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Metodologia solo risposte corrette

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Metodologia solo risposte corrette

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Metodologia solo risposte corrette

Creation Date: 2025/01/11

Category: Others

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Come oggetto di studio della psicologia la mente è considerata: Opaca. X.

il metodo scientifico permette di: Produrre risultati confrontabili. X.

Il costrutto è: un insieme di affermazioni derivate dall'osservazione. X.

Il costrutto è la base per: definire le ipotesi di ricerca. X.

La scienza è: Un insieme di conoscenze ordinate e coerenti, organizzate logicamente. X.

La psicologia è una disciplina scientifica perché: i risultati derivati dalla ricerca sono considerati scientificamente attendibili. X.

La ricerca scientifica è: l'attività di ricerca svolta con metodi scientifici. X.

La ricerca è: Ogni attività di studio che abbia come fine l'acquisizione di nuove conoscenze. X.

La psicologia è: una scienza che analizza i fenomeni e i processi psichici usando il metodo scientifico. X.

Il processo di transdizione permette di: inferire dalle esperienze ciò che non può esser osservato direttamente. X.

Per il realismo critico le teorie: riguardano il mondo conosciuto, non quello reale. X.

Per il realismo critico: le diverse teorie che riguardano un concetto si organizzano dal micro al macro. X.

Quali scuole di pensiero hanno abbracciato la concezione Autocorreggibile di scienza?. Razionalismo critico, Teoria dei paradigmi, Epistemologia irrazionale e anarchica. X.

Per la concezione Autocorreggibile la scienza nasce da: problemi. X.

Per la concezione Dimostrativa di scienza essa è: un insieme unitario di conoscenze che può solo essere arricchito. X.

Quali scuole di pensiero hanno abbracciato la concezione di scienza Descrittiva?. Positivismo logico ed Epistemologia genetica. X.

Per la concezione Descrittiva di scienza essa deve: descrivere oggettivamente i fatti del mondo. X.

Per la concezione Dimostrativa di scienza essa deve: dimostrare la veridicità delle affermazioni. X.

Il Metodo deduttivo procede seguendo le seguenti fasi: Teoria, Ipotesi, Osservazioni, Regolarità. X.

Il Metodo Induttivo è stato sviluppato da: Galileo. X.

Il Metodo Induttivo procede seguendo le seguenti fasi: Osservazioni, Regolarità, Ipotesi, Teoria. X.

Il Metodo deduttivo è stato sviluppato da: Aristotele. X.

le osservazioni sistematiche sono tipiche: dell'approccio scientifico alla conoscenza. X.

Una variabile è definita come: una caratteristica o condizione che varia a seconda delle situazioni o delle persone. X.

L'approccio generale che segue il metodo scientifico è: Empirico. X.

L'approccio generale che segue il metodo ingenuo di approccio alla conoscenza è: Intuitivo. X.

le osservazioni casuali sono tipiche del: dell'approccio ingenuo alla conoscenza. X.

Quando analizziamo un fenomeno applicando le osservazioni casuali: non teniamo sotto controllo i vari fattori che potrebbero influenzare gli eventi. X.

Quando analizziamo un fenomeno applicando le osservazioni sistematiche: cerchiamo di tenere sotto controllo il maggior numero di fattori che potrebbero influenzare gli eventi. X.

Il metodo scientifico è: il modo in cui gli scienziati formulano quesiti di ricerca e la logica dei metodi usati per ottenere le risposte. X.

Un'ipotesi non è verificabile quando: i costrutti non sono chiaramente definiti. X.

I concetti dell'approccio ingenuo: sono ambigui e non sempre definibili. X.

La validità può essere definita come: il grado di affidabilità del risultato di una misurazione. X.

La verifica delle ipotesi serve per: Capire in che modo le variabili si associano. X.

Il processo di validazione ha lo scopo di: rendere gli strumenti accurati e precisi. X.

L'attendibilità può essere definita come: il grado di precisione di una misurazione. X.

L'operazionalizzazione di un costrutto: prevede che vengano definite le procedure per produrlo e misurarlo. X.

I fattori da controllare per poter fare Inferenza causale sono: contingenza, covarianza, variabili confondenti. X.

La ricerca qualitativa: si basa sull'analisi di materiale verbale. X.

La ricerca di base ha come scopo: capire come funzionano i processi. X.

La ricerca quantitativa: si basa sull'uso di analisi statistiche. X.

L'approccio nomotetico: ha come scopo quello di trovare le leggi generali che governano un dato fenomeno. X.

Le finalità del metodo scientifico sono: Descrivere, predire, spiegare, applicare. X.

L'approccio Idiografico: ha come scopo quello di descrivere casi particolari. X.

Una teoria scientifica può essere definita come: Una serie di proposizioni, organizzate con logica, che servono a definire gli eventi, descrivere le relazioni tra gli eventi e spiegare il verificarsi degli eventi. X.

La ricerca applicata ha come scopo: capire come modificare il comportamento. X.

Le variabili intervenienti sono: processi che stabiliscono un collegamento non chiaramente osservabile tra variabile indipendente e dipendente. X.

Una variabili interveniente è: un intermediario tra variabili indipendenti e variabili dipendenti che non può essere osservato direttamente. X.

Una teoria deve essere: tutte le alternative. X.

Quando analizziamo i rischi di una ricerca: facciamo riferimento principalmente ai rischi che superano il rischio minimo. X.

Il rischio minimo in una ricerca è: il rischio che un soggetto corre tutti i giorni svolgendo le attività della vita quotidiana. X.

Una ricerca deve rispettare: Standard etici e metodologici. X.

Il codice etico: prevede norme che mirano ad evitare sofferenza ai partecipanti ad una ricerca. X.

Il principio della tutela del benessere sottolinea che: è necessario preservare il benessere psico-fisico e il grado di sicurezza e autostima dei partecipanti. x.

Il principio di responsabilità sociale afferma che: in nessun caso la ricerca deve mirare a generare o giustificare sofferenza e oppressione. X.

Il consenso informato: richiede che vengano fornite tutte le informazioni sulla ricerca per permettere di dare un consenso consapevole. X.

Il principio del rispetto della dignità della persona afferma che: il ricercatore deve evitare e contrastare ogni forma di discriminazione. X.

Il principio di integrità dice che: sarebbe opportuno evitare comportamenti opportunistici o ambigui e non abusare del proprio ruolo istituzionale e delle situazioni di asimmetria. X.

Il codice etico italiano per la ricerca e l'insegnamento della psicologia contiene al suo interno: principi generali, regole di condotta e disposizioni attuative. X.

Il principio Competenza riporta che: il ricercatore dovrebbe utilizzare solo metodi e tecniche per cui possiede un'adeguata preparazione. X.

Quando si conduce una ricerca sugli animali: ci sono delle norme etiche da seguire. X.

Nel consenso informato: Vanno riportati tutti i rischi che il soggetto potrebbe correre partecipando alla ricerca. X.

Se i soggetti accettano di partecipare ad una ricerca: possono ritirarsi quando vogliono senza fornire spiegazioni. X.

Durante una ricerca: bisogna preservare la privacy dei partecipanti. X.

L'uso dell'inganno nella ricerca: non è consentito quando è finalizzato a convincere un soggetto a partecipare. X.

Dopo aver condotto una ricerca che prevedeva l'uso dell'inganno il debriefing è necessario per: spiegare le reali finalità della ricerca. X.

Quando si fa ricerca con gli animali: è bene non eccedere il numero minimo di animali che servono per la verifica delle ipotesi. X.

Quando si scrive un paper le questioni etiche sono legate a: entrambe le alternative. X.

In un articolo l'ordine degli autori: identifica il contributo di ciascuno al lavoro. X.

Quando in un articolo si riporta il lavoro di altri: va sempre riportata la fonte. X.

La divulgazione di una ricerca può essere: entrambe le alternative. X.

Quando si comunicano i risultati della ricerca è importante: adeguare il prodotto al pubblico a cui ci rivolgiamo. X.

Quando si comunicano i risultati della ricerca è importante: adeguare il prodotto al pubblico a cui ci rivolgiamo. X.

Un libro può servire per divulgare una ricerca in modo: entrambe le alternative. X.

Quando si partecipa ad un convegno è possibile: entrambe le alternative. X.

Una tesi di laurea magistrale: solitamente è il primo approccio ad una ricerca scientifica. X.

Secondo Omero e Aristotele: l'attività psichica risiedeva nel cuore. X.

Gli ideologi: ritengono che pensiero e cervello non siano separabili. X.

La mente e il corpo per Cartesio si collegano: Attraverso la ghiandola pineale. X.

La nascita della psicologia è stata influenzata da: filosofia, astronomia, biologia e fisiologia. X.

Pitagora riteneva che l'attività psichica: derivasse dal cervello. X.

Secondo Aristotele: la mente è una tabula rasa. X.

Secondo Aristotele è possibile studiare l'uomo perché: esso fa parte della natura. X.

La dottrina cattolica ha arrestato lo sviluppo della psicologia perché: riteneva che l'uomo non potesse essere studiato perché troppo simile a Dio. X.

Secondo Cartesio la Res cogitans è: l'anima pensante ma priva di estensione. X.

Secondo Cartesio la Res extensa è: Una macchina perfetta e autonoma. X.

Cartesio riteneva che la mente contenesse: Idee innate, idee provenienti dai sensi e idee provenienti dalla memoria. X.

l metodo d'indagine dell'associazionismo era: l'introspezione. X.

Per Cartesio le idee innate: sono principi basilari che organizzano le altre idee. X.

Gli empiristi: Studiano i processi che si svolgono nell'intelletto. X.

I fondatori dell'empirismo sono considerati: Locke e Hume. X.

Gli empiristi: adottano il concetto aristotelico di mente come Tabula Rasa. X.

Per gli empiristi la conoscenza: deriva unicamente dall'esperienza. X.

Hume può essere considerato il padre: dell'associazionismo. X.

Secondo Hume i processi fondamentali della mente sono: le associazioni. X.

Hume sosteneva che le associazioni possono essere fatte: per somiglianza, per contiguità e per causazione. X.

Lo strutturalismo: adotta in maniera rigorosa il metodo dell'introspezione. X.

Il metodo sottrattivo serve a rilevare: la velocità di conduzione delle fibre nervose. X.

Dall'astronomia la psicologia eredita: il concetto di tempi di reazione. X.

Helmholtz ha inventato: il metodo sottrattivo. X.

I concetti che la psicologia ha ereditato da Darwin sono: ereditarietà e adattamento. X.

Chi fondò il primo laboratorio di psicologia sperimentale?. Wundt. X.

Il metodo privilegiato da Wundt è: l'introspezione. X.

Lo strutturalismo studia: l'esperienza in quanto dipendente dal soggetto esperiente. X.

Per gli strutturalisti l'introspezione deve basarsi sui concetti di: criterio elementaristico ed errore dello stimolo. X.

Per gli strutturalisti: mente e coscienza sono separati. X.

Wertheimer ha scoperto: Il movimento stroboscopico. X.

Le leggi della segmentazione del campo visivo permettono di: spiegare come viene percepita una figura. X.

Per la Gestalt all'interno di un campo le leggi: dipendono dalle relazioni tra gli elementi presenti. X.

I principi di unificazione formale della Scuola della Gestalt: descrivono il comportamento delle parti presenti nel campo. X.

Per la Gestalt l'organizzazione di base e più semplice della percezione è: la dicotomia figura-sfondo. X.

La legge della somiglianza afferma che: A parità di condizioni gli elementi che appaiono simili verranno percepiti come parte di una medesima forma. X.

La legge della pregnanza afferma che: Il campo percettivo si segmenta in modo che ne risultino oggetti il più possibile equilibrati, armonici. X.

I fondatori della scuola della Gestalt sono: Koffka, Köhler e Wertheimer. X.

Che cosa è una gestalt?. Un oggetto di ordine superiore con caratteristiche proprie. X.

Piaget ricerca, attraverso il suo lavoro: i principi e i metodi della conoscenza. X.

I metodi che Piaget applica per la sua ricerca sono: Osservazione guidata, Metodo clinico e Metodo critico. X.

Il metodo clinico utilizzato da Piaget: Permette, tramite una conversazione, di analizzare i pensieri del soggetto e condurlo verso una riflessione guidata. X.

Piaget si è occupato di: Epistemologia Genetica e Psicologia dello sviluppo. X.

Per Piaget l'assimilazione è: l'incorporazione di un evento o di un oggetto in uno schema comportamentale o cognitivo già acquisito. X.

Nello stadio pre-operatorio di Piaget i bambini: Adottano il ragionamento trasduttivo. X.

Per Piaget l'adattamento è caratterizzano da: assimilazione e accomodamento. X.

Per Piaget l'accomodamento è: la modifica della struttura cognitiva o dello schema comportamentale per accogliere nuovi oggetti o eventi. X.

Per Piaget gli stadi dello sviluppo cognitivo: si susseguono sempre nello stesso ordine e non possono essere anticipati. X.

Il metodo critico utilizzato da Piaget: si avvale di materiale sperimentale che il bambino usa per risolvere quesiti problematici. X.

Le Skinner-box venivano usate per;. Studiare il comportamento animale. X.

Skinner divide il comportamento in: rispondente e operante. X.

Il comportamentismo promuove: Un metodo fondato sulla osservazione esclusiva dei comportamenti manifesti. X.

Qual è il principale metodo di investigazione dei comportamentisti?. La stimolazione ambientale. X.

Per il comportamentismo: L'oggetto di studio deve essere il comportamento osservabile. X.

Perché il comportamentismo afferma che la mente è una black box?. Perché i fenomeni psicologici che si verificano al suo interno non possono essere osservati direttamente. X.

Il fenomeno del condizionamento classico è stato scoperto da: Pavlov. X.

Nell'esperimento di Pavlov la salivazione può essere: entrambe. X.

Nell'esperimento di Pavlov la carne: è lo stimolo incondizionato. X.

La legge dell'effetto di Thorndike afferma che: Un'azione accompagnata o seguita da uno stato di soddisfazione tenderà a ripresentarsi più spesso e viceversa. X.

La legge dell'effetto di Thorndike afferma che: Un'azione accompagnata o seguita da uno stato di soddisfazione tenderà a ripresentarsi più spesso e viceversa. X.

Per Thorndike l'apprendimento: avviene per tentativi ed errori. X.

Per Watson il comportamento è: un'azione complessa formata dalla combinazione di reazione più semplici. X.

Gli studi di Tolman l'hanno portato ad affermare che: l'apprendimento potrebbe essere latente. X.

Thorndike si è occupato di studiare: le modalità attraverso le quali persone procederebbero per la risoluzione dei problemi". X.

Secondo il modularismo la mente è composta da: i sistemi di input e sistemi centrali. X.

Il termine cognitivismo viene coniato da: Neisser. X.

Secondo il connessionismo la mente elabora le informazioni: parallelamente sfruttando sistemi collegati in rete. X.

Il cognitivismo vuole studiare: processi mentali mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e recuperate. X.

L'acronimo TOTE sta per: test, operate, test, exit. X.

Per i cognitivisti: la mente funziona come un software e il cervello come un hardware. X.

Neisser ha sviluppato: Modello HIP, Human Information Processing. X.

Guilford ha sviluppato: la teoria dell'intelligenza multipla. X.

L'intelligenza fluida è: Si modifica quando apprendiamo nuove conoscenze. X.

L'età mentale: Corrisponde alle 'capacità medie' dei bambini di ogni età. X.

Per Cattel l'intelligenza è: fluida e cristallizzata. X.

La teoria di Cattel: divide il fattore g di Spearman in due sottocomponenti. X.

Secondo Spearman : L'intelligenza è una capacità generale, trasversale e comune a diverse abilità specifiche. X.

L'intelligenza cristallizzata è: Valuta l'efficienza dei meccanismi di ragionamento. X.

Le teorie per spiegare l'intelligenza possono essere: Unitarie o multiple. X.

Per Binet l'intelligenza è: un costrutto multiplo, costituito da varie abilità. X.

Per Guilford: Le capacità mentali sono ordinate secondo tre assi: Operazioni, Contenuti e Prodotti. X.

Il processo di ricerca è: circolare. X.

Il processo di ricerca è basato su un approccio: scientifico. X.

In quante fasi può essere diviso il processo di ricerca: 6. X.

La fase della pianificazione di una ricerca: Porta alla definizione del disegno di ricerca. X.

E' nella fase della pianificazione di una ricerca: che il ricercatore decide quali strumenti di misura adottare. X.

La prima fase del processo di ricerca permette di: definire il problema. X.

I problemi che guidano una ricerca possono nascere: Tutte le alternative presenti. X.

Il concetto di "Serendipity" si riferisce a: scoperte fatte casualmente mentre si stavano indagando altri fenomeni. X.

Una volta identificato il problema sarà necessario: definire le domande di ricerca. X.

L'influenza del lavoro di altri ricercatori può manifestarsi: entrambe le alternative. X.

H0 afferma: L'assenza dell'effetto. X.

H1 afferma: La presenza dell'effetto. X.

L'ipotesi alternativa è anche detta: H1. X.

L'ipotesi nulla è anche detta: H0. X.

Il campionamento ci permette di: estrarre dalla popolazione il campione. X.

La definizione operativa di un concetto viene detta: operazionalizzazione. X.

Le procedure di assegnazione permetto di: assegnare i soggetti del campione alle condizioni sperimentali. X.

La popolazione è: l'insieme di tutti gli eventi di interesse per il ricercatore. X.

Il campione è: un insieme di eventi tratto dalla popolazione. X.

I metodi di osservazione possono essere: entrambi. X.

I metodi di ricerca sono: le modalità con cui una ricerca viene organizzata. X.

I metodi di ricerca possono essere inclusi in tre categorie: Descrittivi, veri esperimenti, quasi esperimenti. X.

La provenienza geografica di unindividuo analizzata dividendo l'Italia in Nord, Centro e Sud può essere considerata una variabile: nominale. X.

Le variabili quantitative sono: Ad intervalli e a rapporti. X.

Le variabili ordinali e nominali assumono modalità: prive di valore numerico. X.

Una variabile è nominale quando: I suoi valori sono categorie discrete diverse e non possono essere ordinabili. X.

Una variabile è ordinale quando: I suoi valori oltre ad essere diversi sono anche ordinabili. X.

La misurazione è: l'associazione tra una categoria e oggetti, eventi o individui in base a regole di corrispondenza. X.

Le variabili qualitative sono: Nominali e ordinali. X.

La terza fase del processo di ricerca prevede: la raccolta dei dati. X.

Una variabile è: ogni caratteristica del soggetto che può assumere valori diversi. X.

Un caso può essere definito come: ciò a cui si applica la misurazione. X.

Una variabile a rapporti equivalenti: Prevede uno zero assoluto. X.

In una variabile a intervalli: l'intervallo tra i livelli è costante. X.

Una variabile continua: può assumere ogni valore in un intervallo di numeri reali. X.

Una variabile discreta: Può assumere solo un numero finito di valori. X.

Una variabile si dice indipendente quando: influisce sulla variabile dipendente senza esserne influenzata. X.

Una variabile si dice dipendente quando: subisce l'influenza della variabile indipendente senza influenzarla a sua volta. X.

La codifica dei dati prevede: la trasformazione dei dati raccolti in numeri. X.

Nelle tabelle di contingenza vengono inserite: le frequenze con cui ogni combinazione di variabili si presenta. X.

La quarta fase della ricerca prevede: l'analisi dei dati. X.

La statistica multivariata si applica all'analisi di: molte variabili. X.

La statistica bivariata si applica all'analisi di: due variabili. X.

La statistica univariata si applica all'analisi di: una variabile. X.

La statistica confermativa permette di: verificare un modello di relazione tra dati. X.

La statistica esplorativa ci permette di: capire le relazioni tra dati per ipotizzare una teoria. X.

Le affermazioni della statistica inferenziale possono essere: entrambe. X.

La statistica inferenziale permette di: generalizzare alla popolazione le informazioni ottenute. X.

La statistica descrittiva permette di: descrivere, rappresentare e sintetizzare un insieme di dati. X.

Nelle matrici di dati: vengono inseriti i dati di ogni soggetto per ogni variabile. X.

Le tabelle di contingenza: Sono tabella a doppia entrata in cui vengono incrociate due variabili. X.

Nella statistica descrittiva i dati vengono riportati usando: tabelle, grafici e indici di sintesi. X.

La competenza di un ricercatore viene valutata principalmente basandosi su: il numero e la qualità di articoli scientifici prodotti. X.

La quinta fase del processo di ricerca prevede: l'interpretazione dei dati. X.

La fase di interpretazione dei dati permette di: capire se i risultati sono in linea con l'ipotesi di partenza. X.

La sesta fase del processo di ricerca prevede: la comunicazione dei dati. X.

Quando interpretiamo i risultati di una ricerca: lo facciamo alla luce di una teoria di riferimento. X.

Tra le tipologie di articolo scientifico troviamo: l'articolo sperimentale. X.

In un articolo l'abstract serve per: riassumere il contenuto. X.

In un articolo la parte definita "metodi" serve per: descrivere il disegno sperimentale. X.

In un articolo l'introduzione serve per: presentare il campo di indagine. X.

Il campionamento del tempo non può essere applicato: entrambe le alternative. X.

Il campionamento del tempo prevede di: distribuire le osservazioni in diversi periodi della giornata. X.

Le strategie di campionamento della situazione ci permettono di: osservare diverse sfaccettature dello stesso comportamento. X.

Le strategie di campionamento della situazione. richiedono che uno stesso comportamento venga osservato in più situazioni diverse. X.

Durante le procedure di campionamento dell'evento: il ricercatore dovrà osservare tutti i comportamenti che soddisfano una descrizione predefinita. X.

Le strategie di campionamento dell'evento si applicano quando: si vogliono osservare eventi speciali o imprevedibili. X.

Nel campionamento del tempo, la selezione casuale prevede: di fissare la durata dell'osservazione e distribuire questi intervalli casualmente durante la giornata. X.

Nel campionamento del tempo, la selezione sistematica prevede: di programmare degli intervalli di tempo durante tutta la giornata in cui verranno svolte le osservazioni. X.

Le strategie di campionamento del tempo sono: entrambe. X.

Le strategie di campionamento del comportamento comprendono: il campionamento di tempo, eventi, situazioni e soggetti. X.

Durante un'osservazione scientifica: devono essere seguite delle procedure rigide e devono essere create situazioni strutturate. X.

Fare inferenze circa il fenomeno che si sta osservando significa svolgere: un'osservazione ingenua. X.

L'osservazione può essere: entrambe. X.

I metodi descrittivi sono usati per: condurre delle analisi preliminari. X.

Quando applichiamo i metodi descrittivi ad una ricerca: non possiamo adottare procedure di assegnazione casuali dei soggetti. X.

Un disegno di ricerca che adotta i metodi descrittivi permette: nessun controllo sulle variabili. X.

Un disegno di ricerca quasi sperimentale permette: un parziale controllo delle variabili. X.

Un disegno di ricerca sperimentale permette: un completo controllo di tutte le variabili. X.

Gli aspetti positivi dell'osservazione naturalistica sono: non intrusività, non artificiosità e sistematicità delle osservazioni. X.

Uno dei problemi dell'osservazione naturalistica riguarda: il fatto che le tempistiche potrebbero essere molto lunghe. X.

La registrazione digitale del comportamento osservato: permette una maggiore accuratezza nella categorizzazione. X.

Grazie all'osservazione naturalistica: possiamo osservare fenomeni che si presentano in situazioni di vita reale. X.

Quando dobbiamo rappresentare i comportamenti osservati possiamo usare le seguenti unità di misura: eventi, stati, eventi temporali e intervalli. X.

L'osservazione naturalistica: permette di raccogliere dati sul comportamento dei soggetti senza interferire sul loro modo di comportarsi. X.

Durante un'osservazione naturalistica: è importante mantenere separate la fase di osservazione dalla fase dell'interpretazione. X.

I prodotti che vengono considerati durante l'osservazione indiretta sono: artefatti che derivano dal comportamento. X.

Gli indizi fisici analizzati durante l''osservazione indiretta rappresentano: le tracce lasciate dal comportamento passato. X.

Durante l''osservazione indiretta possiamo prendere in considerazione: entrambi. X.

Gli indizi d'uso che vengono considerati durante l'osservazione indiretta sono: prove fisiche dell'utilizzo di un oggetto. X.

L'osservazione indiretta prevedere l'analisi: degli esiti del comportamento. X.

Durante l'osservazione strutturata: ci sono degli attori che guidano la situazione. X.

L'osservazione strutturata avviene: in entrambe le situazioni. X.

Per un'osservazione strutturata: il ricercatore cerca di strutturare l'ambiente in cui svolgerà l'osservazione. X.

L'osservazione intrusiva permette: la possibilità di controllare parzialmente le variabili. X.

L'osservazione intrusiva prevede: l'osservazione partecipante, strutturata e gli esperimenti sul campo. X.

L'osservazione intrusiva fa parte dei metodi di osservazione: diretta. X.

Gli esperimenti sul campo prevedono: la manipolazione di una o più variabili indipendenti all'interno di una situazione naturale. X.

Prima di iniziare l'attività di 'osservazione partecipante il ricercatore: deve familiarizzare con il gruppo sociale nel quale è inserito. X.

Nell'osservazione partecipante la teoria: entrambe le alternative. X.

L'osservazione partecipante si focalizza principalmente su: le "everyday life situation". X.

Il ricercatore si propone di assumere il punto di vista dell'«insider» quando mette in atto l'osservazione: partecipante. X.

La ricerca partecipante richiede una strutturazione dell'ambiente: minima. X.

Durante l'osservazione partecipante il ricercatore: partecipa ed osserva situazioni di vita quotidiana. X.

Quando si documenta il comportamento in maniera esaustiva: vengono riportati tutti i comportamenti specifici di una situazione. X.

Quando si documenta il comportamento in maniera selezionata: vengono riportati solo i comportamenti a cui il ricercatore è interessato. X.

Durante l'osservazione partecipante il ricercatore: si propone di assumere il punto di vista dell'«insider». X.

L'influenza dell'osservatore si verifica quando: la presenza dello sperimentatore modifica il comportamento dei soggetti. X.

Il bias dell'osservatore si verifica quando: le aspettative del ricercatore influenzano l'interpretazione dei comportamenti. X.

Per ridurre l'influenza dell'osservatore si potrebbe: Tutte le alternative presenti. X.

Per ridurre il bias dell'osservatore si potrebbe: farsi aiutare da altri ricercatori nell'interpretazione. X.

Quando svolgiamo una ricerca osservativa possiamo riscontrare: entrambe le alternative. X.

L'inchiesta trasversale ripetuta prevede. diverse rilevazioni nel tempo con campioni indipendenti. X.

Tra i vantaggi dell'inchiesta troviamo: la possibilità di raggiungere un numero di persone molto ampio. X.

L'inchiesta ha come scopo: entrambe le alternative. X.

L'inchiesta prevede di: porre delle domande a un campione di persone estratto da una popolazione che intende rappresentare. X.

L'inchiesta si differenza dal sondaggio perché: l'inchiesta prevede una teoria di partenza che va verificata. X.

L'inchiesta può essere: trasversale o trasversale ripetuta. X.

Le interviste faccia a faccia vengono svolte: entrambe le alternative. X.

Le interviste telefoniche permettono di: ridurre i costi previsti per la somministrazione. X.

Quando adottiamo i questionari via internet: possiamo incorrere nel Bias di selezione del campione. X.

Quando usiamo dei questionari postali. Il tasso di risposta potrebbe essere molto basso. X.

L'inchiesta può avvalersi dei seguenti strumenti: tutti gli strumenti indicati. X.

Il questionario può includere: entrambe le alternative. X.

Durante la creazione di un questionario è necessario: procedere con una pianificazione delle domande molto accurata. X.

Un questionario può essere: entrambe le alternative. X.

Prima di creare la versione definitiva di un questionario: è necessario confrontarsi con dei colleghi esperti sia di metodologia sia del costrutto che andiamo ad indagare. X.

Quando si crea un questionario: è sempre consigliabile fare una somministrazione preliminare ad un piccolo gruppo. X.

Prima di creare un questionario: è bene accertarsi che non ci siano già strumenti validati che rilevino lo stesso costrutto. X.

La desiderabilità sociale porta i soggetti che rispondo ad un'inchiesta a: rispondere come credono che l'esaminatore preferisca o quello che viene considerato «politicamente più corretto». X.

In un'inchiesta la presenza di item mancanti può essere: un problema. X.

In unquestionario, una domanda che mi permette di saltare alcune risposte viene definita: domanda filtro. X.

Quando progettiamo un questionari dobbiamo considerare che: il modo in cui le domande sono poste possa influenzare la risposta. X.

L'ordine delle domande di un questionario: influenza le modalità di risposta dei soggetti. X.

In un questionario le domande valutative: sono quelle che usano parole con un forte valore emotivo nei confronti di una delle risposte. X.

Tra le domande di un questionario dovremmo inserire: item invertiti per controllare il bias della risposta. X.

Quando creiamo le domande per un questionario dobbiamo evitare: domande che esprimano una delle possibili risposte. X.

Quando usiamo la tecnica ad imbuto per ordinare le domande in un questionario: partiamo da quelle più generali e si procede con quelle più specifiche. X.

Una buona tecnica per ordinare le domande in un questionario è: metodo ad imbuto. X.

Quando il ricercatore non è la persona che ha raccolto i dati di una ricerca stiamo parlando di: una ricerca d'archivio. X.

Le ricerche d'archivio: prevedono che il ricercatore esamini dei registri pubblici. X.

La ricerca d'archivio ha il vantaggio che: non richiede molte risorse. X.

Le ricerche d'archivio permettono di: avvallare ipotesi che riguardano eventi avvenuti in passato. X.

La review ha un approccio: qualitativo. X.

La meta-analisi ha un approccio: quantitativo. X.

La review: raccoglie, descrive e sintetizza le ricerche pubblicate su un dato argomento. X.

Una meta-analisi può basarsi su: gli indici di ampiezza dell'effetto o la significatività delle ricerche. X.

Quando ottieniamo nuove informazioni accorpando i risultati di ricerche già svolte su un argomento comune stiamo facendo: una meta-analisi. X.

I dati che vengono usati per la ricerca d'archivio: solitamente non sono raccolti per scopi scientifici. X.

Gli studi dei casi singoli e gli esperimenti su singoli soggetti: rappresentano due metodologie differenti. X.

Lo studio dei casi singoli: prevede lo studio intensivo del comportamento di un'unica persona o evento. X.

In una ricerca correlazionale: le variabili non vengono né manipolate né controllate. X.

Le ricerche correlazionali: indagano le cause del comportamento attraverso la valutazione delle correlazioni tra le variabili. X.

Un grosso limite dello studio dei casi singoli riguarda: la generalizzabilità dei risultati. X.

Lo studio di caso singolo strumentale prevede: la descrizione un caso prototipico che non ha niente di diverso dagli altri. X.

Quando analizziamo soggetti unici per evidenziarne le specificità stiamo applicando: Lo studio di caso singolo intrinseco. X.

Lo studio dei casi singoli retrospettivo: descrive eventi già terminati. X.

Gli studio dei casi singoli possono essere: entrambe le alternative. X.

Lo studio dei casi singoli può portare a conclusioni: descrittivo-fattuali, interpretative o valutative. X.

In uno studio longitudinale: viene scelto un solo campione di soggetti che viene monitorato costantemente nel tempo, ad intervalli fissi. X.

Gli studi trasversali: considerano diversi campioni contemporaneamente, con differenti livelli di età. X.

Studi sullo stesso costrutto condotti con metodologie studi longitudinali e trasversali hanno prodotto: risultati contrastanti. X.

Gli studi longitudinali retrospettivi: richiedono ai soggetti di ricordare eventi passati. X.

Gli studi longitudinali prospettici: seguono gli stessi soggetti per diverso tempo. X.

Gli studi trasversali ripetuti: prevedono misurazioni regolari su campioni largamente differenti o completamente rinnovati. X.

L'effetto della coorte di età afferma che: i soggetti di uno studio trasversale provengono da coorti differenti e hanno esperienze differenti. X.

Gli studi longitudinali possono essere: ripetuti, prospettici, retrospettivi. X.

I veri esperimenti comprendono: Tutte le alternative presenti. X.

I fattori principali su cui dovremmo intervenire quando facciamo una ricerca sperimentale sono: manipolazione delle variabili e assegnazione dei soggetti. X.

Il concetto di manipolazione delle variabili indica: il livello di controllo che è possibile esercitare sulle variabili nel setting sperimentale. X.

In un disegno between: ogni gruppo è sottoposto ad un solo livello della variabile indipendente. X.

In un disegno within: ogni gruppo è sottoposto a tutti i diversi livelli della variabile indipendente. X.

I disegni between e within possono fanno riferimento: a entrambi. X.

Quando in un disegno sono presenti due o più variabili indipendenti abbiamo: un disegno fattoriale. X.

Quando misuriamo la variabile dipendente dopo aver svolto il trattamento parliamo di: post-test. X.

I veri esperimenti consentono: di affermare con sicurezza che gli effetti riscontrati nella variabile dipendente sono causati dalla manipolazione della variabile indipendente. X.

In un disegno con un solo gruppo e una sola prova: viene scelto un solo campione a cui verrà somministrato un solo trattamento e il post-test. X.

Quando voglio confrontare le prestazioni ad un test memoria di un gruppo di soggetti con demenza con un gruppo di soggetti sani dovrò attuare un disegno: between. X.

I pre-esperimenti sono: disegni che possono apparire sperimentali ma che permettono uno scarso controllo delle variabili. X.

Nel disegno con un solo gruppo e due prove le due prove: vengono svolte pre e post-test. X.

I disegni pre-esperimenti comprendono: Disegni con un solo gruppo e una sola prova, Disegni con un solo gruppo e due prove, Disegni con due gruppi non equivalenti e una prova. X.

Nel disegno con un solo gruppo e due prove: viene scelto un solo campione a cui verrà somministrato un solo trattamento e due valutazioni. X.

Nel disegno con due gruppi non equivalenti e una prova: vengono scelti due gruppi a cui verrà somministrata una valutazione. X.

Nel disegno con due gruppi non equivalenti e una prova i due gruppi: solo il gruppo sperimentale svolgerà il trattamento. X.

Nel disegno con due gruppi non equivalenti e una prova i due gruppi non sono equivalenti perché: entrambe le alternative. X.

In un disegno entro i gruppi: ogni gruppo è sottoposto a tutte le condizioni sperimentali. X.

In un disegno tra i gruppi: ogni gruppo è sottoposto ad una sola condizione sperimentale. X.

Il principale problema del disegno di Solomon: richiede un alto numero di soggetti. X.

Il disegno di Solomon: riesce a isolare gli effetti di disturbo della prova preliminare. X.

Nel disegno di Solomon: nessuna delle alterntive. X.

Ho due gruppi di soggetti depressi, ad uno fornisco un farmaco all'altro un placebo. Valuto il livello di depressione di entrambi i gruppi prima e dopo il trattamento per poi confrontarli. Sto applicando: disegno classico. X.

I disegni con una variabile indipendente tra i gruppi sono: Disegno classico e Disegno di Solomon. X.

I disegni con una variabile indipendente entro i gruppi sono: Disegno a misure ripetute semplice, Disegni controbilanciati. X.

I disegni con una variabile indipendente possono essere: Entrambi. X.

l disegno classico è composto da: Due gruppi, due prove e il trattamento per un solo gruppo. X.

L'effetto dell'ordine in un esperimento: è dovuto all'ordine delle condizioni, indipendentemente dalla specificità delle condizioni stesse. X.

Nel disegno a misure ripetute semplice: i gruppi sono equivalenti perché sono composti dagli stessi soggetti. X.

L'effetto della sequenza in un esperimento: è dovuto alla parziale dipendenza di una condizione sperimentale da quella che la precede. X.

Nei Disegni entro i gruppi: ogni soggetto diventa il controllo di sé stesso. X.

I disegni entro i gruppi con una sola variabile indipendente comprendono: entrambi. X.

Quando applichiamo un disegno a misure ripetute semplice ogni soggetto/gruppo: Viene sottoposto a tutti i livelli della variabile indipendente. X.

Quando voglio valutare come uno stesso gruppo di soggetti risponde a due diverse terapie per la memoria metterò in atto: un disegno a misure ripetute. X.

Usiamo il disegno controbilanciato entro i soggetti quando: abbiamo un numero dei soggetti limitato. X.

Per contrastare l'effetto dell'ordine e della sequenza in un esperimento: si deve mettere in atto una procedura di controbilanciamento, che può essere entro i soggetti o entro i gruppi. X.

In un disegno fattoriale 3x2 le variabili indipendenti avranno: una 3 e l'altra 2 livelli. X.

In un disegno fattoriale l'effetto interattivo. È dovuto alla presenza contemporanea delle indipendenti sulla variabile dipendente. X.

In un disegno fattoriale l'effetto principale: È l'effetto che ogni variabile indipendente ha sulla dipendente, al di là di altre indipendenti. X.

Nei disegni con più variabili indipendenti: La variabile dipendente è sempre quantitativa. X.

Per analizzare i risultati di un disegno fattoriale è necessario applicare: l'analisi della varianza. X.

Ho un gruppo di soggetti con demenza e un gruppo di soggetti sani, ad una parte di ogni gruppo fornisco un trattamento classico e all'altra un trattamento computerizzato. Valuto la memoria di entrambi i gruppi prima e dopo il trattamento per poi confrontarli. Sto applicando: un disegno fattoriale. X.

Nel sistema di notazione dei disegni fattoriali: vengono indicate solo le variabili indipendenti. X.

Il mio disegno fattoriale ha tre variabili indipendenti con 4, 6, 2 livelli ciascuna e una variabile dipendente con 3 livelli. Qual è la notazione corretta?. 4x6x2. X.

In un disegno fattoriale 3x4 avremo: due variabili indipendenti. X.

L'effetto interattivo di un disegno fattoriale: è diverso dalla somma dei singoli effetti principali. X.

Un effetto interattivo intensificante potrebbe: aumentare gli effetti delle singole variabili indipendenti quando queste interagiscono. X.

Gli effetti interattivi potrebbero portare a: Entrambi. X.

Per rappresentare gli effetti di un disegno fattoriale possiamo usare: Entrambi. X.

Quando, in un disegno fattoriale, solo la variabile indipendente "B" è risultata significativa parliamo di: Effetto principale di B. X.

Le matrici di celle usate per rappresentare un disegno fattoriale sono: tabelle che riportano i punteggi medi di ogni combinazione delle variabili indipendenti. X.

Un effetto interattivo inibente si presenta quando: la presenza contemporanea delle due variabili indipendenti riduce l'effetto che avrebbero le singole variabili. X.

I disegni fattoriali entro i soggetti vengono anche detti: disegni fattoriali a misure ripetute. X.

Un disegno fattoriale misto può includere: entrambi. X.

Per comprendere gli effetti di interazione che emergono da un disegno fattoriale dobbiamo tener presente, tra le altre cose: Gli effetti soffitto e pavimento. X.

Parliamo di effetto soffitto quando: la prestazione dei soggetti raggiunge il massimo previsto. X.

Parliamo di Effetto pavimento quando: la prestazione dei soggetti raggiunge il minimo previsto. X.

Gli effetti soffitto e pavimento in un disegno fattoriale: non ci permettono di analizzare la performance reale dei soggetti. X.

In un disegno con gruppo di controllo non equivalente i due gruppi sono così definiti perché: Non è stato possibile assegnare casualmente i soggetti ai gruppi. X.

Per analizzare l'equivalenza tra gruppi in disegni con gruppo di controllo non equivalente possiamo: sottoporre entrambi i gruppi ad una valutazione pre-test completa. X.

Quando voglio studiare due gruppi che sono entità naturali applicherò: un disegno con gruppo di controllo non equivalente. X.

Un disegno con gruppo di controllo non equivalente: non permette di garantire l'equivalenza tra i gruppi. X.

A volte, nei quasi esperimenti: Entrambe le alternative. X.

I quasi esperimenti: Sono una delle tipologie di disegno sperimentale più usata in psicologia. X.

In un disegno simulato prima-dopo con campioni differenti nel pre-test e post-test: I gruppi sono diversi perché non è possibile assegnare casualmente i partecipanti. X.

I disegni a serie temporali interrotte: richiedono un numero elevato di misurazioni. X.

Un disegno a serie temporali interrotte prevede: più misurazioni pre e post-test. X.

I disegni simulati prima-dopo possono essere: entrambi. X.

Un disegno Serie temporale interrotte semplice prevede: solo il gruppo sperimentale. X.

Le misurazioni ripetute in disegno a serie temporali interrotte: consentono di evidenziare la tendenza della variabile dipendente. X.

In uno studio sul caso singolo il disegno sperimentale prevede che: vengano fatte diverse valutazioni pre e post-test per ottenere una baseline. X.

Uno studio sul caso singolo che prevede un disegno «A-B-A-B»: permette di prolungare l'effetto del trattamento. X.

i vantaggi di un esperimento su soggetti singoli: Tutte le precedenti. X.

Gli esperimenti su soggetti singoli: non vanno confusi con gli studi sui casi singoli. X.

Analizzando solo i punteggi medi di un gruppo di soggetti si può: nascondere alcuni soggetti il cui comportano si discosta della media. X.

L'evidenziamento dei grossi effetti in uno studio sul caso singolo ci permette di: riscontrare solo gli effetti più consistenti. X.

In uno studio sul caso singolo che prevede un disegno «A-B-A»: il soggetto dovrebbe tornare al livello iniziale dopo il trattamento. X.

I test psicologici prevedono: criteri quantitativi predefiniti per la valutazione delle risposte. X.

I test neuropsicologici: fanno parte dei test cognitivi. X.

I test cognitivi sono anche detti: di massima performance. X.

I test non cognitivi sono anche detti: di tipica performance. X.

Gli item di un test: devono essere rappresentativi dell'universo di comportamenti possibili. X.

I test psicologici: si avvalgono di una procedura standardizzata. X.

Un esempio di test di intelligenza è: la WAIS-IV. X.

I test di profitto valutano: l'abilità appresa attraverso l'esperienza già realizzata. X.

I test di profitto servono a: valutare il livello attuale di competenza, conoscenza e capacità di un individuo. X.

Un esempio di test di attitudine è: General Reasoning Test. X.

I test di attitudine sono usati: nell'ambito della selezione e nell'orientamento. X.

La performance ad un test di intelligenza può essere influenzata da: familiarità e cultura. X.

I test di intelligenza: riflettono differenti definizioni e teorie alla base di questo costrutto. X.

Un ricercatore che si appresta ad applicare i metodi osservativi: dovrà svolgere una fase di addestramento. X.

L'analisi del contenuto è un approccio: quantitativo che viene applicato a materiale verbale. X.

L'analisi del contenuto serve per: estrarre informazioni desiderate da un corpus di materiale. X.

Quando applichiamo dei metodi osservativi: non è possibile l'autovalutazione. X.

l'osservazione può essere: sia qualitativa che quantitativa. X.

L'intervista può essere definita come: una modalità di raccolta dei dati che si basa sull'interazione verbale con il soggetto. X.

L'intervista può essere: non struttura, strutturata, semistrutturata. X.

L'intervista non strutturata si caratterizza per: l'assenza di domande predeterminate. X.

L'intervista semistrutturata si caratterizza per: una certa flessibilità nelle domande e nell'ordine di somministrazione. X.

Il questionario può essere composto da: entrambe le alternative. X.

le domande a scelta forzata: obbligano il soggetto ad esprimere un opinione. X.

Il rating in un questionario: richiede di valutare un item scegliendo tra i livelli di una scala. X.

Il Ranking in un questionario: chiede di esprimere una preferenza tra un oggetto e un altro. X.

I segnali elettrofisiologici grezzi: devono essere "puliti" prima di poter essere usati. X.

I rilievi fisiologici posso usare parametri: Entrambi. X.

Gli strumenti delle neuroscienze: Consentono di esplorare le strutture e l'attività cerebrale in relazione a specifiche attività. X.

L'elettroencefalogramma permette di: rilevare l'attività elettrica della corteccia cerebrale. X.

Gli strumenti di neuroimaging permettono di: visualizzare la struttura e il funzionamento del cervello. X.

La Tomografia Assiale Computerizzata permette di: visualizzare solo la struttura del cervello. X.

Le tecniche di Risonanza Magnetica permettono di: visualizzare la struttura e il funzionamento del cervello. X.

I rilievi fisiologici: permettono di misurare modificazioni somatiche dei parametri biochimici e ormonali. X.

Le procedure di scaling Unidimensionali permettono di: assegnare un solo punteggio ad un insieme di risposte fornite. X.

Le procedure di scaling Unidimensionale comprendono: Scala di Thurstone, Scala di Guttman e Scala Likert. X.

Le procedure di scaling multidimensionali permettono di: valutare l'atteggiamento del soggetto nei confronti di un costrutto costituito da varie dimensioni. X.

Lo scaling è una procedura che richiede di: collocare su una scala numerica degli item che sono stati forniti in ordine casuale. X.

Lo scaling: è utilizzato principalmente per valutare gli atteggiamenti. X.

Le procedure di scaling possono essere: entrambe le alternative. X.

Scala di Guttman viene anche detta: scaling cumulativo o scalogramma. X.

I test psicologici standardizzati possono esser usati per: entrambe le alternative. X.

La validazione scientifica di un test serve a: verificare la congruenza rispetto al costrutto di riferimento. X.

La costruzione di un test psicologico parte: dalla teoria. X.

I test psicologici standardizzati: permettono un confronto tra i punteggi ottenuti da diversi individui. X.

Una variabile è considerata tale solo se: è capace di assumere dei valori diversificati. X.

L' MMPI-2 prevede risposte: "vero" o "falso". X.

L' MMPI-2 misura: caratteristiche strutturali della personalità. X.

La WISC-IV può essere somministrata a soggetti: dai 6 anni ai 16 anni e 11 mesi. X.

La WAIS può essere somministrata a soggetti: con più di 16 anni. X.

Le scale Wechsler sono: test di intelligenza generale. X.

Il Sixteen Personality Factor Questionnaire valuta: i fattori primari di personalità. X.

Prima di somministrare un test è importante: leggere il manuale. X.

Per la correzione di un test dobbiamo: dobbiamo basarci sulle norme specifiche riportate nel manuale. X.

Per passare dal costrutto al suo significato mettiamo in atto un processo denominato: definizione. X.

Per passare dal significato del costrutto alle variabili mettiamo in atto un processo denominato: operazionalizzazione. X.

Per passare dalle variabili ai valori mettiamo in atto un processo denominato: misurazione. X.

La variabile titolo di studio può essere espressa usando: scala ordinale. X.

La teoria classica dei test si sintetizza in quale delle seguenti equazioni: X = V + E. X.

Nella teoria classica dei test il punteggio osservato è: la risposta che lo psicologo rileva dal test. X.

Nella teoria classica dei test il punteggio vero è: la reale risposta del soggetto. X.

Nella teoria classica dei test l'errore è: la distorsione del punteggio dovuta ad alcune fonti esterne. X.

Quello che vorremmo ottenere da un test psicologico è: punteggio vero. X.

Quando somministriamo un testo possiamo avere errori: entrambe le alternative. X.

Il valore che calcoliamo conoscendo il punteggio osservato e stimando l'errore può essere definito: punteggio vero. X.

Secondo l'Item Response Theory soggetti con uguali capacità: hanno la stessa probabilità di risolvere uno stesso compito. X.

I modelli di misurazione sono: modelli matematico-statistici che specificano le relazioni tra variabili osservate e variabili latenti. X.

Secondo l'Item Response Theory la probabilità che un compito venga eseguito correttamente dipende da: abilità individuale e difficoltà dell'item. X.

La validità di un test e la validità di una ricerca: sono simili ma si riferiscono a due concetti diversi. X.

L'attendibilità di un test può essere definita come: il grado di accordo tra misurazioni indipendenti dello stesso costrutto. X.

Un test dovrebbe essere: entrambe le alternative. X.

L'accuratezza di un test può essere definita come: il grado di corrispondenza tra il costrutto e la realtà. X.

La stabilità di un test può essere definita come: l'uguaglianza tra due misurazioni fatte sullo stesso campione a distanza di tempo. X.

La precisione di un test può essere definita come: la coerenza tra manifestazioni diverse dello stesso costrutto nella stessa misurazione. X.

L'attendibilità di un test può essere valutata con procedure che prevedono: entrambe. X.

Per calcolare l'attendibilità di un test usando il metodo "Split-half" è necessario: dividere in due gruppi gli item e si valutare la correlazione delle due metà. X.

L'attendibilità calcolata attraverso l'analisi della coerenza interna prevede di usare: alfa di Cronbach. X.

L'affidabilità Test-retest permette di valutare: la stabilità dei punteggi nel tempo. X.

Per valutare l'equivalenza tra forme parallele di un test: somministro allo stesso soggetto due versioni dello stesso test. X.

L'alfa di Cronbach dipende da: entrambe le alternative. X.

Un test ha una buona validità divergente quando: è possibile discriminare tra due misurazioni di costrutti diversi. X.

La Validità nomologica indica: il grado in cui il costrutto che vogliamo misurare si inserisce in una serie di relazioni tra costrutti. X.

La validità di contenuto comprende: La validità di facciata. X.

La validità concorrente fa parte: della validità di criterio. X.

La validità concorrente è presente quando: il punteggio al test concorda con altre misure valide dello stesso costrutto. X.

La validità concorrente è presente quando: il punteggio al test concorda con altre misure valide dello stesso costrutto. X.

La validità di costrutto può comprendere: entrambe. X.

Un test ha una buona validità convergente quando: c'è accordo tra due misurazione dello stesso costrutto fatte con metodi o strumenti diversi. X.

La validità di costrutto può essere valutata usando: Matrice multi-tratto-multi-metodo. X.

La validità di facciata indica: quanto gli item appaiono misurare ciò che misurano. X.

Un test ha una buona Validità di contenuto quando: è rappresentativo della caratteristica che intende valutare. X.

La validità di criterio indica: la corrispondenza tra la misura e una variabile esterna. X.

La validità di un test può essere definita come: il grado in cui uno strumento misura ciò che dice di misurare. X.

La validità di una ricerca può essere definita come: La migliore approssimazione disponibile alla verità. X.

Le ricerche che hanno lo scopo di "spiegare" permettono: riusciremo a spiegare la natura del legame evidenziato tra le variabili. X.

Se conduciamo una ricerca che abbia lo scopo di verificare relazioni causali: possiamo capire quale variabile causi la variazione dell'altra. X.

Quando svolgiamo una ricerca con la finalità di dimostrare empiricamente vogliamo: entrambe le alternative. X.

Se conduciamo una ricerca che abbia lo scopo di dimostrare empiricamente: non possiamo dimostrare la presenza di una relazione causale tra le variabili. X.

Considerare il pre-test come un evento ordinario aiuta a ridurre: l'effetto delle prove. X.

Considerare il pre-test come un evento ordinario aiuta a ridurre: l'effetto delle prove. XX.

Per ridurre l'effetto delle prove si può applicare: il disegno di Solomon. X.

L'effetto delle prove minaccia la validità interna perché: la partecipazione ad una fase dell'esperimento può influenzare le successive fasi. X.

La minaccia della storia attuale può essere ridotta: progettando esperimenti che prevedano un'unica sessione sperimentale. X.

La relazione causale tra due variabili dipende: entrambe le alternative sono vere. X.

La minaccia della regressione statistica limita: La validità interna. X.

Per contenere il rischio di mortalità all'interno di un campione: è solamente possibile cercare di reclutare più soggetti di quanti effettivamente previsti. X.

Per ridurre la minaccia della regressione statistica è necessario: estrarre casualmente i soggetti che appartengono al campione di controllo. X.

La minaccia della regressione statistica riguarda: la riduzione della presenza dei punteggi estremi a seguito di prove ripetute con lo stesso strumento. X.

Una cattiva selezione dei soggetti può: minacciare la validità interna dell'esperimento. X.

l gruppo sperimentale: Viene sottoposto al trattamento. X.

Il gruppo di controllo: Non viene sottoposto alla stessa attività del gruppo sperimentale. X.

La minaccia della mortalità riguarda: il fatto che tra due fasi del test alcune persone si ritirino. X.

La minaccia della strumentazione può essere ridotta attraverso: entrambe. X.

Gli strumenti di misurazione non intrusivi possono aiutare a: aumenta la validità esterna. X.

Per validità di popolazione intendiamo: la capacità di generalizzare i dati del campione alla popolazione. X.

L'uso dell'inganno della ricerca: aumenta la validità esterna. X.

La validità esterna può essere suddivisa in: Validità di popolazione, temporale ed ecologica. X.

La validità esterna: Consente di applicare i risultati ottenuti a soggetti, situazioni, luoghi e tempi diversi da quelli sperimentali. X.

Per validità temporale intendiamo: la possibilità di assumere che i risultati della ricerca rimangano stabili nel tempo. X.

Le variazioni che minacciano la validità temporale sono: stagionale, ciclica e personologica. X.

La validità ecologica prende in considerazione: il confronto tra vita reale e attività sperimentale. X.

La validità esterna può essere minacciata da: l'uso di campioni presi sempre dalle stesse popolazioni. X.

Per aumentare la validità esterna potrebbe essere necessario: raccogliere dati prima che le persone se ne accorgano. X.

Un'operalizzazione inadeguata può portare ad una diminuzione della: validità di costrutto. X.

La validità di costrutto può essere minacciata quando: le variabili indipendenti non vengono chiaramente definite. X.

Per aumentare la validità di costrutto è necessario: creare una definizione operativa chiara e dettagliata. X.

L'effetto Hawthorne si riferisce al fatto che: il soggetto della ricerca si rende conto di essere osservato e per questo modifica il suo comportamento. X.

Per ridurre l'effetto Hawthorne è necessario: adottare il metodo del singolo cieco. X.

La validità statistica: va a verificare il rapporto tra le variabili. X.

La validità statistica permette un confronto tra: variabilità empirica e variabilità teorica attesa. X.

In una ricerca l'ipotesi da verificare è: l'ipotesi nulla. X.

L'ipotesi nulla delinea: L'assenza dell'effetto. X.

L'ipotesi alternativa delinea: La presenza dell'effetto. X.

Il livello di significatività indica: il livello di probabilità che viene superato quando H0 è vera con un valore di probabilità equivalente al valore di alfa stabilito. X.

La validità statistica può essere minacciata: Dal fishing e dalla bassa potenza statistica. X.

L'errore di I tipo si presenta quando: Si eseguono innumerevoli analisi, soprattutto correlazioni tra molte variabili, senza una ipotesi precisa. X.

L'errore di II tipo si presenta quando: un test ha bassa potenza statistica. X.

La zona di rifiuto è: un campo di valori possibili che ci si attende con minore probabilità in caso di verità dell'ipotesi nulla. X.

La validità statistica utilizza come strumenti: il calcolo della probabilità e l'inferenza statistica. X.

L'unica differenza tra gruppo/condizione di controllo e gruppo/condizione sperimentale deve essere: il livello della variabile indipendente. X.

Le strategie di controllo sperimentale: stabiliscono e rendono operative le modalità atte ad aumentare la validità di una ricerca. X.

l concetto di controllo sperimentale indica: quelle procedure atte a neutralizzare o a controllare le potenziali minacce alla validità di un esperimento. X.

Nella condizione di un controllo i soggetti: non vengono sottoposti al trattamento sperimentale. X.

Quando abbiamo un disegno entro i gruppi l'esperimento di controllo richiederà di inserire: la condizione di controllo. X.

Quando abbiamo un disegno tra gruppi l'esperimento di controllo richiederà di inserire: il gruppo di controllo. X.

L'esperimento di controllo può essere definito come: un esperimento che rientra tra i disegni sperimentali e serve a salvaguardare la validità della ricerca nel suo complesso. X.

Ripetere esattamente un esperimento vuol dire: replicare accuratamente la metodologia che è già stata impiegata nell'esperimento originale. X.

Il follow-up: viene fatto a distanza di un certo tempo dal post-test. X.

Le strategie generali di controllo sperimentale: sono indirizzate a ridurre eventuali problemi che potrebbero nascere all'interno del processo della ricerca. X.

L'effetto dell'ora del giorno sottolinea che: la scelta di un'ora specifica in cui fare le rilevazioni può avere delle ripercussioni. X.

Ripetere sistematicamente un esperimento vuol dire: ripeterlo in situazioni differenti nelle quali viene fatto variare un solo elemento per volta rispetto alla situazione originale. X.

Quando si ripete un esperimento possiamo dire che è attendibile quando: i risultati emersi nelle due prove sono stesso tipo. X.

Le conoscenze e le aspettative dei soggetti: possono minacciare la validità di un esperimento. X.

Per limitare l'effetto dei soggetti si potrebbe: Usare la tecnica dell'inganno. X.

Per limitare l'effetto dello sperimentatore si potrebbe: rendere automatiche le istruzioni del test. X.

L'effetto diffusione si verifica quando: coloro che hanno già sostenuto l'esperimento influenzano i successivi partecipanti. X.

Gli effetti derivanti dai soggetti possono dipendere da: entrambi. X.

L'Effetto dello sperimentatore può essere legato a: l'influenza, spesso inconscia, che lo sperimentatore può avere sui soggetti. X.

La procedura denominata doppio cieco permette: di controllare gli effetti derivanti sia dallo sperimentatore che dai soggetti. X.

È possibile controllare le aspettative dello sperimentatore e dei soggetti usando: usando delle procedure chiamate singolo e doppio cieco. X.

Le aspettative dello sperimentatore circa il risultato dell'esperimento che sta conducendo: possono influenzare tutti i livelli della sperimentazione. X.

La procedura denominata singolo cieco permette: di controllare solo gli effetti derivanti dai soggetti. X.

I metodi di assegnazione: vengono usati per creare i gruppi che parteciperanno all'esperimento. X.

Il metodo del pareggiamento viene usato: quando il campione può essere esaminato prima dell'esperimento. X.

Usando il metodo dei blocchi: il campione viene preventivamente organizzato in funzione di una variabile ritenuta influente. X.

Per poter generalizzazione i risultati della nostra ricerca alla popolazione dovremmo attuare: entrambi. X.

Nella procedura di campionamento casuale: Ogni elemento della popolazione ha la stessa probabilità di formare il campione. X.

Il campionamento casuale: può essere fatto con o senza reinserimento. X.

Nella procedura di campionamento casuale stratificato: La popolazione viene suddivisa arbitrariamente in gruppi più piccoli, sulla base di un certo criterio e su questi sottogruppi vengono svolte le procedure di campionamento casuale. X.

Nella procedura di campionamento ad hoc: Si selezionano solo soggetti volontari. X.

Usando il metodo dell'assegnazione casuale: ogni soggetto ha la stessa probabilità di essere assegnato a una delle condizioni dell'esperimento. X.

Nel controbilanciamento tra i soggetti completo: vengono usate tutte le combinazioni di prove possibili. X.

Quando attuiamo la tecnica di Controbilanciamento entro i soggetti denominata Randomizzazione delle prove è necessario che: ogni soggetto venga sottoposto ad una specifica sequenza che comprenda una diversa combinazione di prove. X.

Quando usiamo un disegno entro i soggetti potrebbe presentarsi: entrambi. X.

L'effetto dell'ordine in un esperimento: è dovuto all'ordine delle condizioni, indipendentemente dalla specificità delle condizioni stesse. X.

L'effetto della sequenza in un esperimento: è dovuto alla parziale dipendenza di una condizione sperimentale da quella che la precede. X.

Per contrastare l'effetto dell'ordine e della sequenza in un esperimento: si deve mettere in atto una procedura di controbilanciamento, che può essere entro i soggetti o entro i gruppi. X.

Il controbilanciamento entro i soggetti: è possibile quando tutti i soggetti vengono sottoposti a tutte le condizioni. X.

Il controbilanciamento tra i gruppi: ciascuna combinazione delle prove viene somministrata a un soggetto del campione. X.

Il quadrato latino fa parte delle tecniche di: Controbilanciamento incompleto. X.

La randomizzazione a blocchi fa parte delle tecniche di: Controbilanciamento entro i soggetti. X.

I veri esperimenti comprendono: tutte le alternative. X.

Per diminuire la validità di costrutto è necessario: avere una definizione operativa vaga e soggettiva. X.

La provenienza geografica di un individuo rilevata analizzando le diverse provincie d'origine può essere considerata una variabile: nominale. X.

La validità ecologica prende in considerazione: Il confronto tra quello che succede realmente nel mondo e quello che viene ridotto in sede sperimentale dentro il laboratorio. X.

Il livello di significatività indica: Il livello di probabilità fissato a priori che viene superato quando h0 è vera. X.

L'effetto diffusione si verifica quando: coloro che devono ancora sostenere l'esperimento vengono influenzati dai soggetti che hanno partecipato. X.

Il mio disegno fattoriale ha tre variabili indipendenti con 2,3,4 livelli ciascuna e una variabile dipendente con 5 livelli. Quale notazione è corretta?. 2x3x4. X.

La validità esterna può essere protetta quando: usiano campioni presi da popolazione sempre diverse. X.

Una variabile è nominale quando: I suoi valori possono solo essere divisi in categorie discrete diverse. X.

Durante le procedure di campionamento dell'evento il ricercatore: non dovrà limitarsi ad osservare solo i comportamenti che confermano la sua ipotesi di partenza. X.

L’osservazione intrusiva non permette: il controllo totale delle variabili. X.

Quando voglio confrontare le prestazioni ad un test memoria di un gruppo di soggetti con demenza prima e dopo due diversi trattamenti dovrò attuare un disegno: within. X.

Quando progettiamo un questionario dobbiamo considerare che: non dobbiamo invitare i soggetti a fare inferenza circa il significato della posta. X.

In un disegno fattoriale 3X4, le variabili indipendenti avranno: una 3 e l’altra 4 livelli. X.

Un ricercatore che si appresta ad applicare i metodi osservati non dovrà: fare affidamento solamente sui resoconti indiretti dei soggetti. X.

Il processo di validazione di un test ha lo scopo di: entrambe le alternative. X.

Usiamo il disegno controbilanciato entro i soggetti quando: il nostro campione ha una numerosità ridotta. X.

L’analisi del contenuto serve per: estrarre informazioni desiderate da un corpus di materiale testuale. X.

Per la correzione di un test non dobbiamo: tutte le alternative. X.

Per aumentare la minaccia della storia attuale sarebbe necessario: aumentare l’intervallo di tempo tra una risposta e l’altra. X.

Prima di iniziare l’attività di osservazione partecipante il ricercatore: non deve strutturare il setting sperimentale in cui inserire il gruppo da osservare. X.

Nel sistema di notazione dei disegni fattoriali vengono indicate: i livelli delle variabili indipendenti. X.

Il principio di integrità dice che il ricercatore dovrebbe: tutte le alternative. X.

È nella fase della pianificazione di una ricerca che il ricercatore: decide il disegno sperimentale da adottare. X.

Le aspettative dello sperimentatore circa il risultato dell’esperimento che sta conducendo: devono essere controllate così da non influenzare tutti i livelli della sperimentazione. X.

L’intervista è una modalità di raccolta dei dati che si basa: sull’interazione verbale tra l’intervistato e l’intervistatore. X.

Ho un gruppo di soggetti depressi, tutti i soggetti vengono sottoposti ad un trattamento farmacologico e, una volta interrotto il farmaco, vengono sottoposti ad un percorso di supporto psicologico. Valuto il livello di depressione prima e dopo i trattamenti per poi confrontarli. Sto applicando: disegno a misure ripetute semplice. X.

Le minacce alla validità interna sono: fattori confondenti circa la relazione causale tra le variabili. X.

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