Macroeconomia eCampus Fabiani
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![]() Macroeconomia eCampus Fabiani Description: lez 70-72 |



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Le riforme istituzionali possono: Ridurre la crescita potenziale. Favorire un ambiente economico più efficiente. Sopprimere l’innovazione. Aumentare il tasso di disoccupazione. Le politiche per la crescita mirano a: Favorire investimenti in capitale umano, fisico e tecnologia. Aumentare il debito estero. Ridurre l’occupazione giovanile. Limitare l’uso della moneta. Le politiche industriali possono essere utili se: Limitano gli investimenti esteri. Sostengono solo imprese inefficienti. Focalizzate su settori strategici e innovativi. Eliminano il capitale umano. Una politica efficace per la crescita prevede: Investimenti in istruzione e ricerca. Tagli alla produttività. Inflazione strutturale. Apprezzamento del cambio reale. Gli investimenti pubblici in infrastrutture: Diminuiscono la propensione al risparmio. Producono solo effetti di breve periodo. Peggiorano il tasso d'interesse. Aumentano la produttività dei fattori. Le politiche fiscali per la crescita dovrebbero: Favorire la produttività e l’accumulazione di capitale. Concentrare la spesa su trasferimenti passivi. Eliminare la concorrenza internazionale. Creare rigidità salariali. Una maggiore apertura commerciale: Rende inefficiente l’allocazione dei fattori. Limita la diffusione tecnologica. Stimola la specializzazione e la crescita. Riduce la domanda aggregata. La stabilità macroeconomica è importante perché: Impedisce la flessibilità fiscale. Riduce la trasparenza del mercato. Crea un ambiente favorevole agli investimenti. Aumenta l’instabilità bancaria. Secondo il modello di Solow, la crescita di lungo periodo è guidata da: Espansione della spesa pubblica. Aumento della popolazione. Progresso tecnologico. Diminuzione delle esportazioni. La convergenza condizionata implica che: La produttività non varia nel tempo. Tutti i paesi raggiungono lo stesso reddito. I paesi convergono se hanno caratteristiche strutturali simili. Solo i paesi in via di sviluppo crescono. La divergenza tra paesi può essere spiegata da: Differenze in istituzioni e capitale umano. Assenza di commercio. Uniformità nella produttività. Parità dei salari. Nel lungo periodo, i paesi poveri possono crescere più rapidamente se: Riducano la produttività. Ridimensionano gli investimenti. Limitano il risparmio. Adottano tecnologie esistenti. La convergenza assoluta prevede che: I redditi divergano nel tempo. Solo le economie avanzate crescano. Tutti i paesi raggiungano lo stesso livello di reddito. Le economie emergenti restino stabili. Nei modelli di crescita endogena, la divergenza può derivare da: Identica produttività iniziale. Differente capacità di innovazione. Omogeneità dei mercati. Differenze nella geografia fisica. La crescita di tipo catching-up si riferisce a: Recupero dei paesi in ritardo. Stagnazione dei paesi avanzati. Diminuzione degli investimenti diretti esteri. Tassi reali costanti. Un ruolo fondamentale nella convergenza è svolto da: Limitazione del risparmio estero. Istituzioni efficaci e capitale umano. Barriere commerciali. Controllo dei tassi di cambio. Un limite dell’uso esclusivo del PIL è che: Ignora il mercato azionario. Non misura il benessere complessivo. È troppo sensibile al cambio. Dipende dal risparmio estero. La sostenibilità intergenerazionale implica: Privilegiare il consumo attuale. Ridurre il debito pubblico. Eliminare il capitale umano. Preservare risorse per le generazioni future. Lo sviluppo sostenibile implica: Equilibrio tra crescita economica, inclusione sociale e tutela ambientale. Politiche di breve termine. Massimizzazione del PIL a ogni costo. Esclusione del capitale naturale. Un indicatore alternativo al PIL per lo sviluppo è: Indice di sviluppo umano (ISU). Tasso di cambio reale. Indice dei prezzi al consumo. Saldo della bilancia commerciale. La sostenibilità ambientale nella crescita riguarda: Salario minimo garantito. Aumento del debito pubblico. Uso efficiente delle risorse naturali. Reddito nominale. Le politiche per lo sviluppo sostenibile richiedono: Investimenti in energie rinnovabili e istruzione. Aumento del consumo privato. Tagli alla spesa sanitaria. Svalutazione della moneta. La crescita economica non è sufficiente se: Non è accompagnata da inclusione sociale e tutela ambientale. Deriva da esportazioni di beni primari. È superiore alla media UE. Si accompagna a un avanzo commerciale. Il concetto di sviluppo umano include: Bilancia dei pagamenti. Espansione monetaria. Educazione, salute e reddito. Solo l’occupazione. |




