Mal-Disabilità intellettiva e dei disturbi generalizzati dello sviluppo
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1.Il costrutto di Qualità di vita supera la dicotomia salute/malattia e introduce una lettura che mette in relazione la complessità dei fattori che generano salute e lo sviluppo della qualità di vita (Eriksson, Lindstrom 2008). In particolare, diviene necessario: Non comprendere quali sono le determinanti nella vita dei soggetti e delle comunità che possono generare salute e migliorare la qualità di vita. Comprendere il funzionamento umano e metterlo in relazione all'ambiente di vita per migliorare la sua qualità di vita. Comprendere quali sono le determinanti nella vita dei soggetti e delle comunità che possono generare salute e migliorare la qualità di vita. Non comprendere il funzionamento umano e non metterlo in relazione all'ambiente di vita per migliorare la sua qualità di vita. 2.L'autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono: Quelle relative all'imitazione; a linguaggio e della comunicazione, ad interessi ristretti e comportamenti stereotipi e ripetitivi. Quelle relative all'attenzione; al linguaggio e della comunicazione, ad interessi ristretti e comportamenti stereotipi e ripetitivi. Quelle relative all'interazione sociale e reciproca; al linguaggio e della comunicazione, ad interessi ristretti e comportamenti stereotipi e ripetitivi. Quelle relative alla sfera emotiva; al linguaggio e della comunicazione, ad interessi ristretti e comportamenti stereotipi e ripetitivi. 3.Il trattamento del disturbo dello spettro autistico rappresenta un ambito complesso, spesso controverso, che da tempo è oggetto di dibattito scientifico e sociale. Una distinzione che viene proposta da Giovagnoli e Mazzone (2020) è quella relativa all'avvio di interventi a supporto dei genitori vs interventi mediati dai genitori. Indicate la risposta corretta. I primi (supporto) non si riferiscono a programmi di intervento in cui il bambino beneficia in maniera indiretta del sostegno svolto a favore della coppia genitoriale e dell'aumento delle loro competenze e conoscenze generali. Nei secondi (mediati) il bambino è beneficiario diretto degli interventi in quanto il genitore è agente attivo del cambiamento. I primi (supporto) si riferiscono a programmi di intervento in cui il bambino beneficia in maniera diretta del sostegno svolto a favore della coppia genitoriale e dell'aumento delle loro competenze e conoscenze generali. Il secondo (mediati) il bambino è beneficiario indiretto degli interventi in quanto il genitore è agente attivo del cambiamento. I primi (supporto) si riferiscono a programmi di intervento in cui il bambino beneficia in maniera indiretta del sostegno svolto a favore della coppia genitoriale e dell'aumento delle loro competenze e conoscenze generali. Il secondo (mediati) il bambino è beneficiario diretto degli interventi in quanto il genitore è agente attivo del cambiamento. I primi (supporto) si riferiscono a programmi di intervento in cui il bambino e i genitori beneficiano in maniera diretta del sostegno svolto a favore della coppia genitoriale e dell'aumento delle loro competenze e conoscenze generali. Il secondo (mediati) il bambino è beneficiario indiretto degli interventi in quanto il genitore è agente attivo del cambiamento. 4.Principali finalità dell'educazione inclusiva come indicato anche da documenti internazionali (European Commissioni, 2014, Unesco-UIL, 2017, OECD, 2018; SDGs, UNESCO Global Education 2019, ONU Agenda 2030) propendono per orientare gli interventi secondo due direzioni: Nessuna predisposizione di interventi mirati a supporto dell'allievo/a con autismo ma solo l'organizzazione degli ambienti di apprendimento utilizzando mediatori specifici utili anche ai compagni/e secondo la prospettiva dell'UDL (Universal Design for Learning). La predisposizione di interventi mirati a supporto dell'allievo/a con autismo e la progettazione didattica differenziata in riferimento al Progetto di Vita. La predisposizione di interventi mirati a supporto dell'allievo/a con autismo e l'organizzazione degli ambienti di apprendimento utilizzando mediatori specifici utili anche ai compagni/e secondo la prospettiva dell'UDL (Universal Design for Learning). La predisposizione di interventi mirati a supporto dell'allievo/a con autismo in riferimento al personale Progetto di Vita e alla transizione alla vita adulta tramite l'organizzazione dell'ambiente di apprendimento. 5. Il progetto educativo individualizzato rivolto ad allievi/e con autismo secondo le attuali linee di direzione contemporanea (Cottini, 2019) propone di non fermarsi alla diagnosi clinica ma di approfondire la conoscenza delle peculiari caratteristiche di ciascuno allievo/a. A tal fine è: Non è il progetto educativo che sottende la scelta di specifiche metodologie e strumenti volti a favorire il processo di apprendimento in allievi/e con autismo. è fondamentale utilizzare solo strategie basate solo sulle evidenze scientifiche indipendentemente dalle caratteristiche dei singoli allievi/e al fine di avviare un processo di insegnamento-apprendimento. è fondamentale costruire percorsi personalizzati per l'apprendimento di specifiche abilità in allievi/e con autismo al fine di avviare un processi di insegnamento-apprendimento. Il progetto educativo che sottende la scelta di specifiche metodologie e strumenti volti a favorire il processo di apprendimento in allievi/e con autismo. 6. Negli ultimi vent'anni si sono registrate varie applicazioni del video modeling per favorire l'apprendimento di allievi/e con autismo. Non si tratta di una sorta di apprendimento per imitazione, sviluppata attraverso la presentazione di filmati che illustrano le modalità adeguate di comportamento o le azioni da effettuare in funzione di certi scopi. Si tratta di una sorta di apprendimento per scoperta, sviluppata attraverso la presentazione di filmati che illustrano le modalità adeguate di comportamento o le azioni da effettuare in funzione di certi scopi. Non si tratta di una sorta di apprendimento per scoperta, sviluppata attraverso la presentazione di immagini in sequenza che illustrano le modalità adeguate di comportamento o le azioni da effettuare in funzione di certi scopi. Si tratta di una sorta di apprendimento per imitazione, sviluppata attraverso la presentazione di filmati che illustrano le modalità adeguate di comportamento o le azioni da effettuare in funzione di certi scopi. 7. Per definire le peculiarità e le procedure metodologiche per un utilizzo adeguato del video modeling occorre prendere in considerazione: I processi alla base dell'apprendimento per scoperta; le caratteristiche del video modeling nelle sue diverse forme; le motivazioni per cui la strategia può essere efficacemente utilizzata con allievi/e con autismo. Le caratteristiche del video modeling nelle sue diverse forme; le motivazioni per cui la strategia può essere efficacemente utilizzata con allievi/e con autismo; le competenze dell'insegnante. I processi alla base dell'apprendimento per scoperta; le caratteristiche del video modeling nelle sue diverse forme; le competenze dell'insegnante. I processi alla base dell'apprendimento per imitazione; le caratteristiche del video modeling nelle sue diverse forme; le motivazioni per cui la strategia utilizzata con allievi/e con autismo. 8. Vari processi di natura percettiva, motoria, cognitiva e affettivo motivazionale risultano coinvolti nel modeling; fra questi, Bandura e i suoi collaboratori tendono ad attribuire un ruolo centrale ai seguenti: Percezione; imitazione; riproduzione; motivazione. Motivazione; attenzione; riproduzione; percezione. Riproduzione; motivazione; attenzione; percezione. Attenzione; ritenzione; riproduzione; motivazione. In concreto una situazione tipica di video modeling prevede: La visione individuale di un libro videoregistrato, seguita dalla visione dei comportamenti messi in atto dai compagni di classe. Possono essere coinvolti dei coetanei, dei compagni o familiari. La visione corale di un libro videoregistrato, seguita dalla visione dei comportamenti messi in atto dai compagni di classe. Possono essere coinvolti dei coetanei, dei compagni, adulti o familiari. La costruzione di un video e la sua visione individuale. Possono essere coinvolti dei coetanei, dei compagni o familiari. La visione individuale di una dimostrazione videoregistrata, seguita dall'imitazione dei comportamenti osservati nel filmato. Possono essere coinvolti dei coetanei, dei compagni o familiari. 10. Si parla invece di video self-modeling quando: Vengono registrati comportamenti dello stesso allievo. Vengono registrati comportamenti dei compagni di classe. Vengono registrati comportamenti degli insegnanti. Vengono registrati comportamenti di una lezione in classe. 11. Il video modeling e il video self-modeling ("evidence-based practices" Homer 2005; Reichow e Wolkmar, 2010) rappresentano strategie utili per facilitare apprendimenti funzionali in allievi/e con autismo. I principali motivi richiamati per giustificare la loro efficacia (Corbett e Abdullah, 2005; Bellini, 2007) sono: Non attivazione dell'attenzione sull'oggetto dell'insegnamento; possibilità di rivedere il filmato; enfasi sulla processione delle informazioni; contatto preciso fra bambino e insegnante. Attivazione dell'attenzione sull'insegnante; possibilità di rivedere il filmato; enfasi sulla processione delle informazioni; evitamento dell'interazione faccia a faccia fra bambino e insegnante. Attivazione dell'attenzione sull'oggetto dell'insegnamento; possibilità di rivedere il filmato; enfasi sulla processione delle informazioni; evitamento dell'interazione faccia a faccia fra bambino e insegnante. Attivazione dell'attenzione sull'oggetto dell'insegnamento; nessuna possibilità di rivedere il filmato; enfasi sulla processione delle informazioni; evitamento dell'interazione faccia a faccia fra bambino e insegnante. 12. La comunicazione aumentativa alternativa è: Non è un'area di ricerca e di pratica clinica ed educativa che mira a compensare disabilità, temporanee o permanenti, nell'area della comunicazione, limitazioni nelle attività e restrizioni nella partecipazione di persone con severi disordini nella produzione di linguaggio e/o della parola e/o della comprensione, relativamente a modalità di comunicazione orale o scritta. è modalità didattica che mira a compensare disabilità, temporanee o permanenti, nell'area della comunicazione, limitazioni nelle attività e restrizioni nella partecipazione di persone con severi disordini nella produzione di linguaggio e/o della parola e/o della comprensione, relativamente a modalità di comunicazione orale o scritta. è un'area di ricerca e di pratica clinica ed educativa che mira a sostituire il linguaggio verbale con strumenti di comunicazione per immagini in persone disabilità, temporanee o permanenti, con severi disordini nella produzione di linguaggio e/o della parola e/o della comprensione, relativamente a modalità di comunicazione orale o scritta. è un'area di ricerca e di pratica clinica ed educativa che mira a compensare disabilità, temporanee o permanenti, nell'area della comunicazione, limitazioni nelle attività e restrizioni nella partecipazione di persone con severi disordini nella produzione di linguaggio e/o della parola e/o della comprensione, relativamente a modalità di comunicazione orale o scritta. 13. L'utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) in ambito educativo e didattico (come, ad esempio, l'utilizzo di libri in CAA) si creano le condizioni per: Comunicare in modo efficace, ovvero tradurre il proprio pensiero in una serie di segni intellegibili per l'interlocutore. Comunicare attraverso le immagini ed imparare a fare richieste e a rispondere alle domande dell'interlocutore. Non comunicare in modo efficace, ovvero tradurre il proprio pensiero in una serie di segnali intellegibili per l'interlocutore. Insegnate contenuti didattici disciplinari che permettono di essere compresi dagli allievi e a loro di comunicare con l'interlocutore. 14. Si promuove la lettura accessibile perché: Ogni allievo/a, anche coloro con autismo, non ha diritto all'educazione ma solo all'assistenza e a percorsi di riabilitazione. Facilita forme di collaborazione fra allievi e migliora i processi di insegnamento-apprendimento. Non facilita forme di collaborazione fra allievi e migliora i processi di insegnamento-apprendimento. Ogni allievo/a, anche coloro con autismo, ha diritto all'educazione e non solo all'assistenza e a percorsi di riabilitazione. 15. Gli in-book libri su misura sono: Libri non illustrati e con testo integralmente scritto in simboli. Libri illustrati con testo integralmente scritto in simboli. Libri illustrati con testo parzialmente scritto in simboli. Libri illustrati con parole scritte in simboli. |




