore?. 0.75. 4. 1.25. 0.25. In presenza di aumento simultaneo di spesa pubblica e imposte di pari entità, cosa afferma il Teorema di Haavelmo?. Il saldo pubblico diventa negativo. Il reddito diminuisce. Il reddito aumenta esattamente quanto la spesa pubblica. Il reddito rimane invariato. Quale tra i seguenti effetti è più diretto sulla domanda aggregata?. Aumento della spesa pubblica. Riduzione della base monetaria. Diminuzione delle esportazioni. Aumento dell’offerta di lavoro. 08. In un’economia chiusa con imposte fisse, quali elementi compongono la domanda aggregata Z?. Y + T - I. G + T + X. C + I + G. C + S + T. 01. Qual è la pendenza della curva Z nella croce keynesiana?. C₁. C₀. 1. 0. 02. In un’economia chiusa, la domanda aggregata Z è data da: Z = C + G – I. Z = C₀ + C₁(Y – T) + I + G. Z = C + S + T. Z = C₀ + I + G. 03. Qual è la condizione di equilibrio rappresentata nella croce keynesiana?. Y = C + I – G. Y = G + T. Y = Z. Y = C + S. 04. Nella croce keynesiana, cosa rappresenta la bisettrice?. Il livello potenziale del PIL. L’offerta autonoma delle imprese. La condizione in cui la produzione è pari alla domanda aggregata. L’effetto del moltiplicatore. 05. Cosa accade se Z > Y nel grafico della croce keynesiana?. Le imprese aumentano la produzione. Il reddito scende. Le imposte aumentano automaticamente. La spesa pubblica si riduce. 06. Qual è l’effetto di un aumento della domanda autonoma A sulla curva Z?. L’equilibrio si annulla. La pendenza della curva Z aumenta. La curva Z si sposta verso l’alto, mantenendo la stessa pendenza. La curva Z ruota verso destra. 07. Se ΔA = 50 e C₁ = 0,8, quale sarà l’aumento del reddito?. 400. 250. 100. 50. 08. Quale affermazione è corretta sul grafico della croce keynesiana?. La curva Z ha pendenza maggiore della bisettrice. La distanza verticale tra due curve Z rappresenta ΔA. La bisettrice è inclinata di 30 gradi. La curva Z è sempre parallela all’asse delle ascisse. Nel grafico consumo-risparmio, che cosa indica la bisettrice?. I punti in cui C = Y. I punti in cui S = 0. La curva del PIL potenziale. Il livello di disoccupazione naturale. 02. Cosa rappresenta (1 - C₁) nella funzione del risparmio?. L’elasticità del risparmio. Il tasso d’interesse reale. Il moltiplicatore keynesiano. La propensione marginale al risparmio. Qual è la pendenza della curva del risparmio?. -C₁. (1 - C₁). C₁. C₀. 04. Dove si trova il punto in cui il risparmio è nullo nel grafico?. Dove C = 0. Dove C = Y. Dove C₁ = 0. Dove S = Y. 05. Quando il reddito è nullo, il risparmio: Dipende da C₁. È negativo. È nullo. È positivo. 06. Se C = C₀ + C₁Y, cosa rappresenta C₀?. Il consumo proporzionale al reddito. L’intercetta della curva del risparmio. Il consumo autonomo, ovvero la spesa in assenza di reddito. La propensione al risparmio. Qual è la formula della funzione del risparmio derivata da quella del consumo?. S = Y - (1 - C₁). S = (1 + C₁)Y. S = -C₀ + (1 - C₁)Y. S = C₀ + C₁Y. 08. Qual è l’effetto di un aumento del reddito sulla funzione del consumo?. Il consumo diventa autonomo. Il consumo diminuisce. Il consumo resta invariato. Il consumo aumenta in proporzione a C₁. Cosa rappresenta graficamente l’intersezione tra la curva del risparmio e il livello degli investimenti?. Il livello massimo di consumo. Il reddito di equilibrio. L’inflazione attesa. Il moltiplicatore. 02. Il risparmio pubblico è dato da: G - T. T - G. S - I. Y - C - T. 03. Qual è una delle principali alternative alla rappresentazione dell’equilibrio come Y = Z?. Il bilancio in pareggio dello Stato. Il tasso d’interesse naturale. L’uguaglianza tra risparmio e investimento. L’equilibrio tra domanda e offerta di moneta. 04. In un’economia chiusa senza Stato, quale condizione definisce l’equilibrio?. Il reddito disponibile è nullo. Il risparmio privato è uguale agli investimenti. Le imposte sono pari alla spesa pubblica. Il consumo è uguale alla produzione. 05. Cosa si intende per risparmio privato?. Le esportazioni nette. L’avanzo di bilancio del governo. La parte di reddito che le famiglie non consumano. La somma tra investimenti e consumi. 06. Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio il risparmio aggregato?. È il finanziamento del deficit pubblico. È la parte del reddito disponibile non consumata. È sempre uguale al consumo. È la somma tra il reddito e le imposte. Perché il modello alternativo porta allo stesso livello di equilibrio della versione keynesiana?. Perché le imposte sono proporzionali al reddito. Perché entrambi i modelli ignorano la spesa pubblica. Perché l’investimento è costante. Perché entrambe le visioni descrivono lo stesso punto di equilibrio con approcci diversi. Qual è il significato economico dell’identità I = S + (T - G)?. Gli investimenti sono finanziati dal risparmio privato e pubblico. La spesa pubblica dipende dagli investimenti. Le imposte servono a finanziare solo il consumo. Gli investimenti sono sempre esogeni. 01. Che effetto ha l'introduzione di imposte proporzionali sulla funzione del consumo?. Riduce la propensione al consumo e modifica la funzione del consumo. Aumenta il consumo autonomo. Rende costante il moltiplicatore. Elimina la relazione tra reddito e spesa. Come cambia il moltiplicatore con imposte proporzionali rispetto al caso senza imposte?. Diventa più alto. Diventa più basso. Rimane invariato. Non ha alcuna relazione con le imposte. 03. Cosa rappresenta l’aliquota t nella nuova funzione del consumo?. La quota di reddito prelevata come imposta. La spesa pubblica totale. Il consumo minimo garantito. Il tasso di risparmio pubblico. Perché il moltiplicatore con imposte proporzionali è più realistico?. Perché aumenta l’inflazione. Perché tiene conto della tassazione automatica legata al reddito. Perché elimina le fluttuazioni della domanda. Perché riduce la spesa pubblica. 05. Cosa si intende per meccanismo di stabilizzazione automatica?. La fissazione del consumo autonomo. Il pareggio automatico del bilancio statale. La riduzione del reddito disponibile in modo esogeno. Il fatto che le imposte aumentano automaticamente con il reddito. Qual è l’effetto delle imposte proporzionali sul moltiplicatore?. Lo amplificano. Lo riducono. Lo rendono nullo. Lo rendono negativo. In che modo le imposte proporzionali influenzano la politica fiscale?. Richiedono stimoli fiscali più forti per lo stesso effetto. Non hanno effetto sulla politica fiscale. Permettono politiche espansive più leggere. Riducono il consumo diretto dello Stato. Cosa accade al moltiplicatore se aumenta l’aliquota fiscale t?. Diventa infinito. Si riduce. Aumenta. Resta costante. Come reagisce la domanda di moneta a un aumento del tasso d’interesse?. Aumenta. Diminuisce. Diventa infinita. Rimane invariata. Cosa accade alla curva della domanda di moneta se aumenta il reddito nominale?. Si inclina di più. Si sposta verso destra. Si annulla. Si abbassa. Quale tra i seguenti è un motivo classico per detenere moneta?. Motivo competitivo. Motivo salariale. Motivo transattivo. Motivo di produzione. Cosa rappresenta la funzione Mᵈ = €Y · L(i)?. La domanda di moneta come funzione della disoccupazione. L’equilibrio del mercato del lavoro. La domanda di moneta come funzione del reddito nominale e del tasso di interesse. L’offerta di moneta fissata dalla banca centrale. In che modo la domanda di moneta è legata alle transazioni economiche?. Cresce con il reddito nominale. Dipende dall’occupazione. Diminuisce con l’inflazione. È costante nel tempo. 06. Qual è la relazione tra L(i) e i?. L(i) è nulla. L(i) è decrescente rispetto a i. L(i) è crescente rispetto a i. L(i) è costante. 07. Secondo Keynes, perché gli individui possono decidere di detenere moneta?. Per motivi speculativi oltre che transattivi e precauzionali. Per ottenere interessi. Per acquistare titoli pubblici. Per finanziare le esportazioni. Perché detenere moneta comporta un costo-opportunità?. Perché non produce interessi. Perché è inflazionata. Perché aumenta il consumo. Perché riduce il reddito disponibile. 01. Quando si verifica l’equilibrio nel mercato della moneta?. Quando i tassi di cambio sono fissi. Quando il governo emette titoli. Quando la quantità domandata e offerta di moneta coincidono. Quando l’offerta è maggiore della domanda. 02. Cosa rappresenta il tasso di interesse nel mercato della moneta?. Il prezzo dei beni di consumo. Il valore della domanda. Il tasso di cambio. Il prezzo della moneta. 03. Se la banca centrale aumenta M, quale sarà l’effetto sul tasso d’interesse di equilibrio?. Tende ad aumentare. Rimane fisso. Aumenta proporzionalmente. Tende a diminuire. Se aumenta il reddito nominale, cosa accade alla domanda di moneta?. Aumenta e la curva si sposta verso destra. Si inclina. Diminuisce. Rimane invariata. 05. Come viene rappresentata graficamente l’offerta di moneta?. Con una funzione crescente. Con una parabola. Con una curva inclinata positivamente. Con una retta verticale. 06. Cosa accade se la domanda di moneta aumenta ma l’offerta resta costante?. Il tasso di interesse diminuisce. L’equilibrio resta invariato. La moneta perde valore. Il tasso di interesse aumenta. Cosa determina il tasso di interesse di equilibrio nel mercato monetario?. La politica fiscale. L’intersezione tra domanda e offerta di moneta. La domanda aggregata. Il tasso di inflazione. 08. Come reagisce l’equilibrio monetario a un aumento di M?. Con un abbassamento del tasso di interesse. Con un aumento della produzione. Con una diminuzione della base monetaria. Con un aumento dell’occupazione. 01. Qual è la relazione tra prezzo dei titoli e tasso d’interesse?. Diretta. Inversa. Proporzionale al reddito. Nulla. 02. Cosa sono le operazioni di mercato aperto?. Attività speculative delle banche commerciali. Interventi della banca centrale che prevedono l'acquisto o la vendita di titoli. Operazioni di credito al consumo. Scambi di titoli tra cittadini. 03. In che modo la politica monetaria influenza il mercato dei beni?. Con il controllo dei salari. Direttamente tramite la spesa pubblica. Attraverso l'effetto sui tassi di interesse e quindi sugli investimenti. Attraverso le esportazioni. 04. Cosa accade al tasso di interesse quando la banca centrale acquista titoli?. Diventa negativo. Diminuisce. Resta invariato. Aumenta. 05. Che ruolo ha il bilancio della banca centrale nelle operazioni di mercato aperto?. Monitora l'inflazione. Mostra la variazione tra attività e passività dopo l’acquisto o la vendita di titoli. Registra le esportazioni. Indica il reddito nazionale. 06. Cosa accade alla base monetaria quando la banca centrale acquista titoli?. Aumenta. Diminuisce. Rimane costante. Scompare. 07. Quando si parla di politica monetaria restrittiva?. Quando aumenta la spesa pubblica. Quando impone nuove tasse. Quando riduce i salari. Quando la banca centrale vende titoli. 08. Qual è l'effetto di una politica monetaria espansiva?. Riduce la spesa pubblica. Riduce il PIL. Aumenta la base monetaria e riduce i tassi di interesse. Aumenta il valore dei titoli. 01. Che cos’è la trappola della liquidità?. Una politica fiscale espansiva. Una situazione in cui la politica monetaria diventa inefficace a tassi molto bassi. Una strategia bancaria per ridurre i tassi. Un aumento incontrollato del credito. 02. Come si comportano gli agenti nella trappola della liquidità?. Preferiscono detenere moneta piuttosto che titoli. Aumentano l’indebitamento. Sostituiscono la moneta con beni reali. Aumentano gli investimenti. 03. Cosa accade alla curva della domanda di moneta in una trappola della liquidità?. Si sposta a sinistra. Diventa verticale. Diventa orizzontale. Scompare. 04. Qual è la caratteristica della funzione L(i) in una trappola della liquidità?. È crescente. È nulla. È costante. È perfettamente elastica. 05. Perché la politica monetaria non funziona in una trappola della liquidità?. Perché aumenta la disoccupazione. Perché modifica la curva IS. Perché riduce l’offerta di beni. Perché non riesce a modificare i tassi d’interesse. 06. In quale contesto storico è emersa la trappola della liquidità?. Durante il boom economico degli anni ’60. Dopo il Trattato di Maastricht. Durante la Grande Depressione. Nel periodo di iperinflazione tedesca. 07. Qual è l’effetto di un aumento dell’offerta di moneta nella trappola della liquidità?. Contrazione del reddito. Aumento dei redditi. Riduzione della disoccupazione. Nessun effetto sui tassi d’interesse. 08. Come si presenta la curva LM nella trappola della liquidità?. Verticale. Orizzontale. Inclinata negativamente. Curva a campana. 01. Quale tra questi NON è un limite alla creazione di moneta da parte delle banche?. Domanda di credito. Spesa pubblica eccessiva. Comportamento delle banche. Normative prudenziali. 02. Qual è la funzione primaria delle banche?. Intermediazione tra risparmio e investimento. Produzione di titoli. Gestione della spesa pubblica. Controllo dell’inflazione. 03. Cosa accade quando una banca concede un prestito?. Distrugge moneta. Crea nuova moneta. Riduce la base monetaria. Aumenta il tasso d’interesse. 04. Cosa sono le riserve obbligatorie?. I capitali esteri vincolati. La liquidità posseduta dalle famiglie. La quota di depositi che le banche devono detenere presso la banca centrale. I prestiti interbancari. 05. Qual è il ruolo della banca centrale in relazione alle riserve bancarie?. Funge da prestatore di ultima istanza. Gestisce i bilanci aziendali. Fissa i salari minimi. Determina le tasse regionali. 06. Cosa si intende per base monetaria?. La somma di circolante e riserve bancarie. Il valore delle esportazioni. Il credito al consumo. La ricchezza reale in un’economia. 07. Perché le banche non possono creare moneta illimitatamente?. Per l’aumento dei salari. Perché lo Stato lo vieta. Perché manca fiducia nel sistema. Per vincoli normativi e rischio di credito. 08. Cosa si intende per moltiplicatore monetario?. Il tasso di crescita del PIL. Il cambio tra euro e dollaro. L’inflazione cumulata. Il processo per cui i prestiti generano ulteriori depositi. 01. Cosa include la domanda di moneta emessa dalla banca centrale?. Depositi e investimenti. Spesa pubblica e imposte. Circolante e riserve. Tutte le forme di credito. 02. Chi può creare moneta legale nel sistema economico?. Banca centrale. BCE e FMI. Le banche commerciali. Il ministero delle economie. 03. Come si calcola la base monetaria (H)?. H = M / (1 + c). H = M · c. H = cM + θ(1 - c)M. H = θM - c. 04. Cosa accade al tasso di interesse quando la banca centrale aumenta la base monetaria?. Resta invariato. Diminuisce. Aumenta. Diventa negativo. 05. Quale componente della moneta aggregata dipende direttamente dalle decisioni della banca centrale?. La base monetaria. Le imposte dirette. I titoli pubblici. Il risparmio delle famiglie. 06. Cosa rappresenta la formula M = H / (c + θ(1 - c))?. La velocità della moneta. La curva IS. Il moltiplicatore monetario. L’equilibrio del mercato dei beni. 07. Qual è il ruolo del tasso di interesse nel mercato della moneta emessa?. Parametro del moltiplicatore fiscale. Misura della domanda di beni. Indicatore dell'inflazione. Variabile di aggiustamento tra domanda e offerta. 08. Cosa rappresenta la variabile θ nella formula della base monetaria?. Il coefficiente di riserva obbligatoria. Il tasso d’inflazione. Il tasso d’interesse. Il tasso di cambio. 01. Quando una banca ha riserve in eccesso, cosa può fare?. Chiedere rifinanziamento. Aumentare la base monetaria. Prestarle nel mercato interbancario. Investire in beni immobili. 02. Cos’è il mercato interbancario?. Un mercato in cui le banche si scambiano riserve. Un luogo di negoziazione di titoli di Stato. Un segmento del mercato immobiliare. Un mercato per il commercio internazionale. 03. Perché è importante il mercato interbancario per la politica monetaria?. Perché controlla le importazioni. Perché trasmette le variazioni dei tassi decise dalla banca centrale. Perché regola la disoccupazione. Perché influisce sul tasso di crescita del PIL. 04. Perché una banca partecipa come domandante nel mercato interbancario?. Per aumentare i tassi attivi. Per investire in obbligazioni. Per ridurre il capitale. Perché ha un deficit di riserve. 05. Qual è il tasso praticato nel mercato interbancario?. Il tasso ufficiale di sconto. Il tasso di inflazione. Il tasso overnight. Il tasso di cambio. 06. Cosa fa la banca centrale per influenzare il tasso interbancario?. Riduce la base monetaria. Aumenta le imposte. Controlla la spesa pubblica. Interviene con operazioni di mercato aperto. 07. Qual è il tasso minimo nel mercato interbancario?. Il tasso dei BOT. Il tasso sui mutui. Il tasso sui depositi. Il tasso d’interesse attivo. 08. Cosa rappresenta il tasso di rifinanziamento nel sistema interbancario?. Il tasso di cambio ufficiale. Il tasso medio di inflazione. Il tasso massimo applicato dalla banca centrale. Il tasso di sconto tra clienti. 01. Perché il moltiplicatore è importante per la politica monetaria?. Aumenta la domanda aggregata. Amplifica l'effetto della base monetaria. Neutralizza l’inflazione. Riduce l'efficacia della politica fiscale. 02. Perché il moltiplicatore è più basso nei periodi di crisi?. Per le esportazioni ridotte. Per maggiore prudenza di banche e famiglie. Perché la BCE alza i tassi. Per la diminuzione del PIL potenziale. 03. Cos'è il moltiplicatore della moneta?. Il tasso d’interesse effettivo. Il rapporto debito/PIL. La variazione percentuale della spesa pubblica. Il rapporto tra offerta di moneta e base monetaria. 04. Cosa rappresenta M nella formula del moltiplicatore?. Il moltiplicatore fiscale. La riserva obbligatoria. L’offerta complessiva di moneta. La domanda di moneta. 05. Cosa accade se il pubblico decide di detenere più contante (c aumenta)?. La curva IS si sposta a destra. Il moltiplicatore si riduce. La base monetaria aumenta. Il tasso d'interesse scende. 06. Cosa accade al moltiplicatore se aumenta il coefficiente di riserva?. Diminuisce. Resta invariato. Aumenta. Diventa infinito. 07. Qual è la formula del moltiplicatore della moneta?. M = (1 / (c + θ(1 - c))) · H. M = H / (1 - θ). M = c + θ. M = H / c. 08. Cosa rappresenta la variabile c nella formula del moltiplicatore?. Il consumo aggregato. La quota di circolante detenuta dal pubblico. Il tasso d’interesse. La velocità della moneta. 01. Qual è l’equazione della domanda aggregata nel modello IS?. Z = I(i) - G. Z = Y + T + G. Z = C + S + T. Z(i) = C(Y - T) + I(i) + G. 02. Se gli investimenti aumentano, cosa accade alla curva IS?. Si sposta verso destra. Si sposta verso sinistra. Rimane invariata. Diventa verticale. 03. Che ruolo ha la spesa pubblica G nel modello IS?. Una componente autonoma della domanda. Non influisce. Una componente del PIL potenziale. Una variabile esogena. 04. Qual è la condizione di equilibrio nel mercato dei beni?. Y = I - G. Y = T + S. Y = Z(i). Y = C + T + S. 05. La curva IS si costruisce partendo da quale grafico?. Dal diagramma Z-Y con la retta a 45°. Dal grafico LM. Dal piano P-Y. Dal mercato dei cambi. 06. Cosa accade se il tasso di interesse aumenta nel modello IS?. Crescono i consumi. Diminuiscono gli investimenti e il reddito di equilibrio. La curva IS si sposta a destra. Aumenta il moltiplicatore. 07. Cosa rappresenta la curva IS?. L’equilibrio nel mercato monetario. Il mercato del lavoro. L’equilibrio nel mercato dei beni. Il saldo della bilancia commerciale. 08. Perché la curva IS è inclinata negativamente?. Perché aumenta il consumo autonomo. Perché la spesa pubblica è costante. Perché l’offerta aggregata diminuisce. Perché all’aumentare del tasso di interesse gli investimenti calano. 01. Se aumentano le imposte, cosa accade?. La curva IS si sposta verso sinistra. La curva IS si sposta verso destra. Il moltiplicatore cresce. La curva LM si inclina. 02. In presenza di maggiore propensione al consumo, cosa accade al moltiplicatore?. Aumenta. Diminuisce. Si annulla. Resta costante. 03. Quale formula esprime la relazione tra variazione della domanda autonoma e reddito?. P = W(1 + µ). Y = C + I + G. ΔY = (1 / (1 - c)) · ΔA. Z = Y + T. 04. Cosa rappresenta un movimento lungo la curva IS?. Un cambiamento del tasso di interesse. Un aumento dell’export. Una variazione della spesa pubblica. Una riduzione della moneta. 05. Qual è l’effetto di un aumento dell’investimento autonomo?. Riduce la curva IS. Aumenta la produzione di equilibrio. Abbassa il tasso d’interesse. Spinge la curva LM verso l’alto. 06. Lo spostamento della curva IS è determinato da: Modifiche del tasso d’interesse. Spostamenti della curva LM. Variazioni di G, T, C₀ o I₀. Salario nominale. 07. Cosa determina uno spostamento della curva IS?. Un cambio nel tasso di interesse. La pendenza della curva LM. Una variazione delle componenti autonome della domanda. La variazione dei prezzi. 08. Un aumento della spesa pubblica cosa provoca?. Uno spostamento verso destra della curva IS. Uno spostamento verso sinistra della curva IS. Una variazione della curva LM. Nessun effetto. 01. Quale affermazione è corretta?. L’inflazione non ha effetto. La LM si muove in base alla spesa pubblica. Tutte e tre sono corrette: la politica fiscale agisce sulla IS, sposta il reddito e influenza i tassi. Solo la moneta influenza l’equilibrio. 02. Qual è l’effetto moltiplicatore di una politica fiscale espansiva?. Diminuisce i tassi di interesse. Riduce l’impatto della politica. Non ha effetto. Amplifica l’effetto della variazione di G sul reddito. 03. Nel modello IS-LM, cosa indica un punto al di sotto dell’equilibrio?. Tasso d’interesse troppo elevato. Tasso di cambio rigido. Eccesso di offerta di moneta. Domanda aggregata insufficiente. 04. Quale tra le seguenti è una misura di politica fiscale?. Aumento della spesa pubblica. Controllo dell’offerta di moneta. Riduzione del tasso di sconto. Acquisto di titoli da parte della banca centrale. 05. Cosa accade se lo Stato aumenta le imposte nel modello IS-LM?. La curva LM si sposta verso destra. La curva LM si sposta verso sinistra. Il reddito aumenta. Il moltiplicatore aumenta. 06. Quale effetto ha l’aumento della spesa pubblica sull’equilibrio IS-LM?. Incrementa il reddito di equilibrio. Riduce il tasso di interesse. Aumenta l’offerta di moneta. Non ha effetti. 07. Cosa comporta una politica fiscale espansiva nel modello IS-LM?. Uno spostamento della curva IS verso destra. Un aumento della base monetaria. Una riduzione del tasso di cambio. Uno spostamento della curva LM verso sinistra. 08. Come varia l’equilibrio se la spesa pubblica aumenta e le imposte restano costanti?. Tasso di interesse diminuisce. Reddito aumenta e curva IS si sposta a destra. IS si appiattisce. LM si sposta a sinistra. 01. Se la banca centrale acquista titoli di stato, cosa succede?. Diminuiscono le esportazioni. Aumenta l'offerta di moneta. Aumentano le imposte. Crescono i prezzi. 02. Quale tra le seguenti è una misura di politica monetaria?. Riduzione delle tasse. Costruzione di infrastrutture. Acquisto di titoli pubblici. Sussidi alle famiglie. 03. Qual è l’obiettivo principale di una politica monetaria espansiva?. Stimolare la produzione e ridurre i tassi. Controllare le esportazioni. Fissare i salari. Ridurre il debito pubblico. 04. Cosa avviene alla curva LM dopo un’espansione monetaria?. Si sposta verso il basso. Si sposta verso l'alto. Diventa orizzontale. Non cambia. 05. Qual è l’effetto della politica monetaria su i e Y nel breve periodo?. Riduce i e riduce Y. Aumenta i e Y. Riduce i e aumenta Y. Nessun effetto. 06. Cosa accade nel modello IS-LM con una politica monetaria restrittiva?. La domanda di beni aumenta. La curva LM si sposta verso l’alto. Il reddito cresce. La IS si sposta a sinistra. 07. Cosa provoca una politica monetaria espansiva?. Uno spostamento verso destra della curva IS. Uno spostamento verso il basso della curva LM. Un aumento delle imposte. Un calo della spesa pubblica. 08. Come agisce la banca centrale per ridurre i tassi d’interesse?. Aumenta le imposte. Riduce la spesa pubblica. Aumenta l’offerta di moneta. Aumenta le riserve obbligatorie. 01. Quale affermazione è corretta?. Solo la politica monetaria agisce su IS. Il mix non ha effetti nel breve. Solo le imposte spostano LM. Il mix fiscale-monetario influenza simultaneamente IS e LM. 02. Quando il mix di politiche è coordinato, cosa accade?. La curva IS si appiattisce. L’effetto si annulla. Gli effetti si rafforzano reciprocamente. La LM si sposta a sinistra. 03. Il mix ottimale di politiche dipende da: Indice dei prezzi. Situazione macroeconomica. Preferenze politiche. Bilancia commerciale. 04. Qual è un effetto di una politica fiscale espansiva accompagnata da una politica monetaria restrittiva?. Aumento della LM. Svalutazione della moneta. Piena occupazione. Pressione sui tassi d’interesse. 05. Cosa accade se le politiche sono in conflitto?. L’inflazione esplode. Il moltiplicatore aumenta. Gli effetti possono neutralizzarsi. Il tasso di interesse si azzera. 06. Qual è un possibile effetto di un mix restrittivo?. Crescita della base monetaria. Riduzione della produzione. Aumento del reddito. Stabilità dei tassi. 07. Cosa si intende per mix di politiche?. Una politica commerciale. La combinazione di disoccupazione e inflazione. L’uso combinato di politiche fiscali e monetarie. La somma di IS e LM. 08. Un mix espansivo implica: Politica neutrale. Aumento di G e aumento di M. Aumento di T e riduzione di M. Riduzione di G e aumento di T. 01. Perché la LM è orizzontale nella trappola della liquidità?. Perché l’inflazione è stabile. Perché i salari sono rigidi. Perché variazioni di M non influenzano i. Perché M/P è costante. 02. Come si presenta la curva LM in presenza di trappola della liquidità?. Orizzontale. Verticale. Crescente. Decrescente. 03. Qual è l’effetto della politica monetaria in una trappola della liquidità?. Aumenta l’inflazione. Estremamente efficace. Riduce il PIL. È inefficace. 04. Come si comportano gli agenti nella trappola della liquidità?. Investono in titoli. Conservano tutta la moneta disponibile. Importano beni. Aumentano i consumi. 05. Per uscire da una trappola della liquidità, cosa può essere utile?. Una riduzione dell’offerta di moneta. Una riduzione della spesa. Un aumento del tasso di interesse. Una politica fiscale espansiva. 06. Quando si verifica una trappola della liquidità?. Quando la disoccupazione scende. Quando il deficit commerciale è elevato. Quando le esportazioni calano. Quando il tasso di interesse è vicino allo zero. 07. Qual è il ruolo della politica fiscale in trappola della liquidità?. Viene annullata dalla LM. Diventa lo strumento principale per stimolare la domanda. Non ha effetto. Sposta la LM. 08. Cosa caratterizza la trappola della liquidità?. La moneta non è più usata. La spesa pubblica si azzera. Il tasso d’interesse è così basso che la domanda di moneta è perfettamente elastica. Il tasso d’interesse è molto alto. 01. Cosa indica il concetto di 'inattivi'?. Chi lavora a tempo determinato. Chi è in attesa di pensione. Chi cerca lavoro. Chi non cerca lavoro e non lavora. 02. In che modo si possono ridurre i livelli di disoccupazione?. Con politiche attive per l’impiego. Con aumento dell’inflazione. Con riduzione dei salari reali. Con aumento del tasso di interesse. 03. Quale misura NON influisce direttamente sulla forza lavoro?. Tasso di cambio. Tasso di partecipazione. Politiche per l’occupazione. Politiche di inclusione. 04. Quale affermazione è corretta?. Gli inattivi sono parte della forza lavoro. Tutte e tre sono corrette: i disoccupati cercano lavoro, gli inattivi no, la forza lavoro include entrambi. Gli occupati sono anche disoccupati. I pensionati sono inclusi nella forza lavoro. 05. Come si calcola il tasso di partecipazione?. Disoccupati diviso occupati. Occupati diviso popolazione. Forza lavoro diviso popolazione in età da lavoro. Popolazione diviso forza lavoro. 06. Chi è considerato disoccupato?. Chi lavora part-time. Chi non lavora ma cerca attivamente lavoro. Chi è in pensione. Chi è studente. 07. Chi fa parte della forza lavoro?. Occupati e inattivi. Occupati e disoccupati. Solo i disoccupati. Solo gli occupati. 08. Cos'è il tasso di disoccupazione?. Il rapporto tra occupati e popolazione attiva. Il numero totale di lavoratori. Il rapporto tra disoccupati e forza lavoro. La percentuale di inattivi. 01. Perché esistono salari superiori al salario di equilibrio?. Per effetto della deflazione. Per incentivi pubblici. Per motivi di efficienza e contrattazione. Per errore statistico. 02. Qual è l’effetto di un aumento dei sussidi di disoccupazione su z?. z aumenta. z diminuisce. z diventa nullo. z resta invariato. 03. Perché il potere contrattuale influisce sui salari?. Non ha effetti. Riduce la produttività. Aumenta l’inflazione. Maggiore potere consente di ottenere salari più alti. 04. Chi determina i salari nel modello base?. Le banche centrali. Solo lo Stato. Solo le imprese. Contrattazione tra imprese e lavoratori. 05. Cosa accade ai salari se l’inflazione attesa aumenta?. I lavoratori chiedono salari nominali più alti. I salari si riducono. Il salario non cambia. I salari reali aumentano. 06. Come influisce il tasso di disoccupazione sui salari?. All’aumentare della disoccupazione, i salari tendono a diminuire. Riduce l’offerta di lavoro. Non c'è relazione. Aumentando la disoccupazione, i salari crescono. 07. Cosa rappresenta il termine z nella determinazione dei salari?. La produttività marginale. Fattori che aumentano il salario richiesto, come sussidi e sindacati. Il tasso di inflazione atteso. Il tasso naturale di disoccupazione. 08. In che modo la disoccupazione influisce sul potere contrattuale?. Più disoccupazione, più potere ai lavoratori. Potere aumenta per i sindacati. Nessun effetto. Più alta è la disoccupazione, minore è il potere contrattuale dei lavoratori. 01. Cosa rappresenta la curva WS?. L’offerta aggregata. Il legame tra prezzi e occupazione. La curva dei consumi. La relazione tra salari reali e disoccupazione. 02. Cosa accade al tasso naturale se WS si sposta verso destra?. Si azzera. Rimane invariato. Aumenta. Diminuisce. 03. Qual è l’effetto di una maggiore concorrenza sulle imprese?. Aumenta i prezzi. Riduce il markup e aumenta i salari reali. Riduce la produttività. Diminuisce i salari nominali. 04. Se aumenta il markup, cosa accade al salario reale?. Diminuisce. Aumenta. Resta costante. Diventa negativo. 05. Cosa rappresenta il tasso naturale di disoccupazione?. Il tasso desiderato dal governo. Il livello di disoccupazione coerente con l’equilibrio WS-PS. Il tasso di disoccupazione minimo. Il tasso pari a zero. 06. Come si determina il salario reale nel modello WS-PS?. Dalla politica monetaria. Dalla produttività. Dal livello dei prezzi. Dall’intersezione tra WS e PS. 07. La curva PS rappresenta: La produttività marginale. Il salario reale determinato dal markup delle imprese. Il tasso di disoccupazione. Il salario nominale. 08. Cos’è il markup nel modello PS?. Il tasso di disoccupazione naturale. Una misura del PIL. Un indice di inflazione. Un ricarico sul costo del lavoro. 01. Come varia P se W cresce del 5% e μ resta costante?. P resta invariato. P cresce del 5%. P cresce più lentamente. P diminuisce. 02. In quale situazione un'impresa aumenterebbe μ?. Bassa concorrenza. Alta inflazione. Prezzi stabili. Alta disoccupazione. 03. Se μ aumenta, cosa accade ai prezzi a parità di salari?. Non cambia nulla. Rimangono fermi. Aumentano. Diminuiscono. 04. Cosa rappresenta il salario nominale?. Il salario corretto per inflazione. Il salario reale. Il tasso di cambio. Il salario misurato in moneta corrente. 05. In che modo un aumento della concorrenza influenza μ?. μ aumenta. μ diminuisce. μ si annulla. μ resta costante. 06. Cosa accade ai prezzi se i salari aumentano a parità di markup?. Il markup cala. I prezzi scendono. I prezzi aumentano. Rimangono costanti. 07. Cosa rappresenta μ nella formula dei prezzi?. La produttività. Il markup delle imprese. Il tasso di inflazione. Il salario nominale. 08. Quale relazione lega prezzo e salario nel modello base?. P = (1 + μ) · W. W = P / μ. P = W + z. W = (1 + μ) · P. 01. Quale tra queste affermazioni è corretta?. WS è crescente. Tutte e tre sono corrette: WS decrescente, PS orizzontale, equilibrio dove si intersecano. L’equilibrio è sempre instabile. PS dipende dal livello di disoccupazione. 02. Qual è il significato della curva WS?. Mostra il prezzo medio dei beni. Indica il livello del PIL reale. Rappresenta la produttività marginale. Mostra il salario reale richiesto dai lavoratori in funzione della disoccupazione. 03. Cosa rappresenta la curva PS?. Il livello dei prezzi di equilibrio. Il salario reale che le imprese sono disposte a pagare. Il salario nominale richiesto. La curva di offerta aggregata. 04. Qual è l'effetto di un aumento del markup sul salario reale?. Non ha effetto. Riduce il salario reale offerto. Aumenta la domanda aggregata. Aumenta il salario reale. 05. Quando il mercato del lavoro è in equilibrio secondo WS-PS?. Quando il tasso di disoccupazione è nullo. Quando il PIL è al suo livello naturale. Quando WS e PS si intersecano. Quando l’inflazione è zero. 06. Quale tra questi fattori è incluso in z?. Livello di esportazioni. Tasso d’interesse reale. Saldo della bilancia commerciale. Sussidi di disoccupazione. 07. Se la disoccupazione è bassa, i lavoratori tendono a: Aumentare la spesa pubblica. Ridurre il markup. Accettare salari più bassi. Richiedere salari più alti. 08. La curva PS è orizzontale perché: Il salario reale offerto dipende solo dal markup. I prezzi sono fissi. Le aspettative sono razionali. Il tasso di disoccupazione è variabile. 01. Cosa comporta un aumento del sussidio di disoccupazione?. Riduzione del tasso di disoccupazione naturale. Spostamento verso l’alto della WS. Inflazione immediata. Spostamento della PS verso l’alto. 02. Se aumenta il markup, la curva PS: Scompare. Si sposta verso il basso. Rimane invariata. Si sposta verso l'alto. 03. Cosa accade se la disoccupazione è inferiore a quella naturale?. Il markup aumenta. La curva WS si sposta verso il basso. I salari aumentano e si generano pressioni inflazionistiche. I prezzi diminuiscono. 04. Quando si genera un’inflazione decrescente?. Quando WS è sopra PS. Quando aumenta il PIL. Quando la disoccupazione è sopra il livello naturale. Quando P^e è maggiore di P. 05. Come si modifica il tasso di disoccupazione naturale con un aumento di z?. Rimane costante. Diventa nullo. Aumenta. Diminuisce. 06. L’equilibrio dinamico del modello WS-PS è raggiunto quando: L’offerta aggregata è verticale. W = P. P = P^e. L’inflazione è stabile e disoccupazione è al livello naturale. 07. Quale affermazione è vera?. Tutte e tre: aumento di z sposta WS, aumento di µ sposta PS, equilibrio si modifica. Aumento di z non ha effetto. Disoccupazione è sempre stabile. Aumento di µ sposta WS. 08. Cosa accade se WS si sposta verso l’alto e PS resta invariata?. Diminuisce l’inflazione. Il markup si riduce. Aumenta la produzione. Aumenta il tasso di disoccupazione di equilibrio. 01. Quale tra queste affermazioni è vera?. z non ha effetto sui prezzi. P^e non ha effetto su P. P = P^e sempre. Aumento di P^e sposta la curva AS verso l’alto. 02. Cosa implica un basso livello di disoccupazione?. W = P^e. Prezzi più bassi. Salari più alti e prezzi più elevati. Aumento della domanda aggregata. 03. Nel breve periodo, la curva AS è: Crescente. Decrescente. Verticale. Orizzontale. 04. L’offerta aggregata è derivata combinando: IS e LM. Determinazione dei salari e dei prezzi. Investimenti e risparmi. Domanda aggregata e spesa pubblica. 05. Quando la produzione aumenta, cosa accade ai prezzi secondo la curva AS?. Aumentano. Diminuiscono. Scendono e poi risalgono. Restano invariati. 06. Come si comporta AS nel medio periodo?. Scompare. Diventa verticale. Si inclina negativamente. Si appiattisce. 07. Qual è il ruolo del parametro z nella funzione AS?. Abbassa il markup. Aumenta i prezzi se aumenta. Riduce i salari. Spinge la curva IS verso destra. 08. Qual è la formula dell’offerta aggregata?. P = P^e · (1 + µ) · F(1 - Y/L, z). P = F(Y, z). P = P^e / (1 + µ). P = W · (1 + µ). 01. Quale delle seguenti variabili NON sposta la curva AS?. Tasso di interesse nominale. Markup. Prezzi attesi. Parametro z. 02. In che modo la disoccupazione influisce su AS?. Solo nel lungo periodo. Attraverso i salari e il potere contrattuale. Non ha alcun effetto. Modificando direttamente il markup. 03. Qual è l’effetto di un aumento di z?. Non ha effetto su AS. Aumenta i prezzi e sposta AS verso l’alto. Rende AS piatta. Riduce i salari e sposta AS in basso. 04. Nel medio periodo, la curva AS: Scompare. È verticale. È orizzontale. È crescente. 05. Un aumento di P^e comporta: Uno spostamento verso l’alto della AS. Una riduzione dei salari. Un aumento di Y. La riduzione di µ. 06. Perché la curva AS è inclinata positivamente nel breve periodo?. Perché W/P è costante. Perché P è indipendente da Y. Perché il markup è variabile. Perché all’aumentare di Y aumenta P. Se µ aumenta, la curva AS: Si sposta verso il basso. Si sposta verso l'alto. Diventa verticale. Si appiattisce. 08. Se la produzione resta costante ma P^e aumenta: Nessuna variazione. I prezzi diminuiscono. I prezzi aumentano. La curva AS si sposta verso il basso. 01. Cosa accade alla curva AD in seguito a una politica fiscale espansiva?. Si sposta verso destra. Diventa verticale. Si sposta verso il basso. Si inclina negativamente. 02. Nel modello IS-LM, un aumento della spesa pubblica si riflette in AD come: Una rotazione della curva. Uno spostamento verso destra. Uno spostamento verso l'alto dei prezzi. Un appiattimento della curva. 03. Un aumento della domanda aggregata, a parità di offerta, comporta: Una riduzione dell’output potenziale. Una diminuzione del PIL nominale. Una diminuzione della spesa pubblica. Un aumento della produzione e/o dei prezzi. 04. Qual è l'effetto di un aumento dell'offerta di moneta sulla AD?. Sposta la curva AD verso sinistra. Rende la curva verticale. Sposta la curva AD verso destra. Non ha alcun effetto. 05. In un’economia chiusa, quali componenti determinano la domanda aggregata?. Solo i consumi. Salari e produttività. Consumi, investimenti e spesa pubblica. Tasso d'interesse e inflazione. 06. Cosa rappresenta la curva AD in un modello AD-AS?. Il livello della produzione di lungo periodo. La relazione positiva tra livello dei prezzi e occupazione. La relazione negativa tra livello dei prezzi e produzione domandata. La domanda di lavoro in funzione del salario. 07. Perché la curva AD è inclinata negativamente?. Un aumento del livello dei prezzi aumenta il reddito disponibile. La curva AD riflette l'effetto dei salari nominali sul livello dei prezzi. La curva AD rappresenta la produttività marginale decrescente. Un aumento del livello dei prezzi riduce la domanda reale di moneta e quindi la produzione. 01. Qual è l’effetto di un aumento della base monetaria sulla curva AD?. Una riduzione del livello dei prezzi. Un movimento lungo la curva. Una contrazione dell’output. Uno spostamento verso destra. 02. Cosa rappresenta un movimento lungo la curva AD?. Una variazione del livello dei prezzi che modifica la produzione domandata. Un cambiamento strutturale nel mercato del lavoro. Uno shock di offerta. Una variazione nella politica fiscale. 03. Se il livello dei prezzi aumenta, cosa accade alla quantità di output domandato lungo AD?. Diminuisce. Aumenta. Resta invariata. Cambia solo se il tasso di interesse varia. 04. Quando si verifica uno spostamento della curva AD?. Solo in caso di shock di offerta. In seguito a variazioni autonome di domanda o di politica economica. Quando cambia il livello dei prezzi. Quando si modifica la produttività. 05. Una riduzione della spesa pubblica comporta: Uno spostamento della curva AD verso sinistra. Un movimento lungo la curva IS. Un aumento dell’output potenziale. Una riduzione della curva LM. 06. Quale politica genera uno spostamento della curva AD?. Aumento della spesa pubblica. Variazione dei salari nominali. Riduzione della produttività. Shock tecnologico. 07. La curva AD si costruisce combinando: La WS e la PS. La curva di Phillips e la LM. L’equilibrio IS-LM nel piano P-Y. La bilancia commerciale e l’output. 08. Cosa implica un'espansione monetaria in AD?. Spostamento verso l’alto. Ritiro di moneta dall’economia. Appiattimento della curva. Spostamento verso destra. 01. Un aumento dell’inflazione attesa comporta: Una riduzione della domanda aggregata. Uno spostamento di AD verso il basso. Una contrazione della produzione potenziale. Uno spostamento della AS verso l’alto. 02. Cosa rappresenta il punto di intersezione tra AD e AS?. Il tasso di disoccupazione naturale. Il livello di piena occupazione. L'equilibrio generale di breve periodo. Il punto di inflazione nulla. 03. Qual è l’effetto di uno shock di offerta negativo su AS?. Spostamento verso il basso. Aumento della produzione. Spostamento di AD verso sinistra. Spostamento verso l’alto. 04. Quando l’economia si trova al di sopra del livello naturale di produzione: Si genera pressione al rialzo sui prezzi. La disoccupazione è al livello naturale. I salari reali diminuiscono. La curva AD si appiattisce. 05. Cosa accade se la produzione è inferiore al livello naturale?. I prezzi aumentano. La disoccupazione è maggiore del tasso naturale. L’equilibrio si stabilizza immediatamente. La curva AS si sposta verso l’alto. 06. Nel medio periodo, l’economia tende a: Portarsi a un tasso di disoccupazione nullo. Mantenere lo squilibrio tra AD e AS. Spostare permanentemente AD. Raggiungere il livello di produzione naturale. 07. Se le aspettative sui prezzi sono stabili: AD si inclina positivamente. AS non si sposta nel breve periodo. La curva LM si appiattisce. Il livello dei salari nominali scende. 08. Nel modello AD-AS, l’aumento della domanda aggregata sposta: AS verso destra. AD verso destra. AD verso sinistra. AS verso sinistra. 01. Cosa accade se le aspettative sui prezzi si adeguano rapidamente?. La curva AD si inclina. La curva LM diventa verticale. La politica monetaria è più efficace. Gli effetti reali della politica monetaria si riducono. 02. Quale strumento utilizza la banca centrale per attuare politiche monetarie?. Operazioni di mercato aperto. Spesa pubblica. Controllo dei prezzi. Salari minimi. 03. Nel modello AD-AS, la politica monetaria influisce su AD perché: Modifica i tassi di interesse e quindi la domanda. Agisce solo sulla curva AS. Determina direttamente la produttività. Influisce sulla determinazione salariale. 04. Se la banca centrale riduce i tassi di interesse nominali: Il tasso di disoccupazione aumenta. La curva AS si sposta verso il basso. La curva AD si sposta verso destra. Il livello di produzione potenziale diminuisce. 05. Perché la politica monetaria ha effetti reali nel breve periodo?. Perché la curva LM è verticale. Perché la produttività aumenta. Perché i prezzi sono rigidi. Perché la disoccupazione è nulla. 06. Nel lungo periodo, l'effetto di una politica monetaria espansiva è: Una riduzione della curva AS. Un aumento permanente della produzione. Un aumento dei prezzi senza variazione della produzione. Una riduzione dei salari reali. 07. Nel breve periodo, una politica monetaria espansiva genera: Un aumento della disoccupazione. Un aumento della produzione e dei prezzi. Una riduzione dei prezzi. Una diminuzione della produzione. 08. Qual è l'effetto di una politica monetaria espansiva nel modello AD-AS?. Riduce l’inflazione attesa. Aumenta il tasso di disoccupazione. Sposta la curva AS verso sinistra. Sposta la curva AD verso destra. 01. Come si trasmette una politica monetaria espansiva dal modello IS-LM al modello AD-AS?. Attraverso una contrazione della curva AS. Mediante una riduzione della produttività. Con uno spostamento della IS verso sinistra. Attraverso uno spostamento della curva AD verso destra. 02. Nel modello IS-LM, un aumento dell’offerta di moneta genera: Uno spostamento della curva IS verso sinistra. Una riduzione della produzione. Un movimento lungo la curva AD. Uno spostamento della curva LM verso destra. 03. Nel passaggio a AD-AS, una politica monetaria espansiva produce nel breve periodo: Aumento del prodotto e dei prezzi. Aumento della disoccupazione. Aumento della curva LM. Riduzione del prodotto e aumento dell’occupazione. 04. Nel lungo periodo, gli effetti della politica monetaria sono: Focalizzati sulla disoccupazione. Prevalentemente nominali. Totalmente reali. Irrilevanti. 05. Cosa accade alla curva LM se la banca centrale riduce il tasso di interesse?. Si appiattisce completamente. Si sposta verso sinistra. Si sposta verso destra. Diventa verticale. 06. Nel modello AD-AS, la politica monetaria influenza la produzione tramite: L’inflazione attesa. Il tasso di interesse che modifica la domanda. La produttività marginale. Il tasso naturale di disoccupazione. 07. La trasmissione della politica monetaria dipende: Dalla posizione della curva PS. Dal livello della spesa pubblica. Dalla sensibilità della domanda ai tassi di interesse. Dalla rigidità salariale. 08. Qual è l’effetto di una riduzione dei tassi di interesse sulla curva IS?. Un movimento lungo la curva AD. Uno spostamento verso destra. Uno spostamento verso sinistra. Un’espansione dell’offerta aggregata. 01. Quale condizione è necessaria affinché una politica fiscale aumenti la produzione nel breve periodo?. Prezzi perfettamente flessibili. Tasso di interesse costante. Disoccupazione nulla. Prezzi rigidi. 02. Qual è l’effetto immediato di una politica fiscale espansiva nel modello AD-AS?. Contrazione della produzione potenziale. Riduzione del tasso di inflazione. Spostamento verso l’alto della curva AS. Spostamento verso destra della curva AD. 03. Nel medio periodo, l’effetto della politica fiscale espansiva è: Una riduzione permanente della disoccupazione. Una crescita stabile della produzione. Un aumento dei prezzi senza effetti permanenti sul PIL. Una deflazione moderata. 04. Nel breve periodo, una politica fiscale espansiva comporta: Un aumento dell’offerta aggregata. Un aumento della disoccupazione. Un aumento del PIL e dei prezzi. Una riduzione della spesa pubblica. 05. Come reagisce la curva AS a un’espansione della domanda?. Rimane fissa. Diventa verticale. Si sposta verso il basso. Si muove verso l’alto nel medio periodo. 06. Nel modello IS-LM, un aumento della spesa pubblica sposta: La curva AD verso l’alto. La curva LM verso destra. La curva AS verso sinistra. La curva IS verso destra. 08. Nel lungo periodo, l'effetto di una politica fiscale espansiva si manifesta come: Una riduzione dei salari reali permanenti. Un aumento dei prezzi con PIL che torna al livello naturale. Una deflazione controllata. Un incremento costante della produzione. 01. Nel passaggio da IS-LM a AD-AS, la curva AD si sposta perché: La AS reagisce agli shock fiscali. Il moltiplicatore fiscale è negativo. La curva IS diventa verticale. Il livello dei prezzi influenza la posizione della LM. 02. Nel lungo periodo, una politica fiscale espansiva porta: A un’espansione dell’offerta aggregata. A un ritorno al livello naturale di produzione con prezzi più alti. A una disoccupazione strutturale. A una produzione superiore al potenziale. 03. Il legame tra IS-LM e AD-AS permette di: Analizzare le conseguenze reali e nominali delle politiche fiscali. Analizzare le variazioni della moneta base. Studiare le variazioni dei salari. Osservare l’effetto del tasso di cambio reale. 04. Un aumento della spesa pubblica si traduce in AD-AS in: Uno spostamento della curva AD. Una modifica della curva WS. Un movimento lungo AD. Uno spostamento della curva AS. 05. L’effetto della politica fiscale su AS nel breve periodo è: Nullo. Dipendente dal tasso di interesse reale. Positivo. Negativo. 06. Nel modello IS-LM, un aumento della spesa pubblica genera: Una riduzione della produzione. Un aumento della domanda di moneta. Uno spostamento della curva IS verso destra. Uno spostamento della curva LM verso sinistra. 07. Come si trasmette una politica fiscale espansiva dal modello IS-LM al modello AD-AS?. Con uno spostamento della AS verso l’alto. Mediante una riduzione del tasso di interesse. Attraverso un aumento dell’offerta di moneta. Attraverso uno spostamento della curva AD verso destra. 08. Nel breve periodo, l’espansione fiscale genera: Un aumento del tasso naturale di disoccupazione. Una disinflazione. Un aumento di PIL e prezzi. Una riduzione della produzione. 01. Un aumento del prezzo del petrolio può essere considerato: Uno shock negativo dal lato dell’offerta. Un movimento lungo la curva AD. Un’espansione monetaria. Uno shock positivo della domanda. 02. Cosa provoca uno shock negativo dal lato dell’offerta nel modello AD-AS?. Uno spostamento verso l’alto della curva AS. Uno spostamento verso destra della curva AD. Una riduzione della spesa pubblica. Un aumento del reddito disponibile. 03. Come può intervenire la politica economica in caso di shock negativo dal lato dell’offerta?. Con una contrazione della moneta. Con misure mirate a ridurre i costi di produzione. Con l’aumento della disoccupazione strutturale. Con un aumento automatico dei salari. 04. Uno shock positivo di offerta causa: Un aumento della produzione e riduzione dei prezzi. Una contrazione simultanea di domanda e offerta. Un aumento del markup. Un’espansione della curva AD. 05. Nel medio periodo, uno shock negativo dal lato dell’offerta può comportare: Una riduzione permanente della produzione. Una crescita del PIL potenziale. Un aumento della produttività. Una nuova posizione di equilibrio con maggiore inflazione. 06. Come si rappresenta graficamente uno shock negativo di offerta?. Spostamento orizzontale della curva IS. Spostamento della curva AS verso l’alto o sinistra. Riduzione della curva LM. Spostamento di AD verso destra. 07. Qual è una conseguenza tipica di uno shock negativo di offerta?. Stagflazione. Deflazione e crescita. Riduzione simultanea di prezzi e produzione. Espansione fiscale automatica. 08. Cosa accade alla produzione e ai prezzi in seguito a uno shock negativo di offerta?. Produzione e prezzi aumentano entrambi. Produzione e prezzi scendono entrambi. Produzione sale, prezzi scendono. Produzione scende, prezzi salgono. 01. Se i salari nominali crescono meno dell’inflazione: I salari reali aumentano. La produttività aumenta. I salari reali diminuiscono. Nessuna delle precedenti. 02. Cosa rappresenta l’inflazione attesa?. Nessuna delle precedenti. La previsione degli agenti economici sul livello futuro dei prezzi. L’indice dei prezzi alla produzione. Il tasso di inflazione reale corrente. 03. Un aumento dell’inflazione attesa provoca: Una diminuzione della spesa pubblica. Una pressione al rialzo sui salari nominali. Una riduzione della base monetaria. Nessuna delle precedenti. 04. La curva di Phillips mostra: Il legame tra PIL e tassi di interesse. Nessuna delle precedenti. La dinamica del mercato del lavoro. La relazione inversa tra inflazione e disoccupazione. 05. Un'inflazione superiore alle attese porta a: Una contrazione della domanda. Una riduzione della disoccupazione nel breve periodo. Un aumento del tasso naturale. Nessuna delle precedenti. 06. Quando l’inflazione attesa è corretta, la disoccupazione: Nessuna delle precedenti. Tende verso il suo tasso naturale. Rimane permanentemente al di sotto del tasso naturale. Aumenta costantemente. 07. L’inflazione può essere alimentata da: Nessuna delle precedenti. Una contrazione monetaria. Una riduzione dei consumi. Un aumento delle aspettative inflazionistiche. 01. La curva di Phillips originale mostra: Una relazione diretta tra PIL e inflazione. Una relazione inversa tra inflazione e disoccupazione. Un legame tra tassi d’interesse e moneta. Nessuna delle precedenti. 02. Un’aspettativa razionale implica che: Nessuna delle precedenti. Gli errori sistematici siano eliminati nel lungo periodo. L’inflazione non influenzi l’output. La disoccupazione sia nulla. 03. La curva di Phillips nella formulazione moderna include: Tasso di crescita del PIL. Nessuna delle precedenti. Esportazioni nette. Inflazione attesa. 04. Nel lungo periodo, la curva di Phillips secondo Friedman è: Nessuna delle precedenti. Verticale al tasso naturale di disoccupazione. Inclinata positivamente. Orizzontale al livello di inflazione zero. 05. La curva di Phillips accelerazionista prevede: Un disavanzo della bilancia commerciale. Un’inflazione costante a disoccupazione variabile. Nessuna delle precedenti. Un’inflazione crescente se la disoccupazione resta sotto il tasso naturale. 06. Cosa implica la curva di Phillips modificata dalle aspettative?. Neutralità della moneta. Inflazione solo se l’inflazione attesa è superata. Nessuna delle precedenti. Disoccupazione strutturale costante. 07. La curva di Phillips di lungo periodo: Non presenta trade-off tra inflazione e disoccupazione. Rappresenta una curva AS orizzontale. Ha pendenza negativa. Nessuna delle precedenti. 08. Nel breve periodo, l'inflazione può essere ridotta: Aumentando la disoccupazione. Nessuna delle precedenti. Aumentando la spesa pubblica. Riducendo il tasso di cambio. 01. Quando la disoccupazione è inferiore al NAIRU: L’inflazione tende ad aumentare. I salari reali si riducono. Nessuna delle precedenti. L’inflazione diminuisce. 02. Il tasso naturale è influenzato da: Nessuna delle precedenti. Fattori demografici e istituzionali. Tasso di cambio reale. Spesa pubblica. 03. Quando l’inflazione attesa è corretta, la disoccupazione: Nessuna delle precedenti. Diventa zero. Si mantiene al tasso naturale. È sempre cresce. 04. Il tasso naturale può variare a causa di: Cambiamenti strutturali nel mercato del lavoro. Nessuna delle precedenti. Modifiche nella politica monetaria. Fluttuazioni del prezzo del petrolio. 05. La disoccupazione naturale è influenzata da: Flessibilità dei salari e delle contrattazioni. Livello dell’inflazione attesa. Nessuna delle precedenti. Bilancia commerciale. 06. Il NAIRU rappresenta: Il tasso minimo sostenibile di crescita. Il tasso di disoccupazione che non accelera l’inflazione. Il deficit di bilancio accettabile. Nessuna delle precedenti. 07. Il tasso naturale di disoccupazione è: Nessuna delle precedenti. La disoccupazione frizionale più strutturale più ciclica. Il tasso coerente con un’inflazione stabile. Il tasso di disoccupazione in recessione. 08. Il concetto di tasso naturale è: Connesso ai tassi di interesse. Relativo solo al breve periodo. Coerente con l’assenza di pressioni inflazionistiche nel lungo periodo. Nessuna delle precedenti. 01. La legge di Okun è una relazione: Empirica. Normativa. Teorica. Nessuna delle precedenti. 02. Un incremento della disoccupazione comporta: Un aumento dell’offerta aggregata. Una maggiore produttività marginale. Una perdita di prodotto rispetto al potenziale. Nessuna delle precedenti. 03. La legge di Okun non tiene conto: Delle variazioni nella forza lavoro. Della domanda aggregata. Dell’inflazione. Nessuna delle precedenti. 04. Un output gap positivo implica: Nessuna delle precedenti. Disoccupazione superiore al tasso naturale. PIL inferiore al potenziale. Produzione sopra il potenziale. 05. La legge di Okun descrive: L’effetto della spesa pubblica sull’inflazione. L’andamento dei salari reali nel lungo periodo. Nessuna delle precedenti. La relazione tra disoccupazione e crescita del PIL. 06. Secondo Okun, una riduzione dell’1% nella disoccupazione: Comporta una crescita del PIL superiore al potenziale. Fa aumentare il livello generale dei prezzi. Nessuna delle precedenti. Riduce i salari nominali. 07. Il coefficiente di Okun rappresenta: L’entità con cui varia il PIL al variare della disoccupazione. Nessuna delle precedenti. Il moltiplicatore fiscale. Il tasso di inflazione previsto. 08. La legge di Okun viene usata per: Nessuna delle precedenti. Determinare i tassi di interesse. Calcolare la curva AD. Stimare gli output gap. 01. Nel modello IS-LM, la domanda aggregata cambia a seguito di: Variazioni nella produttività. Nessuna delle precedenti. Modifiche in politica fiscale o monetaria. Fluttuazioni dei prezzi delle materie prime. 02. Una riduzione della domanda aggregata: Nessuna delle precedenti. Produce inflazione. Aumenta il tasso naturale. Causa recessione nel breve periodo. 03. AD si sposta verso destra quando: Cala il tasso di cambio reale. Aumentano consumi e investimenti. Aumenta l’offerta di lavoro. Nessuna delle precedenti. 04. La politica fiscale espansiva influenza AD tramite: Controllo salariale. Aumento della base monetaria. Nessuna delle precedenti. Incremento della spesa pubblica o riduzione delle imposte. 05. Uno shock negativo sulla domanda comporta: Nessuna delle precedenti. Un aumento della produttività. Una riduzione di output e prezzi. Una maggiore disoccupazione strutturale. 06. La curva AD ha inclinazione: Nessuna delle precedenti. Negativa. Nulla. Positiva. 07. Un aumento dei tassi di interesse provoca: Un’espansione dell’offerta aggregata. Nessuna delle precedenti. Un aumento dei salari reali. Una riduzione della domanda aggregata. 08. La domanda aggregata rappresenta: La somma della produzione interna. La quantità totale di beni e servizi domandati a ogni livello di prezzo. La componente estera del PIL. Nessuna delle precedenti. 01. La politica monetaria nel breve periodo mira a: Stabilizzare l’output e l’inflazione. Aumentare il PIL potenziale. Nessuna delle precedenti. Ridurre la disoccupazione strutturale. 02. Nel modello IS-LM, la politica monetaria agisce su: Nessuna delle precedenti. Produttività e disoccupazione. Tasso d’interesse e investimento. Tasso naturale e offerta aggregata. 03. Una politica monetaria restrittiva comporta: Aumento dei tassi d’interesse. Nessuna delle precedenti. Spostamento della LM a destra. Maggiore domanda aggregata. 04. Nel breve periodo, la politica monetaria ha effetti: Nessuna delle precedenti. Solo nominali. Irrilevanti sul mercato del lavoro. Reali sull’output. 05. La politica monetaria espansiva causa: Una riduzione della spesa pubblica. Un aumento dell’inflazione attesa. Nessuna delle precedenti. Uno spostamento della curva LM verso destra. 06. Un aumento dell’offerta di moneta: Nessuna delle precedenti. Riduce i tassi di interesse. Sposta IS verso sinistra. Aumenta il tasso di disoccupazione. 07. Uno strumento tipico di politica monetaria è: La spesa pubblica. Il tasso di interesse di riferimento. Le tariffe doganali. Nessuna delle precedenti. 08. L’obiettivo della banca centrale nel breve periodo è: Nessuna delle precedenti. Ridurre i salari nominali. Aumentare l’occupazione strutturale. Controllare l’inflazione e sostenere l’attività economica. 01. Il sacrificio in termini di output è maggiore quando: La politica fiscale è espansiva. Le aspettative sono rigide. Nessuna delle precedenti. L’economia è in pieno impiego. 02. La disinflazione è più efficace se: Il cambio è fisso. Le aspettative sono credibili. I salari sono rigidi. Nessuna delle precedenti. 03. La credibilità della banca centrale: Nessuna delle precedenti. Aumenta i salari reali. Causa stagnazione. Riduce l’inflazione attesa. 04. Le aspettative razionali rendono la disinflazione: Nessuna delle precedenti. Inutile. Più lenta. Meno costosa. 05. Una politica monetaria disinflazionistica: Nessuna delle precedenti. Rende la curva IS verticale. Aumenta l’offerta aggregata. Riduce la curva AD nel breve periodo. 06. La disinflazione è: Un calo generalizzato dei prezzi. Una riduzione del tasso di inflazione. Nessuna delle precedenti. Un aumento dei salari reali. 07. Una disinflazione rapida può comportare: Aumento della spesa pubblica. Nessuna delle precedenti. Aumento della disoccupazione. Riduzione del PIL potenziale. 08. Il costo della disinflazione è misurato da: Tasso di disoccupazione cumulato. Nessuna delle precedenti. Livello della domanda aggregata. Tasso di inflazione. 01. La critica di Lucas riguarda: L’uso di modelli macroeconomici con aspettative adattive. Nessuna delle precedenti. L’inefficacia della politica monetaria. La validità della legge di Okun. 02. Secondo Lucas, le politiche economiche non sono affidabili se: Nessuna delle precedenti. Gli agenti cambiano comportamento in risposta alle politiche stesse. Sono neutrali. Sono espansive. 03. La critica di Lucas ha portato a: Nessuna delle precedenti. Una riduzione del tasso di inflazione. Una revisione dei modelli macroeconomici tradizionali. L’abbandono del modello IS-LM. 04. Secondo Lucas, la curva di Phillips di lungo periodo è: Nessuna delle precedenti. Orizzontale. Verticale. Inclinata positivamente. 05. La critica di Lucas si fonda su: Aspettative adattive. Aspettative razionali. Politiche fiscali. Nessuna delle precedenti. 06. La validità dei modelli macro tradizionali è limitata perché: Trascurano la moneta. Non includono la produttività. Non considerano il cambiamento delle aspettative. Nessuna delle precedenti. 07. Lucas sostiene che la politica economica deve: Essere neutrale. Nessuna delle precedenti. Essere valutata considerando le aspettative degli agenti. Evitare ogni intervento. 08. Le aspettative razionali implicano che: Gli agenti si sbagliano sistematicamente. Gli agenti anticipano correttamente gli effetti delle politiche. Le politiche monetarie siano inefficaci anche nel breve. Nessuna delle precedenti. 01. Il PIL in un'economia aperta è dato da: Y = C + I + G + X - M. Y = C + S + T. Y = C + I + G. Y = C + I + NX + T. 02. Quale delle seguenti formule rappresenta correttamente il saldo commerciale?. NX = M - X. NX = Y - G. NX = X - M. NX = C + I + G. 03. Un saldo commerciale positivo indica: Parità commerciale. Importazioni superiori alle esportazioni. Esportazioni superiori alle importazioni. Un disavanzo fiscale. 04. Il saldo delle partite correnti misura: La spesa pubblica. Le transazioni reali e finanziarie con l’estero. Solo i flussi di capitale. L’output potenziale. 05. Un'economia chiusa si differenzia da una aperta perché: Importa energia ma non beni. Non intrattiene relazioni commerciali con altri paesi. Opera solo con tassi di cambio fissi. Non ha un sistema finanziario sviluppato. 06. La bilancia commerciale rappresenta: La differenza tra PIL nominale e reale. Il saldo di bilancio pubblico. La differenza tra esportazioni e importazioni di beni e servizi. La variazione delle riserve monetarie. 07. Qual è una caratteristica fondamentale di un'economia aperta?. La possibilità di commerciare beni e capitali con l'estero. La fissazione del tasso di cambio da parte dello Stato. L'assenza di tassazione interna. Un bilancio pubblico sempre in pareggio. 08. La differenza tra economia aperta e chiusa si riflette principalmente su: Domanda interna. Commercio estero e flussi di capitale. Occupazione pubblica. Produzione agricola. 01. Il tasso di cambio nominale rappresenta: Il tasso di interesse interno. La quantità di moneta in circolazione. Il valore del PIL pro capite. Il prezzo di una valuta in termini di un’altra. 02. Se ε aumenta, allora: Le esportazioni nette si riducono. La competitività estera migliora. I beni interni diventano più costosi. I beni esteri diventano relativamente più costosi. 03. Un deprezzamento del tasso di cambio reale comporta: Un aumento della competitività delle esportazioni. Un aumento delle importazioni. Un calo del PIL. Un calo delle esportazioni. 04. Il tasso di cambio reale è influenzato da: Prezzi interni, prezzi esteri e cambio nominale. Tasso di interesse. Politica fiscale. Occupazione. 05. Una valuta si deprezza quando: Il PIL potenziale cresce. La spesa pubblica cala. Il livello dei prezzi esteri diminuisce. Il tasso di cambio nominale aumenta. 06. Il tasso di cambio reale è dato da: ε = P / (e × P*). ε = (P + P*) / e. ε = e / (P × P*). ε = e × (P*/P). 07. Il deprezzamento del cambio reale tende a: Ridurre le esportazioni. Stimolare la domanda estera. Contenere l’inflazione interna. Aumentare l’importazione. 08. In una situazione di cambio fisso: La politica monetaria è meno efficace. Le esportazioni sono sempre in crescita. Il PIL reale è determinato dal cambio. Il tasso di cambio varia liberamente. 01. La voce 'errore e omissioni' nella bilancia dei pagamenti serve a: Valutare le esportazioni nette. Misurare la domanda aggregata. Bilanciare differenze contabili. Indicare il tasso di cambio reale. 02. La bilancia dei pagamenti registra: Solo i movimenti di capitale. Esclusivamente il commercio di beni. Tutte le transazioni economiche tra un paese e il resto del mondo. Solo gli investimenti diretti esteri. 03. Un surplus delle partite correnti implica che: Il tasso di cambio reale è stabile. Le esportazioni totali superano le importazioni totali. Il PIL reale cresce. I trasferimenti netti sono negativi. 04. Il conto finanziario include: Investimenti diretti, di portafoglio e derivati. Esportazioni e importazioni di beni. Spesa pubblica e trasferimenti. Redditi da lavoro estero. 05. Il conto capitale nella bilancia dei pagamenti misura: Differenza tra esportazioni e PIL. Movimenti di capitale come investimenti diretti e di portafoglio. Redditi da lavoro. Importazioni di beni strumentali. 06. Un disavanzo della bilancia dei pagamenti può essere compensato da: Aumento delle importazioni. Diminuzione del PIL potenziale. Riduzione dei salari nominali. Variazione delle riserve ufficiali. 07. Il saldo complessivo della bilancia dei pagamenti deve essere: Negativo. Positivo. Proporzionale al PIL. Sempre nullo in termini contabili. 08. La bilancia delle partite correnti comprende: Solo esportazioni e importazioni di beni. Esportazioni, importazioni, redditi da capitale e trasferimenti. Gli investimenti finanziari. Le riserve valutari. 01. Il differenziale di tasso di interesse è: Il tasso di inflazione attesa. La differenza tra PIL reale e nominale. La differenza tra i rendimenti attesi delle attività finanziarie interne ed estere. La differenza tra importazioni ed esportazioni. 02. Il rischio di cambio influenza: La preferenza per attività denominate in valuta estera. La domanda di lavoro. Il PIL potenziale. La politica fiscale. 03. Una valuta si apprezza quando: L’inflazione aumenta. Il deficit pubblico cresce. La spesa per consumi aumenta. Gli investitori preferiscono titoli domestici. 04. Gli investitori diversificano il portafoglio per: Stabilizzare il prezzo del lavoro. Evitare tasse. Massimizzare il consumo. Ridurre il rischio complessivo. 05. In condizioni di perfetta mobilità dei capitali: Il cambio reale è costante. Le importazioni aumentano. I tassi di interesse interni si allineano a quelli esteri. I salari si contraggono. 06. Un aumento del tasso di interesse estero tende a: Aumentare l’importazione di beni. Spostare capitali verso l’estero. Ridurre l’offerta aggregata. Stabilizzare il tasso di cambio reale. 07. La scelta tra attività domestiche ed estere dipende principalmente da: Reddito disponibile. Rischio, rendimento e tasso di cambio atteso. Prezzo delle materie prime. Salario reale. 08. Un'attività finanziaria estera è. Un bene esportato. Un titolo di stato nazionale. Un obbligo fiscale. Un titolo o investimento detenuto in un altro paese. 01. La relazione tra tasso di interesse interno ed estero si riflette su: Curva IS. Flussi di capitale e cambio. Offerta aggregata. Salari e disoccupazione. 02. In presenza di parità scoperta dei tassi: Gli investitori non ottengono profitti da differenze nei tassi. La bilancia commerciale è positiva. La curva LM si sposta a sinistra. La moneta nazionale si deprezza. 03. La parità scoperta dei tassi di interesse presuppone: Piena occupazione. Rigidità dei prezzi. Cambio fisso. Perfetta mobilità dei capitali e aspettative razionali. 04. Un tasso di interesse estero elevato: Stabilizza i salari. Aumenta la domanda di beni. Induce flussi di capitale in uscita. Riduce l’importazione. 05. Un aumento del tasso d’interesse interno tende a: Ridurre le esportazioni. Deprezzare la valuta nazionale. Aumentare l'inflazione. Apprezzare la valuta nazionale. 06. Secondo la parità dei tassi di interesse, il differenziale tra i tassi è compensato da: La variazione attesa del tasso di cambio. L'inflazione domestica. La domanda di moneta. Il differenziale salariale. 07. Il tasso di cambio nominale è influenzato da: Domanda aggregata. Curva AS. Differenziali di tasso di interesse. Prezzo del petrolio. 08. Se il tasso interno è più alto di quello estero: La valuta nazionale tende ad apprezzarsi. La curva IS si sposta. L’inflazione scende. Le esportazioni aumentano. 01. Le esportazioni nette aumentano quando: Il cambio reale si deprezza. Il reddito interno cresce. La spesa pubblica si espande. Le imposte aumenta. 02. La domanda di beni in economia aperta è data da: Z = Y - C + G. Z = C + I + G. Z = C + I + G + X - IM. Z = Y - T + N. 03. Un deprezzamento reale della valuta: Stabilizza il PIL. Riduce la domanda di investimenti. Aumenta la domanda estera per i beni nazionali. Causa una recessione. 04. Le esportazioni dipendono da: Domanda estera e competitività. Spesa pubblica. Tasso di interesse interno. Curva AS. 05. Le importazioni dipendono principalmente da: PIL potenziale. Saldo di bilancio. Reddito nazionale e prezzo relativo dei beni esteri. Livello dell’offerta di moneta. 06. La funzione delle importazioni è espressa come: = Y - T. IM = mY. IM = ε × P*. IM = X - G. 07. Una riduzione del reddito interno provoca: Deprezzamento della valuta. Aumento del risparmio pubblico. Diminuzione delle importazioni. Aumento delle esportazioni. 08. La propensione marginale all’importazione misura: La propensione al risparmio. La quantità totale importata. L'elasticità del tasso di cambio. Quanto aumentano le importazioni al crescere del reddito. 01. Le esportazioni (X) dipendono da: Reddito estero e tasso di cambio reale. Domanda interna. Spesa pubblica nazionale. Tasso di disoccupazione interno. 02. Il saldo commerciale (NX = X - IM) migliora quando: Le esportazioni aumentano più delle importazioni. Il tasso di inflazione è stabile. I tassi d’interesse interni scendono. La domanda aggregata aumenta. 03. Il consumo (C) è funzione: Del reddito disponibile. Del saldo della bilancia dei pagamenti. Della produttività marginale. Del tasso di disoccupazione. 04. Quale delle seguenti è una componente della domanda aggregata?. Consumi (C). Offerta monetaria (M). Tasso naturale (u*). Occupazione. 05. Gli investimenti (I) sono influenzati da: Prezzo del lavoro. Saldo della bilancia dei pagamenti. Tasso di interesse e aspettative future. Tasso di disoccupazione. 06. Un aumento della propensione marginale al consumo comporta: Un aumento del disavanzo commerciale. Una riduzione delle esportazioni. Una diminuzione del tasso di interesse. Un incremento della domanda aggregata. 07. La spesa pubblica (G): È calcolata tramite la curva LM. È funzione del PIL reale. È decisa in modo esogeno dal governo. Dipende dal tasso di inflazione. 08. Le importazioni (IM) aumentano se: Cresce la produttività. Aumentano i salari nominali. Aumenta il reddito interno. Scende il tasso di cambio reale. 01. Se i prezzi interni crescono più di quelli esteri: La valuta si deprezza secondo la PPA relativa. La domanda interna cala. La valuta si apprezza. Il tasso di interesse scende. 02. Il fallimento della PPA è spesso dovuto a: Domanda aggregata debole. Tassi d’interesse troppo bassi. Reddito potenziale elevato. Barriere commerciali, costi di trasporto e beni non commerciabili. 03. La PPA si basa sull’ipotesi che: Il tasso di interesse sia fisso. La moneta sia neutrale. I beni siano perfettamente commerciabili tra paesi. I salari siano flessibili. 04. Un'apprezzamento del tasso di cambio reale: Riduce la competitività delle esportazioni. Aumenta la produzione interna. Rende i beni interni più richiesti. Fa crescere il saldo delle partite correnti. 05. Una deviazione dalla PPA può indicare: Livello del PIL nominale elevato. Reddito disponibile in crescita. Tassi di disoccupazione troppo bassi. Differenze nei tassi di inflazione. 06. La parità dei poteri d’acquisto relativa considera: l livello dei salari. I tassi di interesse. Il tasso di inflazione tra paesi. La bilancia commerciale. 07. La PPA assoluta afferma che: Il tasso di cambio è proporzionale al PIL. Il reddito reale è costante. Il tasso di cambio nominale è fisso. Il tasso di cambio è uguale al rapporto tra i livelli dei prezzi. 08. Secondo la parità dei poteri d’acquisto (PPA): Il PIL potenziale è massimo. I tassi d’interesse sono uguali. Il tasso di cambio si aggiusta per uguagliare i prezzi tra paesi. La domanda aggregata è costante. 01. La curva AA è: Orizzontale. Parallela a DD. Più piatta di DD. Uguale a ZZ. 02. Le esportazioni X in questo modello: Aumentano con G. Variano con il tasso di inflazione. Sono esogene. Dipendono dal reddito interno. 03. Se Y <Ytb, allora: Domanda interna > domanda estera. NX > 0. IM > X. NX <0. 04. Quando NX = 0 nella croce keynesiana aperta?. Quando X = 0. Quando ZZ = DD. Quando C = G. Quando Y = Y*. 05. La curva ZZ è: Verticale. Indipendente dal reddito. Più inclinata di DD. Parallela ad AA. 06. Cosa rappresenta la curva DD nella croce keynesiana aperta?. Domanda aggregata. Produzione di equilibrio. Domanda nazionale di beni (C + I + G). Esportazioni nette. 07. Qual è la formula della domanda aggregata in economia aperta?. Z = C + I + G - X + IM. ZZ = C + I + G + X. ZZ = Y - T + G + X. ZZ = C + I + G - IM/ε + X. 08. Cosa indica la differenza tra DD e AA?. Importazioni corrette per il tasso di cambio reale. Saldo commerciale. Livello del reddito. Esportazioni. 01. Quando NX > 0: La spesa pubblica aumenta. Il paese esporta più di quanto importa. Il PIL è negativo. Le tasse si riducono. 02. Quando la bilancia dei pagamenti è in equilibrio?. Quando il risparmio è nullo. Quando G = T. Quando NX = CF. Quando Y = C + I + G. 03. Un equilibrio esterno richiede: Y = C + I. NX = X - G. CF = I - S. NX + CF = 0. 04. Se CF > 0 e NX <0: Il paese è importatore netto ma riceve capitali esteri. Il paese ha un surplus di partite correnti. Il PIL diminuisce. Il risparmio privato è negativo. 05. Il saldo della bilancia dei pagamenti in un'economia aperta è: CF = T - G. NX = G. IM = X. NX = CF. 06. Il punto di equilibrio tra bilancia commerciale e capitale si ha quando: Esportazioni = PIL. Saldo pubblico = zero. Spesa pubblica = investimenti. Saldo commerciale = saldo dei movimenti di capitale. 07. NX positivo implica: Riduzione della domanda di beni. Contributo positivo alla domanda aggregata. Ritiro della moneta. Deficit pubblico. 08. Il saldo dei movimenti di capitale (CF) rappresenta: Domanda interna. Spesa pubblica totale. Flussi netti di capitale. Salari reali. 01. Un aumento della domanda estera: Riduce il PIL reale. Favorisce le esportazioni nazionali. Aumenta le importazioni. Aumenta la disoccupazione. 02. In un’economia aperta, la domanda aggregata è: In funzione solo della spesa pubblica. Indipendente dalle esportazioni. Influenzata da shock esterni. Immutabile rispetto al tasso di cambio. 03. La politica fiscale espansiva genera: Stabilità di lungo periodo. Aumento del reddito ma peggioramento del saldo NX. Diminuzione del tasso d’interesse. Aumento della moneta in circolazione. 04. Se X aumenta e IM rimane costante: Cala il tasso d’interesse. Diminuisce la domanda aggregata. Aumentano le esportazioni nette. Il moltiplicatore fiscale si annulla. 05. Una svalutazione reale tende a: Aumentare la spesa pubblica. Ridurre il reddito interno. Aumentare la competitività delle esportazioni. Diminuire i consumi pubblici. 06. Una contrazione fiscale estera può: Aumentare l’occupazione domestica. Ridurre la domanda per le esportazioni nazionali. Generare inflazione interna. Apprezzare la valuta interna. 07. Un aumento della spesa pubblica in economia aperta: Aumenta automaticamente il risparmio. Riduce il tasso di cambio reale. Può peggiorare il saldo commerciale. Fa crescere le riserve valutarie. 08. Un’espansione fiscale interna tende a: Aumentare il tasso di cambio reale. Aumentare le importazioni. Ridurre il PIL potenziale. Generare surplus di bilancio. 01. L'efficacia della politica fiscale diminuisce se: Il tasso di inflazione è stabile. La domanda estera è alta. La propensione marginale all’importazione è elevata. Le imposte sono progressive. 02. In economia aperta, una politica fiscale espansiva: Migliora automaticamente il saldo commerciale. Fa diminuire il reddito disponibile. Aumenta sempre le esportazioni. Può causare un deterioramento del saldo delle partite correnti. 03. Quando una politica fiscale è 'efficace' in economia aperta?. Quando aumenta il tasso d’interesse. Quando riduce la spesa pubblica. Quando aumenta il PIL senza peggiorare NX. Quando migliora le esportazioni nette. 04. Il deterioramento della bilancia commerciale si verifica quando: Le esportazioni superano le importazioni. L’aumento della domanda interna stimola le importazioni. Il reddito disponibile diminuisce. La moneta si deprezza. 05. La condizione di equilibrio interno ed esterno richiede: Deprezzamento della moneta. Compatibilità tra crescita del PIL e bilancia commerciale sostenibile. Uguaglianza tra G e T. Parità dei tassi d’interesse. 06. In un'economia aperta, un aumento di G: Riduce l'inflazione. Incrementa il PIL ma può peggiorare NX. Causa apprezzamento nominale del cambio. Migliora sempre la bilancia dei pagamenti. 07. Un’espansione fiscale interna può condurre a: Riduzione della produzione potenziale. Aumento del tasso di cambio reale. Aumento della domanda estera. Incremento delle riserve ufficiali. 08. L'effetto moltiplicatore della spesa pubblica in economia aperta è: Identico a quello in economia chiusa. Più alto se le imposte sono proporzionali. Inferiore rispetto a un'economia chiusa. Più forte in presenza di esportazioni nette positive. 01. L'effetto di un deprezzamento sulla bilancia commerciale dipende da: Tasso d’interesse nominale. Quantità di riserve auree. Livello della spesa pubblica. Elasticità della domanda di esportazioni e importazioni. 02. Il deprezzamento può migliorare la competitività: Riducendo il prezzo relativo dei beni nazionali. Aumentando la disoccupazione. Aumentando la tassazione indiretta. Stabilizzando i tassi. 03. L'effetto finale del deprezzamento sulla NX è positivo se: Il PIL nominale si contrae. I tassi d’interesse scendono. Le esportazioni aumentano più delle importazioni. Il risparmio aumenta. 04. Il deprezzamento può peggiorare inizialmente il saldo NX a causa: Dell’effetto moltiplicatore. Della trappola della liquidità. Della J-curve. Del calo della spesa pubblica. 05. Se la domanda estera è elastica: Il deprezzamento migliora la bilancia commerciale. Il deprezzamento non ha effetto. La domanda interna cala. La valuta si apprezza. 06. In caso di deprezzamento, i beni importati diventano: Neutrali per la domanda interna. Più costosi in valuta nazionale. Convenienti per le imprese. Meno costosi. 07. Un apprezzamento reale della valuta comporta: Crescita del saldo commerciale. Riduzione delle esportazioni nette. Politica fiscale più efficace. Aumento automatico del PIL. 08. Il deprezzamento del tasso di cambio reale: Genera automaticamente disavanzi fiscali. Riduce la competitività dei beni nazionali. Non influisce sulla bilancia commerciale. Favorisce le esportazioni e riduce le importazioni. 01. Il tasso d’interesse può servire a: Determinare le esportazioni nette. Bilanciare gli effetti di una politica fiscale sul tasso di cambio. Limitare la propensione marginale al consumo. Fissare il livello dei salari. 02. Il mix di politica fiscale e monetaria è utile per: Coordinare gli obiettivi di crescita e stabilità esterna. Ridurre le imposte dirette. Aumentare i tassi d’interesse. Mantenere il pareggio di bilancio. 03. In un'economia aperta, la politica monetaria espansiva: Genera sempre inflazione. Riduce l’output potenziale. Aumenta il saldo commerciale. Può contrastare gli effetti restrittivi della politica fiscale. 04. Una combinazione espansiva di politica fiscale e monetaria può: Ridurre le esportazioni nette. Ridurre la disoccupazione strutturale. Stimolare la domanda interna ma peggiorare NX. Aumentare la propensione al risparmio. 05. Il mix di politiche è efficace se: Il tasso di inflazione è negativo. Le importazioni sono inferiori alle esportazioni. La politica fiscale è neutrale. Domanda interna ed esportazioni nette sono coordinate. 06. L’effetto sostituzione valuta può derivare da: Crescita dei salari nominali. Politiche incoerenti tra moneta e fisco. Tassi d’interesse elevati e cambio fisso. Domanda interna costante. 07. La politica monetaria restrittiva combinata con una fiscale espansiva può: Generare effetti contrastanti sul saldo commerciale. Essere neutrale rispetto al PIL. Ridurre le esportazioni nette. Aumentare la base monetaria. 08. In uno scenario con apprezzamento del tasso di cambio: Il PIL cresce a tassi costanti. Le esportazioni aumentano automaticamente. La politica fiscale deve essere sempre espansiva. La politica fiscale restrittiva può essere bilanciata da una politica monetaria espansiva. 01. Il deprezzamento inizialmente peggiora NX perché: Cala la domanda aggregata. I prezzi cambiano più rapidamente delle quantità. Si riducono i tassi d’interesse. Aumenta il reddito disponibile. 02. Nel lungo periodo, un deprezzamento può migliorare NX se: Le quantità reagiscono al nuovo prezzo relativo. La curva IS si sposta. La spesa pubblica diminuisce. Il PIL potenziale cresce. 03. La forma della curva J è dovuta a: stagnazione. Ritardi nella risposta delle quantità esportate e importate. Domanda perfettamente rigida. Tassi d’interesse costanti. 04. Il miglioramento del saldo commerciale avviene: Solo in presenza di surplus fiscale. Quando aumenta la domanda interna. Solo nel medio-lungo periodo dopo il deprezzamento. Immediatamente dopo la svalutazione. 05. La condizione di Marshall-Lerner è soddisfatta se: NX = 0. La somma delle elasticità delle esportazioni e delle importazioni è >1. Tasso d’interesse = tasso di inflazione. Domanda aggregata = offerta aggregata. 06. Nel breve periodo, un deprezzamento può causare: Crescita istantanea dell’export. Apprezzamento della valuta. Aumento del risparmio pubblico. Peggioramento temporaneo del saldo NX. 07. La curva J descrive: L’elasticità della domanda rispetto al reddito. La relazione tra inflazione e disoccupazione. La crescita del PIL potenziale. L’effetto nel tempo del deprezzamento sul saldo commerciale. 08. La curva J si osserva più chiaramente in: Mercati finanziari senza capitali. Contesti di cambio fisso permanente. Economia aperta con tassi flessibili. Economia chiusa. 01. Quando I > S: L’economia importa capitale estero. NX = 0. Si ha pieno impiego. Il saldo commerciale è positivo. 02. La condizione fondamentale in economia aperta è: NX = 0. T = G. Y = C + I + G. S – I = NX. 03. L’identità macroeconomica fondamentale in economia aperta è: X = IM. G = T. S – I = NX. S = C + T. 04. In un’economia aperta, il disavanzo commerciale è associato a: Una svalutazione della moneta. Un avanzo del conto corrente. Un’espansione fiscale. Un eccesso di investimento rispetto al risparmio. 05. Se S – I > 0, allora: S = NX. NX <0. NX > 0. I > S. 06. Se il risparmio è minore dell'investimento: Aumenta l’occupazione. Si ha un disavanzo delle partite correnti. Si genera surplus fiscale. Le esportazioni nette aumentano. 07. Un avanzo commerciale implica: Risparmio nazionale maggiore dell’investimento. Riduzione della domanda aggregata. Deficit di bilancio. Apprezzamento nominale del cambio. 08. Un disavanzo della bilancia commerciale può essere finanziato da: Aumento dei consumi pubblici. Riduzione delle esportazioni. Taglio delle riserve ufficiali. Afflussi di capitale estero. 01. Il capitale umano è importante perché: Riduce la domanda. Limita la produttività. Crea disoccupazione. Favorisce l'innovazione. 02. La crescita sostenibile richiede: Riduzione del PIL. Alta spesa pubblica. Sovrapproduzione agricola. Equilibrio ambientale, sociale ed economico. 03. La crescita intensiva si basa su: Maggiore lavoro informale. Aumento degli input. Produttività totale dei fattori. Tagli alla spesa. 04. Il progresso tecnologico garantisce: Crescita di lungo periodo. Flessibilità salariale. Stasi economica. Aumento del consumo pubblico. 05. Il tasso di crescita nei paesi OCSE è: Soggetto a iperinflazione. Stabile nel lungo periodo. Altamente volatile. In costante declino. 06. I fatti stilizzati mostrano: Differenze persistenti nei redditi. Dati poco affidabili. Uniformità tra paesi. Omogeneità istituzionale. 07. La trappola malthusiana implica: Crescita illimitata. Stabilità del reddito pro capite. Declino tecnologico. Commercio internazionale limitato. 08. La crescita sostenuta è un fenomeno: Storicamente recente. Tipico del mondo antico. Legato alla stagnazione demografica. Diffuso in tutte le epoche. 01. Nel modello di Solow, la funzione di produzione aggregata è: S = I + NX. Y = C + S. Y = F(K, L). Y = C + I + G. 02. Nel modello di Solow, l’accumulazione di capitale è descritta da: Y = A + rK. K = I – S. ∆K = sY – δK. ∆Y = π – g. 03. Il livello stazionario di capitale per lavoratore è raggiunto quando: Il risparmio è nullo. La popolazione cresce più del capitale. La produttività è massima. Gli investimenti netti sono nulli. 04. Nel modello di Solow, un aumento del tasso di risparmio provoca: Un livello più alto di output nel lungo periodo. Un equilibrio con inflazione. Un calo del capitale pro capite. Una crescita indefinita. 05. Il tasso di crescita di lungo periodo dell’economia in Solow è determinato da: Export netto. Progresso tecnologico. Livello salariale. Spesa pubblica. 06. Nel modello di Solow senza progresso tecnico, il reddito pro capite: Tende a un livello stazionario. È indipendente dal capitale. Dipende solo dal consumo. Cresce indefinitamente. 07. Il tasso di investimento sY in Solow rappresenta: La quota di capitale distrutta. La produttività marginale. L’ammontare di output destinato alla formazione di capitale. Il disavanzo commerciale. 08. Nel modello di Solow, δK rappresenta: La spesa pubblica. Il risparmio netto. La crescita del lavoro. Il deprezzamento del capitale. 01. Nel modello di Solow, un aumento del risparmio: Riduce il deprezzamento del capitale. Aumenta il livello stazionario del capitale pro capite. Fa diminuire la produttività del lavoro. Diminuisce il livello di output. 02. La produttività totale dei fattori (TFP): È equivalente al tasso di risparmio. Misura l’efficienza nell’uso di capitale e lavoro. Misura solo la produzione agricola. Rappresenta la quota di lavoro nel PIL. 03. Un’elevata TFP suggerisce: Tecnologia e organizzazione efficienti. Sotto-utilizzo del lavoro. Basso livello di capitale. Eccesso di esportazioni. 04. Un aumento della TFP comporta: Aumento delle importazioni. Diminuzione del PIL potenziale. Maggiore output a parità di input. Inflazione crescente. 05. L'equazione chiave per l’accumulazione è: Y = C + I + G. MPC + MPS = 1. NX = S – I. Δk = sf(k) – (δ + n)k. 06. Nel lungo periodo, la crescita del PIL pro capite dipende da: Saldo commerciale. Tasso di natalità. Produttività. Spesa pubblica. 07. Il risparmio nazionale finanzia: Gli investimenti in capitale fisico. Solo i consumi. La disoccupazione. Il debito estero. 08. L'accumulazione di capitale avviene quando: L’inflazione aumenta. Le esportazioni superano le importazioni. Il risparmio supera il deprezzamento. Il lavoro diminuisce. 01. Il capitale umano differisce dal capitale fisico perché: Non genera produttività. Non è trasferibile tra individui. Richiede investimenti minori. È più soggetto a deprezzamento. 02. L’investimento in capitale umano include: Emissione di titoli pubblici. Spesa in istruzione e formazione. Investimenti in infrastrutture. Aumento del tasso di cambio. 03. Nel lungo periodo, il capitale umano è importante perché: Riduce la propensione al consumo. Aumenta i costi pubblici. Inibisce la mobilità del lavoro. Favorisce l’innovazione e la crescita sostenuta. 04. Un aumento del capitale umano tende a: Causare disoccupazione tecnologica. Aumentare la produttività del lavoro. Diminuire il capitale fisico. Ridurre il tasso di risparmio. 05. Il capitale umano rappresenta: Le risorse naturali. Il capitale finanziario. Il patrimonio immobiliare pubblico. Le conoscenze e competenze della forza lavoro. 06. Un’economia con elevato capitale umano: Ha minor produttività marginale. Riduce la competitività. È meno reattiva agli shock. Tende a crescere più rapidamente. 07. Il capitale umano è spesso misurato attraverso: Produzione agricola. Saldo della bilancia dei pagamenti. Livelli medi di istruzione. Tassi di disoccupazione. 08. La formazione e l’istruzione contribuiscono alla crescita tramite: Diminuzione del capitale naturale. Aumento dell’inflazione. Calo della domanda aggregata. Accumulo di capitale umano. 01. Nel lungo periodo, la crescita del reddito pro capite è sostenuta da: Riduzione delle imposte. Innovazione tecnologica. Consumi pubblici. Disavanzo commerciale. 02. Il progresso tecnologico nel modello di Solow esteso consente: Un calo degli investimenti. Una riduzione della produttività. La scomparsa della disoccupazione. Una crescita continua del PIL pro capite. 03. Il progresso tecnologico è spesso rappresentato da: NX nelle esportazioni nette. G nella spesa pubblica. A(t) nella funzione di produzione. δK nella funzione d'accumulazione. 04. Un aumento di A(t) indica: Riduzione del lavoro. Inflazione crescente. Maggiore efficienza produttiva. Deprezzamento del capitale. 05. La funzione di produzione con progresso tecnologico è: Y = F(K, L, M). Y = F(K, A(t)L). Y = A + rK. Y = C + I + G. 06. Il progresso tecnologico è detto esogeno quando: Deriva dal capitale umano. Dipende dalla spesa pubblica. Nasce dalle esportazioni. È dato esternamente al modello. 07. La crescita trainata da A(t) è detta: Recessiva. Intensiva. Estensiva. Marginale. 08. Il tasso di crescita dell’output per lavoratore è: g_A (tasso di progresso tecnico). s (risparmio). δ (deprezzamento). n (crescita della popolazione). 01. Le riforme istituzionali possono: Ridurre la crescita potenziale. Favorire un ambiente economico più efficiente. Sopprimere l’innovazione. Aumentare il tasso di disoccupazione. 02. Le politiche per la crescita mirano a: Favorire investimenti in capitale umano, fisico e tecnologia. Aumentare il debito estero. Ridurre l’occupazione giovanile. Limitare l’uso della moneta. 03. Le politiche industriali possono essere utili se: Limitano gli investimenti esteri. Sostengono solo imprese inefficienti. Focalizzate su settori strategici e innovativi. Eliminano il capitale umano. 04. Una politica efficace per la crescita prevede: Investimenti in istruzione e ricerca. Tagli alla produttività. Inflazione strutturale. Apprezzamento del cambio reale. 05. Gli investimenti pubblici in infrastrutture: Diminuiscono la propensione al risparmio. Producono solo effetti di breve periodo. Peggiorano il tasso d'interesse. Aumentano la produttività dei fattori. 06. Le politiche fiscali per la crescita dovrebbero: Favorire la produttività e l’accumulazione di capitale. Concentrare la spesa su trasferimenti passivi. Eliminare la concorrenza internazionale. Creare rigidità salariali. 07. Una maggiore apertura commerciale: Rende inefficiente l’allocazione dei fattori. Limita la diffusione tecnologica. Stimola la specializzazione e la crescita. Riduce la domanda. 08. La stabilità macroeconomica è importante perché: Impedisce la flessibilità fiscale. Riduce la trasparenza del mercato. Crea un ambiente favorevole agli investimenti. Aumenta l’instabilità bancaria. 01. Secondo il modello di Solow, la crescita di lungo periodo è guidata da: Espansione della spesa pubblica. Aumento della popolazione. Progresso tecnologico. Diminuzione delle esportazioni. 02. La convergenza condizionata implica che: La produttività non varia nel tempo. Tutti i paesi raggiungono lo stesso reddito. I paesi convergono se hanno caratteristiche strutturali simili. Solo i paesi in via di sviluppo crescono. 03. La divergenza tra paesi può essere spiegata da: Differenze in istituzioni e capitale umano. Assenza di commercio. Uniformità nella produttività. Parità dei salari. 04. Nel lungo periodo, i paesi poveri possono crescere più rapidamente se: Riducano la produttività. Ridimensionano gli investimenti. Limitano il risparmio. Adottano tecnologie esistenti. 05. La convergenza assoluta prevede che: I redditi divergano nel tempo. Solo le economie avanzate crescano. Tutti i paesi raggiungano lo stesso livello di reddito. Le economie emergenti restino. 06. Nei modelli di crescita endogena, la divergenza può derivare da: Identica produttività iniziale. Differente capacità di innovazione. Omogeneità dei mercati. Differenze nella geografia fisica. 07. La crescita di tipo catching-up si riferisce a: Recupero dei paesi in ritardo. Stagnazione dei paesi avanzati. Diminuzione degli investimenti diretti esteri. Tassi reali costanti. 08. Un ruolo fondamentale nella convergenza è svolto da: Limitazione del risparmio estero. Istituzioni efficaci e capitale umano. Barriere commerciali. Controllo dei tassi di cambio. 01. Un limite dell’uso esclusivo del PIL è che: Ignora il mercato azionario. Non misura il benessere complessivo. È troppo sensibile al cambio. Dipende dal risparmio estero. 02. La sostenibilità intergenerazionale implica: Privilegiare il consumo attuale. Ridurre il debito pubblico. Eliminare il capitale umano. Preservare risorse per le generazioni future. 03. Lo sviluppo sostenibile implica: Equilibrio tra crescita economica, inclusione sociale e tutela ambientale. Politiche di breve termine. Massimizzazione del PIL a ogni costo. Esclusione del capitale. 04. Un indicatore alternativo al PIL per lo sviluppo è: Indice di sviluppo umano (ISU). Tasso di cambio reale. Indice dei prezzi al consumo. Saldo della bilancia commerciale. 05. La sostenibilità ambientale nella crescita riguarda: Salario minimo garantito. Aumento del debito pubblico. Uso efficiente delle risorse naturali. Reddito nominale. 06. Le politiche per lo sviluppo sostenibile richiedono: Investimenti in energie rinnovabili e istruzione. Aumento del consumo privato. Tagli alla spesa sanitaria. Svalutazione della moneta. 07. La crescita economica non è sufficiente se: Non è accompagnata da inclusione sociale e tutela ambientale. Deriva da esportazioni di beni primari. È superiore alla media UE. Si accompagna a un avanzo commerciale. 08. Il concetto di sviluppo umano include: Bilancia dei pagamenti. Espansione monetaria. Educazione, salute e reddito. Solo l’occupazione. |




