Macroeconomia eCampus Fabiani
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![]() Macroeconomia eCampus Fabiani Description: lez 57-63 |



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La curva AA è: Orizzontale. Parallela a DD. Più piatta di DD. Uguale a ZZ. Le esportazioni X in questo modello: Aumentano con G. Variano con il tasso di inflazione. Sono esogene. Dipendono dal reddito interno. Se Y <Ytb, allora: Domanda interna > domanda estera. NX > 0. IM > X. NX <0. Quando NX = 0 nella croce keynesiana aperta?. Quando X = 0. Quando ZZ = DD. Quando C = G. Quando Y = Y*. La curva ZZ è: Verticale. Indipendente dal reddito. Più inclinata di DD. Parallela ad AA. Cosa rappresenta la curva DD nella croce keynesiana aperta?. Domanda aggregata. Produzione di equilibrio. Domanda nazionale di beni (C + I + G). Esportazioni nette. Qual è la formula della domanda aggregata in economia aperta?. ZZ = C + I + G - X + IM. ZZ = C + I + G + X. ZZ = Y - T + G + X. ZZ = C + I + G - IM/ε + X. Cosa indica la differenza tra DD e AA?. Importazioni corrette per il tasso di cambio reale. Saldo commerciale. Livello del reddito. Esportazioni. Quando NX > 0: La spesa pubblica aumenta. Il paese esporta più di quanto importa. Il PIL è negativo. Le tasse si riducono. Quando la bilancia dei pagamenti è in equilibrio?. Quando il risparmio è nullo. Quando G = T. Quando NX = CF. Quando Y = C + I + G. Un equilibrio esterno richiede: Y = C + I. NX = X - G. CF = I - S. NX + CF = 0. Se CF > 0 e NX <0: Il paese è importatore netto ma riceve capitali esteri. Il paese ha un surplus di partite correnti. Il PIL diminuisce. Il risparmio privato è negativo. Il saldo della bilancia dei pagamenti in un'economia aperta è: CF = T - G. NX = G. IM = X. NX = CF. Il punto di equilibrio tra bilancia commerciale e capitale si ha quando: Esportazioni = PIL. Saldo pubblico = zero. Spesa pubblica = investimenti. Saldo commerciale = saldo dei movimenti di capitale. NX positivo implica: Riduzione della domanda di beni. Contributo positivo alla domanda aggregata. Ritiro della moneta. Deficit pubblico. Il saldo dei movimenti di capitale (CF) rappresenta: Domanda interna. Spesa pubblica totale. Flussi netti di capitale. Salari reali. Un aumento della domanda estera: Riduce il PIL reale. Favorisce le esportazioni nazionali. Aumenta le importazioni. Aumenta la disoccupazione. In un’economia aperta, la domanda aggregata è: In funzione solo della spesa pubblica. Indipendente dalle esportazioni. Influenzata da shock esterni. Immutabile rispetto al tasso di cambio. La politica fiscale espansiva genera: Stabilità di lungo periodo. Aumento del reddito ma peggioramento del saldo NX. Diminuzione del tasso d’interesse. Aumento della moneta in circolazione. Se X aumenta e IM rimane costante: Cala il tasso d’interesse. Diminuisce la domanda aggregata. Aumentano le esportazioni nette. Il moltiplicatore fiscale si annulla. Una svalutazione reale tende a: Aumentare la spesa pubblica. Ridurre il reddito interno. Aumentare la competitività delle esportazioni. Diminuire i consumi pubblici. Una contrazione fiscale estera può: Aumentare l’occupazione domestica. Ridurre la domanda per le esportazioni nazionali. Generare inflazione interna. Apprezzare la valuta interna. Un aumento della spesa pubblica in economia aperta: Aumenta automaticamente il risparmio. Riduce il tasso di cambio reale. Può peggiorare il saldo commerciale. Fa crescere le riserve valutarie. Un’espansione fiscale interna tende a: Aumentare il tasso di cambio reale. Aumentare le importazioni. Ridurre il PIL potenziale. Generare surplus di bilancio. L'efficacia della politica fiscale diminuisce se: Il tasso di inflazione è stabile. La domanda estera è alta. La propensione marginale all’importazione è elevata. Le imposte sono progressive. In economia aperta, una politica fiscale espansiva: Migliora automaticamente il saldo commerciale. Fa diminuire il reddito disponibile. Aumenta sempre le esportazioni. Può causare un deterioramento del saldo delle partite correnti. Quando una politica fiscale è 'efficace' in economia aperta?. Quando aumenta il tasso d’interesse. Quando riduce la spesa pubblica. Quando aumenta il PIL senza peggiorare NX. Quando migliora le esportazioni nette. Il deterioramento della bilancia commerciale si verifica quando: Le esportazioni superano le importazioni. L’aumento della domanda interna stimola le importazioni. Il reddito disponibile diminuisce. La moneta si deprezza. La condizione di equilibrio interno ed esterno richiede: Deprezzamento della moneta. Compatibilità tra crescita del PIL e bilancia commerciale sostenibile. Uguaglianza tra G e T. Parità dei tassi d’interesse. In un'economia aperta, un aumento di G: Riduce l'inflazione. Incrementa il PIL ma può peggiorare NX. Causa apprezzamento nominale del cambio. Migliora sempre la bilancia dei pagamenti. Un’espansione fiscale interna può condurre a: Riduzione della produzione potenziale. Aumento del tasso di cambio reale. Aumento della domanda estera. Incremento delle riserve ufficiali. L'effetto moltiplicatore della spesa pubblica in economia aperta è: Identico a quello in economia chiusa. Più alto se le imposte sono proporzionali. Inferiore rispetto a un'economia chiusa. Più forte in presenza di esportazioni nette positive. L'effetto di un deprezzamento sulla bilancia commerciale dipende da: Tasso d’interesse nominale. Quantità di riserve auree. Livello della spesa pubblica. Elasticità della domanda di esportazioni e importazioni. Il deprezzamento può migliorare la competitività: Riducendo il prezzo relativo dei beni nazionali. Aumentando la disoccupazione. Aumentando la tassazione indiretta. Stabilizzando i tassi d’interesse. L'effetto finale del deprezzamento sulla NX è positivo se: Il PIL nominale si contrae. I tassi d’interesse scendono. Le esportazioni aumentano più delle importazioni. Il risparmio aumenta. Il deprezzamento può peggiorare inizialmente il saldo NX a causa: Dell’effetto moltiplicatore. Della trappola della liquidità. Della J-curve. Del calo della spesa pubblica. Se la domanda estera è elastica: Il deprezzamento migliora la bilancia commerciale. Il deprezzamento non ha effetto. La domanda interna cala. La valuta si apprezza. In caso di deprezzamento, i beni importati diventano: Neutrali per la domanda interna. Più costosi in valuta nazionale. Convenienti per le imprese. Meno costosi. Un apprezzamento reale della valuta comporta: Crescita del saldo commerciale. Riduzione delle esportazioni nette. Politica fiscale più efficace. Aumento automatico del PIL. Il deprezzamento del tasso di cambio reale: Genera automaticamente disavanzi fiscali. Riduce la competitività dei beni nazionali. Non influisce sulla bilancia commerciale. Favorisce le esportazioni e riduce le importazioni. Il tasso d’interesse può servire a: Determinare le esportazioni nette. Bilanciare gli effetti di una politica fiscale sul tasso di cambio. Limitare la propensione marginale al consumo. Fissare il livello dei salari. Il mix di politica fiscale e monetaria è utile per: Coordinare gli obiettivi di crescita e stabilità esterna. Ridurre le imposte dirette. Aumentare i tassi d’interesse. Mantenere il pareggio di bilancio. In un'economia aperta, la politica monetaria espansiva: Genera sempre inflazione. Riduce l’output potenziale. Aumenta il saldo commerciale. Può contrastare gli effetti restrittivi della politica fiscale. Una combinazione espansiva di politica fiscale e monetaria può: Ridurre le esportazioni nette. Ridurre la disoccupazione strutturale. Stimolare la domanda interna ma peggiorare NX. Aumentare la propensione al risparmio. Il mix di politiche è efficace se: Il tasso di inflazione è negativo. Le importazioni sono inferiori alle esportazioni. La politica fiscale è neutrale. Domanda interna ed esportazioni nette sono coordinate. L’effetto sostituzione valuta può derivare da: Crescita dei salari nominali. Politiche incoerenti tra moneta e fisco. Tassi d’interesse elevati e cambio fisso. Domanda interna costante. La politica monetaria restrittiva combinata con una fiscale espansiva può: Generare effetti contrastanti sul saldo commerciale. Essere neutrale rispetto al PIL. Ridurre le esportazioni nette. Aumentare la base monetaria. In uno scenario con apprezzamento del tasso di cambio: Il PIL cresce a tassi costanti. Le esportazioni aumentano automaticamente. La politica fiscale deve essere sempre espansiva. La politica fiscale restrittiva può essere bilanciata da una politica monetaria espansiva. Il deprezzamento inizialmente peggiora NX perché: Cala la domanda aggregata. I prezzi cambiano più rapidamente delle quantità. Si riducono i tassi d’interesse. Aumenta il reddito disponibile. Nel lungo periodo, un deprezzamento può migliorare NX se: Le quantità reagiscono al nuovo prezzo relativo. La curva IS si sposta. La spesa pubblica diminuisce. Il PIL potenziale cresce. La forma della curva J è dovuta a: PIL in stagnazione. Ritardi nella risposta delle quantità esportate e importate. Domanda perfettamente rigida. Tassi d’interesse costanti. Il miglioramento del saldo commerciale avviene: Solo in presenza di surplus fiscale. Quando aumenta la domanda interna. Solo nel medio-lungo periodo dopo il deprezzamento. Immediatamente dopo la svalutazione. La condizione di Marshall-Lerner è soddisfatta se: NX = 0. La somma delle elasticità delle esportazioni e delle importazioni è >1. Tasso d’interesse = tasso di inflazione. Domanda aggregata = offerta aggregata. Nel breve periodo, un deprezzamento può causare: Crescita istantanea dell’export. Apprezzamento della valuta. Aumento del risparmio pubblico. Peggioramento temporaneo del saldo NX. La curva J descrive: L’elasticità della domanda rispetto al reddito. La relazione tra inflazione e disoccupazione. La crescita del PIL potenziale. L’effetto nel tempo del deprezzamento sul saldo commerciale. La curva J si osserva più chiaramente in: Mercati finanziari senza capitali. Contesti di cambio fisso permanente. Economia aperta con tassi flessibili. Economia chiusa. |




